RIFORMA DEL CATASTO: LA PAROLA AI GEOMETRI ITALIANI

Maurizio Savoncelli Riforma del catasto

Intervista di Isoradio al Presidente del Consiglio Nazionale Maurizio Savoncelli sul testo dell’aggiornamento del Catasto e la riscrittura dell’articolo 6.

Il Paese deve adeguarsi all’evoluzione storica e conoscere la fotografia reale di tutto il patrimonio immobiliare presente sul suo territorio, con l’esatta destinazione d’uso degli immobili, che con il passare degli anni hanno subito trasformazioni d’uso anche nel contesto territoriale. Si chiama «aggiornamento del Catasto» e serve a classificare e a determinare i valori sulla cui base si pagano le imposte sugli immobili: Imu, tassa di registro quando si compra da un privato, tassa di successione e donazione, oltre a contribuire al calcolo dell’Isee per chi chiede contributi e agevolazioni pubbliche.

Scatterà dal 2026 il nuovo catasto. Resiste all’ultima sintesi politica, l’indicazione di una “rendita ulteriore suscettibile di periodico aggiornamento” – che affiancherà la classica – da determinarsi in base ai criteri del Dpr 138/1998 senza però cambiare la base imponibile.

Arriverà invece una rinnovata caccia alle ‘case’ fantasma, con una semplificazione delle comunicazioni e dell’uso di questi strumenti ai fini dei controlli sul territorio da parte degli enti locali. Il maggior gettito scovato dall’evasione potrà essere utilizzato per abbattere il prelievo sugli immobili ‘regolari’ dello stesso Comune.

I Geometri autori da sempre dell’aggiornamento catastale dicono la loro

Ai microfoni di Isoradio il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri Laureati Maurizio Savoncelli invitato con l’onorevole Alessandro Cattaneo, ha fatto delle osservazioni tecniche sul disegno della Legge delega ponendo in evidenza il dettato dell’art. 6,  che se correttamente attuato, permetterà a ogni contribuente tra quattro anni di conoscere sia il valore fiscale sia quello patrimoniale della sua casa, adeguato alle condizioni di mercato con un aggiornamento periodico.

“Si tratta di piano finalizzato a rivedere il sistema di rilevazione catastale degli immobili a spiegato Maurizio Savoncelli , al fine di consentire ad Agenzia delle Entrate e Comuni di avere a disposizione nuovi strumenti per il classamento degli immobili e favorire la condivisione di dati e documenti. L’aggiornamento del Catasto è una attività che coinvolge prevalentemente la Categoria dei Geometri, da sempre impegnata alla sua custodita in tempi reali. L’articolo 6 al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione, pone anche l’attenzione all’esigenza di creare un banca dati aggiornata in risposta alla mancata dinamicità storica, ferma ancora al classamento dell’ “unità tipo” attuato secondo i criteri della norma del 1931, nella quale anche i territori sono censiti in “zone censuarie” non più attuali e il “vano catastale“, che negli anni ’50-60′ individuava superficie anche oltre i 100 mq, oggi designa un immobile di circa 4 vani con una superficie di 60/70 mq.”

Il lavoro in atto farà da apripista alle ulteriori novità che si prevedono dal 1° gennaio 2026, quando sarà necessario rendere disponibile un’integrazione delle informazioni presenti nel catasto fabbricati, su tutto il territorio nazionale.

” Occorre una “visione dinamica“, per l’ evoluzione costante dei territori, ha sottolineato Maurizio Savoncelli, che dall’impianto del Catasto si sono modificati in modo radicale: alcuni centri storici sono abbandonati e in stato di degrado, attività commerciali e laboratoriali cessate, quartieri nuovi con mezzi e servizi diversi da quelle di un’epoca lontana. La rendita catastale influenzata da diversi fattori, concretizza la parte “imponibile”, poi ogni Comune secondo le proprie esigenze modificherà la realtà fiscale come sempre”. L’articolo 6 è condiviso, ma occorre trovare e individuare i criteri per rendere attuabile tutto il piano di revisione”.

Oggi sono solo 70mila gli immobili di lusso, lo 0,2% del totale, una percentuale poco credibile. Avere una casa di prestigio significa pagare l’Imu anche se è prima casa, e quando si compra pagare un’imposta del 9% invece del 2. Un gettito di lavoro per i professionisti abilitati all’aggiornamento catastale: l’ultima ricognizione generale è stata fatta alla fine del 2011 e indicava in oltre due milioni le porzioni di territorio (le «particelle») che non trovavano riscontro nelle banche dati, e oltre 1,1 milioni di casi presentavano anche edificazioni da accatastare. Una parte è stata sanata, ma ancora l’ultima edizione disponibile delle statistiche catastali (2021) delle Entrate fa riferimento a 1,2 milioni di immobili fantasma. Anche perché nel frattempo l’abusivismo sulle nuove edificazioni non si è fermato: secondo il rapporto Sdgs (Sustainable Developments Goals) redatto dall’Istat nel 2020 su 100 case nuove, quelle abusive sono 6,1 al Nord, 17,8 al Centro, 45,6 al Sud. Nella media nazionale rappresentano il 17,7 %. Senza contare i terreni edificabili classificati come agricoli. La nuova opera di ricognizione si farà servendosi di rilievi aerofotografici o anche di sistemi come google maps, ma per la definizione precisa delle caratteristiche dei terreni incolti è necessaria la collaborazione dei Comuni, perché un terreno vuoto è edificabile o agricolo a seconda di che cosa stabiliscono i piani urbanistici comunali.

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