SANATORIA EDILIZIA ITER BUROCRATICI E NOVITA’ DECRETO SEMPLIFICAZIONI

decreto semplificazioni

Sanare un abuso edilizio  sembrava una nuova opportunità con il decreto Semplificazioni, che contemplava interessanti misure per la sanatoria edilizia, che prevedeva una legittimazione edilizia, la conformità edilizia e una sorta di facilitazione negli atti di trasferimento immobiliari.

Ora che il decreto Semplificazioni è legge è stato stralciato definitivamente la modifica alla sanatoria edilizia artt. 36 e 37 del Testo Unico 380/2001. Risultano comunque snelliti gli iter burocratici e modifica il Codice degli appalti.

Tema centrale del decreto Semplificazioni è la deroga per un anno (fino al 31 dicembre 2021) alla disciplina degli appalti. In questo modo si va a modificare il Codice degli appalti nella parte in cui prevede i metodi di attribuzione dei contratti.

Si prevede l’affidamento diretto per importi inferiori a 150.000 euro e procedure più snelle e senza bando per gli appalti di valore uguale o superiore a 5 milioni di euro.

Le altre novità

IL DURC. Il comma 10 dell’articolo 8 prevede che la proroga della validità dei documenti unici di regolarità contributiva – DURC, già stabilita dalla legislazione vigente per quelli in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, non sia applicabile quando sia richiesto di produrre il DURC – oppure di dichiararne il possesso o comunque quando sia necessario indicare, dichiarare o autocertificare la regolarità contributiva – ai fini della selezione del contraente o per la stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture previsti o in qualunque modo disciplinati dal presente decreto-legge.

Il comma 10-bis, prevede – per le procedure oggetto del codice dei contratti pubblici (di cui al d.lgs. n. 50 del 201613) – che al DURC sia aggiunto il documento relativo alla congruità dell’incidenza della manodopera, con riferimento allo specifico intervento. La medesima disposizione demanda la definizione delle relative modalità di attuazione ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge. Sono fatte salve le procedure i cui bandi o avvisi siano pubblicati prima della data di entrata in vigore del decreto ministeriale summenzionato.

Semplificazioni su demolizione opere abusive

L’articolo 10-bis, riscrive l’art. 41 del DPR 380/2001, prevedendo che, in caso di mancato avvio delle procedure di demolizione entro il termine di 180 giorni dall’accertamento dell’abuso, la competenza è trasferita all’ufficio del Prefetto. Per la materiale esecuzione dell’intervento, il prefetto può avvalersi del concorso del genio militare, previa intesa con le competenti autorità militari e ferme restando le esigenze delle Forze armate. Il comma 2 della disposizione in esame stabilisce che, entro il termine di cui al comma 1, i responsabili del comune hanno l’obbligo di trasferire all’ufficio del prefetto ‘tutte le informazioni’ relative agli abusi edilizi per provvedere alla loro demolizione.

Procedure di condono

Il comma 3-bis dell’articolo 11, è volto a novellare il comma 3 dell’articolo 25 del decreto-legge n. 109 del 2018 (c.d. Decreto Genova) in materia di procedure di condono.

L’articolo 25 ha dettato al co. 3, primo periodo, norme sul procedimento per la concessione dei contributi di cui al capo III del D.L. Genova, inerente gli “interventi nei territori dei comuni di Casamicciola terme, Forio, Lacco Ameno dell’Isola di Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi il giorno 21 agosto 2017” di cui al D.L. Genova stesso.

Sisma Centro Italia 2016-2017

L‘articolo 11-bis, introdotto , modifica la disciplina sulla ricostruzione pubblica, disciplinata dall’articolo 14 del D.L. 189/2016, per i territori colpiti dal sisma dell’Italia centrale a far data dal 24 agosto 2016, al fine di semplificare la procedura di selezione degli operatori economici per gli appalti di edilizia scolastica, prevedendo, in particolare, che l’invito a partecipare non sia più basato sul progetto definitivo posto a base di gara. La norma estende, inoltre, tale possibilità anche per altri interventi che rivestono un’importanza essenziale ai fini della ricostruzione. Si differisce, inoltre, al 30 novembre 2020 il termine della domanda di contributo per gli interventi di immediata esecuzione degli edifici inagibili.

Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241

L’articolo 12 reca alcune modifiche alla legge generale sul procedimento amministrativo (L. n. 241 del 1990), in funzione di semplificazione e accelerazione dell’azione amministrativa. Nello specifico:

  • è integrato l’articolo 1 della legge n. 241 del 1990 disponendo che i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede;
  • alcune previsioni riguardano i termini del procedimento amministrativo e recano l’obbligo per le amministrazioni di misurare e rendere pubblici i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti (comma 1, lett. a), n. 1), e lett. l)); nel corso dell’esame al Senato è stato specificato che la pubblicità dei tempi è garantita dalle amministrazioni mediante pubblicazione sul proprio sito istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”;
  • al fine di incentivare il rispetto dei termini procedimentali, nonché di garantire la piena operatività dei meccanismi di silenzio assenso, viene stabilita l’inefficacia di alcuni provvedimenti adottati fuori termine (comma 1, lett. a), n. 2));
  • modificata la disciplina della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, sostituendo l’interruzione dei termini del procedimento, attualmente prevista, con la sospensione degli stessi ed introducendo altre modifiche sulla motivazione del diniego al fine di evitare i rischi di plurime reiterazioni del procedimento con il medesimo esito sfavorevole (comma 1, lett. e) e lett. i));
  • introdotto un meccanismo per superare l’inerzia delle amministrazioni proponenti per l’adozione di provvedimenti normativi e amministrativi (comma 1, lett. g)). Si interviene in materia di autocertificazione per aggiornare la normativa e valorizzarne l’applicazione (comma 1, lett. h) e comma 3).

Semplificazione, ricognizione e semplificazione dei procedimenti e modulistica standardizzata

L’articolo 15 dispone, al comma 1, ulteriori misure di semplificazione amministrativa, con particolare riguardo all’adozione di una Agenda per la semplificazione per il periodo 2020-2023 da effettuare entro il 30 ottobre 2020 (termine modificato nel corso dell’esame al Senato, rispetto alla data del 30 settembre 2020 prevista dal testo del decreto-legge).

La lettera b) inserisce i nuovi commi 1-bis e 1-ter nel citato articolo 24, prevedendo che entro 150 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (il decreto-legge è entrato in vigore il 17 luglio 2020), lo Stato, le Regioni e le autonomie locali, sentite le associazioni imprenditoriali e – come aggiunto nel corso dell’esame al Senato – sentiti gli ordini e le associazioni professionali, devono completare la ricognizione dei procedimenti amministrativi al fine di individuare i diversi regimi applicabili.

L’individuazione concerne, tra l’altro, le attività soggette ad autorizzazione, giustificate da motivi imperativi di interesse generale, e le attività soggette ai regimi giuridici di cui agli articoli 19 (SCIA), 19-bis (SCIA unica o condizionata) e 20 (silenzio-assenso) della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero al mero obbligo di comunicazione. Tale opera di ricognizione è stata avviata, in attuazione della legge delega di riforma della PA.

Le lettere c), d) ed e) del comma 1 dell’articolo in esame introducono alcune modifiche all’art. 24 del D.L. 90 del 2014 in relazione agli obblighi di adozione per le p.a. della modulistica unificata e standardizzata su tutto il territorio nazionale per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte dei cittadini e delle imprese.

Disposizioni per favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti tra pubbliche amministrazioni, imprese e professionisti. Obbligo di PEC per i professionisti iscritti ad albi o elenchi

Il comma 1 interviene sulla vigente disciplina relativa all’obbligo da parte delle imprese societarie di comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata digitale al registro delle imprese. Tale obbligo prevede ora che le imprese costituite in forma societaria comunichino il proprio domicilio digitale al registro delle imprese entro il 1° ottobre 2020, se non già comunicato in precedenza.

Ulteriori disposizioni riguardano la procedura di iscrizione del domicilio digitale da parte di imprese di nuova costituzione o già iscritte nel registro, l’indicazione di un nuovo domicilio digitale in caso di domicilio inattivo.

È disciplinata la procedura di iscrizione del domicilio digitale dei professionisti iscritti in albi ed elenchi. Il comma 1 in esame abroga infine la vigente disciplina relativa all’uso della posta elettronica certificata da parte delle pubbliche amministrazioni.

Il comma 2, novellando la disciplina vigente in materia, disciplina la procedura di iscrizione del domicilio digitale da parte di una nuova impresa individuale o di imprese individuali già attive e non soggette a procedura concorsuale.

Misure di semplificazione per reti e servizi di comunicazioni elettroniche

L’articolo 38, modificato al Senato, introduce diverse misure di semplificazione per il dispiegamento delle reti di comunicazione elettronica sia per quanto riguarda le reti in fibra ottica sia per quanto riguarda le reti mobili di telecomunicazioni con particolare riferimento alla procedura generale di autorizzazione (sostituita da una procedura di SCIA), alle modifiche del profilo radioelettrico di impianti già autorizzati, nonché con riferimento al procedimento di verifica preventiva di interesse archeologico (commi 1, lettere a), b), d), comma 2 e comma 4) e agli scavi in microtrincea sul sedime stradale (comma 5).

Sono previste inoltre specifiche disposizioni di semplificazione per gli impianti di telefonia mobile temporanei (comma 1. lettera c) nonché per l’utilizzo degli impianti in banda cittadina (comma 1, lettere e) e g) e comma 7) e per l’installazione degli impianti di videosorveglianza utilizzati dagli enti locali per le finalità previste dal patto per la sicurezza (comma 3).

È stata disposta la soppressione del documento di esercizio delle stazioni radioelettriche (comma 1, lettera f). È infine previsto un divieto per i sindaci di introdurre limitazioni generalizzate alla localizzazione di stazioni radio-base e di introdurre modifiche ai limiti previsti per l’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (comma 6). Con una modifica introdotta al Senato si introduce inoltre una norma di interpretazione autentica relativamente alle modalità di identificazione da remoto dei soggetti acquirenti di SIM (comma 6-bis).

Proroga termini adeguamenti antincendio aerostazioni

L’articolo 45-bis, introdotto al Senato, differisce i termini per adeguare le aerostazioni ad alcune regole tecniche antincendio. In dettaglio, il comma 1 prevede, per ridurre l’impatto delle misure di contenimento correlate all’emergenza sanitaria da COVID-19 sul settore del trasporto aereo, modifiche ai termini per adeguare le aerostazioni ad alcune delle regole tecniche di prevenzione incendi, riportate in allegato al Decreto del Ministro dell’Interno 17 luglio 2014 (c.d. “regola tecnica”).

I termini che vengono qui prorogati sono pertanto i seguenti:

  • i termini della lett b), prorogati al 7 ottobre 2021, sono i seguenti:
    • 4.4. Lunghezza dei percorsi di esodo;
    • 5. Impianti di climatizzazione;
    • 6.3. Illuminazione di sicurezza (limitatamente al comma 2);
    • 7. Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi (con esclusione del punto 7.2);
    • 8. Impianti di rivelazione, segnalazione e allarme;
    • 10. Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio, (limitatamente al comma 6)
  • i termini della lett. c) prorogati al 7 ottobre 2023 riguardano i restanti punti della regola tecnica per i quali era previsto l’adeguamento entro cinque anni, sempre dal termine previsto alla precedente lettera a.

Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali ed autostradali

L’articolo 49, commi 1-5, opera una revisione complessiva della disciplina del sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza di ponti e viadotti e opere similari su strade e autostrade, introdotta dall’art. 14 del D.L. 109/2018 (comma 4). Tale disciplina viene inoltre integrata (dal medesimo comma 4) con la previsione di linee guida per il mantenimento in sicurezza sia per ponti, viadotti e opere similari, che (ai sensi dei commi 1-3) per le gallerie della rete stradale e autostradale.Ulteriori disposizioni sono recate (dal comma 5) per disciplinare la titolarità, in caso di attraversamento a livelli sfalsati tra due strade appartenenti a enti diversi, delle strutture che realizzano l’opera d’arte principale del sottopasso o sovrappasso, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi.

Modifiche al Codice della strada

L’articolo 49, commi da 5-ter a 5-duodecies, introdotti al Senato, apportano numerose di modifiche al Codice della strada, in materia di:

  • definizione di strade e corsie ciclabili e di zone scolastiche;
  • possibilità dei comuni di istituire il doppio senso ciclabile;
  • conferimento delle funzioni di prevenzione ed accertamento delle violazioni ai divieti di sosta;
  • semplificazione procedurale in materia di omologazione di taxi, NCC e veicoli di linea nonché per le modifiche alle caratteristiche dei veicoli, e in materia di patenti di guida.

Diverse disposizioni sono dirette a tutelare, nella circolazione, i conducenti di velocipedi. Sono inoltre presenti disposizioni di semplificazione amministrativa, abrogazione di norme incompatibili e proroga di termini (in materia di visita e prova e revisione e di documento unico di circolazione) nonché in materia di segnaletica stradale.

Disposizioni in materia di impianti sportivi

L’articolo 55-bis, introdotto nel corso dell’esame al Senato, dispone che, per la realizzazione degli interventi sugli impianti sportivi previsti dall’art. 62, co. 1, del D.L. 50/2017 (L. 96/2017), si può procedere anche in deroga alle disposizioni in materia di tutela dei beni culturali e di tutela dei beni paesaggistici di notevole interesse pubblico, pur nel rispetto della salvaguardia di specifici elementi strutturali, architettonici o visuali, individuati con provvedimento del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. L’intervento è dichiaratamente finalizzato a prevenire il consumo di suolo e a rendere maggiormente efficienti gli impianti sportivi destinati ad accogliere competizioni agonistiche di livello professionistico, nonché a garantire l’adeguamento di tali impianti agli standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche.

Semplificazione delle norme per la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici

L’articolo 57, modificato al Senato, definisce e disciplina la realizzazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in apposite aree di sosta, sia aperte al pubblico, stabilendo per queste il principio del libero accesso non discriminatorio, che in aree private e prevedendo semplificazioni per la loro realizzazione. Nel corso dell’esame al Senato, è stato inserito il comma 2-bis, il quale prevede che, nei casi di infrastrutture di ricarica all’interno di aree e edifici pubblici e privati e su strade private non aperte all’uso pubblico, la ricarica del veicolo elettrico è da considerarsi un servizio e non una fornitura di energia elettrica. Con la modifica al comma 5, introdotta al Senato, si prevede che in caso di sosta nelle apposite aree riservate a seguito di completamento di ricarica, possano essere applicate tariffe di ricarica mirate a disincentivare l’impegno della stazione oltre un periodo massimo di un’ora dal termine della ricarica. Con il comma 13-bis, introdotto al Senato, si consente la trasformazione dei veicoli in veicoli ibridi, estendendo le norme attualmente previste per la sola trasformazione dei veicoli in veicoli a trazione elettrica.

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