IMU: COSA CAMBIA PER L’ANNO 2022

IMU 2022

Per il 2022 torna l’esenzione l’esenzione a carico di entrambi i coniugi che per motivi di lavoro risiedono in abitazioni diverse.

Il 16 dicembre 2022 scade il termine per effettuare il versamento del saldo IMU dell’annualità in corso. Ma non va dimenticato che dal 2011 a oggi la normativa Imu è stata sottoposta a numerose modifiche che hanno alimentato molti dubbi sul suo meccanismo di funzionamento, a partire da chi deve pagare l’Imu e come si paga, a chi invece è esonerato completamente e quando spetta lo sconto.

Una delle domande frequenti dei contribuenti è: come cambia l’Imu nel 2022?

Sono tante, infatti, le regole e le eccezioni da ricordare a cui si aggiungono le novità introdotte dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha ristabilito la doppia esenzione Imu per i coniugi con residenze diverse.

Vediamo tutti i dettagli.

Obbligati sono i contribuenti titolari di diritti reali immobiliari che non rientrano in una delle casistiche di esonero.entali ed indispensabili per l’evoluzione del paese.

Nello specifico sono pertanto esenti:

▪ il possessore di un solo immobile adibito ad abitazione principale;

▪ le pertinenze di categoria catastale C2, C6 e C7;

▪ le unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;

▪ unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa destinate a studenti universitari assegnatari, anche in assenza della residenza anagrafica;

▪ i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;

▪ la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli;

▪ un solo immobile non locato, posseduto dai soggetti appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia, al personale dei Vigili del fuoco nonché a quello appartenente alla carriera prefettizia.

L’IMU SI APPLICA

▪ a fabbricati, aree fabbricabili;
▪ terreni agricoli e capannoni;

▪ a immobili di lusso, ovvero rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9.

Alle regole ordinarie, nel 2022 si sono aggiunti due nuovi casi di esenzione Imu:

▪ l’esenzione per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché non viene modificata la destinazione e a condizione che non siano locati (beni merce);

▪ l’esenzione a carico di entrambi i coniugi che per motivi di lavoro risiedono in abitazioni diverse, sia situate nello stesso Comune che in Comuni diversi.

La sentenza n. 209 della Corte Costituzionale, pubblicata il 13 ottobre 2022, ha infatti ristabilito la doppia esenzione Imu per i coniugi in relazione alla rispettiva abitazione principale dichiarando illegittima la norma che imponeva di scegliere su quale immobile pagare l’Imu.

Nel 2022 si applica ancora l’esenzione Imu:

▪ per immobili della categoria catastale D/3 (cinema, teatri, sale per concerti) a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività.

▪ per i fabbricati inagibili dopo il sisma del 2012 in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

QUANDO SPETTA LA RIDUZIONE DELL’IMU

Fare chiarezza su chi paga e chi è esente dal pagamento del saldo Imu è fondamentale, perché la normativa degli ultimi anni è stata ricca di novità ed esoneri, molti dei quali non più attivi. In alcuni casi è ancora possibile ottenere una riduzione dell’Imu.

Vediamo allora quando spetta e come funziona lo sconto.

In presenza di alcuni requisiti specifici il contribuente può ottenere uno sconto del 50% sull’Imu dovuta.

L’agevolazione spetta:

▪ per gli immobili di interesse storico-artistico;

▪per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo in cui si verificano queste condizioni;

▪ per gli immobili concessi in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) a condizione che l’immobile sia utilizzato come abitazione principale, che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia con residenza nello stesso Comune in cui si trova l’immobile in concessione.

Inoltre, è previsto un sconto per le abitazioni locate con canone concordato, con l’Imu ridotta al 75%.

Come è noto non è possibile pagare con il bollettino di c/c postale se si possiede una partita IVA.

Il modello F24, infatti, è da sempre la modalità più utilizzata per il pagamento di tasse e imposte.

Non sarà possibile pagare con il bollettino postale nemmeno nel caso in cui ci siano imposte a credito da compensare. Qualora invece si sia in regola con i pagamenti non ci siano compensazioni da ottenere, si potrà utilizzare il bollettino precompilato oppure quello ordinario dispensato direttamente dal comune oppure da compilare con le indicazioni comunali.

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