CASE GREEN L’ITALIA RALLENTA IL PASSO VERSO LA TRANSIZIONE ECOLOGICA

L’Italia continua a rimandare l’appuntamento con la transizione ecologica degli edifici. Nonostante l’entrata in vigore della direttiva europea “Case Green” (Epbd 2024/1275), il nostro Paese ha scelto di non recepire ancora le norme che impongono un miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio immobiliare. Un ritardo che potrebbe costarci caro, sia in termini ambientali che economici.
Il 22 luglio 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di delegazione europea per il 2025, che però esclude ancora una volta la direttiva Epbd 2024/1275, il fulcro delle politiche di efficientamento energetico degli edifici.
La direttiva, approvata a livello europeo e formalmente attiva dal 29 maggio 2025, stabilisce obiettivi chiari: entro il 2030, gli Stati membri dovranno riqualificare almeno il 44% degli edifici residenziali più energivori – quelli in classe E, F e G – per ridurre i consumi del 16%. In Italia, si parla di circa 9,7 milioni di unità immobiliari da ristrutturare. Un’impresa titanica, ma necessaria: secondo le stime, si potrebbero tagliare oltre 14 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno.
Cosa sono le Case Green? Un approccio sistemico alla sostenibilità e alla salubrità
Le Case Green non sono semplicemente edifici a basso consumo energetico: rappresentano un modello abitativo integrato, dove ogni elemento – dalla progettazione alla gestione – è pensato per garantire sostenibilità ambientale, salubrità degli spazi e comfort per chi ci vive.
Questo approccio sistemico si basa su alcuni principi fondamentali:
Fonti naturali e rinnovabili
- Illuminazione naturale: sfruttare al massimo la luce del sole per ridurre il consumo elettrico e migliorare il benessere visivo.
- Energia solare e eolica: impianti fotovoltaici e mini-eolici integrati nell’edificio per coprire il fabbisogno energetico senza emissioni.
- Ventilazione naturale: progettazione bioclimatica che favorisce il ricambio d’aria e il raffrescamento passivo.
Materiali sani e sostenibili
- Utilizzo di materiali ecocompatibili, privi di sostanze tossiche, riciclabili e a basso impatto ambientale.
- Preferenza per risorse locali e tecniche costruttive tradizionali reinterpretate in chiave moderna.
Tecnologie avanzate e bioclimatica
- Sistemi domotici per la gestione intelligente dell’energia, della temperatura e della qualità dell’aria.
- Progettazione bioclimatica che tiene conto dell’orientamento, dell’inerzia termica e dell’interazione con il clima locale.
- Integrazione tra architettura e natura: tetti verdi, pareti vegetali, raccolta dell’acqua piovana.
Tetti verdi e pareti vegetali
Funzioni tecniche
- Isolamento termico: il substrato vegetale agisce come barriera naturale contro le escursioni termiche. In estate riduce il surriscaldamento della copertura, in inverno limita le dispersioni di calore.
- Assorbimento CO₂ e particolato: le piante catturano anidride carbonica e polveri sottili, contribuendo alla purificazione dell’aria urbana.
- Mitigazione dell’effetto isola di calore: le superfici vegetate abbassano la temperatura ambientale grazie all’evapotraspirazione, contrastando il surriscaldamento urbano.
Tipologie
| Tipo di tetto verde | Caratteristiche | Spessore medio | Manutenzione |
|---|---|---|---|
| Estensivo | Vegetazione bassa (sedum, muschi) | 8–15 cm | Bassa |
| Intensivo | Vegetazione alta (arbusti, piccoli alberi) | 20–60 cm | Alta |
| Pareti verdi | Verticali, con sistemi modulari o a pannelli | Variabile | Media |
Prestazioni energetiche
- Riduzione del fabbisogno energetico per il raffrescamento fino al 30%.
- Miglioramento dell’isolamento acustico fino a 8 dB.
Giardini pensili e orti urbani
Funzioni ecologiche e produttive
- Biodiversità: creano habitat per insetti impollinatori, uccelli e piccoli animali, favorendo la rete ecologica urbana.
- Produzione alimentare locale: orti urbani su terrazzi e coperture permettono la coltivazione di ortaggi e piante aromatiche, riducendo la dipendenza da filiere industriali.
- Regolazione del microclima: la vegetazione contribuisce all’umidificazione dell’aria e alla riduzione della temperatura superficiale.
I requisiti tecnici
- Struttura portante: deve essere dimensionata per sostenere il carico del terreno, dell’acqua e della vegetazione (da 300 a 1000 kg/m²).
- Sistema di drenaggio: fondamentale per evitare ristagni e garantire la salute delle piante.
- Irrigazione automatizzata: consigliata per la gestione efficiente dell’acqua.
Spazi verdi condivisi
Funzioni sociali e psicofisiche
- Socialità e inclusione: aree verdi comuni favoriscono l’interazione tra residenti, rafforzano il senso di comunità e riducono l’isolamento sociale.
- Benessere psicofisico: il contatto con la natura ha effetti positivi su stress, ansia e salute mentale. Studi dimostrano che bastano 20 minuti al giorno in un ambiente verde per migliorare il tono dell’umore.
- Resilienza urbana: gli spazi verdi fungono da buffer in caso di eventi climatici estremi (es. alluvioni), migliorando la capacità di risposta del quartiere.
Gli elementi progettuali
- Percorsi sensoriali: con piante aromatiche, superfici tattili e giochi d’acqua per contrastare le isole di calore
- Aree multifunzionali: orti condivisi, zone relax, spazi per attività fisiche e culturali.
- Accessibilità universale: progettazione inclusiva per tutte le età e abilità.
Alcuni indicatori di impatto
| Beneficio | Indicatore | Valore medio |
|---|---|---|
| Riduzione stress | Cortisolo salivare | −15–20% |
| Coesione sociale | Partecipazione attiva | +30% |
| Biodiversità urbana | Specie vegetali/animali | +50% |
Obiettivo: benessere e impatto zero
Le Case Green puntano a creare ambienti salubri, efficienti e armonici, dove il comfort abitativo si coniuga con la tutela dell’ambiente. Non si tratta solo di risparmiare energia, ma di ripensare il modo in cui viviamo gli spazi, mettendo al centro la persona e il pianeta.
