BONUS FACCIATE: LE NOVITA’ AGGIORNATE A OTTOBRE 2022

bonus facciate

La nuova legge di bilancio, con l’introduzione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), ha introdotto numerosi bonus dedicati tanto ai privati quanto ai professionisti.

Da un lato i bonus hanno portato sostegno economico alle imprese e ai cittadini in difficoltà in seguito all’emergenza Covid-19 e tutte le sue ripercussioni sull’economia, considerato che i suoi effetti continuano anche dopo quasi tre anni dall’inizio della pandemia; dall’altro lato sono stati stanziati una serie di bonus volti alla transizione ecologica degli immobili per aumentare il risparmio in bolletta sull’energia e migliorare le classi energetiche degli edifici.

Tra questi è presente il Bonus Facciate, iniziato nel 2020 e rinnovato per tutto il 2022, senza proroghe previste per il futuro, almeno al momento.

Bonus Facciate e normativa vigente

La normativa che stabilisce le modalità di richiesta e percezione del bonus è molto precisa e selettiva. Sulla Gazzetta ufficiale è possibile consultare il testo ufficiale della Legge di bilancio, che descrive tutti i bonus previsti per quest’anno.

Nel merito del Bonus Facciate, la formula di rimborso più richiesta consiste in una detrazione d’imposta ripartita in 10 quote annuali fino a coprire il 90% della spesa sostenuta, per i lavori iniziati negli anni 2020 e 2021, del 60% per i lavori sostenuti nel 2022 (in base all’ultimo aggiornamento settembre 2022).

Per fare un esempio, se ridipingiamo la facciata con una spesa di 5.000 € nel 2022, avendo scelto l’opzione di detrarre dalla dichiarazione dei redditi, possiamo richiedere la detrazione del 60%, ovvero 3.000€. Questa cifra ci verrà scalata dall’IRPEF in dieci rate da 300 € all’anno, per dieci anni.

Il bonus, così come delineato sulla Gazzetta è rivolto a coloro che vogliano sostenere interventi di ristrutturazione volti a riqualificare la facciata esterna degli edifici già esistenti ubicati in zone ben precise: la zona A e la B.

Bonus facciate: come individuare le zone A e B

Il bonus può essere richiesto se l’edificio da restaurare è situato nelle zone denominate A e B.

  • per edifici in zona A si intendono tutti gli edifici situati nei centri storici, che rivestono un ruolo di interesse storico, artistico o culturale;
  • per edifici in zona B gli edifici costruiti in parti già urbanizzate, con zone totalmente o parzialmente edificate, dove la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq. Maggiori specifiche della zona B sono variabili in base alla regione di appartenenza, la quale specifica nel dettaglio i comuni che possono richiedere il bonus.

Sul sito AGS è presente l’elenco completo per ogni comune con eccezioni e approfondimenti.

In risposta a un interpello dell’8 gennaio 2021, volto a chiarire alcuni dubbi su quali edifici possano rientrare nella zona B, l’Agenzia delle Entrate ha sancito che il bonus è applicabile anche nelle zone equipollenti (di eguale valore ed efficacia) a quelle previste per il decreto.
Per tutte le zone vale la regola che l’immobile debba avere la facciata visibile su strada pubblica e che sia già esistente: il bonus non si applica alle case in costruzione.

Bonus facciate: quali lavori rientrano nel bonus

Bisogna sottolineare che tutti gli interventi che rientrano nell’incentivo, devono essere di ristrutturazione vera e propria su edifici già esistenti. Non è possibile richiedere il bonus quando:

  • si è in fase di costruzione dell’immobile;
  • si vuole demolire e ricostruire l’immobile, in nessuna ipotesi di ristrutturazione edilizia.

I lavori che rientrano nel bonus, così come sancito dall’Agenzia delle Entrate sono:

  • pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata (i muri esterni);
  • rifacimento di falconi, ornamenti o fregi, inclusa la sola pitturazione;
  • sostituzione o aggiunta di tende da sole o tende avvolgibili se aggiuntive al progetto edilizio previsto negli altri punti;
  • lavori sulle strutture opache verticali (banalmente, le mura) della facciata che influiscono dal punto di vista termico o che interessino più del 10% dell’intonaco della superficie dell’edificio (il lavoro deve interessare una parte della facciata di almeno il 10%).

Per quest’ultimo punto si considera un valore tecnico chiamato ‘trasmittanza termica’, che indica quanto il calore riesce ad attraversare il materiale. Più il valore è basso, più il materiale è isolante, mentre più e alto, più sarà idoneo a ottenere il Bonus Facciate, poiché poco efficiente a livello energetico.

Chi può richiedere il Bonus Facciate 2022

I vincoli per accedere al Bonus Facciate non sono molti, infatti non prevede tetti di spesa o limiti minimi, prestandosi ad essere utile per tutte le esigenze sia dei privati che delle aziende. Sono ammessi all’agevolazione:

  • persone fisiche, compresi artigiani e coltivatori;
  • titolari di attività commerciali;
  • i titolari di aziende;
  • associazioni di professionisti, come quelle sportive;
  • i contribuenti che hanno reddito d’impresa, siano essi persone fisiche o società.

Sono esclusi dall’accesso al bonus con detrazione sulla dichiarazione dei redditi, coloro che percepiscono soltanto reddito dall’esercizio di attività d’impresa o imprenditori che usufruiscono del regime forfettario. In questi casi, bisognerà optare per il Bonus Facciate con cessione del credito o sconto in fattura.

Il bonus non pone alcun vincolo per quanto riguarda il patrimonio del richiedente o la sua fascia di reddito.

I lavori di riqualifica dovranno essere effettuati su un palazzo già esistente, con affaccio sulla strada. Gli interessati all’ottenimento del bonus devono possedere l’immobile in qualità di proprietario o di locatario con consenso scritto dal proprietario per effettuare i lavori.

Possono usufruire del bonus anche:

  • i familiari del proprietario, purché siano essi a pagare i lavori;
  • i conviventi di fatto, secondo legge n. 76/2016 a patto che la convivenza sussista dall’inizio dei lavori alla percezione del rimborso.

Bonus facciate l’iter operativo

La prima cosa da accertare per richiedere il Bonus, sarà quella di verificare che il comune di residenza dell’immobile sia assimilabile al bonus.

Questa informazione può essere consultata online, sul sito del comune o richiedendola all’ingegnere o architetto che vi affiancherà nei lavori, i quali saranno a conoscenza di tutte le normative ed eventuali aggiornamenti. Il governo, anche in seguito alle ultime modifiche sulla cessione dei crediti e il decreto anti-frode del Novembre 2021, ha aumentato il numero di documenti per la richiesta del bonus.

Per richiedere il Bonus Facciate bisogna collegarsi al portale dell’Agenzia delle Entrate, inserendo lo SPID, e farsi guidare nel menu fino a selezionare il bonus prescelto.

Se l’immobile è una villa unifamiliare o un palazzo a sé stante, sul portale andranno caricati i seguenti documenti:

  • Visura catastale del proprietario dell’immobile;
  • domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dei tributi;
  • stralcio del PRG (strumento alternativo alla non approvazione del Piano Regolatore), soluzione volta a snellire la burocrazia e velocizzare l’accesso ai bonus;
  • documentazione idonea a verificare la visibilità su strada pubblica dell’immobile;
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • atto di acquisto o contratto di locazione o sua cessione;
  • certificato catastale;
  • autocertificazione dello stato di famiglia;
  • consenso all’esecuzione dei lavori, quando il proprietario è l’esecutore dei lavori o quando lo sono locatari e familiari, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti.

In caso di palazzo presente in un condominio, con parti da ristrutturare in comune, saranno necessari anche i seguenti documenti:

  • delibera dell’assemblea condominiale per gli interventi;
  • delibera di approvazione degli interventi;
  • delibera sulla modalità di ripartizione delle spese;
  • autocertificazione sulla natura dei lavori che verranno eseguiti.

Questi sono i documenti specifici per richiedere il bonus, mentre quelli più generali che vanno sempre prodotti quando si svolge un lavoro sono la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) e la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Documenti Bonus Facciate: quando è utile presentare l’asseverazione tecnica?

Questo documento permette di attestare tramite consultazione di un tecnico professionista, il fatto che le spese sostenute siano congrue rispetto ai listini di prezzo ufficiali. Il tecnico si assumerà responsabilità civile e risponderà in caso di irregolarità o errori. Questo documento è obbligatorio in caso si acceda al credito tramite modalità alternative.

Alternative di rimborso al Bonus Facciate

Per coloro che non possono (come elencato nel paragrafo dedicato a chi può accedere al bonus) o non vogliono ottenere il bonus tramite sconto sulla dichiarazione dei redditi, sono previste dal Governo, alternative valide: vediamo quali.

  • Sconto in fattura: modalità per ottenere lo sconto molto pratica e veloce, permette di richiedere al fornitore del materiale, come per esempio pittura , assi di legno o altro materiale edile, di fornire uno sconto direttamente in fattura. Il vantaggio di questa procedura è di ottenere lo sconto immediatamente, senza dilazionarlo in dieci anni né presentare la domanda insieme alla mole di documenti. Lo svantaggio è che molte volte lo sconto non rappresenta tutta la detrazione ottenibile: i fornitori tengono per sé una parte a titolo di spese sostenute.
  • Cessione del credito: le aziende hanno la facoltà di cedere il credito ad altri soggetti, come istituti di credito o intermediari finanziari. Rispetto alla stilatura originale del decreto per i bonus statali, questa è la parte che ha subito più modifiche e limitazioni, nei due anni successivi. Con questa modalità, chi richiede il bonus facciate riceve tutta la somma del bonus in un’ unica volta, in quanto le banche la anticipano al momento della cessione.

Gli aggiornamenti alle modalità di cessione del credito hanno previsto massimo altre due cessioni del credito dopo la prima (Decreto sostegni Ter), i richiedenti possono essere soltanto professionisti e per i correntisti cessionari del credito non è più possibile cederlo successivamente. Inoltre è previsto il divieto di cessione parziale del credito (Decreto Rilancio).

In tal senso il credito dal 2022 è associato a un numero univoco da applicare alla domanda di bonus per evitare frodi. Con il Decreto Superbonus invece, sono stati modificati i tempi sull’utilizzo dei crediti in caso di sequestro. L’uso potrà avvenire una volta cessati gli effetti del provvedimento con aumento del periodo pari alla durata del sequestro.

Quando si fa domanda del Bonus Facciate con una di queste modalità, è previsto l’obbligo del visto di conformità, per ogni tipo di spesa.

Bonus Facciate: scadenza e rinnovo del bonus

Rispetto ad altri bonus, quello per il rinnovo delle facciate è stato oggetto di più chiarimenti e trattative.

In ogni caso il decorso previsto per questo bonus sarà fino al 31 Dicembre 2022, come abbiamo visto, con aliquota ridotta al 60% dopo tale data scadrà. Al momento non è certa la proroga al 2023.

Vantaggi Bonus Facciate

Il bonus per il recupero delle facciate permette di abbellire i palazzi in vista sulle strade, riqualificare i centri storici, permettendo anche un buon risparmio a livello energetico ed economico. Tra le note a favore del decreto troviamo:

  • ampio ventaglio di persone che possono richiederlo, tra privati e professionisti;
  • assenza di limiti di tetto massimo e minimo, che permettono l’operazione di qualunque lavoro, soddisfacendo i requisiti sanciti dalla legge;
  • Scelta della modalità di sconto, potendo beneficiare dello sgravio fiscale negli anni o avere tutta la cifra subito.

Svantaggi Bonus Facciate

Nonostante l’occasione rappresentata dal decreto, ci sono alcuni svantaggi da considerare, e in base alle necessità sarà melio optare per questo bonus piuttosto che un altro. Tra i punti da valutare ci sono:

  • complessa burocrazia per ottenere il bonus, con difficoltà a reperire tutti i documenti necessari, che può allungare i tempi.
  • necessità di ricorrere a professionisti specializzati, che per la redazione di pratiche e permessi possono incidere molto sul costo totale della spesa non detraibile.

Alternative al bonus facciate e le principali differenze

Vista l’assenza di proroga per il 2023, o comunque per coloro che desiderano considerare altre opzioni, il PNRR prevede altri bonus per la casa in favore della ristrutturazione e dell’efficienza energetica. Gli altri bonus disponibili al momento sono principalmente tre: il Bonus Ristrutturazione, l’Ecobonus e il Bonus Infissi.

Bonus Ristrutturazione

Il bonus volge alla manutenzione ordinaria o straordinaria degli edifici. Il bonus è stato rinnovato fino al 2024 e prevede una detrazione del 50% sulle spese sostenute in fase di ristrutturazione, non solo dal proprietario dell’edificio, ma anche da chiunque abbia diritto reale sull’immobile e che sostenga le spese, come un parente o un locatario.

Tutte le spese andranno pagate con mezzi elettronici tracciabili come bancomat o bonifico bancario, e sono esclusi i pagamenti in contanti. Alla presentazione della domanda allo sportello online dell’Agenzia delle Entrate oppure al momento della dichiarazione dei redditi con modello 730 andranno presentati i documenti catastali, quelli del richiedente, e dal 2021 anche il documento di asseverazione tecnica.

Le modalità di rimborso della cifra sono esattamente le stesse del Bonus Facciate. Il bonus ristrutturazioni differisce da quello facciate sia per la quantità minore di bonus erogato, ma anche per il tipo di lavori da effettuare, che possono riguardare qualunque parte della casa, interna ed esterna, anche fuori dai centri abitati.

Bonus Infissi

Per sostituire soltanto gli infissi di un edificio, anche con piccole spese, le agevolazioni previste sono state estese anche per il 2022.

Il bonus infissi è una misura semplice e veloce per ottenere lo sconto direttamente in fattura o la cessione del credito. Nonostante le misure di cessione si siano inasprite rispetto alla prima versione del bonus, nel 2020, questo continua a funzionare. La detrazione prevista dal bonus serramenti permette di avere detrazione fiscale in seguito all’acquisto di nuove finestre: la detrazione arriva fino al 50% del costo sostenuto.

Le spese che rientrano nel bonus sono tutte quelle che permettono un miglioramento termico della casa, nello specifico nel caso di installazione o sostituzione di:

  • infissi esterni come porte e finestre;
  • porte d’ingresso;
  • persiane, cassonetti e scuri, se sostituiti insieme alle finestre;
  • tende da sole, tranne nel caso siano orientate a nord, dove solitamente non batte mai il sole;
  • vetri datati, rotti o antichi, spesso sottili e poco efficienti a livello termico.

L’importo del bonus serramenti rimborsa la spesa in dieci anni, fornendo un accredito annuale sull’IRPEF fino a colmare la cifra stabilita. Per esempio, rinnovando gli infissi per un importo di 5.000 €, la detrazione, pari al 50% ammonta a 2.500 €, e lo Stato rimborserà 250€ all’anno per dieci anni.

Il pagamento andrà effettuato in toto e in anticipo soltanto con forme di pagamento tracciabili, in seguito andrà avviata la pratica per il rimborso, con le modalità assimilabili a tutti gli altri bonus.
A differenza del Bonus Facciate, il bonus Serramenti è molto più facile da ottenere e richiede meno documenti.

Ecobonus 50, 65 e 110%

La serie di bonus conosciuta anche come superbonus è una detrazione fiscale volta alla riqualificazione energetica di immobili già esistenti. Il provvedimento permette di sfruttare il PNRR e i fondi europei per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici italiani. La fascia di sgravio fiscale dipende dai lavori che si desiderano effettuare.

Ecco l’elenco:

  • il bonus 50% può essere sfruttato per lavori di installazioni schermature solari, sostituzione di caldaie non efficienti a livello energetico o datate, installazione di impianti di climatizzazione invernale. La detrazione avverrà per una spesa massima di 60.000 euro, oltre la quale non si applicherà il bonus;
  • il bonus 65% è dedicato a tutti quei lavori per la riqualificazione energetica più in generale, come la coibentazione delle strutture opache verticali, installazione di collettori solari, interventi di climatizzazione con sistemi di termoregolazione evoluti, sostituzione integrale di impianti di riscaldamento obsoleti, installazione di microgeneratori o sistemi di building automation. La detrazione per questo tipo di lavori è pari a quella del Bonus Facciate, ma a differenza di esso il bonus è dedicato alla riqualificazione energetica di qualunque edificio, puntando meno all’estetica. Anche questo bonus pone un tetto massimo alla detrazione, dipendente dal tipo di lavoro e pari a massimo 100.000 euro;
  • il bonus 110%, quello più famoso e ambito tra tutti è quello che punta di più a soluzioni intelligenti ed ecologiche volte alla ristrutturazione degli edifici. Il limite di spesa in questo caso varia in base molto alla casistica, al numero di edifici coinvolti e il numero di unità familiari. Il tesso massimo è di 50.000 euro per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali, con incidenza superiore al 25% di tutta la superficie totale. moltiplicato per gli edifici e le unità immobiliari.

Altri interventi, con tetti massimi di spesa variabili, riguardano quelli sulle parti comuni di edifici per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, il riscaldamento dell’acqua o il raffrescamento, di classe non inferiore alla A; oppure interventi su edifici unifamiliari o unità immobiliari che sono situate in edifici plurifamiliari, come i condomini, per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale o estiva, non inferiori alla classe energetica A.

Altri esempi di lavori che rientrano nel Superbonus sono gli impianti fotovoltaici e l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per accedere agli ecobonus bisognerà avere un certificato tecnico che dimostri un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, stilato da un tecnico accreditato, la comunicazione ENEA (Ente Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente). Le modalità di rimborso spese sono le medesime per gli altri bonus.

Con il Decreto Semplificazioni di giugno 2022 gli Ecobonus sono forse diventati i più accessibili tra i vari bonus concessi dallo stato. Il nuovo decreto è stato voluto con lo scopo di snellire maggiormente la burocrazia dietro a questi incentivi per ampliarne l’accesso e la facilità di ottenimento.

In particolare le semplificazioni riguardano le valutazioni ambientali sugli impianti energetici, l’attesa per l’autorizzazione all’accesso alla banda larga, il silenzio assenso (se le istituzioni non rispondono nei tempi previsti, le pratiche vengono direttamente accettate), l’accelerazione degli appalti per opere nel settore energetico, agevolazione delle approvazioni del bonus 110%.

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