RIFORMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI: COME CAMBIANO LE LIBERE PROFESSIONI

Il 4 settembre 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato uno dei tre nuovi disegni di legge che delega il Governo ad adottare decreti legislativi per la revisione e il riordino degli ordinamenti professionali, esclusi quelli forense, notarile e sanitario, già disciplinati da specifici provvedimenti. Resta invece in attesa di approvazione lo schema di ddl dedicato alla professione di dottore commercialista ed esperto contabile.

Questa iniziativa segue a oltre dieci anni dall’ultima riforma organica del 2011-2012, che aveva definito regole generali su accesso, formazione continua, pubblicità, equo compenso e disciplina. L’obiettivo è aggiornare la normativa tenendo conto delle innovazioni tecnologiche, della digitalizzazione delle procedure e della necessità di armonizzare le regole per professioni con competenze affini.

Il testo, articolato in tre articoli, stabilisce i principi generali del settore e affida al Governo il compito di:

  • Definire le attività riservate agli iscritti agli albi;
  • Riorganizzare i sistemi di accesso, vigilanza e disciplina, rafforzando il ruolo degli Ordini;
  • Introdurre regole moderne per la formazione, l’equo compenso e l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Al centro c’è la volontà di rafforzare la funzione sociale ed economica delle professioni, garantendo autonomia, tutela del cittadino e trasparenza.

I punti principali della legge delega:

  1. Principi generali (art. 1 e 2):
    • Delega al Governo per adottare entro 12 mesi uno o più decreti legislativi, con eventuali interventi correttivi entro sei mesi.
    • Valorizzazione del ruolo economico e sociale delle professioni.
    • Garanzia di indipendenza intellettuale e definizione chiara delle competenze riservate, evitando sovrapposizioni.
    • Accesso libero subordinato a esami di abilitazione coerenti con i percorsi formativi.
    • Rafforzamento della democraticità interna con sistemi elettorali anche digitali, nel rispetto della parità di genere.
    • Ridefinizione delle incompatibilità e chiarimento della natura giuridica degli Ordini (enti pubblici non economici).
    • Riorganizzazione della vigilanza ministeriale.
  2. Innovazioni su formazione, deontologia ed equo compenso:
    • Possibilità di introdurre specializzazioni solo per professioni che lo richiedano.
    • Velocizzazione dei Consigli di disciplina con uso di strumenti digitali.
    • Aggiornamento dei codici deontologici da parte dei Consigli nazionali, considerando l’impatto di tecnologie digitali e intelligenza artificiale.
    • Obbligo di polizze assicurative per responsabilità civile, con possibilità di convenzioni collettive.
    • Introduzione dell’equo compenso come parametro uniforme, definito dai Consigli nazionali e approvato dal Ministero vigilante.
    • Revisione della formazione continua con ore obbligatorie su nuove tecnologie e IA, e regole uniformi per crediti formativi.
    • Modifiche alle società tra professionisti (STP) per facilitarne sviluppo e tutela fiscale/previdenziale.
    • Valorizzazione della sussidiarietà degli Ordini per la gestione di atti pubblici e sportelli per il lavoro autonomo.
    • Clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi oneri per la finanza pubblica.

In sintesi, la delega punta a una revisione organica e moderna degli ordinamenti professionali, allineata alle esigenze contemporanee di un mercato del lavoro in evoluzione e alle sfide poste dalla tecnologia.