L’AMMINISTRATORE REVOCATO DEVE RESTITUIRE LE SOMME NON GIUSTIFICATE: LA SENTENZA

Una corretta amministrazione condominiale non si misura solo nella manutenzione ordinaria, ma soprattutto nella trasparenza e tracciabilità delle spese. La recente sentenza n. 1237 del 25 luglio 2025 del Tribunale di Siracusa riporta l’attenzione su un principio fondamentale: l’amministratore può essere chiamato a rispondere e restituire le somme non giustificate, anche dopo la cessazione del proprio incarico. Un caso emblematico che mette in luce gli obblighi legali, contabili ed etici cui ogni amministratore è tenuto, e che apre una riflessione importante sulla difesa dei diritti dei condomini.

Il caso

Il condominio, rappresentato dal nuovo amministratore, ha citato in giudizio il precedente amministratore per gravi irregolarità gestionali:

  • Mancata riscossione degli oneri condominiali
  • Omissione della convocazione dell’assemblea
  • Inottemperanza all’obbligo di consegna dei rendiconti

Dalla documentazione parziale prodotta, risultava che tra il 2017 e il 2022 l’ex amministratore aveva percepito oltre € 62.000, a fronte di un saldo attivo di appena € 398,34 e fatture insolute per € 9.516,43.

La decisione del Tribunale

Il giudice ha accolto parzialmente la domanda del condominio, condannando l’ex amministratore alla restituzione di € 14.972,02, oltre agli interessi legali. La consulenza tecnica d’ufficio ha evidenziato una errata tenuta della contabilità, tale da impedire ai condomini il controllo sulle voci di entrata e uscita.

Implicazioni pratiche

Questa pronuncia rafforza il dovere dell’amministratore di:

  • Tenere una contabilità trasparente e verificabile
  • Conservare e consegnare tutta la documentazione contabile
  • Rendere conto delle somme gestite, anche dopo la revoca

In caso contrario, il condominio può agire legalmente per ottenere la restituzione delle somme non giustificate.

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