LA QUALITA’ AMBIENTALE INTERNA COME CHIAVE PER PREVENIRE LA SINDROME DA EDIFICIO MALATO

La qualità ambientale interna (IEQ) rappresenta un determinante fondamentale per la salute e il benessere dei lavoratori, in particolare negli edifici moderni caratterizzati da involucri ad alta efficienza energetica e sistemi HVAC a ricircolo. L’elevata permanenza in ambienti indoor – superiore al 90% della vita quotidiana – rende la IEQ un parametro critico per la tutela della salute pubblica e per la prevenzione della Sindrome da Edificio Malato (SBS), un insieme di sintomi aspecifici che si manifestano durante la permanenza nell’edificio e tendono a regredire dopo l’uscita.
La SBS comprende disturbi oculari, respiratori, cutanei e neurocognitivi, spesso correlati a contaminanti chimici, ventilazione insufficiente, illuminazione inadeguata e fattori ergonomici. La letteratura internazionale evidenzia che fino al 30% degli edifici ristrutturati può presentare condizioni favorevoli allo sviluppo di SBS.
Uno studio del Dipartimento di Medicina Comunitaria, Facoltà di Medicina, Università di Chiang Mai (Kampanat Wangsan, Vithawat Surawattanasakul, Wachiranun Sirikul, Ratana Sapbamrer) ha analizzato la correlazione tra IEQ, fattori ergonomici e prevalenza dei sintomi SBS in una struttura sanitaria operativa, caratterizzata da elevata occupazione degli spazi e continue ristrutturazioni. Gli obiettivi principali sono:
- definire la prevalenza dei sintomi oculari e generali della SBS;
- valutare l’associazione tra parametri IEQ misurati in tempo reale e sintomi riferiti dagli occupanti;
- identificare i fattori ergonomici e organizzativi che contribuiscono alla sintomatologia;
- proporre interventi integrati per la mitigazione del rischio.
La ricerca ha coinvolto 261 lavoratori mediante: raccolta dati demografici e clinici tramite questionari validati, valutazione delle condizioni ergonomiche delle workstation, misurazione dei parametri IEQ tra cui comfort termico, concentrazioni di VOC (in particolare formaldeide), parametri biologici, illuminazione, ventilazione, ispezioni tecniche degli ambienti e analisi dei materiali presenti.
Lo studio ha rilevato una presenza rilevante di sintomi riconducibili alla Sindrome da Edificio Malato (SBS): il 27,2% dei lavoratori ha riportato disturbi oculari e il 22,2% sintomi generali. Le analisi hanno evidenziato tre fattori di rischio principali: l’uso prolungato del computer, che oltre le sette ore giornaliere aumenta il rischio di SBS oculare del 21% e generale del 23%; la formaldeide ≥ 0,74 ppm, che accresce di 5,9 volte la probabilità di sintomi oculari; e i movimenti ripetitivi di polso e spalla, associati a un incremento del rischio di sintomi generali pari a 2,48 volte.
La SBS emerge come fenomeno multifattoriale, influenzato da contaminanti chimici come VOC e formaldeide, parametri microclimatici (temperatura, umidità, ventilazione), illuminazione non adeguata, ergonomia insufficiente e stress organizzativo. I disturbi oculari risultano più sensibili ai contaminanti chimici, mentre quelli generali riflettono soprattutto fattori ergonomici e psicosociali.
Per mitigare il rischio, lo studio raccomanda interventi integrati: migliorare la ventilazione, monitorare i VOC, ridurre le emissioni di formaldeide, ottimizzare l’ergonomia delle postazioni, gestire l’esposizione visiva, adottare sistemi BACS per il controllo intelligente della IEQ e promuovere programmi formativi sulla salute indoor.
La qualità ambientale interna si conferma un elemento strategico per la tutela della salute e la produttività, soprattutto nelle strutture ad alta occupazione, dove ambienti salubri e controllati sono essenziali per garantire continuità operativa.
