CAMBIARE IL COLORE DEGLI INFISSI E’ POSSIBILE SENZA VIOLARE IL DECORO ARCHITETTONICO

Il decoro architettonico rappresenta un principio giuridico che riguarda l’armonia estetica complessiva di un edificio, valutata in base al suo aspetto esteriore — facciate, balconi, infissi e tutti gli elementi visibili. Non si tratta di una nozione legata esclusivamente al valore artistico delle strutture, bensì alla coerenza visiva che caratterizza e valorizza l’immobile nel suo insieme. L’obiettivo è quello di garantire uniformità e ordine, evitando modifiche che creino dissonanze o alterazioni disordinate.
Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 18928/2020), il decoro architettonico si identifica con quell’insieme armonico di linee e strutture ornamentali che conferiscono personalità e identità al fabbricato. Ne consegue che qualsiasi intervento che ne modifichi l’aspetto esterno, andando a compromettere l’equilibrio visivo dell’edificio, può configurarsi come una violazione del decoro stesso.
Una recente sentenza del Tribunale di Lecce ha aperto nuove prospettive per i proprietari di immobili in condominio, chiarendo che la modifica del colore degli infissi può essere legittima anche in assenza di uniformità cromatica, purché non comprometta l’armonia estetica dell’edificio.
La sentenza che cambia le regole
Nel caso esaminato dal Tribunale di Lecce (sentenza n. 3263 del 30 giugno 2025), un condomino aveva sostituito gli infissi della propria unità immobiliare, cambiandone il colore da marrone a bianco. L’intervento aveva suscitato proteste da parte degli altri residenti, che lamentavano una violazione del decoro architettonico e di una delibera assembleare. Inoltre, il condomino non aveva informato l’amministratore né richiesto l’autorizzazione dell’assemblea.
Gli articoli 1120 e 1122 del Codice Civile stabiliscono che i condomini non possono eseguire opere che danneggino le parti comuni o compromettano la stabilità, la sicurezza o il decoro dell’edificio. Tuttavia, è previsto che l’amministratore venga informato preventivamente e riferisca all’assemblea.
Il giudice ha ritenuto che il cambiamento non avesse leso il decoro architettonico, basandosi su un orientamento giurisprudenziale consolidato (Cass. 14992/2012 e Cass. 18350/2013). La motivazione? L’aspetto della facciata era già stato alterato da precedenti interventi non contestati, come l’installazione disordinata di condizionatori e tende da sole. In un contesto già compromesso, il nuovo colore degli infissi non ha avuto un impatto significativo sull’armonia visiva dell’edificio.
La sentenza stabilisce un principio importante: se il decoro architettonico è già stato alterato e tollerato nel tempo, non si può pretendere da un singolo condomino il rispetto di regole ormai disattese. Questo apre la strada a una maggiore libertà per i proprietari, purché gli interventi non aggravino ulteriormente la situazione estetica dell’edificio.
