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QUALITA’ DELL’ARIA INDOOR: LA LOMBARDIA INTRODUCE L’OBBLIGO DI GESTIONE DEL RISCHIO NEGLI IMPIANTI AERAULICI

La qualità dell’aria negli ambienti chiusi non è più soltanto una raccomandazione tecnica o una best practice per progettisti e manutentori. Con l’introduzione dell’art. 59-bis nella Legge Regionale Lombardia n. 17/2026, il tema della salubrità degli impianti aeraulici assume una valenza sanitaria e gestionale ben definita, imponendo un approccio strutturato alla prevenzione dei rischi legati agli impianti di trattamento e distribuzione dell’aria.

Dalla manutenzione alla gestione del rischio

Per anni l’attenzione si è concentrata principalmente sull’efficienza energetica degli impianti HVAC, privilegiando consumi, prestazioni e comfort termoigrometrico. Oggi il legislatore sposta il focus su un aspetto altrettanto strategico: la sicurezza igienico-sanitaria dell’aria respirata dagli occupanti.

La nuova disciplina prevede che il responsabile dell’impianto debba adottare procedure documentate finalizzate a:

  • analizzare i rischi igienico-sanitari associati all’impianto;
  • programmare verifiche e controlli periodici;
  • eseguire interventi manutentivi adeguati;
  • garantire la completa tracciabilità delle attività svolte nel corso del ciclo di vita dell’impianto.

L’obiettivo non è semplicemente mantenere in funzione il sistema, ma assicurare che le condizioni operative non diventino causa di contaminazione degli ambienti serviti.

Perché un impianto efficiente non è necessariamente un impianto salubre

Nel settore edilizio persiste spesso l’errata convinzione che la presenza di una ventilazione meccanica controllata, di una unità di trattamento aria o di un moderno sistema di climatizzazione rappresenti di per sé una garanzia di qualità dell’aria interna.

Dal punto di vista tecnico non è così.

Condotte, batterie, filtri, umidificatori, recuperatori di calore e terminali di diffusione possono costituire superfici favorevoli all’accumulo di polveri, materiale organico, particolato microbiologico e altri contaminanti. In assenza di controlli adeguati, tali sostanze possono essere distribuite negli ambienti occupati attraverso il normale funzionamento dell’impianto.

Un sistema aeraulico trasporta infatti l’aria, ma può anche veicolare contaminanti biologici e chimici se non viene correttamente progettato, monitorato e mantenuto.

Il ruolo centrale della valutazione del rischio

L’elemento più innovativo della normativa lombarda è l’introduzione del concetto di valutazione del rischio come strumento preventivo.

Questo approccio supera la logica della manutenzione eseguita a intervalli prefissati e introduce una metodologia basata sull’analisi delle condizioni reali dell’impianto. La frequenza dei controlli, le attività ispettive e gli interventi correttivi devono essere definiti considerando fattori quali:

  • destinazione d’uso degli ambienti;
  • livello di occupazione degli spazi;
  • caratteristiche dell’impianto;
  • condizioni operative;
  • presenza di soggetti vulnerabili;
  • potenziali fonti di contaminazione.

In altre parole, non tutti gli impianti presentano lo stesso livello di rischio e, di conseguenza, non possono essere gestiti con criteri standardizzati.

Impatti per proprietari, gestori e professionisti

La nuova impostazione richiederà una maggiore integrazione tra progettazione impiantistica, manutenzione e controllo sanitario. Proprietari e gestori saranno chiamati a dimostrare l’adozione di procedure documentate e verificabili, mentre progettisti, ispettori e aziende manutentrici dovranno sviluppare competenze sempre più orientate alla gestione della qualità dell’aria indoor.

La salubrità degli ambienti diventa così un parametro da monitorare con la stessa attenzione riservata all’efficienza energetica e alla sicurezza degli impianti.

Una nuova cultura dell’aria indoor

L’evoluzione normativa introdotta dalla Regione Lombardia segna un cambiamento culturale importante: la qualità dell’aria interna non viene più considerata un risultato automatico derivante dalla presenza di un impianto di ventilazione, ma un obiettivo da perseguire attraverso analisi, monitoraggio e gestione continua del rischio.

In un contesto in cui le persone trascorrono oltre il 90% del proprio tempo in ambienti confinati, la corretta gestione degli impianti aeraulici rappresenta un elemento essenziale per la tutela della salute, del benessere e della sostenibilità degli edifici moderni.