DIRETTIVA UE 2024/1275: NUOVE REGOLE SU EFFICIENZA ENERGETICA, CALDAIE FOSSILI E COMPETENZE PROFESSIONALI

La Direttiva (UE) 2024/1275 – nota come “Direttiva Case Green” – ridisegna in modo profondo il quadro europeo sulla prestazione energetica degli edifici, introducendo obblighi, divieti e strumenti operativi che gli Stati membri dovranno recepire nei prossimi anni. L’obiettivo è chiaro: raggiungere un parco immobiliare completamente decarbonizzato entro il 2050, attraverso interventi strutturali, nuove competenze professionali e un progressivo abbandono dei combustibili fossili.
Nell’ambito della direttiva europea sulle case green, l’Italia avrebbe dovuto presentare il piano attuativo entro il 31 dicembre 2025, ma non lo ha fatto, al pari di Francia e Germania.
Di seguito una sintesi dei punti più rilevanti per cittadini, imprese, tecnici e amministrazioni.
Certificatori energetici e professionisti dell’edilizia: nuovi requisiti
La Direttiva Green rafforza il ruolo dei tecnici coinvolti nella certificazione energetica e nei lavori di riqualificazione. Gli Stati membri devono garantire che:
- la certificazione sia svolta in piena indipendenza da esperti qualificati o certificati, operanti come liberi professionisti, dipendenti pubblici o tecnici di imprese private;
- i professionisti impegnati in interventi di ristrutturazione integrata dispongano di competenze aggiornate e adeguate alla complessità degli interventi richiesti.
In Italia, la materia è attualmente regolata dal D.P.R. 75/2013, che definisce requisiti formativi e criteri di accreditamento dei certificatori.
Stop agli incentivi per le caldaie a combustibili fossili dal 1° gennaio 2025
Uno dei punti più discussi della Direttiva riguarda il divieto di concedere incentivi finanziari per l’installazione di caldaie uniche alimentate da combustibili fossili. Il divieto si applica a:
- acquisto, assemblaggio e installazione della caldaia;
- sistemi che utilizzano gas naturale, gasolio, carbone o altri combustibili fossili non rinnovabili;
- impianti non integrati con tecnologie rinnovabili in grado di coprire una quota significativa dell’energia prodotta.
La Commissione europea ha chiarito che il divieto vale anche se la caldaia viene installata nell’ambito di una ristrutturazione profonda.
Impianti ibridi: quando sono ancora incentivabili
La Direttiva consente agli Stati membri di sostenere economicamente gli impianti ibridi, a condizione che la componente rinnovabile (pompa di calore, solare termico) garantisca una quota energetica rilevante.
La Commissione precisa che:
- la quota rinnovabile deve essere valutata dall’autorità competente;
- se l’ibridazione viene aggiunta successivamente, l’incentivo può riguardare solo la parte rinnovabile;
- per gli impianti ibridi immessi sul mercato come prodotti unici, l’incentivo deve essere proporzionato alla quota rinnovabile.
Gli impianti ibridi sono considerati soluzioni transitorie, utili solo nel percorso verso l’eliminazione definitiva dei combustibili fossili.
Casi che non rientrano nel divieto di incentivazione
La Commissione europea ha fornito una serie di esempi che non ricadono nel divieto previsto dall’art. 17, par. 15. Ecco una tabella riepilogativa:
| Tipologia | Descrizione |
|---|---|
| Impianti ibridi con quota rinnovabile significativa | Incentivi ammessi e proporzionati alla quota rinnovabile. |
| Adeguamenti per l’uso di gas rinnovabili | Ammissibili interventi tecnici e infrastrutturali. |
| Incentivi non legati all’installazione | Manutenzione, riparazione, rottamazione, automazione. |
| Misure per famiglie vulnerabili | Tariffe sociali, sostegni al reddito, soluzioni temporanee. |
| Apparecchi non classificati come caldaie | Stufe, microcogenerazione e altri generatori esclusi dal divieto. |
| Incentivi già concessi prima del 01/01/2025 | Erogazione valida anche dopo tale data. |
Eccezioni formali al divieto
Il divieto non si applica quando:
- l’intervento è finanziato tramite RRF, FESR, Fondo di coesione o misure di sviluppo rurale;
- il progetto è stato selezionato per il finanziamento prima del 2025.
La Comunicazione UE del 18 dicembre 2025: chiarimenti operativi
Per facilitare il recepimento della Direttiva, la Commissione ha pubblicato la Comunicazione 6438/2025, che fornisce indicazioni pratiche su:
- definizione di caldaia a combustibili fossili;
- istituzione degli sportelli unici per la prestazione energetica;
- valori limite del potenziale di riscaldamento globale (GWP) degli edifici nuovi;
- calcolo del calore ambientale;
- prestazione energetica degli elementi trasparenti;
- sicurezza antincendio nei parcheggi.
La Comunicazione è accompagnata da 13 allegati tecnici, ciascuno dedicato a un ambito specifico della Direttiva, dalle norme minime di prestazione energetica ai sistemi tecnici per l’edilizia, fino ai criteri per gli edifici a emissioni zero.
La Direttiva UE 2024/1275 rappresenta una delle riforme più incisive degli ultimi anni nel settore edilizio. Le nuove regole su certificazione, competenze professionali, caldaie fossili e strumenti di supporto – come passaporti di ristrutturazione e sportelli unici – delineano un percorso chiaro verso un patrimonio edilizio più efficiente, sicuro e sostenibile.
Per cittadini, imprese e professionisti sarà fondamentale seguire con attenzione le fasi di recepimento nazionale, così da cogliere opportunità, evitare criticità e contribuire alla trasformazione energetica del settore.
