MUFFA E CONDENSA NEGLI EDIFICI: QUANDO RISPONDE IL CONDOMINIO
Il condominio può essere ritenuto responsabile per muffa e condensa quando la causa principale è riconducibile a difetti strutturali come i ponti termici della facciata.
LeggiIl condominio può essere ritenuto responsabile per muffa e condensa quando la causa principale è riconducibile a difetti strutturali come i ponti termici della facciata.
LeggiL’ambiente costruito sta assumendo nuove sembianze: più attento alla salute, alla qualità dell’aria, al comfort, alla sostenibilità e alla gestione dei rischi invisibili come il Radon.
LeggiUna qualificazione specialistica che unisce competenze tecniche, progettazione integrata e responsabilità verso la salute pubblica.
LeggiUna progettazione consapevole deve agire sulla capacità dell’edificio di gestire correttamente i flussi di vapore e le variazioni termiche, evitando il collasso igrometrico delle strutture.
LeggiUno dei principali alleati della muffa è il ponte termico: una zona dell’involucro edilizio dove l’isolamento è discontinuo. Qui la superficie interna si raffredda, favorendo la condensa e creando l’habitat perfetto per i microrganismi.
LeggiIl giardino è una cerniera tra spazio interno ed esterno, un filtro che media la relazione tra architettura e paesaggio.
LeggiA differenza degli impianti fotovoltaici tradizionali, i sistemi BIPV non si limitano ad essere sovrapposti alla struttura, ma ne diventano parte integrante, sostituendo elementi costruttivi quali coperture, facciate, vetrate o parapetti.
LeggiDal nZEB allo ZEmB: l’involucro edilizio diventa organismo attivo, capace di azzerare le emissioni e garantire ambienti salubri, confortevoli e resilienti, modulando energia, umidità e qualità dell’aria per il benessere delle persone.
LeggiL’umidità non è solo scomoda: compromette strutture, efficienza energetica e salute.
LeggiLe facciate ventilate sono sistemi costruttivi ad alte prestazioni,
progettati per proteggere l’edificio dagli agenti atmosferici e migliorare
la ventilazione naturale dell’involucro.
Tecniche costruttive millenarie come cob, adobe e pisé tornano protagoniste nei borghi italiani restaurati
LeggiL’ambiente costruito, comprensivo di edifici, spazi pubblici e infrastrutture, incide profondamente sulla percezione del rischio, sull’incidenza della criminalità e sull’efficacia del controllo sociale.
LeggiGli uffici sono, dopo la casa, il secondo ambiente chiuso in cui passiamo più tempo (8-10 ore al giorno, oltre 65.000 ore nella vita lavorativa). Per questo è fondamentale includere i contaminanti chimici e biologici come rischi prioritari nei Documenti di Valutazione del Rischio (DVR) del DLgs 81/2008, la cui revisione normativa è urgente.
LeggiI protocolli internazionali valorizzano la qualità ambientale interna (IEQ). Tuttavia, studi post-occupazione segnalano insoddisfazione tra gli utenti. Il disagio emerge soprattutto nell’uso quotidiano degli spazi.
LeggiIl Piano Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria 2025–2027 individua tra le priorità la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, promuovendo tecnologie più pulite e un uso responsabile delle biomasse.
Leggi