ESENZIONE IMU:BENEFICIO A UN SOLO IMMOBILE

Cosa dice la normativa e gli ultimi orientamenti giurisprudenziali
L’esenzione IMU per l’abitazione principale continua a essere al centro dell’attenzione di contribuenti, professionisti tecnici e amministrazioni comunali. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha ribadito che il beneficio non può essere esteso a più unità immobiliari contigue utilizzate come un’unica abitazione se queste rimangono catastalmente distinte.
La definizione normativa di abitazione principale
La disciplina vigente dell’IMU è contenuta nell’art. 1 della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020). In particolare, il comma 741, lettera b), definisce abitazione principale l’immobile:
“iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. [finanze.gov.it], [normattiva.it]
La norma evidenzia due requisiti essenziali:
- residenza anagrafica;
- dimora abituale del possessore nell’immobile.
L’IMU non è dovuta sull’abitazione principale, ad eccezione delle abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Un solo immobile può beneficiare dell’esenzione
Secondo l’orientamento ribadito dalla Corte di Cassazione – Ordinanza n. 25004 del 4 settembre 2026, l’esenzione per abitazione principale non può essere riconosciuta su più unità immobiliari contigue semplicemente perché utilizzate come un’unica abitazione. Se gli immobili restano distinti sotto il profilo catastale, il beneficio fiscale è riservato a una sola unità immobiliare.
La Corte richiama il principio secondo cui le norme agevolative sono di stretta interpretazione e non consentono estensioni oltre quanto previsto espressamente dalla legge.
Il ruolo del Catasto
L’aspetto catastale assume quindi un’importanza determinante. Due appartamenti collegati internamente o utilizzati come un’unica abitazione non acquisiscono automaticamente il diritto all’esenzione IMU se non risultano come un’unica unità immobiliare sotto il profilo catastale. [
Per questo motivo è fondamentale verificare:
- la corretta rappresentazione catastale;
- l’eventuale necessità di fusione catastale;
- la coerenza tra situazione di fatto e situazione censita.
La svolta della Corte Costituzionale sui coniugi
Sul tema dell’esenzione IMU è inoltre intervenuta la Corte Costituzionale con la sentenza n. 209/2022, che ha affermato la rilevanza della posizione del singolo possessore e non del nucleo familiare nel suo complesso. Tale principio è stato richiamato anche dalla recente ordinanza della Cassazione.
Pertanto, il contribuente che possiede un immobile nel quale risiede anagraficamente e dimora abitualmente può beneficiare dell’esenzione, anche se il coniuge risiede e dimora in un altro immobile.
Conclusioni
La recente giurisprudenza conferma che l’esenzione IMU per l’abitazione principale richiede non solo la presenza dei requisiti soggettivi di residenza e dimora abituale, ma anche una corretta configurazione catastale dell’immobile. In caso di unità contigue utilizzate come unica abitazione, è opportuno verificare attentamente la situazione catastale e urbanistica per evitare contestazioni da parte dei Comuni.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, Ordinanza n. 25004 del 4 settembre 2026.
Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 738-783 (Nuova IMU).
Legge n. 160/2019, art. 1, comma 741, lett. b) (definizione di abitazione principale).
Corte Costituzionale, sentenza n. 209/2022.
