LE OPERE EDILIZIE CHE COMPORTANO LE VARIAZIONI PLANIMETRICHE NON SONO DETRAIBILI

variazione planimetriche e detrazioni fiscali

Le manutenzioni straordinarie effettuate sulle singole unità abitative possono usufruire delle detrazioni fiscali, anche mediante la formula dello sconto in fattura. E’ fondamentale però, non alterare la distribuzione degli spazi interni, che comportano la variazione planimetrica. La Circolare n.19 dell’8 luglio 2020 dell’Agenzia delle Entrate, recita infatti: “la manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari, senza alterazione della situazione planimetrica […] (Circolare 24/02/1998 n.57, paragrafo 3.4)“.

Nell’intervento di manutenzione straordinaria, per i lavori di rinnovamento anche della singola unità abitativa, non rientrano quindi nella detrazione e di conseguenza nello sconto in fattura, le spese eventualmente sostenute relative alla demolizione e la ri-costruzione dei tramezzi interni alla casa modificando l’assetto planimetrico dell’unità immobiliare.

Sono detraibiligli interventi di manutenzione straordinaria sotto elencati:

  • sostituzione infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso;
  • realizzazione ed adeguamento di opere accessorie e pertinenziali che non comportino aumento di volumi o di superfici utili nonché realizzazione di volumi tecnici quali centrali termiche, impianti di ascensori, scale di sicurezza e canne fumarie;
  • realizzazione ed integrazione di servizi igienico-sanitari senza alterazione dei volumi e delle superfici, compresi anche quelli relativi alla costruzione della rete fognaria fino alla rete pubblica, realizzati con opere interne o esterne (Risoluzione 11.11.2002 n. 350);
  • realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio;
  • consolidamento delle strutture di fondazione e in elevazione;
  • rifacimento vespai e scannafossi;
  • sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote d’imposta;
  • rifacimento di scale e rampe;
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;
  • sostituzione solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti;
  • sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare;
  • realizzazione di elementi di sostegno di singole parti strutturali. 

SCARICA LA CIRCOLARE N.19 del 2020

8 thoughts on “LE OPERE EDILIZIE CHE COMPORTANO LE VARIAZIONI PLANIMETRICHE NON SONO DETRAIBILI

  • 4 Marzo 2021 in 16:09
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    Chiedo urgentemente un chiarimento del presente articolo che mi trova in disaccordo!!!
    E’ vero che nella circ. 19 del 08.08.2020 si scrive “senza alterazione della situazione planimetrica…”
    e si fa riferimento alla Circolare 24/02/1998 n.57, paragrafo 3.4.
    Ma la circ. n. 57/98 par. 3.4 CITA “…che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio…” E GIA’ QUA SI PUO’ DISCUTERNE, MA IN OGNI CASO NON SI PARLA DI VARIAZIONE PLANIMETRICA, POI CITA ANCORA”…sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare” QUI SEMMAI SI PARLA DI CAMBIO DI CATEGORIA CATASTALE.
    Ma più ancor la Circ. 57/98 fa riferimento alla LEGGE 457/98 art. 31 lett. b) CHE DICE CHIARAMENTE “…sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso.” (vedasi anche attuale DPR 2001 ART. 3)
    Fermo restando le perplessità sorte a seguito del DLSG 222/16 e succ. DM 02.03.2018 che non collima bene con quanto rientrante in manutenzione straordinaria ai sensi del DPR 380/2001 e s.m.i. trovo sconcertante che una modifiche alle murature interne che necessitano di pratica CILA, SCIA per manutenzione straordinaria, od anche per restauro o ristrutturazione (in base al tipo di intervento) e che comportano anche ad eventuale variazione catastale, QUESTE NON SIANO DETRAIBILI!!!!

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    • 8 Marzo 2021 in 00:08
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      Buonasera, legga tutto il paragrafo 3.4 della Circolare 24/02/1998 n.57 “Gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano le opere e le
      modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli
      edifici, nonche’ per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e
      tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole
      unita’ immobiliari e non comportino modifiche alle destinazioni d’uso.
      La manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di
      carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a
      mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole
      unita’ immobiliari, senza alterazione della situazione planimetrica e
      tipologica preesistente, e con il rispetto della superficie, della volumetria
      e della destinazione d’uso. La categoria di intervento corrisponde quindi al
      criterio della innovazione nel rispetto dell’immobile esistente.”
      https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getPrassiDetail.do?id={35E8941F-9344-4FF7-9FEB-42C00A06208C}

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      • 11 Marzo 2021 in 09:52
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        Buongiorno, è vero che nel proseguo dell’articolo 3.4 della circ. 57/98 si parla di “variazione planimetrica” come nella successiva circ. 19/20, ma ritengo che queste circolari esplicative non riportino quanto scritto in modo sintetico e netto nella LEGGE 457/98 art. 31 lett. b),.
        Personalmente ritengo che alterazione delle superfici e volumi si intenda un eventuale ampliamento e conseguente cambio di rendita catastale, come per un eventuale cambio d’uso, senza contare poi che le pratiche per manutenzione straordinaria (CILA o SCIA) dal punto di vista urbanistico riguardano spesso proprio le murature.
        Ed aggiungo che spesso invece i lavori che rientrano nel concetto di innovazioni impiantistiche oggetto di detrazione vedasi il DLSG 222/16 e succ. DM 02.03.2018 non richiedono alcuna pratica comunale di manutenzione straordinaria semmai una dich. atto not. perchè in att. di edil. libera.
        Torno a dire che davvero le normative urbanistiche vigenti rapportate alle norme fiscali stanno creando una confusione/discordanza a dir poco VERGOGNOSA.
        Ad ora non esagero nel dire che noi professionisti abbiamo in questi anni presentato innumerevoli pratiche per manutenzione straordinaria con modifiche a fori finestre e divisori interni con conseguenti pagamenti con bonifico “parlante” finalizzato alle detrazioni.
        Concludo nel dire che vorrei in modo costruttivo diradare queste nubi dense di tipo fiscale che non aiutano noi professionisti e meno ancora i cittadini onesti che intendono realizzare migliorie nelle proprie abitazioni.
        Ringrazio per i chiarimenti e mi scuso nel contempo per l’atteggiamento di contrarietà

        Risposta
        • 12 Marzo 2021 in 09:17
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          Buongiorno,
          la norme molte volte sono contrastanti, è infatti opera di noi professionisti interpretare la specifica situazione e relazionarla all’evoluzione normativa, anche alla luce dei vari chiarimenti al riguardo.
          saluti

          Risposta
  • 11 Marzo 2021 in 09:00
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    Buongiorno,
    non ho ben capito se questo articolo parla di 110 o recupero al 50? Inoltre, le pratiche che fino ad ora sono state eseguite usufruendo delle varie detrazioni fiscali che prevedevano anche cambi di disposizione delle pareti interne, sono tutte errate? La principale fonte a cui si rifà l’articolo sembra la circolare del ’98. A me più fonti hanno riferito per una ristrutturazione, che senza demolizioni era da considerarsi manutenzione ordinaria invece da questo articolo sembra quasi il contrario. Potete chiarire meglio questi dubbi? Grazie.

    Risposta
    • 11 Marzo 2021 in 09:14
      Permalink

      Buongiorno, nell’articolo sono riportati tutti i riferimenti, basta cliccare sulle Circolari indicate. Il paragrafo 3.4 della Circolare 24/02/1998 n.57 “Gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonche’ per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unita’ immobiliari e non comportino modifiche alle destinazioni d’uso.
      La manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unita’ immobiliari, senza alterazione della situazione planimetrica e tipologica preesistente, e con il rispetto della superficie, della volumetria e della destinazione d’uso. La categoria di intervento corrisponde quindi al criterio della innovazione nel rispetto dell’immobile esistente.”

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      • 11 Marzo 2021 in 09:31
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        Buongiorno,
        sì, prima di scrivervi ho letto ovviamente le circolari riportate nei link. Mi resta comunque il dubbio scritto nel primo commento che dalla vostra risposta non si chiarisce. Demolire una parete per unire zona giorno e cucina fa perdere il diritto alla detrazione?
        Nel paragrafo da voi riportato prima si di “sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unita’ immobiliari e non comportino modifiche alle destinazioni d’uso” e successivamente di “senza alterazione della situazione planimetrica e tipologica preesistente, e con il rispetto della superficie, della volumetria e della destinazione d’uso”.
        Restano troppe ambiguità che non vengono chiarite. Quindi vi richiedo: tutto ciò che è stato eseguito fino ad ora che ha comportato variazioni di superficie interne delle stanze sono errate?

        Risposta
        • 12 Marzo 2021 in 09:15
          Permalink

          Buongiorno, come Lei riferisce, le situazioni reali sono molto diverse tra loro, quindi l’applicazione della norma o delle direttive esplicitate nelle Circolari che si susseguono nel tempo, vanno analizzate in relazione alla specificità dei casi sul luogo. E’ quindi compito del professionista individuare la “tipica specificità del caso”, in relazione alla norma.
          Saluti

          Risposta

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