UNICA PEC PER LAVORO E VITA PRIVATA? ECCO COSA CAMBIA

Con un comunicato congiunto rivolto agli Ordini professionali e ai Collegi di categoria, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno fornito importanti chiarimenti in merito al processo di migrazione automatica degli indirizzi di Posta Elettronica Certificata (PEC) dei professionisti dal sistema INI-PEC (Indice Nazionale dei Domicili Digitali delle Imprese e dei Professionisti) al nuovo registro INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali delle persone fisiche). Questa operazione, prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), in particolare dall’articolo 6-quater, comma 2, del Decreto Legislativo n. 82 del 2005, ha lo scopo di semplificare e uniformare la gestione dei domicili digitali, attribuendo agli indirizzi PEC già presenti in INI-PEC anche la funzione di domicilio digitale personale all’interno di INAD. In pratica, ogni indirizzo PEC associato a un professionista e registrato in INI-PEC viene automaticamente inserito anche in INAD, dove assume valore legale come recapito digitale della persona fisica.
Perché è stato necessario un chiarimento?
Negli ultimi mesi, numerosi professionisti hanno segnalato la comparsa del proprio indirizzo PEC, originariamente utilizzato esclusivamente per finalità professionali, anche all’interno del portale INAD. Questo ha generato dubbi e perplessità, soprattutto in merito all’uso dell’indirizzo PEC per comunicazioni di natura personale o amministrativa, al di fuori dell’ambito professionale.
AgID e il Ministero hanno quindi ritenuto opportuno ribadire che tale trasferimento è previsto dalla normativa vigente e che l’indirizzo PEC, una volta migrato in INAD, può essere utilizzato dalle Pubbliche Amministrazioni per l’invio di comunicazioni ufficiali rivolte alla persona fisica, indipendentemente dal suo ruolo professionale.
Come gestire il proprio domicilio digitale su INAD?
Per coloro che non desiderano che il proprio indirizzo PEC professionale venga utilizzato anche per comunicazioni personali, è possibile intervenire direttamente attraverso il portale ufficiale domiciliodigitale.gov.it. Dopo aver effettuato l’accesso tramite uno dei sistemi di identità digitale riconosciuti (SPID, Carta d’Identità Elettronica – CIE, oppure Carta Nazionale dei Servizi – CNS), l’utente ha a disposizione due opzioni:
- 🛠 Modifica del domicilio digitale: è possibile sostituire l’indirizzo PEC presente in INAD con un altro indirizzo, magari dedicato esclusivamente alla sfera personale. Questa soluzione consente di mantenere separati i canali di comunicazione professionale e privata, evitando sovrapposizioni o confusioni.
- ❌ Cancellazione del domicilio digitale da INAD: se si preferisce non avere alcun indirizzo associato come domicilio digitale personale, è possibile procedere alla rimozione dell’indirizzo PEC da INAD. In questo caso, tuttavia, si rinuncia alla possibilità di ricevere comunicazioni ufficiali via PEC da parte delle Pubbliche Amministrazioni, che torneranno a utilizzare i canali tradizionali.
Considerazioni finali
Il passaggio da INI-PEC a INAD rappresenta un’evoluzione significativa nel processo di digitalizzazione dei rapporti tra cittadini, professionisti e Pubblica Amministrazione. Tuttavia, è fondamentale che ogni utente sia consapevole delle implicazioni di questa migrazione automatica e sappia come gestire in modo autonomo e consapevole il proprio domicilio digitale. La trasparenza e la possibilità di scelta offerte dal portale INAD garantiscono il rispetto della privacy e delle esigenze individuali, in un contesto sempre più orientato alla semplificazione digitale.
