SUPERBONUS: QUANDO IL TECNICO “SI INVENTA” I TITOLI PROFESSIONALI RISPONDE DEI DANNI CAUSATI AL COMMITTENTE

A volte sembra incredibile, quasi una leggenda metropolitana da cantiere. E invece no: può succedere davvero che un tecnico dichiari titoli professionali inesistenti e firmi un’asseverazione del Superbonus senza averne alcun diritto. E quando accade, le conseguenze sono pesanti. Per tutti.

La sentenza del Tribunale di Firenze (n. 2395/2026) lo dice chiaramente: se il professionista non possiede i requisiti che dichiara, risponde personalmente dei danni economici causati al cliente.

Il caso: un tecnico, un timbro “creativo” e un’iscrizione fantasma

La storia è semplice. Un tecnico viene incaricato di seguire una pratica Superbonus 110%. Compila l’asseverazione, firma, timbra… tutto sembra in ordine.

Peccato che:

  • l’iscrizione al Collegio professionale che dichiara non esiste
  • il timbro utilizzato non è ufficiale
  • i requisiti professionali richiesti dalla normativa non li ha

Risultato? L’asseverazione è irregolare, quindi non valida. E quando l’Agenzia delle Entrate lo scopre, il castello crolla.

Il conto finale: niente Superbonus e 90.000 euro di danni

Il committente, che aveva fatto affidamento sul tecnico, si ritrova improvvisamente senza il beneficio fiscale. Le agevolazioni vengono revocate, i crediti fiscali recuperati, e il danno economico diventa enorme.

Il Tribunale non ha avuto dubbi: il professionista ha causato un danno diretto e deve risarcire quasi 90.000 euro.

Un principio chiaro, che vale per tutti i bonus edilizi:

i requisiti del tecnico non sono un dettaglio burocratico, ma una condizione essenziale per la validità dell’asseverazione.

Perché è così importante che il tecnico sia davvero abilitato

Quando un professionista firma un’asseverazione, non sta solo “mettendo un timbro”. Sta certificando:

  • la correttezza dei dati
  • la conformità urbanistica
  • la veridicità delle informazioni
  • il rispetto dei requisiti tecnici e normativi

Se il tecnico non è abilitato, tutto questo perde valore. E il committente rischia di trovarsi senza bonus e con un debito da restituire.

Ecco perché verificare l’iscrizione all’Albo, le abilitazioni specifiche e l’autenticità del timbro è fondamentale quanto controllare i lavori.

Ma davvero succedono cose del genere?

Purtroppo sì. Non sono casi quotidiani, ma esistono. Il boom dei bonus edilizi ha attirato:

  • professionisti sovraccarichi
  • figure improvvisate
  • soggetti che hanno tentato scorciatoie per entrare nel mercato

La giurisprudenza, oggi, è molto più attenta. E questa sentenza è un messaggio forte: chi assevera senza averne titolo risponde personalmente dei danni.

Il Superbonus ha portato opportunità, ma anche responsabilità. E questa vicenda ci ricorda una cosa semplice: prima di affidare una pratica così delicata, è essenziale verificare chi la firma.

Perché un titolo inventato non è una leggerezza: è un rischio che può costare decine di migliaia di euro.