SILENZIO ASSENSO E PERMESSO DI COSTRUIRE: L’ATTESTAZIONE ENERGETICA E’ IMPRESCINDIBILE

Il silenzio assenso è uno degli strumenti più discussi della semplificazione amministrativa: se l’amministrazione non risponde entro un certo termine, la richiesta del cittadino si considera accolta. Ma attenzione: questo meccanismo non funziona sempre e non può trasformarsi in una scorciatoia per ottenere titoli edilizi senza rispettare la legge.

Con la sentenza n. 1878 del 9 marzo 2026, il Consiglio di Stato ha chiarito un punto cruciale: il silenzio assenso non scatta quando la domanda di permesso di costruire è strutturalmente inconfigurabile, cioè priva degli elementi essenziali richiesti dalla normativa.

L’attestazione energetica: un requisito imprescindibile

Il caso esaminato riguardava la mancanza dell’attestazione di prestazione energetica, documento obbligatorio ai sensi dell’art. 20, comma 1, del d.P.R. 380/2001. Senza questa certificazione, che deve essere rilasciata dal progettista, la domanda non può essere considerata valida.

Il Consiglio di Stato ha sottolineato che si tratta di un requisito fondamentale, non di un semplice allegato integrativo. La sua assenza impedisce la formazione automatica del permesso di costruire, perché non si è in presenza di una vera e propria istanza.

Soccorso istruttorio: quando si può usare

La sentenza distingue tra:

  • Documenti essenziali: la loro mancanza rende la domanda radicalmente inammissibile. Non è possibile ricorrere al soccorso istruttorio.
  • Documenti non essenziali o integrativi: in questi casi l’amministrazione può chiedere al cittadino di integrare la documentazione. Se l’interessato non provvede, il silenzio assenso si forma comunque.

In altre parole, il soccorso istruttorio serve a colmare lacune minori, non a rendere ammissibile una domanda che manca di requisiti fondamentali.

Perché questa decisione è importante

La pronuncia del Consiglio di Stato ha un impatto rilevante su più livelli:

  • Tutela dell’interesse pubblico: impedisce che il silenzio assenso diventi uno strumento per aggirare norme sostanziali.
  • Certezza del diritto: chiarisce i confini applicativi del silenzio assenso, evitando interpretazioni troppo estensive.
  • Centralità della sostenibilità: ribadisce che l’efficienza energetica degli edifici è un valore da proteggere e non un dettaglio burocratico.

Il messaggio della sentenza è chiaro: il silenzio assenso non è un lasciapassare automatico. Funziona solo se la domanda è completa e conforme ai requisiti essenziali. L’attestazione energetica, in particolare, è una condizione imprescindibile per ottenere il permesso di costruire.

Questa decisione rafforza l’idea che la semplificazione amministrativa deve sempre andare di pari passo con la tutela degli interessi collettivi, come la qualità e la sostenibilità del patrimonio edilizio.

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