SICUREZZA CANTIERI: LA CASSAZIONE RIBADISCE SULLA RESPONSABILITA’ IN CASO DI INFORTUNI MORTALI

Una sentenza che fa scuola sulla responsabilità penale in caso di infortuni mortali
Il 17 settembre 2025, la Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, ha depositato la sentenza n. 31136, destinata a diventare un punto di riferimento nella giurisprudenza italiana in materia di sicurezza sul lavoro. Il caso riguarda la tragica morte di un operaio, precipitato in un dirupo durante lavori stradali in un cantiere situato sulla statale 26 tra Pré Saint Didier e La Thuile, in Valle d’Aosta.
Il contesto: un cantiere ad alto rischio
L’operaio E.E., dipendente della ditta “Gamputaro H.H. impresa individuale”, era impegnato in lavori di scavo e ripristino di tubature fognarie. Il cantiere si trovava in prossimità di un burrone, delimitato da un guardrail sollevato dal piano di calpestio. Nonostante la pericolosità del luogo, mancavano barriere protettive a norma e segnaletica di sicurezza. Inoltre, il Piano Operativo di Sicurezza (POS) risultava carente e non aggiornato.
Le accuse e il processo
Al datore di lavoro, A.A., amministratore unico della ditta, veniva contestata la violazione di diverse norme del D.Lgs. 81/08 e dell’art. 2087 del Codice Civile, che impongono l’adozione di misure idonee a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori. In primo grado, il Tribunale di Aosta aveva assolto l’imputato, ritenendo che la condotta del lavoratore fosse “abnorme” e imprevedibile, quindi non imputabile al datore di lavoro.
Il ribaltamento in Appello
La Corte d’Appello di Torino ha invece condannato A.A., ritenendo che le violazioni delle norme antinfortunistiche fossero causalmente collegate all’evento mortale. Secondo i giudici, anche se non era certo che E.E. dovesse lavorare oltre il guardrail, l’area era comunque parte del cantiere e doveva essere messa in sicurezza. La mancanza di barriere a norma e di segnaletica adeguata ha rappresentato una grave omissione.
Il giudizio della Cassazione
La Suprema Corte ha confermato la condanna, sottolineando alcuni principi fondamentali:
- Causalità della colpa: l’evento deve essere la concretizzazione del rischio che la norma violata intende prevenire.
- Comportamento abnorme del lavoratore: non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità se rientra in un ambito di prevedibilità.
- Obblighi di protezione: il datore di lavoro deve garantire la sicurezza anche contro comportamenti imprudenti dei lavoratori.
La Corte ha evidenziato come il guardrail sollevato non fosse equipollente a un parapetto a norma, e come l’assenza di segnaletica e di un POS adeguato abbia contribuito all’incidente. Ha inoltre respinto le ricostruzioni alternative proposte dalla difesa, ritenendole non sufficientemente provate.
Le implicazioni per la sicurezza sul lavoro
Questa sentenza ribadisce con forza che la sicurezza nei cantieri non può essere affidata al caso. I datori di lavoro devono:
- Redigere POS dettagliati e aggiornati.
- Installare barriere e protezioni conformi alla normativa.
- Segnalare chiaramente i pericoli.
- Prevedere e neutralizzare comportamenti imprudenti.
La giurisprudenza conferma che la responsabilità penale non si limita alla violazione formale delle norme, ma si estende alla mancata prevenzione dei rischi concreti.dinario non decade con la revoca, ma si ridimensiona. Deve essere approvato dall’assemblea e può essere oggetto di contestazione.
