NELLE LIBERE PROFESSIONI TECNICHE E’ NECESSARIO SVILUPPARE IL TALENTO DELLE DONNE PER AFFRONTARE IL XXI SECOLO

L’integrazione  di genere non è un semplice slogan ma una necessità per la società intera.

Donne e lavoro

8 MARZO

Non sono le misure assistenziali e moralizzatrici ad assicurare un futuro prosperoso, ma l’investimento nella “creatività” delle “donne”, dalla quale trarre spunti per nuovi percorsi scolastici e anse operative nel mondo dell’edilizia, della mappatura territoriale, della rinascita dei centri urbani.

Le “donne” sono le artefici di una nuova dimensione di speranza e futuro e attraverso il loro estro innato, possono disegnare un nuovo percorso capace di individuare progetti  per incrementare il lavoro di tutti.

Nelle professioni tecniche occorre puntare sulla “genialità” delle donne, affidarsi a quelle capacità di saper “sognare” e “realizzare” oltre ogni difficoltà. Questo porterebbe ad un sicuro incremento delle iscrizioni ed una stabilità previdenziale. Rendere affascinante una professione, stimola la volontà e la decisione ad intraprendere la strada verso traguardi “sicuri”.

E le donne possiedono qualità innate per far fronte all’innovazione.

Le donne sono eccellenti, hanno risorse e volontà da vendere, le 100 migliori imprenditrici digitali d’Europa sono donne, ma purtroppo nel nostro Paese lavora ancora meno di una donna su due: precisamente il 48,6%. Dati che dovrebbero far ragionare le professioni tecniche, individuando in questi dati politiche per incentivare le iscrizioni agli Istituti Tecnici e alle lauree professionalizzanti a vantaggio delle donne, che rappresentano un serbatoio di ricchezza per tutti.

L’universo femminile è giovane e innovativo e va valorizzato, spronandolo ad abbandonare i lavori in ambiti tradizionali poco retribuiti   di servizio, di cura, verso la valorizzazione della propria vita investendo in settori fino ad oggi inesplorati: come le professioni tecniche – che hanno ancora una partecipazione bassa delll’universo “donna”.

Le donne in questo ambito riescono e sono tenaci, affidabili,  « vanno con i piedi di piombo: è nell’educazione, nel dna» ha detto l’amministratore delegato di LVenture Group e founder di Luiss Enlabs.

Oggi le professioni tecniche sono in declino, i dati parlano chiaro: un quarto del reddito dei professionisti è stato divorato dalla crisi.

Necessita individuare campi di azione che rimettano in pista tutti: ed una strada da percorrere è sicuramente quella di “puntare sulle donne”.

L’uguaglianza e l’integrazione di genere fa bene all’economia! Lo aveva capito molto bene, anni fa, Muhammad Yunus, il banchiere dei poveri.

L’uomo che, con la sua Grameen Bank ha inventato il microcredito. Le donne sono abituate a far funzionare l’economia domestica, anche quando è molto povera. Figuriamoci quando può contare su qualche aiuto. Si preoccupano del benessere e della salute dei figli.

Hanno una visione di prospettiva. Nonostante le resistenze da parte di mariti, altri banchieri e usurai, Grameen cominciò a ingranare proprio con i prestiti erogati al genere femminile. Presto i suoi clienti furono quasi esclusivamente donne (94%). Le percentuali di restituzione del prestito altissime, superiori al 90%. L’intuizione di Yunus fece la fortuna del suo istituto e di molte famiglie.

Ed allora perché non fare tesoro di queste effettive esperienze?

Ma non basta!

E’ infatti fondamentale sapere che donne e tecnologia sono un binomio vincente, come  è stato dimostrato dai dati storici e riconfermato oggi dall’affermazione dirompente del talento femminile sia al servizio della ricerca scientifica, sia nelle sue declinazioni tecnologiche, dell’ambiente, della sostenibilità, del riuso, del confort e del benessere legato al patrimonio edilizio.

E questi sono i campi  d’azione promettenti e interessanti, che riqualificano anche le libere professioni ad indirizzo tecnico.

Le professioni vanno rivalorizzate e indirizzate verso il cambiamento epocale. Per fare ciò è indispensabile aggiornare subito le conoscenze e competenze  e  apprenderne delle nuove. Tra i fattori che sono ritenuti strategici per l’incremento dell’efficienza e della competitività del sistema produttivo sono annoverati da un lato “l’elasticità” (intesa come reattività, cioè capacità di recepire il nuovo, come sensibilità e permeabilità nei confronti del cambiamento e propensione all’apprendimento e all’aggiornamento professionale), e dall’altro, la “creatività” (intesa invece come capacità di generare il nuovo, la propensione all’ideazione, alla progettualità e all’innovazione). E le donne sono i punti di forza, le miniere per “incrementare” la ricchezza delle Categorie ad indirizzo tecnico. Anche negli Istituti scolastici e nelle Università, siano ascoltate e favorite le studentesse per organizzare e pianificare progetti di interesse collettivo.  Così come le Imprese in l’Italia si affidano  alle donne per uscire dalla crisi economica, così  come emerge dal Rapporto Censis-Confcooperative, le libere professioni ad indirizzo tecnico riuscirebbero a riemergere dopo la lunga e insidiosa crisi, con l’apporto delle donne già avviate sulla strada dell’innovazione.

Nell’opuscolo “Mondo Donna” che potete scaricare  ci sono molti progetti di donne che hanno scelto di dedicarsi all’ambiente costruito rispettoso per l’ambiente, la gente e l’economia.  Storie forti di persone, che hanno avuto coraggio e  talento  di trasformare fattori di svantaggio, tra pregiudizi e retaggi culturali, in elementi di competitività, riuscendo ad anticipare i fattori di novità del mercato.

Per questo Mese di Marzo dedicato al “Mondo Donna”, si è realizzato un opuscolo per “leggere” e recepire le idee delle donne, delle giovani che hanno intrapreso già il cammino della tecnica e delle studentesse che ambiscono ad un futuro certo e anche a chi nonostante l’età crede nell’essere “Geometra”.

La parola a Elena ZAMBELLI laureata in Architettura presso l’EPFL, la scuola politecnica di Losanna,  componente del team svizzero che  ha brillato al prestigioso concorso Solar Decathlon del 2017 negli Stati Uniti con la casa solare NeighborHub e stagista presso lo Studio dell’architetto Norman Foster.

Testimonianze vive e interessanti, lungimiranti, che diventano spunti di riflessione per elevare  un modello di formazione, capace di formare nuovi professionisti. L’Istituto Tecnico , Economico e Tecnologico (ITET) Rapisardi – Da Vinci di Caltanissetta , esempio di innovazione, che da più di 100 anni forma i professionisti di domani, guidato dalla professoressa Santa Iacuzzo e l’area Tecnico-Professionale (Geometri)dal prof. Calogero Infantolino è da attento a stimolare i talenti. Vengono da questo Istituto le testimonianze preziose di due studentesse che sognano un domani da Geometra: Forte Laura e Astorina Gaya.

L’umanesimo dell’edilizia, suggerisce fattori chiave che inducono all’applicazione di metodi e sistemi che rivisitino il parco immobiliare con una cultura dominata da una prospettiva che guardi all’interno dell’involucro edilizio con la possibilità di comprendere le criticità che determinano danni alla salute degli occupanti, un percorso intrapreso dall’Associazione Nazionale Donne GeometraEsperti in Edificio Salubre, di cui Paola Allegri è il Presidente.  Tante opportunità occupazionali anche per la rivisitazione delle città e delle periferie, con soluzioni anticrimine, argomenti di cui Barbara Mazza è una esperta.

E la conferma che le donne sono tenaci arriva dalla storia di una nonna, che all’età di 76 anni è tornata sui banchi di scuola per diventare Geometra: Vittoria Pinna.

Per scaricare l’opuscolo con tutti i progetti innovativi, che allargano le competenze professionali clicca qui

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