MATERIALI DA COSTRUZIONE: IL NUOVO REGOLAMENTO

E’ entrato in vigore il 7 gennaio 2025, con applicabilità a partire dall’8 gennaio 2026. Questo Regolamento sostituisce il precedente CPR 305/2011, aggiornando il quadro normativo per l’immissione e la messa a disposizione sul mercato dei prodotti da costruzione nell’Unione Europea.

Il settore delle costruzioni è uno dei più rilevanti per l’economia europea, ma anche uno dei più impattanti dal punto di vista ambientale. Con il nuovo Regolamento (UE) 2024/3110, approvato il 27 novembre 2024 ed entrato in vigore a dicembre, l’Unione Europea ha introdotto un quadro normativo aggiornato che mira a ridurre le emissioni di gas serra, favorire la circolarità dei materiali e garantire maggiore trasparenza lungo tutta la catena di produzione e distribuzione.

Il precedente regolamento (UE) n. 305/2011 aveva posto le basi per l’armonizzazione del mercato interno dei prodotti da costruzione. Tuttavia, la sua applicazione ha mostrato limiti: norme poco chiare, sovrapposizioni con altre direttive e difficoltà nella vigilanza del mercato. La revisione nasce quindi dall’esigenza di:

  • ridurre gli oneri amministrativi,
  • eliminare contraddizioni normative,
  • integrare gli obiettivi ambientali e climatici dell’UE.

Una delle novità più rilevanti riguarda la dichiarazione delle prestazioni ambientali dei prodotti da costruzione. I fabbricanti dovranno fornire informazioni chiare e digitali su:

  • Emissioni di CO₂ e altri gas serra lungo il ciclo di vita del prodotto,
  • Consumo energetico e impatti ambientali,
  • Classi di prestazione ambientale, che permetteranno di distinguere i prodotti più sostenibili.

Queste classi dovranno essere comprensibili e non fuorvianti, evitando di trasferire oneri ingiustificati agli operatori economici.

Valutazione del ciclo di vita

Il regolamento introduce l’obbligo di calcolare la sostenibilità ambientale considerando l’intero ciclo di vita del prodotto:

  • Nuovi prodotti: dalla produzione delle materie prime fino allo smaltimento finale.
  • Prodotti usati o rifabbricati: dal momento della disinstallazione fino al riutilizzo o smaltimento.

La Commissione europea metterà a disposizione un software ufficiale per eseguire questi calcoli, basato sulla norma EN 15804, garantendo uniformità e affidabilità.

Il regolamento si inserisce nel quadro del Green Deal europeo e del piano d’azione per l’economia circolare. L’obiettivo è chiaro: ridurre le emissioni complessive del settore edilizio, che rappresenta una quota significativa delle emissioni di gas serra in Europa.

«Nel fissare tali requisiti la Commissione dovrebbe… tenere conto del potenziale contributo del prodotto al conseguimento degli obiettivi dell’Unione in materia di clima, ambiente ed efficienza energetica…»

Per favorire la riduzione delle emissioni legate ai rifiuti e al consumo di risorse, il regolamento consente agli Stati membri di introdurre:

  • Sistemi di cauzione-rimborso, che incentivano il ritorno dei prodotti usati.
  • Obblighi per i fabbricanti di riacquisire prodotti invenduti o eccedentari.
  • Regole sulla raccolta e trattamento dei prodotti da smaltire.

Queste misure rafforzano la logica del riuso e riciclo, riducendo la produzione di nuovi materiali e quindi le emissioni associate.

Impatti per le imprese

Per le imprese del settore edilizio, il regolamento comporta:

  • Maggiori responsabilità nel monitoraggio delle emissioni lungo tutta la catena di produzione.
  • Necessità di investire in strumenti digitali e software di calcolo.
  • Opportunità di differenziarsi sul mercato offrendo prodotti con basso impatto ambientale.

Le PMI riceveranno particolare attenzione, con misure pensate per evitare costi sproporzionati e garantire un’applicazione proporzionata degli obblighi.

Il regolamento definisce una “zona armonizzata” a livello europeo, lasciando agli Stati membri la competenza sulle opere di costruzione. Tuttavia, introduce meccanismi che permettono agli Stati di chiedere deroghe temporanee o di notificare esigenze specifiche legate alla salute, sicurezza o protezione dell’ambiente.

Il Regolamento (UE) 2024/3110 rappresenta un passo decisivo verso un’edilizia più verde, digitale e sicura. Non si limita a garantire la libera circolazione dei prodotti da costruzione, ma li trasforma in strumenti chiave per la neutralità climatica e la riduzione delle emissioni.

In un settore che contribuisce in modo significativo alle emissioni europee, queste nuove regole pongono le basi per un futuro in cui costruire significherà anche proteggere il pianeta.