LE MALATTIE ASSOCIATE AGLI EDIFICI: I CRITERI AMBIENTALI MINIMI E L’OBBLIGO DI USARE ISOLANTI SANI

le malattie delle costruzioni

La salute è un diritto costituzionalmente garantito, che solleva questioni importanti riguardano i rapporti tra l’edificio e l’ambiente circostante e quella dei rapporti tra l’edificio e la salute dei fruitori. Nelle fasi progettuali e di realizzazione, nonché nel monitoraggio successivo e periodico, si tratta quindi di valutare e gestire anche i rischi connessi all’inquinamento dell’aria indoor (IAQ), con l’analisi di tutti quei fattori che concorrono alla qualità del costruito, inseguendo non solo il risparmio energetico, ma anche in modo sistemico la riduzione delle malattie e i disturbi legati alle costruzioni, dovute ad una serie di fattori che spesso concorrono anche tra di loro, accrescendo una economia dinamica caratterizzata anche dalla protezione della salute, coesione sociale e territoriale, tutela dell’ambiente, in ottemperanza alla strategia dell’UE in materia di sviluppo sostenibile.[1] Le malattie delle costruzioni sono state riconosciute nel 1983 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha identificato una serie di disturbi sanitari originati dalla permanenza del cittadino in determinati ambienti confinati così identificate:

Sick Building Syndrome
Multiple Chemical Sensitivity 
Building Related Illness
Tight Building Syndrome


Le “Malattie associate agli edifici”, includono tutte quelle patologie che hanno un quadro clinico ben definito e per le quali può essere identificato uno specifico agente causale presente nell’ambiente confinato, mentre per la Sindrome dell’Edificio Malato e la Sensibilità a molteplici agenti chimici il grado di certezza è meno definito. Tra gli agenti in grado di far scaturire la SBS, la BRI e la “Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla” si trovano molteplici agenti biologici, chimici e fisici (come polveri, formaldeide, radon, amianto, ecc), che possono avere gravi effetti sulla salute umana. Negli ultimi anni a seguito della rincorsa ai contenimenti energetici, la qualità dell’aria per la ventilazione e condizionamento (HVAC) all’interno degli ambienti chiusi è notevolmente peggiorata, favorendo l’umidità ed il proliferare delle muffe, con l’insorgere della “Tight building sindrome” (sindrome dell’edificio sigillato).  Oggi la sfida è quella di costruire e riqualificare gli edifici, combinando lo sviluppo sostenibile con la salute degli occupanti e il Superbonus rappresenta una grande occasione.  È indispensabile favorire ogni tipo di analisi per capire il tipo di struttura portante e di tamponamento, il modello di infissi, il livello e la modalità di ventilazione e climatizzazione, la presenza di ponti termici, il livello di umidità relativa e la temperatura ambiente nelle 24 ore con l’ausilio della diagnosi energetica.L’analisi della struttura disperdente consente di intervenire per correggere gravi errori di progettazione del fabbricato agendo sulle cause e migliorando al contempo il rendimento energetico ed il comfort degli ambienti, offrendo agli occupanti la massima sicurezza per la loro salute. 

Il Superbonus, ha introdotto una serie di misure a sostegno della sostenibilità ambientale e della salute delle persone, fissando tra l’altro che gli isolanti termici ed acustici devono avere specifiche caratteristiche in ottemperanza ai Criteri Ambientali Minimi. In Italia, l’efficacia dei CAM è stata assicurata dall’entrata in vigore dell’art. 18 della L. 221/2015 e, successivamente, dall’art. 34 “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale” del D.lgs. 50/2016 “Codice degli appalti” (modificato dal D.lgs 56/2017), che ne ha fatto obbligo di applicazione a tutte le stazioni appaltanti.

Al punto 2.4.2.9 Isolanti termici ed acustici  nei C.A.M vengono elencati i requisiti ai quali gli isolanti devono rispondere:

  1. Non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili.
  2. Non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero.
  3. Non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica.
  4. Se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito.
  5. Se costituiti da lane minerali, queste devono essere conformi alla nota Q o alla nota R di cui al regolamento CE n.1272/2008 (CLP) e s.m.i. (29).

La tabella seguente precisa quali sono i prodotti isolanti che devono contenere una componente riciclata:

Se il prodotto finito contiene uno o più dei componenti elencati nella seguente tabella, questi devono essere costituiti da materiale riciclato e/o recuperato secondo le quantità minime indicate, misurato sul peso del prodotto finito.

Isolante in forma di pannelloIsolante stipato, spruzzato/insufflatoIsolante in materassini
cellulosa80%
Lana di vetro60%60%60%
Lana di roccia15%15%15%
Perlite espansa30%40%8-10%
Fibre di poliestere60-80%60-80%
Polistirene espansoDal 10 al 60% in funzione della tecnologia adottata nella produzioneDal 10 al 60% in funzione della tecnologia adottata nella produzione
Polistirene estrusoDal 5 al 45% in funzione della tipologia del prodotto e della tecnologia adottata nella produzione
Poliuretano espansoDal 1-10% al 45% in funzione della tipologia del prodotto e della tecnologia adottata nella produzioneDal 1-10% al 45% in funzione della tipologia del prodotto e della tecnologia adottata nella produzione
Agglomerato di poliuretano70%70%70%
Agglomerati di gomma60%60%60%
Isolante riflettente in alluminio155

Come risulta evidente, i pannelli isolanti naturali in sughero, fibra di legno o in lana, cocco, canapa, ecc , non contenendo nessun componente tra quelli elencati in tabella, ottemperano automaticamente ai requisiti CAM. Questi materiali isolanti sono accomunati dalla grande traspirabilità un fattore importante per il benessere di chi vive in casa non permettono la formazione di condensa e, di conseguenza, la presenza di muffe e hanno una ottima lavorabilità. Le muffe sono dannose alla salute, provocano disturbi respiratori, quindi in questa fase storica di riqualificazione edilizia è opportuno progettare edifici che siano efficienti, confortevoli e tutelino la salute.

Hanno una grande capacità fonoassorbente e quindi adatti per l’isolamento acustico, eliminano efficacemente la maggior parte dei suoni provenienti dai vicini e dal traffico, che possono provocare una serie di effetti nocivi per la salute, tra cui irritabilità, disturbi del sonno, effetti deleteri a carico del sistema cardiovascolare e metabolico nonché compromissione delle facoltà cognitive nei bambini.

[1] “Nota del Consiglio dell’Unione Europea con oggetto: Riesame della strategia della EU in materia di sviluppo sostenibile (SSSUE) – nuova strategia, documento n.10917/06 del 26 giugno 2006.


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