IMMOBILI CONDONATI E SALUBRITA’: PERCHE’ LA PIENA LEGITTIMITA’ URBANISTICA E’ UN INTERESSE PUBBLICO PRIMARIO

La recente decisione del Consiglio di Stato del 9 aprile segna un passaggio significativo nella disciplina degli interventi edilizi sugli immobili condonati. Superando un orientamento giurisprudenziale risalente, che limitava tali immobili ai soli interventi manutentivi, il giudice amministrativo afferma che – alla luce dell’art. 9‑bis, comma 1‑bis, del d.P.R. 380/2001 – il titolo in sanatoria conferisce al bene piena legittimità urbanistica, rendendolo idoneo a ricevere gli stessi interventi ammessi per un immobile legittimamente assentito, inclusa la ristrutturazione edilizia.

Questa ricostruzione non è solo un’evoluzione tecnica del diritto edilizio: è una scelta che tutela un interesse pubblico di rango primario, quello della salubrità degli ambienti di vita e di lavoro. Limitare un immobile condonato ai soli interventi minimi significherebbe, infatti, impedirne l’adeguamento agli standard igienico‑sanitari e di sicurezza richiesti oggi dall’ordinamento. Significherebbe mantenere nel territorio edifici incapaci di garantire ventilazione, qualità dell’aria, sicurezza impiantistica, prestazioni energetiche e condizioni abitative dignitose.

Il Consiglio di Stato riconosce che ciò sarebbe incompatibile con i principi costituzionali di tutela della salute, dell’iniziativa economica e della proprietà (artt. 32, 41 e 42 Cost.), oltre che con il principio – nazionale ed eurounitario – di certezza del diritto, che non ammette zone grigie né beni “a metà” tra legittimità e irregolarità. La sanatoria, pur essendo un istituto eccezionale, deve produrre effetti pieni: solo così l’immobile può essere utilizzato, trasformato e immesso nel commercio giuridico in modo conforme alle esigenze collettive di qualità, sicurezza e salubrità.

In questo senso, la decisione del Consiglio di Stato assume un valore che va oltre la tecnica edilizia: riafferma che la salubrità del costruito è un bene pubblico, e che l’ordinamento deve consentire – e non ostacolare – gli interventi necessari a garantire ambienti sicuri, salubri e adeguati alla vita contemporanea. Riconoscere piena legittimità agli immobili condonati significa, dunque, permettere la loro evoluzione verso standard più elevati di qualità abitativa e ambientale, nell’interesse dei cittadini, delle comunità locali e dell’intero Paese.enti edilizi ordinariamente ammessi si assicura, infatti, un corretto inserimento nel circuito del godimento e del commercio giuridico, evitando situazioni di incertezza che potrebbero incidere negativamente sulla sicurezza, sulla qualità edilizia e sulla rigenerazione del patrimonio costruito.

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