CODICE APPALTI – Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n.50

Argomento: CODICE APPALTI

Appalti

Attuazione  delle  direttive  2014/23/UE,  2014/24/UE  e   2014/25/UE sull’aggiudicazione  dei  contratti  di  concessione,  sugli  appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua,  dell’energia,  dei  trasporti  e  dei  servizi  postali, nonche’ per il  riordino  della  disciplina  vigente  in  materia  di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. (16G00062)  (GU n.91 del 19-4-2016 – Suppl. Ordinario n. 10)      Vigente al: 19-4-2016

PARTE I AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI, DISPOSIZIONI COMUNI ED ESCLUSIONI TITOLO I PRINCIPI GENERALI E DISPOSIZIONI COMUNI

VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;    VISTO l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;    VISTA  la  direttiva  2014/23/UE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione;    VISTA  la  direttiva  2014/24/UE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che  abroga la direttiva 2004/18/CE;    VISTA  la  direttiva  2014/25/UE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti  e  dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE;    VISTA la legge 24 dicembre 2012, n.  234,  recante  norme  generali sulla partecipazione dell’Italia  alla  formazione  e  all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea;    VISTA la legge 28 gennaio 2016, n.11, recante: “Deleghe al  Governo per  l’attuazione  per  Pattuazione   delle   direttive   2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti  di  concessione, sugli  appalti  pubblici  e  sulle  procedure  d’appalto  degli  enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti  e  dei servizi postali, nonche’ per il riordino della disciplina vigente  in materia  di  contratti  pubblici  relativi  a   lavori,   servizi   e forniture”;    VISTO il decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.  163,  recante: “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”;    VISTO il decreto del Presidente della Repubblica  5  ottobre  2010, n.207 recante regolamento di esecuzione  ed  attuazione  del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n, 163, recante:  “Codice  dei  contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in  attuazione  delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”;    CONSIDERATO che la citata legge delega n.11 del 2016 statuisce  che il decreto di recepimento, oltre a disporre l’abrogazione del  codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, del regolamento di attuazione n. 207 del 2010 e di altre disposizioni  incompatibili, preveda opportune disposizioni di coordinamento, transitorie e finali per  assicurare,  in  ogni  caso,  l’ordinata  transizione   tra   la previgente disciplina e la  nuova,  al  fine  di  evitare  incertezze

interpretative ed applicative;    CONSIDERATO, altresi’, che  la  citata  legge  delega  ha  dato  al Governo la possibilita’ di scegliere se adottare entro il  18  aprile 2016  il  decreto  legislativo  per  il  recepimento  delle  predette direttive e entro il 31 luglio 2016 il  decreto  legislativo  per  il riordino complessivo della disciplina vigente,  oppure  di  adottare, entro il medesimo termine del 18 aprile 2016, un unico decreto;    VALUTATA l’opportunita’  di  procedere  all’adozione  di  un  unico decreto  che  assicuri  il  corretto  recepimento   delle   direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e  2014/25/UE  e,  contestualmente,  introduca immediatamente  nell’ordinamento  un  sistema  di  regolazione  nella materia degli appalti  di  lavori,  forniture  e  servizi,  coerente, semplificato, unitario, trasparente ed  armonizzato  alla  disciplina europea;    RITENUTO, pertanto,  di  procedere  alla  emanazione  di  un  unico decreto legislativo che sostituisce ed abroga le disposizioni di  cui al citato decreto legislativo n.163 del 2006 nonche’ quelle di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n.207 del 2010;  VISTO il decreto del Presidente della Repubblica in data 5 aprile 2016, con il quale il Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  dott.  Matteo Renzi, e’ stato incaricato di reggere, ad interim, il Ministero dello sviluppo economico;    VISTA la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri, adottata nella riunione del 3 marzo 2016;    ACQUISITO il parere della Conferenza unificata di cui  all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281;    UDITO il parere del  Consiglio  di  Stato  espresso  dalla  sezione consultiva per gli atti  normativi  nell’adunanza  della  Commissione speciale del 21 marzo 2016;    ACQUISITI i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei deputati e del Senato della Repubblica;    VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella riunione del 15 aprile 2016;    SULLA PROPOSTA del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  il Ministro dello sviluppo economico, sentiti i  Ministri  degli  affari esteri  e  della  cooperazione   internazionale,   della   giustizia, dell’economia e delle finanze e della difesa;                                   

EMANA      il seguente decreto legislativo:                                    

Art. 1                       (Oggetto e ambito di applicazione)     

1. Il presente codice  disciplina  i  contratti  di  appalto  e  di concessione  delle  amministrazioni  aggiudicatrici  e   degli   enti aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, nonche’ i concorsi pubblici di progettazione.    2. Le disposizioni del  presente  codice  si  applicano,  altresi’, all’aggiudicazione dei seguenti contratti:    a) appalti di lavori, di importo superiore ad 1  milione  di  euro, sovvenzionati direttamente in misura superiore al  50  per  cento  da amministrazioni  aggiudicatrici,  nel  caso  in  cui   tali   appalti comportino una delle seguenti attivita’:    1) lavori di genio civile di cui all’ allegato I;    2) lavori di  edilizia  relativi  a  ospedali,  impianti  sportivi, ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici e universitari e edifici destinati a funzioni pubbliche;

  1. b) appalti di servizi di importo  superiore  alle  soglie  di  cui all’articolo 35 sovvenzionati direttamente in misura superiore al  50 per cento da amministrazioni aggiudicatrici, allorche’  tali  appalti siano connessi a un appalto di lavori di cui alla lettera a).    c) lavori pubblici affidati dai concessionari  di  lavori  pubblici che non sono amministrazioni aggiudicatrici;    d) lavori pubblici affidati dai concessionari  di  servizi,  quando essi sono strettamente strumentali alla gestione del  servizio  e  le opere  pubbliche   diventano   di   proprieta’   dell’amministrazione aggiudicatrice;    e)lavori pubblici da realizzarsi  da  parte  di  soggetti  privati, titolari di permesso di costruire o di un altro  titolo  abilitativo, che  assumono  in   via   diretta   l’esecuzione   delle   opere   di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del  contributo  previsto per il rilascio del permesso, ai sensi dell’articolo 16, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 6  giugno  2001,    380,  e dell’articolo 28, comma 5, della  legge  17  agosto  1942,  n.  1150, ovvero  eseguono  le  relative  opere  in  regime   di   convenzione. L’amministrazione che rilascia  il  permesso  di  costruire  o  altro titolo  abilitativo,  puo’   prevedere   che,   in   relazione   alla realizzazione delle  opere  di  urbanizzazione,  l’avente  diritto  a richiedere il titolo presenti all’amministrazione stessa, in sede  di richiesta del suddetto titolo, un progetto di fattibilita’ tecnica ed economica delle  opere  da  eseguire,  con  l’indicazione  del  tempo massimo in cui devono essere  completate,  allegando  lo  schema  del relativo contratto di  appalto.  L’amministrazione,  sulla  base  del progetto di fattibilita’ tecnica ed economica, indice una gara con le modalita’ previste dall’articolo 60  o  61.  Oggetto  del  contratto, previa acquisizione del progetto definitivo in sede di offerta,  sono la progettazione esecutiva  e  le  esecuzioni  di  lavori.  L’offerta relativa al prezzo indica distintamente  il  corrispettivo  richiesto per la progettazione esecutiva, per l’esecuzione dei lavori e  per  i costi della sicurezza.    3. Ai soggetti di cui al comma 2, lettere a), b), d) ed e), non  si applicano gli  articoli  21  relativamente  alla  programmazione  dei lavori pubblici, 70e113. In relazione alla  fase  di  esecuzione  del contratto si applicano esclusivamente le norme  che  disciplinano  il collaudo.   Alle   societa’   con   capitale   pubblico   anche   non maggioritario, che non sono organismi di diritto pubblico, che  hanno ad oggetto della loro attivita’ la realizzazione di lavori  o  opere, ovvero la produzione di  beni  o  servizi  non  destinati  ad  essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza, si applica  la disciplina prevista dai Testi unici sui servizi  pubblici  locali  di interesse  economico  generale   e   in   materia   di   societa’   a partecipazione  pubblica.  Alle  medesime  societa’   e   agli   enti aggiudicatori  che  affidino  lavori,  servizi,  forniture,  di   cui all’articolo 3, comma 1, lettera e),  numero  1),  qualora  ai  sens i dell’articolo 28 debbano trovare applicazione le  disposizioni  della parte II ad eccezione di quelle relative al titolo VI, capo I, non si applicano gli articoli21relativamente alla programmazione dei  lavori pubblici, 70  e  113;  in  relazione  alla  fase  di  esecuzione  del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo.    4.Le amministrazioni aggiudicatrici che concedono le sovvenzioni di cui al comma 2,  lettere  a)  e  b),  assicurano  il  rispetto  delle disposizioni del presente codice qualora non aggiudichino esse stesse gli appalti sovvenzionati o quando esse aggiudichino tali appalti  in nome e per conto di altri enti.    5.Il provvedimento che concede il contributo di  cui  al  comma  2, lettere a) e b), deve porre come condizione il rispetto, da parte del soggetto beneficiario, delle disposizioni del presente codice.  Fatto salvo  quanto  previsto  dalle  eventuali  leggi  che  prevedono   le sovvenzioni, il 50 per cento delle stesse puo’  essere  erogato  solo dopo l’avvenuto affidamento dell’appalto, previa verifica,  da  parte

del sovvenzionatore, che la procedura di affidamento si e’ svolta nel rispetto del presente codice. Il mancato rispetto del presente codice costituisce causa di decadenza dal contributo.    6. Il presente codice si applica ai contratti pubblici  aggiudicati nei  settori  della  difesa  e  della  sicurezza,  ad  eccezione  dei contratti:    a)  che  rientrano  nell’ambito   di   applicazione   del   decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208;    b) ai quali il decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, non si applica in virtu’ dell’articolo 6 del medesimo decreto.    7.  Il  Ministro  degli  affari   esteri   e   della   cooperazione internazionale adotta, previo accordo con l’ANAC, direttive  generali per disciplinare le procedure di scelta del contraente e l’esecuzione del contratto da svolgersi  all’estero,  tenuto  conto  dei  principi fondamentali  del  presente  codice  e  delle   procedure   applicate dall’Unione europea e  dalle  organizzazioni  internazionali  di  cui l’Italia e’ parte. Resta ferma  l’applicazione  del  presente  codice alle procedure di affidamento svolte  in  Italia.  Fino  all’adozione delle direttive  generali  di  cui  al  presente  comma,  si  applica l’articolo 216, comma 28.    8.I riferimenti a nomenclature nel contesto degli appalti  pubblici e nel contesto dell’aggiudicazione  di  concessioni  sono  effettuati utilizzando il «Vocabolario comune per gli  appalti  pubblici»  (CPV) adottato dal regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento  europeo  e del Consiglio.     

Art.2       (Competenze legislative di Stato, regioni e province autonome)     

1. Le disposizioni contenute  nel  presente  codice  sono  adottate nell’esercizio della  competenza  legislativa  esclusiva  statale  in materia di tutela  della  concorrenza,  ordinamento  civile,  nonche’ nelle altre materie cui e’ riconducibile lo specifico contratto.    2. Le Regioni a statuto ordinario esercitano  le  proprie  funzion i nelle materie di competenza  ragionale  ai  sensi  dell’articolo  117 della Costituzione.    3. Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione secondo  le  disposizioni contenute negli statuti e nelle relative norme di attuazione.                                    

Art. 3                                  (Definizioni)     

1. Ai fini del presente codice si intende per:    a)  «amministrazioni  aggiudicatrici»,  le  amministrazioni   dello Stato; gli enti pubblici territoriali; gli altri  enti  pubblici  non economici;  gli  organismi  di  diritto  pubblico;  le  associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti;    b)   «autorita’   governative   centrali»,    le    amministrazioni aggiudicatrici che figurano nell’allegato III e i soggetti  giuridici loro succeduti;    c)  «amministrazioni   aggiudicatrici   sub-centrali»,   tutte   le amministrazioni aggiudicatrici che  non  sono  autorita’  governative centrali;    d) «organismi di diritto pubblico», qualsiasi organismo,  anche  in forma  societaria,  il  cui  elenco  non   tassativo   e’   contenuto nell’allegato IV:    1) istituito per soddisfare specificatamente esigenze di  interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale;2) dotato di personalita’ giuridica;    3) la cui attivita’ sia  finanziata  in  modo  maggioritario  dallo Stato, dagli enti pubblici  territoriali  o  da  altri  organismi  di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo  di questi ultimi oppure il cui organo d’amministrazione, di direzione  o di vigilanza sia costituito da membri dei quali piu’ della  meta’  e’ designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali  o  da  altri organismi di diritto pubblico.    e) «enti aggiudicatori», ai fini della disciplina di cui alla:    1) parte II del presente codice, gli enti che:    1.1. sono amministrazioni aggiudicatrici o  imprese  pubbliche  che svolgono una delle attivita’ di cui agli articoli da 115 a 121;    1.2. pur non essendo  amministrazioni  aggiudicatrici  ne’  imprese pubbliche, esercitano una o piu’ attivita’ tra  quelle  di  cui  agli articoli da 115 a 121 e operano  in  virtu’  di  diritti  speciali  o esclusivi concessi loro dall’autorita’ competente;    2) parte III del presente codice, gli enti che svolgono  una  delle attivita’ di cui all’allegato II ed aggiudicano una  concessione  per lo svolgimento di una ditali attivita’, quali:    2.1 le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali, gli  organismi  di  diritto  pubblico  o  le  associazioni,   unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti  da  uno  o  piu’  di  tali soggetti;    2.2le imprese pubbliche di cui alla lettera t) del presente comma;    2.3 gli enti diversi da quelli indicati nei punti  2.1  e  2.2,  ma operanti  sulla  base  di  diritti  speciali  o  esclusivi  ai   fini dell’esercizio di una o piu’ delle attivita’ di cui all’allegato  II. Gli enti cui  sono  stati  conferiti  diritti  speciali  o  esclusivi mediante  una  procedura  in  cui  sia  stata   assicurata   adeguata pubblicita’ e in cui il conferimento  di  tali  diritti  si  basi  su criteri obiettivi non costituiscono «enti aggiudicatori» ai sensi del presente punto 2.3;    f) «soggetti aggiudicatori»,  ai  soli  fini  della  parte  IV,  le amministrazioni aggiudicatrici di  cui  alla  lettera  a),  gli  enti aggiudicatori di cui alla  lettera  e)  nonche’  i  diversi  soggetti pubblici o privati assegnatari dei fondi, di cui  alla  citata  parte IV;    g)  «altri  soggetti  aggiudicatori»,  i  soggetti  privati  tenuti all’osservanza delle disposizioni del presente codice;    h) «joint venture», l’associazione tra due o piu’ enti, finalizzata all’attuazione di un progetto  o  di  una  serie  di  progetti  o  di determinate intese di natura commerciale o finanziaria;    i) «centrale di committenza», un’amministrazione  aggiudicatrice  o un ente aggiudicatore che forniscono  attivita’  di  centralizzazione delle  committenze  e,  se  del  caso,   attivita’   di   committenza ausiliarie;    l) «attivita’ di centralizzazione delle committenze», le  attivita’ svolte su base permanente riguardanti:    1) l’acquisizione di  forniture  o  servizi  destinati  a  stazioni appaltanti;    2) l’aggiudicazione di appalti o la conclusione di  accordi  quadro per lavori, forniture o servizi destinati a stazioni appaltanti;    m)  «attivita’  di  committenza  ausiliarie»,  le   attivita’   che consistono  nella  prestazione  di   supporto   alle   attivita’   di committenza, in particolare nelle forme seguenti:    1) infrastrutture tecniche che consentano alle stazioni  appaltanti di aggiudicare appalti pubblici o di concludere  accordi  quadro  per lavori, forniture o servizi;    2)  consulenza  sullo  svolgimento  o  sulla  progettazione   delle procedure di appalto;    3) preparazione delle procedure di appalto  in  nome  e  per  conto della stazione appaltante interessata;    4)gestione delle procedure di appalto in nome  e  per  conto  della

stazione appaltante interessata;    n) «soggetto aggregatore»,  le  centrali  di  committenza  iscritte nell’elenco  istituito  ai  sensi  dell’articolo  9,  comma  1,   del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89;    o) «stazione appaltante», le amministrazioni aggiudicatrici di  cui alla lettera a) gli enti aggiudicatori di  cui  alla  lettera  e),  i soggetti aggiudicatori di cui alla lettera f) e  gli  altri  soggetti aggiudicatori di cui alla lettera g);    p) «operatore economico», una persona fisica o giuridica,  un  ente pubblico,  un  raggruppamento  di  tali  persone  o  enti,   compresa qualsiasi  associazione  temporanea  di  imprese,   un   ente   senza personalita’ giuridica, ivi compreso il gruppo europeo  di  interesse economico (GEIE) costituito  ai  sensi  del  decreto  legislativo  23 luglio 1991, n. 240, che offre sul mercato la realizzazione di lavori o opere, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi;    q) «concessionario», un operatore economico cui e’ stata affidata o aggiudicata una concessione;    r)  «promotore»,  un  operatore  economico  che  partecipa  ad   un partenariato pubblico privato;    s)«prestatore di servizi  in  materia  di  appalti»,  un  organismo pubblico  o  privato  che  offre  servizi  di  supporto  sul  mercato finalizzati a garantire lo svolgimento delle attivita’ di committenza da parte dei soggetti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e);    t) «imprese pubbliche», le imprese sulle quali  le  amministrazioni aggiudicatrici possono  esercitare,  direttamente  o  indirettamente, un’influenza dominante o perche’ ne sono proprietarie, o  perche’  vi hanno una partecipazione finanziaria, o in  virtu’  delle  norme  che disciplinano dette imprese. L’influenza dominante e’ presunta  quando le amministrazioni  aggiudicatrici,  direttamente  o  indirettamente, riguardo all’impresa, alternativamente o cumulativamente:    1) detengono la maggioranza del capitale sottoscritto;    2) controllano la maggioranza dei voti cui danno diritto le  azioni emesse dall’impresa;    3) possono designare piu’ della meta’ dei membri del  consiglio  di amministrazione, di direzione o di vigilanza dell’impresa;    u) «raggruppamento  temporaneo»,  un  insieme  di  imprenditori,  o fornitori,  o  prestatori  di  servizi,  costituito,  anche  mediante scrittura privata,  allo  scopo  di  partecipare  alla  procedura  di affidamento   di   uno   specifico   contratto   pubblico,   mediante presentazione di una unica offerta;    v) «consorzio», i consorzi previsti dall’ordinamento, con  o  senza personalita’ giuridica;    z) «impresa collegata», qualsiasi impresa i cui conti annuali siano consolidati con quelli dell’ente aggiudicatore a norma degli articoli 25 e seguenti del decreto  legislativo  9  aprile  1991,  n.  127,  e successive modificazioni. Nel caso di enti  cui  non  si  applica  il predetto decreto legislativo, per  «impresa  collegata»  si  intende, anche alternativamente, qualsiasi impresa:    1) su cui l’ente aggiudicatore  possa  esercitare,  direttamente  o indirettamente, un’influenza dominante; oppure che  possa  esercitare un’influenza dominante sull’ente aggiudicatore;    2) che,  come  l’ente  aggiudicatore,  sia  soggetta  all’influenza dominante di un’altra impresa in virtu’ di rapporti di proprieta’, di partecipazione finanziaria ovvero di norme interne;    aa) «microimprese,  piccole  e  medie  imprese»,  le  imprese  come definite nella Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003. In particolare, sono medie imprese le imprese che  hanno meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50  milioni di euro, oppure un totale  di  bilancio  annuo  non  superiore  a  43 milioni di euro; sono piccole imprese le imprese che hanno meno di 50 occupati e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo  non superiore a 10 milioni di euro; sono micro  imprese  le  imprese  che

hanno meno di 10 occupati e un fatturato annuo oppure  un  totale  di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro;    bb) «candidato», un  operatore  economico  che  ha  sollecitato  un invito o e’ stato invitato a partecipare a una procedura ristretta, a una procedura competitiva con negoziazione, a una procedura negoziata senza previa  pubblicazione  di  un  bando  di  gara,  a  un  dialogo competitivo o a un partenariato per l’innovazione o ad una  procedura per l’aggiudicazione di una concessione;    cc)  «offerente»,   l’operatore   economico   che   ha   presentato un’offerta;    dd) «contratti» o «contratti pubblici», i contratti di appalto o di concessione  aventi  per  oggetto  l’acquisizione  di  servizi  o  di forniture, ovvero l’esecuzione di opere o  lavori,  posti  in  essere dalle stazioni appaltanti;    ee) «contratti di rilevanza europea», i contratti pubblici  il  cui valore stimato al netto dell’imposta sul valore aggiunto  e’  pari  o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 e che non rientrino  tra i contratti esclusi;    ff) «contratti sotto soglia», i contratti pubblici  il  cui  valore stimato al netto dell’imposta sul valore aggiunto e’  inferiore  alle soglie di cui all’articolo 35;    gg) «settori ordinari»,i settori dei contratti pubblici, diversi da quelli  relativi  a  gas,  energia  termica,   elettricita’,   acqua, trasporti, servizi postali, sfruttamento  di  area  geografica,  come disciplinati dalla parte II del presente codice, in  cui  operano  le stazioni appaltanti;    hh) «settori speciali» i settori dei contratti pubblici relativi  a gas,  energia  termica,  elettricita’,  acqua,   trasporti,   servizi postali, sfruttamento di area  geografica,  come  disciplinati  dalla parte II del presente codice;    ii) «appalti pubblici», i contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto tra una o piu’ stazioni appaltanti e uno  o  piu’  operatori economici, aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti e la prestazione di servizi;    ll)  «appalti  pubblici  di  lavori»,  i  contratti  stipulati  per iscritto tra una o piu’ stazioni appaltanti e uno  o  piu’  operatori economici aventi per oggetto:    1) l’esecuzione di lavori relativi a una  delle  attivita’  di  cui all’allegato I;    2) l’esecuzione, oppure la progettazione esecutiva  e  l’esecuzione di un’opera;    3)   la   realizzazione,   con   qualsiasi   mezzo,   di   un’opera corrispondente   alle   esigenze   specificate   dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore  che  esercita  un’influenza determinante sul tipo o sulla progettazione dell’opera;    mm) «scritto o per iscritto», un insieme di parole o cifre che puo’ essere letto, riprodotto e poi comunicato, comprese  le  informazioni trasmesse e archiviate con mezzi elettronici;    nn) «lavori» di cui all’allegato I, le  attivita’  di  costruzione, demolizione,  recupero,  ristrutturazione  urbanistica  ed  edilizia, sostituzione, restauro, manutenzione di opere;    oo) «lavori complessi», i lavori  che  superano  la  soglia  di  15 milioni di euro e sono caratterizzati da particolare complessita’  in relazione alla tipologia delle opere,  all’utilizzo  di  materiali  e componenti innovativi,  alla  esecuzione  in  luoghi  che  presentano difficolta’  logistiche  o  particolari  problematiche   geotecniche, idrauliche, geologiche e ambientali;    pp) «opera», il risultato di un insieme di lavori, che di  per  se’ esplichi una funzione economica o tecnica. Le opere  comprendono  sia quelle che sono il risultato di un insieme di  lavori  edilizi  o  di genio civile, sia quelle di  difesa  e  di  presidio  ambientale,  di presidio  agronomico  e  forestale,  paesaggistica  e  di  ingegneria naturalistica;

  1. qq) «lotto  funzionale»,  uno  specifico  oggetto  di  appalto  da aggiudicare anche con separata ed autonoma procedura, ovvero parti di un lavoro o servizio generale la cui  progettazione  e  realizzazione sia tale da assicurarne  funzionalita’,  fruibilita’  e  fattibilita’ indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti;    rr) «opere pubbliche incompiute», opere pubbliche incompiute di cui all’articolo 44-bis del  decreto  legge  6  dicembre  2011,    201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, nonche’ di cui al decreto del Ministero delle  infrastrutture  e  dei trasporti 13 marzo 2013, n. 42;    ss) «appalti pubblici di servizi»,  i  contratti  tra  una  o  piu’ stazioni appaltanti e uno  o  piu’  soggetti  economici,  aventi  per oggetto la prestazione di servizi  diversi  da  quelli  di  cui  alla lettera ll);    tt) «appalti pubblici di forniture», i contratti  tra  una  o  piu’ stazioni appaltanti e  uno  o  piu’  soggetti  economici  aventi  per oggetto  l’acquisto,  la  locazione  finanziaria,  la   locazione   o l’acquisto a  riscatto,  con  o  senza  opzione  per  l’acquisto,  di prodotti.  Un  appalto  di  forniture  puo’   includere,   a   titolo accessorio, lavori di posa in opera e di installazione;    uu)  «concessione  di  lavori»,  un  contratto  a  titolo   oneroso stipulato per iscritto in  virtu’  del  quale  una  o  piu’  stazioni appaltanti affidano l’esecuzione di lavori ad uno  o  piu’  operatori economici  riconoscendo  a  titolo  di  corrispettivo  unicamente  il diritto di gestire le opere oggetto  del  contratto  o  tale  diritto accompagnato da un prezzo, con assunzione in capo  al  concessionario del rischio operativo legato alla gestione delle opere;    vv)  «concessione  di  servizi»,  un  contratto  a  titolo  oneroso stipulato per iscritto in  virtu’  del  quale  una  o  piu’  stazioni appaltanti affidano a uno o piu’ operatori economici la  fornitura  e la gestione di servizi diversi dall’esecuzione di lavori di cui  alla lettera ll) riconoscendo a  titolo  di  corrispettivo  unicamente  il diritto di gestire i servizi oggetto del  contratto  o  tale  diritto accompagnato da un prezzo, con assunzione in capo  al  concessionario del rischio operativo legato alla gestione dei servizi;    zz) «rischio operativo», il rischio legato alla gestione dei lavori o dei servizi sul lato della domanda o sul  lato  dell’offerta  o  di entrambi,  trasferito  al  concessionario.  Si   considera   che   il concessionario assuma il  rischio  operativo  nel  caso  in  cui,  in condizioni operative normali, non sia  garantito  il  recupero  degli investimenti effettuati o dei costi sostenuti  per  la  gestione  dei lavori o dei servizi oggetto della concessione. La parte del  rischio trasferita al concessionario deve comportare  una  reale  esposizione alle fluttuazioni del mercato tale per cui  ogni  potenziale  perdita stimata subita  dal  concessionario  non  sia  puramente  nominale  o trascurabile;    aaa) «rischio di costruzione», il rischio  legato  al  ritardo  nei tempi di consegna,  al  non  rispetto  degli  standard  di  progetto, all’aumento dei costi, a inconvenienti di tipo tecnico  nell’opera  e al mancato completamento dell’opera;    bbb) «rischio di disponibilita’», il rischio legato alla capacita’, da parte del concessionario, di erogare le  prestazioni  contrattuali pattuite, sia per volume che per standard di qualita’ previsti;    ccc) «rischio di domanda», il rischio legato ai diversi  volumi  di domanda del servizio che il concessionario deve soddisfare, ovvero il rischio legato alla mancanza di utenza e quindi di flussi di cassa;    ddd) «concorsi di progettazione», le  procedure  intese  a  fornire alle   stazioni   appaltanti,    nel    settore    dell’architettura, dell’ingegneria, del restauro e della tutela  dei  beni  culturali  e archeologici,  della  pianificazione  urbanistica   e   territoriale, paesaggistica, naturalistica,  geologica,  del  verde  urbano  e  del paesaggio forestale agronomico, nonche’ nel settore  della  messa  in sicurezza  e  della  mitigazione  degli  impatti   idrogeologici   ed

idraulici e dell’elaborazione  di  dati,  un  piano  o  un  progetto, selezionato da una commissione giudicatrice in base a una gara, con o senza assegnazione di premi;    eee) «contratto di partenariato pubblico privato», il  contratto  a titolo oneroso stipulato  per  iscritto  con  il  quale  una  o  piu’ stazioni appaltanti conferiscono a uno o piu’ operatori economici per un periodo determinato in  funzione  della  durata  dell’ammortamento dell’investimento o delle  modalita’  di  finanziamento  fissate,  un complesso   di    attivita’    consistenti    nella    realizzazione, trasformazione, manutenzione e  gestione  operativa  di  un’opera  in cambio della sua disponibilita’, o del suo sfruttamento economico,  o della fornitura  di  un  servizio  connesso  all’utilizzo  dell’opera stessa, con assunzione di rischio secondo modalita’  individuate  nel contratto, da parte  dell’operatore.  Fatti  salvi  gli  obblighi  di comunicazione   previsti   dall’articolo   44,   comma   1-bis,   del decreto-legge   31   dicembre   2007,   n.   248,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,  si  applicano  i contenuti delle decisioni Eurostat;    fff)  «equilibrio  economico  e  finanziario»,   la   contemporanea presenza delle condizioni di convenienza economico  e  sostenibilita’ finanziaria. Per convenienza economica si intende  la  capacita’  del progetto di creare valore nell’arco dell’efficacia del contratto e di generare  un  livello  di  redditivita’  adeguato  per  il   capitale investito; per sostenibilita’ finanziaria si intende la capacita’ del progetto di generare flussi  di  cassa  sufficienti  a  garantire  il rimborso del finanziamento;    ggg) «locazione  finanziaria  di  opere  pubbliche  o  di  pubblica utilita’», il contratto avente ad oggetto la prestazione  di  servizi finanziari e l’esecuzione di lavori;    hhh) «contratto di disponibilita’», il contratto mediante il  quale sono affidate, a rischio e a spese dell’affidatario, la costruzione e la messa a disposizione a favore dell’amministrazione  aggiudicatrice di un’opera di  proprieta’  privata  destinata  all’esercizio  di  un pubblico servizio, a fronte di un corrispettivo. Si intende per messa a disposizione l’onere assunto a proprio rischio dall’affidatario  di assicurare all’amministrazione aggiudicatrice la costante fruibilita’ dell’opera, nel rispetto dei parametri di funzionalita’ previsti  dal contratto, garantendo  allo  scopo  la  perfetta  manutenzione  e  la risoluzione di tutti gli eventuali vizi, anche sopravvenuti;    iii) «accordo quadro», l’accordo concluso tra una o  piu’  stazioni appaltanti e uno o piu’ operatori economici, il cui scopo  e’  quello di stabilire le clausole relative agli appalti da aggiudicare durante un dato periodo, in particolare per quanto riguarda i  prezzi  e,  se del caso, le quantita’ previste;    lll) «diritto  esclusivo»,  il  diritto  concesso  da  un’autorita’ competente mediante una disposizione legislativa  o  regolamentare  o disposizione amministrativa pubblicata compatibile  con  i  Trattati, avente  l’effetto  di  riservare  a  un  unico  operatore   economico l’esercizio di  un’attivita’  e  di  incidere  sostanzialmente  sulla capacita’ di altri operatori economici di esercitare tale attivita’;    mmm)  «diritto  speciale»,  il  diritto  concesso  da  un’autorita’ competente mediante una disposizione legislativa  o  regolamentare  o disposizione amministrativa pubblicata  compatibile  con  i  trattati avente l’effetto di  riservare  a  due  o  piu’  operatori  economici l’esercizio di  un’attivita’  e  di  incidere  sostanzialmente  sulla capacita’ di altri operatori economici di esercitare tale attivita’;    nnn) «profilo di committente», il sito informatico di una  stazione appaltante, su  cui  sono  pubblicati  gli  atti  e  le  informazioni previsti dal presente codice, nonche’ dall’allegato V;    ooo)  «documento  di  gara»,  qualsiasi  documento  prodotto  dalle stazioni  appaltanti  o  al  quale  le  stazioni   appaltanti   fanno riferimento per descrivere  o  determinare  elementi  dell’appalto  o della  procedura,  compresi   il   bando   di   gara,   l’avviso   di

preinformazione, nel  caso  in  cui  sia  utilizzato  come  mezzo  di indizione  di  gara,  l’avviso  periodico  indicativo  o  gli  avvisi sull’esistenza  di  un  sistema  di  qualificazione,  le   specifiche tecniche,  il  documento  descrittivo,  le  condizioni   contrattuali proposte, i modelli per la presentazione di  documenti  da  parte  di candidati e offerenti, le informazioni  sugli  obblighi  generalmente applicabili e gli eventuali documenti complementari;    ppp) «documento di concessione», qualsiasi documento prodotto dalle stazioni appaltanti o al quale la stazione appaltante fa  riferimento per descrivere o determinare gli elementi della concessione  o  della procedura, compresi il bando di concessione, i  requisiti  tecnici  e funzionali, le condizioni proposte per la concessione, i formati  per la presentazione di documenti da parte di candidati e  offerenti,  le informazioni sugli obblighi generalmente applicabili e gli  eventuali documenti complementari;    qqq) «clausole sociali», disposizioni che impongono a un datore  di lavoro il rispetto di determinati standard di  protezione  sociale  e del lavoro come  condizione  per  svolgere  attivita’  economiche  in appalto o in concessione  o  per  accedere  a  benefici  di  legge  e agevolazioni finanziarie;    rrr) «procedure di affidamento» e «affidamento»,  l’affidamento  di lavori, servizi o forniture o  incarichi  di  progettazione  mediante appalto; l’affidamento di  lavori  o  servizi  mediante  concessione; l’affidamento di concorsi di progettazione e di concorsi di idee;    sss) «procedure aperte», le procedure di affidamento  in  cui  ogni operatore economico interessato puo’ presentare un’offerta;    ttt) «procedure ristrette», le procedure di affidamento alle  quali ogni operatore economico  puo’  chiedere  di  partecipare  e  in  cui possono  presentare  un’offerta  soltanto  gli  operatori   economici invitati dalle stazioni appaltanti, con le  modalita’  stabilite  dal presente codice;    uuu) «procedure negoziate», le procedure di affidamento in  cui  le stazioni appaltanti consultano gli operatori economici da loro scelti e negoziano con uno o piu’ di essi le condizioni dell’appalto;    vvv) «dialogo competitivo»,  una  procedura  di  affidamento  nella quale la stazione appaltante avvia un dialogo con i candidati ammessi a tale procedura, al fine di elaborare una o piu’  soluzioni  atte  a soddisfare le sue necessita’ e sulla base della quale o delle quali i candidati  selezionati  sono  invitati  a  presentare   le   offerte; qualsiasi operatore economico puo’ chiedere  di  partecipare  a  tale procedura;    zzz) «sistema  telematico»,  un  sistema  costituito  da  soluzioni informatiche e di telecomunicazione  che  consentono  lo  svolgimento delle procedure di cui al presente codice;    aaaa)  «sistema  dinamico  di   acquisizione»,   un   processo   di acquisizione interamente elettronico, per acquisti di  uso  corrente, le  cui  caratteristiche   generalmente   disponibili   sul   mercato soddisfano le esigenze di una stazione appaltante, aperto  per  tutta la sua durata a  qualsivoglia  operatore  economico  che  soddisfi  i criteri di selezione;    bbbb)  «mercato  elettronico»,  uno  strumento  di  acquisto  e  di negoziazione che consente acquisti telematici per  importi  inferiori alla soglia di  rilievo  europeo  basati  su  un  sistema  che  attua procedure di  scelta  del  contraente  interamente  gestite  per  via telematica;    cccc) «strumenti di acquisto», strumenti di  acquisizione  che  non richiedono apertura del  confronto  competitivo.  Rientrano  tra  gli strumenti di acquisto:    1) le convenzioni quadro di cui  all’articolo  26  della  legge  23 dicembre 1999, n. 488, stipulate, ai sensi della  normativa  vigente, da CONSIP S.p.A. e dai soggetti aggregatori;    2) gli accordi quadro stipulati da centrali di  committenza  quando gli  appalti  specifici  vengono  aggiudicati  senza  riapertura  del

confronto competitivo;    3) il mercato elettronico realizzato da centrale di committenza nel caso di acquisti effettuati a catalogo;    dddd) «strumenti di negoziazione», strumenti  di  acquisizione  che richiedono apertura del  confronto  competitivo.  Rientrano  tra  gli strumenti di negoziazione:    1) gli accordi quadro stipulati da centrali di committenza nel caso in cui gli appalti specifici vengono aggiudicati con  riapertura  del confronto competitivo;    2) il sistema dinamico di acquisizione realizzato  da  centrali  di committenza;    3) il mercato elettronico realizzato da centrali di committenza nel caso di acquisti effettuati attraverso confronto concorrenziale;    4) i sistemi realizzati da centrali  di  committenza  che  comunque consentono lo svolgimento  delle  procedure  ai  sensi  del  presente codice;    eeee) «strumenti telematici di acquisto» e «strumenti telematici di negoziazione»,  strumenti  di  acquisto  e  di  negoziazione  gestiti mediante un sistema telematico;    ffff) «asta elettronica», un processo per fasi successive basato su un  dispositivo  elettronico  di  presentazione   di   nuovi   prezzi modificati al ribasso o di nuovi valori riguardanti  taluni  elementi delle offerte, che interviene dopo  una  prima  valutazione  completa delle offerte permettendo che la loro  classificazione  possa  essere effettuata sulla base di un trattamento automatico;    gggg) «amministrazione diretta», le acquisizioni  effettuate  dalle stazioni appaltanti con materiali  e  mezzi  propri  o  appositamente acquistati o noleggiati  e  con  personale  proprio  o  eventualmente assunto per l’occasione, sotto  la  direzione  del  responsabile  del procedimento;    hhhh)«ciclo di vita», tutte le fasi  consecutive  o  interconnesse, compresi la ricerca e lo sviluppo da realizzare, la  produzione,  gli scambi e le relative condizioni, il trasporto, l’utilizzazione  e  la manutenzione,della vita del prodotto o del lavoro o della prestazione del  servizio,  dall’acquisizione  della  materia   prima   o   dalla generazione delle risorse fino allo smaltimento, allo  smantellamento e alla fine del servizio o all’utilizzazione;    iiii) «etichettatura», qualsiasi documento, certificato o attestato con cui si conferma che i lavori, i prodotti, i servizi, i processi o le procedure in questione soddisfano determinati requisiti;    llll) «requisiti  per  l’etichettatura»,  i  requisiti  che  devono essere  soddisfatti  dai  lavori,  prodotti,  servizi,   processi   o procedure allo scopo di ottenere la pertinente etichettatura;    mmmm)  «fornitore  di  servizi  di  media»,  la  persona  fisica  o giuridica che assume la responsabilita’ editoriale della  scelta  del contenuto  audiovisivo  del  servizio  di  media  audiovisivo  e   ne determina le modalita’ di organizzazione;    nnnn)  «innovazione»,  l’attuazione  di  un  prodotto,  servizio  o processo nuovo o che ha subito significativi  miglioramenti  tra  cui quelli relativi ai processi  di  produzione,  di  edificazione  o  di costruzione  o   quelli   che   riguardano   un   nuovo   metodo   di commercializzazione  o  organizzativo   nelle   prassi   commerciali, nell’organizzazione del posto di lavoro o nelle relazioni esterne;    oooo) «programma», una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento nell’ambito di un palinsesto  o  di un catalogo stabilito da un fornitore di  servizi  di  media  la  cui forma e il cui contenuto sono comparabili alla forma e  al  contenuto della  radiodiffusione  televisiva.   Sono   compresi   i   programmi radiofonici e i materiali  ad  essi  associati.  Non  si  considerano programmi le  trasmissioni  meramente  ripetitive  o  consistenti  in immagini fisse;    pppp) «mezzo elettronico», un mezzo  che  utilizza  apparecchiature elettroniche di elaborazione, compresa la compressione numerica, e di

archiviazione dei dati e che utilizza la diffusione, la  trasmissione e la ricezione via filo, via radio, attraverso mezzi ottici  o  altri mezzi elettromagnetici;    qqqq) «rete pubblica di comunicazioni», una rete  di  comunicazione elettronica utilizzata  interamente  o  prevalentemente  per  fornire servizi di comunicazione  elettronica  accessibili  al  pubblico  che supporta il trasferimento di informazioni tra i  punti  terminali  di reti;    rrrr) «servizio di comunicazione elettronica», i  servizi  forniti, di norma a pagamento, consistenti  esclusivamente  o  prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazioni  elettroniche, compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi  di  trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva, ad esclusione dei servizi che forniscono contenuti trasmessi utilizzando reti e servizi di  comunicazione  elettronica  o  che  esercitano  un controllo editoriale  su  tali  contenuti;  sono  inoltre  esclusi  i servizi della societa’ dell’informazione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a) del  decreto  legislativo  9  aprile  2003,  n.70,  non consistenti  interamente  o  prevalentemente  nella  trasmissione  di segnali su reti di comunicazione elettronica;    ssss) «AAP», l’accordo sugli appalti pubblici stipulato nel  quadro dei negoziati multilaterali dell’Uruguay Round;    tttt) «Vocabolario comune per gli appalti  pubblici»,  CPV  (Common Procurement Vocabulary),  la  nomenclatura  di  riferimento  per  gli appalti  pubblici  adottata  dal  regolamento  (CE)   n.   2195/2002, assicurando nel contempo la corrispondenza con le altre  nomenclature esistenti;    uuuu) «codice» , il presente decreto  che  disciplina  i  contratti pubblici di lavori, servizi, forniture;    vvvv)«servizi  di  architettura  e  ingegneria  e   altri   servizi tecnici», i servizi riservati ad operatori  economici  esercenti  una professione regolamentata ai sensi dell’articolo  3  della  direttiva 2005/36/CE.    zzzz)  «categorie  di  opere  generali»  le  opere   e   i   lavori caratterizzati da una pluralita’ di  lavorazioni  indispensabili  per consegnare l’opera o il lavoro finito in ogni sua parte;    aaaaa) «categorie  di  opere  specializzate»  le  lavorazioni  che, nell’ambito del processo realizzativo dell’opera o lavoro necessitano di una particolare specializzazione e professionalita’;    bbbbb)  «opere  e  lavori  puntuali»  quelli  che  interessano  una limitata area di territorio;    ccccc) «opere e lavori a rete» quelli che, destinati  al  movimento di persone e beni  materiali  e  immateriali,  presentano  prevalente sviluppo  unidimensionale   e   interessano   vaste   estensioni   di territorio;    ddddd) «appalto a corpo» qualora il corrispettivo  contrattuale  si riferisce alla prestazione complessiva come eseguita e  come  dedotta dal contratto;    eeeee) «appalto a misura»  qualora  il  corrispettivo  contrattuale viene determinato applicando alle  unita’  di  misura  delle  singole parti del lavoro eseguito i prezzi unitari dedotti in contratto;    fffff) «aggregazione»,  accordo  fra  due  o  piu’  amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori per la gestione comune di  alcune o di tutte le  attivita’  di  programmazione,  di  progettazione,  di affidamento, di esecuzione e di controllo per l’acquisizione di beni, servizi o lavori;    ggggg) «lotto prestazionale», uno specifico oggetto di  appalto  da aggiudicare anche con separata ed  autonoma  procedura,  definito  su base   qualitativa,   in   conformita’   alle   varie   categorie   e specializzazioni  presenti  o  in  conformita’  alle   diverse   fasi successive del progetto.

TITOLO II CONTRATTI ESCLUSI IN TUTTO O IN PARTE DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE

Art. 4        (Principi relativi all’affidamento di contratti pubblici esclusi)      1.L’affidamento dei contratti pubblici aventi  ad  oggetto  lavori, servizi e forniture, esclusi, in tutto o  in  parte,  dall’ambito  di applicazione oggettiva del presente codice, avviene nel rispetto  dei principi  di  economicita’,  efficacia,  imparzialita’,  parita’   di trattamento,  trasparenza,  proporzionalita’  ,  pubblicita’,  tutela dell’ambiente ed efficienza energetica.                                     Art. 5      (Principi comuni in materia di esclusione  per  concessioni,  appalti pubblici  e  accordi  tra  enti  e   amministrazioni   aggiudicatrici                   nell’ambito del settore pubblico)      1. Una concessione o un appalto pubblico, nei  settori  ordinari  o speciali, aggiudicati da un’amministrazione aggiudicatrice  o  da  un ente aggiudicatore a una persona giuridica di diritto pubblico  o  di diritto privato, non rientra nell’ambito di applicazione del presente codice quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:    a) l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore esercita sulla persona giuridica di cui trattasi un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi;    b) oltre l’80 per cento delle  attivita’  della  persona  giuridica controllata e’ effettuata  nello  svolgimento  dei  compiti  ad  essa affidati dall’amministrazione aggiudicatrice controllante o da  altre persone giuridiche controllate dall’amministrazione aggiudicatrice  o da un ente aggiudicatore di cui trattasi;    c)  nella  persona  giuridica  controllata   non   vi   e’   alcuna partecipazione diretta di capitali privati, ad eccezione di forme  di partecipazione  di  capitali  privati  previste  dalla   legislazione nazionale,  in  conformita’  dei   trattati,   che   non   esercitano un’influenza determinante sulla persona giuridica controllata.    2.  Un’amministrazione  aggiudicatrice  o  un  ente   aggiudicatore esercita su una persona  giuridica  un  controllo  analogo  a  quello esercitato sui propri servizi ai  sensi  del  comma  1,  lettera  a), qualora essa eserciti un’influenza determinante sia  sugli  obiettivi strategici che sulle decisioni significative della persona  giuridica controllata. Tale controllo  puo’  anche  essere  esercitato  da  una persona giuridica diversa, a sua volta controllata allo  stesso  modo dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore.    3. Il presente codice non  si  applica  anche  quando  una  persona giuridica controllata che e’ un’amministrazione aggiudicatrice  o  un ente aggiudicatore, aggiudica  un  appalto  o  una  concessione  alla propria  amministrazione  aggiudicatrice  o  all’ente   aggiudicatore controllante o ad  un  altro  soggetto  giuridico  controllato  dalla stessa  amministrazione  aggiudicatrice  o  ente   aggiudicatore,   a condizione che nella persona giuridica alla quale  viene  aggiudicato l’appalto pubblico  non  vi  sia  alcuna  partecipazione  diretta  di capitali privati, ad eccezione di forme di partecipazione di capitali privati che non comportano controllo  o  potere  di  veto  prescritte dalla legislazione nazionale, in conformita’ dei  trattati,  che  non esercitano  un’influenza   determinante   sulla   persona   giuridica

controllata.    4. Un’amministrazione aggiudicatrice o un ente  aggiudicatore  puo’ aggiudicare un appalto pubblico o una concessione senza applicare  il presente codice qualora ricorrano le condizioni di cui  al  comma  1, anche in caso di controllo congiunto.    5. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli  enti  aggiudicatori esercitano su una persona giuridica  un  controllo  congiunto  quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:    a) gli organi decisionali della persona giuridica controllata  sono composti da rappresentanti di tutte le amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori  partecipanti.  Singoli  rappresentanti  possono rappresentare varie o tutte le amministrazioni aggiudicatrici o  enti aggiudicatori partecipanti;    b) tali amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori sono in grado di esercitare congiuntamente  un’influenza  determinante  sugli obiettivi strategici e sulle decisioni significative di detta persona giuridica;    c) la persona giuridica controllata non persegue interessi contrari a  quelli  delle  amministrazioni   aggiudicatrici   o   degli   enti aggiudicatori controllanti.    6.  Un   accordo   concluso   esclusivamente   tra   due   o   piu’ amministrazioni   aggiudicatrici   non   rientra    nell’ambito    di applicazione del presente codice, quando sono  soddisfatte  tutte  le seguenti condizioni:    a)  l’accordo  stabilisce  o  realizza  una  cooperazione  tra   le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori partecipanti, finalizzata a garantire che i servizi pubblici che essi sono tenuti a svolgere siano prestati nell’ottica di conseguire gli  obiettivi  che essi hanno in comune;    b) l’attuazione di tale cooperazione  e’  retta  esclusivamente  da considerazioni inerenti all’interesse pubblico;    c) le  amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli  enti  aggiudicatori partecipanti svolgono sul mercato aperto meno del 20 per cento  delle attivita’ interessate dalla cooperazione.    7. Per determinare la percentuale delle attivita’ di cui  al  comma 1, lettera b), e al comma 6, lettera c), si prende in  considerazione il fatturato totale medio, o una  idonea  misura  alternativa  basata sull’attivita’, quale i costi sostenuti  dalla  persona  giuridica  o amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore nei settori dei servizi, delle forniture e dei  lavori  per  i  tre  anni  precedenti l’aggiudicazione dell’appalto o della concessione.    8.  Se,  a  causa  della  data  di   costituzione   o   di   inizio dell’attivita’   della   persona    giuridica    o    amministrazione aggiudicatrice  o  ente   aggiudicatore,   ovvero   a   causa   della riorganizzazione delle  sue  attivita’,  il  fatturato  o  la  misura alternativa basata sull’attivita’, quali i costi, non e’  disponibile per i tre anni precedenti o non e’ piu’  pertinente,  e’  sufficiente dimostrare, segnatamente in base a proiezioni dell’attivita’, che  la misura dell’attivita’ e’ credibile.    9. Nei casi in cui le norme vigenti consentono la  costituzione  di societa’ miste per la realizzazione e gestione di un’opera pubblica o per l’organizzazione e  la  gestione  di  un  servizio  di  interesse generale, la scelta  del  socio  privato  avviene  con  procedure  di evidenza pubblica.                                     Art. 6      (Appalti nei settori speciali e concessioni aggiudicati ad una joint – venture o ad  un  ente  aggiudicatore  facente  parte  di  una  joint                               venture)

  1. In deroga all’articolo 5, a condizione che la joint venture sia stata costituita  per  le  attivita’  oggetto  dell’appalto  o  della concessione  per  un  periodo  di  almeno  tre  anni  e  che   l’atto costitutivo preveda che gli enti aggiudicatori che la  compongono  ne faranno parte almeno per un periodo di pari durata, il codice non  si applica  agli  appalti  nei  settori  speciali  e  alle   concessioni aggiudicate da:    a) una joint venture, ovvero una associazione  o  consorzio  o  una impresa comune aventi personalita’ giuridica composti  esclusivamente da piu’ enti aggiudicatori, per svolgere un’attivita’ ai sensi  degli articoli da 115 a 121 di cui all’allegato II con un’impresa collegata a uno di tali enti aggiudicatori    b) un ente aggiudicatore alla joint venture di cui fa parte.    2. Gli enti aggiudicatori notificano alla Commissione  europea,  su richiesta, le seguenti informazioni  relative  alle  imprese  di  cui all’articolo 3 comma 1, lettera z), secondo periodo:    a) i nomi delle imprese o delle joint venture interessate;    b) la  natura  e  il  valore  degli  appalti  e  delle  concessioni considerati;    c) 3. Gli elementi che la Commissione europea richiede per  provare che le relazioni tra l’ente aggiudicatore  e  l’impresa  o  la  joint venture cui gli appalti o le concessioni sono aggiudicati, soddisfano i requisiti di cui al presente articolo e all’articolo 7.                                     Art. 7           (Appalti e concessioni aggiudicati ad un’impresa collegata)      1. In deroga all’articolo 5 e ove siano rispettate le condizioni di cui al comma 2, il presente codice non si applica alle concessioni  e agli  appalti  nei  settori   speciali   aggiudicati   da   un   ente aggiudicatore a un’impresa collegata o da una joint venture, composta esclusivamente da piu’  enti  aggiudicatori  per  svolgere  attivita’ descritte agli articoli da 115a  121  e  di  cui  all’allegato  II  a un’impresa collegata a uno di tali enti aggiudicatori.    2. Il comma 1 si applica agli appalti e alle concessioni di servizi e di lavori nonche’ agli appalti di forniture,  purche’  almeno  l’80 per cento del  fatturato  totale  realizzato  in  media  dall’impresa collegata negli ultimi tre anni, tenendo conto di  tutti  i  servizi, lavori  e  forniture  prestati  da  tale  impresa,   provenga   dalle prestazioni rese all’ente aggiudicatore o alle altre imprese  cui  e’ collegata.    3.  Se,  a  causa  della  data  della  costituzione  o  di   inizio dell’attivita’ dell’impresa collegata, il fatturato degli ultimi  tre anni non e’ disponibile, l’impresa ha l’onere di dimostrare, in  base a  proiezioni  dell’attivita’,  che  probabilmente   realizzera’   il fatturato di cui al comma 2.    4. Se piu’ imprese collegate all’ente aggiudicatore  con  il  quale formano un gruppo economico forniscono gli stessi o  simili  servizi, forniture o lavori, le percentuali sono calcolate tenendo  conto  del fatturato  totale  derivante  dalla   prestazione   dei   servizi   o l’esecuzione dei lavori, per ciascuna di tali imprese collegate.                                     Art. 8         (Esclusione di attivita’ direttamente esposte alla concorrenza)      1.  Gli  appalti  destinati  a   permettere   lo   svolgimento   di un’attivita’ di cui agli  articoli  da  115  a  121,  i  concorsi  di

progettazione organizzati per il  perseguimento  di  tale  attivita’, nonche’ le concessioni aggiudicate da enti  aggiudicatori,  non  sono soggetti al presente codice se l’attivita’  e’  direttamente  esposta alla concorrenza su mercati liberamente accessibili. L’attivita’ puo’ costituire parte  di  un  settore  piu’  ampio  o  essere  esercitata unicamente  in  determinate  parti  del  territorio   nazionale.   La valutazione dell’esposizione alla concorrenza ai  fini  del  presente codice viene effettuata dalla Commissione europea, tenendo conto  de l mercato delle attivita’ in questione  e  del  mercato  geografico  di riferimento, ai sensi dei commi 2 e  3.  Essa  lascia  impregiudicata l’applicazione della normativa in materia di concorrenza.    2. Ai  fini  del  comma  1,  per  determinare  se  un’attivita’  e’ direttamente esposta alla concorrenza,  si  tiene  conto  di  criteri conformi alle disposizioni del trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di concorrenza, tra i quali  possono  figurare  le caratteristiche dei prodotti o servizi  interessati,  l’esistenza  di prodotti o servizi alternativi considerati sostituibili sul  versante della domanda o dell’offerta, i prezzi e  la  presenza,  effettiva  o potenziale, di piu’ fornitori dei prodotti o servizi in questione.    3. Il mercato geografico  di  riferimento,  sulla  cui  base  viene valutata l’esposizione alla concorrenza, e’ costituito dal territorio dove le imprese interessate intervengono nell’offerta e nella domanda di prodotti e di servizi, nel quale le condizioni di concorrenza sono sufficientemente omogenee e che puo’ essere  distinto  dai  territori vicini, in particolare per condizioni  di  concorrenza  sensibilmente diverse  da  quelle  che  prevalgono  in   quei   territori.   Questa valutazione  tiene  conto  in  particolare  della  natura   e   delle caratteristiche dei prodotti o servizi in  questione,  dell’esistenza di ostacoli all’entrata o  di  preferenze  dei  consumatori,  nonche’ dell’esistenza, tra il territorio in  oggetto  e  quelli  vicini,  d i differenze notevoli sotto il profilo delle  quote  di  mercato  delle imprese o di differenze sostanziali a livello di prezzi.    4. Ai fini del comma 1, sono mercati liberamente accessibili quelli indicati  nell’allegato  VI  per  i  quali  sono  stati  adottati   i provvedimenti attuativi. Se non  e’  possibile  presumere  il  libero accesso  a  un  mercato  in  base  al  precedente  periodo,  si  deve dimostrare che l’accesso al mercato in questione e’ libero di fatto e di diritto.    5. Quando sulla base delle condizioni di cui ai commi 2, 3 e  4  si ritiene che una determinata attivita’ sia direttamente  esposta  alla concorrenza su mercati liberamente  accessibili,  il  Presidente  del Consiglio dei ministri, di concerto con il  Ministro  competente  per settore, puo’ richiedere alla Commissione europea di stabilire che le disposizioni del presente codice non si applichino all’aggiudicazione di appalti o all’organizzazione di concorsi di progettazione  per  il perseguimento dell’attivita’ in questione, nonche’  alle  concessioni aggiudicate da enti aggiudicatori, informando la Commissione di tutte le  circostanze  pertinenti,  in   particolare   delle   disposizioni legislative,  regolamentari  o  amministrative  o  degli  accordi  in relazione al rispetto delle condizioni di cui  al  comma  1,  nonche’ delle eventuali determinazioni assunte al  riguardo  dalle  Autorita’ indipendenti competenti. La richiesta puo’ riguardare  attivita’  che fanno parte di un settore piu’ ampio o che sono esercitate unicamente in determinate parti del territorio nazionale, se del caso  allegando la posizione adottata dalla competente Autorita’ indipendente.    6. Gli enti aggiudicatori possono chiedere alla Commissione europea di  stabilire  l’applicabilita’  del  comma  1  ad  una   determinata attivita’. Salvo chela  richiesta  sia  corredata  da  una  posizione motivata  e  giustificata,  adottata  dalla  Autorita’   indipendente competente , che illustri in  modo  approfondito  le  condizioni  per l’eventuale  applicabilita’   del   citato   comma   1,   a   seguito dell’informazione data dalla Commissione in  ordine  alla  richiesta, l’Autorita’  di  cui  al  comma  5  comunica  alla   Commissione   le

circostanze indicate nel predetto comma.    7. Gli appalti destinati a permettere lo svolgimento dell’attivita’ di cui al comma 1 e i concorsi di progettazione  organizzati  per  il perseguimento di tale attivita’ e le concessioni aggiudicate da  enti aggiudicatori non  sono  piu’  soggetti  al  presente  codice  se  la Commissione europea:    a)   ha   adottato   un   atto   di   esecuzione   che   stabilisce l’applicabilita’ del comma 1, in conformita’ al comma medesimo  entro il termine previsto dall’allegato VII;    b)non ha adottato l’atto di esecuzione entro  il  termine  previsto dall’allegato di cui alla lettera a) del presente comma.    8. La richiesta presentata a norma dei commi  5  e  6  puo’  essere modificata, con il consenso della Commissione europea, in particolare per quanto riguarda le attivita’ o l’area geografica interessate.  In tal caso, per l’adozione dell’atto di esecuzione di cui al  comma  7, si applica un nuovo termine,  calcolato  ai  sensi  del  paragrafo  1 dell’allegato VII, salvo  che  la  Commissione  europea  concordi  un termine piu’ breve con l’Autorita’  o  l’ente  aggiudicatore  che  ha presentato la richiesta.    9. Se un’attivita’ e’ gia’ oggetto di una procedura  ai  sensi  dei commi 5,  6  e  8,  le  ulteriori  richieste  riguardanti  la  stessa attivita’, pervenute alla Commissione europea  prima  della  scadenza del termine previsto per la prima domanda, non sono considerate  come nuove procedure e sono esaminate nel quadro della prima richiesta.                                     Art. 9       (Contratti di servizi aggiudicati in base ad un diritto esclusivo)      1. Le disposizioni del presente codice relative ai settori ordinari e ai settori speciali non  si  applicano  agli  appalti  pubblici  di servizi aggiudicati da un’amministrazione aggiudicatrice, a  un’altra amministrazione aggiudicatrice, a un  ente  che  sia  amministrazione aggiudicatrice o a un’associazione di amministrazioni  aggiudicatrici in base a un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in  virtu’  di disposizioni  legislative   o   regolamentari   o   di   disposizioni amministrative pubblicate che siano compatibili con il  Trattato  sul funzionamento dell’Unione europea.    2. Il presente codice non si applica alle  concessioni  di  servizi aggiudicate  a  un’amministrazione  aggiudicatrice  o   a   un   ente aggiudicatore di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e), numero  1), punto1.1 o a un’associazione  dei  medesimi  in  base  a  un  diritto esclusivo. Il presente codice non  si  applica  alle  concessioni  di servizi aggiudicate a un operatore economico sulla base di un diritto esclusivo che e’ stato concesso ai sensi del TFUE, di atti  giuridici dell’Unione europea e della normativa nazionale recanti norme  comuni in materia di accesso al mercato applicabili alle  attivita’  di  cui all’allegato II.    3. In deroga al comma 2, secondo periodo, qualora  la  legislazione settoriale  ivi  richiamata  non  preveda   specifici   obblighi   di trasparenza, si applicano le disposizioni dell’articolo 29.  Qualora, ai sensi del  comma  2,  sia  concesso  un  diritto  esclusivo  a  un operatore economico per l’esercizio di una  delle  attivita’  di  cui all’allegato II, la cabina di regia di cui all’articolo212informa  in merito  la  Commissione  europea  entro  il  mese   successivo   alla concessione di detto diritto esclusivo.                                     Art. 10

(Contratti nel settore dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e  dei                           servizi postali)      1. Le disposizioni del presente codice relative ai settori ordinari non si applicano agli appalti pubblici e ai concorsi di progettazione nei  settori  speciali  che  sono  aggiudicati  o  organizzati  dalle amministrazioni  aggiudicatrici  che  esercitano  una  o  piu’  delle attivita’ di cui agli articoli da 115 a121  e  sono  aggiudicati  per l’esercizio di tali attivita’,  ne’  agli  appalti  pubblici  esclusi dall’ambito di applicazione delle disposizioni  relative  ai  settori speciali,  in  forza  degli  articoli  8,13  e  15,ne’  agli  appalti aggiudicati da un’amministrazione aggiudicatrice che fornisce servizi postali, ai sensi dell’articolo 120, comma  2,  lettera  b),  per  il perseguimento delle seguenti attivita’:    a) servizi speciali connessi a strumenti elettronici ed  effettuati interamente per via elettronica, compresa la trasmissione sicura  per via elettronica di documenti codificati, servizi  di  gestione  degli indirizzi e la trasmissione della posta elettronica registrata;    b)  servizi  finanziari  identificati  con  i  codici  del  CPV  da 66100000-1 a 66720000-3  e  rientranti  nell’ambito  di  applicazione dell’articolo 17,comma 1,  lettera  e),  compresi  in  particolare  i vaglia postali e i trasferimenti da conti correnti postali;    c) servizi di filatelia;    d) servizi logistici, ossia i servizi  che  associano  la  consegna fisica o il deposito di merci  ad  altre  funzioni  non  connesse  ai servizi postali.                                     Art. 11      (  Appalti  aggiudicati  da  particolari   enti   aggiudicatori   per l’acquisto di acqua e per la fornitura di energia o  di  combustibili                 destinati alla produzione di energia)      1. Le disposizioni del presente codice non si applicano:    a) agli appalti per l’acquisto di acqua,  se  aggiudicati  da  enti aggiudicatori che esercitano una o  entrambe  le  attivita’  relative all’acqua potabile di cui all’articolo 117, comma 1;    b) agli appalti aggiudicati da enti  aggiudicatori  che  sono  essi stessi  attivi  nel  settore  dell’energia   in   quanto   esercitano un’attivita’ di cui agli articoli 115,  comma  1,  116  e121  per  la fornitura di:    1) energia;    2) combustibili destinati alla produzione di energia.      Art.12        (Esclusioni specifiche per le concessioni nel settore idrico)      1. Le disposizioni  del  presente  codice  non  si  applicano  alle concessioni aggiudicate per:    a) fornire o gestire reti fisse  destinate  alla  fornitura  di  un servizio al pubblico in connessione con la produzione, il trasporto o la distribuzione di acqua potabile;    b) alimentare tali reti con acqua potabile.    2. Le disposizioni  del  presente  codice  non  si  applicano  alle concessioni riguardanti uno o entrambi dei  seguenti  aspetti  quando sono collegate a un’attivita’ di cui al comma 1:    a) progetti di ingegneria idraulica, irrigazione, drenaggio, in cui il volume d’acqua destinato all’approvvigionamento  d’acqua  potabile rappresenti piu’ del 20 per cento  del  volume  totale  d’acqua  reso disponibile da tali progetti o impianti di irrigazione o drenaggio;

  1. b) smaltimento o trattamento delle acque reflue. 13      (Appalti nei settori speciali aggiudicati a scopo di rivendita  o  di                          locazione a terzi)      Le disposizioni del presente codice non si applicano  agli  appalti aggiudicati nei settori speciali a scopo di rivendita o di  locazione a terzi, quando  l’ente  aggiudicatore  non  gode  di  alcun  diritto speciale o esclusivo per la vendita o la  locazione  dell’oggetto  di tali appalti e quando altri enti possono liberamente venderlo o darlo in locazione alle stesse condizioni dell’ente aggiudicatore.    Gli enti aggiudicatori  comunicano  alla  Commissione  europea,  su richiesta,  tutte  le  categorie  di  prodotti  o  di  attivita’  che considerano escluse in virtu’  del  comma  1,  nei  termini  da  essa indicati, evidenziando nella comunicazione quali  informazioni  hanno carattere commerciale sensibile.    Le disposizioni del presente codice relative  ai  settori  speciali non si applicano comunque alle  categorie  di  prodotti  o  attivita’ oggetto degli appalti di cui al comma  1  considerati  esclusi  dalla Commissione europea con  atto  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale dell’Unione europea.                                     Art. 14      (Appalti e concorsi di progettazione aggiudicati  o  organizzati  per fini diversi dal perseguimento  di  un’attivita’  interessata  o  per            l’esercizio di un’attivita’ in un Paese terzo)      1. Le disposizioni  del  presente  codice  non  si  applicano  agli appalti aggiudicati dagli enti aggiudicatori per  scopi  diversi  dal perseguimento delle attivita’ di cui agli articoli da 115  a  121,  o per l’esercizio di tali attivita’ in un Paese terzo,  in  circostanze che non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o di un’area geografica  all’interno  dell’Unione  europea,  e  ai   concorsi   di progettazione organizzati a tali fini.    2. Gli enti aggiudicatori comunicano alla Commissione  europea,  su richiesta, tutte le categorie di attivita’ che considerano escluse in virtu’ del comma1, nei termini da essa indicati,  evidenziando  nella comunicazione  quali   informazioni   hanno   carattere   commerciale sensibile.    3. Le disposizioni del presente codice non  si  applicano  comunque alle categorie di attivita’ oggetto degli appalti di cui al  comma  1 considerati esclusi dalla Commissione europea in  elenchi  pubblicati periodicamente nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea                                     Art. 15           ( Esclusioni nel settore delle comunicazioni elettroniche)      1. Le disposizioni  del  presente  codice  non  si  applicano  agli appalti pubblici e ai concorsi di progettazione nei settori  ordinari e alle  concessioni  principalmente  finalizzati  a  permettere  alle amministrazioni aggiudicatrici la messa a disposizione o la  gestione di reti pubbliche di telecomunicazioni o la prestazione  al  pubblico di uno o piu’ servizi di  comunicazioni  elettroniche.  Ai  fini  del

presente articolo, si applicano le definizioni di «rete  pubblica  di comunicazioni» e «servizio di  comunicazione  elettronica»  contenute nell’articolo 1 del decreto legislativo 1° agosto  2003,  n.  259,  e successive modificazioni.                                     Art. 16      (Contratti e concorsi di progettazione aggiudicati o  organizzati  in                     base a norme internazionali)      1. Le disposizioni  del  presente  codice  non  si  applicano  agli appalti pubblici, ai concorsi di progettazione e alle concessioni che le stazioni appaltanti e’ tenuto ad aggiudicare o ad organizzare  nel rispetto di procedure diverse da quelle previste dal presente  codice e stabilite da:    a) uno strumento giuridico che crea obblighi internazionali,  quali un accordo  internazionale,  concluso  in  conformita’  dei  trattati dell’Unione europea, tra lo Stato e uno o piu’ Paesi terzi o relative articolazioni e riguardanti lavori,  forniture  o  servizi  destinati alla realizzazione congiunta o alla gestione congiunta di un progetto da parte dei soggetti firmatari;    b) un’organizzazione internazionale.    2. Il presente codice non si  applica  agli  appalti  pubblici,  ai concorsi  di  progettazione  e  alle  concessioni  che  le   stazioni appaltanti aggiudica in base a norme  previste  da  un’organizzazione internazionale o da un’istituzione finanziaria internazionale, quando gli appalti, i  concorsi  di  progettazione  o  le  concessioni  sono interamente finanziati dalla stessa organizzazione o istituzione; nel caso di appalti pubblici, concorsi  di  progettazione  o  concessioni cofinanziati prevalentemente da un’organizzazione internazionale o da un’istituzione finanziaria  internazionale,  le  parti  si  accordano sulle procedure di aggiudicazione applicabili.    3. Fermo restando quanto previsto all’articolo161, i commi  1  e  2 non si applicano agli appalti, ai concorsi di  progettazione  e  alle concessioni in materia di difesa e di sicurezza  di  cui  al  decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208.    4. La Cabina di  regia  di  cui  all’articolo  212,  comunica  alla Commissione europea gli strumenti  giuridici  indicati  al  comma  1, lettera a).                                     Art. 17      ( Esclusioni specifiche per contratti di  appalto  e  concessione  di                               servizi)      1. Le disposizioni  del  presente  codice  non  si  applicano  agli appalti e alle concessioni di servizi:    a) aventi ad oggetto l’acquisto o la locazione, quali che siano  le relative modalita’ finanziarie, di terreni,  fabbricati  esistenti  o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni;    b) aventi ad oggetto  l’acquisto,  lo  sviluppo,  la  produzione  o coproduzione di programmi destinati ai servizi di media audiovisivi o radiofonici che sono aggiudicati da fornitori  di  servizi  di  media audiovisivi o radiofonici, ovvero  gli  appalti,  anche  nei  settori speciali, e le concessioni concernenti il tempo di trasmissione o  la fornitura di programmi aggiudicati ai fornitori di servizi  di  media audiovisivi o radiofonici. Ai fini  della  presente  disposizione  il termine «materiale associato ai programmi» ha lo  stesso  significato di «programma»;

  1. c) concernenti i servizi d’arbitrato e di conciliazione; d) concernenti uno qualsiasi dei seguenti servizi legali:    1) rappresentanza legale di un cliente da parte di un  avvocato  ai sensi  dell’articolo  1  della  legge  9  febbraio  1982,    31,  e successive modificazioni:    1.1) in un arbitrato o in una conciliazione  tenuti  in  uno  Stato membro dell’Unione europea, un Paese terzo  o  dinanzi  a  un’istanza arbitrale o conciliativa internazionale;    1.2) in procedimenti giudiziari dinanzi a organi giurisdizionali  o autorita’ pubbliche di uno Stato  membro  dell’Unione  europea  o  un Paese  terzo  o  dinanzi  a  organi  giurisdizionali  o   istituzioni internazionali;    2)  consulenza  legale  fornita  in   preparazione   di   uno   dei procedimenti di cui al punto  1.1),  o  qualora  vi  sia  un  indizio concreto e una probabilita’ elevata che la questione su cui verte  la consulenza divenga oggetto del procedimento, sempre che la consulenza sia fornita da un avvocato ai sensi dell’articolo  1  della  legge  9 febbraio 1982, n. 31, e successive modificazioni;    3) servizi di certificazione  e  autenticazione  di  documenti  che devono essere prestati da notai;    4) servizi legali prestati da fiduciari o tutori designati o  altri servizi  legali  i  cui  fornitori  sono  designati  da   un   organo giurisdizionale dello Stato o sono designati per legge  per  svolgere specifici compiti sotto la vigilanza di detti organi giurisdizionali;    5) altri servizi legali che sono connessi,  anche  occasionalmente, all’esercizio dei pubblici poteri;    e)   concernenti   servizi   finanziari   relativi   all’emissione, all’acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli  o  di  altri strumenti finanziari ai sensi del  decreto  legislativo  24  febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, servizi  forniti  da  banche centrali e operazioni concluse con il  Fondo  europeo  di  stabilita’ finanziaria e il meccanismo europeo di stabilita’;    f) concernenti i  prestiti,  a  prescindere  dal  fatto  che  siano correlati   all’emissione,   alla   vendita,   all’acquisto   o    al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari;    g) concernenti i contratti di lavoro;    h) concernenti servizi di difesa civile, di protezione civile e  di prevenzione  contro  i   pericoli   forniti   da   organizzazioni   e associazioni senza scopo di  lucro  identificati  con  i  codici  CPV 75250000-3,  75251000-0,   75251100-1,   75251110-   4,   75251120-7, 75252000-7, 75222000-8; 98113100-9  e  85143000-3  ad  eccezione  dei servizi di trasporto dei pazienti in ambulanza;    i) concernenti i servizi di trasporto pubblico  di  passeggeri  per ferrovia o metropolitana;    l) concernenti servizi connessi a campagne politiche,  identificati con i codici CPV 79341400-0, 92111230-3 e 92111240-6, se  aggiudicati da un partito politico nel contesto di una  campagna  elettorale  per gli appalti relativi ai settori ordinari e alle concessioni.                                     Art. 18              (Esclusioni specifiche per contratti di concessioni )      1. Le disposizioni del presente codice non si applicano:    a) alle concessioni di servizi di trasporto aereo sulla base di una licenza di gestione a norma del regolamento  (CE)  n.  1008/2008  del Parlamento europeo e del Consiglio o alle concessioni di  servizi  di trasporto pubblico di passeggeri ai sensi  del  regolamento  (CE)  n. 1370/2007;    b) alle concessioni di servizi  di  lotterie  identificati  con  il codice CPV 92351100-7 aggiudicate a un operatore economico sulla base

di un diritto esclusivo. Ai fini della presente lettera  il  concetto di diritto esclusivo non include i diritti esclusivi. La  concessione di tale  diritto  esclusivo  e’  soggetta  alla  pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea;    c)  alle  concessioni  aggiudicate  dagli  enti  aggiudicatori  per l’esercizio delle loro attivita’ in un Paese  terzo,  in  circostanze che non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o di un’area geografica all’interno dell’Unione europea.                                     Art. 19                         (Contratti di sponsorizzazione)      1.  L’affidamento  di  contratti  di  sponsorizzazione  di  lavori, servizi o  forniture  per  importi  superiori  a  quarantamila  euro, mediante dazione di danaro o accollo del debito, o altre modalita’ di assunzione  del  pagamento  dei  corrispettivi  dovuti,  e’  soggetto esclusivamente alla previa  pubblicazione  sul  sito  internet  della stazione appaltante, per almeno trenta giorni,  di  apposito  avviso, con il quale si rende  nota  la  ricerca  di  sponsor  per  specifici interventi, ovvero si comunica l’avvenuto ricevimento di una proposta di  sponsorizzazione,  indicando  sinteticamente  il  contenuto   del contratto   proposto.   Trascorso   il   periodo   di   pubblicazione dell’avviso, il contratto puo’ essere liberamente negoziato,  purche’ nel  rispetto  dei  principi  di  imparzialita’  e  di   parita’   d i trattamento fra gli  operatori  che  abbiano  manifestato  interesse, fermo restando il rispetto dell’articolo 80.    2. Nel caso in cui lo sponsor intenda realizzare i lavori, prestare i servizi ole forniture direttamente a sua cura e spese, resta  ferm a la  necessita’  di  verificare  il  possesso  dei   requisiti   degli esecutori, nel rispetto dei principi e dei limiti europei in  materia e non trovano applicazione le disposizioni nazionali e  regionali  in materia di contratti pubblici di  lavori,  servizi  e  forniture,  ad eccezione di quelle sulla  qualificazione  dei  progettisti  e  degli esecutori. La stazione appaltante impartisce  opportune  prescrizioni in ordine alla progettazione, all’esecuzione delle opere o  forniture e alla direzione dei lavori e collaudo degli stessi.                                     Art. 20                 (Opera pubblica realizzata a spese del privato)      1.  Il  presente  codice  non   si   applica   al   caso   in   cui un’amministrazione pubblica stipuli una convenzione con la  quale  un soggetto pubblico o privato si  impegni  alla  realizzazione,  a  sua totale cura e spesa e  previo  ottenimento  di  tutte  le  necessarie autorizzazioni, di un’opera pubblica o di un suo lotto  funzionale  o di parte dell’opera prevista nell’ambito  di  strumenti  o  programmi urbanistici, fermo restando il rispetto dell’articolo 80.    2. L’amministrazione, prima della stipula della convenzione, valuta che  il  progetto  di  fattibilita’  delle  opere  da  eseguire   con l’indicazione del tempo massimo in cui devono essere completate e  lo schema dei relativi contratti di appalto presentati dalla controparte siano rispondenti alla realizzazione delle opere pubbliche di cui  al comma 1.    3. La convenzione  disciplina  anche  le  conseguenze  in  caso  di inadempimento comprese anche eventuali penali e poteri sostitutivi.

TITOLO III PIANIFICAZIONE PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE

Art. 21            (Programma delle acquisizioni delle stazioni appaltanti)      1. Le amministrazioni aggiudicatrici adottano il programma biennale degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei  lavori pubblici, nonche’ i relativi aggiornamenti annuali. I programmi  sono approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza  con il bilancio.    2. Le opere pubbliche incompiute sono inserite nella programmazione triennale di cui al comma 1, ai fini del  loro  completamento  ovvero per l’individuazione di soluzioni alternative  quali  il  riutilizzo, anche ridimensionato, la cessione a titolo di  corrispettivo  per  la realizzazione di altra opera pubblica, la vendita o la demolizione.    3.  Il  programma  triennale  dei  lavori  pubblici  e  i  relativi aggiornamenti annuali contengono i lavori il cui valore  stimato  sia pari o superiore a 100.000 euro e indicano, previa  attribuzione  del codice unico di progetto di  cui  all’articolo  11,  della  legge  16 gennaio 2003, n. 3, i lavori da avviare nella prima annualita’, per i quali  deve  essere  riportata  l’indicazione  dei  mezzi  finanziari stanziati sullo stato di previsione o sul  proprio  bilancio,  ovvero disponibili in base a contributi o risorse dello Stato, delle regioni a statuto ordinario o di altri enti pubblici. Per i lavori di importo pari  o  superiore  a  1.000.000  euro,  ai   fini   dell’inserimento nell’elenco  annuale,  le  amministrazioni  aggiudicatrici  approvano preventivamente il progetto di fattibilita’ tecnica ed economica.    4. Nell’ambito del programma di cui al comma 3, le  amministrazioni aggiudicatrici individuano anche i lavori complessi e gli  interventi suscettibili di essere realizzati attraverso contratti di concessione o di partenariato pubblico privato.    5. Nell’elencazione delle  fonti  di  finanziamento  sono  indicati anche i beni immobili  disponibili  che  possono  essere  oggetto  di cessione. Sono, altresi’, indicati  i  beni  immobili  nella  propria disponibilita’  concessi  in  diritto  di  godimento,  a  titolo   di contributo, la  cui  utilizzazione  sia  strumentale  e  tecnicamente connessa all’opera da affidare in concessione.    6. Il programma biennale  di  forniture  e  servizi  e  i  relativi aggiornamenti annuali contengono gli acquisti di beni e di servizi di importo unitario stimato pari o superiore a 40.000 euro.  Nell’ambito del  programma,  le  amministrazioni  aggiudicatrici  individuano   i bisogni che possono  essere  soddisfatti  con  capitali  privati.  Le amministrazioni pubbliche  comunicano,  entro  il  mese  di  ottobre, l’elenco  delle  acquisizioni  di  forniture  e   servizi   d’importo superiore a 1  milione  di  euro  che  prevedono  di  inserire  nella programmazione  biennale  al  Tavolo  tecnico  dei  soggetti  di  cui all’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 24  aprile  2014,  n.  66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, che li utilizza ai fini dello svolgimento dei compiti e  delle  attivita’ ad esso attribuiti. Per le acquisizioni di beni e servizi informatici e di connettivita’ le amministrazioni aggiudicatrici tengono conto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 513, della legge  28  dicembre 2015, n. 208.    7. Il programma biennale degli acquisti di  beni  e  servizi  e  il programma  triennale  dei  lavori  pubblici,   nonche’   i   relativi aggiornamenti annuali sono pubblicati sul  profilo  del  committente, sul  sito  informatico  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti e dell’Osservatorio di cui all’articolo 213, anche  tramite

i sistemi informatizzati delle regioni e delle provincie autonome  di cui all’articolo 29,comma 4.    8. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti, di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  da adottare entro novanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del presente decreto, previo  parere  del  CIPE,  sentita  la  Conferenza unificata sono definiti:    a) le modalita’ di  aggiornamento  dei  programmi  e  dei  relativi elenchi annuali;    b) i criteri per la definizione  degli  ordini  di  priorita’,  per l’eventuale  suddivisione  in  lotti  funzionali,  nonche’   per   il riconoscimento delle  condizioni  che  consentano  di  modificare  la programmazione e  di  realizzare  un  intervento  o  procedere  a  un acquisto non previsto nell’elenco annuale;    c) i criteri e le modalita’ per  favorire  il  completamento  delle opere incompiute;    d) i criteri per l’inclusione dei lavori nel programma e il livello di progettazione minimo richiesto per tipologia e classe di importo;    e) gli schemi  tipo  e  le  informazioni  minime  che  essi  devono contenere, individuandole anche in coerenza con  gli  standard  degli obblighi informativi e di pubblicita’ relativi ai contratti;    f) le modalita’ di raccordo con  la  pianificazione  dell’attivita’ dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza ai quali  le stazioni appaltanti delegano la procedura di affidamento.    9. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al  comma 8, si applica l’articolo 216, comma 3.                                     Art. 22      (Trasparenza  nella  partecipazione  di  portatori  di  interessi   e                          dibattito pubblico)      1. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli  enti  aggiudicatori pubblicano, nel  proprio  profilo  del  committente,  i  progetti  di fattibilita’  relativi  alle  grandi  opere  infrastrutturali  e   di architettura di  rilevanza  sociale,  aventi  impatto  sull’ambiente, sulle citta’ e sull’assetto del territorio, nonche’ gli  esiti  della consultazione pubblica, comprensivi dei resoconti  degli  incontri  e dei dibattiti  con  i  portatori  di  interesse.  I  contributi  e  i resoconti sono pubblicati, con pari evidenza, unitamente ai documenti predisposti dall’amministrazione e relativi agli stessi lavori.    2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  adottato entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente codice, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare  e il Ministro per i beni e le attivita’ culturali, previo parere  delle Commissioni parlamentari competenti, in relazione ai nuovi interventi avviati dopo la data di entrata in vigore del presente  codice,  sono fissati i criteri per l’individuazione delle opere di cui al comma 1, distinte per  tipologia  e  soglie  dimensionali,  per  le  quali  e’ obbligatorio il ricorso alla procedura di dibattito pubblico, e  sono altresi’ definiti  le  modalita’  di  svolgimento  e  il  termine  di conclusione della medesima procedura.    3.  L’amministrazione   aggiudicatrice   o   l’ente   aggiudicatore proponente l’opera soggetta a dibattito pubblico  indice  e  cura  lo svolgimento della procedura esclusivamente sulla base delle modalita’ individuate dal decreto di cui al comma 2.    4. Gli esiti del dibattito pubblico e le osservazioni raccolte sono valutate in sede di predisposizione del progetto  definitivo  e  sono discusse  in  sede  di  conferenza  di  servizi  relativa   all’opera sottoposta al dibattito pubblico.

Art. 23      (Livelli della progettazione per gli appalti, per le  concessioni  di                     lavori nonche’ per i servizi)      1. La progettazione in materia  di  lavori  pubblici  si  articola, secondo  tre  livelli  di  successivi  approfondimenti  tecnici,   in progetto di fattibilita’ tecnica ed economica, progetto definitivo  e progetto esecutivo ed e’ intesa ad assicurare:    a) il soddisfacimento dei fabbisogni della collettivita’;    b) la qualita’ architettonica e tecnico funzionale e  di  relazione nel contesto dell’opera;    c) la conformita’ alle norme ambientali, urbanistiche e  di  tutela dei beni culturali e paesaggistici, nonche’  il  rispetto  di  quanto previsto dalla normativa in materia di tutela della  salute  e  della sicurezza;    d) un limitato consumo del suolo;    e) il rispetto  dei  vincoli  idrogeologici,  sismici  e  forestali nonche’ degli altri vincoli esistenti;    f)  il  risparmio  e  l’efficientamento  energetico,   nonche’   la valutazione del ciclo di vita e della manutenibilita’ delle opere;    g) la compatibilita’ con le preesistenze archeologiche;    h) la razionalizzazione delle attivita’ di  progettazione  e  delle connesse  verifiche  attraverso  il  progressivo  uso  di  metodi   e strumenti elettronici specifici  quali  quelli  di  modellazione  per l’edilizia e le infrastrutture;    i)  la  compatibilita’  geologica,  geomorfologica,   idrogeologica dell’opera;    l) accessibilita’ e adattabilita’  secondo  quanto  previsto  dalle disposizioni vigenti in materia di barriere architettoniche;    2. Per la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo  architettonico,  ambientale,  paesaggistico,  agronomico   e forestale, storico-artistico, conservativo, nonche’  tecnologico,  le stazioni appaltanti ricorrono alle professionalita’ interne,  purche’ in possesso di idonea competenza nelle materie oggetto del progetto o utilizzano la procedura del concorso di progettazione o del  concorso di idee di cui agli articoli152, 153, 154, 155, 156  e  157.  Per  le altre tipologie di lavori, si applica quanto  previsto  dall’articolo 24.    3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture  e  trasporti,  su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare  e del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo  sono definiti i contenuti della progettazione nei tre livelli progettuali. Fino alla data di entrata in vigore  di  detto  decreto,  si  applica l’articolo 216, comma 4.    4. La stazione appaltante, in rapporto alla specifica  tipologia  e alla  dimensione  dell’intervento,  indica  le   caratteristiche,   i requisitigli elaborati progettuali necessari per  la  definizione  di ogni fase della progettazione. E’ consentita,  altresi’,  l’omissione di uno o di entrambi i primi due livelli di progettazione, purche’ il livello successivo  contenga  tutti  gli  elementi  previsti  per  il livello omesso, salvaguardando la qualita’ della progettazione.    5. Il progetto di fattibilita’ tecnica ed economica individua,  tra piu’ soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra  costi  e benefici per la collettivita’, in relazione alle specifiche  esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. Il progetto  di  fattibilita’ comprende tutte le indagini e gli studi necessari per la  definizione degli  aspetti  di  cui  al  comma  1,  nonche’  schemi  grafici  per l’individuazione delle  caratteristiche  dimensionali,  volumetriche,

tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare e  le relative stime economiche, ivi compresa  la  scelta  in  merito  alla possibile  suddivisione  in  lotti   funzionali.   Il   progetto   di fattibilita’ deve consentire, ove necessario, l’avvio della procedura espropriativa.    6.Il progetto di fattibilita’ e’ redatto sulla  base  dell’avvenuto svolgimento di  indagini  geologiche  e  geognostiche,  di  verifiche preventive  dell’interesse   archeologico,   di   studi   preliminari sull’impatto ambientale e evidenzia, con apposito adeguato  elaborato cartografico, le aree  impegnate,  le  relative  eventuali  fasce  di rispetto e le occorrenti misure di salvaguardia; indica, inoltre,  le caratteristiche prestazionali, le specifiche funzionali, le  esigenze di compensazioni e di mitigazione dell’impatto ambientale, nonche’  i limiti di spesa dell’infrastruttura da realizzare ad un livello  tale da consentire, gia’ in sede di approvazione  del  progetto  medesimo, salvo    circostanze    imprevedibili,     l’individuazione     della localizzazione o  del  tracciato  dell’infrastruttura  nonche’  delle opere compensative o di mitigazione dell’impatto ambientale e sociale necessarie.    7. Il progetto  definitivo  individua  compiutamente  i  lavori  da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei  criteri,  dei  vincoli, degli  indirizzi  e  delle  indicazioni  stabiliti   dalla   stazione appaltante e, ove presente, dal progetto di fattibilita’; il progetto definitivo contiene, altresi’, tutti gli elementi necessari  ai  fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni,  nonche’ la  quantificazione  definitiva  del   limite   di   spesa   per   la realizzazione e del relativo cronoprogramma,  attraverso  l’utilizzo, ove  esistenti,  dei  prezzari  predisposti  dalle  regioni  e  dalle province autonome territorialmente competenti,  di  concerto  con  le articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture  e  dei trasporti.    8. Il  progetto  esecutivo,  redatto  in  conformita’  al  progetto definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori  da  realizzare,  il relativo costo previsto, il cronoprogramma coerente  con  quello  del progetto definitivo, e  deve  essere  sviluppato  ad  un  livello  di definizione  tale  che  ogni  elemento  sia  identificato  in  forma, tipologia, qualita’, dimensione e prezzo. Il progetto esecutivo  deve essere,  altresi’,  corredato  da  apposito  piano  di   manutenzione dell’opera e delle sue parti in relazione al ciclo di vita.    9. In relazione alle caratteristiche e  all’importanza  dell’opera, il responsabile  unico  del  procedimento,  secondo  quanto  previsto dall’articolo 26, stabilisce criteri, contenuti e momenti di verifica tecnica dei vari livelli di progettazione.    10. L’accesso ad aree interessate ad indagini e ricerche necessarie all’attivita’ di progettazione e’ soggetto all’autorizzazione di  cui all’articolo15 del decreto del Presidente della Repubblica  8  giugno 2001, n. 327. La medesima autorizzazione  si  estende  alle  ricerche archeologiche, alla bonifica di ordigni bellici e alla  bonifica  dei siti inquinati. Le ricerche  archeologiche  sono  compiute  sotto  la vigilanza delle competenti soprintendenze.    11. Gli oneri  inerenti  alla  progettazione,  alla  direzione  dei lavori, alla vigilanza, ai  collaudi,  agli  studi  e  alle  ricerche connessi, alla redazione dei piani di sicurezza e  di  coordinamento, quando previsti ai sensi del decreto legislativo 9  aprile  2008,  n. 81, alle prestazioni professionali e specialistiche, necessari per la redazione di  un  progetto  esecutivo  completo  in  ogni  dettaglio, possono essere fatti gravare sulle disponibilita’  finanziarie  della stazione appaltante cui accede la progettazione medesima.    12. Le progettazioni definitiva ed esecutiva sono, preferibilmente, svolte dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneita’  e  coerenza al  procedimento.  In  caso  di  motivate  ragioni   di   affidamento disgiunto,  il   nuovo   progettista   deve   accettare   l’attivita’ progettuale svolta in precedenza.  In  caso  di  affidamento  esterno

della   progettazione,   che   ricomprenda,   entrambi   livelli   di progettazione, l’avvio della progettazione esecutiva e’  condizionato alla determinazione delle  stazioni  appaltanti  sulla  progettazione definitiva. In sede di verifica della  coerenza  tra  le  varie  fasi della progettazione, si applica  quanto  previsto  dall’articolo  26, comma 3.    13. Le stazioni appaltanti possono richiedere per  le  nuove  opere nonche’ per interventi  di  recupero,  riqualificazione  o  varianti, prioritariamente per i lavori complessi, l’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici di cui al comma 1,  lettera  h).Tali  strumenti utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati  aperti  non proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra  i  fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualita’ tra  i progettisti. L’uso dei metodi e  strumenti  elettronici  puo’  essere richiesto soltanto dalle  stazioni  appaltanti  dotate  di  personale adeguatamente formato. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti,  da  adottare  entro  il  31  luglio  2016,  anche avvalendosi di una  Commissione  appositamente  istituita  presso  il medesimo Ministero, senza oneri aggiuntivi  a  carico  della  finanza pubblica  sono  definiti  le  modalita’  e  i  tempi  di  progressiva introduzione  dell’obbligatorieta’  dei  suddetti  metodi  presso  le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti  e  gli  operatori economici, valutata  in  relazione  alla  tipologia  delle  opere  da affidare e della strategia di digitalizzazione delle  amministrazioni pubbliche  e  del  settore  delle  costruzioni.  L’utilizzo  di  tali metodologie  costituisce  parametro  di  valutazione  dei   requisiti premianti di cui all’articolo 38.    14. La progettazione di  servizi  e  forniture  e’  articolata,  di regola,  in  un  unico  livello  ed  e’  predisposta  dalle  stazioni appaltanti, di regola, mediante propri  dipendenti  in  servizio.  In caso di concorso di progettazione relativa agli appalti, la  stazione appaltante puo’ prevedere che la progettazione sia suddivisa in uno o piu’ livelli di approfondimento di cui la stessa stazione  appaltante individua requisiti e caratteristiche.    15. Per quanto attiene agli appalti di servizi,  il  progetto  deve contenere: la relazione tecnico – illustrativa del contesto in cui e’ inserito il servizio; le indicazioni e disposizioni  per  la  stesura dei documenti inerenti alla sicurezza di cui all’articolo  26,  comma 3, del decreto legislativo n. 81 del 2008; il calcolo  degli  importi per l’acquisizione dei servizi, con  indicazione  degli  oneri  della sicurezza non soggetti a ribasso; il prospetto economico degli  oneri complessivi necessari per l’acquisizione dei servizi;  il  capitolato speciale descrittivo  e  prestazionale,  comprendente  le  specifiche tecniche, l’indicazione dei requisiti minimi che  le  offerte  devono comunque garantire e degli aspetti  che  possono  essere  oggetto  di variante migliorativa  e  conseguentemente,  i  criteri  premiali  da applicare  alla  valutazione  delle  offerte   in   sede   di   gara, l’indicazione di altre  circostanze  che  potrebbero  determinare  la modifica delle condizioni negoziali durante il periodo di  validita’, fermo restando il divieto di modifica sostanziale. Per i  servizi  di gestione dei patrimoni immobiliari, ivi inclusi  quelli  di  gestione della manutenzione e  della  sostenibilita’  energetica,  i  progetti devono riferirsi anche  a  quanto  previsto  dalle  pertinenti  norme tecniche.    16.Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro e’  determinato  annualmente,  in  apposite  tabelle,  dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei  valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale  tra  le organizzazioni sindacali e le organizzazioni  dei  datori  di  lavoro comparativamente  piu’  rappresentativi,  delle  norme   in   materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi  settori  merceologici  e delle  differenti  aree  territoriali.  In  mancanza   di   contratto collettivo  applicabile,  il  costo  del  lavoro  e’  determinato  in

relazione al  contratto  collettivo  del  settore  merceologico  piu’ vicino a quello preso  in  considerazione.  Fino  all’adozione  delle tabelle di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 4.                                     Art. 24      (Progettazione interna e esterna alle amministrazioni  aggiudicatrici                    in materia di lavori pubblici)      1. Le  prestazioni  relative  alla  progettazione  di  fattibilita’ tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva di lavori, nonche’ alla direzione   dei    lavori    e    agli    incarichi    di    supporto tecnico-amministrativo   alle   attivita’   del   responsabile    del procedimento e  del  dirigente  competente  alla  programmazione  dei lavori pubblici sono espletate:    a) dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti;    b) dagli uffici consortili di  progettazione  e  di  direzione  dei lavori che i comuni, i rispettivi consorzi  e  unioni,  le  comunita’ montane, le  aziende  sanitarie  locali,  i  consorzi,  gli  enti  di industrializzazione e gli enti di bonifica possono costituire;    c) dagli organismi di altre pubbliche  amministrazioni  di  cui  le singole stazioni appaltanti possono avvalersi per legge;    d) dai soggetti di cui all’articolo 46.    2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore  del presente codice, sentita l’ANAC, sono definiti i requisiti che devono possedere i soggetti di cui all’articolo 46, comma 1. Fino alla  data di entrata in vigore di detto decreto,  si  applica  l’articolo  216, comma 5.    3. I progetti redatti dai soggetti di cui al comma 1,  lettere  a), b) e c), sono firmati da dipendenti delle  amministrazioni  abilitati all’esercizio della professione. I pubblici dipendenti che abbiano un rapporto  di  lavoro  a  tempo  parziale   non   possono   espletare, nell’ambito  territoriale  dell’ufficio  di  appartenenza,  incarichi professionali  per  conto  di  pubbliche   amministrazioni   di   cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n. 165, e successive  modificazioni,  se  non  conseguenti  ai  rapporti d’impiego.    4. Sono a carico delle stazioni appaltanti le polizze  assicurative per la copertura dei rischi di  natura  professionale  a  favore  dei dipendenti incaricati della progettazione. Nel  caso  di  affidamento della progettazione a soggetti esterni, le polizze sono a carico  dei soggetti stessi.    5.  Indipendentemente   dalla   natura   giuridica   del   soggetto affidatario l’incarico e’ espletato da professionisti iscritti  negli appositi  albi  previsti  dai  vigenti   ordinamenti   professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati gia’ in sede di presentazione dell’offerta, con la  specificazione  delle  rispettive qualificazioni   professionali.   E’,   inoltre,   indicata,   sempre nell’offerta, la persona fisica incaricata dell’integrazione  tra  le varie prestazioni specialistiche.  Il  decreto  di  cui  al  comma  2 individua anche i  criteri  per  garantire  la  presenza  di  giovani professionisti, in forma singola o associata, nei gruppi  concorrenti ai  bandi  relativi  a  incarichi  di  progettazione,   concorsi   di progettazione e di idee, di cui le stazioni appaltanti tengono  conto ai   fini    dell’    aggiudicazione.    All’atto    dell’affidamento dell’incarico,  i  soggetti  incaricati  devono  dimostrare  di   non trovarsi nelle condizioni di cui all’articolo 80nonche’  il  possesso dei requisiti e delle capacita’ di cui all’articolo 83, comma 1.    6. Ove un servizio complesso sia costituito dalla somma di  diversi servizi, di cui alcuni riservati ad iscritti  ad  albi  di  ordini  e

collegi, il bando di gara o l’invito richiede esplicitamente che  sia indicato il responsabile di quella parte del servizio. Tale  soggetto deve possedere i requisiti previsti nel caso in cui il  servizio  sia messo in gara separatamente.    7. Gli affidatari di incarichi di progettazione non possono  essere affidatari degli appalti o  delle  concessioni  di  lavori  pubblici, nonche’ degli eventuali subappalti o cottimi,  per  i  quali  abbiano svolto la suddetta attivita’ di progettazione. Ai  medesimi  appalti, concessioni  di  lavori  pubblici,  subappalti  e  cottimi  non  puo’ partecipare  un  soggetto  controllato,  controllante   o   collegato all’affidatario di  incarichi  di  progettazione.  Le  situazioni  di controllo e di collegamento si determinano con riferimento  a  quanto previsto dall’articolo 2359 del codice civile. I divieti  di  cui  al presente   comma   sono   estesi   ai   dipendenti   dell’affidatario dell’incarico  di  progettazione,   ai   suoi   collaboratori   nello svolgimento  dell’incarico  e  ai  loro  dipendenti,   nonche’   agli affidatari di attivita’ di supporto  alla  progettazione  e  ai  loro dipendenti. Tali divieti non si  applicano  laddove  i  soggetti  ivi indicati  dimostrino  che  l’esperienza  acquisita  nell’espletamento degli incarichi di  progettazione  non  e’  tale  da  determinare  un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori.    8. Il Ministro della giustizia, di concerto con il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti,  approva,  con  proprio  decreto,  da emanare entro e non oltre sessanta giorni dalla data  di  entrata  in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi  commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attivita’ di cui  al presente  articolo  e  all’articolo   31,   comma   8.   I   predetti corrispettivi possono essere utilizzati  dalle  stazioni  appaltanti, ove  motivatamente  ritenuti  adeguati  quale  criterio  o  base   di riferimento     ai     fini     dell’individuazione      dell’importo dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto  di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6.      Art.25              (Verifica preventiva dell’interesse archeologico)      1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 28, comma 4, del  codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 42, per le opere sottoposte  all’applicazione  delle disposizioni del presente codice, le stazioni appaltanti  trasmettono al     soprintendente     territorialmente     competente,      prima dell’approvazione, copia del progetto di fattibilita’ dell’intervento o di uno stralcio di  esso  sufficiente  ai  fini  archeologici,  ivi compresi                gli                esiti                delle indaginigeologicheearcheologichepreliminari,conparticolareattenzionea idatidi  archivio  e  bibliografici   reperibili,   all’esito   delle ricognizioni volte all’osservazione dei terreni, alla  lettura  della geomorfologia del territorio, nonche’, per  le  opere  a  rete,  alle fotointerpretazioni. Le stazioni appaltanti raccolgono  ed  elaborano tale  documentazione  mediante  i  dipartimenti  archeologici   delle universita’, ovvero mediante i soggetti in  possesso  di  diploma  di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia. La trasmissione della documentazione suindicata  non  e’ richiesta per gli interventi che non comportino nuova edificazione  o scavi  a  quote  diverse  da  quelle  gia’  impegnate  dai  manufatti esistenti.    2. Presso il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali  e  del turismo e’ istituito un apposito elenco, reso accessibile a tutti gli interessati, degli istituti archeologici universitari e dei  soggetti in possesso della necessaria qualificazione. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’  culturali  e  del  turismo,  sentita  una rappresentanza  dei  dipartimenti   archeologici   universitari,   si

provvede a disciplinare i criteri per  la  tenuta  di  detto  elenco, comunque prevedendo modalita’ di partecipazione di tutti  i  soggetti interessati. Fino alla data di entrata in vigore di detto decreto, si applica l’articolo 216, comma 7.    3. Il soprintendente, qualora sulla base degli elementi trasmessi e delle ulteriori informazioni disponibili, ravvisi l’esistenza  di  un interesse archeologico nelle  aree  oggetto  di  progettazione,  puo’ richiedere motivatamente, entro  il  termine  di  trenta  giorni  dal ricevimento del progetto di fattibilita’ ovvero dello stralcio di cui al comma 1, la sottoposizione dell’intervento alla procedura prevista dai  commi  8  e  seguenti.  Per   i   progetti   di   grandi   opere infrastrutturali o a rete il termine della richiesta per la procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico  e’  stabilito  in sessanta giorni.    4. In caso di incompletezza della  documentazione  trasmessa  o  di esigenza  di  approfondimenti  istruttori,  il  soprintendente,   con modalita’ anche informatiche,  richiede  integrazioni  documentali  o convoca il responsabile  unico  del  procedimento  per  acquisire  le necessarie informazioni integrative. La richiesta di  integrazioni  e informazioni sospende il  termine  di  cui  al  comma  3,  fino  alla presentazione delle stesse.    5. Avverso la richiesta di cui al comma 3 e’ esperibile il  ricorso amministrativo di cui all’articolo 16 del codice dei beni culturali e del paesaggio.    6. Ove il soprintendente non richieda l’attivazione della procedura di cui ai commi 8 e seguenti nel termine di cui al comma 3,ovverotale procedura si concluda  con  esito  negativo,  l’esecuzione  di  saggi archeologici e’ possibile solo in caso di successiva acquisizione  di nuove informazioni o di emersione, nel corso  dei  lavori,  di  nuovi elementi  archeologicamente  rilevanti,  che  inducano   a   ritenere probabile la sussistenza in sito dire periti  archeologici.  In  tale evenienza il Ministero dei beni e delle  attivita’  culturali  e  del turismo procede, contestualmente, alla richiesta di saggi preventivi, alla comunicazione  di  avvio  del  procedimento  di  verifica  o  di dichiarazione dell’interesse culturale ai sensi  degli  articoli12e13 del codice dei beni culturali e del paesaggio.    7. I commi da 1 a 6 non si applicano alle aree archeologiche  e  ai parchi archeologici di cui  all’articolo  101  del  codice  dei  beni culturali e del  paesaggio,  per  i  quali  restano  fermi  i  poteri autorizzatori e cautelari  ivi  previsti  ,compresa  la  facolta’  di prescrivere  l’esecuzione,  a  spese   del   committente   dell’opera pubblica, di saggi archeologici.  Restano  altresi’  fermi  i  poteri previsti dall’articolo28, comma 2, del codice dei  beni  culturali  e del paesaggio, nonche’ i poteri autorizzatori  e  cautelari  previsti per    le    zone    di    interesse     archeologico,     di     cui all’articolo142,comma1,letteram),del medesimo codice.    8. La procedura di verifica preventiva dell’interesse  archeologico si  articola  in  due  fasi  costituenti   livelli   progressivi   di approfondimento dell’indagine archeologica. L’esecuzione  della  fase successiva dell’indagine e’  subordinata  all’emersione  di  elementi archeologicamente significativi all’esito della fase  precedente.  La procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico consiste nel  compimento  delle  seguenti  indagini  e  nella  redazione   dei documenti integrativi del progetto di fattibilita’:    a) esecuzione di carotaggi;    b) prospezioni geofisiche e geochimiche;    c) saggi archeologici e, ove necessario, esecuzione di  sondaggi  e di scavi, anche in estensione  tali  da  assicurare  una  sufficiente campionatura dell’area interessata dai lavori.    9. La procedura  si  conclude  in  un  termine  predeterminato  dal soprintendente in relazione all’estensione dell’area interessata, con la redazione della relazione archeologica definitiva,  approvata  dal soprintendente di settore territorialmente competente.  La  relazione

contiene una descrizione analitica delle  indagini  eseguite,  con  i relativi  esiti  di  seguito  elencati,  e   detta   le   conseguenti prescrizioni:    a) contesti in cui lo scavo  stratigrafico  esaurisce  direttamente l’esigenza di tutela;    b) contesti che non evidenziano reperti  leggibili  come  complesso strutturale unitario, con scarso livello di conservazione per i quali sono possibili interventi di  reinterro,  smontaggio,  rimontaggio  e musealizzazione, in altra sede rispetto a quella di rinvenimento;    c) complessi  la  cui  conservazione  non  puo’  essere  altrimenti assicurata  che  in  forma  contestualizzata   mediante   l’integrale mantenimento in sito.    10.  Per  l’esecuzione  dei  saggi  e  degli   scavi   archeologici nell’ambito  della  procedura  di  cui  al  presente   articolo,   il responsabile  unico  del  procedimento  puo’  motivatamente  ridurre, previo accordo con la  soprintendenza  archeologica  territorialmente competente, i livelli di progettazione,  nonche’  i  contenuti  della progettazione, in particolare in relazione ai dati, agli elaborati  e ai documenti  progettuali  gia’  comunque  acquisiti  agli  atti  del procedimento.    11. Nelle ipotesi di cui al comma 9,lettera  a),  la  procedura  di verifica preventiva dell’interesse archeologico si  considera  chiusa con  esito  negativo  e  accertata   l’insussistenza   dell’interesse archeologico nell’area interessata dai lavori. Nelle ipotesi  di  cui al comma  9,  lettera  b),  la  soprintendenza  determina  le  misure necessarie  ad  assicurare  la  conoscenza,  la  conservazione  e  la protezione dei rinvenimenti  archeologicamente  rilevanti,  salve  le misure di tutela eventualmente da adottare ai sensi  del  codice  dei beni culturali e del paesaggio, relativamente a singoli  rinvenimenti o al loro contesto. Nel  caso  di  cui  al  comma  9,  lettera  c),le prescrizioni sono incluse  nei  provvedimenti  di  assoggettamento  a tutela dell’area interessata dai rinvenimenti e il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo avvia  il  procedimento  di dichiarazione di cui agli articoli 12 e 13 del  predetto  codice  dei beni culturali e del paesaggio.    12. La procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico e’ condotta sotto  la  direzione  della  soprintendenza  archeologica territorialmente competente. Gli oneri sono a carico  della  stazione appaltante.    13. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  s u proposta del Ministro dei beni e  delle  attivita’  culturali  e  del turismo, di concerto con il Ministro  per  la  semplificazione  e  la pubblica amministrazione e il Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, da emanare entro novanta giorni dalla data di  entrata  in vigore   del   presente   codice,   sono   individuati   procedimenti semplificati, con  termini  certi  che  garantiscano  la  tutela  del patrimonio archeologico tenendo conto dell’interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell’opera.    14. Per gli interventi soggetti alla procedura di cui  al  presente articolo, il soprintendente, entro trenta giorni dalla  richiesta  di cui al comma 3,stipula un apposito accordo con la stazione appaltante per disciplinare le forme di coordinamento e di collaborazione con il responsabile  del  procedimento  e  con  gli  uffici  della  stazione appaltante.  Nell’accordo  le  amministrazioni  possono  graduare  la complessita’ della procedura di cui al presente articolo, in  ragione della  tipologia  e  dell’entita’  dei  lavori  da  eseguire,   anche riducendole  fasi  e  i   contenuti   del   procedimento.   L’accordo disciplina, altresi’, le forme di documentazione  e  di  divulgazione dei risultati dell’indagine, mediante  l’informatizzazione  dei  dati raccolti,  la  produzione  di  edizioni  scientifiche  e  didattiche, eventuali ricostruzioni virtuali volte alla  comprensione  funzionale dei complessi antichi, eventuali mostre  ed  esposizioni  finalizzat e alla diffusione e alla pubblicizzazione delle indagini svolte.

  1. Le stazioni appaltanti possono ricorrere alla procedura di cui al regolamento di attuazione dell’articolo 4  della  legge  7  agosto 2015, n. 124, in caso di ritenuta eccessiva durata  del  procedimento di cui ai commi 8 e seguenti.    16.Le  Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento   e   Bolzano disciplinano  la  procedura  di  verifica  preventiva  dell’interesse archeologico per le opere di loro competenza  sulla  base  di  quanto disposto dal presente articolo.      Art.26                  (Verifica preventiva della progettazione)      1.  La  stazione  appaltante,  nei  contratti  relativi  a  lavori, verifica la conformita’ degli elaborati e la  loro  conformita’  alla normativa vigente.    2. La verifica di cui al comma 1 ha luogo prima  dell’inizio  delle procedure di affidamento.    3. Al fine di accertare l’unita’ progettuale, i soggetti di cui  al comma  6,  prima  dell’approvazione  e  in  contraddittorio  con   il progettista, verificano  la  conformita’  del  progetto  esecutivo  o definitivo rispettivamente, al progetto definitivo o allo progetto di fattibilita’.  Al  contraddittorio  partecipa  anche  il  progettista autore del progetto posto a base della gara, che si esprime in ordine a tale conformita’.    4. La verifica accerta in particolare:    a) la completezza della progettazione;    b) la coerenza e completezza del quadro economico in tutti  i  suoi aspetti;    c) l’appaltabilita’ della soluzione progettuale prescelta;    d) presupposti per la durabilita’ dell’opera nel tempo;    e) la minimizzazione dei rischi di introduzione di  varianti  e  di contenzioso;    f) la  possibilita’  di  ultimazione  dell’opera  entro  i  termini previsti;    g) la sicurezza delle maestranze e degli utilizzatori;    h) l’adeguatezza dei prezzi unitari utilizzati;    i) la manutenibilita’ delle opere, ove richiesta.    5. Gli oneri derivanti  dall’accertamento  della  rispondenza  agli elaborati progettuali sono ricompresi nelle risorse stanziate per  la realizzazione delle opere.    6. L’attivita’ di verifica e’ effettuata dai seguenti soggetti:    a) per i lavori di importo pari o  superiore  a  venti  milioni  di euro, da organismi di controllo  accreditati  ai  sensi  della  norma europea UNI CEI EN ISO/IEC 17020;    b) per i lavori di importo inferiore a venti milioni di euro e fino alla soglia di cui all’articolo 35, dai soggetti di cui alla  lettera a) e di cui all’articolo 24, comma 1, lettere d), e), f), g),  h)  ed i), che dispongano di un sistema interno di controllo di qualita’;    c)  per  i  lavori  di  importo  inferiore  alla  soglia   di   cui all’articolo 35 e fino a un milione di euro, la verifica puo’  essere effettuata dagli uffici tecnici  delle  stazioni  appaltanti  ove  il progetto sia  stato  redatto  da  progettisti  esterni  o  le  stesse stazioni appaltanti dispongano di un sistema interno di controllo  di qualita’ ove il progetto sia stato redatto da progettisti interni;    d) per i lavori di importo inferiore  a  un  milione  di  euro,  la verifica e’ effettuata dal responsabile unico del procedimento, anche avvalendosi della struttura di cui all’articolo 31, comma 9.    7. Lo svolgimento dell’attivita’ di verifica e’  incompatibile  con lo  svolgimento,  per  il  medesimo   progetto,   dell’attivita’   di progettazione, del coordinamento della sicurezza della stessa,  della direzione lavori e del collaudo.    8. La validazione del progetto posto  a  base  di  gara  e’  l’atto

formale che riporta gli  esiti  della  verifica.  La  validazione  e’ sottoscritta  dal  responsabile  del  procedimento   e   fa   preciso riferimento  al  rapporto  conclusivo  del  soggetto  preposto   alla verifica ed alle eventuali controdeduzioni del progettista.      Art.27         (Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori)      1. L’approvazione dei progetti da parte delle amministrazioni viene effettuata  in  conformita’  alle  norme  dettate   dalla   legge   7 agosto1990, n. 241, e successive modificazioni, e  alle  disposizioni statali  e  regionali  che  regolano  la  materia.  Si  applicano  le disposizioni in  materia  di  conferenza  di  servizi  dettate  dagli articoli 14-bis e seguenti della citata legge n. 241 del1990.    2. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli  enti  aggiudicatori possono sottoporre al procedimento di approvazione  dei  progetti  un livello progettuale di maggior dettaglio, al fine di  ottenere  anche le   approvazioni   proprie   delle   precedenti   fasi   progettuali eventualmente non effettuate. La dichiarazione di  pubblica  utilita’ di cui agli articoli 12 e seguenti del decreto del  Presidente  della Repubblica 8 giugno 2001 n. 327,  e  successive  modificazioni,  puo’ essere disposta anche quando l’autorita’ espropriante approva  a  tal fine  il  progetto  esecutivo  dell’opera  pubblica  o  di   pubblica utilita’.    3. In sede di conferenza dei servizi  di  cui  all’articolo  14 -bis della  legge  n.241  del  1990  sul  progetto  di  fattibilita’,  con esclusione  dei  lavori   di   manutenzione   ordinaria,   tutte   le amministrazioni e i soggetti invitati, ivi compresi gli enti  gestori di  servizi  pubblici  a  rete  per  i  quali  possono   riscontrarsi interferenze con il progetto, sono  obbligati  a  pronunciarsi  sulla localizzazione e  il  sul  tracciato  dell’opera,  anche  presentando proposte modificative, nonche’ a comunicare l’eventuale necessita’ di opere mitigatrici  e  compensative  dell’impatto.  Salvo  circostanze imprevedibili, le conclusioni adottate  dalla  conferenza  in  merito alla localizzazione  o  al  tracciato  e  alle  opere  mitigatrici  e compensative, ferma restando la procedura  per  il  dissenso  di  cui all’articolo 14-bis, comma 3-bis e all’articolo  14-quater,  comma  3 della predetta legge n.241 del 1990, non possono essere modificate in sede di approvazione dei successivi livelli progettuali, a  meno  del ritiro e della ripresentazione di un nuovo progetto di fattibilita’.    4. In relazione al procedimento di  approvazione  del  progetto  di fattibilita’ di cui al comma 3,gli enti  gestori  delle  interferenze gia’ note o prevedibili hanno l’obbligo di verificare e segnalare  al soggetto aggiudicatore la sussistenza di  interferenze  non  rilevate con il sedime della infrastruttura o dell’insediamento produttivo, di collaborare  con  il  soggetto  aggiudicatore  per  lo  sviluppo  del progetto delle opere pertinenti le interferenze rilevate  e  di  dare corso, a spese del soggetto aggiudicatore ,alle attivita’ progettuali di propria competenza. La violazione dell’obbligo  di  collaborazione che sia stata causa di ritardato avvio o anomalo andamento dei lavori comporta per l’ente gestore responsabilita’ patrimoniale per i  danni subiti dal soggetto aggiudicatore.    5. Il progetto definitivo  e’  corredato  dalla  indicazione  delle interferenze, rilevate dal soggetto  aggiudicatore  e,  in  mancanza, indicate dagli enti  gestori  nel  termine  di  sessanta  giorni  dal ricevimento del progetto, nonche’ dal programma degli  spostamenti  e attraversamenti e di quant’altro necessario  alla  risoluzione  delle interferenze.    6. Gli enti gestori di reti o opere destinate al pubblico  servizio devono rispettare il programma di risoluzione delle  interferenze  di cui al comma 5 approvato unitamente  al  progetto  definitivo,  anche indipendentemente dalla stipula di eventuali convenzioni regolanti la

risoluzione delle interferenze, sempre che il soggetto  aggiudicatore si impegni a mettere a disposizione  in  via  anticipata  le  risorse occorrenti.    7. Restano ferme  le  disposizioni  vigenti  che  stabiliscono  gli effetti  dell’approvazione  dei  progetti  ai  fini  urbanistici   ed espropriativi, nonche’ l’applicazione  della  vigente  disciplina  in materia di valutazione di impatto ambientale.

TITOLO IV MODALITA’ DI AFFIDAMENTO – PRINCIPI COMUNI

Art. 28                          (Contratti misti di appalto)      1. I contratti, nei settori ordinari o nei settori speciali,  o  le concessioni, che hanno in ciascun rispettivo ambito, ad oggetto due o piu’ tipi di prestazioni, sono aggiudicati  secondo  le  disposizioni applicabili al tipo di appalto che caratterizza l’oggetto  principale del  contratto  in  questione.  Nel  caso  di  contratti  misti.  che consistono in parte in servizi ai sensi della parte  II,  titolo  VI, capo II, e in parte in  altri  servizi.  oppure  in  contratti  misti comprendenti  in  parte  servizi  e  in  parte  forniture,  l’oggetto principale e’ determinato in base al valore stimato piu’ elevato  tra quelli dei rispettivi servizi o forniture . L’operatore economico che concorre alla procedura di affidamento di  un  contratto  misto  dev e possedere i requisiti di qualificazione e  capacita’  prescritti  dal presente  codice  per  ciascuna  prestazione  di   lavori,   servizi, forniture prevista dal contratto.    2. Ai contratti misti, nei settori ordinari e nei settori speciali, aventi per oggetto gli appalti contemplati nel presente codice  e  in altri regimi giuridici, si applicano i commi da 3 a 7.    3.  Se  le  diverse  parti  di  un   determinato   contratto   sono oggettivamente separabili, si applicano i commi  5,  6  e  7.  Se  le diverse parti di un determinato  contratto  sono  oggettivamente  non separabili, si applica il comma 9.    4. Se  una  parte  di  un  determinato  contratto  e’  disciplinata dall’articolo 346 del Trattato sul funzionamento dell’Unione  europea o dal decreto legislativo  15  novembre  2011,  n.  208,  si  applica l’articolo 160.    5. Nel caso di contratti aventi ad oggetto appalti disciplinati dal presente codice nonche’ appalti  che  non  rientrano  nell’ambito  di applicazione del presente decreto, le amministrazioni  aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori possono  scegliere  di  aggiudicare  appalti distinti per le parti distinte o di aggiudicare un appalto unico.  Se le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti  aggiudicatori  scelgono di aggiudicare appalti distinti per le parti distinte,  la  decisione che determina quale regime giuridico si applica a  ciascuno  di  tali appalti distinti e’ adottata in base alle caratteristiche della parte distinta di cui trattasi.    6. Se le amministrazioni aggiudicatrici o  gli  enti  aggiudicatori scelgono di aggiudicare un appalto  unico,  il  presente  decreto  si applica, salvo quanto previsto all’articolo  160,  all’appalto  misto che  ne  deriva,  a  prescindere  dal  valore  delle  parti  cui   si applicherebbe un diverso regime giuridico e dal regime giuridico  cui tali parti sarebbero state altrimenti soggette.    7. Nel caso di contratti misti che contengono elementi  di  appalti di forniture, lavori e servizi e di concessioni, il  contratto  misto e’ aggiudicato in conformita’ con le disposizioni del presente codice

che disciplinano gli appalti nei settori ordinari, purche’ il  valore stimato  della  parte  del  contratto  che  costituisce  un   appalto disciplinato da tali disposizioni, calcolato secondo l’articolo  167, sia pari o superiore alla soglia pertinente di cui all’articolo 35.    8. Nel caso di contratti aventi per oggetto sia appalti nei settori ordinari, sia appalti nei settori speciali, le norme applicabili sono determinate, fatti salvo i commi 5, 6 e 7, a norma dei commi da  1  a 12.    9.  Se  le  diverse  parti  di  un   determinato   contratto   sono oggettivamente non separabili, il  regime  giuridico  applicabile  e’ determinato  in  base  all’oggetto  principale   del   contratto   in questione.    10. Nei  settori  speciali,  nel  caso  di  contratti  destinati  a contemplare piu’ attivita’, gli enti aggiudicatori possono  scegliere di aggiudicare appalti distinti per  ogni  attivita’  distinta  o  di aggiudicare un appalto unico. Se gli enti aggiudicatori  scelgono  di aggiudicare appalti distinti, la decisione che  determina  il  regime giuridico applicabile a ciascuno di tali appalti distinti e’ adottata in base alle caratteristiche dell’attivita’ distinta di cui trattasi. In deroga ai commi da 1 a 9, per gli appalti nei settori speciali, se gli enti aggiudicatori decidono di aggiudicare un appalto  unico,  si applicano i commi 11 e  12.  Tuttavia,  quando  una  delle  attivita’ interessate  e’  disciplinata  dall’articolo  346  del  Trattato  sul funzionamento  dell’Unione  europea  o  dal  decreto  legislativo  15 novembre 2011, n. 208, si applica l’articolo  160.  La  decisione  di aggiudicare un unico appalto e di aggiudicare piu’  appalti  distinti non puo’ essere adottata, tuttavia, allo scopo di escludere l’appalto o gli appalti dall’ambito di applicazione del presente codice.    11. A un appalto destinato  all’esercizio  di  piu’  attivita’  nei settori  speciali  si  applicano  le   disposizioni   relative   alla principale attivita’ cui e’ destinato.    12. Nel  caso  degli  appalti  nei  settori  speciali  per  cui  e’ oggettivamente  impossibile  stabilire  a   quale   attivita’   siano principalmente   destinati,   le   disposizioni   applicabili    sono determinate come segue:    a) l’appalto e’ aggiudicato secondo le  disposizioni  del  presente codice che disciplinano gli appalti nei settori ordinari se una delle attivita’  cui  e’  destinato   l’appalto   e’   disciplinata   dalle disposizioni relative all’aggiudicazione degli  appalti  nei  settori ordinari e l’altra  dalle  disposizioni  relative  all’aggiudicazione degli appalti nei settori speciali;    b) l’appalto e’ aggiudicato secondo le  disposizioni  del  presente codice che disciplinano gli appalti nei settori speciali se una delle attivita’  cui  e’  destinato   l’appalto   e’   disciplinata   dalle disposizioni relative all’aggiudicazione degli  appalti  nei  settori speciali e l’altra  dalle  disposizioni  relative  all’aggiudicazione delle concessioni;    c) l’appalto e’ aggiudicato secondo il presente codice se una delle attivita’  cui  e’  destinato   l’appalto   e’   disciplinata   dalle disposizioni relative all’aggiudicazione degli  appalti  nei  settori speciali e l’altra non e’ soggetta ne’ a  tali  disposizioni,  ne’  a quelle relative all’aggiudicazione degli appalti nei settori ordinari o alle disposizioni relative all’aggiudicazione delle concessioni.    13. Le stazioni appaltanti  ricorrono  alle  procedure  di  cui  al presente articolo solo nei casi  in  cui  l’elemento  tecnologico  ed innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori, prevedendo  la  messa  a gara del progetto esecutivo.                                     Art. 29

(Principi in materia di trasparenza)      1. Tutti gli atti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori relativi alla programmazione di lavori, opere,  servizi e forniture, nonche’ alle  procedure  per  l’affidamento  di  appalti pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi  pubblici di progettazione, di concorsi di  idee  e  di  concessioni,  compresi quelli tra enti nell’ambito del settore pubblico di cui  all’articolo 5, ove non considerati riservati ai sensi  dell’articolo  112  ovvero secretati ai sensi dell’articolo  162,  devono  essere  pubblicati  e aggiornati   sul   profilo    del    committente,    nella    sezione “Amministrazione trasparente”, con l’applicazione delle  disposizioni di cui al decreto legislativo 14  marzo  2013,  n.  33.  Al  fine  di consentire  l’eventuale  proposizione  del  ricorso  ai  sensi  dell’ articolo 120 del codice del processo  amministrativo,  sono  altresi’ pubblicati, nei successivi due giorni  dalla  data  di  adozione  dei relativi atti, il provvedimento che  determina  le  esclusioni  dalla procedura di affidamento e le ammissioni all’esito delle  valutazioni dei      requisiti      soggettivi,      economico-finanziari       e tecnico-professionali. E’ inoltre pubblicata  la  composizione  della commissione giudicatrice e i curricula  dei  suoi  componenti.  Nella stessa sezione sono  pubblicati  anche  i  resoconti  della  gestion e finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione.    2. Gli atti di cui al comma 1,  nel  rispetto  di  quanto  previsto dall’articolo 53,sono, altresi’, pubblicati sul  sito  del  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  sulla  piattaforma  digitale istituita presso  l’ANAC,  anche  tramite  i  sistemi  informatizzati regionali,  di  cui  al  comma  4,  e  le  piattaforme  regionali  di e-procurement interconnesse tramite cooperazione applicativa.    3. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano collaborano con gli organi dello Stato alla tutela della  trasparenza e della legalita’ nel settore dei contratti pubblici. In particolare, operano in ambito territoriale a supporto delle  stazioni  appaltanti nell’attuazione del presente codice ed nel monitoraggio delle fasi di programmazione, affidamento ed esecuzione dei contratti.    4. Per i  contratti  e  gli  investimenti  pubblici  di  competenza regionale o di enti territoriali, le stazioni  appaltanti  provvedono all’assolvimento degli obblighi informativi e di pubblicita’ disposti dal presente codice, tramite i sistemi informatizzati regionali,  che devono  comunque  garantire  l’interscambio  delle   informazioni   e l’interoperabilita’, tramite cooperazione applicativa, dei rispettivi sistemi e delle piattaforme telematiche con le banche dati  dell’ANAC e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.                                     Art. 30      (Principi  per  l’aggiudicazione  e   l’esecuzione   di   appalti   e                             concessioni)      1. L’affidamento  e  l’esecuzione  di  appalti  di  opere,  lavori, servizi, forniture  e  concessioni,  ai  sensi  del  presente  codice garantisce la qualita’ delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicita’,  efficacia,  tempestivita’  e  correttezza. Nell’affidamento degli  appalti  e  delle  concessioni,  le  stazioni appaltanti rispettano, altresi’, i principi  di  libera  concorrenza, non  discriminazione,  trasparenza,  proporzionalita’,   nonche’   di pubblicita’  con  le  modalita’  indicate  nel  presente  codice.  Il principio di economicita’ puo’ essere subordinato, nei limiti in  cui e’ espressamente  consentito  dalle  norme  vigenti  e  dal  presente codice, ai criteri, previsti nel bando, ispirati a esigenze  sociali, nonche’ alla  tutela  della  salute,  dell’ambiente,  del  patrimonio

culturale e alla promozione dello  sviluppo  sostenibile,  anche  dal punto di vista energetico.    2.Le  stazioni  appaltanti  non  possono  limitare  in  alcun  modo artificiosamente la concorrenza allo scopo di favorire o svantaggiare indebitamente  taluni  operatori  economici  o,  nelle  procedure  di aggiudicazione delle  concessioni,  compresa  la  stima  del  valore, taluni lavori, forniture o servizi.    3.Nell’esecuzione  di  appalti  pubblici  e  di  concessioni,   gli operatori economici rispettano gli obblighi  in  materia  ambientale, sociale e del lavoro stabiliti dalla normativa europea  e  nazionale, dai contratti collettivi o dalle disposizioni internazionali elencate nell’allegato X.    4.Al personale impiegato nei lavori oggetto di appalti  pubblici  e concessioni  e’  applicato  il  contratto  collettivo   nazionale   e territoriale in vigore per il settore e per la zona  nella  quale  si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato  dalle  associazioni  dei datori   e   dei   prestatori   di   lavoro   comparativamente   piu’ rappresentative sul  piano  nazionale  e  quelli  il  cui  ambito  di applicazione  sia  strettamente  connesso  con  l’attivita’   oggetto dell’appalto o della concessione svolta dall’impresa anche in maniera prevalente.    5. In caso di inadempienza contributiva  risultante  dal  documento unico di regolarita’ contributiva  relativo  a  personale  dipendente dell’affidatario o del subappaltatore  o  dei  soggetti  titolari  di subappalti   e   cottimi   di   cui   all’articolo   105,   impiegato nell’esecuzione del contratto, la stazione appaltante  trattiene  dal certificato di pagamento  l’importo  corrispondente  all’inadempienza per il  successivo  versamento  diretto  agli  enti  previdenziali  e assicurativi, compresa, nei  lavori,  la  cassa  edile.  Sull’importo netto progressivo delle prestazioni e’  operata  una  ritenuta  dello 0,50 per cento; le ritenute possono  essere  svincolate  soltanto  in sede di liquidazione  finale,  dopo  l’approvazione  da  parte  della stazione appaltante del certificato di  collaudo  o  di  verifica  d i conformita’, previo  rilascio  del  documento  unico  di  regolarita’ contributiva.    6. In caso di ritardo nel pagamento delle  retribuzioni  dovute  al personale di cui al comma 5, il responsabile unico  del  procedimento invita per  iscritto  il  soggetto  inadempiente,  ed  in  ogni  caso l’affidatario, a provvedervi entro i successivi quindici giorni.  Ove non sia stata contestata formalmente e  motivatamente  la  fondatezza della  richiesta  entro  il  termine  sopra  assegnato,  la  stazione appaltante paga anche in corso d’opera direttamente ai lavoratori  le retribuzioni arretrate, detraendo il  relativo  importo  dalle  somme dovute all’affidatario del contratto ovvero  dalle  somme  dovute  al subappaltatore inadempiente nel caso in cui sia previsto il pagamento diretto ai sensi dell’articolo 105.    7. I criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da  non escludere le microimprese, le piccole e le medie imprese.    8. Per quanto non espressamente  previsto  nel  presente  codice  e negli atti attuativi, alle procedure  di  affidamento  e  alle  altre attivita’  amministrative  in  materia  di  contratti   pubblici   si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto  1990,  n.  241, alla stipula del contratto e alla fase di esecuzione si applicano  le disposizioni del codice civile.                                     Art. 31      (Ruolo e funzioni del responsabile del procedimento negli  appalti  e                          nelle concessioni)      1. Per ogni singola procedura per l’affidamento di un appalto o  di

una concessione le  stazioni  appaltanti  nominano,  nel  primo  atto relativo ad  ogni  singolo  intervento,  un  responsabile  unico  del procedimento  (RUP)  per  le   fasi   della   programmazione,   della progettazione,   dell’affidamento,   dell’esecuzione.   Le   stazioni appaltanti che ricorrono ai sistemi di  acquisto  e  di  negoziazione delle centrali  di  committenza  nominano,  per  ciascuno  dei  detti acquisti, un responsabile del procedimento che assume specificamente, in ordine al singolo acquisto, il ruolo  e  le  funzioni  di  cui  al presente articolo. Fatto salvo quanto previsto al comma 10, il RUP e’ nominato con  atto  formale  del  soggetto  responsabile  dell’unita’ organizzativa, che deve essere di livello apicale, tra  i  dipendenti di ruolo addetti all’unita’ medesima, dotati del  necessario  livello di inquadramento giuridico in relazione alla struttura della pubblica amministrazione e di competenze professionali adeguate  in  relazione ai compiti per cui e’ nominato.  Laddove  sia  accertata  la  carenza nell’organico della suddetta unita’ organizzativa, il RUP e’ nominato tra gli altri dipendenti in servizio. L’ufficio di responsabile unico del procedimento e’ obbligatorio e non puo’ essere rifiutato.    2. Il nominativo del RUP e’ indicato nel bando o avviso con cui  si indice la gara per l’affidamento del contratto  di  lavori,  servizi, forniture, ovvero, nelle procedure in cui non vi sia bando  o  avviso con cui si indice la gara, nell’invito a presentare un’offerta.    3. IlRUP, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, svolge  tutti i compiti relativi alle procedure di  programmazione,  progettazione, affidamento ed esecuzione previste dal presente codice, che non siano specificatamente attribuiti ad altri organi o soggetti.    4. Oltre ai compiti specificatamente previsti da altre disposizioni del codice, in particolare, il RUP:    a) formula proposte e fornisce dati e informazioni  al  fine  della predisposizione del programma triennale dei  lavori  pubblici  e  dei relativi aggiornamenti annuali, nonche’ al fine della predisposizione di ogni altro atto di programmazione di contratti pubblici di servizi e   di   forniture   e   della   predisposizione    dell’avviso    di preinformazione;    b) cura, in  ciascuna  fase  di  attuazione  degli  interventi,  il controllo sui  livelli  di  prestazione,  di  qualita’  e  di  prezzo determinati in coerenza alla copertura  finanziaria  e  ai  tempi  di realizzazione dei programmi;    c) cura il corretto e razionale svolgimento delle procedure;    d)   segnala   eventuali    disfunzioni,    impedimenti,    ritardi nell’attuazione degli interventi;    e) accerta la libera disponibilita’ di aree e immobili necessari;    f)  fornisce  all’amministrazione  aggiudicatrice  i  dati   e   le informazioni   relativi   alle   principali   fasi   di   svolgimento dell’attuazione  dell’intervento,  necessari   per   l’attivita’   di coordinamento, indirizzo e controllo di sua competenza e sorveglia la efficiente gestione economica dell’intervento;    g) propone all’amministrazione aggiudicatrice la conclusione di  un accordo di programma, ai sensi delle norme vigenti, quando  si  rende necessaria   l’azione   integrata    e    coordinata    di    diverse amministrazioni;    h) propone l’indizione o, ove competente, indice la  conferenza  di servizi ai sensi della legge  7  agosto  1990,  n.  241,  quando  sia necessario o utile per l’acquisizione di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, permessi,  licenze,  nulla  osta,  assensi,  comunque denominati;    i) verifica e vigila sul rispetto delle  prescrizioni  contrattuali nelle concessioni.    5. L’ANAC con  proprio  atto,  da  adottare  entro  novanta  giorni dall’entrata in vigore del presente codice, definisce una  disciplina di maggiore dettaglio sui compiti specifici del  RUP,  nonche’  sugli ulteriori requisiti di professionalita’ rispetto  a  quanto  disposto dal presente codice,  in  relazione  alla  complessita’  dei  lavori.

Determina, altresi’, l’importo massimo e  la  tipologia  dei  lavori, servizi e forniture per  i  quali  il  RUP  puo’  coincidere  con  il progettista o con il direttore dell’esecuzione  del  contratto.  Fino all’adozione di detto atto si applica l’articolo 216, comma 8.    6.  Per  i  lavori  e  i   servizi   attinenti   all’ingegneria   e all’architettura il RUP deve essere un tecnico; ove non sia  presente tale  figura  professionale,  le  competenze   sono   attribuite   al responsabile del servizio al quale attiene il lavoro da realizzare.    7. Nel caso di appalti di  particolare  complessita’  in  relazione all’opera da realizzare ovvero alla specificita’  della  fornitura  o del servizio, che richiedano necessariamente valutazioni e competenze altamente specialistiche,  il  responsabile  unico  del  procedimento propone alla stazione appaltante di conferire  appositi  incarichi  a supporto dell’intera procedura o di parte di essa, da individuare sin dai primi atti di gara.    8. Gli incarichi di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione,  direzione  dei  lavori,  coordinamento  della sicurezza in fase di esecuzione, di collaudo, nonche’ gli in  carichi che  la  stazione  appaltante  ritenga  indispensabili   a   supporto dell’attivita’  del  responsabile  unico  del  procedimento,  vengono conferiti secondo le procedure di cui al presente codice e,  in  caso di importo pari o inferiore  alla  soglia  di  40.000  euro,  possono essere affidati in via diretta. L’affidatario non puo’ avvalersi  del subappalto, fatta eccezione per indagini  geologiche,  geotecniche  e sismiche,   sondaggi,   rilievi,   misurazioni   e    picchettazioni, predisposizione  di  elaborati  specialistici  e  di  dettaglio,  con esclusione delle relazioni geologiche, nonche’ per la sola  redazione grafica  degli  elaborati  progettuali.  Resta,  comunque,  ferma  la responsabilita’ esclusiva del progettista.    9. La stazione appaltante, allo scopo  di  migliorare  la  qualita’ della  progettazione  e  della  programmazione   complessiva,   puo’, nell’ambito della propria autonomia organizzativa e nel rispetto  dei limiti previsti dalla  vigente  normativa,  istituire  una  struttura stabile a supporto dei RUP, anche alle dirette dipendenze del vertice della  pubblica  amministrazione  di  riferimento.  Con  la  medesima finalita’,  nell’ambito  della  formazione  obbligatoria,   organizza attivita’ formativa specifica per tutti  i  dipendenti  che  hanno  i requisiti di inquadramento idonei al  conferimento  dell’incarico  di RUP, anche in materia di metodi  e  strumenti  elettronici  specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture.    10. Le stazioni appaltanti che non sono pubbliche amministrazioni o enti pubblici individuano, secondo i propri ordinamenti, uno  o  piu’ soggetti  cui  affidare  i  compiti  propri  del   responsabile   del procedimento, limitatamente al  rispetto  delle  norme  del  presente decreto alla cui osservanza sono tenuti.    11. Nel caso in cui l’organico della stazione  appaltante  presenti carenze accertate o in esso  non  sia  compreso  nessun  soggetto  in possesso  della  specifica   professionalita’   necessaria   per   lo svolgimento dei compiti propri del RUP, secondo quanto attestato  dal dirigente competente, i compiti di  supporto  all’attivita’  del  RUP possono essere affidati,  con  le  procedure  previste  dal  presente codice, ai soggetti aventi  le  specifiche  competenze  di  carattere tecnico,  economico-finanziario,  amministrativo,   organizzativo   e legale, dotati di  adeguata  polizza  assicurativa  a  copertura  dei rischi  professionali  come  previsto  dall’articolo  24,  comma   4, assicurando comunque il rispetto dei principi  di  pubblicita’  e  di trasparenza. Resta fermo  il  divieto  di  frazionamento  artificioso delle prestazioni allo  scopo  di  sottrarle  alle  disposizioni  del presente codice. Agli affidatari dei servizi di supporto  di  cui  a l presente comma si applicano le disposizioni  di  incompatibilita’  di cui all’articolo 24, comma 7, comprensive di eventuali  incarichi  di progettazione.    12. Il soggetto responsabile dell’unita’  organizzativa  competente

in relazione all’intervento, individua preventivamente  le  modalita’ organizzative e gestionali attraverso le quali garantire il controllo effettivo da parte della stazione  appaltante  sull’esecuzione  delle prestazioni, programmando accessi diretti del RUP o del direttore dei lavori sul luogo dell’esecuzione stessa, nonche’ verifiche,  anche  a sorpresa, sull’effettiva ottemperanza a tutte le misure mitigative  e compensative, alle prescrizioni in materia ambientale, paesaggistica, storico-architettonica, archeologica e di tutela della  salute  umana impartite dagli enti e dagli organismi competenti.  Il  documento  di programmazione,  corredato  dalla  successiva  relazione  su   quanto effettivamente   effettuato,   costituisce    obiettivo    strategico nell’ambito del piano della performance  organizzativa  dei  soggetti interessati  e  conseguentemente  se  ne  tiene  conto  in  sede   di valutazione dell’indennita’ di risultato. La valutazione di  suddetta attivita’  di  controllo  da  parte  dei  competenti   organismi   di valutazione incide anche sulla corresponsione degli incentivi di  cui all’articolo 113.    13. E’ vietata, negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale e nelle altre formule di partenariato pubblico-privato, l’attribuzione dei compiti  di  responsabile  unico del procedimento, responsabile dei lavori, direttore dei  lavori,  di collaudatore   allo   stesso   contraente   generale    o    soggetto aggiudicatario  dei  contratti  di  partenariato  pubblico-privato  o soggetti ad essi collegati.    14. Le centrali  di  committenza  e  le  aggregazioni  di  stazioni appaltanti designano un RUP per le attivita’  di  propria  competenza con  i  compiti  e  le  funzioni  determinate  dalla  specificita’  e complessita’ dei processi di acquisizione gestiti direttamente.      Art.32                    (Fasi delle procedure di affidamento)      1. Le procedure di affidamento dei contratti pubblici  hanno  luogo nel rispetto degli atti di programmazione delle  stazioni  appaltanti previsti dal presente codice o dalle norme vigenti.    2. Prima dell’avvio delle procedure di  affidamento  dei  contratti pubblici,  le  stazioni  appaltanti,   in   conformita’   ai   propri ordinamenti, decretano o determinano di contrarre,  individuando  gli elementi essenziali del contratto e  i  criteri  di  selezione  degli operatori economici e delle offerte.    3. La selezione dei partecipanti e delle offerte  avviene  mediante uno dei sistemi e secondo i criteri previsti dal presente codice.    4. Ciascun concorrente non  puo’  presentare  piu’  di  un’offerta. L’offerta  e’  vincolante  per  il  periodo  indicato  nel  bando   o nell’invito e, in caso di mancata indicazione, per centottanta giorni dalla scadenza del termine per  la  sua  presentazione.  La  stazione appaltante puo’ chiedere agli  offerenti  il  differimento  di  detto termine.    5. La  stazione  appaltante,  previa  verifica  della  proposta  di aggiudicazione  ai  sensi  dell’articolo  33,   comma   1,   provvede all’aggiudicazione.    6. L’aggiudicazione  non  equivale  ad  accettazione  dell’offerta. L’offerta  dell’aggiudicatario  e’  irrevocabile  fino   al   termine stabilito nel comma 8.    7. L’aggiudicazione diventa efficace dopo la verifica del  possesso dei prescritti requisiti.    8. Divenuta efficace l’aggiudicazione, e  fatto  salvo  l’esercizio dei poteri di autotutela nei casi consentiti dalle norme vigenti,  la stipulazione del contratto di appalto o di concessione ha luogo entro i successivi sessanta giorni,  salvo  diverso  termine  previsto  nel bando o nell’invito ad  offrire,  ovvero  l’ipotesi  di  differimento espressamente concordata con l’aggiudicatario. Se la stipulazione del

contratto non avviene nel  termine  fissato,  l’aggiudicatario  puo’, mediante atto notificato alla  stazione  appaltante,  sciogliersi  da ogni vincolo o recedere dal contratto. All’aggiudicatario non  spetta alcun  indennizzo,  salvo  il  rimborso  delle   spese   contrattuali documentate. Nel caso di lavori, se e’ intervenuta  la  consegna  dei lavori in via di urgenza e nel caso di servizi e forniture, se si  e’ dato  avvio  all’esecuzione   del   contratto   in   via   d’urgenza , l’aggiudicatario ha diritto al rimborso  delle  spese  sostenute  per l’esecuzione dei  lavori  ordinati  dal  direttore  dei  lavori,  ivi comprese quelle per  opere  provvisionali.  Nel  caso  di  servizi  e forniture, se si e’ dato avvio all’esecuzione del  contratto  in  via d’urgenza,  l’aggiudicatario  ha  diritto  al  rimborso  delle  spese sostenute per  le  prestazioni  espletate  su  ordine  del  direttore dell’esecuzione. L’esecuzione d’urgenza di cui al presente  comma  e’ ammessa  esclusivamente  nelle  ipotesi  di   eventi   oggettivamente imprevedibili, per ovviare a  situazioni  di  pericolo  per  persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero  per il patrimonio storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della  prestazione  dedotta  nella  gara determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che e’ destinata a soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari.    9. Il  contratto  non  puo’  comunque  essere  stipulato  prima  di trentacinque giorni dall’invio dell’ultima  delle  comunicazioni  del provvedimento di aggiudicazione.    10. Il termine dilatorio di cui al  comma  9  non  si  applica  nei seguenti casi:    a) se, a seguito di pubblicazione di bando  o  avviso  con  cui  si indice una gara o dell’inoltro degli inviti nel rispetto del presente codice, e’ stata presentata o e’ stata ammessa una sola offerta e non sono state tempestivamente proposte impugnazioni del  bando  o  della lettera di invito o queste impugnazioni risultano gia’  respinte  con decisione definitiva;    b) nel caso di un appalto  basato  su  un  accordo  quadro  di  cui all’articolo 54,nel caso di appalti specifici basati  su  un  sistema dinamico di acquisizione di cui all’articolo 55,nel caso di  acquisto effettuato  attraverso  il  mercato  elettronico  e   nel   caso   di affidamenti effettuati ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettere a) e b).    11. Se e’ proposto ricorso avverso l’aggiudicazione con contestuale domanda cautelare,  il  contratto  non  puo’  essere  stipulato,  dal momento della  notificazione  dell’istanza  cautelare  alla  stazione appaltante e per i successivi venti giorni, a  condizione  che  entro tale termine intervenga almeno il provvedimento  cautelare  di  primo grado o la pubblicazione del  dispositivo  della  sentenza  di  primo grado in caso di decisione del merito  all’udienza  cautelare  ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se  successiva.  L’effetto sospensivo sulla stipula del contratto cessa quando, in sede di esame della domanda cautelare, il giudice si dichiara incompetente ai sensi dell’articolo 15, comma 4, del codice del processo amministrativo  di cui all’Allegato 1 al decreto legislativo 2  luglio  2010,  n.104,  o fissa con ordinanza la data di discussione del merito senza concedere misure cautelari o rinvia al giudizio di merito l’esame della domanda cautelare, con il consenso delle parti, da intendersi quale implicita rinuncia all’immediato esame della domanda cautelare.    12.  Il  contratto  e’  sottoposto   alla   condizione   sospensiva dell’esito  positivo  dell’eventuale  approvazione  e   degli   altri controlli previsti dalle norme proprie delle stazioni appaltanti.    13. L’esecuzione del contratto puo’ avere inizio solo dopo  che  lo stesso e’ divenuto efficace,  salvo  che,  in  casi  di  urgenza,  la stazione appaltante ne chieda l’esecuzione  anticipata,  nei  modi  e alle condizioni previste al comma 8.    14. Il contratto  e’  stipulato,  a  pena  di  nullita’,  con  atto pubblico  notarile  informatico,  ovvero,  in  modalita’  elettronica

secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante,  in  forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante della  stazione appaltante  o  mediante  scrittura  privata  in  caso  di   procedura negoziata ovvero per gli  affidamenti  di  importo  non  superiore  a 40.000 euro  mediante  corrispondenza  secondo  l’uso  del  commercio consistente in un apposito scambio di lettere,  anche  tramite  posta elettronica  certificata  o  strumenti  analoghi  negli  altri  Stati membri.                                     Art. 33              (Controlli sugli atti delle procedure di affidamento)      1. La  proposta  di  aggiudicazione  e’  soggetta  ad  approvazione dell’organo   competente   secondo   l’ordinamento   della   stazione appaltante  e  nel  rispetto  dei  termini  dallo  stesso   previsti, decorrenti dal ricevimento della proposta di aggiudicazione da  parte dell’organo competente. In mancanza, il  termine  e’  pari  a  trenta giorni. Il termine e’ interrotto dalla  richiesta  di  chiarimenti  o documenti e inizia nuovamente a decorrere da quando i  chiarimenti  o documenti pervengono all’organo richiedente. Decorsi tali termini, la proposta di aggiudicazione si intende approvata.    2. L’eventuale approvazione del  contratto  stipulato  avviene  nel rispetto dei termini e secondo procedure analoghe a quelle di cui  al comma 1. L’approvazione del  contratto  e’  sottoposta  ai  controlli previsti dai rispettivi ordinamenti delle stazioni appaltanti.                                     Art. 34               (Criteri di sostenibilita’ energetica e ambientale)      1. Le stazioni appaltanti  contribuiscono  al  conseguimento  degli obiettivi   ambientali   previsti   dal   Piano   d’azione   per   la sostenibilita’ ambientale dei  consumi  nel  settore  della  pubblica amministrazione  attraverso   l’inserimento,   nella   documentazione progettuale e di gara,  almeno  delle  specifiche  tecniche  e  delle clausole  contrattuali  contenute  nei  criteri   ambientali   minimi adottati con decreto del Ministro dell’ambiente e  della  tutela  del territorio e del mare e conformemente, in riferimento all’acquisto di prodotti e  servizi  nei  settori  della  ristorazione  collettiva  e fornitura di derrate alimentari,  a  quanto  specificamente  previsto all’ articolo 144.    2. I criteri ambientali minimi definiti dal decreto di cui al comma 1 sono tenuti in considerazione  anche  ai  fini  della  stesura  dei documenti  di  gara  per  l’applicazione  del  criterio  dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, ai sensi dell’articolo 95, comma  6. Nel  caso  dei  contratti  relativi  ai   servizi   di   ristorazione ospedaliera, assistenziale, scolastica e sociale di cui  all’articolo 95, comma 3, lettera a), e  dei  contratti  relativi  ai  servizi  di ristorazione di  cui  all’articolo  144,  il  suddetto  decreto  puo’ stabilire che l’obbligo di cui al comma 1 si applichi anche  per  una quota inferiore al 50 per cento del valore a base d’asta. Negli altri casi il medesimo obbligo si applica per gli affidamenti di  qualunque importo, per almeno il  50  per  cento  del  valore  a  base  d’asta, relativamente alle categorie di forniture e affidamenti non  connesse agli usi finali di energia e oggetto dei criteri  ambientali  minimi, mentre si applica per l’intero valore delle gare, relativamente  alle categorie di appalto con le quali  si  puo’  conseguire  l’efficienza energetica negli usi finali quali:

  1. a) acquisto  di  lampade  a  scarica  ad   alta   intensita’,   di alimentatori  elettronici  e  di  moduli  a  LED  per   illuminazione pubblica, acquisto di apparecchi di illuminazione  per  illuminazione pubblica e affidamento del servizio di progettazione di  impianti  di illuminazione pubblica;    b)  attrezzature  elettriche  ed  elettroniche   d’ufficio,   quali personal   computer,   stampanti,    apparecchi    multifunzione    e fotocopiatrici;    c) servizi energetici per gli edifici, servizio di illuminazione  e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento di edifici;    d) affidamento di servizi di progettazione e lavori  per  la  nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione  di  edifici  e  per  la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.    Con decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del territorio e del  mare  puo’  essere  previsto,  altresi’,  l’aumento progressivo della percentuale del 50 per  cento  del  valore  a  base d’asta indicato al comma 2.

PARTE II CONTRATTI DI APPALTO PER LAVORI SERVIZI E FORNITURE TITOLO I RILEVANZA COMUNITARIA E CONTRATTI SOTTO SOGLIA

Art. 35      (Soglie di rilevanza comunitaria  e  metodi  di  calcolo  del  valore                        stimato degli appalti)      1. Le disposizioni del presente codice si  applicano  ai  contratti pubblici il cui importo, al netto dell’imposta sul  valore  aggiunto, e’ pari o superiore alle soglie seguenti:    a) euro 5.225.000 per gli appalti  pubblici  di  lavori  e  per  le concessioni;    b) euro 135.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per  i  concorsi  pubblici   di   progettazione   aggiudicati   dalle amministrazioni  aggiudicatrici  che   sono   autorita’   governative centrali indicate nell’allegato  III;  se  gli  appalti  pubblici  di forniture sono aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici operanti nel settore della difesa, questa soglia si applica solo agli  appalti concernenti i prodotti menzionati nell’allegato VIII;    c) euro 209.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per   i   concorsi   pubblici   di   progettazione   aggiudicati   da amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali; tale soglia  si  applica anche agli appalti pubblici di forniture aggiudicati dalle  autorita’ governative centrali che operano nel settore della difesa,  allorche’ tali appalti concernono prodotti non menzionati nell’allegato VIII;    d) euro 750.000 per gli appalti  di  servizi  sociali  e  di  altri servizi specifici elencati all’allegato IX.    2. Il presente codice si applica anche ai  contratti  pubblici  nei settori speciali il cui valore,  al  netto  dell’imposta  sul  valore aggiunto, e’ pari o superiore alle soglie seguenti:    a) euro 5.225.000 per gli appalti di lavori;    b) euro 418. 000 per gli appalti di forniture, di servizi e  per  i concorsi pubblici di progettazione;    c) euro 1.000.000 per i contratti di servizi, per i servizi sociali e altri servizi specifici elencati all’allegato IX.    3. Le soglie  di  cui  al  presente  articolo  sono  periodicamente rideterminate con provvedimento della Commissione europea, che  trova

diretta applicazione alla data di entrata in vigore a  seguito  della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.    4. Il calcolo del valore stimato di un appalto pubblico di  lavori, servizi e forniture e’ basato sull’importo totale pagabile, al  netto dell’IVA, valutato dall’amministrazione  aggiudicatrice  o  dall’ente aggiudicatore. Il calcolo tiene conto dell’importo  massimo  stimato, ivi compresa qualsiasi forma  di  eventuali  opzioni  o  rinnovi  del contratto esplicitamente stabiliti  nei  documenti  di  gara.  Quando l’amministrazione aggiudicatrice  o  l’ente  aggiudicatore  prevedono premi o pagamenti per i candidati o gli offerenti, ne  tengono  conto nel calcolo del valore stimato dell’appalto.    5. Se un’amministrazione aggiudicatrice  o  un  ente  aggiudicatore sono composti da unita’ operative distinte,  il  calcolo  del  valore stimato di un appalto tiene conto del valore totale stimato per tutte le singole unita’  operative.  Se  un’unita’  operativa  distinta  e’ responsabile  in  modo  indipendente  del  proprio   appalto   o   di determinate categorie di esso, il  valore  dell’appalto  puo’  essere stimato con riferimento al valore  attribuito  dall’unita’  operativa distinta.    6. La scelta del metodo per il calcolo del  valore  stimato  di  un appalto o concessione non  puo’  essere  fatta  con  l’intenzione  di escluderlo  dall’ambito  di  applicazione  delle   disposizioni   del presente codice relative alle soglie europee.  Un  appalto  non  puo’ essere frazionato allo scopo di evitare  l’applicazione  delle  norme del presente codice tranne nel  caso  in  cui  ragioni  oggettive  lo giustifichino.    7. Il  valore  stimato  dell’appalto  e’  quantificato  al  momento dell’invio dell’avviso di indizione di gara o del bando  di  gara  o, nei casi in cui non sia prevista un’indizione di gara, al momento  in cui l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore avvia  la procedura di affidamento del contratto.    8. Divenuta efficace l’aggiudicazione, e  fatto  salvo  l’esercizio dei poteri di autotutela nei casi consentiti dalle norme vigenti,  la stipulazione del contratto di appalto o di concessione ha luogo entro i successivi sessanta giorni,  salvo  diverso  termine  previsto  nel bando o nell’invito ad  offrire,  ovvero  l’ipotesi  di  differimento espressamente concordata con l’aggiudicatario. Se la stipulazione del contratto non avviene nel  termine  fissato,  l’aggiudicatario  puo’, mediante atto notificato alla  stazione  appaltante,  sciogliersi  da ogni vincolo o recedere dal contratto. All’aggiudicatario non  spetta alcun  indennizzo,  salvo  il  rimborso  delle   spese   contrattuali documentate. Nel caso di lavori, se e’ intervenuta  la  consegna  dei lavori in via di urgenza e nel caso di servizi e forniture, se si  e’ dato  avvio  all’esecuzione   del   contratto   in   via   d’urgenza, l’aggiudicatario ha diritto al rimborso  delle  spese  sostenute  per l’esecuzione dei  lavori  ordinati  dal  direttore  dei  lavori,  ivi comprese quelle per  opere  provvisionali.  Nel  caso  di  servizi  e forniture, se si e’ dato avvio all’esecuzione del  contratto  in  via d’urgenza,  l’aggiudicatario  ha  diritto  al  rimborso  delle  spese sostenute per  le  prestazioni  espletate  su  ordine  del  direttore dell’esecuzione. L’esecuzione d’urgenza di cui al presente  comma  e’ ammessa  esclusivamente  nelle  ipotesi  di   eventi   oggettivamente imprevedibili, per ovviare a  situazioni  di  pericolo  per  persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero  per il patrimonio storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della  prestazione  dedotta  nella  gara determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che e’ destinata a soddisfare , ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari.    9. Per i contratti relativi a lavori e servizi:    a) quando un’opera prevista o una prestazione di servizi puo’  dare luogo ad appalti aggiudicati contemporaneamente per  lotti  distinti, e’ computato il valore complessivo stimato della  totalita’  di  tali lotti;

  1. b) quando il valore cumulato dei lotti e’ pari  o  superiore  alle soglie di cui ai commi 1 e 2, le disposizioni del presente codice  si applicano all’aggiudicazione di ciascun lotto.    Per gli appalti di forniture:    a) quando un progetto volto ad  ottenere  forniture  omogenee  puo’ dare  luogo  ad  appalti  aggiudicati  contemporaneamente  per  lotti distinti, nell’applicazione delle soglie di cui  ai  commi  1  e  2e’ computato il valore  complessivo  stimato  della  totalita’  di  tali lotti;    b) quando il valore cumulato dei lotti e’  pari  o  superiore  alle soglie di cui ai commi 1 e 2, le disposizioni del presente codice  si applicano all’aggiudicazione di ciascun lotto.    11.  In  deroga  a  quanto  previsto  dai  commi  8,  9  e  10,  le amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli  enti  aggiudicatori  possono aggiudicare  l’appalto  per  singoli   lotti   senza   applicare   le disposizioni del presente codice, quando il valore stimato  al  netto dell’IVA del lotto sia inferiore a euro 80.000 per le forniture  o  i servizi oppure a euro 1.000.000  per  i  lavori,  purche’  il  valore cumulato dei lotti aggiudicati non superi il 20 per cento del  valore complessivo di tutti i lotti in cui  sono  stati  frazionati  l’opera prevista, il progetto di acquisizione delle forniture omogenee, o  il progetto di prestazione servizi.    12. Se gli appalti pubblici di forniture o  di  servizi  presentano caratteri di regolarita’ o sono destinati ad essere  rinnovati  entro un determinato periodo, e’ posto come base per il calcolo del  valore stimato dell’appalto:    a) il valore reale complessivo dei  contratti  analoghi  successivi conclusi nel  corso  dei  dodici  mesi  precedenti  o  dell’esercizio precedente, rettificato, ove possibile, al fine di tenere  conto  dei cambiamenti in termini  di  quantita’  o  di  valore  che  potrebbero sopravvenire nei dodici mesi successivi al contratto iniziale;    b)  il  valore  stimato  complessivo   dei   contratti   successivi aggiudicati nel corso dei dodici mesi successivi alla prima  consegna o nel corso dell’esercizio, se questo e’ superiore ai dodici mesi.    13. Per gli appalti pubblici di forniture  aventi  per  oggetto  la locazione finanziaria,  la  locazione  o  l’acquisto  a  riscatto  di prodotti, il valore da assumere come base per il calcolo  del  valore stimato dell’appalto e’ il seguente:    a)per gli appalti pubblici di durata determinata pari o inferiore a dodici mesi, il valore stimato complessivo per la durata dell’appalto o, se la durata supera i dodici  mesi,  il  valore  complessivo,  ivi compreso il valore stimato dell’importo residuo;    b) per gli appalti pubblici di durata indeterminata o che non  puo’ essere definita, il valore mensile moltiplicato per quarantotto.    14. Per gli appalti pubblici di servizi, il valore  da  porre  come base per il calcolo del valore stimato dell’appalto,  a  seconda  del tipo di servizio, e’ il seguente:    a) per i servizi assicurativi: il premio da pagare e altre forme di remunerazione;    b) per i servizi bancari e altri servizi finanziari:  gli  onorari, le  commissioni  da  pagare,  gli  interessi   e   altre   forme   di remunerazione;    c) per gli appalti riguardanti la progettazione:  gli  onorari,  le commissioni da pagare e altre forme di remunerazione;    d) per gli appalti pubblici di servizi che non  fissano  un  prezzo complessivo:    1) in caso di appalti di durata  determinata  pari  o  inferiore  a quarantotto mesi, il valore complessivo  stimato  per  l’intera  loro durata;    2) in caso  di  appalti  di  durata  indeterminata  o  superiore  a quarantotto mesi, il valore mensile moltiplicato per quarantotto.    15. Il calcolo del valore stimato di un appalto misto di servizi  e forniture si fonda sul valore totale dei servizi e  delle  forniture,

prescindendo dalle rispettive quote. Tale calcolo comprende il valore delle operazioni di posa e di installazione.    16.  Per  gli  accordi  quadro  e  per  i   sistemi   dinamici   di acquisizione, il valore da prendere in considerazione  e’  il  valore massimo  stimato  al  netto  dell’IVA  del  complesso  dei  contratti previsti durante l’intera durata degli accordi quadro o  del  sistema dinamico di acquisizione.    17. Nel caso  di  partenariati  per  l’innovazione,  il  valore  da prendere in considerazione e’ il valore  massimo  stimato,  al  netto dell’IVA, delle attivita’ di ricerca e sviluppo  che  si  svolgeranno per tutte le fasi del previsto partenariato, nonche’ delle forniture, dei servizi o dei lavori da mettere a punto e fornire alla  fine  del partenariato.    18. Sul  valore  stimato  dell’appalto  viene  calcolato  l’importo dell’anticipazione del prezzo pari al 20 per cento  da  corrispondere all’appaltatore  entro  quindici  giorni  dall’effettivo  inizio  dei lavori.   L’erogazione   dell’anticipazione   e’   subordinata   alla costituzione di garanzia  fideiussoria  bancaria  o  assicurativa  di importo pari all’anticipazione  maggiorato  del  tasso  di  interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa secondo il cronoprogramma dei lavori. La predetta garanzia  e’ rilasciata da imprese  bancarie  autorizzate  ai  sensi  del  decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,  o  assicurative  autorizzate alla copertura dei rischi ai quali si riferisce l’assicurazione e che rispondano ai requisiti di solvibilita’ previsti dalle leggi  che  ne disciplinano  la  rispettiva  attivita’.  La  garanzia  puo’  essere, altresi’, rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell’albo degli intermediari finanziari di cui  all’articolo  106  del  decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. L’importo della garanzia viene gradualmente ed automaticamente ridotto  nel  corso  dei  lavori,  in rapporto al progressivo recupero dell’anticipazione  da  parte  delle stazioni appaltanti. Il beneficiario decade  dall’anticipazione,  con obbligo di restituzione, se l’esecuzione dei lavori non procede,  per ritardi a lui imputabili, secondo i tempi contrattuali.  Sulle  somme restituite sono dovuti gli interessi legali con decorrenza dalla data di erogazione della anticipazione.                                     Art. 36                            (Contratti sotto soglia)      1. L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e  forniture  di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo  35  avvengono  nel rispetto dei principi di cui all’articolo 30, comma  1,  nonche’  nel rispetto  del  principio  di  rotazione  e  in  modo  da   assicurare l’effettiva  possibilita’  di  partecipazione   delle   microimprese, piccole e medie imprese.    2. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 37 e 38 e salva la possibilita’ di  ricorrere  alle  procedure  ordinarie,  le  stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi  e  forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35,  secondo  le seguenti modalita’:    a) per affidamenti di importo inferiore  a  40.000  euro,  mediante affidamento  diretto,  adeguatamente  motivato  o  per  i  lavori  in amministrazione diretta;    b) per affidamenti di importo pari o  superiore  a  40.000  euro  e inferiore a  150.000  euro  per  i  lavori,  o  alle  soglie  di  cui all’articolo 35 per le forniture  e  i  servizi,  mediante  procedura negoziata previa  consultazione,  ove  esistenti,  di  almeno  cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di  mercato  o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di  un  criterio

di rotazione degli inviti. I lavori possono essere eseguiti anche  in amministrazione diretta, fatto salvo  l’acquisto  e  il  noleggio  di mezzi, per i quali si applica comunque la procedura negoziata  previa consultazione di cui al periodo precedente.  L’avviso  sui  risultati della procedura di  affidamento,  contiene  l’indicazione  anche  dei soggetti invitati;    c) per i lavori di importo  pari  o  superiore  a  150.000  euro  e inferiore a 1.000.000 di euro, mediante la procedura negoziata di cui all’articolo  63  con  consultazione  di   almeno   dieci   operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un  criterio  di  rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi  di  operatori  economici.  L’avviso  sui   risultati   della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche  dei  soggetti invitati;    d) per i lavori di importo pari o superiore  a  1.000.000  di  euro mediante ricorso alle procedure ordinarie.    3. Per l’affidamento dei lavori pubblici  di  cui  all’articolo  1, comma 2, lettera e), del presente  codice,  relativi  alle  opere  di urbanizzazione  a  scomputo  di   importo   inferiore   alla   soglia comunitaria, si fa ricorso alla procedura ordinaria con pubblicazione di avviso o bando di gara.    4.  Nel  caso  di  opere  di  urbanizzazione  primaria  di  importo inferiore  alla   soglia   di   cui   all’articolo   35,   funzionali all’intervento  di  trasformazione  urbanistica  del  territorio,  si applica l’articolo 16, comma 2-bis, del decreto del Presidente  della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.    5. Ai fini dell’aggiudicazione, nei casi di cui al comma 2, lettere a) e b), le stazioni appaltanti verificano esclusivamente i requisiti di  carattere  generale  mediante  consultazione  della  Banca   dati nazionale degli  operatori  economici  di  cui  all’articolo  81.  Le stazioni appaltanti  devono  verificare  il  possesso  dei  requisiti economici  e  finanziari  e  tecnico  professionali  richiesti  nella lettera di invito o nel bando di gara.    6. Nel caso in cui la stazione appaltante abbia fatto ricorso  alle procedure negoziate, la verifica dei requisiti ai fini della  stipula del contratto avviene esclusivamente sull’aggiudicatario. La stazione appaltante  puo’  comunque  estendere   le   verifiche   agli   altri partecipanti. Per lo svolgimento delle procedure di cui  al  presente articolo le  stazioni  appaltanti  possono  procedere  attraverso  un mercato elettronico che consenta acquisti  telematici  basati  su  un sistema che attua procedure  di  scelta  del  contraente  interamente gestite per via  elettronica.  Il  Ministero  dell’economia  e  delle finanze, avvalendosi di CONSIP S.p.A.,  mette  a  disposizione  delle stazioni  appaltanti   il   mercato   elettronico   delle   pubbliche amministrazioni.    7. L’ANAC con proprie linee guida, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente  codice,  stabilisce  le modalita’ di  dettaglio  per  supportare  le  stazioni  appaltanti  e migliorare la qualita’ delle procedure di cui al  presente  articolo, delle indagini di mercato, nonche’ per la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici. Fino all’adozione di  dette  linee guida, si applica l’articolo 216, comma 9.    8. Le imprese pubbliche e i soggetti titolari di  diritti  speciali ed esclusivi per gli  appalti  di  lavori,  forniture  e  servizi  di importo inferiore alla  soglia  comunitaria,  rientranti  nell’ambito definito dagli  articoli  da  115  a  121,  applicano  la  disciplina stabilita nei rispettivi regolamenti, la quale, comunque, deve essere conforme  ai  principi  dettati  dal  trattato  UE  a  tutela   della concorrenza.    9. In caso di ricorso alle procedure ordinarie,  nel  rispetto  dei principi previsti dall’articolo 79, i termini minimi stabiliti  negli articoli da 60 a 63 possono essere ridotti fino alla meta’. I bandi e gli avvisi sono pubblicati sul profilo del committente della stazione

appaltante e sulla piattaforma digitale  dei  bandi  di  gara  presso l’ANAC di cui all’articolo 73, comma 4, con gli effetti previsti  dal comma 3, primo periodo, del citato articolo. Fino alla  data  di  cui all’articolo 73, comma 4, per gli  effetti  giuridici  connessi  alla pubblicazione, gli avvisi e i bandi peri contratti relativi a  lavori di importo pari o superiore a cinquecentomila euro e per i  contratti relativi a forniture e servizi sono pubblicati anche  sulla  Gazzetta ufficiale della  Repubblica  italiana,  serie  speciale  relativa  ai contratti pubblici; per i medesimi effetti, gli avvisi e i bandi peri contratti relativi a lavori di importo  inferiore  a  cinquecentomila euro sono pubblicati nell’albo pretorio del Comune ove si eseguono  i lavori.

TITOLO II QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI

Art. 37              (Aggregazioni e centralizzazione delle committenze )      1. Le stazioni appaltanti, fermi restando gli obblighi di  utilizzo di  strumenti  di  acquisto  e  di  negoziazione,  anche  telematici, previsti dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento  della spesa,    possono    procedere    direttamente    e     autonomamente all’acquisizione di forniture e servizi di importo inferiore a 40.000 euro e di  lavori  di  importo  inferiore  a  150.000  euro,  nonche’ attraverso  l’effettuazione  di  ordini  a  valere  su  strumenti  di acquisto messi a disposizione  dalle  centrali  di  committenza.  Per effettuare procedure di importo superiore  alle  soglie  indicate  al periodo precedente, le stazioni appaltanti devono essere in  possesso della necessaria qualificazione ai sensi dell’articolo 38.    2. Salvo quanto previsto al comma 1, per gli acquisti di  forniture e servizi di importo superiore a 40.000 euro e inferiore alla  soglia di cui all’articolo  35,  nonche’  per  gli  acquisti  di  lavori  di manutenzione ordinaria d’importo superiore a 150.000 euro e inferiore a 1 milione  di  euro,  le  stazioni  appaltanti  in  possesso  della necessaria qualificazione di cui all’articolo 38  procedono  mediante utilizzo autonomo degli strumenti telematici di negoziazione messi  a disposizione dalle centrali di  committenza  qualificate  secondo  la normativa vigente. In caso  di  indisponibilita’  di  tali  strumenti anche in relazione alle singole categorie merceologiche, le  stazioni appaltanti operano ai sensi del  comma  3  o  procedono  mediante  lo svolgimento di procedura ordinaria ai sensi del presente codice.    3.  Le  stazioni  appaltanti  non  in  possesso  della   necessaria qualificazione di cui all’articolo 38 procedono  all’acquisizione  di forniture, servizi e lavori ricorrendo a una centrale di  committenza ovvero mediante aggregazione  con  una  o  piu’  stazioni  appaltanti aventi la necessaria qualifica.    4. Se  la  stazione  appaltante  e’  un  comune  non  capoluogo  di provincia, fermo restando quanto previsto  al  comma  1  e  al  primo periodo del comma 2, procede secondo una delle seguenti modalita’:    a)  ricorrendo  a  una  centrale  di  committenza  o   a   soggetti aggregatori qualificati;    b) mediante unioni di comuni costituite e qualificate come centrali di committenza, ovvero associandosi o consorziandosi in  centrali  di committenza nelle forme previste dall’ordinamento.    c) ricorrendo alla stazione unica appaltante costituita presso  gli enti di area vasta ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56.    5. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su

proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente codice, garantendo la tutela  dei  diritti  delle minoranze linguistiche, sono individuati gli ambiti  territoriali  di riferimento  in  applicazione   dei   principi   di   sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza, e stabiliti i criteri e le  modalita’ per la  costituzione  delle  centrali  di  committenza  in  forma  di aggregazione di  comuni  non  capoluogo  di  provincia.  In  caso  di concessione  di  servizi  pubblici  locali  di  interesse   economico generale  di  rete,  l’ambito  di  competenza   della   centrale   di committenza coincide con l’ambito territoriale di riferimento  (ATO), individuato ai sensi della normativa di settore. Sono fatte salve  in ogni caso le attribuzioni degli enti di area vasta di cui alla  legge 7 aprile 2014, n. 56. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo si applica l’articolo 216, comma 10.    6. Fermo restando quanto previsto dai commi da 1 a 5,  le  stazioni appaltanti possono acquisire lavori,  forniture  o  servizi  mediante impiego  di  una  centrale  di  committenza  qualificata   ai   sensi dell’articolo 38.    7. Le centrali di committenza possono:    a) aggiudicare appalti, stipulare ed eseguire i contratti per conto delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori;    b)  stipulare  accordi  quadro  ai  quali  le  stazioni  appaltanti qualificate  possono  ricorrere  per  l’aggiudicazione   dei   propri appalti;    c) gestire sistemi dinamici di acquisizione e mercati elettronici.    8.  Le  centrali  di  committenza  qualificate   possono   svolgere attivita’ di committenza ausiliarie in favore di  altre  centrali  di committenza o per una o piu’  stazioni  appaltanti  in  relazione  ai requisiti di qualificazione posseduti e agli ambiti  territoriali  di riferimento individuati dal decreto di cui al comma 5.    9. La stazione  appaltante,  nell’ambito  delle  procedure  gestite dalla centrale di committenza di cui fa parte,  e’  responsabile  del rispetto del presente codice per le attivita’  ad  essa  direttamente imputabili. La centrale  di  committenza  che  svolge  esclusivamente attivita’ di centralizzazione  delle  procedure  di  affidamento  per conto di altre amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori e’ tenuta al rispetto delle disposizioni di cui al presente codice e  ne e’ direttamente responsabile.    10. Due  o  piu’  stazioni  appaltanti  che  decidono  di  eseguire congiuntamente  appalti  e  concessioni  specifici  e  che  sono   in possesso, anche cumulativamente, delle necessarie  qualificazioni  in rapporto  al  valore   dell’appalto   o   della   concessione,   sono responsabili in solido dell’adempimento degli obblighi derivanti  dal presente  codice.  Le  stazioni  appaltanti  provvedono  altresi’  ad individuare un unico responsabile del procedimento in comune  tra  le stesse,  per  ciascuna  procedura,  nell’atto  con  il  quale   hanno convenuto la forma di aggregazione in centrale di committenza di  cui al comma 4 o il ricorso alla centrale di committenza. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 31.    11.  Se  la  procedura  di   aggiudicazione   non   e’   effettuata congiuntamente in tutti i suoi elementi a  nome  e  per  conto  delle stazioni   appaltanti   interessate,   esse    sono    congiuntamente responsabili solo per le parti  effettuate  congiuntamente.  Ciascuna stazione appaltante e’ responsabile dell’adempimento  degli  obblighi derivanti dal presente codice unicamente per quanto riguarda le parti da essa svolte a proprio nome e per proprio conto.    12. Fermi restando gli obblighi  di  utilizzo  degli  strumenti  di acquisto e di negoziazione previsti  dalle  vigenti  disposizioni  in materia  di  contenimento  della  spesa,  nell’individuazione   della centrale  di  committenza,  anche  ubicata  in  altro  Stato   membro dell’Unione europea, le stazioni appaltanti procedono sulla base  del principio  di  buon  andamento  dell’azione  amministrativa,  dandone

adeguata motivazione.    13. Le stazioni appaltanti possono ricorrere  ad  una  centrale  di committenza ubicata in altro Stato membro  dell’Unione  europea  solo per le attivita’ di centralizzazione delle committenze  svolte  nella forma di  acquisizione  centralizzata  di  forniture  e/o  servizi  a stazioni appaltanti; la fornitura di  attivita’  di  centralizzazione delle committenze da parte di una centrale di committenza ubicata  in altro Stato membro  e’  effettuata  conformemente  alle  disposizioni nazionali dello Stato  membro  in  cui  e’  ubicata  la  centrale  di committenza.    14. Dall’applicazione del presente articolo sono esclusi  gli  enti aggiudicatori che  non  sono  amministrazioni  aggiudicatrici  quando svolgono una delle attivita’ previste dagli articoli da 115 a 121.      Art.38    (Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza)      1. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 37 in  materia  di aggregazione e centralizzazione degli appalti,  e’  istituito  presso l’ANAC, che ne assicura la  pubblicita’,  un  apposito  elenco  delle stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte anche le  centrali di committenza. La qualificazione  e’  conseguita  in  rapporto  agli ambiti  di  attivita’,  ai  bacini  territoriali,  alla  tipologia  e complessita’ del contratto e per fasce d’importo.  Sono  iscritti  di diritto nell’elenco di cui  al  primo  periodo,  il  Ministero  delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  ivi  compresi  i   Provveditorati interregionali per le opere pubbliche,  CONSIP  S.p.a.,  INVITALIA  – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e  lo  sviluppo d’impresa S.p.a., nonche’ i soggetti  aggregatori  regionali  di  cui all’articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n.  66,  convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n.  89,  e  le  citta’ metropolitane.    2. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  da adottarsi, su  proposta  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti e del Ministro dell’economia e delle finanze,  di  concerto con   il   Ministro   per   la   semplificazione    della    pubblica amministrazione, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, sentite l’ANAC e la Conferenza  Unificata,  sono definiti  i  requisiti   tecnico   organizzativi   per   l’iscrizione all’elenco di  cui  al  comma  1,  in  applicazione  dei  criteri  di qualita’,  efficienza  e  professionalizzazione,  tra  cui,  per   le centrali di committenza, il carattere di stabilita’ delle attivita’ e il relativo ambito territoriale. Il decreto  definisce,  inoltre,  le modalita’ attuative del sistema delle attestazioni di  qualificazione e di eventuale aggiornamento e revoca, nonche’ la  data  a  decorrere dalla quale entra in vigore il nuovo sistema di qualificazione.    3. La qualificazione ha ad oggetto il complesso delle attivita’ che caratterizzano il processo di acquisizione di  un  bene,  servizio  o lavoro in relazione ai seguenti ambiti:    a) capacita’ di programmazione e progettazione;    b) capacita’ di affidamento;    c) capacita’ di verifica sull’esecuzione  e  controllo  dell’intera procedura, ivi incluso il collaudo e la messa in opera.    4. I requisiti di cui al comma 3 sono individuati  sulla  base  dei seguenti parametri:    a) requisiti di base, quali:    1) strutture organizzative stabili deputate agli ambiti di  cui  al comma 3;    2) presenza nella  struttura  organizzativa  di  dipendenti  aventi specifiche competenze in rapporto alle attivita’ di cui al comma 3;    3) sistema di formazione ed aggiornamento del personale;    4) numero di gare svolte nel triennio con indicazione di tipologia,

importo e complessita’, numero di varianti approvate, verifica  sullo scostamento tra gli importi posti a base di gara e  consuntivo  delle spese sostenute, rispetto dei tempi di esecuzione delle procedure  di affidamento, di aggiudicazione e di collaudo;    5) rispetto dei  tempi  previsti  per  i  pagamenti  di  imprese  e fornitori come stabilito dalla vigente normativa ovvero rispetto  dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e  fornitori,  secondo  gli indici di tempestivita’ indicati dal decreto adottato  in  attuazione dell’articolo 33 del decreto legislativo14 marzo 2013, n. 33;    b) requisiti premianti, quali:    1) valutazione  positiva  dell’ANAC  in  ordine  all’attuazione  di misure di prevenzione dei rischi di  corruzione  e  promozione  della legalita’;    2) presenza di sistemi di gestione  della  qualita’  conformi  alla norma UNI EN ISO 9001  degli  uffici  e  dei  procedimenti  di  gara, certificati da organismi accreditati per lo specifico scopo ai  sensi del regolamento CE 765/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio;    3) disponibilita’  di  tecnologie  telematiche  nella  gestione  di procedure di gara;    4) livello di soccombenza nel contenzioso;    5) applicazione di criteri di sostenibilita’ ambientale  e  sociale nell’attivita’ di progettazione e affidamento.    5. La qualificazione conseguita opera per la durata di cinque  anni e puo’ essere rivista a seguito di verifica,  anche  a  campione,  da parte di ANAC o su richiesta della stazione appaltante.    6.  L’ANAC  stabilisce  le  modalita’  attuative  del  sistema   di qualificazione, sulla base di quanto previsto dai commi da 1 a 5,  ed assegna alle stazioni appaltanti  e  alle  centrali  di  committenza, anche per le attivita’ ausiliarie, un  termine  congruo  al  fine  di dotarsi dei  requisiti  necessari  alla  qualificazione.  Stabilisce, altresi’,   modalita’   diversificate   che   tengano   conto   delle peculiarita’ dei soggetti privati che richiedono la qualificazione.    7. Con il provvedimento  di  cui  al  comma  6,  l’ANAC  stabilisce altresi’ i casi in cui puo’ essere  disposta  la  qualificazione  con riserva, finalizzata a consentire alla  stazione  appaltante  e  alla centrale di  committenza,  anche  per  le  attivita’  ausiliarie,  di acquisire  la  capacita’  tecnica  ed  organizzativa  richiesta.   La qualificazione con riserva ha una durata  massima  non  superiore  al termine  stabilito  per  dotarsi   dei   requisiti   necessari   alla qualificazione.    8. A decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo sistema di qualificazione delle stazioni  appaltanti,  l’ANAC  non  rilascia  il codice  identificativo  gara  (CIG)  alle  stazioni  appaltanti   che procedono all’acquisizione di beni, servizi o lavori  non  rientranti nella qualificazione conseguita. Fino alla predetta data, si  applica l’articolo 216, comma 10.    9. Una quota parte delle risorse del fondo di cui all’articolo 213, comma 14, attribuite alla stazione appaltante con il decreto  di  cui al citato comma e’  destinata  dall’amministrazione  di  appartenenza della stazione appaltante premiata al fondo per la remunerazione  del risultato dei dirigenti e dei  dipendenti  appartenenti  alle  unita’ organizzative competenti  per  i  procedimenti  di  cui  al  presente codice. La  valutazione  positiva  della  stazione  appaltante  viene comunicata  dall’ANAC  all’amministrazione  di   appartenenza   della stazione appaltante perche’ ne tenga comunque  conto  ai  fini  della valutazione  della  performance  organizzativa   e   gestionale   dei dipendenti interessati.    10. Dall’applicazione del presente articolo sono esclusi  gli  enti aggiudicatori che non sono amministrazioni aggiudicatrici.                                     Art. 39

(Attivita’ di committenza ausiliarie)      1. Le attivita’ di committenza ausiliarie di  cui  all’articolo  3, comma  1,  lettera  m),  possono  essere  affidate  a   centrali   di committenza di cui all’articolo38.    2. Al di fuori dei casi di cui al comma 1, le  stazioni  appaltanti possono ricorrere, per lo svolgimento di attivita’ delle  committenza ausiliarie, ad esclusione delle  attivita’  di  cui  all’articolo  3, comma 1, lettera m), punto 4, a  prestatori  di  servizi  individuati mediante svolgimento delle procedure di cui al presente codice.                                     Art. 40      (Obbligo  di  uso  dei  mezzi  di  comunicazione  elettronici   nello              svolgimento di procedure di aggiudicazione)      1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito  delle procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82, Codice dell’amministrazione digitale.    2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e  gli  scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando  mezzi  di comunicazione elettronici.                                     Art. 41      (Misure di semplificazione delle procedure di gara svolte da centrali                            di committenza)      1. Entro un anno dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente codice, con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  su proposta del Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  sentita  la Conferenza unificata, previa consultazione di  CONSIP  S.p.A.  e  dei soggetti aggregatori, sono individuate  le  misure  di  revisione  ed efficientamento delle procedure di  appalto,  degli  accordi  quadro, delle convenzioni e in genere delle procedure utilizzabili da CONSIP, dai soggetti aggregatori e dalle centrali di committenza, finalizzate a migliorare la qualita’ degli approvvigionamenti e ridurre i costi e i tempi di espletamento delle gare, promuovendo anche un  sistema  di reti di committenza volto a determinare un piu’  ampio  ricorso  alle gare  e  agli  affidamenti   di   tipo   telematico   e   l’effettiva partecipazione delle  microimprese,  piccole  e  medie  imprese,  nel rispetto delle disposizioni stabilite dal  presente  codice  e  dall a normativa dell’Unione europea.    2. L’individuazione delle misure di cui al  comma  1e’  effettuata, tenendo  conto  delle  finalita’  di  razionalizzazione  della  spesa pubblica perseguite attraverso l’attivita’ di CONSIP e  dei  soggetti aggregatori, sulla base dei seguenti  criteri:  standardizzazione  di soluzioni di acquisto in  forma  aggregata  in  grado  di  rispondere all’esigenza pubblica nella misura piu’ ampia possibile, lasciando  a soluzioni specifiche il soddisfacimento  di  esigenze  peculiari  non standardizzabili; aumento  progressivo  del  ricorso  agli  strumenti telematici, anche attraverso forme  di  collaborazione  tra  soggetti aggregatori; monitoraggio dell’effettivo avanzamento delle fasi delle procedure,  anche  in  relazione  a  forme  di  coordinamento   della programmazione tra  soggetti  aggregatori;  riduzione  dei  costi  di

partecipazione degli operatori economici alle procedure.    3. Entro 30 giorni dall’adozione dei provvedimenti di revisione,  i soggetti di cui al comma 1 trasmettono alla Cabina di  regia  di  cui all’articolo 212 e all’ANAC una relazione sull’attivita’ di revisione svolta evidenziando, anche in termini percentuali,  l’incremento  del ricorso alle gare e agli affidamenti di tipo telematico, nonche’  gli accorgimenti adottati per garantire l’effettiva partecipazione  delle micro imprese, piccole e medie imprese.                                     Art. 42                            (Conflitto di interesse)      1. Le stazioni appaltanti prevedono misure adeguate per contrastare le frodi  e  la  corruzione  nonche’  per  individuare,  prevenire  e risolvere in modo efficace ogni ipotesi  di  conflitto  di  interesse nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione degli  appalti  e delle concessioni, in modo da  evitare  qualsiasi  distorsione  della concorrenza e garantire  la  parita’  di  trattamento  di  tutti  gli operatori economici.    2. Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una  stazione appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per  conto  della stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura  di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o puo’ influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente  o  indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse  personale  che puo’ essere percepito come una  minaccia  alla  sua  imparzialita’  e indipendenza  nel  contesto  della  procedura   di   appalto   o   di concessione. In particolare, costituiscono situazione di conflitto di interesse quelle che determinano  l’obbligo  di  astensione  previste dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, 62.    3. Il personale che versa nelle ipotesi di cui al comma 2 e’ tenuto a darne comunicazione alla  stazione  appaltante,  ad  astenersi  dal partecipare alla procedura di aggiudicazione degli  appalti  e  delle concessioni. Fatte salve le ipotesi di responsabilita’ amministrativa e penale, la mancata astensione nei casi  di  cui  al  primo  periodo costituisce comunque fonte di responsabilita’ disciplinare  a  carico del dipendente pubblico.    4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e3 valgono anche per la  fase  di esecuzione dei contratti pubblici.    5. La stazione appaltante vigila affinche’ gli adempimenti  di  cui ai commi 3 e 4 siano rispettati.      Art.43    (Appalti  che  coinvolgono  amministrazioni  aggiudicatrici  e   enti                aggiudicatori di Stati membri diversi)      1. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli  enti  aggiudicatori possono ricorrere a centrali di committenza ubicate in un altro Stato membro dell’Unione europea  che  svolgono  la  propria  attivita’  in conformita’ alle disposizioni nazionali dello Stato membro in cui  e’ ubicata, nei limiti previsti dall’articolo 37, comma 13.    2. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli  enti  aggiudicatori possono aggiudicare un appalto pubblico, concludere un accordo quadro o gestire un sistema dinamico di acquisizione congiuntamente  con  le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti  aggiudicatori  di  diversi Stati membri concludendo un accordo che determina:    a) le responsabilita’  delle  parti  e  le  disposizioni  nazionali applicabili;

  1. b) la gestione della procedura di aggiudicazione, la distribuzione dei lavori, delle forniture e dei servizi oggetto  dell’appalto  e  i termini  di   conclusione   dei      L’assegnazione   delle responsabilita’ e il diritto nazionale applicabile sono indicati  nei documenti di gara degli appalti pubblici aggiudicati congiuntamente.    3. Se una o piu’ amministrazioni aggiudicatrici o uno o  piu’  enti aggiudicatori  nazionali   hanno   costituito   con   amministrazioni aggiudicatrici o  enti  aggiudicatori  di  diversi  Stati  membri  un soggetto congiunto con i gruppi europei di cooperazione  territoriale di cui al regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e  del Consiglio,  o  con  altri  soggetti  istituiti  in  base  al  diritto dell’Unione europea,  con  apposito  accordo  stabiliscono  le  norme nazionali applicabili alle procedure d’appalto di  uno  dei  seguenti Stati membri:    a) Stato membro nel quale il soggetto  congiunto  ha  la  sua  sede sociale;    b) Stato membro in  cui  il  soggetto  congiunto  esercita  le  sue attivita’.    4. L’accordo ai sensi del presente articolo e’ applicabile  per  un periodo indeterminato, quando e’ fissato  nell’atto  costitutivo  del soggetto  congiunto  ovvero  puo’  essere  limitato  a   un   periodo determinato, ad alcuni tipi di appalti o a singoli appalti.

TITOLO III PROCEDURA DI AFFIDAMENTO CAPO I MODALITA’ COMUNI ALLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO SEZIONE I DISPOSIZIONI COMUNI

Art. 44                       (Digitalizzazione delle procedure)      1. Entro un anno dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente codice, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro delle  infrastrutture  e dei trasporti, sentita l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) nonche’ dell’Autorita’ garante della privacy per  i  profili  di  competenza, sono definite le modalita’ di  digitalizzazione  delle  procedure  di tutti i contratti pubblici, anche attraverso  l’interconnessione  per interoperabilita’ dei dati  delle  pubbliche  amministrazioni.  Sono, altresi’,  definite  le  migliori  pratiche  riguardanti  metodologie organizzative  e  di  lavoro,   metodologie   di   programmazione   e pianificazione, riferite anche all’individuazione dei dati rilevanti, alla loro raccolta, gestione ed elaborazione, soluzioni informatiche, telematiche e tecnologiche di supporto.                                     Art. 45                              (Operatori economici)      1. Sono ammessi a partecipare alle  procedure  di  affidamento  dei contratti pubblici gli operatori economici  di  cui  all’articolo  3, comma 1, lettera p) nonche’  gli  operatori  economici  stabiliti  in altri  Stati  membri,  costituiti  conformemente  alla   legislazione

vigente  nei   rispettivi   Paesi.   Gli   operatori   economici,   i raggruppamenti  di  operatori  economici,  comprese  le  associazioni temporanee, che in base alla normativa dello Stato membro  nel  quale sono stabiliti, sono autorizzati a  fornire  la  prestazione  oggetto della procedura di affidamento, possono partecipare alle procedure di affidamento dei  contratti  pubblici  anche  nel  caso  in  cui  essi avrebbero  dovuto  configurarsi  come  persone  fisiche   o   persone giuridiche, ai sensi del presente codice.    2. Rientrano nella definizione di operatori  economici  i  seguenti soggetti:    a) gli imprenditori individuali, anche artigiani,  e  le  societa’, anche cooperative;    b) i consorzi fra  societa’  cooperative  di  produzione  e  lavoro costituiti a norma della legge 25 giugno 1909, n. 422, e del  decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato  14  dicembre  1947,  n. 1577, e successive modificazioni, e i consorzi tra imprese  artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;    c) i consorzi  stabili,  costituiti  anche  in  forma  di  societa’ consortili ai sensi dell’articolo 2615-ter  del  codice  civile,  tra imprenditori  individuali,  anche  artigiani,  societa’  commerciali , societa’ cooperative di produzione e lavoro. I consorzi stabili  sono formati da non meno di tre consorziati che, con decisione assunta dai rispettivi organi deliberativi, abbiano stabilito di operare in  modo congiunto nel settore dei contratti pubblici  di  lavori,  servizi  e forniture per un periodo  di  tempo  non  inferiore  a  cinque  anni, istituendo a tal fine una comune struttura di impresa.    d) i  raggruppamenti  temporanei  di  concorrenti,  costituiti  dai soggetti di cui alle lettere a),  b)  e  c),  i  quali,  prima  della presentazione  dell’offerta,  abbiano  conferito  mandato  collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi,  qualificato  mandatario, il quale esprime  l’offerta  in  nome  e  per  conto  proprio  e  dei mandanti;    e) i consorzi ordinari di concorrenti di cui all’articolo 2602  del codice civile, costituiti tra i soggetti di cui alle lettere a), b) e c)  del  presente  comma,  anche  in  forma  di  societa’  ai   sensi dell’articolo 2615-ter del codice civile;    f) le aggregazioni tra le imprese aderenti al contratto di rete  ai sensi dell’articolo 3, comma 4-ter, del  decreto  legge  10  febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33;    g) i soggetti che abbiano stipulato il contratto di gruppo  europeo di interesse economico (GEIE) ai sensi  del  decreto  legislativo  23 luglio 1991, n. 240;    3. Le stazioni appaltanti  possono  imporre  ai  raggruppamenti  di operatori economici di assumere una forma  giuridica  specifica  dopo l’aggiudicazione del contratto, nel caso in cui  tale  trasformazione sia necessaria per la buona esecuzione del contratto.    4. Le stazioni appaltanti possono imporre alle  persone  giuridiche di  indicare,  nell’offerta  o  nella  domanda  di  partecipazione  a procedure di aggiudicazione  di  appalti  di  servizi  e  di  lavori, nonche’ di forniture che comportano anche servizi o lavori di posa in opera e di installazione e di concessioni, il nome  e  le  qualifiche professionali  delle  persone  fisiche  incaricate  di   fornire   la prestazione relativa allo specifico contratto.    5. Le stazioni appaltanti possono richiedere ai  raggruppamenti  di operatori economici condizioni per l’esecuzione di un  appalto  o  di una concessione diverse da quelle imposte  ai  singoli  partecipanti, purche’ siano proporzionate e giustificate da ragioni oggettive.      Art.46    (Operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura  e                              ingegneria)

  1. Sono ammessi a partecipare alle procedure  di  affidamento  dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria :    a)  i  prestatori  di  servizi  di  ingegneria  e  architettura:  i professionisti singoli, associati, le societa’ tra professionisti  di cui alla lettera b), le societa’ di ingegneria di  cui  alla  lettera c), i consorzi, i GEIE,  raggruppamenti  temporanei  fra  i  predetti soggetti che rendono a committenti pubblici e privati,  operando  sul mercato, servizi di ingegneria e di architettura,  nonche’  attivita’ tecnico-amministrative e studi di fattibilita’  economico-finanziaria ad esse connesse,  ivi  compresi,  con  riferimento  agli  interventi inerenti al restauro e alla  manutenzione  di  beni  mobili  e  delle superfici decorate di beni architettonici, i soggetti  con  qualifica di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente normativa;    b)  le  societa’  di   professionisti:   le   societa’   costituite esclusivamente  tra  professionisti  iscritti  negli  appositi   albi previsti dai vigenti ordinamenti  professionali,  nelle  forme  delle societa’ di persone di cui ai capi II, III e  IV  del  titolo  V  del libro quinto  del  codice  civile  ovvero  nella  forma  di  societa’ cooperativa di cui al capo I del  titolo  VI  del  libro  quinto  del codice civile,  che  svolgono  per  committenti  privati  e  pubblici servizi di ingegneria e architettura  quali  studi  di  fattibilita’, ricerche,  consulenze,  progettazioni   o   direzioni   dei   lavori, valutazioni di  congruita’  tecnico  economica  o  studi  di  impatto ambientale;    c) societa’ di ingegneria: le societa’ di capitali di cui  ai  capi V, VI e VII del titolo V del libro quinto del codice  civile,  ovvero nella forma di societa’ cooperative di cui al capo I  del  titolo  VI del libro quinto del codice civile che non abbiano i requisiti  delle societa’ tra professionisti,  che  eseguono  studi  di  fattibilita’, ricerche,  consulenze,  progettazioni   o   direzioni   dei   lavori, valutazioni di  congruita’  tecnico-economica  o  studi  di  impatto, nonche’ eventuali attivita’  di  produzione  di  beni  connesse  allo svolgimento di detti servizi;    d)  i  prestatori  di  servizi   di   ingegneria   e   architettura identificati con i  codici  CPV  da  74200000-1  a  74276400-8  e  da 74310000-5 a 74323100-0 e 74874000-6 stabiliti in altri Stati membri, costituiti conformemente alla  legislazione  vigente  nei  rispettivi Paesi;    e) i raggruppamenti temporanei costituiti dai soggetti di cui  alle lettere da a) a d);    f) i consorzi stabili di societa’ di professionisti e  di  societa’ di ingegneria, anche in forma mista,  formati  da  non  meno  di  tre consorziati che abbiano operato nei settori dei servizi di  ingegnera e architettura.    2. Ai fini della partecipazione alle procedure  di  affidamento  di cui al comma 1, le societa’, per un periodo di cinque anni dalla loro costituzione,  possono  documentare   il   possesso   dei   requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti dal  bando  di gara anche con riferimento ai  requisiti  dei  soci  delle  societa’, qualora costituite nella forma di societa’ di persone o  di  societa’ cooperativa e dei direttori tecnici o dei  professionisti  dipendenti della societa’ con rapporto a tempo indeterminato, qualora costituite nella forma di societa’ di capitali.                                     Art. 47            (Requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare)      1. I requisiti di idoneita’ tecnica e finanziaria per  l’ammissione alle procedure di affidamento dei soggetti di  cui  all’articolo  45,

comma 2, lettere b) e c),devono essere posseduti e  comprovati  dagli stessi con le modalita’ previste dal presente codice, salvo  che  per quelli relativi alla disponibilita’ delle attrezzature  e  dei  mezzi d’opera,  nonche’  all’organico  medio  annuo,  che  sono   computati cumulativamente  in  capo  al  consorzio  ancorche’  posseduti  dalle singole imprese consorziate.    2. Per i primi  cinque  anni  dalla  costituzione,  ai  fini  della partecipazione dei consorzi di cui all’articolo 45, comma 2,  lettera c),    alle    gare,    i    requisiti     economico-finanziari     e tecnico-organizzativi  previsti  dalla  normativa  vigente  posseduti dalle singole imprese consorziate esecutrici, vengono sommati in capo al consorzio.                                     Art. 48      (Raggruppamenti  temporanei  e   consorzi   ordinari   di   operatori                              economici)      1. Nel caso  di  lavori,  per  raggruppamento  temporaneo  di  tipo verticale si intende una riunione di operatori economici  nell’ambito della quale uno di essi realizza i lavori della categoria prevalente; per lavori scorporabili si intendono  lavori  non  appartenenti  alla categoria prevalente e cosi’ definiti nel bando di  gara,  assumibili da uno dei  mandanti;  per  raggruppamento  di  tipo  orizzontale  si intende una riunione di operatori economici finalizzata a  realizzare i lavori della stessa categoria.    2. Nel caso di forniture o  servizi,  per  raggruppamento  di  tipo verticale si intende un raggruppamento di operatori economici in  cui il mandatario  esegue  le  prestazioni  di  servizi  o  di  forniture indicati come principali  anche  in  termini  economici,  i  mandanti quelle  indicate  come  secondarie;  per  raggruppamento  orizzontale quello in cui gli operatori economici eseguono il  medesimo  tipo  di prestazione; le stazioni appaltanti indicano nel  bando  di  gara  la prestazione principale e quelle secondarie.    3. Nel caso di lavori, i raggruppamenti  temporanei  e  i  consorzi ordinari di operatori economici  sono  ammessi  se  gli  imprenditori partecipanti al raggruppamento, ovvero gli imprenditori  consorziati, abbiano i requisiti di cui all’articolo 84.    4. Nel caso di  forniture  o  servizi  nell’offerta  devono  essere specificate le parti del  servizio  o  della  fornitura  che  saranno eseguite dai singoli operatori economici riuniti o consorziati.    5.  L’offerta  degli  operatori   economici   raggruppati   o   dei consorziati determina la loro responsabilita’ solidale nei  confronti della stazione appaltante, nonche’ nei confronti del subappaltatore e dei fornitori. Per gli assuntori di lavori scorporabili e,  nel  caso di servizi e forniture, per gli assuntori di prestazioni  secondarie, la responsabilita’ e’ limitata all’esecuzione  delle  prestazioni  di rispettiva competenza, ferma restando la responsabilita’ solidale del mandatario.    6. Nel caso di lavori, per  i  raggruppamenti  temporanei  di  tipo verticale, i requisiti di  cui  all’articolo  84,  sempre  che  siano frazionabili, devono essere posseduti dal  mandatario  per  i  lavori della categoria prevalente e per il relativo importo;  per  i  lavori scorporati ciascun mandante deve possedere i requisiti  previsti  per l’importo della categoria dei lavori che  intende  assumere  e  nella misura indicata per il concorrente singolo.  I  lavori  riconducibili alla categoria prevalente ovvero alle  categorie  scorporate  possono essere  assunti  anche  da  imprenditori  riuniti  in  raggruppamento temporaneo di tipo orizzontale.    7. E’ fatto divieto ai concorrenti di partecipare alla gara in piu’ di un raggruppamento temporaneo o consorzio ordinario di concorrenti,

ovvero di partecipare alla gara anche in  forma  individuale  qualora abbia partecipato alla gara medesima in  raggruppamento  o  consorzio ordinario di concorrenti. I consorzi di cui all’articolo 45, comma 2, lettere b) e c), sono tenuti ad indicare, in  sede  di  offerta,  per quali consorziati il consorzio concorre; a  questi  ultimi  e’  fatto divieto di partecipare, in qualsiasi altra forma, alla medesima gara; in caso di violazione sono esclusi dalla gara sia il consorzio sia il consorziato; in caso di  inosservanza  di  tale  divieto  si  applica l’articolo 353 del codice penale.    8. E’ consentita la presentazione di offerte da parte dei  soggetti di cui all’articolo 45, comma 2, lettere  d)  ed  e),  anche  se  non ancora costituiti. In tal caso l’offerta deve essere sottoscritta  da tutti gli operatori  economici  che  costituiranno  i  raggruppament i temporanei o i consorzi ordinari di concorrenti e contenere l’impegno che, in caso di  aggiudicazione  della  gara,  gli  stessi  operatori conferiranno mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi, da indicare in sede di offerta e qualificata  come  mandatario, il quale stipulera’ il contratto in nome e per conto  proprio  e  dei mandanti.    9.  E’  vietata  l’associazione  in  partecipazione.  Salvo  quanto disposto ai commi 18 e 19, e’ vietata  qualsiasi  modificazione  alla composizione dei raggruppamenti temporanei e dei consorzi ordinari di concorrenti rispetto a quella risultante dall’impegno  presentato  in sede di offerta.    10.  L’inosservanza  dei  divieti  di  cui  al  comma  9   comporta l’annullamento  dell’aggiudicazione  o  la  nullita’  del  contratto, nonche’ l’esclusione dei  concorrenti  riuniti  in  raggruppamento  o consorzio ordinario di concorrenti, concomitanti  o  successivi  alle procedure di affidamento relative al medesimo appalto.    11. In caso di procedure ristrette o negoziate, ovvero  di  dialogo competitivo, l’operatore economico  invitato  individualmente,  o  il candidato  ammesso  individualmente  nella   procedura   di   dialogo competitivo, ha la facolta’ di presentare offerta o di  trattare  per se’ o quale mandatario di operatori riuniti.    12. Ai fini della costituzione del raggruppamento  temporaneo,  gli operatori economici devono conferire,  con  un  unico  atto,  mandato collettivo  speciale  con  rappresentanza  ad  uno  di  essi,   detto mandatario.    13. Il mandato deve risultare da scrittura privata autenticata.  La relativa procura e’ conferita al legale rappresentante dell’operatore economico mandatario. Il mandato e’ gratuito e irrevocabile e la  sua revoca per giusta causa non ha effetto nei confronti  della  stazione appaltante. In caso  di  inadempimento  dell’impresa  mandataria,  e’ ammessa,  con  il  consenso  delle  parti,  la  revoca  del   mandato collettivo speciale di cui al comma 12 al  fine  di  consentire  alla stazione appaltante il pagamento diretto nei  confronti  delle  altre imprese del raggruppamento.    14.  Le  disposizioni  di  cui   al   presente   articolo   trovano applicazione,  in  quanto  compatibili,  alla   partecipazione   alle procedure di affidamento delle aggregazioni tra le  imprese  aderenti al contratto di rete, di cui all’articolo 45, comma  2,  lettera  f); queste ultime,  nel  caso  in  cui  abbiano  tutti  i  requisiti  del consorzio stabile di cui all’articolo 45, comma 2, lettera  c),  sono ad esso equiparate ai fini della qualificazione SOA.    15.  Al  mandatario  spetta  la  rappresentanza  esclusiva,   anche processuale, dei mandanti nei confronti della stazione appaltante per tutte le  operazioni  e  gli  atti  di  qualsiasi  natura  dipendenti dall’appalto, anche dopo il collaudo, o atto equivalente,  fino  alla estinzione di ogni rapporto. La stazione appaltante,  tuttavia,  puo’ far valere direttamente le responsabilita’ facenti capo ai mandanti.    16. Il rapporto di mandato non determina di per se’  organizzazione o associazione degli operatori economici riuniti,  ognuno  dei  quali conserva  la  propria  autonomia  ai  fini  della   gestione,   degli

adempimenti fiscali e degli oneri sociali.    17. Salvo quanto previsto dall’articolo 110, comma 5,  in  caso  di fallimento,  liquidazione  coatta   amministrativa,   amministrazione controllata,  amministrazione  straordinaria,  concordato  preventivo ovvero procedura di insolvenza  concorsuale  o  di  liquidazione  del mandatario ovvero, qualora si tratti di imprenditore individuale,  in caso di morte, interdizione, inabilitazione o fallimento del medesimo ovvero nei casi  previsti  dalla  normativa  antimafia,  la  stazione appaltante puo’ proseguire il rapporto di appalto con altro operatore economico  che  sia  costituito  mandatario  nei  modi  previsti  dal presente codice purche’ abbia i requisiti di qualificazione  adeguati ai lavori o servizi o forniture ancora da eseguire;  non  sussistendo tali condizioni la stazione appaltante puo’ recedere dal contratto.    18. . Salvo quanto previsto dall’articolo 110, comma 5, in caso  di fallimento,  liquidazione  coatta   amministrativa,   amministrazione controllata,  amministrazione  straordinaria,  concordato  preventivo ovvero procedura di insolvenza concorsuale o di liquidazione  di  uno dei mandanti ovvero, qualora si tratti di  imprenditore  individuale, in caso di  morte,  interdizione,  inabilitazione  o  fallimento  del medesimo ovvero nei  casi  previsti  dalla  normativa  antimafia,  il mandatario, ove non indichi altro operatore economico subentrante che sia in possesso dei prescritti requisiti di idoneita’, e’ tenuto alla esecuzione, direttamente o a  mezzo  degli  altri  mandanti,  purche’ questi abbiano i requisiti di qualificazione  adeguati  ai  lavori  o servizi o forniture ancora da eseguire.    19. E’ ammesso  il  recesso  di  una  o  piu’  imprese  raggruppate esclusivamente per esigenze organizzative del raggruppamento e sempre che le  imprese  rimanenti  abbiano  i  requisiti  di  qualificazione adeguati ai lavori o servizi o forniture ancora da eseguire. In  ogni caso la modifica soggettiva di cui al primo periodo non e’ ammessa se finalizzata ad eludere la mancanza di un requisito di  partecipazione alla gara.                                     Art. 49         (Condizioni relative all’AAP e ad altri accordi internazionali)      1. Nella misura in cui sono contemplati dagli allegati 1, 2, 4 e  5 e dalle note generali dell’appendice 1 dell’Unione europea dell’AAP e dagli altri accordi internazionali a cui l’Unione  e’  vincolata,  le amministrazioni aggiudicatrici applicano ai lavori,  alle  forniture, ai servizi e agli operatori economici dei Paesi terzi,  firmatari  di tali accordi, un trattamento non meno favorevole di  quello  concesso ai sensi del presente codice.                                     Art. 50               (Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi)      1. Per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura  intellettuale,  con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensita’ di manodopera, i bandi di gara,  gli  avvisi  e  gli  inviti  possono inserire, nel rispetto dei principi dell’Unione  europea,  specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilita’  occupazionale  del personale   impiegato,    prevedendo    l’applicazione    da    parte dell’aggiudicatario, dei  contratti  collettivi  di  settore  di  cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15  giugno  2015,  n.  81.  I servizi ad alta intensita’ di manodopera sono  quelli  nei  quali  il

costo della manodopera e’ pari almeno al 50  per  cento  dell’importo totale del contratto.                                     Art. 51                             (Suddivisione in lotti)      1. Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di  appalti pubblici, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al  fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti suddividono gli appalti in  lotti  funzionali  di cui  all’articolo  3,  comma  1,  lettera  qq),   ovvero   in   lotti prestazionali di cui all’articolo 3,  comma  1,  lettera  ggggg),  in conformita’ alle categorie o specializzazioni nel settore dei lavori, servizi e forniture.  Le  stazioni  appaltanti  motivano  la  mancata suddivisione dell’appalto in lotti nel bando di gara o nella  lettera di invito e nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139.  Nel caso di  suddivisione  in  lotti,  il  relativo  valore  deve  essere adeguato  in  modo   da   garantire   l’effettiva   possibilita’   di partecipazione da parte delle microimprese, piccole e medie  imprese. E’ fatto divieto alle stazioni appaltanti di suddividere in lotti  a l solo fine di eludere l’applicazione delle disposizioni  del  presente codice, nonche’ di  aggiudicare  tramite  l’aggregazione  artificiosa degli appalti.    2. Le stazioni appaltanti indicano, altresi’, nel bando di  gara  o nella lettera di invito, se le offerte possono essere presentate  per un solo lotto, per alcuni lotti o per tutti.    3. Le stazioni appaltanti possono, anche ove esista la facolta’  di presentare offerte per alcuni o per tutti i lotti, limitare il numero di lotti che possono  essere  aggiudicati  a  un  solo  offerente,  a condizione che il numero massimo di lotti per offerente sia  indicato nel bando di gara o nell’invito a confermare interesse, a  presentare offerte o a negoziare.  Nei  medesimi  documenti  di  gara  indicano, altresi’, le regole o i criteri oggettivi e  non  discriminatori  che intendono applicare per determinare quali lotti saranno  aggiudicati, qualora  l’applicazione  dei  criteri  di   aggiudicazione   comporti l’aggiudicazione ad un solo offerente di un numero di lotti superiore al numero massimo.    4. Le stazioni appaltanti possono aggiudicare appalti che associano alcuni o  tutti  i  lotti  al  medesimo  offerente,  qualora  abbiano specificato, nel bando di gara o nell’invito a confermare  interesse, che si riservano tale possibilita’ e indichino i lotti  o  gruppi  di lotti che possono essere associati, nonche’ le modalita’ mediante cui effettuare la valutazione comparativa  tra  le  offerte  sui  singoli lotti e le offerte sulle associazioni di lotti.                                     Art. 52                     (Regole applicabili alle comunicazioni)      1.  Nei  settori  ordinari  e  nei  settori  speciali,   tutte   le comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente  codice sono eseguiti  utilizzando  mezzi  di  comunicazione  elettronici  in conformita’ con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a 9, nonche’ dal Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti  e  i  dispositivi  da utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche’  le  relative caratteristiche tecniche, hanno carattere non  discriminatorio,  sono comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente

in uso e  non  limitano  l’accesso  degli  operatori  economici  alla procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le stazioni  appaltanti  non  sono  obbligate  a  richiedere  mezzi   di comunicazione   elettronici   nella   procedura   di    presentazione dell’offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi:    a) a causa della natura specialistica dell’appalto, l’uso di  mezzi di  comunicazione  elettronici  richiederebbe  specifici   strumenti, dispositivi o formati di file che non sono in  genere  disponibili  o non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili;    b) i programmi in grado di gestire i  formati  di  file,  adatti  a descrivere l’offerta,  utilizzano  formati  che  non  possono  essere gestiti mediante altri programmi aperti  o  generalmente  disponibili ovvero sono protetti da licenza di proprieta’ esclusiva e non possono essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne  un  uso remoto da parte della stazione appaltante;    c)  l’utilizzo  di  mezzi  di  comunicazione  elettronici  richiede attrezzature specializzate per ufficio  non  comunemente  disponibili alle stazioni appaltanti;    d) i documenti di gara richiedono la presentazione  di  un  modello fisico o in scala ridotta che non puo’ essere trasmesso per mezzo  di strumenti elettronici;    e) l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ necessario a causa di una violazione della  sicurezza  dei  mezzi  di comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di natura particolarmente sensibile che richiedono un  livello  talmente elevato di protezione da non  poter  essere  adeguatamente  garantito mediante l’uso degli strumenti e  dispositivi  elettronici  che  sono generalmente a disposizione degli operatori economici o  che  possono essere messi loro a disposizione mediante  modalita’  alternative  di accesso ai sensi del comma 7.    2. Nei casi in cui  non  sono  utilizzati  mezzi  di  comunicazione elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la  comunicazione avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero  mediante  una  loro combinazione.    3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica  i  motivi per cui l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ stato ritenuto necessario  in  applicazione  del  comma  1,  terzo periodo.    4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo’  essere utilizzata in relazione a comunicazioni diverse  da  quelle  relative agli elementi essenziali  della  procedura  di  appalto,  purche’  il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato. A tal fine,  gli  elementi  essenziali  della  procedura  di  appalto includono i documenti di gara, le  richieste  di  partecipazione,  le conferme di interesse e le offerte. In particolare, le  comunicazioni orali con offerenti che potrebbero  incidere  significativamente  sul contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate  in  misura sufficiente e con mezzi adeguati.    5. In tutte le  comunicazioni,  gli  scambi  e  l’archiviazione  di informazioni, le stazioni appaltanti  garantiscono  che  l’integrita’ dei  dati  e  la  riservatezza  delle  offerte  e  delle  domande  di partecipazione siano mantenute. Essi  esaminano  il  contenuto  delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo  la  scadenza del termine stabilito per la loro presentazione.    6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere  l’uso di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in tale caso, offrono modalita’ alternative di  accesso.  Sono  adeguate modalita’ alternative di accesso quelle che:    a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere  dalla data di pubblicazione dell’avviso,  conformemente  all’allegato  V  o dalla data di invio dell’invito  a  confermare  interesse.  Il  testo dell’avviso o dell’invito a confermare interesse  indica  l’indirizzo

Internet  presso  il  quale  tali  strumenti   e   dispositivi   sono accessibili;    b)  assicurano che  gli  offerenti,  che  non  hanno  accesso  agli strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno  la  possibilita’ di  ottenerli  entro  i  termini  pertinenti,  a  condizione  che  la responsabilita’   del   mancato   accesso   non   sia    attribuibile all’offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un’autenticazione provvisoria fornite gratuitamente online;    c) offrono un canale alternativo per la  presentazione  elettronica delle offerte.    7. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli  enti  aggiudicatori possono  imporre  agli  operatori  economici  condizioni   intese   a proteggere il carattere di  riservatezza  delle  informazioni  che  i predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la  procedura  di appalto.    8. Oltre ai requisiti di cui all’allegato XI, agli strumenti  e  ai dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle  offerte e  di  ricezione  elettronica  delle  domande  di  partecipazione  si applicano le seguenti regole:    a) le stazioni  appaltanti  mettono  a  disposizione  dei  soggetti interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione  di offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa  la cifratura e la datazione;    b)  le stazioni appaltanti  specificano  il  livello  di  sicurezza richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare  per le varie fasi della  procedura  d’aggiudicazione  degli  appalti.  Il livello e’ proporzionato ai rischi connessi;    c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato  ai  sensi della lettera b), sia tale che  sono  necessarie  firme  elettroniche avanzate, come definite nel Codice dell’amministrazione  digitale  di cui  al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  le  stazioni appaltanti accettano le firme  elettroniche  avanzate  basate  su  un certificato  qualificato,  considerando  se  tali  certificati  siano forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in  un elenco  di  fiducia  di  cui   alla   decisione   della   Commissione 2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione  di  una firma sicura alle seguenti condizioni:    1) le stazioni  appaltanti  stabiliscono  il  formato  della  firma elettronica avanzata sulla base dei formati  stabiliti  nelle  regole tecniche  adottate  in  attuazione  del  Codice  dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un diverso formato di firma  elettronica,  la  firma  elettronica  o  il supporto  del  documento  elettronico  contiene  informazioni   sulle possibilita’ di convalida esistenti.  Le  possibilita’  di  convalida consentono  alla  stazione  appaltante  di   convalidare   on   line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate  su  un certificato  qualificato.  Le   stazioni   appaltanti,   tramite   il coordinamento della  Cabina  di  regia,  comunicano  le  informazioni relative al  fornitore  di  servizi  di  convalida  alla  Commissione europea che le pubblica su internet;    2) in caso di offerte firmate con il  sostegno  di  un  certificato qualificato in un elenco  di  fiducia,  le  stazioni  appaltanti  non applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l’uso di tali firme da parte degli offerenti.    9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di  una  procedura di appalto che sono firmati dall’autorita’ competente o da  un  altro ente responsabile del rilascio, l’autorita’ o  l’ente  competente  di rilascio puo’ stabilire il formato della firma  elettronica  avanzata in conformita’ ai requisiti previsti dalle regole  tecniche  adottate in attuazione del Codice  dell’amministrazione  digitale  di  cui  al

decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle  misure necessarie per  trattare  tecnicamente  tale  formato  includendo  le informazioni necessarie ai  fini  del  trattamento  della  firma  nei documenti  in  questione.  Tali  documenti  contengono  nella   firma elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita’  di convalida  esistenti  che  consentono   di   convalidare   le   firme elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo  comprensibile per i non madre lingua.    10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l’uso  dei  mezzi elettronici e’ obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni appaltanti possono  scegliere  uno  o  piu’  dei  seguenti  mezzi  di comunicazione  per  tutte  le   comunicazioni   e   gli   scambi   di informazioni:    a)  mezzi elettronici;    b)  posta;    c)   comunicazione  orale,  anche  telefonica,  per   comunicazioni diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi  essenziali  di  una procedura di aggiudicazione di una concessione e purche’ il contenuto della comunicazione orale  sia  sufficientemente  documentato  su  un supporto durevole;    d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento.    11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di  comunicazione  scelto deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non  deve limitare  l’accesso  degli  operatori  economici  alla  procedura  di aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e  i  dispositivi  da utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche’  le  relative caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione  comunemente in uso.    12. Alle concessioni si applica il comma 5.                                     Art. 53                       (Accesso agli atti e riservatezza)      1. Salvo quanto espressamente  previsto  nel  presente  codice,  il diritto di accesso agli atti delle  procedure  di  affidamento  e  di esecuzione dei contratti pubblici, ivi comprese le candidature  e  le offerte, e’ disciplinato dagli articoli 22 e seguenti della  legge  7 agosto 1990, n. 241. Il diritto di accesso agli atti del processo  di asta elettronica puo’  essere  esercitato  mediante  l’interrogazione delle  registrazioni  di  sistema  informatico  che   contengono   la documentazione in formato elettronico dei detti atti  ovvero  tramite l’invio ovvero la messa a disposizione di copia autentica degli atti.    2. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice  per  gli appalti secretati o la cui esecuzione  richiede  speciali  misure  di sicurezza, il diritto di accesso e’ differito:    a) nelle procedure aperte, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino  alla  scadenza  del  termine  per  la presentazione delle medesime;    b) nelle procedure ristrette e negoziate e nelle gare informali, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, e in relazione  all’elenco dei  soggetti  che  sono  stati  invitati  a  presentare  offerte   e all’elenco dei soggetti  che  hanno  presentato  offerte,  fino  alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte medesime;  ai soggetti la cui richiesta di invito sia stata respinta, e’ consentito l’accesso all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il  loro  interesse,  dopo  la  comunicazione ufficiale, da parte delle stazioni  appaltanti,  dei  nominativi  dei candidati da invitare;

  1. c) in relazione alle offerte, fino all’aggiudicazione; d)  in  relazione  al  procedimento  di  verifica  della   anomalia dell’offerta, fino all’aggiudicazione.    Gli atti di cui al comma 2, fino alla scadenza dei  termini  ivi previsti, non possono essere comunicati a terzi o resi  in  qualsiasi altro modo noti.    4. L’inosservanza dei commi 2 e 3 per i pubblici  ufficiali  o  per gli incaricati di pubblici servizi rileva ai fini  dell’articolo  326 del codice penale.    5. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice, per  gli appalti secretati o la cui esecuzione  richiede  speciali  misure  di sicurezza sono  esclusi  il  diritto  di  accesso  e  ogni  forma  di divulgazione in relazione:    a)  alle  informazioni  fornite  nell’ambito   dell’offerta   o   a giustificazione della medesima che costituiscano, secondo motivata  e comprovata   dichiarazione   dell’offerente,   segreti   tecnici    o commerciali;    b) ai pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti  all’applicazione del presente codice, per la soluzione di liti, potenziali o in  atto, relative ai contratti pubblici;    c) alle relazioni riservate del direttore dei lavori e  dell’organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore  del contratto;    d)  alle  soluzioni  tecniche  e  ai  programmi   per   elaboratore utilizzati dalla  stazione  appaltante  o  dal  gestore  del  sistema informatico per le aste  elettroniche,  ove  coperti  da  diritti  di privativa intellettuale.    6. In relazione all’ipotesi di cui  al  comma  5,  lettere  a),  e’ consentito l’accesso al concorrente ai fini della difesa in  giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di  affidamento  del contratto.    7. Le stazioni appaltanti possono imporre agli operatori  economici condizioni intese a proteggere il  carattere  di  riservatezza  delle informazioni   che   le   amministrazioni   aggiudicatrici    rendono disponibili durante tutta la procedura di appalto.

SEZIONE II Tecniche e strumenti per gli appalti elettronici e aggregati

Art. 54                                (Accordi quadro)      1. Le stazioni appaltanti possono  concludere  accordi  quadro  nel rispetto delle procedure di cui al presente codice. La durata  di  un accordo quadro non supera i quattro anni per gli appalti nei  settori ordinari e gli otto anni per gli appalti nei settori speciali,  salvo in  casi  eccezionali,  debitamente   motivati   in   relazione,   in particolare, all’oggetto dell’accordo quadro.    2. Nei settori ordinari, gli appalti basati su  un  accordo  quadro sono aggiudicati secondo le procedure previste dal presente  comma  e dai commi 3  e  4.  Tali  procedure  sono  applicabili  solo  tra  le amministrazioni aggiudicatrici, individuate nell’avviso di  indizione di gara  o  nell’invito  a  confermare  interesse,  e  gli  operatori economici parti dell’accordo quadro concluso. Gli appalti  basati  su un accordo quadro non comportano in nessun caso modifiche sostanziali alle condizioni fissate nell’accordo quadro in particolare  nel  caso di cui al comma 3.    3. Nell’ambito di un accordo quadro concluso con un solo  operatore

economico,  gli  appalti  sono  aggiudicati  entro  i  limiti   delle condizioni  fissate  nell’accordo  quadro  stesso.  L’amministrazione aggiudicatrice puo’ consultare  per  iscritto  l’operatore  economico parte dell’accordo quadro, chiedendogli di completare, se necessario, la sua offerta.    4.  L’accordo quadro  concluso  con  piu’  operatori  economici  e’ eseguito secondo una delle seguenti modalita’:    secondo i  termini  e  le  condizioni  dell’accordo  quadro,  senza riaprire il confronto competitivo, se l’accordo quadro contiene tutti i termini che disciplinano la prestazione dei lavori, dei  servizi  e delle forniture, nonche’  le  condizioni  oggettive  per  determinare quale degli operatori economici parti dell’accordo quadro effettuera’ la prestazione. Tali condizioni sono indicate nei documenti  di  gara per l’accordo quadro. L’individuazione dell’operatore economico parte dell’accordo quadro che effettuera’ la prestazione avviene sulla base di  decisione  motivata  in  relazione   alle   specifiche   esigenze dell’amministrazione;    b) se l’accordo quadro contiene tutti i termini che disciplinano la prestazione dei lavori, dei servizi e delle forniture, in parte senza la riapertura del confronto competitivo conformemente alla lettera a) e, in parte, con la riapertura  del  confronto  competitivo  tra  gli operatori economici  parti  dell’accordo  quadro  conformemente  alla lettera  c),  qualora   tale   possibilita’   sia   stata   stabilita dall’amministrazione  aggiudicatrice  nei  documenti  di   gara   per l’accordo quadro. La scelta se alcuni specifici lavori,  forniture  o servizi debbano essere  acquisiti  a  seguito  della  riapertura  del confronto  competitivo  o  direttamente  alle   condizioni   di   cui all’accordo quadro avviene in base  a  criteri  oggettivi,  che  sono indicati nei documenti di gara per l’accordo quadro.  Tali  documenti di gara precisano anche quali condizioni possono essere soggette alla riapertura del confronto competitivo. Le disposizioni previste  dalla presente lettera, primo periodo, si applicano anche a ogni  lotto  di un accordo quadro per il quale tutti i termini  che  disciplinano  la prestazione dei lavori, dei servizi e delle forniture  in  questione, sono definiti nell’accordo quadro,  anche  se  sono  stati  stabilit i tutti i termini che  disciplinano  la  prestazione  dei  lavori,  dei servizi e delle forniture per altri lotti;    c) riaprendo il confronto competitivo tra gli  operatori  economici parti dell’accordo quadro, se l’accordo quadro non contiene  tutti  i termini che disciplinano la prestazione dei  lavori,  dei  servizi  e delle forniture.    5. I confronti competitivi di cui al comma 4, lettere b) e  c),  si basano   sulle   stesse   condizioni   applicate   all’aggiudicazione dell’accordo  quadro,  se  necessario  precisandole,   e   su   altre condizioni indicate nei  documenti  di  gara  per  l’accordo  quadro, secondo la seguente procedura:    a)    per   ogni   appalto   da    aggiudicare    l’amministrazione aggiudicatrice consulta per iscritto gli operatori economici che sono in grado di eseguire l’oggetto dell’appalto;    b)  l’amministrazione aggiudicatrice fissa un  termine  sufficiente per presentare le  offerte  relative  a  ciascun  appalto  specifico, tenendo  conto  di  elementi  quali  la   complessita’   dell’oggetto dell’appalto e il tempo necessario per la trasmissione delle offerte;    c)  le offerte sono presentate per iscritto e il loro contenuto non viene reso pubblico fino alla scadenza del termine  previsto  per  la loro presentazione;    d)    l’amministrazione    aggiudicatrice    aggiudica    l’appalto all’offerente che ha presentato l’offerta  migliore  sulla  base  dei criteri di aggiudicazione fissati nei documenti di gara per l’accordo quadro.    6.  Nei settori speciali, gli appalti basati su un  accordo  quadro sono aggiudicati in base a regole e  criteri  oggettivi  che  possono prevedere la riapertura del confronto competitivo tra  gli  operatori

economici parti dell’accordo quadro concluso. Tali regole  e  criteri sono  indicati  nei  documenti  di  gara  per  l’accordo   quadro   e garantiscono parita’ di trattamento tra gli operatori economici parti dell’accordo.  Ove  sia  prevista   la   riapertura   del   confronto competitivo, l’ente aggiudicatore fissa un  termine  sufficiente  per consentire di presentare offerte relative a ciascun appalto specifico e aggiudicano ciascun appalto  all’offerente  che  ha  presentato  la migliore offerta in base ai criteri di aggiudicazione  stabiliti  nel capitolato d’oneri dell’accordo quadro. L’ente aggiudicatore non puo’ ricorrere agli accordi quadro in modo da eludere  l’applicazione  del presente decreto o in modo da ostacolare, limitare  o  distorcere  la concorrenza.                                     Art. 55                       (Sistemi dinamici di acquisizione)      1. Per acquisti di uso corrente, le cui caratteristiche, cosi’ come generalmente disponibili sul mercato, soddisfano  le  esigenze  delle stazioni appaltanti, e’ possibile avvalersi di un sistema dinamico di acquisizione. Il sistema dinamico di acquisizione e’ un  procedimento interamente  elettronico  ed  e’  aperto  per  tutto  il  periodo  di efficacia a qualsiasi operatore economico che soddisfi i  criteri  di selezione. Puo’ essere diviso  in  categorie  definite  di  prodotti, lavori o servizi sulla base  delle  caratteristiche  dell’appalto  da eseguire. Tali caratteristiche possono comprendere un riferimento  al quantitativo massimo ammissibile degli appalti specifici successivi o a un’area geografica specifica in cui gli appalti saranno eseguiti.    2.  Per l’aggiudicazione nell’ambito  di  un  sistema  dinamico  di acquisizione, le stazioni appaltanti seguono le norme previste per la procedura ristretta di cui  all’articolo  61.Tutti  i  candidati  che soddisfano i criteri di selezione sono ammessi al sistema; il  numero dei candidati  ammessi  non  deve  essere  limitato  ai  sensi  degli articoli 91 e135, comma 3.Le stazioni appaltanti che hanno diviso  il sistema in categorie di prodotti, lavori o servizi  conformemente  al comma 1, precisano i criteri di selezioni  applicabili  per  ciascuna categoria.    3.  Nei  settori   ordinari,   fermo   restando   quanto   previsto dall’articolo 61, si applicano i seguenti termini:    a)  il  termine  minimo  per  la   ricezione   delle   domande   di partecipazione e’ di trenta giorni dalla  data  di  trasmissione  del bando di gara o, se un avviso di preinformazione e’  utilizzato  come mezzo di indizione di una gara,  dalla  data  d’invio  dell’invito  a confermare interesse. Non sono applicabili ulteriori termini  per  la ricezione delle domande di partecipazione una volta  che  l’invito  a presentare  offerte  per  il  primo  appalto  specifico  nel  sistema dinamico di acquisizione e’ stato inviato;    b) il termine minimo per la ricezione delle offerte  e’  di  almeno dieci giorni dalla data  di  trasmissione  dell’invito  a  presentare offerte. Se del caso si applica l’articolo 62, comma 5.    4. Nei settori speciali, si applicano i seguenti termini:    a)  il  termine  minimo  per  la   ricezione   delle   domande   di partecipazione e’ fissato in non meno di trenta giorni dalla data  di trasmissione del bando di gara o, se come mezzo di indizione di  gara e’ usato un avviso periodico  indicativo,  dell’invito  a  confermare interesse. Non sono applicabili ulteriori termini  per  la  ricezione delle  domande  di  partecipazione  dopo   l’invio   dell”invito   a presentare offerte per il primo appalto specifico;    b)  il termine minimo per la ricezione delle offerte e’  di  almeno dieci giorni dalla data  di  trasmissione  dell’invito  a  presentare offerte. Si applica all’articolo 61, comma 5.

5.Tutte le comunicazioni nel  quadro  di  un  sistema  dinamico  di acquisizione sono effettuate  esclusivamente  con  mezzi  elettronici conformemente all’articolo 52, commi 1, 2, 3, 5, 6, 8 e 9.    6.  Per aggiudicare appalti nel quadro di un  sistema  dinamico  di acquisizione, le stazioni appaltanti:    a)  pubblicano un avviso di indizione di  gara  precisando  che  si tratta di un sistema dinamico di acquisizione;    b) nei documenti di gara precisano almeno la natura e la  quantita’ stimata  degli  acquisti  previsti,  nonche’  tutte  le  informazioni necessarie riguardanti il sistema dinamico  d’acquisizione,  comprese le modalita’ di funzionamento del sistema, il dispositivo elettronico utilizzato  nonche’  le  modalita’  e  le  specifiche   tecniche   di collegamento;    c)  indicano  un’eventuale  divisione  in  categorie  di  prodotti, lavori o servizi e le caratteristiche che definiscono le categorie;    d)  offrono accesso libero, diretto e  completo,  ai  documenti  di gara a norma dell’articolo 74.    7.  Le  stazioni  appaltanti  concedono  a  tutti   gli   operatori economici, per il  periodo  di  validita’  del  sistema  dinamico  di acquisizione, la  possibilita’  di  chiedere  di  essere  ammessi  al sistema alle condizioni di cui  ai  commi  da  2  a  4.  Le  stazioni appaltanti valutano tali domande in  base  ai  criteri  di  selezione entro dieci giorni lavorativi dal loro ricevimento. Il  termine  puo’ essere prorogato fino a quindici giorni lavorativi  in  singoli  casi motivati,   in   particolare   per   la   necessita’   di   esaminare documentazione aggiuntiva o di verificare in altro modo se i  criteri di selezione siano stati soddisfatti. In deroga al primo,  secondo  e terzo periodo, a condizione che l’invito a presentare offerte per  il primo appalto specifico nel sistema dinamico di acquisizione non  sia stato inviato, le stazioni appaltanti possono prorogare il periodo di valutazione, purche’ durante il periodo di valutazione prorogato  non sia emesso alcun invito a presentare offerte. Le stazioni  appaltanti indicano  nei  documenti  di  gara  la  durata  massima  del  periodo prorogato che intendono applicare. Le stazioni appaltanti  comunicano al piu’  presto  all’operatore  economico  interessato  se  e’  stat o ammesso o meno al sistema dinamico di acquisizione.    8. Le stazioni appaltanti invitano tutti i partecipanti  ammessi  a presentare un’offerta per  ogni  specifico  appalto  nell’ambito  del sistema dinamico di acquisizione,  conformemente  all’articolo  75  e all’articolo 153.Se il sistema  dinamico  di  acquisizione  e’  stato suddiviso in  categorie  di  prodotti,  lavori  o  servizi,  stazioni appaltanti invitano tutti i partecipanti ammessi alla  categoria  che corrisponde allo specifico  appalto  a  presentare  un’offerta.  Esse aggiudicano l’appalto:    a)  nei  settori  ordinari,  all’offerente  che  ha  presentato  la migliore offerta sulla base dei criteri di  aggiudicazione  enunciati nel  bando  di  gara  per  l’istituzione  del  sistema  dinamico   di acquisizione o, se un avviso di preinformazione  e’  utilizzato  come mezzo di indizione di una gara, nell’invito a confermare interesse;    b)  nei  settori  speciali,  all’offerente  che  ha  presentato  la migliore offerta sulla base dei criteri di  aggiudicazione  enunciati nel  bando  di  gara  per  l’istituzione  del  sistema  dinamico   di acquisizione, nell’invito a  confermare  interesse,  o,  quando  come mezzo di indizione di gara si usa  un  avviso  sull’esistenza  di  un sistema di qualificazione, nell’invito a presentare un’offerta.    9. I criteri  di  cui  al  comma  8,  lettere  a)  e  b),  possono, all’occorrenza, essere precisati nell’invito a presentare offerte.    10. Nei settori ordinari, le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere, in qualsiasi momento nel periodo di  validita’  del  sistema dinamico di acquisizione,  che  i  partecipanti  ammessi  innovino  o aggiornino il documento di gara unico  europeo  di  cui  all’articolo 85,entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui e’ trasmessa tale richiesta. L’articolo 85, commi da 5 a 7, si  applica  per  tutto  il

periodo di validita’ del sistema dinamico di acquisizione.    11. Nei settori speciali, gli  enti  aggiudicatori  che,  ai  sensi dell’articolo136,applicano  motivi  di  esclusione   e   criteri   di selezione  previsti  dagli  articoli  80e  83,  possono  esigere,  in qualsiasi momento nel periodo di validita’ del  sistema  dinamico  di acquisizione, che i partecipanti ammessi  innovino  o  aggiornino  il documento di gara unico europeo di cui all’articolo  85,entro  cinque giorni lavorativi dalla data in  cui  e’  trasmessa  tale  richiesta. L’articolo 85, commi da 5 a 7, si applica per  tutto  il  periodo  di validita’ del sistema dinamico di acquisizione.    12 Le stazioni appaltanti indicano nell’avviso di indizione di gara il periodo di validita’ del sistema dinamico  di  acquisizione.  Esse informano la Commissione di qualsiasi variazione di tale  periodo  di validita’ utilizzando i seguenti modelli di formulari:    a) se il periodo di validita’ e’ modificato  senza  porre  fine  al sistema, il modello utilizzato inizialmente per l’avviso di indizione di gara per il sistema dinamico di acquisizione;    b) se e’ posto termine al sistema, un avviso di  aggiudicazione  di cui agli articoli 98 e 129, comma 2.    13. Non possono essere posti a  carico  degli  operatori  economici interessati o partecipanti al  sistema  dinamico  di  acquisizione  i contributi di carattere amministrativo prima o nel corso del  periodo di validita’ del sistema dinamico di acquisizione.    14. Il Ministero dell’economia e delle finanze,  anche  avvalendosi di CONSIP S.p.A., puo’ provvedere alla realizzazione e gestione di un sistema dinamico di acquisizione per conto delle stazioni appaltanti, predisponendo  gli   strumenti   organizzativi   ed   amministrativi, elettronici e telematici e curando l’esecuzione di  tutti  i  servizi informatici, telematici e di consulenza necessari.                                     Art. 56                               (Aste elettroniche)      1. Le stazioni appaltanti possono ricorrere  ad  aste  elettroniche nelle quali vengono presentati nuovi prezzi, modificati al ribasso  o nuovi valori riguardanti taluni elementi delle offerte. A  tal  fine, le  stazioni  appaltanti  strutturano   l’asta   come   un   processo elettronico per  fasi  successive,  che  interviene  dopo  una  prima valutazione completa delle offerte e consente di classificarle  sulla base di un trattamento automatico. Gli appalti di servizi e di lavori che  hanno   per   oggetto   prestazioni   intellettuali,   come   la progettazione di lavori, che non possono essere classificati in  base ad un trattamento automatico, non sono oggetto di aste elettroniche.    2.   Nelle  procedure   aperte,   ristrette   o   competitive   con negoziazione o nelle procedure negoziate precedute da un’indizione di gara, le stazioni appaltanti possono stabilire  che  l’aggiudicazion e di  un  appalto  sia  preceduta  da  un’asta  elettronica  quando  il contenuto  dei  documenti  di  gara,  in  particolare  le  specifiche tecniche,  puo’  essere  fissato  in  maniera  precisa.  Alle  stesse condizioni, esse possono ricorrere all’asta elettronica in  occasione della riapertura del confronto competitivo fra le parti di un accordo quadro di cui all’articolo 54, comma 4, lettere b) e c),e comma 6,  e dell’indizione di gare per appalti  da  aggiudicare  nell’ambito  del sistema dinamico di acquisizione di cui all’articolo55.    3. L’asta elettronica e’ aggiudicata sulla base di uno dei seguenti elementi contenuti nell’offerta:    a) esclusivamente i  prezzi,  quando  l’appalto  viene  aggiudicato sulla sola base del prezzo;    b) il prezzo o i nuovi valori degli elementi dell’offerta  indicati nei documenti di gara, quando l’appalto e’ aggiudicato sulla base del

miglior rapporto qualita’/prezzo o costo/efficacia.    4.  Le  stazioni  appaltanti  indicano  il   ricorso   ad   un’asta elettronica nel bando di gara o nell’invito a confermare l’interesse, nonche’, per i settori speciali,  nell’invito  a  presentare  offerte quando per l’indizione di gara si usa un avviso sull’esistenza di  un sistema di qualificazione. I documenti di gara comprendono almeno  le informazioni di cui all’allegato XII.    5.  Prima di procedere all’asta elettronica, le stazioni appaltanti effettuano  valutazione  completa  delle  offerte  conformemente   al criterio o ai criteri di aggiudicazione  stabiliti  e  alla  relativa ponderazione.    6. Nei settori ordinari, un’offerta e’ considerata  ammissibile  se e’ stata presentata da un offerente che non e’ stato escluso ai sensi dell’articolo  80,  che  soddisfa  i  criteri  di  selezione  di  cui all’articolo 83 e la cui offerta e’ conforme alle specifiche tecniche senza essere irregolare o inaccettabile ovvero inadeguata,  ai  sensi dei commi 8, 9 e 10.    7. Nei settori speciali, un’offerta e’ considerata  ammissibile  se e’ stata presentata da un offerente che non e’ stato escluso ai sensi dell’articolo 135 o  dell’articolo  136,che  soddisfa  i  criteri  di selezione di cui al  medesimo  articolo  136  e  la  cui  offerta  e’ conforme  alle  specifiche  tecniche  senza   essere   irregolare   o inaccettabile ovvero inadeguata, ai sensi dei commi 8, 9 e 10.    8. Sono considerate irregolari le  offerte  che  non  rispettano  i documenti di gara, che sono state ricevute in ritardo,  in  relazione alle quali vi sono  prove  di  corruzione,  concussione  o  abuso  di ufficio o accordo  tra  operatori  economici  finalizzato  a  turbare l’asta, o che la stazione appaltante ha giudicato anormalmente basse.    9.  Sono  considerate  inaccettabili  le  offerte   presentate   da offerenti che  non  possiedono  la  qualificazione  necessaria  e  le offerte  il  cui  prezzo  supera  l’importo  posto   dalle   stazioni appaltanti a base di gara stabilito e  documentato  prima  dell’avvio della procedura di appalto.    10. Un’offerta  e’  ritenuta  inadeguata  se  non  presenta  alcuna pertinenza con l’appalto ed e’  quindi  manifestamente  incongruente, fatte  salve  le  modifiche  sostanziali  idonee  a  rispondere  alle esigenze della stazione appaltante e  ai  requisiti  specificati  nei documenti di gara. Una domanda  di  partecipazione  non  e’  ritenuta adeguata se l’operatore economico  interessato  deve  o  puo’  essere escluso  ai   sensi   dell’articolo80,   o   dell’articolo   135,   o dell’articolo 136,o non soddisfa i  criteri  di  selezione  stabiliti dall’amministrazione  aggiudicatrice  ai  sensi  dell’articolo  83  o dall’ente aggiudicatore ai sensi degli articoli135 o 136.    11. Tutti gli offerenti che hanno  presentato  offerte  ammissibili sono invitati simultaneamente, per  via  elettronica,  a  partecipare all’asta elettronica utilizzando, a decorrere dalla data  e  dall’ora previste,  le  modalita’  di  connessione  conformi  alle  istruzioni contenute nell’invito. L’asta elettronica puo’ svolgersi in piu’ fasi successive e non ha inizio prima di due giorni lavorativi  successivi alla data di invio degli inviti.    12. L’invito e’ corredato del risultato della valutazione  completa dell’offerta,  effettuata  conformemente  alla  ponderazione  di  cui all’articolo 95, commi 7 e 8. L’invito precisa, altresi’, la  formula matematica   che   determina,   durante   l’asta   elettronica,    le riclassificazioni automatiche in funzione dei nuovi  prezzi  e/o  dei nuovi  valori  presentati.   Salvo   il   caso   in   cui   l’offerta economicamente piu’ vantaggiosa sia individuata sulla base  del  solo prezzo, tale formula integra  la  ponderazione  di  tutti  i  criteri stabiliti per determinare l’offerta economicamente piu’  vantaggiosa, quale indicata nel bando di gara o in altri documenti di gara. A  tal fine, le eventuali forcelle devono  essere  precedentemente  espresse con un valore determinato. Qualora siano  autorizzate  varianti,  per ciascuna variante deve essere fornita una formula separata.

  1. Nel corso di ogni  fase  dell’asta  elettronica,  le  stazioni appaltanti comunicano in tempo reale a tutti gli offerenti almeno  le informazioni che consentono loro di  conoscere  in  ogni  momento  la rispettiva classificazione. Le stazioni appaltanti  possono,  purche’ previsto  nei  documenti  di  gara,  comunicare  altre   informazioni riguardanti altri  prezzi  o  valori  presentati.  Possono,  inoltre, rendere noto in qualsiasi momento il numero di partecipanti alla fase specifica dell’asta. In nessun caso, possono rendere nota l’identita’ degli  offerenti  durante  lo  svolgimento   delle   fasi   dell’asta elettronica.    14. Le stazioni appaltanti dichiarano conclusa  l’asta  elettronica secondo una o piu’ delle seguenti modalita’:    a) alla data e all’ora preventivamente indicate;    b) quando non  ricevono  piu’  nuovi  prezzi  o  nuovi  valori  che rispondono alle  esigenze  degli  scarti  minimi,  a  condizione  che abbiano preventivamente  indicato  il  termine  che  rispetteranno  a partire dalla ricezione dell’ultima presentazione prima di dichiarare conclusa l’asta elettronica;    c) quando il numero di fasi dell’asta preventivamente  indicato  e’ stato raggiunto.    15. Se le stazioni appaltanti intendono dichiarare conclusa  l’asta elettronica ai sensi del  comma  14,  lettera  c),  eventualmente  in combinazione con le modalita’ di cui alla  lettera  b)  del  medesimo comma, l’invito a partecipare all’asta indica il calendario  di  ogni fase dell’asta.    16.Dopo aver dichiarata conclusa l’asta  elettronica,  le  stazioni appaltanti aggiudicano l’appalto in funzione dei risultati  dell’asta elettronica.                                     Art. 57                             (Cataloghi elettronici)      Nel caso in cui sia  richiesto  l’uso  di  mezzi  di  comunicazione elettronici, le stazioni appaltanti possono chiedere che  le  offerte siano presentate sotto forma di catalogo elettronico o che  includano un  catalogo  elettronico.  Le  offerte  presentate  sotto  forma  di catalogo elettronico possono essere corredate di altri  documenti,  a completamento dell’offerta.    2. I cataloghi elettronici sono predisposti dai candidati  o  dagli offerenti per  la  partecipazione  a  una  determinata  procedura  di appalto  in  conformita’  alle  specifiche  tecniche  e  al   formato stabiliti  dalle  stazioni  appaltanti.  I   cataloghi   elettronici, inoltre,  soddisfano  i  requisiti  previsti  per  gli  strumenti  di comunicazione   elettronica   nonche’   gli    eventuali    requisiti supplementari  stabiliti  dalle  stazioni  appaltanti   conformemente all’articolo 52.    3. Quando la presentazione delle offerte sotto forma  di  cataloghi elettronici e’ accettata o richiesta, le stazioni appaltanti:    a)  nei  settori  ordinari,  lo  indicano  nel  bando  di  gara   o nell’invito a confermare interesse, quando il mezzo di  indizione  di gara e’ un  avviso  di  preinformazione;  nei  settori  speciali,  lo indicano nel bando di gara, nell’invito a  confermare  interesse,  o, quando il mezzo di indizione di gara e’ un avviso  sull’esistenza  di un sistema di qualificazione, nell’invito a presentare  offerte  o  a negoziare;    b) indicano nei documenti di gara tutte le informazioni  necessarie ai sensi dell’articolo 52,commi  8  e  9,  relative  al  formato,  al dispositivo elettronico utilizzato  nonche’  alle  modalita’  e  alle specifiche tecniche per il catalogo.    4.Quando un accordo quadro e’ concluso con piu’ operatori economici

dopo  la  presentazione  delle  offerte  sotto  forma  di   cataloghi elettronici,  le  stazioni  appaltanti  possono  prevedere   che   la riapertura  del  confronto  competitivo  per  i  contratti  specifici avvenga  sulla  base  di  cataloghi  aggiornati.  In  tal  caso,   le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti  aggiudicatori  utilizzano, alternativamente, uno dei seguenti metodi:    a)   invitano  gli  offerenti  a  ripresentare  i  loro   cataloghi elettronici, adattati alle esigenze del contratto in questione;    b)  comunicano  agli  offerenti  che  intendono   avvalersi   delle informazioni raccolte dai cataloghi elettronici gia’  presentati  per costituire offerte adeguate ai requisiti del contratto in  questione, a condizione che il ricorso a questa possibilita’ sia stato  previsto nei documenti di gara relativi all’accordo quadro.    5. Le stazioni appaltanti, in  caso  di  riapertura  del  confronto competitivo per i contratti specifici  in  conformita’  al  comma  4, lettera b), indicano agli offerenti la data e l’ora in cui  intendono procedere alla raccolta delle informazioni necessarie per  costituire offerte adattate ai requisiti del contratto specifico  e  danno  agli offerenti la possibilita’ di rifiutare tale raccolta di informazioni. Le stazioni appaltanti prevedono un adeguato periodo di tempo tra  la notifica   e   l’effettiva   raccolta    di    informazioni.    Prima dell’aggiudicazione dell’appalto, le stazioni  appaltanti  presentano le  informazioni  raccolte  all’offerente  interessato,  in  modo  da offrire la possibilita’ di  contestare  o  confermare  che  l’offerta cosi’ costituita non contiene errori materiali.    6. Le stazioni appaltanti possono aggiudicare appalti basati su  un sistema dinamico di acquisizione richiedendo che le  offerte  per  un appalto  specifico  siano  presentate   sotto   forma   di   catalogo elettronico. Le stazioni  appaltanti  possono,  inoltre,  aggiudicare appalti basati su un sistema dinamico di  acquisizione  conformemente al comma 4, lettera b), e al comma 5, a condizione che la domanda  di partecipazione al sistema dinamico di acquisizione  sia  accompagnata da un catalogo elettronico in conformita’ con le specifiche  tecniche e il formato stabilito dalla stazione appaltante.  Tale  catalogo  e’ completato dai candidati, qualora sia stata  comunicata  l’intenzione della  stazione  appaltante  di  costituire  offerte  attraverso   la procedura di cui al comma 4, lettera b).                                     Art. 58      (Procedure svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione)      Ai  sensi  della  normativa  vigente  in   materia   di   documento informatico e di firma digitale, nel rispetto dell’articolo  52e  dei principi  di  trasparenza,   semplificazione   ed   efficacia   delle procedure, le stazioni  appaltanti  ricorrono  a  procedure  di  gara interamente  gestite  con  sistemi  telematici  nel  rispetto   delle disposizioni di  cui  al  presente  codice.  L’utilizzo  dei  sistemi telematici non deve alterare la parita’ di accesso agli  operatori  o impedire, limitare o distorcere la concorrenza o modificare l’oggetto dell’appalto, come definito dai documenti di gara.    2. Le stazioni appaltanti possono stabilire che l’aggiudicazione di una procedura interamente gestita con sistemi telematici avvenga  con la  presentazione  di  un’unica  offerta  ovvero  attraverso  un’asta elettronica  alle  condizioni  e  secondo   le   modalita’   di   cui all’articolo 56.    3. Ai fini del controllo sul possesso dei  requisiti  di  capacita’ economico-finanziaria   e   tecnico-professionale,   il   dispositivo elettronico  delle  stazioni   appaltanti   provvede,   mediante   un meccanismo casuale automatico, ad  effettuare  un  sorteggio  di  cui viene  data  immediata  evidenza  per  via  telematica  a  tutti  gli

offerenti, nel rispetto del principio di riservatezza dell’elenco dei soggetti che partecipano alla procedura di gara.    4. Il sistema telematico crea ed attribuisce in  via  automatica  a ciascun operatore economico che partecipa alla  procedura  un  codice identificativo  personale  attraverso  l’attribuzione  di  userID   e password e  di  eventuali  altri  codici  individuali  necessari  per operare all’interno del sistema.    5. Al momento della ricezione delle offerte, la stazione appaltante trasmette in via elettronica a ciascun concorrente  la  notifica  del corretto recepimento dell’offerta stessa.    6. La stazione appaltante, scaduto il termine  di  ricezione  delle offerte,  esamina  dapprima  le  dichiarazioni  e  la  documentazione attestante il possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura e, all’esito  di  detta  attivita’,  l’eventuale  offerta  tecnica  e successivamente quella economica.    7. Conclusa la procedura di cui al comma 6, il  sistema  telematico produce in automatico la graduatoria.    8. Le procedure di gara interamente gestite con sistemi  telematici possono essere adottate anche ai fini della stipula delle convenzioni di cui all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.    9.  Le  tecnologie  sono  scelte  in  modo   tale   da   assicurare l’accessibilita’ delle persone con  disabilita’,  conformemente  agli standard europei.    10. L’Agenzia per l’Italia  Digitale  (AGID)  emana,  entro  il  31 luglio 2016, regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio  e la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisito  e  di negoziazione.

CAPO II PROCEDURE DI SCELTADEL CONTRAENTE PER I SETTORI ORDINARI

Art.59                          (Scelta delle procedure)      1. Nell’aggiudicazione di appalti pubblici, le stazioni  appaltanti utilizzano le procedure aperte o ristrette, previa  pubblicazione  di un bando o  avviso  di  indizione  di  gara.  Esse  possono  altresi’ utilizzare il partenariato  per  l’innovazione  quando  sussistono  i presupposti previsti dall’articolo 65, la procedura  competitiva  con negoziazione e il dialogo competitivo quando sussistono i presupposti previsti  dal  comma  2  e  la  procedura  negoziata   senza   previa pubblicazione di un bando di gara  quando  sussistono  i  presupposti previsti dall’articolo  63.  Gli  appalti  relativi  ai  lavori  sono affidati, ponendo a base  di  gara  il  progetto  esecutivo,  il  cui contenuto, come definito dall’articolo 23,  comma  8,  garantisce  la rispondenza dell’opera ai requisiti di qualita’ predeterminati  e  il rispetto dei tempi e  dei  costi  previsti.  E’  vietato  il  ricors o all’affidamento congiunto della progettazione  e  dell’esecuzione  di lavori ad esclusione dei casi di affidamento a  contraente  generale, finanza  di  progetto,  affidamento  in   concessione,   partenariato pubblico privato, contratto di disponibilita’.    2.  Le  amministrazioni  aggiudicatrici  utilizzano  la   procedura competitiva con negoziazione o il dialogo competitivo nelle  seguenti ipotesi:    a) per l’aggiudicazione di contratti di lavori, forniture o servizi in presenza di una o piu’ delle seguenti condizioni:    1) le esigenze dell’amministrazione aggiudicatrice  perseguite  con l’appalto non possono essere  soddisfatte  senza  adottare  soluzioni immediatamente disponibili;    2) implicano progettazione o soluzioni innovative;

3)  l’appalto  non  puo’  essere   aggiudicato   senza   preventive negoziazioni a causa di circostanze  particolari  in  relazione  alla natura,  complessita’  o   impostazione   finanziaria   e   giuridica dell’oggetto dell’appalto o a causa dei rischi a esso connessi;    4)  le  specifiche  tecniche  non  possono  essere  stabilite   con sufficiente  precisione   dall’amministrazione   aggiudicatrice   con riferimento  a  una  norma,  una  valutazione  tecnica  europea,  una specifica tecnica comune o un riferimento tecnico ai sensi dei  punti da 2 a 5 dell’allegato XIII;    b) per l’aggiudicazione di contratti di lavori, forniture o servizi per i quali, in esito a una procedura aperta o ristretta, sono  state presentate soltanto  offerte  irregolari  o  inammissibili  ai  sensi rispettivamente  dei  commi  3  e   4.   In   tali   situazioni,   le amministrazioni aggiudicatrici non sono tenute a pubblicare un  bando di gara se includono nella ulteriore procedura tutti, e soltanto, gli offerenti in possesso dei requisiti di cui agli articoli dal 80 al 90 che, nella procedura aperta o ristretta precedente, hanno  presentato offerte conformi ai requisiti formali della procedura di appalto.    3. Sono considerate irregolari le offerte  non  conformi  a  quant o prescritto nei documenti di gara.    4. Sono considerate inammissibili le offerte:    a) che  sono  state  presentate  in  ritardo  rispetto  ai  termini indicati nel bando o nell’avviso con cui si indice la gara;    b) in relazione alle  quali  la  commissione  giudicatrice  ritenga sussistenti gli estremi per informativa alla Procura della Repubblica per reati di corruzione o fenomeni collusivi;    c) che l’amministrazione aggiudicatrice ha  giudicato  anormalmente basse;    d) che non hanno la qualificazione necessaria;    e)  il  cui  prezzo  supera  l’importo  posto  dall’amministrazione aggiudicatrice  a  base  di  gara,  stabilito  e  documentato   prima dell’avvio della procedura di appalto.    5. La gara e’ indetta mediante un bando di  gara  redatto  a  norma dell’articolo 71. Nel caso in cui l’appalto sia aggiudicato  mediante procedura ristretta o  procedura  competitiva  con  negoziazione,  le amministrazioni  aggiudicatrici  di  cui  all’articolo  3,  comma  1, lettera c), possono, in deroga al primo periodo del  presente  comma, utilizzare un avviso di preinformazione secondo quanto  previsto  dai commi 2 e 3 dell’articolo 70.Se la gara e’ indetta mediante un avviso di preinformazione, gli operatori  economici  che  hanno  manifestato interesse in seguito  alla  pubblicazione  dell’avviso  stesso,  sono successivamente invitati a  confermarlo  per  iscritto,  mediante  un invito a confermare interesse, secondo quanto previsto  dall’articolo 75.                                     Art. 60                               (Procedura aperta)      1.  Nelle   procedure   aperte,   qualsiasi   operatore   economico interessato puo’ presentare un’offerta in risposta  a  un  avviso  di indizione di gara. Il termine minimo per la ricezione  delle  offerte e’ di trentacinque giorni dalla data di  trasmissione  del  bando  di gara. Le  offerte  sono  accompagnate  dalle  informazioni  richieste dall’amministrazione aggiudicatrice per la selezione qualitativa.    2. Nel  caso  in  cui  le  amministrazioni  aggiudicatrici  abbiano pubblicato un avviso di preinformazione che non sia stato usato  come mezzo di indizione di una gara, il termine minimo  per  la  ricezione delle offerte, come stabilito al  comma  1,  puo’  essere  ridotto  a quindici  giorni  purche’  siano   rispettate   tutte   le   seguenti condizioni:

  1. a) l’avviso di  preinformazione  contiene  tutte  le  informazioni richieste per il bando di gara di  cui  all’allegato  XIV,  parte  I, lettera B, sezione B1, sempreche’ queste siano disponibili al momento della pubblicazione dell’avviso di preinformazione;    b) l’avviso di preinformazione e’ stato inviato alla  pubblicazione da non meno di trentacinque giorni e  non  oltre  dodici  mesi  prima della data di trasmissione del bando di gara.    Le amministrazioni aggiudicatrici possono fissare un termine non inferiore a quindici giorni a decorrere dalla data di invio del bando di  gara  se,   per   ragioni   di   urgenza   debitamente   motivate dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini  minimi  stabiliti  al comma 1 non possono essere rispettati.                                     Art. 61                              (Procedura ristretta)      1. Nelle procedure ristrette  qualsiasi  operatore  economico  puo’ presentare una domanda di partecipazione in risposta a un  avviso  di indizione di gara contenente i dati di cui all’allegato XIV, parte I, lettera B o C a seconda del caso, fornendo le informazioni  richieste dall’amministrazione   aggiudicatrice   ai   fini   della   selezione qualitativa.    2.  Il  termine  minimo  per  la   ricezione   delle   domande   di partecipazione e’ di trenta giorni dalla  data  di  trasmissione  del bando di gara o, se e’ utilizzato un avviso di  preinformazione  come mezzo di indizione di una gara,  dalla  data  d’invio  dell’invito  a confermare interesse.    3. A seguito  della  valutazione  da  parte  delle  amministrazioni aggiudicatrici delle informazioni  fornite,  soltanto  gli  operatori economici invitati possono presentare un’offerta. Le  amministrazioni aggiudicatrici possono limitare il  numero  di  candidati  idonei  da invitare a partecipare alla procedura in conformita’ all’articolo 91. Il termine minimo per la ricezione delle offerte e’ di trenta  giorni dalla data di trasmissione dell’invito a presentare offerte.    4.  Nel  caso  in  cui  le  amministrazioni  aggiudicatrici   hanno pubblicato  un  avviso  di   preinformazione   non   utilizzato   per l’indizione di una gara, il termine minimo per la presentazione delle offerte puo’ essere ridotto a dieci giorni purche’  siano  rispettate tutte le seguenti condizioni:    a) l’avviso  di  preinformazione  contiene  tutte  le  informazioni richieste nel citato allegato XIV, parte I,  lettera  B  sezione  B1, purche’  dette  informazioni  siano  disponibili  al  momento   della pubblicazione dell’avviso di preinformazione;    b) l’avviso di preinformazione e’ stato inviato alla  pubblicazione da non meno di trentacinque giorni e  non  oltre  dodici  mesi  prima della data di trasmissione del bando di gara.    5. Le amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo  3,  comma 1, lettera c), possono fissare il  termine  per  la  ricezione  delle offerte di concerto  con  i  candidati  selezionati,  purche’  questi ultimi dispongano di un termine identico per redigere e presentare le loro  offerte.  In  assenza  di  un  accordo  sul  termine   per   la presentazione delle offerte, il termine non puo’ essere  inferiore  a dieci giorni dalla data di invio dell’invito a presentare offerte.    6.  Quando,  per  motivi  di  urgenza   debitamente   motivati   e’ impossibile  rispettare  i  termini  minimi  previsti   al   presente articolo, l’amministrazione aggiudicatrice puo’ fissare:    a) per la ricezione delle domande di partecipazione, un termine non inferiore a quindici giorni dalla data di trasmissione del  bando  di gara;    b) un termine di ricezione delle  offerte  non  inferiore  a  dieci

giorni a decorrere dalla  data  di  invio  dell’invito  a  presentare offerte.                                     Art. 62                    (Procedura competitiva con negoziazione)      1. Nelle procedure competitive con negoziazione qualsiasi operatore economico puo’ presentare una domanda di partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara  contenente  le  informazioni  di  cui all’allegato XIV, parte I, lettere B e C,  fornendo  le  informazioni richieste  dall’amministrazione  aggiudicatrice  per   la   selezione qualitativa.    2.  Nei  documenti  di  gara  le   amministrazioni   aggiudicatrici individuano l’oggetto dell’appalto  fornendo  una  descrizione  delle loro  esigenze,  illustrando  le  caratteristiche  richieste  per  le forniture, i lavori o i servizi da appaltare, specificando i  criteri per l’aggiudicazione dell’appalto e indicano altresi’ quali  elementi della descrizione  definiscono  i  requisiti  minimi  che  tutti  gli offerenti devono soddisfare.    3. Le informazioni fornite devono essere  sufficientemente  precise per permettere agli operatori economici di individuare  la  natura  e l’ambito dell’appalto e decidere se partecipare alla procedura.    4.  Il  termine  minimo  per  la   ricezione   delle   domande   di partecipazione e’ di trenta giorni dalla  data  di  trasmissione  del bando di gara o, se e’ utilizzato come mezzo di indizione di una gara un avviso  di  preinformazione,  dalla  data  d’invio  dell’invito  a confermare interesse.    5. Il termine minimo per la ricezione delle offerte iniziali e’  di trenta giorni dalla data di trasmissione dell’invito. I termini  sono ridotti nei casi previsti dall’articolo 61, commi 5 e 6.    6.  Solo  gli  operatori  economici  invitati  dall’amministrazione aggiudicatrice,  in  seguito  alla  valutazione  delle   informazioni fornite, possono presentare un’offerta iniziale  che  costituisce  la base   per   la   successiva   negoziazione.    Le    amministrazioni aggiudicatrici possono limitare il  numero  di  candidati  idonei  da invitare a partecipare alla procedura, ai sensi dell’articolo 91.    7.  Salvo  quanto  previsto  dal  comma   8,   le   amministrazioni aggiudicatrici negoziano con gli operatori economici le loro  offerte iniziali e tutte le successive da essi presentate, tranne le  offerte finali di cui al comma 12, per migliorarne il contenuto. I  requisiti minimi  e  i  criteri  di  aggiudicazione   non   sono   soggetti   a negoziazione.    8. Le amministrazioni aggiudicatrici  possono  aggiudicare  appalti sulla base delle offerte iniziali senza negoziazione se previsto  nel bando di gara o nell’invito a confermare interesse.    9. Nel corso delle negoziazioni le  amministrazioni  aggiudicatrici garantiscono la parita’ di trattamento fra tutti gli offerenti. A tal fine,  non  forniscono   informazioni   che   possano   avvantaggiare determinati offerenti rispetto ad altri. Esse informano per  iscritto tutti gli offerenti le cui offerte non sono state  escluse  ai  sensi del comma 11, delle modifiche alle specifiche  tecniche  o  ad  altri documenti di gara diversi da  quelli  che  stabiliscono  i  requisiti minimi. A seguito di tali modifiche le amministrazioni aggiudicatrici concedono agli  offerenti  un  tempo  sufficiente  per  modificare  e ripresentare, ove opportuno, le offerte modificate.    10.  Le  amministrazioni  aggiudicatrici,  nei  limiti  di   quanto disposto  dall’articolo  53,  non   possono   rivelare   agli   altri partecipanti informazioni riservate comunicate dal candidato o da  un offerente che partecipa alle negoziazioni senza l’accordo  di  questi ultimi. Tale accordo non assume la forma di una deroga  generale,  ma

si considera riferito alla comunicazione di  informazioni  specifiche espressamente indicate.    11. Le procedure competitive con negoziazione possono svolgersi  in fasi successive  per  ridurre  il  numero  di  offerte  da  negoziare applicando i criteri di aggiudicazione specificati nel bando di gara, nell’invito a confermare interesse o in altro documento di gara.  Nel bando  di  gara,  nell’invito  a  confermare  interesse  o  in  altro documento di gara,  l’amministrazione  aggiudicatrice  indica  se  si avvale di tale facolta’.    12. Quando le amministrazioni aggiudicatrici  intendono  concludere le negoziazioni, esse informano gli altri offerenti e stabiliscono un termine entro il quale possono  essere  presentate  offerte  nuove  o modificate. Esse verificano che le offerte finali siano  conformi  ai requisiti minimi prescritti e all’articolo 94,  valutano  le  offerte finali in base ai criteri di aggiudicazione e  aggiudicano  l’appalto ai sensi degli articoli 95, 96 e 97.                                     Art. 63      (Uso della procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando                               di gara)      1. Nei casi e nelle circostanze indicati  nei  seguenti  commi,  le amministrazioni aggiudicatrici possono aggiudicare  appalti  pubblici mediante una procedura negoziata senza  previa  pubblicazione  di  un bando di gara, dando conto con adeguata motivazione, nel  primo  atto della procedura, della sussistenza dei relativi presupposti.    2. Nel caso di appalti pubblici di lavori, forniture e servizi,  la procedura  negoziata   senza   previa   pubblicazione   puo’   essere utilizzata:    a) qualora non sia stata presentata alcuna offerta o alcuna offerta appropriata, ne’ alcuna domanda di partecipazione o alcuna domanda di partecipazione appropriata, in esito all’esperimento di una procedura aperta o ristretta, purche’ le condizioni iniziali  dell’appalto  non siano  sostanzialmente  modificate  e  purche’  sia   trasmessa   una relazione alla Commissione europea, su sua richiesta. Un’offerta  non e’  ritenuta  appropriata  se  non  presenta  alcuna  pertinenza  con l’appalto ed e’, quindi, manifestamente inadeguata,  salvo  modifiche sostanziali,  a   rispondere   alle   esigenze   dell’amministrazione aggiudicatrice e ai requisiti specificati nei documenti di gara.  Una domanda di partecipazione non e’ ritenuta appropriata se  l’operatore economico  interessato  deve  o  puo’   essere   escluso   ai   sensi dell’articolo 80 o non soddisfa  i  criteri  di  selezione  stabilit i dall’amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell’articolo 83;    b) quando i lavori, le forniture o i servizi possono essere forniti unicamente da  un  determinato  operatore  economico  per  una  delle seguenti ragioni:    1)   lo   scopo   dell’appalto   consiste   nella    creazione    o nell’acquisizione di un’opera  d’arte  o  rappresentazione  artistica unica;    2) la concorrenza e’ assente per motivi tecnici;    3) la tutela di diritti esclusivi, inclusi i diritti di  proprieta’ intellettuale.    Le eccezioni di cui ai punti 2) e 3) si applicano solo  quando  non esistono  altri   operatori   economici   o   soluzioni   alternative ragionevoli e l’assenza di concorrenza non e’  il  risultato  di  una limitazione artificiale dei parametri dell’appalto;    c) nella misura strettamente  necessaria  quando,  per  ragioni  di estrema     urgenza     derivante     da     eventi     imprevedibili dall’amministrazione  aggiudicatrice,  i  termini  per  le  procedure aperte o per le procedure ristrette o per  le  procedure  competitive

con  negoziazione  non  possono  essere  rispettati.  Le  circostanze invocate a giustificazione del  ricorso  alla  procedura  di  cui  al presente articolo non devono essere in  alcun  caso  imputabili  alle amministrazioni aggiudicatrici.    3. Nel caso di appalti pubblici di forniture, la procedura  di  cui al presente articolo e’, inoltre, consentita nei casi seguenti:    a)  qualora  i  prodotti  oggetto  dell’appalto  siano   fabbricati esclusivamente a scopo di ricerca, di sperimentazione, di studio o di sviluppo, salvo che si tratti di produzione  in  quantita’  volta  ad accertare la redditivita’ commerciale del prodotto o ad  ammortizzare i costi di ricerca e di sviluppo;    b) nel caso di  consegne  complementari  effettuate  dal  fornitore originario e destinate al rinnovo parziale di forniture o di impianti o all’ampliamento di  forniture  o  impianti  esistenti,  qualora  il cambiamento di fornitore obblighi l’amministrazione aggiudicatrice ad acquistare forniture con caratteristiche tecniche differenti, il  cui impiego o la  cui  manutenzione  comporterebbero  incompatibilita’  o difficolta’ tecniche sproporzionate; la durata di  tali  contratti  e dei contratti rinnovabili non puo’ comunque di regola superare i  tre anni;    c) per forniture quotate e acquistate  sul  mercato  delle  materie prime;    d)  per  l’acquisto   di   forniture   o   servizi   a   condizioni particolarmente   vantaggiose,   da   un    fornitore    che    cessa definitivamente l’attivita’ commerciale  oppure  dagli  organi  delle procedure concorsuali.    4. La  procedura  prevista  dal  presente  articolo  e’,  altresi’, consentita  negli  appalti  pubblici  relativi  ai  servizi   qualora l’appalto faccia seguito ad un concorso di progettazione e debba,  in base alle norme applicabili, essere aggiudicato al vincitore o ad uno dei vincitori del concorso. In quest’ultimo caso, tutti  i  vincitor i devono essere invitati a partecipare ai negoziati.    5. La presente procedura puo’ essere utilizzata per nuovi lavori  o servizi consistenti nella ripetizione di lavori o  servizi  analoghi, gia’ affidati  all’operatore  economico  aggiudicatario  dell’appalto iniziale dalle medesime amministrazioni aggiudicatrici, a  condizione che tali lavori o servizi siano conformi al progetto a base di gara e che tale progetto sia stato oggetto di un primo  appalto  aggiudicato secondo una procedura di cui all’articolo 59, comma 1. Il progetto  a base  di  gara  indica  l’entita’  di  eventuali  lavori  o   servizi complementari e le condizioni alle quali essi  verranno  aggiudicati. La possibilita’ di avvalersi della procedura  prevista  dal  presente articolo e’ indicata sin dall’avvio del confronto  competitivo  nella prima operazione e l’importo totale previsto per la prosecuzione  dei lavori  o  della  prestazione  dei  servizi  e’  computato   per   la determinazione   del   valore   globale   dell’appalto,    ai    fini dell’applicazione delle soglie di cui all’articolo 35,  comma  1.  Il ricorso a questa procedura e’ limitato al  triennio  successivo  alla stipulazione del contratto dell’appalto iniziale.    6. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  individuano  gli  operatori economici da consultare sulla base  di  informazioni  riguardanti  le caratteristiche di qualificazione economica e finanziaria e  tecniche e professionali desunte dal mercato, nel  rispetto  dei  principi  di trasparenza, concorrenza,  rotazione,  e  selezionano  almeno  cinque operatori economici, se sussistono in tale  numero  soggetti  idonei. L’amministrazione aggiudicatrice sceglie l’operatore economico che ha offerto le condizioni piu’ vantaggiose, ai  sensi  dell’articolo  95, previa verifica del possesso dei requisiti di partecipazione previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo  mediante  procedura aperta, ristretta o mediante procedura competitiva con negoziazione.                                     Art. 64

(Dialogo competitivo)      1.  Il  provvedimento  con  cui  le  stazioni  appaltanti  di   cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), decidono di ricorrere al dialogo competitivo deve contenere specifica  motivazione,  i  cui  contenuti sono richiamati nella relazione unica di cui agli articoli 99  e  139 sulla sussistenza  dei  presupposti  previsti  per  il  ricorso  allo stesso. L’appalto e’ aggiudicato unicamente sulla base  del  criterio dell’offerta con il miglior  rapporto  qualita’/prezzo  conformemente all’articolo 95, comma 6.    2. Nel  dialogo  competitivo  qualsiasi  operatore  economico  puo’ chiedere di partecipare in risposta a un  bando  di  gara,  o  ad  un avviso di indizione di gara, fornendo le informazioni richieste dalla stazione appaltante, per la selezione qualitativa.    3.  Il  termine  minimo  per  la   ricezione   delle   domande   di partecipazione e’ di trenta giorni dalla  data  di  trasmissione  del bando di gara o, se come mezzo di  indizione  di  gara  e’  usato  un avviso di  preinformazione  o  periodico  indicativo,  dell’invito  a confermare interesse. Soltanto gli operatori economici invitati dalle stazioni appaltanti in seguito alla  valutazione  delle  informazioni fornite  possono  partecipare  al  dialogo.  Le  stazioni  appaltanti possono  limitare  il  numero  di  candidati  idonei  da  invitare  a partecipare alla procedura in conformita’ all’articolo 91.    4. Le stazioni appaltanti indicano nel bando di gara o  nell’avviso di indizione di gara le loro esigenze e i requisiti  richiesti  e  li definiscono nel bando  stesso,  nell’avviso  di  indizione  o  in  un documento descrittivo.    5. Le stazioni appaltanti avviano con i partecipanti selezionati un dialogo finalizzato all’individuazione e alla definizione  dei  mezzi piu’ idonei a  soddisfare  le  proprie  necessita’.  Nella  fase  del dialogo possono discutere con i partecipanti  selezionati  tutti  gli aspetti dell’appalto.    6. Durante  il  dialogo  le  stazioni  appaltanti  garantiscono  la parita’ di trattamento di tutti  i  partecipanti.  A  tal  fine,  non forniscono  informazioni  che   possano   avvantaggiare   determinati partecipanti rispetto ad altri.    7. Conformemente all’articolo 53 le stazioni appaltanti non possono rivelare agli  altri  partecipanti  le  soluzioni  proposte  o  altre informazioni riservate comunicate da un candidato o da  un  offerente partecipante  al  dialogo,  senza  l’accordo  di  quest’ultimo.  Tale accordo non assume la forma di una deroga generale  ma  si  considera riferito alla comunicazione di informazioni specifiche  espressamente indicate.    8. I dialoghi competitivi possono svolgersi in fasi  successive  in modo da ridurre il numero di soluzioni da discutere durante  la  fase del dialogo applicando i  criteri  di  aggiudicazione  stabiliti  nel bando di gara, nell’avviso di  indizione  di  gara  o  nel  documento descrittivo. Nel bando di gara o nell’avviso di indizione di  gara  o nel  documento  descrittivo  le  stazioni  appaltanti   indicano   se sceglieranno tale opzione.    9. La stazione appaltante prosegue il dialogo  finche’  non  e’  in grado  di  individuare  la  soluzione  o  le  soluzioni  che  possano soddisfare le sue necessitaa’.    10. Dopo aver dichiarato concluso il dialogo e averne  informato  i partecipanti rimanenti, le stazioni appaltanti  invitano  ciascuno  a presentare le loro offerte finali  in  base  alla  soluzione  o  alle soluzioni presentate e  specificate  nella  fase  del  dialogo.  Tali offerte contengono tutti  gli  elementi  richiesti  e  necessari  per l’esecuzione del progetto. Su richiesta della stazione appaltante  le offerte possono essere chiarite, precisate e  perfezionate.  Tuttavia le precisazioni, i chiarimenti, i  perfezionamenti  o  i  complementi

delle informazioni non possono  avere  l’effetto  di  modificare  gli aspetti essenziali dell’offerta o dell’appalto, compresi i  requisiti e le esigenze indicati nel bando di gara, nell’avviso di indizione di gara o nel documento descrittivo, qualora le variazioni  rischino  di falsare la concorrenza o di avere un effetto discriminatorio.    11. Le stazioni appaltanti valutano le offerte ricevute sulla  base dei criteri di aggiudicazione fissati nel bando di gara,  nell’avviso di indizione  di  gara  o  nel  documento  descrittivo  e  applicano, altresi’, le seguenti disposizioni:    a) i documenti alla base  delle  offerte  ricevute  possono  essere integrati da quanto emerso nel dialogo competitivo;    b) su richiesta della stazione appaltante possono  essere  condotte negoziazioni con l’offerente che risulta  aver  presentato  l’offerta con il miglior rapporto qualita’/prezzo al  fine  di  confermare  gli impegni finanziari o altri termini contenuti nell’offerta  attraverso il completamento dei termini del contratto.    12. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b)  del  comma  11  si applicano qualora da cio’ non consegua  la  modifica  sostanziale  di elementi  fondamentali  dell’offerta  o  dell’appalto,  comprese   le esigenze e i requisiti definiti nel bando  di  gara,  nell’avviso  di indizione di gara o nel documento  descrittivo,  ovvero  che  non  si rischi di falsare la concorrenza o creare discriminazioni.    13. Le stazioni appaltanti possono prevedere premi o pagamenti  per i partecipanti al dialogo.                                     Art. 65                        (Partenariato per l’innovazione)      1. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli  enti  aggiudicatori possono ricorrere ai partenariati per l’innovazione nelle ipotesi  in cui l’esigenza di sviluppare prodotti, servizi o lavori innovativi  e di acquistare successivamente le forniture, i servizi o i lavori  che ne risultano non puo’, in base a una motivata determinazione,  essere soddisfatta ricorrendo a soluzioni gia’ disponibili  sul  mercato,  a condizione che le forniture,  servizi  o  lavori  che  ne  risultano, corrispondano ai livelli di prestazioni e ai costi massimi concordati tra le stazioni appaltanti e i partecipanti.    2. Nei documenti di gara le amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli enti aggiudicatori fissano i requisiti minimi che tutti gli offerenti devono soddisfare, in modo  sufficientemente  preciso  da  permettere agli operatori economici di individuare la natura  e  l’ambito  della soluzione richiesta e decidere se partecipare alla procedura.    3. Nel partenariato per l’innovazione qualsiasi operatore economico puo’ formulare una domanda di partecipazione in risposta a  un  bando di gara  o  ad  un  avviso  di  indizione  di  gara,  presentando  le informazioni richieste dalla stazione  appaltante  per  la  selezione qualitativa.    4. L’amministrazione aggiudicatrice e l’ente aggiudicatore  possono decidere di instaurare il partenariato per l’innovazione  con  uno  o piu’  operatori  economici  che  conducono  attivita’  di  ricerca  e sviluppo separate. Il termine minimo per la ricezione  delle  domande di partecipazione e’ di trenta giorni dalla data di trasmissione  del bando di  gara.  Soltanto  gli  operatori  economici  invitati  dalle amministrazioni aggiudicatrici o dagli enti aggiudicatori in  seguito alla valutazione delle informazioni fornite possono partecipare  alla procedura. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori possono limitare il numero  di  candidati  idonei  da  invitare  alla procedura  in  conformita’  all’articolo   91.   Gli   appalti   sono aggiudicati   unicamente   sulla   base    del    miglior    rapporto qualita’/prezzo conformemente all’articolo 95.

  1. Il  partenariato  per  l’innovazione  e’  strutturato  in  fasi successive secondo la sequenza delle fasi del processo di  ricerca  e di innovazione, che puo’ comprendere la fabbricazione dei prodotti  o la  prestazione  dei  servizi  o  la  realizzazione  dei  lavori.  Il partenariato per l’innovazione fissa obiettivi intermedi che le parti devono  raggiungere  e  prevede  il  pagamento  della   remunerazione mediante congrue rate. In base a questi obiettivi,  l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore puo’ decidere, dopo ogni  fase, di risolvere il partenariato per l’innovazione  o,  nel  caso  di  un partenariato con piu’ operatori, di ridurre il numero degli operatori risolvendo singoli contratti, a condizione che  essa  abbia  indicato nei  documenti  di  gara  tali  possibilita’  e  le  condizioni   per avvalersene.    6. Salvo che non sia diversamente disposto dal  presente  articolo, le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori  negoziano le offerte iniziali e tutte le offerte  successive  presentate  dagli operatori interessati, tranne le offerte finali, per  migliorarne  il contenuto. I requisiti minimi e i criteri di aggiudicazione non  sono soggetti a negoziazioni.    7. Nel corso delle negoziazioni le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori garantiscono la  parita’  di  trattamento  fra tutti  gli  offerenti.  A  tal  fine,  non  forniscono   in   maniera discriminatoria informazioni che  possano  avvantaggiare  determinati offerenti rispetto ad altri. Essi informano per  iscritto  tutti  gli offerenti le cui offerte non sono state escluse ai sensi del comma 8, delle modifiche alle specifiche tecniche o ad altri documenti di gara diversi da quelli che stabiliscono i requisiti minimi. A  seguito  di tali  modifiche,  le  amministrazioni  aggiudicatrici  o   gli   enti aggiudicatori concedono  agli  offerenti  un  tempo  sufficiente  per modificare e ripresentare, ove opportuno, le offerte modificate.  Nel rispetto dell’articolo 53, le amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli enti aggiudicatori non rivelano agli altri partecipanti  informazioni riservate comunicate da un candidato o da un offerente che  partecipa alle negoziazioni senza l’accordo di quest’ultimo. Tale  accordo  non assume la forma di una deroga generale ma si considera riferito  alla comunicazione di informazioni specifiche espressamente indicate.    8. Le negoziazioni nel corso delle procedure  di  partenariato  per l’innovazione possono svolgersi in fasi  successive  per  ridurre  il numero di offerte da negoziare applicando i criteri di aggiudicazione specificati nel bando di gara, nell’invito a confermare  interesse  o nei documenti di gara. Nel bando di gara,  nell’invito  a  confermare interesse o nei documenti di gara, l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore indica se si avvarra’ di tale opzione.    9. Nel selezionare i candidati, le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori applicano in particolare  i  criteri  relativi alle capacita’ dei  candidati  nel  settore  della  ricerca  e  dello sviluppo e nella messa a punto e attuazione di soluzioni  innovative. Soltanto  gli  operatori  economici  invitati  dalle  amministrazioni aggiudicatrici o dagli enti aggiudicatori in seguito alla valutazione delle informazioni richieste potranno presentare progetti di  ricerca e  di  innovazione.   Nei   documenti   di   gara   l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore definisce il regime applicabile ai diritti di proprieta’ intellettuale. Nel caso di  un  partenariato per   l’innovazione    con    piu’    operatori,    l’amministrazione aggiudicatrice  o  l’ente  aggiudicatore  non   rivela   agli   altri operatori, nel rispetto dell’articolo 53,  le  soluzioni  proposte  o altre informazioni riservate comunicate da un  operatore  nel  quadro del partenariato, senza l’accordo  dello  stesso.  Tale  accordo  non assume la forma di una deroga generale ma si considera riferito  alla prevista comunicazione di informazioni specifiche.    10.  L’amministrazione  aggiudicatrice   o   l’ente   aggiudicatore assicura che la struttura del  partenariato  e,  in  particolare,  la durata  e  il  valore  delle  varie  fasi,  riflettano  il  grado  di

innovazione della soluzione proposta e la sequenza  di  attivita’  di ricerca e di innovazione necessarie per lo sviluppo di una  soluzione innovativa non ancora disponibile  sul  mercato.  Il  valore  stimato delle  forniture,  dei  servizi  o  dei  lavori   non   deve   essere sproporzionato  rispetto  all’investimento  richiesto  per  il   loro sviluppo.

CAPO III SVOLGIMENTO DELLE PROCEDURE PER I SETTORI ORDINARI SEZIONE I BANDI E AVVISI

Art. 66                     (Consultazioni preliminari di mercato)      1. Prima dell’avvio di una procedura di appalto, le amministrazioni aggiudicatrici possono  svolgere  consultazioni  di  mercato  per  la preparazione  dell’appalto  e  per  lo  svolgimento  della   relativa procedura e per informare gli operatori economici  degli  appalti  da essi programmati e dei requisiti relativi a questi ultimi.    2.  Per  le  finalita’  di  cui  al  comma  1,  le  amministrazioni aggiudicatrici  possono  acquisire  consulenze,  relazioni  o   altra documentazione tecnica  da  parte  di  esperti,  di  partecipanti  al mercato  nel  rispetto  delle  disposizioni  stabilite  nel  presente codice, o da parte di  autorita’  indipendenti.  Tale  documentazione puo’ essere utilizzata nella pianificazione e nello svolgimento della procedura di appalto, a condizione che non abbia l’effetto di falsare la concorrenza e non comporti una  violazione  dei  principi  di  non discriminazione e di trasparenza.                                     Art. 67              (Partecipazione precedente di candidati o offerenti)      1. Qualora un candidato o un offerente o un’impresa collegata a  un candidato o a un offerente abbia fornito  la  documentazione  di  cui all’articolo  66,  comma  2,o  abbia  altrimenti   partecipato   alla preparazione  della   procedura   di   aggiudicazione   dell’appalto, l’amministrazione aggiudicatrice adotta misure adeguate per garantire che la concorrenza non sia falsata dalla partecipazione del candidato o dell’offerente stesso. La  comunicazione  agli  altri  candidati  e offerenti di  informazioni  pertinenti  scambiate  nel  quadro  della partecipazione del candidato o dell’offerente alla preparazione della procedura o ottenute a seguito di  tale  partecipazione,  nonche’  la fissazione  di  termini  adeguati  per  la  ricezione  delle  offerte costituisce minima misura adeguata.    2. Qualora non sia in alcun modo possibile  garantire  il  rispetto del  principio  della  parita’  di  trattamento,   il   candidato   o l’offerente interessato e’ escluso dalla  procedura.  In  ogni  caso, prima  di  provvedere   allaloro   esclusione,   la   amministrazione aggiudicatrice invita i candidati e gli offerenti, entro  un  termine comunque non  superiore  a  dieci  giorni,  a  provare  che  la  loro partecipazione alla preparazione della  procedura  di  aggiudicazione dell’appalto non costituisce causa di alterazione della concorrenza.    3. Le  misure  adottate  dall’amministrazione  aggiudicatrice  sono

indicate nella relazione unica prevista dall’articolo 99 del presente codice.                                     Art. 68                              (Specifiche tecniche)      1. Le specifiche tecniche indicate al punto  1  dell’allegato  XIII sono inserite nei documenti di gara e definiscono le  caratteristiche previste  per  lavori,  servizi  o  forniture.  Tali  caratteristiche possono  inoltre  riferirsi  allo  specifico  processo  o  metodo  di produzione o prestazione dei lavori, delle forniture  o  dei  servizi richiesti, o a uno specifico processo  per  un’altra  fase  del  loro ciclo di vita anche  se  questi  fattori  non  sono  parte  del  loro contenuto   sostanziale,   purche’   siano   collegati    all’oggetto dell’appalto e proporzionati al suo valore e ai suoi obiettivi.    2.  Le  specifiche  tecniche  possono,  altresi’,  indicare  se  e’ richiesto il trasferimento dei diritti di proprieta’ intellettuale.    3. Per tutti gli appalti destinati  all’uso  da  parte  di  persone fisiche, sia  che  si  tratti  del  pubblico  che  del  personale  di un’amministrazione aggiudicatrice, e’ necessario  che  le  specifiche tecniche, salvo in casi debitamente giustificati, siano elaborate  in modo da tenere conto dei criteri di accessibilita’ per le persone con disabilita’ o di progettazione adeguata per tutti gli utenti. Qualora i requisiti di accessibilita’ obbligatori siano adottati con un  atto giuridico dell’Unione europea, le specifiche tecniche  devono  essere definite mediante riferimento a esse per quanto riguarda i criteri di accessibilita’ per le persone  con  disabilita’  o  di  progettazione adeguata per tutti gli utenti.    4. Le specifiche tecniche consentono pari accesso  degli  operatori economici alla procedura di aggiudicazione e  non  devono  comportare direttamente o indirettamente  ostacoli  ingiustificati  all’apertura degli appalti pubblici alla concorrenza.    5. Fatte  salve  le  regole  tecniche  nazionali  obbligatorie,  le specifiche  tecniche  sono  formulate  secondo  una  delle  modalita’ seguenti:    a) in termini di prestazioni o di requisiti funzionali, comprese le caratteristiche  ambientali,  a  condizione  che  i  parametri  siano sufficientemente precisi da consentire agli offerenti di  determinare l’oggetto  dell’appalto  e  alle  amministrazioni  aggiudicatrici  di aggiudicare l’appalto;    b) mediante riferimento a  specifiche  tecniche  e,  in  ordine  di preferenza,  alle  norme  che   recepiscono   norme   europee,   alle valutazioni tecniche europee, alle specifiche tecniche  comuni,  all e norme  internazionali,  ad  altri  sistemi  tecnici  di   riferimento adottati dagli organismi europei di normalizzazione  o  in  mancanza, alle norme, omologazioni tecniche o specifiche  tecniche,  nazionali, in materia di progettazione, calcolo e realizzazione  delle  opere  e uso delle forniture. Ciascun riferimento  contiene  l’espressione  «o equivalente»;    c) in termini di prestazioni o di requisiti funzionali di cui  alla lettera a), con riferimento alle specifiche citate nella  lettera  b) quale mezzo per presumere  la  conformita’  con  tali  prestazioni  o requisiti funzionali;    d) mediante  riferimento  alle  specifiche  tecniche  di  cui  alla lettera b)  per  talune  caratteristiche  e  alle  prestazioni  o  ai requisiti  funzionali  di  cui  alla  lettera   a)   per   le   altre caratteristiche.    6. Salvo  che  siano  giustificate  dall’oggetto  dell’appalto,  le specifiche  tecniche  non  possono  menzionare  una  fabbricazione  o provenienza determinata o un procedimento particolare  caratteristico

dei  prodotti  o  dei  servizi  forniti  da  un  operatore  economico specifico, ne’ far riferimento a un marchio, a un  brevetto  o  a  un tipo, a un’origine o a una produzione specifica  che  avrebbero  come effetto di favorire o eliminare talune  imprese  o  taluni  prodotti. Tale  menzione  o  riferimento  sono  tuttavia  consentiti,  in   via eccezionale, nel caso in cui una descrizione sufficientemente precisa e  intelligibile  dell’oggetto   dell’appalto   non   sia   possibile applicando il comma 5. In tal caso la menzione o il riferimento  sono accompagnati dall’espressione «o equivalente».    7. Quando si avvalgono della possibilita’ di fare riferimento  alle specifiche tecniche di cui al comma 5, lettera b), le amministrazioni aggiudicatrici  non  possono  dichiarare  inammissibile  o  escludere un’offerta per il motivo che i  lavori,  le  forniture  o  i  servizi offerti non sono conformi alle specifiche tecniche alle  quali  hanno fatto riferimento, se nella propria offerta l’offerente dimostra, con qualsiasi mezzo  appropriato,  compresi  i  mezzi  di  prova  di  cui all’articolo 86, che le soluzioni  proposte  ottemperano  in  maniera equivalente ai requisiti definiti dalle specifiche tecniche.    8. Quando si avvalgono della facolta’, prevista al comma 5, lettera a), di definire le specifiche tecniche in termini di prestazioni o di requisiti funzionali, le amministrazioni aggiudicatrici  non  possono dichiarare  inammissibile  o  escludere  un’offerta  di  lavori,   di forniture o di servizi conformi a una norma che recepisce  una  norma europea, a una omologazione tecnica europea, a una specifica  tecnica comune, a  una  norma  internazionale  o  a  un  sistema  tecnico  di riferimento adottato da un organismo europeo  di  normalizzazione  se tali specifiche contemplano le prestazioni o i  requisiti  funzionali da esse prescritti. Nella propria offerta, l’offerente  e’  tenuto  a dimostrare con qualunque mezzo appropriato, compresi i mezzi di prova di cui all’articolo 86, che  i  lavori,  le  forniture  o  i  servizi conformi alla norma  ottemperino  alle  prestazioni  e  ai  requisiti funzionali dell’amministrazione aggiudicatrice.                                     Art. 69                                 (Etichettature)      1.  Le  amministrazioni  aggiudicatrici  che  intendono  acquistare lavori,  forniture   o   servizi   con   specifiche   caratteristiche ambientali, sociali o di altro tipo, possono imporre nelle specifiche tecniche, nei criteri di aggiudicazione o nelle  condizioni  relative all’esecuzione dell’appalto, un’etichettatura specifica come mezzo di prova che i lavori, le  forniture  o  i  servizi  corrispondono  alle caratteristiche richieste, quando sono soddisfatte tutte le  seguenti condizioni:    a) i requisiti  per  l’etichettatura  sono  idonei  a  definire  le caratteristiche dei lavori, delle forniture  e  dei  servizi  oggetto dell’appalto e riguardano soltanto i criteri ad esso connessi;    b)  i  requisiti  per  l’etichettatura  sono  basati   su   criteri oggettivi, verificabili e non discriminatori;    c) le etichettature  sono  stabilite  nell’ambito  di  un  apposito procedimento aperto e trasparente al quale possano partecipare  tutte le parti interessate, compresi gli enti pubblici, i  consumatori,  le parti sociali, i produttori, i distributori e le  organizzazioni  non governative;    d) le etichettature sono accessibili a tutte le parti interessate;    e) i requisiti per l’etichettatura  sono  stabiliti  da  terzi  sui quali l’operatore economico che  richiede  l’etichettatura  non  puo’ esercitare un’influenza determinante.    2. Se  le  amministrazioni  aggiudicatrici  non  richiedono  che  i lavori, le forniture o i servizi soddisfino  tutti  i  requisiti  per

l’etichettatura, indicano a quali requisiti per l’etichettatura fanno riferimento.   Le   amministrazioni   aggiudicatrici   che    esigono un’etichettatura  specifica  accettano  tutte  le  etichettature  che confermano che i lavori,  le  forniture  o  i  servizi  soddisfano  i requisiti equivalenti.    3. Se un operatore economico dimostra di non avere la  possibilita’ di ottenere l’etichettatura specifica  indicata  dall’amministrazione aggiudicatrice  o  un’etichettatura  equivalente  entro   i   termini richiesti, per  motivi  ad  esso  non  imputabili,  l’amministrazione aggiudicatrice  accetta  altri  mezzi  di  prova,  ivi  compresa  una documentazione tecnica del fabbricante, idonei  a  dimostrare  che  i lavori,  le  forniture  o  i  servizi   che   l’operatore   economico interessato deve prestare soddisfano i  requisiti  dell’etichettatura specifica  o  i  requisiti  specifici  indicati  dall’amministrazione aggiudicatrice.    4. Quando un’etichettatura  soddisfa  le  condizioni  indicate  nel comma 1, lettere b), c),  d)  ed  e),  ma  stabilisce  requisiti  non collegati all’oggetto dell’appalto, le amministrazioni aggiudicatrici non possono  esigere  l’etichettatura  in  quanto  tale,  ma  possono definire le  specifiche  tecniche  con  riferimento  alle  specifiche dettagliate di tale etichettatura,  o,  all’occorrenza,  a  parti  di queste, connesse all’oggetto dell’appalto e  idonee  a  definirne  le caratteristiche.                                     Art. 70                           (Avvisi di preinformazione)      1. Le stazioni appaltanti rendono nota entro il 31 dicembre di ogni anno,  l’intenzione  di  bandire  per  l’anno   successivo   appalti, pubblicando  un  avviso  di  preinformazione.  L’avviso,  recante  le informazioni di cui all’allegato XIV, parte  I,  lettera  B,  sezione B.1, e’ pubblicato dalla stazione appaltante sul proprio  profilo  di committente. Per gli appalti di importo pari o superiore alla  soglia di cui all’articolo 36, l’avviso  di  preinformazione  e’  pubblicato dall’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea o dalla stazione appaltante sul proprio profilo di committente. In  quest’ultimo  caso le stazioni appaltanti inviano al suddetto Ufficio  un  avviso  della pubblicazione sul proprio profilo di committente, come  indicato  nel citato  allegato.  L’avviso   contiene   le   informazioni   di   cui all’allegato XIV, parte I, lettera A.    2. Per le  procedure  ristrette  e  le  procedure  competitive  con negoziazione, le amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali  di  cui all’articolo 3, comma 1, lettera c), possono utilizzare un avviso  di preinformazione come indizione di  gara  a  norma  dell’articolo  59, comma 5, purche’ l’avviso soddisfi tutte le seguenti condizioni:    a) si riferisce specificatamente alle forniture,  ai  lavori  o  ai servizi che saranno oggetto dell’appalto da aggiudicare;    b) indica che l’appalto sara’ aggiudicato  mediante  una  procedura ristretta  o  una  procedura  competitiva  con   negoziazione   senza ulteriore pubblicazione di un avviso di indizione di  gara  e  invita gli  operatori  economici  interessati  a  manifestare   il   proprio interesse;    c) contiene, oltre alle informazioni di cui all’allegato XIV, parte I, lettera B,  sezione  B.1,  le  informazioni  di  cui  al  medesimo allegato, sezione B.2;    d) e’ stato inviato alla pubblicazione  non  meno  di  trentacinque giorni e non oltre dodici mesi prima della data di invio  dell’invito a confermare interesse di cui all’articolo 75, comma 1.    3. L’avviso di cui al comma 2 puo’ essere pubblicato sul profilo di committente quale pubblicazione supplementare a livello  nazionale  a

norma  dell’articolo  73.   Il   periodo   coperto   dall’avviso   di preinformazione puo’ durare al massimo  dodici  mesi  dalla  data  di trasmissione dell’avviso per la pubblicazione. Tuttavia, nel caso  di appalti pubblici per  servizi  sociali  e  altri  servizi  specifici, l’avviso di preinformazione di cui all’articolo  59,  comma  5,  puo’ coprire un periodo piu’ lungo di dodici mesi.                                     Art. 71                                 (Bandi di gara)      Fatto salvo quanto previsto dagli articoli  59,  comma  5,  secondo periodo, e 63, tutte le  procedure  di  scelta  del  contraente  sono indette mediante bandi di gara.  Al  fine  di  agevolare  l’attivita’ delle   stazioni    appaltanti    omogeneizzandone    le    condotte, successivamente alla adozione da parte dell’ANAC  di  bandi  tipo,  i bandi  di  gara  sono  redatti  in  conformita’  agli  stessi.   Essi contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, Parte I,  lettera C, e sono pubblicati conformemente all’articolo72.Contengono altresi’ i criteri ambientali minimi  di  cui  all’articolo  34.  Le  stazioni appaltanti nella  delibera  a  contrarre  motivano  espressamente  in ordine alle deroghe al bando-tipo.                                     Art. 72        (Redazione e modalita’ di pubblicazione dei bandi e degli avvisi)      1. Gli avvisi e  i  bandi  di  cui  agli  articoli  70,  71  e  98, contenenti le informazioni indicate nell’allegato XII, nel formato di modelli  di  formulari,  compresi  i  modelli  di  formulari  per  le rettifiche, sono redatti e trasmessi all’Ufficio delle  pubblicazioni dell’Unione europea per via elettronica  e  pubblicati  conformemente all’allegato V.    2. Gli avvisi e i bandi di cui al comma  1  sono  pubblicati  entro cinque giorni dalla loro trasmissione, salve  le  disposizioni  sulla loro  pubblicazione  da  parte   dell’Ufficio   delle   pubblicazioni dell’Unione europea.    3. Gli avvisi e i bandi sono pubblicati per esteso in  una  o  piu’ delle lingue ufficiali delle  istituzioni  dell’Unione  scelte  dalle stazioni appaltanti; il testo pubblicato in tali  lingue  e’  l’unico facente fede. Le stazioni  appaltanti  italiane  scelgono  la  lingua italiana, fatte salve le norme vigenti nella  Provincia  autonoma  di Bolzano  in  materia  di  bilinguismo.  Una  sintesi  degli  elementi importanti  di  ciascun  avviso  o  bando,  indicati  dalle  stazioni appaltanti  nel  rispetto  dei  principi   di   trasparenza   e   non discriminazione, e’ pubblicata nelle altre lingue ufficiali.    4. L’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea garantisce che il testo integrale e la sintesi degli avvisi  di  preinformazione  di cui all’articolo 70, commi 2 e 3, e degli avvisi di indizione di gara che  istituiscono  un  sistema  dinamico  di  acquisizione,  di   cui all’articolo 55, comma 6, lettera a) continuino ad essere pubblicati:    a) nel caso di avvisi di preinformazione, per dodici mesi o fino al ricevimento di un avviso di aggiudicazione di  cui  all’articolo  129 che indichi che nei dodici mesi coperti dall’avviso di  indizione  di gara non sara’ aggiudicato nessun altro appalto. Tuttavia,  nel  caso di appalti pubblici per servizi sociali e  altri  servizi  specifici, l’avviso di preinformazione di cui all’articolo 142,comma 1,  lettera b), continua a essere pubblicato fino alla scadenza  del  periodo  di validita’ indicato inizialmente o fino alla ricezione di un avviso di

aggiudicazione come previsto  dall’articolo  98,  indicante  che  non saranno   aggiudicati   ulteriori   appalti   nel   periodo   coperto dall’indizione di gara;    b) nel caso di avvisi di indizione  di  gara  che  istituiscono  un sistema dinamico di acquisizione, per il  periodo  di  validita’  del sistema dinamico di acquisizione.    5. La conferma della ricezione dell’avviso  e  della  pubblicazione dell’informazione  trasmessa,   con   menzione   della   data   della pubblicazione rilasciata alla stazione appaltante dall’Ufficio  delle pubblicazioni   dell’Unione   europea   vale   come    prova    della pubblicazione.    6. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  possono  pubblicare  avvisi relativi ad appalti pubblici che non  sono  soggetti  all’obbligo  di pubblicazione previsto dal presente codice,  a  condizione  che  essi siano trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni  dell’Unione  europea per via elettronica secondo il modello e le modalita’ di trasmissione precisate al comma 1.                                     Art. 73                       (Pubblicazione a livello nazionale)      1. Gli avvisi e i bandi di cui agli articoli 70, 71 e 98  non  sono pubblicati in ambito nazionale  prima  della  pubblicazione  a  norma dell’articolo 72. Tuttavia la pubblicazione puo’ comunque avere luogo a livello nazionale qualora la stessa non sia stata  notificata  alle amministrazioni aggiudicatrici entro quarantotto ore  dalla  conferma della ricezione dell’avviso conformemente all’articolo 72.    2. Gli  avvisi  e  i  bandi  pubblicati  a  livello  nazionale  non contengono informazioni diverse da quelle contenute  negli  avvisi  o bandi trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea o pubblicate sul profilo di committente, ma menzionano  la  data  della trasmissione dell’avviso  o  bando  all’Ufficio  delle  pubblicazioni dell’Unione europea o della pubblicazione sul profilo di committente.    3. Gli avvisi di preinformazione non sono pubblicati sul profilo di committente prima della trasmissione all’Ufficio delle  pubblicazioni dell’Unione europea dell’avviso  che  ne  annuncia  la  pubblicazione sotto tale forma. Gli avvisi indicano la data di tale trasmissione.    4. Fermo restando quanto previsto all’articolo 72, gli avvisi  e  i bandi  sono,  altresi’,  pubblicati  senza  oneri  sul  profilo   del committente della stazione appaltante e  sulla  piattaforma  digitale dei bandi di gara presso l’ANAC, in cooperazione  applicativa  con  i sistemi informatizzati delle regioni e le  piattaforme  regionali  d i e-procurement. Con decreto del Ministro delle  infrastrutture  e  dei trasporti, d’intesa con l’ANAC, da adottarsi  entro  sei  mesi  dalla data di entrata in vigore del  presente  codice,  sono  definiti  gli indirizzi generali di pubblicazione al fine di garantire la  certezza della data di pubblicazione e adeguati livelli di  trasparenza  e  di conoscibilita’,  anche  con  l’utilizzo   della   stampa   quotidiana maggiormente  diffusa  nell’area  interessata.  Il  predetto  decreto individua la data fino alla quale gli avvisi e i bandi  devono  anche essere pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti pubblici, entro il sesto  giorno feriale successivo a quello del ricevimento della  documentazione  da parte dell’Ufficio inserzioni dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato. La pubblicazione di informazioni  ulteriori,  complementari  o aggiuntive rispetto a quelle indicate nel  presente  codice,  avviene esclusivamente in via telematica e non comporta  oneri  finanziari  a carico delle stazioni appaltanti. Fino alla data indicata nel decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 11.    5.  Gli  effetti  giuridici   che   l’ordinamento   connette   alla

pubblicita’ in ambito nazionale decorrono dalla data di pubblicazione sulla piattaforma digitale dei bandi di gara presso l’ANAC.                                     Art. 74               (Disponibilita’ elettronica dei documenti di gara)      1. Le stazioni appaltanti offrono un accesso gratuito, illimitato e diretto, per via elettronica, ai documenti di gara a decorrere  dalla data di pubblicazione di un avviso conformemente agli articoli 70e 72 o dalla data di invio di un invito a confermare interesse.  Il  testo dell’avviso o dell’invito a confermare interesse  indica  l’indirizzo Internet presso il quale i documenti di gara sono accessibili.    2. Se non e’  possibile  offrire  accesso  gratuito,  illimitato  e diretto per via elettronica a determinati documenti di gara  per  uno dei motivi di  cui  all’articolo  52,  comma  1,  terzo  periodo,  le amministrazioni  aggiudicatrici  possono   indicare   nell’avviso   o nell’invito a confermare interesse che i medesimi  documenti  saranno trasmessi per posta  elettronica  certificata  o  strumenti  analoghi negli altri Stati membri ovvero, in caso di impossibilita’,  per  vie diverse da quella elettronica secondo quanto previsto al comma 4.  In tal caso, il termine per la presentazione delle offerte e’  prorogato di cinque giorni, tranne nei casi di urgenza  debitamente  dimostrati di cui agli articoli60, comma 3, 61 comma 6 e62, comma 5.    3. Qualora non sia possibile offrire accesso gratuito, illimitato e diretto per via elettronica a determinati documenti di  gara  perche’ le amministrazioni aggiudicatrici intendono applicare l’articolo  52, comma 2, del presente codice, esse indicano nell’avviso o nell’invito a confermare interesse quali misure richiedono al fine di  proteggere la natura riservata delle informazioni e in  che  modo  e’  possibile ottenere accesso ai documenti in questione. In tal caso,  il  termine per la presentazione delle offerte e’  prorogato  di  cinque  giorni, tranne nei  casi  di  urgenza  debitamente  dimostrati  di  cui  agli articoli 60, comma 3, 61, comma 6 e62, comma 5.    4. Sempre che siano state richieste in tempo  utile,  le  ulteriori informazioni sul capitolato d’oneri  e  sui  documenti  complementari sono comunicate dalle stazioni appaltanti a tutti gli  offerenti  che partecipano alla procedura d’appalto almeno sei  giorni  prima  della scadenza del termine stabilito per la  ricezione  delle  offerte.  In caso di procedura accelerata, ai sensi degli  articoli  60,  comma  3 e61, comma 6, il termine e’ di quattro giorni.                                     Art. 75                              (Inviti ai candidati)      1.  Nelle  procedure  ristrette,  nel  dialogo   competitivo,   nei partenariati  per  l’innovazione,  nelle  procedure  competitive  con negoziazione, le stazioni appaltanti invitano simultaneamente  e  per iscritto, di norma con procedure telematiche, i candidati selezionati a presentare le rispettive offerte o  a  negoziare  o,  nel  caso  di dialogo  competitivo,  a  partecipare  al  dialogo.  Con  le   stesse modalita’ le stazioni appaltanti invitano, nel caso di  indizione  di gara tramite un avviso di preinformazione,  gli  operatori  economici che gia’ hanno espresso interesse, a confermare nuovamente interesse.    2. Gli inviti di cui al comma 1 menzionano l’indirizzo  elettronico al quale sono stati resi direttamente disponibili per via elettronica i  documenti  di  gara  e  comprendono   le   informazioni   indicate nell’allegato XV. Se tali documenti non sono stati oggetto di accesso

gratuito, illimitato e diretto ai sensi dell’articolo 74 e  non  sono stati resi disponibili con altri mezzi, gli inviti sono corredati dei documenti di gara, in formato digitale ovvero,  quando  cio’  non  e’ possibile, in formato cartaceo.    3. Nelle procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara, gli operatori  economici  selezionati  vengono  invitati  di norma a mezzo di posta elettronica certificata  o  strumento  analogo negli altri Stati membri ovvero, quando cio’ non  e’  possibile,  con lettera.  Gli  inviti  contengono  gli  elementi  della   prestazione richiesta.                                     Art. 76                 (Informazione dei candidati e degli offerenti)      1. Le stazioni appaltanti, nel rispetto delle specifiche  modalita’ di   pubblicazione   stabilite   dal   presente   codice,   informano tempestivamente ciascun candidato e ciascun offerente delle decisioni adottate  riguardo   alla   conclusione   di   un   accordo   quadro, all’aggiudicazione di un  appalto  o  all’ammissione  ad  un  sistema dinamico  di  acquisizione,  ivi  compresi  i  motivi  dell’eventuale decisione di non concludere un accordo quadro o di non aggiudicare un appalto per il quale e’ stata indetta una  gara  o  di  riavviare  la procedura o di non attuare un sistema dinamico di acquisizione.    2.    Su    richiesta    scritta    dell’offerente     interessato, l’amministrazione aggiudicatrice comunica immediatamente  e  comunqu e entro quindici giorni dalla ricezione della richiesta:    a) ad ogni offerente  escluso,  i  motivi  del  rigetto  della  sua offerta, inclusi, per i casi di cui all’articolo 68, commi 7 e  8,  i motivi della decisione di non equivalenza o della  decisione  secondo cui i lavori, le  forniture  o  i  servizi  non  sono  conformi  alle prestazioni o ai requisiti funzionali;    b) ad ogni offerente che abbia  presentato  un’offerta  ammessa  in gara  e  valutata,  le  caratteristiche  e  i  vantaggi  dell’offerta selezionata  e  il  nome  dell’offerente  cui  e’  stato  aggiudicato l’appalto o delle parti dell’accordo quadro;    c) ad ogni offerente che abbia  presentato  un’offerta  ammessa  in gara e valutata, lo svolgimento e l’andamento  delle  negoziazioni  e del dialogo con gli offerenti.    3. Fermo quanto previsto nell’articolo 29, comma 1, secondo e terzo periodo, contestualmente alla  pubblicazione  ivi  prevista  e’  dato avviso ai concorrenti, mediante PECo strumento  analogo  negli  altri Stati membri, del provvedimento che  determina  le  esclusioni  dalla procedura di affidamento e le  ammissioni  ad  essa  all’esito  della valutazione  dei   requisiti   soggettivi,   economico-finanziari   e tecnico-professionali,  indicando   l’ufficio   o   il   collegamento informatico ad accesso riservato dove  sono  disponibili  i  relativi atti.    4. Le amministrazioni aggiudicatrici non divulgano le  informazioni relative  all’aggiudicazione  degli  appalti,  alla  conclusione   di accordi  quadro  o  all’ammissione  ad   un   sistema   dinamico   di acquisizione, di cui ai commi 1 e 2, se la loro  diffusione  ostacola l’applicazione della legge o e’ contraria all’interesse  pubblico,  o pregiudica i legittimi interessi commerciali di  operatori  economici pubblici o privati o  dell’operatore  economico  selezionato,  oppure possa recare pregiudizio alla leale concorrenza tra questi.    5. Le stazioni appaltanti  comunicano  d’ufficio  immediatamente  e comunque entro un termine non superiore a cinque giorni:    a) l’aggiudicazione, all’aggiudicatario, al concorrente  che  segue nella  graduatoria,  a  tutti  i  candidati  che   hanno   presentato un’offerta ammessa in gara, a coloro la  cui  candidatura  o  offerta

siano  state  escluse  se   hanno   proposto   impugnazione   avverso l’esclusione o sono in termini per presentare impugnazione, nonche’ a coloro che hanno impugnato il bando o la lettera di invito,  se  tali impugnazioni non siano state respinte con  pronuncia  giurisdizionale definitiva;    b) l’esclusione agli offerenti esclusi;    c) la decisione  di  non  aggiudicare  un  appalto  ovvero  di  non concludere un accordo quadro,a tutti i candidati;    d)  la  data   di   avvenuta   stipulazione   del   contratto   con l’aggiudicatario, ai soggetti di cui alla  lettera  a)  del  presente comma.    6. Le comunicazioni di cui al comma 4  sono  fatte  mediante  posta elettronica certificata o strumento analogo negli altri Stati membri. Le comunicazioni di cui al comma 5, lettere a) e b), indicano la data di scadenza del termine dilatorio per la stipulazione del contratto.

SEZIONE II SELEZIONE DELLE OFFERTE

Art. 77                         (Commissione di aggiudicazione)      1. Nelle procedure di aggiudicazione di contratti di appalti  o  di concessioni, limitatamente ai casi di aggiudicazione con il  criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa individuata  sulla  base del miglior rapporto qualita’/prezzo la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico ed economico e’ affidata  ad  una  commissione giudicatrice,  composta  da  esperti  nello  specifico  settore   cui afferisce l’oggetto del contratto.    2. La commissione e’ costituta da un numero dispari di  commissari, non superiore a cinque, individuato dalla stazione appaltante e  puo’ lavorare a distanza con procedure telematiche  che  salvaguardino  la riservatezza delle comunicazioni.    3. I commissari sono  scelti  fra  gli  esperti  iscritti  all’Albo istituito presso l’ANAC  di  cui  all’articolo  78  e,  nel  caso  di procedure di aggiudicazione  svolte  da  CONSIP  S.p.a,  INVITALIA  – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e  lo  sviluppo d’impresa  S.p.a.  e  dai  soggetti  aggregatori  regionali  di   cui all’articolo 9 del decreto legge 24 aprile 2014, n.  66,  convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, tra gli esperti iscritti nell’apposita sezione speciale dell’Albo,  non  appartenenti alla stessa stazione appaltante e, solo se non disponibili in  numero sufficiente,  anche  tra  gli  esperti  della  sezione  speciale  che prestano servizio presso la stessa stazione appaltante ovvero, se  il numero risulti ancora  insufficiente,  ricorrendo  anche  agli  altri esperti iscritti all’Albo al di fuori della  sezione  speciale.  Essi sono  individuati  dalle  stazioni   appaltanti   mediante   pubblico sorteggio da una lista  di  candidati  costituita  da  un  numero  di nominativi almeno doppio rispetto a quello dei componenti da nominare e comunque nel rispetto del principio di  rotazione.  Tale  lista  e ‘ comunicata dall’ANAC alla stazione appaltante,  entro  cinque  giorni dalla richiesta della stazione  appaltante.  La  stazione  appaltante puo’, in caso di affidamento di contratti di importo  inferiore  alle soglie di cui  all’articolo  35  o  per  quelli  che  non  presentano particolare complessita’, nominare componenti interni  alla  stazione appaltante, nel rispetto del principio di rotazione. Sono considerate di  non  particolare  complessita’  le  procedure  svolte  attraverso piattaforme telematiche di negoziazione ai sensi dell’articolo 58.

  1. I commissari  non  devono  aver  svolto  ne’  possono  svolgere alcun’altra   funzione   o   incarico   tecnico   o    amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta.    5.  Coloro  che,  nel  biennio  antecedente   all’indizione   della procedura di aggiudicazione,  hanno  ricoperto  cariche  di  pubblico amministratore, non possono essere  nominati  commissari  giudicatori relativamente ai contratti affidati dalle Amministrazioni  presso  le quali hanno esercitato le proprie funzioni d’istituto.    6. Si applicano ai commissari  e  ai  segretari  delle  commissioni l’articolo  35-bis  del  decreto  legislativo  30  marzo   2001,   n. 165,l’articolo 51 del codice di procedura civile, nonche’  l’articolo 42 del presente codice. Sono altresi’ esclusi da successivi incarichi di commissario coloro che, in qualita’ di  membri  delle  commissioni giudicatrici, abbiano concorso, con dolo o colpa grave  accertati  in sede giurisdizionale con sentenza non  sospesa,  all’approvazione  di atti dichiarati illegittimi.    7. La nomina dei commissari e  la  costituzione  della  commissione devono  avvenire  dopo  la  scadenza  del  termine  fissato  per   la presentazione delle offerte.    8. Il Presidente  della  commissione  giudicatrice  e’  individuato dalla stazione appaltante tra i commissari sorteggiati.    9.  Al  momento  dell’accettazione  dell’incarico,   i   commissari dichiarano ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,  l’inesistenza  delle  cause  di incompatibilita’ e di astensione di cui ai commi 4, 5 e 6.    10. Le spese relative alla commissione  sono  inserite  nel  quadro economico dell’intervento tra le somme a disposizione della  stazione appaltante. Con decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’ANAC, e’ stabilita la tariffa di iscrizione all’albo  e  il compenso  massimo  per  i  commissari  i  dipendenti  pubblici   sono gratuitamente iscritti all’Albo e ad essi non spetta alcun  compenso, se appartenenti alla stazione appaltante.    11. In caso di rinnovo del  procedimento  di  gara,  a  seguito  di annullamento dell’aggiudicazione o di annullamento dell’esclusione di taluno dei concorrenti, e’ riconvocata la medesima commissione, fatto salvo il caso in cui l’annullamento sia derivato da  un  vizio  nella composizione della commissione.    12. Fino alla adozione della disciplina in  materia  di  iscrizione all’Albo di cui all’articolo 78, la commissione  continua  ad  essere nominata  dall’organo  della  stazione   appaltante   competente   ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto,  secondo regole di competenza e  trasparenza  preventivamente  individuate  da ciascuna stazione appaltante.    13.  Il  presente  articolo  non  si  applica  alle  procedure   di aggiudicazione di contratti di appalto o concessioni effettuate dagli enti  aggiudicatori  che  non  siano  amministrazioni  aggiudicatrici quando svolgono una delle attivita’ previste dagli articoli da 115  a 121.                                     Art. 78              (Albo dei componenti delle commissioni giudicatrici)      1. E’ istituito presso  l’ANAC,  che  lo  gestisce  e  lo  aggiorna secondo  criteri  individuati  con  apposite  determinazioni,  l’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni  giudicatrici nelle procedure  di  affidamento  dei  contratti  pubblici.  Ai  fini dell’iscrizione nel suddetto  albo,  i  soggetti  interessati  devono essere in  possesso  di  requisiti  di  compatibilita’  e  moralita’, nonche’ di comprovata competenza e professionalita’  nello  specifico

settore a cui si riferisce il  contratto,  secondo  i  criteri  e  le modalita’ che l’Autorita’ definisce in un apposito atto, valutando la possibilita’ di articolare l’Albo per  aree  tematiche  omogenee,  da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore  del presente codice. Fino all’adozione della  disciplina  in  materia  di iscrizione all’Albo, si applica l’articolo 216, comma 12.                                     Art. 79                             (Fissazione di termini)      1. Nel  fissare  i  termini  per  la  ricezione  delle  domande  di partecipazione e delle  offerte,  le  amministrazioni  aggiudicatrici tengono conto in particolare della complessita’  dell’appalto  e  del tempo necessario per preparare le  offerte,  fatti  salvi  i  termini minimi stabiliti negli articoli da 60 a 63.    2. Quando le offerte possono essere formulate soltanto a seguito di una visita dei luoghi o dopo consultazione sul posto dei documenti di gara e relativi allegati, i termini per la ricezione  delle  offerte, comunque superiori ai termini minimi stabiliti negli articoli da 60 a 63, sono stabiliti in modo che gli  operatori  economici  interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni  necessarie  per presentare le offerte.    3. Le stazioni appaltanti prorogano  i  termini  per  la  ricezione delle offerte in modo che gli operatori economici interessati possan o prendere  conoscenza  di  tutte  le  informazioni   necessarie   alla preparazione delle offerte nei casi seguenti:    a)  se,  per  qualunque  motivo,  le   informazioni   supplementari significative ai fini della preparazione di offerte adeguate,  seppur richieste in tempo utile dall’operatore economico, non  sono  fornite al piu’ tardi sei giorni prima del termine stabilito per la ricezione delle offerte.  In  caso  di  procedura  accelerata  ai  sensi  degli articoli 60, comma 3, e 61, comma 6, il termine e’ di quattro giorni;    b) se sono effettuate modifiche significative ai documenti di gara.    4. La durata della proroga di  cui  al  comma  3  e’  proporzionale all’importanza delle informazioni o delle modifiche.    5. Se le informazioni supplementari non  sono  state  richieste  in tempo utile o la  loro  importanza  ai  fini  della  preparazione  di offerte adeguate e’ insignificante, le amministrazioni aggiudicatrici non sono tenute a prorogare le scadenze.                                     Art. 80                             (Motivi di esclusione)      1. Costituisce motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione,  la  condanna con  sentenza  definitiva  o  decreto  penale  di  condanna  divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena  su  richiesta  ai sensi  dell’articolo  444  del  codice  di  procedura  penale,  anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di  cui  all’articolo  105, comma 6, per uno dei seguenti reati:    a) delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416,  416 -bis del  codice  penale  ovvero  delitti   commessi   avvalendosi   delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al  fine  di agevolare  l’attivita’  delle  associazioni  previste  dallo   stesso articolo, nonche’  per  i  delitti,  consumati  o  tentati,  previsti dall’articolo 74  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9 ottobre 1990,  n.  309,  dall’articolo  291-quater  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n.  43  e  dall’articolo 260 del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  in  quanto riconducibili  alla  partecipazione  a  un’organizzazione  criminale, quale definita all’articolo 2 della decisione quadro 2008/841/GAI del Consiglio;    b) delitti, consumati o tentati, di cui  agli  articoli  317,  318, 319, 319-ter, 319-quater,  320,  321,  322,  322-bis,  346-bis,  353, 353-bis, 354, 355 e 356 del codice penale nonche’  all’articolo  2635 del codice civile;    c)frode ai sensi dell’articolo 1 della  convenzione  relativa  alla tutela degli interessi finanziari delle Comunita’ europee;    d)delitti,  consumati  o  tentati,  commessi   con   finalita’   di terrorismo,  anche  internazionale,  e   di   eversione   dell’ordine costituzionale reati terroristici o  reati  connessi  alle  attivita’ terroristiche;    e)delitti di cui agli articoli 648-bis,  648-ter  e  648-ter.1  del codice penale, riciclaggio  di  proventi  di  attivita’  criminose  o finanziamento del  terrorismo,  quali  definiti  all’articolo  1  del decreto  legislativo  22   giugno   2007,   n.   109   e   successive modificazioni;    f)sfruttamento del lavoro minorile  e  altre  forme  di  tratta  di esseri umani definite con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24;    g)ogni  altro  delitto  da  cui  derivi,  quale  pena   accessoria, l’incapacita’ di contrattare con la pubblica amministrazione;    2. Costituisce altresi’ motivo  di  esclusione  la  sussistenza  di cause  di  decadenza,  di   sospensione   o   di   divieto   previste dall’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.  159  o di un tentativo di infiltrazione  mafiosa  di  cui  all’articolo  84, comma 4, del medesimo decreto.  Resta  fermo  quanto  previsto  dagli articoli 88, comma 4-bis, e 92, commi 2 e 3, del decreto  legislativo 6 settembre  2011,  n.  159,  con  riferimento  rispettivamente  alle comunicazioni antimafia e alle informazioni antimafia.    3. L’esclusione di cui al comma 1 va disposta se la sentenza  o  il decreto sono stati emessi nei confronti: del titolare o del direttore tecnico, se si tratta di impresa  individuale;  di  un  socio  o  del direttore tecnico, se si tratta di societa’ in nome  collettivo;  dei soci accomandatari o del direttore tecnico, se si tratta di  societa’ in accomandita semplice; dei membri del consiglio di  amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, di direzione  o  di vigilanza o dei soggetti  muniti  di  poteri  di  rappresentanza,  di direzione o di controllo, del direttore tecnico  o  del  socio  unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso  di  societa’ con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo  di  societa’  o consorzio. In ogni caso l’esclusione e il divieto operano  anche  nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente  la data di pubblicazione  del  bando  di  gara,  qualora  l’impresa  non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva  dissociazione  della condotta penalmente sanzionata; l’esclusione non  va  disposta  e  il divieto non si applica quando il reato e’ stato depenalizzato  ovvero quando e’ intervenuta la riabilitazione ovvero  quando  il  reato  e’ stato dichiarato estinto dopo la condanna ovvero in  caso  di  revoca della condanna medesima.    4. Un operatore economico e’ escluso  dalla  partecipazione  a  una procedura d’appalto se ha commesso violazioni gravi,  definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o  dei  contributi  previdenziali,  secondo  la  legislazione italiana o quella dello Stato in cui  sono  stabiliti.  Costituiscono gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi  1  e 2-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973, n.  602.Costituiscono  violazioni  definitivamente  accertate  quelle contenute in sentenze o atti  amministrativi  non  piu’  soggetti  ad impugnazione. Costituiscono gravi violazioni in materia  contributiva

e previdenziale quelle ostative al rilascio del  documento  unico  di regolarita’ contributiva (DURC), di cui all’articolo  8  del  decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30  gennaio  2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.  125  del  1°  giugno  2015.Il presente  comma  non  si  applica  quando  l’operatore  economico  ha ottemperato  ai  suoi  obblighi  pagando  o  impegnandosi   in   mod o vincolante a pagare le imposte o i contributi  previdenziali  dovuti, compresi  eventuali  interessi  o  multe,  purche’  il  pagamento   o l’impegno siano stati formalizzati prima della scadenza  del  termine per la presentazione delle domande.    5. Le  stazioni  appaltanti  escludono  dalla  partecipazione  alla procedura d’appalto un operatore  economico  in  una  delle  seguenti situazioni, anche riferita a un suo subappaltatore nei  casi  di  cui all’articolo 105, comma 6, qualora:    a) la stazione appaltante  possa  dimostrare  con  qualunque  mezzo adeguato la presenza di gravi infrazioni debitamente  accertate  alle norme in materia di  salute  e  sicurezza  sul  lavoro  nonche’  agli obblighi di cui all’articolo 30, comma 3 del presente codice;    b) l’operatore economico  si  trovi  in  stato  di  fallimento,  di liquidazione coatta, di  concordato  preventivo,  salvo  il  caso  di concordato con continuita’ aziendale, o nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, fermo restando quanto previsto dall’articolo 110;    c)  la  stazione  appaltante  dimostri  con  mezzi   adeguati   che l’operatore  economico  si  e’  reso  colpevole  di  gravi   illeciti professionali,  tali  da  rendere  dubbia   la   sua   integrita’   o affidabilita’.  Tra  questi  rientrano:  le   significative   carenze nell’esecuzione  di  un  precedente  contratto  di   appalto   o   di concessione che ne  hanno  causato  la  risoluzione  anticipata,  non contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di  un  giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del  danno  o ad altre sanzioni;  il  tentativo  di  influenzare  indebitamente  il processo  decisionale  della  stazione  appaltante  o   di   ottener e informazioni riservate ai fini  di  proprio  vantaggio;  il  fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare   le   decisioni   sull’esclusione,   la   selezione    o l’aggiudicazione ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione;    d)  la  partecipazione  dell’operatore  economico   determini   una situazione di conflitto di interesse ai sensi dell’articolo 42, comma 2, non diversamente risolvibile;    e) una  distorsione  della  concorrenza  derivante  dal  precedente coinvolgimento degli operatori  economici  nella  preparazione  della procedura d’appalto di cui all’articolo67non possa essere risolta con misure meno intrusive;    f)  l’operatore  economico  sia  stato   soggetto   alla   sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c)  del  decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 o ad altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con  la  pubblica  amministrazione,  compresi  i provvedimenti  interdittivi  di  cui   all’articolo14   del   decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;    g) l’operatore economico iscritto nel casellario informatico tenuto dall’Osservatorio dell’ANAC per aver presentato false dichiarazioni o falsa  documentazione  ai  fini  del  rilascio  dell’attestazione  di qualificazione, per il periodo durante il quale perdura l’iscrizione;    h) l’operatore economico abbia violato il divieto  di  intestazione fiduciaria di cui all’articolo 17 della legge 19 marzo 1990,  n.  55. L’esclusione  ha  durata  di  un  anno  decorrente  dall’accertamento definitivo della violazione e va comunque disposta se  la  violazione non e’ stata rimossa;    i) l’operatore economico non  presenti  la  certificazione  di  cui all’articolo  17  della  legge  12  marzo   1999,   n.   68,   ovvero autocertifichi la sussistenza del medesimo requisito;

  1. l) l’operatore economico che, pur essendo stato vittima dei  reati previsti e puniti dagli articoli 317 e629 del codice penale aggravati ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio  1991,    152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio  1991,  n.  203, non risulti aver denunciato i fatti all’autorita’ giudiziaria,  salvo che ricorrano i casi previsti dall’articolo  4,  primo  comma,  della legge 24 novembre 1981, n.  689.  La  circostanza  di  cui  al  primo periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno  antecedente alla pubblicazione del bando e  deve  essere  comunicata,  unitamente alle generalita’ del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all’ANAC, la  quale  cura  la pubblicazione della comunicazione sul sito dell’Osservatorio;    m) l’operatore economico si trovi rispetto ad un altro partecipante alla  medesima  procedura  di  affidamento,  in  una  situazione   di controllo di cui  all’articolo  2359  del  codice  civile  o  in  una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo  o la relazione comporti che le offerte  sono  imputabili  ad  un  unico centro decisionale.    6. Le stazioni  appaltanti  escludono  un  operatore  economico  in qualunque momento della procedura, qualora  risulti  che  l’operatore economico si trova, a causa di atti compiuti o  omessi  prima  o  nel corso della procedura, in una delle situazioni di cui ai commi 1,2, 4 e 5.    7. Un operatore economico, o un subappaltatore, che si trovi in una delle situazioni di cui al comma 1, limitatamente alle ipotesi in cui la sentenza definitiva abbia imposto una pena detentiva non superiore a 18 mesi ovvero abbia riconosciuto l’attenuante della collaborazione come definita per le singole fattispecie di reato, o al comma  5,  e’ ammesso a  provare  di  aver  risarcito  o  di  essersi  impegnato  a risarcire qualunque danno causato dal reato o dall’illecito e di aver adottato provvedimenti concreti di carattere tecnico, organizzativo e relativi al personale idonei a prevenire ulteriori reati o illeciti.    8. Se la stazione appaltante ritiene che le misure di cui al  comma 7 sono  sufficienti,  l’operatore  economico  non  e’  escluso  della procedura d’appalto; viceversa dell’esclusione  viene  data  motivata comunicazione all’operatore economico.    9. Un operatore economico escluso  con  sentenza  definitiva  dalla partecipazione alle procedure di appalto  non  puo’  avvalersi  della possibilita’ prevista dai commi 7  e  8  nel  corso  del  periodo  di esclusione derivante da tale sentenza.    10. Se la sentenza di condanna definitiva non fissa la durata della pena accessoria della incapacita’  di  contrattare  con  la  pubblica amministrazione, ovvero  non  sia  intervenuta  riabilitazione,  tale durata e’ pari a cinque anni, salvo che la  pena  principale  sia  di durata inferiore, e in tale caso  e’  pari  alla  durata  della  pena principale.    11. Le cause di esclusione previste dal presente  articolo  non  si applicano alle aziende o societa’ sottoposte a sequestro  o  confisca ai sensi dell’articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992,  n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge  7  agosto  1992,  n. 356odegli articoli 20 e 24 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n .159, ed affidate  ad  un  custode  o  amministratore  giudiziario  o finanziario, limitatamente a quelle riferite al periodo precedente al predetto affidamento.    12. In  caso  di  presentazione  di  falsa  dichiarazione  o  falsa documentazione, nelle  procedure  di  gara  e  negli  affidamenti  di subappalto, la stazione appaltante ne da’ segnalazione  all’Autorita’ che, se ritiene che siano state  rese  con  dolo  o  colpa  grave  in considerazione della rilevanza o della  gravita’  dei  fatti  oggetto della  falsa   dichiarazione   o   della   presentazione   di   falsa documentazione, dispone l’iscrizione nel  casellario  informatico  ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dagli  affidamenti  di

subappalto ai sensi del comma 1 fino a due  anni,  decorso  il  quale l’iscrizione e’ cancellata e perde comunque efficacia.    13. Con linee guida l’ANAC, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente  codice,  puo’  precisare,  al fine di garantire omogeneita’  di  prassi  da  parte  delle  stazioni appaltanti,  quali  mezzi  di  prova  considerare  adeguati  per   la dimostrazione delle circostanze di esclusione  di  cui  al  comma  5, lettera c), ovvero quali carenze  nell’esecuzione  di  un  procedente contratto di appalto siano significative ai fini del  medesimo  comma 5, lettera c).    14 . Non possono essere affidatari  di  subappalti  e  non  possono stipulare i relativi contratti i soggetti per  i  quali  ricorrano  i motivi di esclusione previsti dal presente articolo.                                     Art. 81                            (Documentazione di gara)      1. Fermo restando quanto  previsto  dagli  articoli  85  e  88,  la documentazione comprovante il possesso  dei  requisiti  di  carattere generale, tecnico-professionale ed economico e  finanziario,  per  la partecipazione alle procedure disciplinate  dal  presente  codice  e’ acquisita  esclusivamente  attraverso  la  Banca  dati  centralizzata gestita  dal  Ministero  delle  infrastrutture   e   dei   trasporti, denominata Banca dati nazionale degli operatori economici.    2. Per le finalita’ di cui al comma 1,  con  decreto  del  Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita l’ANAC e  l’AGID,  sono indicati i dati concernenti la partecipazione alle  gare  e  il  loro esito, in relazione  ai  quali  e’  obbligatoria  l’inclusione  della documentazione nella Banca dati, i documenti diversi da quelli per  i quali e’ prevista l’inclusione e le  modalita’  di  presentazione,  i termini e le regole tecniche per l’acquisizione, l’aggiornamento e la consultazione dei predetti dati. Con il medesimo decreto si  provvede alla  definizione   delle   modalita’   relative   alla   progressiva informatizzazione dei documenti necessari a comprovare i requisiti di partecipazione e l’assenza  di  cause  di  esclusione,  nonche’  alla definizione dei criteri e delle modalita’ relative all’accesso  e  al funzionamento nonche’ all’interoperabilita’  tra  le  diverse  banche dati coinvolte nel procedimento. A tal  fine  entro  il  31  dicembre 2016, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,  in  accordo con ANAC,  definisce  le  modalita’  di  subentro  nelle  convenzioni stipulate dall’ANAC, tali da non rendere pregiudizio all’attivita’ di gestione dati attribuite all’ANAC dal presente codice. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 13.    3. Costituisce oggetto di valutazione della performance il rifiuto, ovvero  l’omessa  effettuazione  di  quanto  necessario  a  garantire l’interoperabilita’  delle  banche   dati,   secondo   le   modalita’ individuate con il decreto di cui al comma 2,da  parte  del  soggetto responsabile  delle   stesse   all’interno   dell’amministrazione   o organismo pubblico coinvolti nel procedimento. A  tal  fine,  l’ANAC, debitamente  informata  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, effettua le  dovute  segnalazioni  all’organo  di  vertice dell’amministrazione o organismo pubblico.    4.  Gli  esiti  dell’accertamento   dei   requisiti   generali   di qualificazione, costantemente aggiornati, con riferimento al medesimo partecipante nei termini di efficacia di ciascun  documento,  possono essere utilizzati anche per gare diverse.                                     Art. 82

(Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova)      1.  Le  amministrazioni  aggiudicatrici  possono  esigere  che  gli operatori economici presentino, come mezzi di prova di conformita’ ai requisiti o  ai  criteri  stabiliti  nelle  specifiche  tecniche,  ai criteri di aggiudicazione o alle condizioni  relative  all’esecuzione dell’appalto, una relazione di prova o un certificato  rilasciati  da un organismo di valutazione  della  conformita’.  Le  amministrazioni aggiudicatrici  che  richiedono  la  presentazione   di   certificati rilasciati  da  uno  specifico   organismo   di   valutazione   della conformita’ accettano anche i certificati rilasciati da organismi  di valutazione della  conformita’  equivalenti.  Ai  fini  del  presente comma, per «organismo di valutazione della conformita’» si intende un organismo che effettua attivita’ di  valutazione  della  conformita’ , comprese taratura, prove, ispezione e certificazione,  accreditato  a norma del regolamento (UE) n. 765/2008 del Parlamento europeo  e  del Consiglio.    2. Le amministrazioni aggiudicatrici accettano altri mezzi di prova appropriati, diversi da quelli di cui al comma 1,  ivi  compresa  una documentazione tecnica  del  fabbricante,  se  l’operatore  economico interessato non aveva accesso ai  certificati  o  alle  relazioni  di prova di cui al comma 1, o  non  poteva  ottenerli  entro  i  termini richiesti,  purche’   il   mancato   accesso   non   sia   imputabile all’operatore economico interessato e purche’ questi dimostri  che  i lavori, le forniture o i servizi prestati soddisfano i requisiti o  i criteri  stabiliti  nelle   specifiche   tecniche,   i   criteri   di aggiudicazione o le condizioni relative all’esecuzione dell’appalto.    3. Le informazioni relative alle prove e ai documenti presentati  a norma del presente articolo e degli articoli 68, comma 8, e  69  sono messe a disposizione degli altri Stati membri,  su  richiesta,  dalla Cabina di regia. Lo  scambio  delle  informazioni  e’  finalizzato  a un’efficace cooperazione reciproca, ed  avviene  nel  rispetto  delle regole  europee  e  nazionali  in  materia  di  protezione  dei  dati personali.                                     Art. 83                  (Criteri di selezione e soccorso istruttorio)      1. I criteri di selezione riguardano esclusivamente:    a) i requisiti di idoneita’ professionale;    b) la capacita’ economica e finanziaria;    c) le capacita’ tecniche e professionali.    2. I requisiti e le capacita’ di cui al comma 1  sono  attinenti  e proporzionati all’oggetto dell’appalto, tenendo presente  l’interesse pubblico ad avere il piu’ ampio numero  di  potenziali  partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione. Per  i  lavori, con linee guida dell’ANAC  adottate  entro  un  anno  dalla  data  di entrata in vigore del presente codice, previo parere delle competenti Commissioni  parlamentari,  sono  disciplinati,  nel   rispetto   dei principi di cui al presente articolo e  anche  al  fine  di  favorire l’accesso da  parte  delle  microimprese  e  delle  piccole  e  medie imprese, il sistema di qualificazione,  i  casi  e  le  modalita’  di avvalimento, i requisiti e le capacita’ che devono  essere  posseduti dal concorrente, anche in riferimento ai consorzi di cui all’articolo 45, lettere b) e  c)e  la  documentazione  richiesta  ai  fini  della dimostrazione del  loro  possesso  di  cui  all’allegato  XVII.  Fino all’adozione di dette linee guida, si applica l’articolo  216,  comma 14.

  1. Ai fini della sussistenza dei requisiti  di  cui  al  comma  1, lettera a), i concorrenti alle gare, se cittadini italiani o di altro Stato membro residenti in Italia, devono essere iscritti nel registro della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o nel registro delle commissioni provinciali per l’artigianato, o presso  i competenti ordini professionali. Al cittadino di altro  Stato  membro non residente in  Italia,  e’  richiesta  la  prova  dell’iscrizione, secondo le modalita’ vigenti nello Stato di  residenza,  in  uno  dei registri  professionali  o  commerciali  di  cui  all’allegato   XVI, mediante dichiarazione giurata o secondo le modalita’  vigenti  nello Stato membro nel quale e’  stabilito  ovvero  mediante  attestazione, sotto la propria responsabilita’,  che  il  certificato  prodotto  e’ stato rilasciato da uno  dei  registri  professionali  o  commerciali istituiti  nel  Paese  in  cui  e’  residenti.  Nelle  procedure   di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, se  i  candidati  o gli  offerenti  devono  essere  in  possesso   di   una   particolare autorizzazione ovvero appartenere a  una  particolare  organizzazione per  poter  prestare  nel  proprio  Paese  d’origine  i  servizi   in questione, la stazione appaltante puo’ chiedere loro  di  provare  il possesso    di    tale    autorizzazione    ovvero     l’appartenenza all’organizzazione.    4. Per gli appalti di servizi e forniture, ai fini  della  verifica del possesso dei requisiti di cui al comma 1, lettera b),le  stazioni appaltanti, nel bando di gara, possono richiedere:    a) che gli operatori economici abbiano un fatturato  minimo  annuo, compreso un determinato fatturato minimo  nel  settore  di  attivita’ oggetto dell’appalto;    b) che gli operatori economici forniscano informazioni riguardo  ai loro conti annuali che  evidenzino  in  particolare  i  rapporti  tra attivita’ e passivita’;    c)un livello adeguato di copertura  assicurativa  contro  i  rischi professionali.    5. Il fatturato minimo  annuo  richiesto  ai  sensi  del  comma  4, lettera a) non puo’ comunque superare il doppio  del  valore  stimato dell’appalto, salvo in circostanze adeguatamente motivate relative ai rischi  specifici  connessi  alla  natura  dei  lavori,   servizi   e forniture,  oggetto  di  affidamento.  La  stazione  appaltante,  ove richieda  un  fatturato  minimo  annuo,  ne  indica  le  ragioni  nei documenti di gara. Per gli appalti divisi in lotti, il presente comma si applica per ogni singolo lotto. Tuttavia, le  stazioni  appaltanti possono fissare il fatturato minimo annuo che gli operatori economici devono avere con riferimento a  gruppi  di  lotti  nel  caso  in  cui all’aggiudicatario  siano  aggiudicati  piu’   lotti   da   eseguirsi contemporaneamente. Se gli appalti basati su un accordo quadro devono essere  aggiudicati  in  seguito  alla  riapertura  della  gara,   il requisito del fatturato annuo massimo di cui  al  primo  periodo  del presente comma e’ calcolato sulla base del valore massimo atteso  dei contratti  specifici  che  saranno  eseguiti  contemporaneamente,  se conosciuto, altrimenti sulla base  del  valore  stimato  dell’accordo quadro. Nel caso di sistemi dinamici di  acquisizione,  il  requisito del fatturato annuo  massimo  e’  calcolato  sulla  base  del  valore massimo atteso degli appalti specifici da aggiudicare nell’ambito  di tale sistema.    6. Per gli appalti  di  servizi  e  forniture  ,per  i  criteri  di selezione di cui al comma  1,  lettera  c),  le  stazioni  appaltanti possono  richiedere  requisiti  per  garantire  che   gli   operatori economici possiedano le  risorse  umane  e  tecniche  e  l’esperienza necessarie  per  eseguire  l’appalto  con  un  adeguato  standard  di qualita’. Nelle procedure d’appalto per forniture che necessitano  di lavori di posa in opera o di  installazione,  servizi  o  lavori,  la capacita’ professionale degli operatori  economici  di  fornire  tali servizi o di eseguire l’installazione o  i  lavori  e’  valutata  con riferimento  alla   loro   competenza,   efficienza,   esperienza   e

affidabilita’.  Le  informazioni  richieste  non   possono   eccedere l’oggetto dell’appalto; l’amministrazione deve, comunque, tener conto dell’esigenza di protezione dei segreti tecnici e commerciali.    7. Fermo restando il sistema di qualificazione di cui  all’articolo 84nonche’ quanto previsto in materia di prova documentale preliminare dall’articolo 85, la dimostrazione dei requisiti di cui al  comma  1, lettere b) e c) e’ fornita, a seconda della natura, della quantita’ o dell’importanza e dell’uso delle forniture o dei servizi, utilizzando i mezzi di prova di cui all’articolo86, commi 4 e 5.    8. Le stazioni appaltanti indicano le condizioni di  partecipazione richieste,  che  possono  essere  espresse  come  livelli  minimi  di capacita’, congiuntamente agli idonei mezzi di prova,  nel  bando  di gara o nell’invito a confermare interesse ed effettuano  la  verifica formale e sostanziale delle capacita’ realizzative, delle  competenze tecniche e professionali, ivi comprese le  risorse  umane,  organiche all’impresa, nonche’ delle attivita’ effettivamente eseguite. I bandi e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione rispetto a quelle previste dal presente  codice  e da altre disposizioni  di  legge  vigenti.  Dette  prescrizioni  sono comunque nulle.    9. Le carenze di qualsiasi elemento formale della  domanda  possono essere sanate attraverso la procedura di soccorso istruttorio di  cui al presente comma. In particolare,  la  mancanza,  l’incompletezza  e ogni altra irregolarita’ essenziale degli elementi e del documento di gara unico europeo di cui all’articolo 85, con esclusione  di  quelle afferenti all’offerta tecnica ed economica,  obbliga  il  concorrente che  vi  ha  dato  causa  al  pagamento,  in  favore  della  stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara, in misura non inferiore all’uno per mille e non  superiore  all’uno  per cento del valore della gara e comunque non superiore a 5.000 euro. In tal caso, la stazione appaltante assegna al concorrente  un  termine, non superiore  a  dieci  giorni,  perche’  siano  rese,  integrate  o regolarizzate le dichiarazioni necessarie, indicandone il contenuto e i soggetti che le devono rendere, da  presentare  contestualmente  al documento comprovante l’avvenuto pagamento della sanzione, a pena  di esclusione.  La  sanzione  e’  dovuta  esclusivamente  in   caso   di regolarizzazione.  Nei  casi  di  irregolarita’  formali,  ovvero  di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non essenziali, la stazione appaltante ne richiede comunque la regolarizzazione con la  procedura di cui al periodo precedente, ma non applica alcuna sanzione. In caso di inutile decorso del termine di regolarizzazione, il concorrente e ‘ escluso  dalla  gara.  Costituiscono  irregolarita’  essenziali   non sanabili  le  carenze  della  documentazione   che   non   consentono l’individuazione del contenuto  o  del  soggetto  responsabile  della stessa.    10. E’ istituito presso l’ANAC, che ne cura la gestione, il sistema del rating di impresa e delle relative penalita’  e  premialita’,  da applicarsi ai soli fini della qualificazione delle  imprese,  per  il quale  l’Autorita’  rilascia  apposita  certificazione.  Il  suddetto sistema e’ connesso a requisiti reputazionali valutati sulla base  di indici qualitativi e quantitativi, oggettivi  e  misurabili,  nonche’ sulla base di accertamenti  definitivi  che  esprimono  la  capacita’ strutturale e  di  affidabilita’  dell’impresa.  L’ANAC  definisce  i requisiti reputazionali e i  criteri  di  valutazione  degli  stessi, nonche’ le  modalita’  di  rilascio  della  relativa  certificazione, mediante linee guida adottate entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice.  Rientra  nell’ambito  dell’attivita’  di gestione del suddetto sistema la determinazione da parte di  ANAC  di misure sanzionatorie amministrative nei  casi  di  omessa  o  tardiva denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di contratti  pubblici,  comprese  le  imprese subappaltatrici  e  le  imprese  fornitrici  di  materiali,  opere  e servizi. I requisiti reputazionali alla base del rating di impresa d i

cui al presente comma tengono conto, in particolare,  del  rating  di legalita’  rilevato  dall’ANAC  in  collaborazione  con   l’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, ai sensi dell’articolo  213, comma 7, nonche’ dei  precedenti  comportamentali  dell’impresa,  con riferimento al rispetto dei tempi e  dei  costi  nell’esecuzione  dei contratti,   all’incidenza   del   contenzioso   sia   in   sede   di partecipazione alle procedure di gara che in fase di  esecuzione  del contratto. Tengono conto altresi’ della regolarita’ contributiva, ivi compresi i versamenti alle Casse edili, valutata con  riferimento  ai tre anni precedenti.      Art.84    (Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici)      1. Fermo restando quanto previsto dal comma 11 e dall’articolo  90, comma 8, i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di  lavori  pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro, provano il  possesso  dei requisiti  di  qualificazione  di  cui  all’articolo   83,   mediante attestazione da parte degli appositi  organismi  di  diritto  privato autorizzati dall’ANAC.    2. L’ANAC, con  le  linee  guida  di  cui  all’articolo  83,  comma 2,individua, altresi’, livelli standard di qualita’ dei controlli ch e le societa’ organismi di attestazione (SOA)  devono  effettuare,  con particolare riferimento a quelli di natura non meramente documentale. L’attivita’ di monitoraggio e controllo di  rispondenza  ai  suddetti livelli standard  di  qualita’  comporta  l’esercizio  di  poteri  di diffida, ovvero, nei casi piu’ gravi, la sospensione o  la  decadenza dall’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’ da parte dell’ANAC.    3. Entro tre mesi dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente codice, l’ANAC  effettua  una  ricognizione  straordinaria  circa  il possesso dei requisiti  di  esercizio  dell’attivita’  da  parte  dei soggetti attualmente  operanti  in  materia  di  attestazione,  e  le modalita’ di svolgimento della stessa, provvedendo all’esito mediante diffida, sospensione, ovvero decadenza dall’autorizzazione  nei  casi di mancanza del possesso dei requisito o di  esercizio  ritenuto  non virtuoso.  L’ANAC  relaziona  sugli  esiti  di   detta   ricognizione straordinaria al  Governo  e  alle  Camere,  allo  scopo  di  fornire elementi di valutazione circa la rispondenza del sistema  attuale  di qualificazione unica a requisiti di concorrenza e trasparenza,  anche in  termini  di  quantita’  degli  organismi  esistenti   ovvero   di necessita’ di individuazione di forme di partecipazione pubblica agli stessi e alla relativa attivita’ di attestazione.    4. Gli organismi di cui al comma 1 attestano:    a) l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80;    b) il possesso dei requisiti di capacita’ economica e finanziaria e tecniche e professionali indicati all’articolo 83;  tra  i  requisiti tecnico-organizzativi rientrano i certificati rilasciati alle imprese esecutrici da parte  delle  stazioni  appaltanti.  Gli  organismi  di attestazione    acquisiscono     detti     certificati     unicamente dall’Osservatorio,  cui  sono  trasmessi  in  copia,  dalle  stazioni appaltanti;    c) il possesso di certificazioni di sistemi  di  qualita’  conformi alle norme europee della  serie  UNI  EN  ISO  9000  e  alla  vigente normativa nazionale, rilasciate  da  soggetti  accreditati  ai  sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e  della  serie  UNI CEI EN ISO/IEC 17000;    d) il possesso di certificazione del rating di impresa,  rilasciata dall’ANAC ai sensi dell’articolo 83, comma 10.    5. Il sistema unico di qualificazione degli esecutori di  contratti pubblici e’ articolato in rapporto alle tipologie e  all’importo  dei lavori.    6. L’ANAC vigila sul sistema  di  qualificazione  e,  a  tal  fine,

effettua ispezioni,  anche  senza  preavviso,  o  richiede  qualsiasi documento ritenuto necessario. I poteri di vigilanza e  di  controllo sono esercitati anche  su  motivata  e  documentata  istanza  di  una impresa ovvero di una SOA o di una stazione appaltante.  Le  stazioni appaltanti  hanno  l’obbligo  di  effettuare  controlli,   almeno   a campione, secondo modalita’  predeterminate,  sulla  sussistenza  dei requisiti oggetto  dell’attestazione,  segnalando  immediatamente  le eventuali  irregolarita’  riscontrate  all’ANAC,   che   dispone   la sospensione cautelare dell’efficacia dell’attestazione dei  requisiti entro   dieci   giorni   dalla   ricezione   dell’istanza   medesima. Sull’istanza di  verifica  l’ANAC  provvede  entro  sessanta  giorni, secondo modalita’ stabilite nelle linee guida. I controlli effettuati dalle  stazioni  appaltanti  costituiscono   elemento   positivo   di valutazione  ai  fini  dell’attribuzione  della  premialita’  di  cu i all’articolo38.    7. Per gli appalti di lavori di importo  pari  o  superiore  ai  20 milioni di  euro,  oltre  alla  presentazione  dell’attestazione  dei requisiti di qualificazione  di  cui  all’articolo  83,  la  stazione appaltante puo’ richiedere requisiti aggiuntivi finalizzati:    a) alla verifica della capacita’ economico-finanziaria. In tal caso il   concorrente   fornisce    i    parametri    economico-finanziari significativi richiesti, certificati da societa’ di revisione  ovvero altri soggetti preposti che si affianchino alle valutazioni  tecniche proprie dell’organismo di  certificazione,  da  cui  emerga  in  modo inequivoco  la  esposizione  finanziaria   dell’impresa   concorrente all’epoca in cui partecipa ad una gara di appalto; in  alternativa  a tale requisito, la stazione  appaltante  puo’  richiedere  una  cifra d’affari in lavori pari a 2 volte  l’importo  a  base  di  gara,  che l’impresa deve aver realizzato nel triennio antecedente  la  data  di pubblicazione del bando.;    b) alla verifica della capacita’ professionale per gli appalti  per i quali viene richiesta la classifica  illimitata.  In  tal  caso  il concorrente fornisce evidenza di aver eseguito lavori per  entita’  e tipologia compresi nella  categoria  individuata  come  prevalente  a quelli posti in appalto opportunamente certificati  dalle  rispettive stazioni  appaltanti,  tramite  presentazione  del   certificato   di esecuzione lavori; tale requisito si applica  solo  agli  appalti  di lavori di importo superiore a 100 milioni di euro.    8. Le linee guida di cui al presente articolo disciplinano i casi e le modalita’ di sospensione o  di  annullamento  delle  attestazioni, nonche’  di  decadenza  delle  autorizzazioni  degli   organismi   di certificazione. Le linee guida disciplinano, altresi’, i criteri  per la determinazione dei corrispettivi dell’attivita’ di qualificazione, in rapporto all’importo complessivo  ed  al  numero  delle  categorie generali o specializzate  cui  si  richiede  di  essere  qualificati, avendo riguardo anche alla necessaria riduzione degli stessi in  caso di consorzi stabili nonche’ per le microimprese e le piccole e  medie imprese.    9. Al  fine  di  garantire  l’effettivita’  e  la  trasparenza  dei controlli sull’attivita’ di attestazione posta in essere  dalle  SOA, l’ANAC predetermina e rende pubblico sul proprio sito il  criterio  e il numero di controlli a campione  da  effettuare  annualmente  sulle attestazioni rilasciate dalle SOA.    10. La violazione delle disposizioni delle linee  guida  e’  punita con  le  sanzione  previste  dall’articolo  213,  comma  13.  Per  le violazioni di cui al periodo precedente, non e’ ammesso il  pagamento in misura ridotta. L’importo della sanzione e’ determinato  dall’ANAC con ordinanza-ingiunzione sulla base dei criteri generali di cui alla legge 24 novembre  1981,  n.  689,  con  particolare  riferimento  ai criteri  di  proporzionalita’  e  adeguatezza  alla  gravita’   della fattispecie.  Nei  casi  piu’  gravi,  in  aggiunta   alla   sanzione amministrativa pecuniaria, si applica la  sanzione  accessoria  della sospensione dell’attivita’ di impresa per un periodo da un mese a due

anni,  avvero  della  decadenza  dell’autorizzazione.  La   decadenz a dell’autorizzazione si applica sempre in caso di  reiterazione  della violazione  che  abbia  comportato  la  sanzione   accessoria   della sospensione dell’attivita’, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689.    11. La qualificazione della SOA  ha  durata  di  cinque  anni,  con verifica entro il terzo anno del mantenimento dei requisiti di ordine generale nonche’ dei  requisiti  di  capacita’  strutturale  indicati nelle linee guida.    12. Entro un anno dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente codice,  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture   e   dei trasporti, su proposta dell’ANAC, sentite le  competenti  Commissioni parlamentari, vengono individuate modalita’ di qualificazione,  anche alternative o sperimentali da parte di stazioni  appaltanti  ritenute particolarmente qualificate ai sensi dell’articolo 38, per migliorare l’effettivita’ delle verifiche e conseguentemente la  qualita’  e  la moralita’ delle prestazioni degli operatori economici,  se  del  caso attraverso   un   graduale   superamento   del   sistema   unico   di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici.                                     Art. 85                        (Documento di gara unico europeo)      1.Al momento della presentazione delle domande di partecipazione  o delle offerte, le stazioni appaltanti accettano il documento di  gara unico europeo (DGUE), redatto in conformita’ al modello di formulario approvato con  regolamento  dalla  Commissione  europea  Il  DGUE  e’ fornito esclusivamente in forma elettronica a  partire  dal18  aprile 2018,  e  consiste  in  un’autodichiarazione  aggiornata  come  prova documentale preliminare in sostituzione dei certificati rilasciati da autorita’ pubbliche o  terzi  in  cui  si  conferma  che  l’operatore economico soddisfa le seguenti condizioni:    a) non si trova in una delle situazioni di cui all’articolo 80;    b)   soddisfa   i   criteri   di   selezione   definiti   a   norma dell’articolo83;    c)  soddisfa  gli  eventuali  criteri  oggettivi  fissati  a  norma dell’articolo91.    2. Il DGUE fornisce, inoltre, le informazioni  rilevanti  richieste dalla stazione appaltante  e  le  informazioni  di  cui  al  comma  1 relative agli eventuali soggetti  di  cui  l’operatore  economico  si avvale ai sensi dell’articolo 89, indica l’autorita’  pubblica  o  il terzo responsabile del rilascio dei documenti complementari e include una dichiarazione formale secondo cui  l’operatore  economico  e’  in grado, su richiesta e senza indugio, di fornire tali documenti.    3.  Se  la  stazione   appaltante   puo’   ottenere   i   documenti complementari  direttamente  accedendo  alla  banca   dati   di   cui all’articolo 81, il DGUE riporta altresi’ le informazioni richieste a tale scopo, i dati di individuazione e, se del  caso,  la  necessaria dichiarazione di consenso.    4. Gli operatori economici possono riutilizzare il DGUE  utilizzato in una procedura  d’appalto  precedente  purche’  confermino  che  le informazione ivi contenute sono ancore valide.    5.La stazione appaltante puo’, altresi’, chiedere agli offerenti  e ai candidati, in qualsiasi momento  nel  corso  della  procedura,  di presentare tutti i documenti complementari o parte di  essi,  qualora questo sia necessario per assicurare il  corretto  svolgimento  della procedura.  Prima  dell’aggiudicazione  dell’appalto,   la   stazione appaltante  richiede  all’offerente  cui  ha  deciso  di  aggiudicare l’appalto, nonche’ all’impresa che la segue  in  graduatoria,  tranne nel caso di appalti basati su accordi quadro  se  conclusi  ai  sensi

dell’articolo 53, comma 3  o  comma  4,  lettera  a),  di  presentare documenti complementari aggiornati conformemente all’articolo  86  e, se del caso, all’articolo 87. La stazione  appaltante  puo’  invitare gli operatori economici a integrare i certificati richiesti ai  sensi degli articoli 86e  87.6.  In  deroga  al  comma  5,  agli  operatori economici non e’ richiesto di presentare  documenti  complementari  o altre prove documentali qualora questi  siano  presenti  nella  banca dati di cui all’articolo 81 o qualora la stazione appaltante,  avendo aggiudicato l’appalto o concluso l’accordo quadro, possieda gia’ tali documenti.    7. Ai fini del comma 5,  le  banche  dati  contenente  informazioni pertinenti sugli operatori economici, possono essere consultate, alle medesime condizioni, dalle amministrazioni  aggiudicatrici  di  altri Stati membri, con le modalita’ individuate  con  il  decreto  di  cui all’articolo 81, comma 2.    8.Per il tramite della cabina di regia e’ messo  a  disposizione  e aggiornato su e-Certis un elenco completo di banche  dati  contenenti informazioni pertinenti sugli operatori economici che possono  essere consultate dalle stazioni appaltanti di altri  Stati  membri  e  sono comunicate, su richiesta, agli altri  Stati  membri  le  informazioni relative alle banche dati di cui al presente articolo.      Art.86                              (Mezzi di prova)      1.Le  stazioni  appaltanti  possono  chiedere  i  certificati,   le dichiarazioni e gli altri mezzi di prova di cui al presente  articolo e all’allegato XVII, come prova dell’assenza di motivi di  esclusione di cui all’articolo 80 e del rispetto dei criteri di selezione di cui all’articolo 83. Le stazioni appaltanti non esigono  mezzi  di  prova diversi da quelli di cui al presente articolo,  all’allegato  XVII  e all’articolo  110.  Gli  operatori  economici  possono  avvalersi  di qualsiasi mezzo idoneo documentale per provare che  essi  disporranno delle risorse necessarie.    2.Le stazioni appaltanti accettano i seguenti documenti come  prova sufficiente della  non  applicabilita’  all’operatore  economico  dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80:    a) per quanto riguarda i commi 1 , 2 e  3  di  detto  articolo,  il certificato  del  casellario  giudiziario  o  in  sua  mancanza,   un documento   equivalente   rilasciato   dalla   competente   autorita’ giudiziaria o amministrativa dello Stato membro o del Paese d’origine o di provenienza da cui  risulta  il  soddisfacimento  dei  requisiti previsti;    b) per quanto riguarda  il  comma  4  di  detto  articolo,  tramite apposita  certificazione  rilasciata  dalla  amministrazione  fiscale competente  e,  con  riferimento  ai   contributi   previdenziali   e assistenziali,  tramite  il   Documento   Unico   della   Regolarita’ Contributiva rilasciato dagli Istituti previdenziali ai  sensi  della normativa vigente ovvero tramite  analoga  certificazione  rilasciata dalle autorita’ competenti di altri Stati.    3. Se  del  caso,  uno  Stato  membro  fornisce  una  dichiarazione ufficiale in cui si attesta che i documenti o i certificati di cui al comma 2 non sono rilasciati o che questi non menzionano tutti i  casi previsti, tali dichiarazioni  ufficiali  sono  messe  a  disposizione mediante il registro online dei certificati (e-Certis).    4.Di norma,  la  prova  della  capacita’  economica  e  finanziaria dell’operatore economico puo’ essere  fornita  mediante  uno  o  piu’ mezzi di prova indicati  nell’allegato  XVII,  parte  I.  L’operatore economico, che per fondati motivi non e’ in grado  di  presentare  le referenze chieste dall’amministrazione aggiudicatrice,  puo’  provare la propria capacita’ economica e finanziaria  mediante  un  qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante.

  1. Le capacita’ tecniche degli operatori economici possono  essere dimostrate con uno o piu’ mezzi di prova di  cui  all’allegato  XVII, parte II, in funzione della natura, della quantita’ o dell’importanza e dell’uso dei lavori, delle forniture o dei servizi.    6.Per il tramite della cabina di regia sono  messe  a  disposizione degli altri Stati membri, su richiesta, le informazioni riguardanti i motivi  di   esclusione   elencati   all’articolo   80,   l’idoneita’ all’esercizio dell’attivita’ professionale, la capacita’  finanziaria e tecnica degli offerenti di cui all’articolo 83,  nonche’  eventuali informazioni relative ai mezzi di prova di cui al presente articolo.                                     Art. 87                         (Certificazione delle qualita’)      1. Qualora richiedano la presentazione di certificati rilasciati da organismi  indipendenti  per  attestare  che  l’operatore   economico soddisfa determinate  norme  di  garanzia  della  qualita’,  compresa l’accessibilita’  per  le  persone  con  disabilita’,   le   stazioni appaltantisi riferiscono ai sistemi di garanzia della qualita’ basati sulle serie di norme europee in  materia,  certificati  da  organismi accreditati.  Le  stazioni  appaltanti  riconoscono   i   certificati equivalenti rilasciati da organismi stabiliti in altri Stati  membri. Esse ammettono parimenti altre prove relative all’impiego  di  misure equivalenti  di  garanzia  della  qualita’,  qualora  gli   operatori economici interessati non avessero la possibilita’ di  ottenere  tali certificati entro i termini richiesti per motivi non imputabili  agli stessi operatori economici, a condizione che gli operatori  economici dimostrino  che  le  misure  di  garanzia  della  qualita’   proposte soddisfano le norme di garanzia della qualita’ richieste.    2. Le stazioni appaltanti, quando richiedono  la  presentazione  di certificati rilasciati da organismi  indipendenti  per  attestare  il rispetto da parte dell’operatore economico di determinati  sistemi  o di  norme  di  gestione  ambientale,  fanno  riferimento  al  sistema dell’Unione di ecogestione e  audit  (EMAS)  o  a  altri  sistemi  di gestione ambientale nella misura in cui sono conformi all’articolo 45 del regolamento (CE) n. 1221/2009 o ancora ad altre norme di gestione ambientale fondate su norme  europee  o  internazionali  in  materia, certificate da organismi accreditati per lo specifico scopo, ai sensi del  regolamento  (CE)  n.765/2008  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio.  Le  stazioni   appaltanti   riconoscono   i   certificati equivalenti rilasciati da organismi stabiliti in altri Stati  membri. Qualora gli operatori  economici  abbiano  dimostrato  di  non  avere accesso a  tali  certificati  o  di  non  avere  la  possibilita’  di ottenerli entro i termini richiesti per motivi loro  non  imputabili, la stazione appaltante accetta anche altre  prove  documentali  delle misure  di  gestione  ambientale,  purche’  gli  operatori  economici dimostrino che tali misure sono equivalenti a  quelle  richieste  nel quadro del sistema o della norma di gestione ambientale applicabile.    3. Le stazioni  appaltanti  ,  qualora  richiedano  agli  operatori economici la presentazione di  certificati  rilasciati  da  organismi indipendenti per attestare la conformita’ ai criteri di cui al  comma 2 dell’articolo 34, fanno  riferimento  a  organismi  di  valutazione della  conformita’  accreditati  ai  sensi   del   regolamento   (CE) n.765/2008 del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  in  conformita’ alle norme UNI CEI EN ISO/IEC della serie 17000.    4. Le informazioni relative ai documenti presentati come prova  del rispetto  delle  norme  ambientali  e  di  qualita’  sono   messe   a disposizione degli altri Stati membri, su richiesta dalla  Cabina  di regia.

Art. 88                  (Registro on line dei certificati (e-Certis)      1.  Al   fine   di   facilitare   la   presentazione   di   offerte transfrontaliere, le informazioni concernenti i certificati  e  altre forme di prove documentali introdotte in e-Certis e  stabilite  dalla Commissione europea sono  costantemente  aggiornate  per  il  tramite della cabina di regia di cui all’articolo 213.    2. Le stazioni appaltanti utilizzano e-Certis e richiedono in primo luogo i tipi di certificati o le forme di prove documentali che  sono contemplati da e-Certis.                                     Art. 89                                  (Avvalimento)      1. L’operatore  economico,  singolo  o  in  raggruppamento  di  cui all’articolo 45, per  un  determinato  appalto,  puo’  soddisfare  la richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere  economico, finanziario, tecnico e professionale di cui all’articolo 83, comma 1, lettere b) e c), necessari per partecipare ad una procedura di  gara, e, in ogni caso, con esclusione dei requisiti di cui all’articolo 80, nonche’  il  possesso  dei  requisiti  di   qualificazione   di   cui all’articolo 84, avvalendosi delle capacita’ di altri soggetti, anche di  partecipanti  al  raggruppamento,  a  prescindere  dalla   natura giuridica dei suoi legami con questi ultimi. Per  quanto  riguarda  i criteri relativi all’indicazione dei titoli di studio e professionali di cui all’allegato XVII, parte II, lettera  f),  o  alle  esperienze professionali pertinenti, gli operatori  economici  possono  tuttavia avvalersi delle capacita’ di altri soggetti  solo  se  questi  ultimi eseguono direttamente i lavori o i servizi  per  cui  tali  capacita’ sono richieste.  L’operatore  economico  che  vuole  avvalersi  dell e capacita’ di altri soggetti allega, oltre all’eventuale  attestazione SOA dell’impresa ausiliaria,  una  dichiarazione  sottoscritta  dalla stessa attestante il possesso da parte di quest’ultima dei  requisiti generali di cui all’articolo 80, nonche’ il  possesso  dei  requisiti tecnici e delle risorse oggetto di avvalimento. L’operatore economico dimostra alla stazione appaltante che disporra’ dei  mezzi  necessari mediante presentazione di una dichiarazione sottoscritta dall’impresa ausiliaria con cui quest’ultima si obbliga  verso  il  concorrente  e verso la stazione appaltante a mettere a disposizione  per  tutta  la durata dell’appalto le  risorse  necessarie  di  cui  e’  carente  il concorrente.  Nel  caso  di  dichiarazioni  mendaci,  ferma  restando l’applicazione  dell’articolo80,  comma   12,   nei   confronti   dei sottoscrittori, la  stazione  appaltante  esclude  il  concorrente  e escute la garanzia. Il concorrente allega, altresi’, alla domanda  di partecipazione in originale o copia autentica il contratto in  virtu’ del  quale  l’impresa  ausiliaria  si  obbliga  nei   confronti   del concorrente a fornire i requisiti  e  a  mettere  a  disposizione  le risorse necessarie per tutta la durata dell’appalto.    2. Nei settori speciali, se le norme  e  i  criteri  oggettivi  per l’esclusione e la selezione degli operatori economici che  richiedono di essere qualificati in  un  sistema  di  qualificazione  comportano requisiti  relativi   alle   capacita’   economiche   e   finanziarie dell’operatore  economico   o   alle   sue   capacita’   tecniche   e professionali, questi puo’ avvalersi, se necessario, della  capacita’ di altri  soggetti,  indipendentemente  dalla  natura  giuridica  dei legami con essi. Resta fermo quanto previsto  dal  comma  1,  periodi

secondo  e  terzo,  da  intendersi  quest’ultimo  riferito  all’abito temporale di validita’ del sistema di qualificazione.    3. La stazione appaltante verifica, conformemente agli articoli 85, 86 e 88, se i soggetti  della  cui  capacita’  l’operatore  economico intende avvalersi, soddisfano i pertinenti criteri di selezione o  se sussistono motivi di  esclusione  ai  sensi  dell’articolo  80.  Essa impone all’operatore economico  di  sostituire  i  soggetti  che  non soddisfano  un  pertinente  criterio  di  selezione  o  per  i  quali sussistono motivi  obbligatori  di  esclusione.  Nel  bando  di  gara possono essere altresi’ indicati i casi in cui l’operatore  economico deve sostituire un  soggetto  per  il  quale  sussistono  motivi  non obbligatori di esclusione, purche’ si tratti di requisiti tecnici.    4. Nel  caso  di  appalti  di  lavori,  di  appalti  di  servizi  e operazioni di posa in opera o installazione nel quadro di un  appalto di fornitura, le stazioni appaltanti possono prevedere nei  documenti di gara che  taluni  compiti  essenziali  siano  direttamente  svolti dall’offerente  o,  nel  caso  di   un’offerta   presentata   da   un raggruppamento  di  operatori  economici,  da  un   partecipante   al raggruppamento.    5. Il concorrente  e  l’impresa  ausiliaria  sono  responsabili  in solido nei confronti della  stazione  appaltante  in  relazione  alle prestazioni  oggetto  del  contratto.  Gli  obblighi  previsti  dalla normativa antimafia a carico del concorrente si applicano  anche  nei confronti  del   soggetto   ausiliario,   in   ragione   dell’importo dell’appalto posto a base di gara.    6.  E’  ammesso   l’avvalimento   di   piu’   imprese   ausiliarie. L’ausiliario non puo’ avvalersi a sua volta di altro soggetto.    7. In relazione a ciascuna  gara  non  e’  consentito,  a  pena  di esclusione, che della stessa impresa ausiliaria si avvalga piu’ di un concorrente, ovvero che  partecipino  sia  l’impresa  ausiliaria  che quella che si avvale dei requisiti.    8. Il contratto e’ in ogni caso eseguito dall’impresa che partecipa alla gara, alla quale e’ rilasciato il certificato di  esecuzione,  e l’impresa ausiliaria puo’ assumere il  ruolo  di  subappaltatore  nei limiti dei requisiti prestati.    9. In relazione a ciascun affidamento la stazione appaltante esegue in corso d’esecuzione  le  verifiche  sostanziali  circa  l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse  oggetto  dell’avvalimento  da parte dell’impresa  ausiliaria,  nonche’  l’effettivo  impiego  delle risorse  medesime  nell’esecuzione  dell’appalto.  A  tal   fine   il responsabile unico del procedimento accerta in corso d’opera  che  le prestazioni oggetto  di  contratto  sono  svolte  direttamente  dalle risorse umane e strumentali dell’impresa ausiliaria che  il  titolare del contratto utilizza in adempimento degli  obblighi  derivanti  dal contratto di avvalimento. Ha inoltre l’obbligo di inviare ad entrambe le parti  del  contratto  di  avvalimento  le  comunicazioni  di  cui all’articolo 52 e  quelle  inerenti  all’esecuzione  dei  lavori.  La stazione appaltante trasmette all’Autorita’ tutte le dichiarazioni di avvalimento, indicando  altresi’  l’aggiudicatario,  per  l’esercizi o della vigilanza, e per la prescritta pubblicita’.    10. L’avvalimento  non  e’  ammesso  per  soddisfare  il  requisito dell’iscrizione all’Albo nazionale  dei  gestori  ambientali  di  cui all’articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.    11.Non e’ ammesso l’avvalimento qualora nell’oggetto dell’appalto o della concessione di lavori rientrino, oltre  ai  lavori  prevalenti, opere per le quali sono necessari lavori  o  componenti  di  notevole contenuto tecnologico o  di  rilevante  complessita’  tecnica,  quali strutture, impianti e opere speciali. E’  considerato  rilevante,  ai fini della sussistenza dei presupposti di cui al primo  periodo,  che il valore dell’ opere superi il dieci per cento  dell’importo  totale dei  lavori.  Con  decreto  del  Ministro  delle   infrastrutture   e trasporti, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata  in vigore del presente codice, sentito il Consiglio superiore dei lavori

pubblici, e’ definito l’elenco delle opere di cui al presente  comma, nonche’  i  requisiti  di  specializzazione  richiesti  per  la  loro esecuzione, che possono essere periodicamente revisionati. Fino  alla data di entrata in vigore di detto  decreto,  si  applica  l’articolo 216, comma 15.                                     Art. 90      (Elenchi   ufficiali   di   operatori   economici   riconosciuti    e                            certificazioni)      1.  Gli  operatori  economici  iscritti  in  elenchi  ufficiali  di imprenditori, fornitori o  prestatori  di  servizi  o  che  siano  in possesso di una certificazione rilasciata  da  organismi  accreditati per tali certificazioni ai sensi del regolamento (CE) n.765/2008  del Parlamento europeo e del Consiglio di cui all’allegato  XIII  possono presentare alla stazione appaltante, per ogni appalto, un certificato d’iscrizione  o   il   certificato   rilasciato   dall’organismo   di certificazione competente. Tali certificati indicano le referenze che consentono l’iscrizione negli elenchi o di ottenere il rilascio della certificazione nonche’ la relativa classificazione.    2. Le amministrazioni o gli enti che gestiscono gli elenchi  e  gli organismi di certificazione di cui al comma 1, presso cui le  domande vanno  presentate,  comunicano  alla   Cabina   di   regia   di   cui all’articolo212 i propri dati entro tre mesi dall’entrata  in  vigore del presente codice ovvero dall’istituzione di nuovi elenchi o albi o di  nuovi  organismi  di   certificazione   e   provvedono   altresi’ all’aggiornamento dei dati comunicati. Nei trenta  giorni  successivi al loro ricevimento la Cabina di regia cura la trasmissione  di  tali dati alla Commissione europea e agli altri Stati membri.    3. Per gli operatori economici facenti parte di  un  raggruppamento che dispongono di mezzi forniti da altre societa’ del raggruppamento, l’iscrizione negli elenchi o il certificato indicano specificamente i mezzi di cui si avvalgono, chi ne  sia  proprietario  e  le  relative condizioni contrattuali.    4. L’iscrizione di un operatore economico in un elenco ufficiale  o il possesso del certificato rilasciato dal  competente  organismo  di certificazione  costituisce  presunzione  d’idoneita’  ai  fini   dei requisiti  di  selezione  qualitativa  previsti  dall’elenco  o   dal certificato.    5. I dati risultanti  dall’iscrizione  negli  elenchi  ufficiali  o dalla certificazione, per i quali opera la presunzione  di  idoneita’ di cui al comma 4, possono essere contestati con qualsiasi  mezzo  di prova in sede di verifica dei requisiti degli operatori economici  da parte di chi vi abbia interesse. Per quanto riguarda il pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali e il pagamento delle imposte e tasse, per ogni  appalto,  puo’  essere  richiesta  un’attestazione supplementare ad ogni operatore economico.    6. Le stazioni appaltanti applicano i commi  1  e  5  del  presente articolo solo  agli  operatori  economici  stabiliti  sul  territorio nazionale.    7. I requisiti della prova per i criteri di  selezione  qualitativa previsti  dall’elenco  ufficiale  o   dalla   certificazione   devono risultare all’articolo 86 e, ove applicabile,  all’articolo  87.  Gli operatori   economici   possono   chiedere   in   qualsiasi   momento l’iscrizione in un elenco ufficiale o il  rilascio  del  certificato. Essi sono informati entro un termine ragionevole,  fissato  ai  sensi dell’articolo 2 della legge  7  agosto  1990,  n.  241  e  successive modificazioni, della decisione dell’amministrazione o ente che redige l’elenco o dell’organismo di certificazione competente.    8. L’iscrizione  in  elenchi  ufficiali  o  la  certificazione  non

possono essere imposte agli operatori  economici  degli  altri  Stati membri in vista della  partecipazione  ad  un  pubblico  appalto.  Le stazioni  appaltanti  riconoscono  i   certificati   equivalenti   di organismi stabiliti in altri Stati membri.  Esse  accettano  altresi’ altri mezzi di prova equivalenti.    9. Sono messe a  disposizione  degli  altri  Stati  membri  che  ne facciano richiesta le informazioni relative ai  documenti  presentati dagli operatori economici  per  provare  il  possesso  dei  requisiti necessari per l’iscrizione negli elenchi ufficiali di cui al comma  1 ovvero, per gli operatori di altri Stati membri, il possesso  di  una certificazione equivalente.    10. Gli elenchi  sono  soggetti  a  pubblicazione  sul  profilo  di committente e sul casellario informatico dell’ANAC.                                     Art. 91      (Riduzione del numero di candidati altrimenti qualificati da invitare                            a partecipare)      1. Nelle  procedure  ristrette,  nelle  procedure  competitive  con negoziazione,  nelle  procedure   di   dialogo   competitivo   e   di partenariato per l’innovazione, le  stazioni  appaltanti,  quando  lo richieda la difficolta’ o la complessita’ dell’opera, della fornitura o  del  servizio,  possono  limitare  il  numero  di  candidati   che soddisfano i criteri di selezione e che  possono  essere  invitati  a presentare un’offerta,  a  negoziare  o  a  partecipare  al  dialogo, purche’ sia assicurato il numero  minimo,  di  cui  al  comma  2,  di candidati qualificati.    2. Quando si avvalgono di tale  facolta’,  le  stazioni  appaltanti indicano nel bando di gara o nell’invito  a  confermare  interesse  i criteri oggettivi e  non  discriminatori,  secondo  il  principio  di proporzionalita’  che  intendono  applicare,  il  numero  minimo  dei candidati che intendono invitare, e, ove lo ritengano  opportuno  per motivate  esigenze  di  buon  andamento,  il  numero  massimo.  Nelle procedure ristrette il numero minimo di  candidati  non  puo’  essere inferiore a cinque. Nella  procedura  competitiva  con  negoziazione, nella  procedura  di  dialogo  competitivo  e  nel  partenariato  per l’innovazione il numero minimo di candidati non puo’ essere inferiore a tre. In ogni caso il  numero  di  candidati  invitati  deve  essere sufficiente  ad  assicurare  un’effettiva  concorrenza.  Le  stazioni appaltanti invitano un numero di  candidati  pari  almeno  al  numero minimo. Tuttavia, se il numero di candidati che soddisfano i  criteri di selezione e i livelli minimi di capacita’ di cui all’articolo 83e’ inferiore al numero minimo, la stazione appaltante puo’ proseguire la procedura  invitando  i  candidati  in   possesso   delle   capacita’ richieste. La stazione appaltante non  puo’  includere  nella  stess a procedura altri  operatori  economici  che  non  abbiano  chiesto  di partecipare o candidati che non abbiano le capacita’ richieste.                                     Art. 92                  (Riduzione del numero di offerte e soluzioni)      1. Le  stazioni  appaltanti,  quando  ricorrono  alla  facolta’  di ridurre il numero di offerte da negoziare  di  cui  all’articolo  62, comma 11, o di soluzioni da discutere di cui all’articolo  63,  comma 9, effettuano tale riduzione applicando i criteri  di  aggiudicazione indicati nei documenti di gara. Nella fase finale  tale  numero  deve consentire di garantire una concorrenza effettiva, purche’ vi sia  un

numero sufficiente di offerte, soluzioni o candidati qualificati.      Art.93               (Garanzie per la partecipazione alla procedura)      1. L’offerta e’ corredata da una garanzia fideiussoria,  denominata “garanzia provvisoria” pari al2percento del prezzo base indicato  nel bando o nell’invito, sotto forma di cauzione  o  di  fideiussione,  a scelta dell’offerente. Al fine di rendere  l’importo  della  garanzia proporzionato e adeguato alla natura delle  prestazioni  oggetto  del contratto e al  grado  di  rischio  ad  esso  connesso,  la  stazione appaltante puo’ motivatamente ridurre l’importo della  cauzione  sino all’1 per cento ovvero incrementarlo sino al 4 per cento. Nel caso di procedure di gara  realizzate  in  forma  aggregata  da  centrali  di committenza,  l’importo  della  garanzia  e’  fissato  nel  bando   o nell’invito nella misura massima del 2 per cento del prezzo base.  In caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento  temporaneo  di imprese, la garanzia fideiussoria deve riguardare  tutte  le  imprese del raggruppamento medesimo.    2. La cauzione puo’ essere costituita, a scelta dell’offerente,  in contanti o in titoli del debito pubblico  garantiti  dallo  Stato  al corso del giorno  del  deposito,  presso  una  sezione  di  tesoreria provinciale o presso le aziende autorizzate,  a  titolo  di  pegno  a favore dell’amministrazione aggiudicatrice.    3.  La  garanzia  fideiussoria  di  cui  al  comma   1   a   scelta dell’appaltatore  puo’  essere  rilasciata  da  imprese  bancarie   o assicurative che rispondano ai  requisiti  di  solvibilita’  previsti dalle leggi che ne disciplinano le rispettive attivita’ o  rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui  all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385,  che  svolgono in via esclusiva o prevalente attivita’ di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile da parte  di  una  societa’  di revisione iscritta nell’albo previsto dall’articolo 161  del  decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e che abbiano i requisiti  minimi di  solvibilita’   richiesti   dalla   vigente   normativa   bancaria assicurativa.    4.Lagaranziadeveprevedereespressamentelarinunciaal beneficio  della preventiva  escussione   del   debitore   principale,   la   rinuncia all’eccezione di cui all’articolo 1957,  secondo  comma,  del  codice civile, nonche’ l’operativita’ della garanzia medesima entro quindici giorni, a semplice richiesta scritta della stazione appaltante.    5. La garanzia deve avere efficacia per almeno  centottanta  giorni dalla data di presentazione dell’offerta. Il bando o l’invito possono richiedere una garanzia con termine di validita’ maggiore  o  minore, in relazione alla durata  presumibile  del  procedimento,  e  possono altresi’ prescrivere che l’offerta  sia  corredata  dall’impegno  del garante  a  rinnovare  la  garanzia,  su  richiesta  della   stazione appaltante nel corso della procedura , per  la  durata  indicata  nel bando, nel caso in cui al momento della sua scadenza non  sia  ancora intervenuta l’aggiudicazione.    6. La garanzia copre la mancata sottoscrizione del  contratto  dopo l’aggiudicazione, per fatto  dell’affidatario  riconducibile  ad  una condotta  connotata  da  dolo  o  colpa  grave,  ed   e’   svincolata automaticamente  al  momento  della  sottoscrizione   del   contratto medesimo.    7. L’importo della  garanzia,  e  del  suo  eventuale  rinnovo,  e’ ridotto del 50 per cento per gli operatori economici ai  quali  venga rilasciata, da organismi accreditati, ai sensi  delle  norme  europee della serie UNI CEI EN 45000 e della serie UNI CEI EN ISO/IEC  17000, la certificazione del sistema di qualita’ conforme alle norme europee della serie UNI CEI ISO9000.Neicontrattirelativi a lavori, servizi  o forniture, l’importo della garanzia e del suo  eventuale  rinnovo  e’

ridotto del 30 per cento, anche cumulabile con la riduzione di cui al primo  periodo,  per  gli  operatori   economici   in   possesso   di registrazione al sistema comunitario di ecogestione e  audit(EMAS),ai sensi del  regolamento(CE)n.1221/2009del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del 25 novembre 2009,odel20 per cento per gli operatori in possesso di  certificazione  ambientale  ai  sensi  della  norma  UNI ENISO14001.Nei contratti relativi a servizi  o  forniture,  l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo e’ ridotto del 20 percento ,anche cumulabile con la riduzione di cui ai periodi primo e secondo, per gli operatori economici in  possesso,  in  relazione  ai  beni  o servizi che costituiscano almeno il 50 per cento del valore dei  beni e servizi oggetto del  contratto  stesso,  del  marchio  di  qualita’ ecologica  dell’Unione   europea   (Ecolabel   UE)   ai   sensi   del regolamento(CE)n. 66/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25  novembre  2009.  Nei  contratti  relativi  a  lavori,  servizi  o forniture, l’importo della garanzia e del suo  eventuale  rinnovo  e’ ridotto del 15 per cento per gli operatori economici  che  sviluppano un inventario di gas ad effetto serra ai sensi della norma UNI EN ISO 14064-1oun’impronta climatica (carbon footprint) di prodotto ai sensi della norma UNI ISO/TS 14067. Per fruire delle riduzioni  di  cui  a l presente comma, l’operatore economico segnala, in sede di offerta, il possesso dei relativi requisiti e lo documenta  nei  modi  prescritti dalle norme vigenti. Nei contratti di servizi e forniture,  l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo  e’  ridotto  del  30  per cento, non cumulabile con le riduzioni di cui ai periodi  precedenti, per gli operatori economici in possesso del  rating  di  legalita’  o della attestazione del modello organizzativo, ai  sensi  del  decreto legislativo n. 231/2001 o  di  certificazione  social  accountability 8000, o di certificazione del sistema  di  gestione  a  tutela  della sicurezza e della salute dei lavoratori, o  di  certificazione  OHSAS 18001, o di certificazione  UNI  CEI  EN  ISO  50001  riguardante  il sistema di gestione dell’energia  o  UNI  CEI  11352  riguardante  la certificazione di operativita’ in qualita’  di  ESC  (Energy  Service Company) per l’offerta qualitativa dei servizi energetici e  per  gli operatori  economici  in  possesso  della  certificazione  ISO  27001 riguardante  il   sistema   di   gestione   della   sicurezza   delle informazioni.    8.  L’offerta  e’  altresi’  corredata,  a  pena   di   esclusione, dall’impegno di un  fideiussore,  anche  diverso  da  quello  che  ha rilasciato  la  garanzia  provvisoria,  a  rilasciare   la   garanzia fideiussoria per l’esecuzione del contratto, di cui agli articoli 103 e 105,qualora l’offerente risultasse affidatario.    9.   La   stazione   appaltante,   nell’atto   con   cui   comunica l’aggiudicazione ai non aggiudicatari, provvede contestualmente,  nei loro confronti, allo  svincolo  della  garanzia  di  cui  al  comma1, tempestivamente e comunque entro un termine non  superiore  a  trenta giorni dall’aggiudicazione, anche quando non sia  ancora  scaduto  il termine di efficacia della garanzia.    10. Il presente articolo non si applica  agli  appalti  di  servizi aventi a oggetto la redazione della  progettazione  e  del  piano  di sicurezza e coordinamento e ai compiti di supporto alle attivita’ del responsabile unico del procedimento.

TITOLO IV AGGIUDICAZIONE PER I SETTORI ORDINARI

Art. 94                   (Principi generali in materia di selezione)

  1. Gli appalti sono aggiudicati sulla base  di  criteri  stabiliti conformemente  agli  articoli  da  95  a  97,  previa  verifica,   in applicazione degli  articoli  da  80  a  83,  della  sussistenza  dei seguenti presupposti:    a) l’offerta e’ conforme ai requisiti, alle condizioni e ai criteri indicati nel bando di  gara  o  nell’invito  a  confermare  interesse nonche’  nei  documenti  di  gara,  tenuto  conto,   se   del   caso, dell’articolo 95, comma 14;    b) l’offerta proviene da un offerente che non e’ escluso  ai  sensi dell’articolo 80 e  che  soddisfa  i  criteri  di  selezione  fissati dall’amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell’articolo 83  e,  se del caso, le norme e i criteri non discriminatori di cui all’articolo 91.    2.  La  stazione  appaltante  puo’  decidere  di  non   aggiudicare l’appalto all’offerente che ha  presentato  l’offerta  economicamente piu’ vantaggiosa, se ha accertato  che  l’offerta  non  soddisfa  gli obblighi di cui all’articolo 30, comma 3.numar+      Art.95                  (Criteri di aggiudicazione dell’appalto)      1. I criteri  di  aggiudicazione  non  conferiscono  alla  stazione appaltante  un  potere  di  scelta  illimitata   dell’offerta.   Essi garantiscono la possibilita’ di  una  concorrenza  effettiva  e  sono accompagnati da specifiche che consentono l’efficace  verifica  delle informazioni fornite dagli offerenti al fine di valutare il grado  di soddisfacimento dei  criteri  di  aggiudicazione  delle  offerte.  Le stazioni appaltanti verificano  l’accuratezza  delle  informazioni  e delle prove fornite dagli offerenti.    2.  Fatte  salve  le  disposizioni  legislative,  regolamentari   o amministrative relative al prezzo di  determinate  forniture  o  alla remunerazione di  servizi  specifici,  le  stazioni  appaltanti,  nel rispetto dei principi di trasparenza, di  non  discriminazione  e  di parita’ di trattamento, procedono all’aggiudicazione degli appalti  e all’affidamento dei concorsi di progettazione e dei concorsi di idee, sulla base del criterio dell’offerta economicamente piu’  vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualita’/prezzo  o  sulla base dell’elemento prezzo  o  del  costo,  seguendo  un  criterio  di comparazione costo/efficacia  quale  il  costo  del  ciclo  di  vita, conformemente all’articolo 96.    3.  Sono  aggiudicati  esclusivamente  sulla  base   del   criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa individuata  sulla  base del miglior rapporto qualita’/prezzo:    a) i contratti  relativi  ai  servizi  sociali  e  di  ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonche’ ai servizi  ad  alta intensita’ di manodopera, come definiti all’articolo 50, comma 2;    b) i contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi di natura tecnica e  intellettuale di importo superiore a 40.000 euro;    4. Puo’ essere utilizzato il criterio del minor prezzo:    a) per i lavori di importo pari o inferiore a  1.000.000  di  euro, tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualita’ e’ garantita dall’obbligo che la procedura di gara avvenga sulla base del progetto esecutivo;    b) per i servizi e le forniture con caratteristiche  standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato;    c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, caratterizzati da elevata  ripetitivita’,  fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.    5. Le stazioni appaltanti che dispongono l’aggiudicazione ai  sensi

del comma4 ne danno adeguata motivazione e indicano nel bando di gara il criterio applicato per selezionare la migliore offerta.    6. I documenti di gara stabiliscono  i  criteri  di  aggiudicazione dell’offerta,   pertinenti   alla   natura,   all’oggetto   e    alle caratteristiche   del   contratto.    In    particolare,    l’offerta economicamente piu’ vantaggiosa individuata sulla  base  del  miglior rapporto  qualita’/prezzo,  e’  valutata  sulla   base   di   criteri oggettivi, quali  gli  aspetti  qualitativi,  ambientali  o  sociali, connessi  all’oggetto  dell’appalto.  Nell’ambito  di  tali   criteri possono rientrare:    a) la  qualita’,  che  comprende  pregio  tecnico,  caratteristiche estetiche  e  funzionali,   accessibilita’   per   le   persone   con disabilita’,   progettazione   adeguata   per   tutti   gli   utenti, certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza  e  salute  dei lavoratori, quali OSHAS 18001, caratteristiche  sociali,  ambientali, contenimento  dei  consumi  energetici  e  delle  risorse  ambientali dell’opera    o    del    prodotto,    caratteristiche    innovative, commercializzazione e relative condizioni;    b) il possesso di un  marchio  di  qualita’  ecologica  dell’Unione europea (Ecolabel UE) in relazione ai  beni  o  servizi  oggetto  del contratto, in misura pari o superiore al  30  per  cento  del  valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto stesso;    c) il costo di utilizzazione e manutenzione avuto anche riguardo ai consumi  di  energia  e  delle  risorse  naturali,   alle   emissioni inquinanti e ai  costi  complessivi,  inclusi  quelli  esterni  e  di mitigazione  degli  impatti  dei  cambiamenti   climatici,   riferiti all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo strategico di un uso piu’ efficiente delle risorse e  di  un’economia circolare che promuova ambiente e occupazione    d) la  compensazione  delle  emissioni  di  gas  ad  effetto  serra associate alle attivita’  dell’azienda  calcolate  secondo  i  metodi stabiliti  in  base  alla  raccomandazione   n.   2013/179/UE   della Commissione del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni  ambientali  nel  corso  del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni    e) l’organizzazione, le qualifiche  e  l’esperienza  del  personale effettivamente  utilizzato  nell’appalto,  qualora  la  qualita’  del personale  incaricato  possa  avere  un’influenza  significativa  sul livello dell’esecuzione dell’appalto;    f) il servizio successivo alla vendita e assistenza tecnica;    g) le condizioni di consegna quali la data di consegna, il processo di consegna e il termine di consegna o di esecuzione.    7. L’elemento relativo  al  costo,  anche  nei  casi  di  cui  alle disposizioni richiamate al comma 2, puo’  assumere  la  forma  di  un prezzo o costo fisso sulla base del  quale  gli  operatori  economici competeranno solo in base a criteri qualitativi.    8. I documenti di gara ovvero, in caso di dialogo  competitivo,  il bando o il documento descrittivo elencano i criteri di valutazione  e la ponderazione relativa attribuita a ciascuno  di  essi,  prevedendo una forcella in cui lo scarto tra il minimo e il massimo deve  essere adeguato. Per  ciascun  criterio  di  valutazione  prescelto  possono essere  previsti,  ove  necessario,  sub-criteri  e   sub-   pesi   o sub-punteggi.    9. Le stazioni appaltanti, quando ritengono la ponderazione di  cui al comma 7 non possibile per ragioni oggettive, indicano nel bando di gara e nel capitolato d’oneri o, in caso di dialogo competitivo,  nel bando o nel documento descrittivo, l’ordine decrescente di importanza dei criteri. Per attuare la ponderazione  o  comunque  attribuire  il punteggio  a  ciascun  elemento  dell’offerta,   le   amministrazioni aggiudicatrici  utilizzano  metodologie   tali   da   consentire   di individuare con un unico parametro  numerico  finale  l’offerta  piu’ vantaggiosa.    10. Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi

aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia  di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.    11.  I  criteri  di  aggiudicazione   sono   considerati   connessi all’oggetto dell’appalto ove riguardino lavori, forniture  o  servizi da fornire nell’ambito di tale appalto sotto qualsiasi aspetto  e  in qualsiasi fase del loro ciclo di vita, compresi fattori coinvolti nel processo specifico di  produzione,  fornitura  o  scambio  di  questi lavori, forniture o servizi o in un processo specifico per  una  fase successiva del loro ciclo di vita, anche se questi fattori  non  sono parte del loro contenuto sostanziale.    12. Le  stazioni  appaltanti  possono  decidere  di  non  procedere all’aggiudicazione se nessuna offerta risulti conveniente o idonea in relazione  all’oggetto  del  contratto.  Tale  facolta’  e’  indicata espressamente nel bando di gara o nella lettera di invito.    13. Compatibilmente con il diritto  dell’Unione  europea  e  con  i principi di parita’ di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalita’,  le  amministrazioni  aggiudicatrici  indicano  nel bando di gara, nell’avviso o  nell’invito,  i  criteri  premiali  che intendono applicare alla valutazione  dell’offerta  in  relazione  al maggior rating di legalita’ dell’offerente, nonche’ per agevolare  la partecipazione alle procedure di  affidamento  per  le  microimprese, piccole e medie imprese,  per  i  giovani  professionisti  e  per  le imprese di nuova costituzione. Indicano altresi’ il maggior punteggio relativo  all’offerta  concernente  beni,  lavori   o   servizi   che presentano un minore impatto sulla salute e sull’ambiente.    14. Per quanto concerne i criteri di aggiudicazione,  nei  casi  di adozione del miglior rapporto qualita’ prezzo, si applicano  altresi’ le seguenti disposizioni:    a)  le  stazioni  appaltanti  possono  autorizzare  o  esigere   la presentazione di varianti da parte degli offerenti. Esse indicano nel bando di gara ovvero, se un avviso di preinformazione  e’  utilizzato come mezzo  di  indizione  di  una  gara,  nell’invito  a  confermare interesse se autorizzano o richiedono le varianti ;  in  mancanza  di questa indicazione, le varianti non sono autorizzate e sono collegate all’oggetto dell’appalto;    b) le stazioni appaltanti che autorizzano o richiedono le  varianti menzionano nei documenti di gara i requisiti minimi che  le  varianti devono rispettare,  nonche’  le  modalita’  specifiche  per  la  loro presentazione,  in  particolare  se  le   varianti   possono   essere presentate solo ove sia stata presentata  anche  un’offerta,  che  e’ diversa da una variante. Esse garantiscono anche  che  i  criteri  di aggiudicazione scelti possano  essere  applicati  alle  varianti  che rispettano tali requisiti minimi e alle offerte conformi che non sono varianti    c) solo le varianti che rispondono ai requisiti  minimi  prescritti dalle amministrazioni aggiudicatrici sono prese in considerazione;    d) nelle procedure di  aggiudicazione  degli  appalti  pubblici  di forniture o di servizi, le amministrazioni aggiudicatrici che abbiano autorizzato o richiesto varianti non possono escludere  una  variante per il solo fatto che, se accolta, configurerebbe, rispettivamente, o un appalto di servizi anziche’ un appalto pubblico di forniture o  un appalto di forniture anziche’ un appalto pubblico di servizi.    15. Ogni variazione che intervenga, anche  in  conseguenza  di  una pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase  di  ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva  ai  fini  del calcolo di medie nella  procedura,  ne’  per  l’individuazione  della soglia di anomalia delle offerte.                                     Art. 96                            (Costi del ciclo di vita)

  1. I costi del ciclo di vita comprendono,  in  quanto  pertinenti, tutti i seguenti costi, o parti di essi, legati al ciclo di  vita  di un prodotto, di un servizio o di un lavoro:    a)costi sostenuti dall’amministrazione aggiudicatrice  o  da  altri utenti, quali:    1) costi relativi all’acquisizione;    2) costi connessi all’utilizzo, quali consumo di  energia  e  altre risorse;    3) costi di manutenzione;    4) costi relativi al fine  vita,  come  i  costi  di  raccolta,  di smaltimento e di riciclaggio;    b)costi imputati a  esternalita’  ambientali  legate  ai  prodotti, servizi o lavori nel corso del ciclo di vita, purche’ il loro  valore monetario possa essere determinato e verificato. Tali  costi  possono includere i costi delle emissioni di gas a effetto serra e  di  altre sostanze inquinanti, nonche’ altri costi legati all’attenuazione  dei cambiamenti climatici.    2. Quando valutano i costi utilizzando  un  sistema  di  costi  del ciclo di vita, le stazioni appaltanti indicano nei documenti di  gar a i dati che gli offerenti devono fornire e il metodo che  la  stazione appaltante impieghera’ al fine di determinare i costi  del  ciclo  di vita sulla base di tali dati. Per la valutazione dei  costi  imputati alle esternalita’ ambientali, il  metodo  deve  soddisfare  tutte  le seguenti condizioni:    a)essere  basato  su  criteri   oggettivi,   verificabili   e   non discriminatori.  Se   il   metodo   non   e’   stato   previsto   per un’applicazione ripetuta o continua, lo stesso non deve favorire  ne ‘ svantaggiare indebitamente taluni operatori economici;    b)essere accessibile a tutte le parti interessate;    c)i dati richiesti devono  poter  essere  forniti  con  ragionevole sforzo da operatori economici  normalmente  diligenti,  compresi  gli operatori economici di altri  Stati  membri,  di  paesi  terzi  parti dell’AAP o di altri accordi internazionali che l’Unione e’  tenuta  a rispettare o ratificati dall’Italia.    3. L’allegato XVIII al presente  decreto  contiene  l’elenco  degli atti legislativi dell’Unione e, ove necessario, degli  atti  delegati attuativi che approvano metodi comuni per la  valutazione  del  costo del ciclo di vita.      Art.97                        (Offerte anormalmente basse)      1. Gli operatori economici forniscono, su richiesta della  stazione appaltante, spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti nelle offerte se queste appaiono anormalmente basse,  sulla  base  di  un  giudizio tecnico sulla congruita’, serieta’, sostenibilita’ e  realizzabilita’ dell’offerta.    2. Quando il criterio di aggiudicazione e’ quello del  prezzo  piu’ basso la congruita’ delle  offerte  e’  valutata  sulle  offerte  che presentano un ribasso pari o superiore  ad  una  soglia  di  anomalia determinata, al fine di non rendere predeterminabili dai candidati  i parametri di riferimento per il calcolo della soglia,  procedendo  al sorteggio, in sede di gara, di uno dei seguenti metodi:    a) media aritmetica dei ribassi percentuali  di  tutte  le  offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento,  arrotondato  all’unita’ superiore, rispettivamente delle offerte  di  maggior  ribasso  e  di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto  medio  aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media;    b) media aritmetica dei ribassi percentuali  di  tutte  le  offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento, tenuto conto che  se  la prima cifra dopo la virgola, della  somma  dei  ribassi  offerti  dai

concorrenti ammessi e’ pari ovvero  uguale  a  zero  la  media  resta invariata; qualora invece la prima cifra dopo la virgola, della somma dei ribassi offerti dai concorrenti  ammessi  e’  dispari,  la  media viene decrementata percentualmente di un valore pari a tale cifra;    c) media aritmetica dei ribassi percentuali  di  tutte  le  offerte ammesse, incrementata del 20 per cento;    d) media aritmetica dei ribassi in termini  assoluti  di  tutte  le offerte ammesse, decurtata del 20 per cento;    e) media aritmetica dei ribassi percentuali  di  tutte  le  offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento,  arrotondato  all’unita’ superiore, rispettivamente delle offerte  di  maggior  ribasso  e  di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto  medio  aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media,  moltiplicato per  un  coefficiente  sorteggiato  dalla  commissione   giudicatrice all’atto del suo insediamento tra i seguenti  valori:  0,6;  0,8;  1; 1,2; 1,4;    3. Quando il criterio  di  aggiudicazione  e’  quello  dell’offerta economicamente  piu’  vantaggiosa  la  congruita’  delle  offerte  e’ valutata sulle offerte che presentano sia i punti relativi al prezzo, sia la somma dei punti relativi agli altri elementi  di  valutazione, entrambi pari o superiori ai quattro quinti dei corrispondenti  punti massimi previsti dal bando di gara.    4. Le spiegazioni di  cui  al  comma  1  possono,  in  particolare, riferirsi a:    a) l’economia del  processo  di  fabbricazione  dei  prodotti,  dei servizi prestati o del metodo di costruzione;    b) le soluzioni tecniche prescelte o le condizioni  eccezionalmente favorevoli di cui dispone l’offerente per  fornire  i  prodotti,  per prestare i servizi o per eseguire i lavori;    c)  l’originalita’  dei  lavori,  delle  forniture  o  dei  servizi proposti dall’offerente;    5. La stazione appaltante  richiede  per  iscritto,  assegnando  al concorrente  un  termine  non  inferiore  a   quindici   giorni,   la presentazione,  per  iscritto,  delle   spiegazioni.   Essa   esclude l’offerta solo se la prova fornita non giustifica sufficientemente il basso livello di prezzi o di  costi  proposti,  tenendo  conto  degli elementi di cui al comma 2 o se ha accertato, con le modalita’ di cui al primo periodo, che l’offerta e’ anormalmente bassa in quanto:    a) non rispetta gli obblighi di cui all’articolo 30, comma 3.    b) non rispetta gli obblighi di cui all’articolo 105;    c) sono incongrui  gli  oneri  aziendali  della  sicurezza  di  cui all’articolo  95,   comma   9   i   rispetto   all’entita’   e   alle caratteristiche dei lavori, dei servizi e delle forniture;    d)  il  costo  del  personale  e’  inferiore  ai  minimi  salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui  all’articolo  23, comma 14.    6. Non sono ammesse  giustificazioni  in  relazione  a  trattamenti salariali minimi  inderogabili  stabiliti  dalla  legge  o  da  fonti autorizzate dalla legge. Non sono, altresi’, ammesse  giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza di cui al piano di  sicurezza  e coordinamento previsto dall’articolo  100del  decreto  legislativo  9 aprile 2008, n. 81. La stazione appaltante in ogni caso puo’ valutare la congruita’ di ogni offerta che, in  base  ad  elementi  specifici, appaia anormalmente bassa,    7.  La  stazione  appaltante  qualora  accerti  che  un’offerta  e’ anormalmente bassa in quanto l’offerente  ha  ottenuto  un  aiuto  di Stato puo’ escludere  tale  offerta  unicamente  per  questo  motivo, soltanto dopo aver consultato l’offerente e se quest’ultimo non e’ in grado di dimostrare, entro un  termine  sufficiente  stabilito  dalla stazione appaltante, che  l’aiuto  era  compatibile  con  il  mercato interno ai sensi  dell’articolo  107  TFUE.  La  stazione  appaltante esclude un’offerta in  tali  circostanze  e  informa  la  Commissione europea.

  1. Per  lavori,  servizi  e  forniture,  quando  il  criterio   di aggiudicazione e’ quello del prezzo piu’ basso e comunque per importi inferiori alle soglie di cui all’articolo 35, la stazione  appaltante puo’ prevedere nel bando l’esclusione  automatica  dalla  gara  delle offerte che presentano una percentuale di ribasso  pari  o  superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi del comma 2. In tal caso non si applicano i commi 4, 5 e 6. Comunque la facolta’ di esclusione automatica non e’ esercitabile quando il numero delle offerte ammesse e’ inferiore a dieci.    9. La Cabina di regia di cui all’articolo 212, su richiesta,  mette a disposizione degli altri Stati membri, a titolo  di  collaborazione amministrativa, tutte le informazioni a  disposizione,  quali  leggi, regolamenti,  contratti  collettivi  applicabili  o  norme   tecniche nazionali, relative alle prove e ai documenti prodotti  in  relazione ai dettagli di cui ai commi 4 e 5».                                     Art. 98                   (Avvisi relativi agli appalti aggiudicati)      1. Le  stazioni  appaltanti  che  hanno  aggiudicato  un  contratto pubblico o concluso un accordo quadro inviano un  avviso  secondo  le modalita’  di  pubblicazione  di  cui   all’articolo   72,   conforme all’allegato XIV, Parte I, lettera D,  relativo  ai  risultati  della procedura di aggiudicazione, entro trenta giorni  dall’aggiudicazione dell’appalto o dalla conclusione dell’accordo quadro.    2.  Se  la  gara  e’  stata   indetta   mediante   un   avviso   di preinformazione e se l’amministrazione aggiudicatrice ha  deciso  che non aggiudichera’ ulteriori appalti nel periodo  coperto  dall’avviso di   preinformazione,    l’avviso    di    aggiudicazione    contiene un’indicazione specifica al riguardo.    3. Nel caso di accordi quadro conclusi ai sensi  dell’articolo  54, le stazioni appaltanti  sono  esentate  dall’obbligo  di  inviare  un avviso sui risultati della procedura  di  aggiudicazione  di  ciascun appalto basato su tale accordo e raggruppano gli avvisi sui risultati della procedura d’appalto per gli appalti fondati sull’accordo quadro su base trimestrale. In tal caso, esse inviano gli avvisi raggruppati entro trenta giorni dalla fine di ogni trimestre.    4. Le stazioni appaltanti inviano all’Ufficio  delle  pubblicazioni dell’Unione europea, conformemente a  quanto  previsto  dall’articolo 72, un avviso  di  aggiudicazione  di  appalto  entro  trenta  giorni dall’aggiudicazione di ogni appalto basata su un sistema dinamico  di acquisizione. Esse possono tuttavia raggruppare gli  avvisi  su  base trimestrale. In tal caso, inviano  gli  avvisi  raggruppati  al  piu’ tardi trenta giorni dopo la fine di ogni trimestre.    5.  Fermo  restando  quanto  disposto  dall’articolo   53,   talune informazioni  relative   all’aggiudicazione   dell’appalto   o   alla conclusione dell’accordo quadro possono non essere pubblicate qualora la  loro  divulgazione  ostacoli  l’applicazione  della  legge,   sia contraria all’interesse pubblico, pregiudichi i  legittimi  interessi commerciali  di  un  particolare  operatore  economico,  pubblico   o privato, oppure possa arrecare pregiudizio alla concorrenza leale tra operatori economici.                                     Art. 99       (Relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti)      1. Per ogni appalto od  ogni  accordo  quadro  di  importo  pari  o

superiore alle soglie di cui  all’articolo  35  e  ogniqualvolta  sia istituito un sistema dinamico di acquisizione, la stazione appaltante redige una relazione contenente almeno le seguenti informazioni:    a) il nome e l’indirizzo della stazione appaltante, l’oggetto e  il valore dell’appalto, dell’accordo quadro o del  sistema  dinamico  di acquisizione;    b) se del caso, i risultati della selezione qualitativa  e/o  della riduzione dei numeri a norma degli articoli 91 e 92, ossia:    1) i nomi dei candidati o degli offerenti selezionati  e  i  motivi della selezione;    2) i nomi dei candidati  o  degli  offerenti  esclusi  e  i  motivi dell’esclusione;    c) i motivi del rigetto delle offerte giudicate anormalmente basse;    d) il nome dell’aggiudicatario e le ragioni della scelta della  sua offerta, nonche’, se e’ nota, la parte  dell’appalto  o  dell’accordo quadro che l’aggiudicatario intende subappaltare a terzi; e, se  noti al momento della redazione, i nomi degli eventuali subappaltatori del contraente principale;    e) per le procedure  competitive  con  negoziazione  e  i  dialoghi competitivi, le circostanze di cui all’articolo 59  che  giustificano l’utilizzazione di tali procedure;    f)  per  quanto  riguarda  le  procedure  negoziate  senza   previa pubblicazione di un bando di gara, le circostanze di cui all’articolo 63 che giustificano l’utilizzazione di tali procedure;    g)  eventualmente,  le  ragioni  per  le  quali   l’amministrazione aggiudicatrice ha deciso di non aggiudicare un appalto, concludere un accordo quadro o istituire un sistema dinamico di acquisizione;    h) eventualmente, le ragioni per  le  quali  per  la  presentazione delle offerte sono stati usati mezzi  di  comunicazione  diversi  dai mezzi elettronici;    i) eventualmente, i conflitti di interesse individuati e le  misure successivamente adottate.    2. La relazione di cui al comma 1 non e’ richiesta per gli  appalti basati su accordi quadro conclusi con un solo operatore  economico  e aggiudicati entro i  limiti  delle  condizioni  fissate  nell’accordo quadro,  o  se  l’accordo  quadro  contiene  tutti  i   termini   che disciplinano la prestazione dei lavori, dei servizi e delle forniture in questione nonche’ le condizioni oggettive  per  determinare  quale degli operatori economici parti dell’accordo quadro effettuera’  tale prestazione.    3. Qualora l’avviso di aggiudicazione dell’appalto stilato a  norma dell’articolo  98  o   dell’articolo   142,comma   3,   contiene   le informazioni richieste al comma 1,  le  stazioni  appaltanti  possono fare riferimento a tale avviso.    4. Le stazioni appaltanti documentano lo svolgimento  di  tutte  le procedure di aggiudicazione, indipendentemente  dal  fatto  che  esse siano  condotte  con  mezzi  elettronici  o  meno.  Garantiscono   la conservazione  di  una  documentazione  sufficiente  a   giustificare decisioni adottate in tutte le fasi della procedura di appalto, quali la documentazione  relativa  alle  comunicazioni  con  gli  operatori economici e le deliberazioni interne, la preparazione  dei  documenti di gara, il dialogo o la negoziazione se  previsti,  la  selezione  e l’aggiudicazione dell’appalto. La documentazione  e’  conservata  per almeno  cinque  anni  a  partire   dalla   data   di   aggiudicazione dell’appalto, ovvero, in caso di pendenza di una  controversia,  fino al passaggio in giudicato della relativa sentenza.    5. La relazione o i suoi principali elementi sono  comunicati  alla Cabina  di  regia  di  cui  all’articolo  212   per   la   successiva comunicazione  alla  Commissione  europea  o,  quando   ne   facciano richiesta,  alle  autorita’,  agli   organismi   o   alle   strutture competenti.

TITOLO V ESECUZIONE

Art.100                  (Requisiti per l’esecuzione dell’appalto)      1. Le stazioni appaltanti possono richiedere requisiti  particolari per l’esecuzione del contratto,  purche’  siano  compatibili  con  il diritto europeo e con i  principi  di  parita’  di  trattamento,  non discriminazione, trasparenza, proporzionalita’, innovazione  e  siano precisate nel bando di gara, o nell’invito in caso di procedure senza bando o nel capitolato d’oneri. Dette condizioni possono attenere, in particolare, a esigenze sociali e ambientali. 2. In sede  di  offerta gli  operatori  economici  dichiarano  di   accettare   i   requisiti particolari nell’ipotesi in cui risulteranno aggiudicatari.                                    Art. 101                      (Soggetti delle stazioni appaltanti)      1. La esecuzione dei contratti aventi ad oggetto  lavori,  servizi, forniture, e’ diretta dal responsabile unico  del  procedimento,  che controllai livelli di qualita’  delle  prestazioni.  Il  responsabile unico del procedimento, nella fase  dell’esecuzione,  si  avvale  del direttore dell’esecuzione del contratto o del direttore  dei  lavori, del  coordinatore  in  materia  di  salute  e  di  sicurezza  durante l’esecuzione previsto dal decreto legislativo 9  aprile  2008,n.  81, nonche’ del collaudatore ovvero della commissione  di  collaudo,  del verificatore della conformita’ e accerta  il  corretto  ed  effettivo svolgimento delle funzioni ad ognuno affidate.    2.  Per  il   coordinamento,   la   direzione   ed   il   controllo tecnico-contabile dell’esecuzione dei contratti pubblici  relativi  a lavori, le stazioni appaltanti individuano,  prima  dell’avvio  delle procedure per l’affidamento, su proposta del responsabile  unico  del procedimento, un direttore dei lavori che puo’ essere coadiuvato,  in relazione alla complessita’ dell’intervento, da uno o piu’  direttori operativi e da ispettori di cantiere.    3. Il direttore dei lavori, con l’ufficio di direzione lavori,  ove costituito,  e’  preposto   al   controllo   tecnico,   contabile   e amministrativo dell’esecuzione  dell’intervento  affinche’  i  lavori siano eseguiti a regola d’arte ed in conformita’  al  progetto  e  al contratto.  Il  direttore  dei  lavori  ha  la  responsabilita’   del coordinamento e della supervisione dell’attivita’ di tutto  l’ufficio di direzione dei  lavori,  ed  interloquisce  in  via  esclusiva  con l’esecutore  in  merito  agli  aspetti  tecnici  ed   economici   del contratto. Il direttore dei lavori ha  la  specifica  responsabilita’ dell’accettazione dei  materiali,  sulla  base  anche  del  controllo quantitativo  e  qualitativo  degli  accertamenti   ufficiali   delle caratteristiche meccaniche e  in  aderenza  alle  disposizioni  delle norme tecniche per le costruzioni vigenti. Al  direttore  dei  lavori fanno  carico  tutte  le  attivita’  ed   i   compiti   allo   stesso espressamente demandati dal codice nonche’:    a) verificare periodicamente il possesso e la regolarita’ da  parte dell’esecutore e del  subappaltatore  della  documentazione  prevista dalle  leggi  vigenti  in  materia  di  obblighi  nei  confronti  dei dipendenti;    b) curare la  costante  verifica  di  validita’  del  programma  di manutenzione, dei  manuali  d’uso  e  dei  manuali  di  manutenzione, modificandone e aggiornandone i contenuti a lavori ultimati;

  1. c) provvedere alla segnalazione al responsabile del  procedimento, dell’inosservanza, da parte dell’esecutore, dell’articolo 105;    d) svolge, qualora sia  in  possesso  dei  requisiti  previsti,  le funzioni di coordinatore per l’esecuzione dei lavori  previsti  dalla vigente normativa sulla sicurezza. Nel caso in cui il  direttore  dei lavori non svolga tali funzioni le stazioni appaltanti  prevedono  la presenza di almeno un direttore operativo, in possesso dei  requisiti previsti dalla normativa, a cui affidarle.    Gli assistenti con funzioni di direttori  operativi  collaborano con il direttore dei  lavori  nel  verificare  chele  lavorazioni  di singole parti dei lavori da realizzare siano eseguite regolarmente  e nell’osservanza delle clausole contrattuali.  Essi  rispondono  della loro attivita’ direttamente al direttore  dei  lavori.  Ai  direttori operativi possono essere affidati dal direttore dei lavori,  fra  gli altri, i seguenti compiti:    a)verificare che l’esecutore svolga  tutte  le  pratiche  di  legge relative alla denuncia dei calcoli delle strutture;    b)programmare e coordinare le attivita’ dell’ispettore dei lavori;    c)curare   l’aggiornamento   del    cronoprogramma    generale    e particolareggiato dei lavori e segnalare tempestivamente al direttore dei  lavori  le  eventuali  difformita’  rispetto   alle   previsioni contrattuali proponendo i necessari interventi correttivi;    d)assistere  il  direttore   dei   lavori   nell’identificare   gli interventi necessari ad eliminare difetti progettuali o esecutivi;    e)individuare ed analizzare le cause che influiscono  negativamente sulla qualita’ dei lavori e proponendo al  direttore  dei  lavori  le adeguate azioni correttive;    f)assistere i collaudatori nell’espletamento  delle  operazioni  di collaudo;    g)esaminare e approvare il programma  delle  prove  di  collaudo  e messa in servizio degli impianti;    h)direzione di lavorazioni specialistiche.    5. Gli assistenti con funzioni di ispettori di cantiere collaborano con  il  direttore  dei  lavori  nella  sorveglianza  dei  lavori  in conformita’ delle prescrizioni stabilite nel capitolato  speciale  di appalto. La posizione di ispettore e’ ricoperta da una  sola  persona che esercita la sua attivita’  in  un  turno  di  lavoro.  Essi  sono presenti a tempo pieno durante il periodo di  svolgimento  di  lavori che richiedono controllo  quotidiano,  nonche’  durante  le  fasi  di collaudo e delle eventuali manutenzioni. Essi rispondono  della  loro attivita’  direttamente  al  direttore  dei  lavori.  Agli  ispettori possono essere affidati fra gli altri i seguenti compiti:    a)la verifica dei documenti di accompagnamento delle  forniture  di materiali per assicurare che  siano  conformi  alle  prescrizioni  ed approvati dalle strutture di controllo in qualita’ del fornitore;    b)la verifica, prima della messa in  opera,  che  i  materiali,  le apparecchiature e gli impianti abbiano superato le fasi  di  collaudo prescritte dal controllo di qualita’  o  dalle  normative  vigenti  o dalle  prescrizioni  contrattuali  in  base  alle  quali  sono  stati costruiti;    c)il controllo sulla attivita’ dei subappaltatori;    d)il controllo sulla regolare esecuzione dei lavori con riguardo ai disegni ed alle specifiche tecniche contrattuali;    e)l’assistenza alle prove di laboratorio;    f)l’assistenza ai collaudi dei lavori ed alle  prove  di  messa  in esercizio ed accettazione degli impianti;    g)la predisposizione degli  atti  contabili  e  l’esecuzione  delle misurazioni quando siano stati incaricati dal direttore dei lavori;    h)l’assistenza al coordinatore per l’esecuzione.    6. Per le funzioni del coordinatore per l’esecuzione dei lavori  si applica l’articolo 92 comma 1 del decreto legislativo n. 81 del 2008.

Art. 102                                   (Collaudo)      1. Il responsabile unico del  procedimento  controlla  l’esecuzione del  contratto  congiuntamente  al  direttore   dell’esecuzione   del contratto.    2. I contratti pubblici sono soggetti a collaudo per i lavori  e  a verifica di conformita’  per  i  servizi  e  per  le  forniture,  per certificare che l’oggetto del contratto in  termini  di  prestazioni, obiettivi e caratteristiche tecniche, economiche  e  qualitative  sia stato  realizzato  ed  eseguito   nel   rispetto   delle   previsioni contrattuali e delle pattuizioni concordate in sede di aggiudicazione o affidamento. Per i contratti pubblici  di  importo  inferiore  alla soglia europea di cui all’articolo 35il certificato di  collaudo  dei lavori  e  il  certificato  di  verifica  di  conformita’,  nei  casi espressamente individuati dal decreto di  cui  al  comma  8,  possono essere sostituiti dal certificato di regolare  esecuzione  rilasciato per i lavori dal direttore dei lavori e dal  responsabile  unico  de l procedimento per i servizi e le forniture su richiesta del  direttore dell’esecuzione, se nominato.    3.  Il  collaudo  finale  deve  avere  luogo  non  oltre  sei  mesi dall’ultimazione dei lavori, salvi i casi,  individuati  dal  decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  di  cui  al  comma 8,di particolare complessita’ dell’opera da collaudare, per  i  quali il termine puo’ essere elevato sino ad un  anno.  Il  certificato  di collaudo ha  carattere  provvisorio  e  assume  carattere  definitivo decorsi due anni  dalla  sua  emissione.  Decorso  tale  termine,  il collaudo si intende tacitamente approvato ancorche’ l’atto formale di approvazione non sia stato emesso entro due mesi dalla  scadenza  del medesimo termine.    4. All’esito positivo del collaudo o della verifica di  conformita’ il responsabile unico del procedimento  rilascia  il  certificato  di pagamento   ai   fini   dell’emissione   della   fattura   da   parte dell’appaltatore. Il certificato di pagamento e’ rilasciato non oltre il novantesimo giorno  dall’emissione  del  certificato  di  collaudo provvisorio ovvero del  certificato  di  regolare  esecuzione  e  non costituisce  presunzione  di  accettazione   dell’opera,   ai   sensi dell’articolo 1666, secondo comma, del codice civile.    5. Salvo quanto disposto  dall’articolo  1669  del  codice  civile, l’appaltatore risponde  per  la  difformita’  e  i  vizi  dell’opera, ancorche’ riconoscibili, purche’ denunciati dalla stazione appaltante prima che il certificato di collaudo assuma carattere definitivo.    6. Per effettuare le attivita’  di  controllo  sull’esecuzione  dei contratti pubblici di cui al comma 1, le stazioni appaltanti nominano tra  i  propri  dipendenti  o  dipendenti  di  altre  amministrazioni pubbliche da uno a tre componenti con qualificazione rapportata  alla tipologia  e  caratteristica  del  contratto,  il  cui  compenso   e’ contenuto nell’ambito dell’incentivo di cui all’articolo 113.  Per  i lavori, il dipendente nominato collaudatore ovvero tra  i  dipendenti nominati collaudatori, e’ individuato il collaudatore delle strutture per  la  redazione  del  collaudo  statico.  Per  accertata   carenza nell’organico   della   stazione   appaltante   ovvero    di    altre amministrazioni  pubbliche,  le  stazioni  appaltanti  individuano  i componenti con le procedure di cui all’articolo 31, comma 8.    7. Non possono essere affidati incarichi di collaudo e di  verifica di conformita’:    a) ai magistrati  ordinari,  amministrativi  e  contabili,  e  agli avvocati e procuratori dello Stato, in attivita’ di servizio  e,  per appalti di lavori pubblici di importo pari o superiore alle soglie di rilevanza comunitaria di cui all’articolo 35 a quelli  in  quiescenza nella regione/regioni ove e’ stata svolta l’attivita’ di servizio;

  1. b) ai   dipendenti   appartenenti   ai   ruoli   della   pubblica amministrazione in trattamento di quiescenza per  appalti  di  lavori pubblici di  importo  pari  o  superiore  alle  soglie  di  rilevanza comunitaria di cui all’articolo 35 ubicati nella regione/regioni  ove e’ stata svolta l’attivita’ di servizio;    c) a coloro che nel triennio antecedente hanno  avuto  rapporti  di lavoro autonomo o subordinato con gli operatori economici a qualsiasi titolo coinvolti nell’esecuzione del contratto;    d) a coloro che hanno, comunque, svolto  o  svolgono  attivita’  di controllo,  verifica,  progettazione,  approvazione,  autorizzazione, vigilanza o direzione sul contratto da collaudare.    Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti, su proposta del Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici,  sentita l’ANAC,  sono  disciplinate  e  definite  le  modalita’  tecniche  di svolgimento del collaudo, nonche’ i casi in  cui  il  certificato  di collaudo dei lavori e  il  certificato  di  verifica  di  conformita’ possono essere sostituiti  dal  certificato  di  regolare  esecuzione rilasciato ai sensi del comma 2. Fino alla data di entrata in  vigore di detto decreto, si applica l’articolo 216, comma 16.    9. Al termine del lavoro sono redatti:    a) per i beni del patrimonio culturale  un  consuntivo  scientifico predisposto dal direttore dei lavori o , nel caso  di  interventi  su beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e  a materiali  storicizzati  di  beni  immobili  di   interesse   storico artistico o archeologico, da restauratori di beni culturali, ai sensi dalla  normativa  vigente,  quale  ultima  fase  del  processo  della conoscenza e del restauro e quale premessa per il futuro programma di intervento sul bene; i  costi  per  la  elaborazione  del  consuntivo scientifico sono previsti nel quadro economico dell’intervento;    b) l’aggiornamento del piano di manutenzione;    c) una relazione  tecnico-scientifica  redatta  dai  professionisti afferenti  alle  rispettive  competenze,  con  l’esplicitazione   dei risultati culturali e scientifici raggiunti.                                    Art. 103                              (Garanzie definitive)      1.  L’appaltatore  per  la  sottoscrizione   del   contratto   deve costituire una  garanzia,  denominata  “garanzia  definitiva”  a  sua scelta sotto forma di cauzione o fideiussione con le modalita’ di cui all’articolo 93, commi 2 e 3,  pari  al  10  per  cento  dell’importo contrattuale e tale obbligazione e’ indicata negli atti e documenti a base di affidamento di lavori, di servizi e di forniture. Nel caso di procedure di gara  realizzate  in  forma  aggregata  da  centrali  di committenza,  l’importo  della  garanzia  e’  indicato  nella  misura massima del 10  per  cento  dell’importo  contrattuale.  Al  fine  di salvaguardare l’interesse pubblico alla conclusione del contratto nei termini e nei modi programmati in caso di aggiudicazione con  ribassi superiori al dieci per cento la garanzia da costituire  e’  aumentata di tanti punti percentuali quanti sono quelli  eccedenti  il  10  per cento. Ove il ribasso sia superiore al venti per cento, l’aumento  e’ di due punti percentuali per ogni punto di ribasso superiore al venti per cento. La cauzione e’ prestata  a  garanzia  dell’adempimento  di tutte le obbligazioni del contratto  e  del  risarcimento  dei  dann i derivanti dall’eventuale  inadempimento  delle  obbligazioni  stesse, nonche’  a  garanzia  del  rimborso  delle  somme  pagate   in   piu’ all’esecutore rispetto alle  risultanze  della  liquidazione  finale, salva   comunque   la   risarcibilita’   del    maggior    dannoverso l’appaltatore. La garanzia cessa di avere effetto solo alla  data  di emissione del certificato di collaudo provvisorio o  del  certificato

di regolare esecuzione. La stazione  appaltante  puo’  richiedere  al soggetto aggiudicatario la reintegrazione della garanzia  ove  questa sia venuta meno in tutto o in parte; in caso  di  inottemperanza,  la reintegrazione  si  effettua  a  valere  sui  ratei  di   prezzo   da corrispondere  all’esecutore.  Alla  garanzia  di  cui  al   presente articolo si applicano le riduzioni previste dall’articolo  93,  comma 7, per la garanzia provvisoria;    2. Le  stazioni  appaltanti  hanno  il  diritto  di  valersi  della cauzione, nei limiti dell’importo massimo garantito, per  l’eventuale maggiore spesa sostenuta per il completamento dei lavori nel caso  di risoluzione del contratto disposta in danno dell’esecutore e hanno il diritto di valersi della cauzione  per  provvedere  al  pagamento  di quanto dovuto dall’esecutore  per  le  inadempienze  derivanti  dalla inosservanza di norme e prescrizioni dei contratti collettivi,  delle leggi e dei  regolamenti  sulla  tutela,  protezione,  assicurazione, assistenza e sicurezza fisica dei  lavoratori  comunque  presenti  in cantiere o nei luoghi dove viene prestato il  servizio  nei  casi  di appalti di servizi. Le  stazioni  appaltanti  possono  incamerare  la garanzia per provvedere al pagamento di quanto  dovuto  dal  soggetto aggiudicatario per le inadempienze derivanti  dalla  inosservanza  d i norme e prescrizioni dei contratti  collettivi,  delle  leggi  e  dei regolamenti sulla tutela,  protezione,  assicurazione,  assistenza  e sicurezza fisica dei lavoratori addetti all’esecuzione dell’appalto.    3. La mancata  costituzione  della  garanzia  di  cui  al  comma  1 determina  la  decadenza  dell’affidamento  e  l’acquisizione   della cauzione provvisoria presentata in sede di  offerta  da  parte  della stazione appaltante, che aggiudica  l’appalto  o  la  concessione  al concorrente che segue nella graduatoria.    4.  La  garanzia  fideiussoria  di  cui  al  comma   1   a   scelta dell’appaltatore  puo’  essere  rilasciata  dai   soggetti   di   cui all’articolo 93, comma 3. La garanzia deve prevedere espressamente la rinuncia  al  beneficio  della  preventiva  escussione  del  debitore principale, la  rinuncia  all’eccezione  di  cui  all’articolo  1957, secondo  comma,  del  codice  civile,  nonche’  l’operativita’  della garanzia medesima entro quindici giorni, a semplice richiesta scritta della stazione appaltante.    5. La garanzia di cui al comma 1 e’ progressivamente  svincolata  a misura dell’avanzamento dell’esecuzione, nel limite  massimo  dell’80 per cento dell’iniziale importo garantito. L’ammontare residuo  della cauzione definitiva deve permanere fino alla data  di  emissione  del certificato di collaudo provvisorio o  del  certificato  di  regolare esecuzione, o comunque fino a dodici mesi dalla data  di  ultimazione dei lavori  risultante  dal  relativo  certificato.  Lo  svincolo  e’ automatico, senza necessita’ di nulla osta del  committente,  con  la sola condizione della preventiva consegna  all’istituto  garante,  da parte  dell’appaltatore  o  del  concessionario,   degli   stati   di avanzamento dei lavori o di analogo  documento,  in  originale  o  in copia autentica, attestanti l’avvenuta esecuzione.  Tale  automatismo si applica anche agli appalti di forniture e servizi. Sono  nulle  le pattuizioni contrarie o in deroga. Il mancato svincolo  nei  quindici giorni  dalla  consegna  degli   stati   di   avanzamento   o   della documentazione analoga  costituisce  inadempimento  del  garante  nei confronti dell’impresa per la quale la garanzia e’ prestata.    6.  Il  pagamento  della  rata  di  saldo   e’   subordinato   alla costituzione di una cauzione o di una garanzia fideiussoria  bancaria o  assicurativa  pari  all’importo  della  medesima  rata  di   saldo maggiorato del tasso di interesse legale  applicato  per  il  periodo intercorrente tra la data di emissione del certificato di collaudo  o della verifica di conformita’  nel  caso  di  appalti  di  servizi  o forniture e l’assunzione del carattere di definitivita’ dei medesimi.    7. L’esecutore dei lavori e’ obbligato a  costituire  e  consegnare alla stazione appaltante almeno dieci giorni prima della consegna dei lavori anche una polizza di assicurazione che copra  i  danni  subiti

dalle  stazioni  appaltanti  a  causa  del  danneggiamento  o   della distruzione  totale  o  parziale  di   impianti   ed   opere,   anche preesistenti, verificatisi nel corso dell’esecuzione dei lavori.  Nei documenti e negli atti a base di gara o di affidamento  e’  stabilito l’importo della  somma  da  assicurare  che,  di  norma,  corrisponde all’importo del contratto  stesso  qualora  non  sussistano  motivate particolari  circostanze  che  impongano  un  importo  da  assicurare superiore. La polizza del presente comma deve assicurare la  stazione appaltante contro la responsabilita’ civile per danni causati a terzi nel corso dell’esecuzione dei lavori il  cui  massimale  e’  pari  al cinque per cento della somma assicurata per le opere con un minimo di 500.000 euro ed  un  massimo  di  5.000.000  di  euro.  La  copertura assicurativa decorre dalla data di consegna dei lavori e  cessa  alla data di emissione del  certificato  di  collaudo  provvisorio  o  del certificato di regolare esecuzione o  comunque  decorsi  dodici  mesi dalla  data  di  ultimazione  dei  lavori  risultante  dal   relativo certificato. Qualora sia previsto un periodo di garanzia, la  polizza assicurativa e’ sostituita  da  una  polizza  che  tenga  indenni  le stazioni appaltanti da tutti i  rischi  connessi  all’utilizzo  delle lavorazioni in garanzia o  agli  interventi  per  la  loro  eventuale sostituzione o rifacimento. L’omesso o il ritardato  pagamento  delle somme  dovute  a  titolo  di  premio  o  di  commissione   da   parte dell’esecutore  non  comporta  l’inefficacia   della   garanzia   nei confronti della stazione appaltante.    8. Per i lavori di importo superiore al doppio della soglia di  cui all’articolo 35, il titolare del contratto per la liquidazione  della rata di saldo e’ obbligato a stipulare, con decorrenza dalla data  di emissione del certificato di collaudo provvisorio o  del  certificato di regolare esecuzione o comunque decorsi dodici mesi dalla  data  di ultimazione dei  lavori  risultante  dal  relativo  certificato,  una polizza indennitaria decennale  a  copertura  dei  rischi  di  rovina totale o parziale dell’opera, ovvero dei rischi  derivanti  da  gravi difetti costruttivi. La polizza  deve  contenere  la  previsione  del pagamento in favore del committente non appena  questi  lo  richieda, anche in pendenza dell’accertamento della responsabilita’ e senza che occorrano consensi ed autorizzazioni di qualunque specie.  Il  limite di indennizzo della polizza decennale non deve  essere  inferiore  al venti per cento del valore dell’opera realizzata e non  superiore  al 40 per cento, nel rispetto del principio  di  proporzionalita’  avuto riguardo alla natura dell’opera. L’esecutore dei lavori  e’  altresi’ obbligato a stipulare, per i lavori di  cui  al  presente  comma  una polizza di  assicurazione  della  responsabilita’  civile  per  danni cagionati a  terzi,  con  decorrenza  dalla  data  di  emissione  del certificato di collaudo provvisorio o  del  certificato  di  regolare esecuzione e per la durata di dieci anni e con un indennizzo pari  al 5 per cento del valore dell’opera realizzata con un minimo di 500.000 euro ed un massimo di 5.000.000 di euro.    9.  Le  fideiussioni  devono  essere  conformi  allo  schema   tipo approvato con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  di concerto con il Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  e previamente concordato con  le  banche  e  le  assicurazioni  o  loro rappresentanze.    10. In caso di raggruppamenti temporanei le garanzie fideiussorie e le garanzie assicurative sono presentate,  su  mandato  irrevocabile, dalla mandataria in nome e per conto di  tutti  i  concorrenti  ferma restando la responsabilita’ solidale tra le imprese”.    11.  E’  facolta’  dell’amministrazione  in  casi   specifici   non richiedere una garanzia per gli appalti  da  eseguirsi  da  operatori economici di comprovata solidita’ nonche’ per le  forniture  di  beni che per la loro natura, o per  l’uso  speciale  cui  sono  destinati, debbano  essere  acquistati  nel  luogo  di  produzione   o   forniti direttamente  dai  produttori  o  di  prodotti  d’arte,   macchinari, strumenti e lavori di precisione l’esecuzione dei quali  deve  essere

affidata a operatori specializzati. L’esonero dalla prestazione della garanzia deve essere adeguatamente motivato ed e’ subordinato  ad  un miglioramento del prezzo di aggiudicazione.      Art.104         (Garanzie per l’esecuzione di lavori di particolare valore)      1.  Per  gli  affidamenti  a  contraente  generale   di   qualunque ammontare, e, ove prevista dal bando o dall’avviso di gara,  per  gli appalti di sola esecuzione di ammontare a base d’asta superiore a 100 milioni di euro, il soggetto aggiudicatario presenta sotto  forma  di cauzione  o  di  fideiussione  rilasciata   dai   soggetti   di   cui all’articolo 93 comma 3, in luogo della garanzia  definitiva  di  cui all’articolo  103,  una  garanzia  dell’adempimento   di   tutte   le obbligazioni del contratto e del  risarcimento  dei  danni  derivanti dall’eventuale inadempimento delle  obbligazioni  stesse,  denominata “garanzia  di  buon  adempimento”  e  una  garanzia  di   conclusione dell’opera nei casi di risoluzione del contrato previsti  dal  codice civile  e  dal  presente  codice,   denominata   “garanzia   per   l a risoluzione”.    2. Nel caso di affidamento dei lavori ad un nuovo  soggetto,  anche quest’ultimo presenta le garanzie previste al comma 1.    3. La garanzia di buon adempimento e’ costituita con  le  modalita’ di cui all’articolo 103 commi 1 e 2, ed e’ pari al cinque  per  cento fisso dell’importo contrattuale come  risultante  dall’aggiudicazione senza applicazione degli incrementi per ribassi di  cui  all’articolo 103 comma 1e permane fino alla data di emissione del  certificato  di collaudo provvisorio o del  certificato  di  regolare  esecuzione,  o comunque fino a dodici mesi dalla  data  di  ultimazione  dei  lavori risultante dal relativo certificato.    4.  La  garanzia  fideiussoria”  per  la  risoluzione”  di   natura accessoria, opera nei casi di risoluzione del contratto previsti  dal codice civile e dal presente codice ed e’ di importo pari al  10  per cento  dell’importo  contrattuale,  fermo   restando   che,   qualora l’importo in valore assoluto fosse superiore a 100 milioni  di  euro, la garanzia si intende comunque limitata a 100 milioni di euro.    5. La garanzia “per la risoluzione” copre,  nei  limiti  dei  danni effettivamente subiti, i costi per le procedure di  riaffidamento  da parte della  stazione  appaltante  o  del  soggetto  aggiudicatore  e l’eventuale  maggior  costo  tra  l’importo  contrattuale  risultante dall’aggiudicazione originaria dei lavori  e  l’importo  contrattuale del riaffidamento dei lavori stessi, a cui sono sommati  gli  importi dei pagamenti gia’ effettuati o da  effettuare  in  base  agli  stati d’avanzamento dei lavori    6. La garanzia “per la  risoluzione”  e’  efficace  a  partire  dal perfezionamento del contratto e  fino  alla  data  di  emissione  del certificato   di   ultimazione   dei    lavori,    allorche’    cessa automaticamente. La garanzia “per la risoluzione” cessa  si  estingue automaticamente oltre che per la sua escussione ai sensi del comma 1, anche decorsi tre mesi dalla data del riaffidamento dei lavori.    7. La garanzia per la risoluzione prevede espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e la rinuncia all’eccezione di cui  all’articolo  1957,secondo  comma  del codice civile.    8. Nel caso di escussione il pagamento e’ effettuato  entro  trenta giorni, a semplice richiesta scritta della stazione appaltante o  del soggetto aggiudicatore recante l’indicazione del titolo  per  cui  la stazione   appaltante   o   il   soggetto   aggiudicatore    richiede l’escussione.    9 Gli schemi di polizza-tipo concernenti le  garanzie  fideiussorie di cui al comma 1, sono adottati con le modalita’ di cui all’articolo 103, comma 9.

  1. Le garanzie di cui al presente articolo e agli articoli  93  e 103 prevedono la rivalsa verso il contraente e il diritto di regresso verso  la  stazione  appaltante  o  il  soggetto  aggiudicatore   per l’eventuale  indebito  arricchimento  e  possono  essere   rilasciate congiuntamente da piu’ garanti senza determinare tra essi vincoli  di solidarieta’ nei confronti della stazione appaltante o  del  soggetto aggiudicatore, i quali  in  caso  di  escussione  dovranno  procedere pro-quota nei confronti dei singoli garanti. I garanti  designano  un mandatario o un delegatario per i rapporti con la stazione appaltante o il soggetto aggiudicatore.      Art.105                                (Subappalto)      1. I soggetti affidatari dei contratti di cui al presente codice di norma eseguono in  proprio  le  opere  o  i  lavori,  i  servizi,  le forniture compresi nel contratto. Il contratto non puo’ essere ceduto a pena di nullita’. E’ ammesso il subappalto secondo le  disposizioni del presente articolo.    2. Il subappalto e’ il contratto con il quale l’appaltatore  affida a terzi l’esecuzione di parte delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto. Costituisce comunque  subappalto  qualsiasi contratto avente  ad  oggetto  attivita’  del  contratto  di  appalto ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera. Fatto salvo quanto previsto dal comma 5, l’eventuale subappalto non puo’ superare la quota del 30 per cento dell’importo complessivo del  contratto  di lavori, servizi o forniture. Gli appalti di lavori non  costituiscono comunque subappalto le forniture senza prestazione di manodopera,  le forniture con posa in opera e i noli a  caldo,  se  singolarmente  di importo inferiore al  2  per  cento  dell’importo  delle  prestazioni affidate o di importo inferiore a 100.000 euro e qualora  l’incidenz a del costo della manodopera e del personale non sia  superiore  al  50 per cento  dell’importo  del  contratto  da  affidare.  L’affidatario comunica  alla   stazione   appaltante,   prima   dell’inizio   della prestazione, per tutti  i  sub-contratti  che  non  sono  subappalti, stipulati per l’esecuzione dell’appalto, il nome del  sub-contraente, l’importo  del  sub-contratto,  l’oggetto  del  lavoro,  servizio   o fornitura  affidati.  Sono,  altresi’,   comunicate   alla   stazione appaltante eventuali modifiche a tali informazioni avvenute nel corso del sub-contratto. E’  altresi’  fatto  obbligo  di  acquisire  nuova autorizzazione integrativa qualora l’oggetto del  subappalto  subisca variazioni e l’importo dello stesso sia  incrementato  nonche’  siano variati i requisiti di cui al comma 7.    3. Le seguenti categorie  di  forniture  o  servizi,  per  le  loro specificita’,  non  si  configurano  come   attivita’   affidate   in subappalto:    a) l’affidamento di attivita’ specifiche a lavoratori autonomi, per le quali occorre effettuare comunicazione alla stazione appaltante;    b) la subfornitura a catalogo di prodotti informatici;    c) l’affidamento di servizi di importo inferiore a  20.000,00  euro annui a imprenditori  agricoli  nel  comuni  classificati  totalmente montani  di  cui   all’elenco   dei   comuni   italiani   predisposto dall’Istituto nazionale  di  statistica  (ISTAT),  ovvero  ricompresi nella circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno  1993, pubblicata nel supplemento ordinario n. 53  alla  Gazzetta  ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del  18  giugno  1993,  nonche’  nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A annesso alla legge 28 dicembre 2001, n. 448.    4. I soggetti affidatari dei contratti di cui  al  presente  codice possono affidare in subappalto le opere o i lavori, i  servizi  o  le forniture  compresi  nel  contratto,  previa   autorizzazione   della stazione appaltante purche’ :
  2. a) tale facolta’ sia prevista espressamente nel bando di gara anche limitatamente a singole prestazioni e, per i lavori, sia indicata la categoria o le categorie per le quali e’ ammesso il subappalto. Tutte le  prestazioni  nonche’  le  lavorazioni,  a   qualsiasi   categoria appartengano, sono subappaltabili;    b) all’atto dell’offerta abbiano indicato i lavori o  le  parti  di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e  forniture che intendono subappaltare o concedere in cottimo;    c) il concorrente dimostri l’assenza in capo ai subappaltatori  dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80.    Per le opere di cui all’articolo 89, comma 11, e fermi  restando i limiti previsti dal medesimo comma, l’eventuale subappalto non puo’ superare il trenta per cento dell’importo  delle  opere  e  non  puo’ essere, senza ragioni obiettive, suddiviso.    6. E’ obbligatoria l’indicazione  della  terna  di  subappaltatori, qualora gli appalti di lavori, servizi o forniture siano  di  importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35e per i quali  non sia necessaria una particolare specializzazione. In tal caso il bando o avviso con cui si indice la gara prevedono tale obbligo. Nel  bando o nell’avviso la stazione appaltante puo’ prevedere ulteriori casi in cui e’ obbligatoria l’indicazione della terna anche sotto  le  soglie di cui all’articolo 35.    7. L’affidatario deposita il  contratto  di  subappalto  presso  la stazione appaltante almeno venti giorni prima della data di effettiv o inizio dell’esecuzione delle relative  prestazioni.  Al  momento  del deposito del contratto di subappalto presso  la  stazione  appaltante l’affidatario trasmette  altresi’  la  certificazione  attestante  il possesso da parte del subappaltatore dei requisiti di  qualificazione prescritti  dal  presente  codice  in  relazione   alla   prestazione subappaltata  e  la  dichiarazione  del   subappaltatore   attestante l’assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione  di  cui all’articolo  80.  Il  contratto  di  subappalto,   corredato   della documentazione  tecnica,  amministrativa   e   grafica   direttamente derivata dagli  atti  del  contratto  affidato,  indica  puntualmente l’ambito operativo del subappalto sia in  termini  prestazionali  che economici.    8. Il contraente principale e’ responsabile in  via  esclusiva  nei confronti della stazione appaltante. L’aggiudicatario e’ responsabile in  solido  con  il  subappaltatore  in   relazione   agli   obblighi retributivi e contributivi, ai sensi  dell’articolo  29  del  decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Nelle ipotesi di cui al  comma 13,lettere a) e c), l’appaltatore e’ liberato  dalla  responsabilita’ solidale di cui al primo periodo.    9.  L’affidatario  e’  tenuto   ad   osservare   integralmente   il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti  collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono  le  prestazioni.  E’,  altresi’,  responsabile  in solido  dell’osservanza  delle   norme   anzidette   da   parte   dei subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per  le  prestazioni rese nell’ambito del subappalto. L’affidatario e, per suo tramite,  i subappaltatori,   trasmettono   alla   stazione   appaltante    prima dell’inizio dei lavori la documentazione di  avvenuta  denunzia  agli enti  previdenziali,  inclusa   la   Cassa   edile,   ove   presente, assicurativi e antinfortunistici, nonche’ copia del piano di  cui  al comma 16 17. Ai fini del pagamento delle prestazioni rese nell’ambito dell’appalto o del  subappalto,  la  stazione  appaltante  acquisisce d’ufficio il documento unico di regolarita’ contributiva in corso  di validita’ relativo all’affidatario e a tutti i subappaltatori.    10. Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, in caso di ritardo nel  pagamento  delle  retribuzioni  dovute  al  personale dipendente  dell’esecutore  o  del  subappaltatore  o  dei   soggetti titolari di subappalti e cottimi, nonche’  in  caso  di  inadempienza contributiva  risultante   dal   documento   unico   di   regolarita’

contributiva, si applicano le disposizioni di  cui  all’articolo  30, commi 5 e 6.    11. Nel caso di formale contestazione delle  richieste  di  cui  al comma  precedente,  il  responsabile  del  procedimento  inoltra   le richieste e delle contestazioni alla direzione provinciale del lavoro per i necessari accertamenti.    12. L’affidatario deve provvedere  a  sostituire  i  subappaltatori relativamente  ai  quali  apposita  verifica  abbia   dimostrato   la sussistenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo80.    13.   La   stazione   appaltante   corrisponde   direttamente    al subappaltatore,  al  cottimista,  al  prestatore  di  servizi  ed  al fornitore di beni o lavori, l’importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite nei seguenti casi:    a) quando il subappaltatore o il cottimista e’ una  microimpresa  o piccola impresa;    b) in caso inadempimento da parte dell’appaltatore;    c) su richiesta del subappaltatore e se la natura del contratto  lo consente;    14. L’affidatario deve praticare, per le  prestazioni  affidate  in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con ribasso non superiore al venti  per  cento,  nel  rispetto  degli standard  qualitativi  e  prestazionali  previsti  nel  contratto  di appalto. L’affidatario corrisponde i costi della  sicurezza  e  della manodopera, relativi alle prestazioni affidate  in  subappalto,  alle imprese subappaltatrici senza alcun ribasso; la stazione  appaltante, sentito il direttore dei lavori, il coordinatore della  sicurezza  in fase di esecuzione, ovvero  il  direttore  dell’esecuzione,  provvede alla   verifica   dell’effettiva    applicazione    della    presente disposizione.  L’affidatario  e’  solidalmente  responsabile  con  il subappaltatore degli adempimenti, da parte di  questo  ultimo,  degli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa vigente.    15. Per i lavori, nei cartelli  esposti  all’esterno  del  cantiere devono essere  indicati  anche  i  nominativi  di  tutte  le  imprese subappaltatrici.    16. Al fine di contrastare  il  fenomeno  del  lavoro  sommerso  ed irregolare,  il  documento  unico  di  regolarita’  contributiva   e’ comprensivo della verifica della  congruita’  della  incidenza  della mano  d’opera  relativa  allo  specifico  contratto  affidato.   Tale congruita’, per i lavori edili e’ verificata  dalla  Cassa  edile  in base all’accordo assunto a livello nazionale  tra  le  parti  sociali firmatarie del contratto collettivo nazionale  comparativamente  piu’ rappresentative per l’ambito del settore edile ed  il  Ministero  del lavoro  e  delle  politiche  sociali;  per  i  lavori  non  edili  e’ verificata in comparazione  con  lo  specifico  contratto  collettivo applicato.    17. I piani di sicurezza di cui al decreto legislativo del 9 aprile 2008, n.81 sono  messi  a  disposizione  delle  autorita’  competenti preposte  alle  verifiche  ispettive  di  controllo   dei   cantieri. L’affidatario  e’  tenuto  a  curare  il  coordinamento  di  tutti  i subappaltatori  operanti  nel  cantiere,  al  fine  di  rendere   gli specifici piani redatti dai singoli  subappaltatori  compatibili  tra loro  e  coerenti   con   il   piano   presentato   dall’affidatario. Nell’ipotesi di  raggruppamento  temporaneo  o  di  consorzio,  detto obbligo incombe al mandatario. Il direttore tecnico  di  cantiere  e’ responsabile del rispetto del piano da  parte  di  tutte  le  imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori.    18. L’affidatario che si avvale del subappalto o del  cottimo  deve allegare alla copia autentica del contratto la dichiarazione circa la sussistenza o meno di eventuali forme di controllo o di  collegamento a norma dell’articolo 2359 del codice  civile  con  il  titolare  del subappalto  o  del  cottimo.  Analoga   dichiarazione   deve   essere effettuata  da  ciascuno  dei  soggetti  partecipanti  nel  caso   di raggruppamento  temporaneo,  societa’  o   consorzio.   La   stazione

appaltante provvede al rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 4 entro trenta giorni  dalla  relativa  richiesta;  tale  termine  puo’ essere prorogato una sola volta, ove ricorrano  giustificati  motivi. Trascorso tale termine senza che si sia provveduto,  l’autorizzazione si intende concessa. Per i subappalti o cottimi di importo  inferiore al 2 per cento dell’importo delle prestazioni affidate o  di  importo inferiore   a   100.000   euro,   i   termini   per    il    rilascio dell’autorizzazione da parte della stazione appaltante  sono  ridotti della meta’.    19. L’esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto non  puo’ formare oggetto di ulteriore subappalto.    20. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano  anche ai raggruppamenti temporanei e alle societa’ anche consortili, quando le imprese riunite o consorziate non intendono eseguire  direttamente le   prestazioni   scorporabili,   nonche’   alle   associazioni   in partecipazione quando l’associante non intende eseguire  direttamente le  prestazioni  assunte  in  appalto;  si  applicano  altresi’  agli affidamenti con procedura negoziata.    21. E’ fatta salva la facolta’ per le regioni a statuto speciale  e per le  province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,  sulla  base  dei rispettivi statuti  e  delle  relative  norme  di  attuazione  e  nel rispetto  della  normativa  comunitaria  vigente   e   dei   principi dell’ordinamento  comunitario,  di  disciplinare  ulteriori  casi  di pagamento di retto dei subappaltatori.    22. Le stazioni appaltanti rilasciano i certificati  necessari  per la partecipazione e la qualificazione di cui all’articolo  83,  comma 1,  e  all’articolo  84,  comma  4,  lettera   d),   all’appaltatore, scomputando dall’intero valore dell’appalto il valore e la  categoria di quanto eseguito attraverso il subappalto. I subappaltatori possono richiedere alle  stazioni  appaltanti  i  certificati  relativi  alle prestazioni oggetto di appalto realmente eseguite.                                    Art. 106             (Modifica di contratti durante il periodo di efficacia)      1. Le modifiche, nonche’ le varianti, dei contratti di  appalto  in corso di validita’ devono essere autorizzate dal RUP con le modalita’ previste  dall’ordinamento  della  stazione  appaltante  cui  il  RUP dipende. I contratti di appalto nei settori ordinari  e  nei  settori speciali possono essere  modificati  senza  una  nuova  procedura  di affidamento nei casi seguenti:    a) se le modifiche, a prescindere dal loro valore  monetario,  sono state previste nei documenti di gara  iniziali  in  clausole  chiare, precise  e  inequivocabili,  che  possono  comprendere  clausole   di revisione dei prezzi. Tali clausole fissano la portata e la natura di eventuali modifiche nonche’ le condizioni  alle  quali  esse  possono essere impiegate, facendo riferimento alle variazione  dei  prezzi  e dei costi standard, ove definiti. Esse non  apportano  modifiche  che avrebbero l’effetto di alterare la natura generale  del  contratto  o dell’accordo  quadro.  Per  i  contratti  relativi  ai   lavori,   le variazioni di prezzo in  aumento  o  in  diminuzione  possono  essere valutate, sulla base dei prezzari di cui all’articolo  23,  comma  7, solo per l’eccedenza rispetto al dieci per cento rispetto  al  prezzo originario e comunque in misura pari  alla  meta’.  Per  i  contratti relativi a servizi o forniture  stipulati  dai  soggetti  aggregatori restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 511, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;    b) per lavori, servizi o  forniture,  supplementari  da  parte  del contraente originale che si sono resi necessari e non  erano  inclusi nell’appalto iniziale, ove  un  cambiamento  del  contraente  produca

entrambi i seguenti effetti, fatto salvo quanto previsto dal comma  7 per gli appalti nei settori ordinari:    1) risulti impraticabile per motivi economici o  tecnici  quali  il rispetto dei requisiti di intercambiabilita’ o interoperabilita’  tra apparecchiature, servizi o  impianti  esistenti  forniti  nell’ambito dell’appalto iniziale;    2)  comporti  per   l’amministrazione   aggiudicatrice   o   l’ente aggiudicatore notevoli disguidi o una  consistente  duplicazione  dei costi;    c) ove siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni, fatto  salvo quanto previsto per gli appalti nei settori ordinari dal comma 7:    1)  la  necessita’  di  modifica  e’  determinata  da   circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice o per l’ente aggiudicatore. In  tali  casi  le  modifiche  all’oggetto  del contratto assumono la denominazione di varianti in corso d’opera. Tra le predette circostanze puo’ rientrare  anche  la  sopravvenienza  di nuove disposizioni legislative o  regolamentari  o  provvedimenti  di autorita’ od enti preposti alla tutela di interessi rilevanti;    2) la modifica non altera la natura generale del contratto;    d) se un nuovo contraente sostituisce  quello  a  cui  la  stazione appaltante aveva inizialmente aggiudicato l’appalto a  causa  di  una delle seguenti circostanze:    1) una clausola di revisione  inequivocabile  in  conformita’  alle disposizioni di cui alla lettera a);    2) all’aggiudicatario iniziale succede, per causa di  morte  o  per contratto, anche a seguito di ristrutturazioni  societarie,  comprese rilevazioni, fusioni, scissioni, acquisizione o insolvenza, un  altro operatore economico che soddisfi i criteri di  selezione  qualitativa stabiliti inizialmente, purche’ cio’  non  implichi  altre  modifiche sostanziali  al  contratto  e  non   sia   finalizzato   ad   eludere l’applicazione del presente codice;    3) nel  caso  in  cui  l’amministrazione  aggiudicatrice  o  l’ente aggiudicatore si assuma gli obblighi del  contraente  principale  nei confronti dei suoi subappaltatori;    e) se le modifiche non sono sostanziali ai sensi del  comma  4.  Le stazioni appaltanti possono stabilire nei documenti di gara soglie di importi per consentire le modifiche.    2. Ferma restando la responsabilita’  dei  progettisti  esterni,  i contratti  possono  parimenti  essere  modificati,  oltre  a   quanto previsto al comma 1, anche a causa  di  errori  o  di  omissioni  del progetto  esecutivo  che  pregiudicano,  in  tutto  o  in  parte,  la realizzazione dell’opera o la sua utilizzazione, senza necessita’  di una nuova procedura a norma del presente codice, se il  valore  della modifica e’ al di sotto di entrambi i seguenti valori :    a) le soglie fissate all’articolo 35;    b) il 10  per  cento  del  valore  iniziale  del  contratto  per  i contratti di servizio  e  fornitura  sia  nei  settori  ordinari  che speciali ovvero il 15 per cento del valore iniziale del contratto per i contratti di lavori sia nei settori ordinari che speciali. Tuttavia la modifica non puo’ alterare la natura complessiva del  contratto  o dell’accordo quadro. In caso di piu’ modifiche successive, il  valore e’ accertato sulla base del valore complessivo netto delle successive modifiche.    3. Ai fini del calcolo del prezzo di cui ai commi 1, lettere  b)  e c), 2 e 7, il prezzo aggiornato e’ il valore di riferimento quando il contratto prevede una clausola di indicizzazione.    4. Una modifica di un contratto o di un accordo quadro  durante  il periodo della sua efficacia e’ considerata sostanziale ai  sensi  del comma 1, lettera e), quando  altera  considerevolmente  gli  elementi essenziali del contratto  originariamente  pattuiti.  In  ogni  caso, fatti salvi i commi 1 e 2, una modifica e’ considerata sostanziale se una o piu’ delle seguenti condizioni sono soddisfatte:    a) la modifica introduce condizioni che, se fossero state contenute

nella procedura d’appalto iniziale, avrebbero consentito l’ammissione di  candidati  diversi   da   quelli   inizialmente   selezionati   o l’accettazione  di  un’offerta   diversa   da   quella   inizialmente accettata, oppure  avrebbero  attirato  ulteriori  partecipanti  alla procedura di aggiudicazione;    b) la  modifica  cambia  l’equilibrio  economico  del  contratto  o dell’accordo quadro a favore dell’aggiudicatario in modo non previsto nel contratto iniziale;    c) la modifica estende notevolmente l’ambito  di  applicazione  del contratto;    d) se un nuovo contraente sostituisce quello cui  l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore aveva inizialmente  aggiudicato l’appalto in casi diversi da quelli previsti al comma 1, lettera d).    5. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti  aggiudicatori  che hanno modificato un contratto nelle situazioni di  cui  al  comma  1, lettere b) e c), pubblicano un  avviso  al  riguardo  nella  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Tale avviso contiene  le  informazioni di cui all’allegato  XIV,  parte  I,  lettera  E,  ed  e’  pubblicato conformemente all’articolo72 per i settori  ordinari  e  all’articolo 130 per i settori speciali.    6. Una nuova procedura d’appalto in conformita’ al presente  codice e’  richiesta  per  modifiche  delle  disposizioni  di  un  contratto pubblico di un accordo quadro durante il periodo della sua  efficacia diverse da quelle previste ai commi 1 e 2.    7. Nei casi di cui al comma 1, lettera b), per i  settori  ordinari il contratto puo’ essere modificato se l’eventuale aumento di  prezzo non eccede il 50 per cento del valore del contratto iniziale. In caso di piu’ modifiche successive, tale limitazione si applica  al  valore di ciascuna modifica. Tali modifiche successive non  sono  intese  ad aggirare il presente codice.    8. La stazione appaltante comunica  all’ANAC  le  modificazioni  al contratto di cui al comma 1, lettera b) e al comma  2,  entro  trenta giorni dal  loro  perfezionamento.  In  caso  di  mancata  o  tardiva comunicazione l’Autorita’ irroga  una  sanzione  amministrativa  alla stazione appaltante di importo compreso tra 50 e 200 euro per  giorno di   ritardo.   L’Autorita’   pubblica   sulla   sezione   del   sito Amministrazione trasparente l’elenco delle modificazioni contrattuali comunicate,   indicando   l’opera,   l’amministrazione    o    l’ente aggiudicatore, l’aggiudicatario,  il  progettista,  il  valore  della modifica.    9. I titolari di incarichi di progettazione sono responsabili per i danni subiti dalle stazioni appaltanti in conseguenza di errori o  di omissioni della progettazione di cui al comma 2. Nel caso di  appalti aventi ad  oggetto  la  progettazione  esecutiva  e  l’esecuzione  di lavori, l’appaltatore risponde dei ritardi e degli oneri  conseguenti alla necessita’ di introdurre varianti in corso d’opera  a  causa  di carenze del progetto esecutivo.    10. Ai fini del presente articolo si considerano errore o omissione di progettazione l’inadeguata valutazione dello stato  di  fatto,  la mancata od erronea identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione, il mancato rispetto dei requisiti funzionali ed economici prestabiliti e risultanti da prova scritta,  la  violazione delle regole  di  diligenza  nella  predisposizione  degli  elaborati progettuali.    11. La durata del contratto puo’ essere  modificata  esclusivamente per i contratti in corso di esecuzione se e’ prevista nel bando e nei documenti di gara una opzione di proroga. La proroga e’  limitata  al tempo  strettamente  necessario  alla  conclusione  delle   procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo contraente. In  tal  caso il contraente e’ tenuto all’esecuzione delle prestazioni previste nel contratto agli stessi prezzi, patti e condizioni  o  piu’  favorevoli per la stazione appaltante.    12. La stazione appaltante, qualora in corso di esecuzione si renda

necessario una aumento o una diminuzione  delle  prestazioni  fino  a concorrenza del  quinto  dell’importo  del  contratto,  puo’  imporre all’appaltatore l’esecuzione  alle  stesse  condizioni  previste  nel contratto originario. In tal caso l’appaltatore non puo’  far  valere il diritto alla risoluzione del contratto.    13. Si applicano le disposizioni di  cui  alla  legge  21  febbraio 1991, n. 52. Ai fini dell’opponibilita’ alle stazioni appaltanti,  le cessioni di crediti devono essere stipulate mediante atto pubblico  o scrittura  privata  autenticata  e  devono  essere  notificate   alle amministrazioni debitrici. Fatto salvo il rispetto degli obblighi  di tracciabilita’, le cessioni di crediti da corrispettivo  di  appalto, concessione, concorso di progettazione, sono  efficaci  e  opponibili alle stazioni appaltanti che sono amministrazioni  pubbliche  qualora queste non le rifiutino con comunicazione da notificarsi al cedente e al cessionario  entro  quarantacinque  giorni  dalla  notifica  della cessione. Le amministrazioni pubbliche, nel contratto stipulato o  in atto  separato  contestuale,  possono  preventivamente  accettare  la cessione da parte dell’esecutore di tutti o di parte dei crediti  che devono venire a maturazione. In ogni caso  l’amministrazione  cui  e’ stata notificata la cessione puo’ opporre  al  cessionario  tutte  le eccezioni opponibili al cedente  in  base  al  contratto  relativo  a lavori, servizi, forniture, progettazione, con questo stipulato.    14. Per gli appalti e le  concessioni  di  importo  inferiore  alla soglia comunitaria,  le  varianti  in  corso  d’opera  dei  contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture sono  comunicate  dal RUP all’Osservatorio di cui  all’articolo  213,  tramite  le  sezioni regionali, entro  trenta  giorni  dall’approvazione  da  parte  della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali  provvedimenti di competenza. Per i contratti pubblici di importo pari  o  superiore alla soglia comunitaria, le varianti  in  corso  d’opera  di  importo eccedente il dieci per cento dell’importo originario  del  contratto, incluse le varianti in corso  d’opera  riferite  alle  infrastrutture strategiche, sono trasmesse dal RUP all’ANAC, unitamente al  progetto esecutivo, all’atto di validazione e ad una  apposita  relazione  del responsabile   unico   del   procedimento,   entro   trenta    giorni dall’approvazione da parte della stazione appaltante. Nel caso in cui l’ANAC accerti  l’illegittimita’  della  variante  in  corso  d’opera approvata, essa esercita i poteri di cui all’articolo 213. In caso di inadempimento agli obblighi di  comunicazione  e  trasmissione  delle varianti  in  corso  d’opera  previsti,  si  applicano  le   sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’articolo 213, comma 12.      Art.107                                (Sospensione)      1. In tutti i  casi  in  cui  ricorrano  circostanze  speciali  che impediscono in via temporanea che  i  lavori  procedano  utilmente  a regola  d’arte,  e  che  non  siano  prevedibili  al  momento   della stipulazione del contratto, il direttore dei lavori puo’ disporre  la sospensione dell’esecuzione del contratto, compilando,  se  possibile con l’intervento dell’esecutore o di un suo legale rappresentante, il verbale di sospensione, con l’indicazione  delle  ragioni  che  hanno determinato  l’interruzione  dei  lavori,  nonche’  dello  stato   di avanzamento  dei  lavori,  delle  opere  la  cui  esecuzione   rimane interrotta e delle cautele adottate affinche’ alla ripresa le  stesse possano essere continuate ed ultimate senza  eccessivi  oneri,  della consistenza della forza lavoro  e  dei  mezzi  d’opera  esistenti  in cantiere al momento della sospensione. Il  verbale  e’  inoltrato  al responsabile del procedimento entro cinque giorni  dalla  data  della sua redazione.    2. La sospensione puo’,  altresi’,  essere  disposta  dal  RUP  per ragioni di necessita’ o di pubblico interesse, tra cui l’interruzione

di  finanziamenti  per  esigenze  di  finanza  pubblica.  Qualora  la sospensione, o  le  sospensioni,  durino  per  un  periodo  di  tempo superiore  ad  un  quarto  della  durata  complessiva  prevista   per l’esecuzione dei lavori stessi, o comunque quando superino  sei  mesi complessivi, l’esecutore puo’ chiedere la risoluzione  del  contratto senza indennita’; se la stazione appaltante si oppone, l’esecutore ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i  termini  suddetti.  Nessun  indennizzo  e’ dovuto all’esecutore negli altri casi.    3. La sospensione e’ disposta per il tempo strettamente necessario. Cessate le  cause  della  sospensione,  il  RUP  dispone  la  ripresa dell’esecuzione e indica il nuovo termine contrattuale    4. Ove successivamente alla  consegna  dei  lavori  insorgano,  per cause imprevedibili o di forza maggiore, circostanze che  impediscano parzialmente il  regolare  svolgimento  dei  lavori,  l’esecutore  e’ tenuto a proseguire le parti di lavoro eseguibili, mentre si provvede alla sospensione parziale dei lavori non eseguibili, dandone atto  in apposito verbale. Le  contestazioni  dell’esecutore  in  merito  alle sospensioni dei lavori sono iscritte a pena di decadenza nei  verbali di sospensione e di ripresa dei lavori, salvo che per le  sospensioni inizialmente legittime, per le quali e’ sufficiente l’iscrizione  nel verbale di ripresa dei lavori;  qualora  l’esecutore  non  intervenga alla firma dei verbali o si rifiuti  di  sottoscriverli,  deve  farne espressa riserva sul registro di contabilita’. Quando la  sospensione supera il quarto del tempo contrattuale complessivo  il  responsabile del procedimento da’ avviso all’ANAC. In caso di  mancata  o  tardiva comunicazione l’ANAC irroga una sanzione amministrativa alla stazione appaltante di importo compreso tra  50  e  200  euro  per  giorno  di ritardo.    5. L’esecutore che per cause a lui non imputabili non sia in  grado di ultimare i lavori nel termine fissato puo’ richiederne la proroga, con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine contrattuale. In ogni caso la sua concessione non pregiudica  i  diritti  spettanti all’esecutore per l’eventuale imputabilita’ della maggiore  durata  a fatto della stazione appaltante. Sull’istanza di  proroga  decide  il responsabile del procedimento, sentito il direttore dei lavori, entro trenta giorni dal suo ricevimento. L’esecutore deve ultimare i lavori nel termine stabilito dagli atti contrattuali, decorrente dalla  data del  verbale  di  consegna  ovvero,  in  caso  di  consegna  parziale dall’ultimo dei verbali di consegna. L’ultimazione dei lavori, appena avvenuta, e’ comunicata dall’esecutore per iscritto al direttore  de i lavori, il quale procede  subito  alle  necessarie  constatazioni  in contraddittorio. L’esecutore non ha  diritto  allo  scioglimento  del contratto ne’ ad alcuna indennita’ qualora i  lavori,  per  qualsiasi causa non imputabile alla stazione appaltante, non siano ultimati nel termine contrattuale e qualunque sia il maggior tempo impiegato.    6. Nel caso di sospensioni totali o parziali  dei  lavori  disposte dalla stazione appaltante per cause diverse da quelle di cui ai commi 1, 2 e 4, l’esecutore puo’ chiedere il risarcimento dei danni subiti, quantificato sulla base di quanto  previsto  dall’articolo  1382  del codice civile.    7. Le disposizioni del presente articolo si  applicano,  in  quanto compatibili, ai contratti relativi a servizi e forniture.      Art.108                                (Risoluzione)      1. Fatto salvo quanto previsto ai commi 1,  2  e  4,  dell’articolo 107, le stazioni appaltanti possono risolvere un  contratto  pubblico durante il periodo di sua efficacia, se una  o  piu’  delle  seguenti condizioni sono soddisfatte:    a) il contratto ha subito  una  modifica  sostanziale  che  avrebbe

richiesto una nuova procedura di appalto ai sensi dell’articolo 106;    b) con riferimento alle  modificazioni  di  cui  all’articolo  106, comma 1, lettere b) e c) sono state superate  le  soglie  di  cui  al comma 7 del predetto articolo; con riferimento alle modificazioni  di cui all’articolo 106, comma 1, lettera e) del predetto articolo, sono state  superate  eventuali  soglie  stabilite  dalle  amministrazioni aggiudicatrici o  dagli  enti  aggiudicatori;  con  riferimento  alle modificazioni di cui all’articolo 106, comma 2, sono  state  superate le soglie di cui al medesimo comma 2, lettere a) e b);    c) l’aggiudicatario si e’ trovato, al  momento  dell’aggiudicazione dell’appalto in una delle situazioni di cui all’articolo 80, comma 1, per quanto riguarda i settori ordinari  ovvero  di  cui  all’articolo 170, comma 3, per quanto riguarda le  concessioni  e  avrebbe  dovuto pertanto  essere  escluso   dalla   procedura   di   appalto   o   di aggiudicazione della concessione, ovvero ancora per quanto riguarda i settori speciali avrebbe dovuto essere escluso a norma  dell’articolo 136, comma 1, secondo e terzo periodo;    d)   l’appalto   non   avrebbe   dovuto   essere   aggiudicato   in considerazione di una grave violazione degli obblighi  derivanti  dai trattati, come riconosciuto  dalla  Corte  di  giustizia  dell’Unione europea in un procedimento ai sensi dell’articolo 258 TFUE, o di  una sentenza passata in giudicato per violazione del presente codice.    2. Le stazioni appaltanti devono risolvere  un  contratto  pubblico durante il periodo di efficacia dello stesso qualora:    a) nei confronti  dell’appaltatore  sia  intervenuta  la  decadenza dell’attestazione  di  qualificazione   per   aver   prodotto   falsa documentazione o dichiarazioni mendaci;    b) nei confronti dell’appaltatore sia intervenuto un  provvedimento definitivo che  dispone  l’applicazione  di  una  o  piu’  misure  di prevenzione di cui al codice delle leggi antimafia e  delle  relative misure di prevenzione, ovvero sia intervenuta  sentenza  di  condanna passata in giudicato per i reati di cui all’articolo 80.    3. Quando il direttore dei lavori o il responsabile dell’esecuzione del contratto, se  nominato,  accerta  un  grave  inadempimento  alle obbligazioni  contrattuali  da  parte   dell’appaltatore,   tale   da comprometterne  la  buona  riuscita  delle  prestazioni,   invia   al responsabile  del  procedimento  una   relazione   particolareggiata, corredata dei documenti necessari,  indicando  la  stima  dei  lavori eseguiti  regolarmente,  il  cui  importo  puo’  essere  riconosciuto all’appaltatore.  Egli  formula,  altresi’,  la  contestazione  degli addebiti all’appaltatore,  assegnando  un  termine  non  inferiore  a quindici giorni per la presentazione delle proprie controdeduzioni al responsabile del procedimento. Acquisite e valutate negativamente  le predette  controdeduzioni,  ovvero  scaduto  il  termine  senza   che l’appaltatore abbia risposto, la stazione appaltante su proposta  del responsabile del procedimento dichiara risolto il contratto.    4. Qualora, al di fuori di quanto previsto al comma 3, l’esecuzione delle prestazioni ritardi per  negligenza  dell’appaltatore  rispetto alle  previsioni  del  contratto,  il  direttore  dei  lavori  o   il responsabile unico dell’esecuzione del  contratto,  se  nominato  gli assegna un termine, che, salvo i  casi  d’urgenza,  non  puo’  essere inferiore a dieci giorni, entro i quali l’appaltatore  deve  eseguire le prestazioni. Scaduto il  termine  assegnato,  e  redatto  processo verbale in contraddittorio con l’appaltatore, qualora l’inadempimento permanga, la stazione appaltante risolve il contratto, fermo restando il pagamento delle penali.    5. Nel caso di risoluzione del contratto l’appaltatore  ha  diritto soltanto al pagamento delle prestazioni relative ai lavori, servizi o forniture regolarmente eseguiti,  decurtato  degli  oneri  aggiuntivi derivanti dallo scioglimento del contratto.    6.  Il  responsabile  unico   del   procedimento   nel   comunicare all’appaltatore  la  determinazione  di  risoluzione  del  contratto, dispone, con preavviso di venti giorni, che il direttore  dei  lavori

curi  la  redazione  dello  stato  di  consistenza  dei  lavori  gia’ eseguiti, l’inventario di materiali, macchine e mezzi  d’opera  e  la relativa presa in consegna.    7. Qualora sia stato  nominato,  l’organo  di  collaudo  procede  a redigere,  acquisito  lo  stato  di  consistenza,   un   verbale   di accertamento tecnico e contabile con le modalita’ di cui al  presente codice. Con il verbale e’  accertata  la  corrispondenza  tra  quanto eseguito  fino  alla  risoluzione  del   contratto   e   ammesso   in contabilita’ e quanto previsto nel progetto approvato  nonche’  nelle eventuali perizie di variante; e’ altresi’ accertata la  presenza  di eventuali  opere,  riportate  nello  stato  di  consistenza,  ma  non previste nel progetto approvato nonche’ nelle  eventuali  perizie  di variante.    8. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, in sede di  liquidazione  finale dei lavori, servizi o forniture riferita all’appalto risolto, l’onere da porre a carico dell’appaltatore e’ determinato anche in  relazione alla maggiore spesa sostenuta per affidare ad altra impresa i  lavori ove la stazione appaltante non si sia avvalsa della facolta’ prevista dall’articolo 110, comma 1.    9. Nei casi di risoluzione  del  contratto  di  appalto  dichiarata dalla  stazione   appaltante   l’appaltatore   deve   provvedere   al ripiegamento dei cantieri gia’ allestiti e allo sgombero  delle  aree di lavoro e relative pertinenze nel termine  a  tale  fine  assegnato dalla stessa stazione appaltante; in caso  di  mancato  rispetto  del termine  assegnato,  la  stazione   appaltante   provvede   d’ufficio addebitando all’appaltatore i relativi oneri  e  spese.  La  stazione appaltante, in alternati va all’esecuzione di eventuali provvedimenti giurisdizionali cautelari, possessori o d’urgenza comunque denominati che inibiscano o ritardino il ripiegamento dei cantieri o lo sgombero delle aree di lavoro e relative pertinenze, puo’ depositare  cauzione in conto vincolato a favore dell’appaltatore o prestare  fideiussione bancaria o polizza assicurativa con le modalita’ di cui  all’articolo 93, pari all’uno per cento del valore del contratto. Resta  fermo  il diritto dell’appaltatore di agire per il risarcimento dei danni.      Art.109                                  (Recesso)      1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 88, comma 4-ter  e 92, comma 4, del decreto legislativo 6 settembre  2011,  n.  159,  la stazione appaltante puo’ recedere dal contratto  in  qualunque  tempo previo il pagamento dei lavori eseguiti o delle prestazioni  relative ai servizi e alle forniture eseguiti nonche’ del valore dei materiali utili esistenti in cantiere nel caso di lavoro  o  in  magazzino  nel caso di servizi o  forniture,  oltre  al  decimo  dell’importo  delle opere, dei servizi o delle forniture non eseguite    2. Il decimo dell’importo delle opere  non  eseguite  e’  calcolato sulla differenza tra l’importo dei quattro quinti del prezzo posto  a base di gara, depurato del ribasso d’asta  e  l’ammontare  netto  dei lavori, servizi o forniture eseguiti.    3. L’esercizio del diritto di recesso e’ preceduto da  una  formale comunicazione all’appaltatore da darsi con un preavviso non inferiore a venti giorni, decorsi i quali  la  stazione  appaltante  prende  in consegna i lavori,  servizi  o  forniture  ed  effettua  il  collaudo definitivo e verifica la regolarita’ dei servizi e delle forniture.    4. I materiali,  il  cui  valore  e’  riconosciuto  dalla  stazione appaltante a norma del comma 1, sono soltanto quelli  gia’  accettati dal  direttore  dei  lavori  o  del  direttore  dell’esecuzione   del contratto , se nominato, o  del  RUP  in  sua  assenza,  prima  della comunicazione del preavviso di cui al comma 3.    5. La stazione appaltante puo’ trattenere le opere provvisionali  e gli impianti che non siano in tutto o in  parte  asportabili  ove  li

ritenga  ancora  utilizzabili.   In   tal   caso   essa   corrisponde all’appaltatore, per il valore  delle  opere  e  degli  impianti  non ammortizzato  nel  corso  dei  lavori  eseguiti,   un   compenso   da determinare nella minor somma fra il costo di costruzione e il valore delle opere e  degli  impianti  al  momento  dello  scioglimento  del contratto.    6. L’appaltatore deve rimuovere dai  magazzini  e  dai  cantieri  i materiali non accettati dal direttore dei lavori  e  deve  mettere  i magazzini e i cantieri a disposizione della stazione  appaltante  nel termine stabilito;  in  caso  contrario  lo  sgombero  e’  effettuato d’ufficio e a sue spese.                                    Art. 110      (Procedure di affidamento in caso di fallimento dell’esecutore  o  di    risoluzione del contratto e misure straordinarie di gestione).      1. Le stazioni appaltanti, in caso di fallimento,  di  liquidazione coatta  e  concordato  preventivo,  ovvero  procedura  di  insolvenza concorsuale o di liquidazione dell’appaltatore, o di risoluzione  del contratto ai sensi dell’articolo 108 ovvero di recesso dal  contratto ai sensi dell’articolo 88, comma 4-ter,  del  decreto  legislativo  6 settembre 2011,n. 159, ovvero in caso di dichiarazione giudiziale  di inefficacia del contratto, interpellano progressivamente  i  soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura  di  gara,  risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un  nuovo  contratto per l’affidamento del completamento dei lavori.    2. L’affidamento avviene alle  medesime  condizioni  gia’  proposte dall’originario aggiudicatario in sede in offerta.    3.  Il   curatore   del   fallimento,   autorizzato   all’esercizio provvisorio, ovvero l’impresa ammessa al concordato  con  continuita’ aziendale, su autorizzazione del giudice  delegato,  sentita  l’ANAC, possono:    a) partecipare a procedure di affidamento di concessioni e  appalti di  lavori,  forniture  e  servizi  ovvero  essere   affidatario   di subappalto;    b) eseguire i  contratti  gia’  stipulati  dall’impresa  fallita  o ammessa al concordato con continuita’ aziendale.    4. L’impresa ammessa al concordato con  continuita’  aziendale  non necessita di avvalimento di requisiti di  altro  soggetto.  L’impresa ammessa al concordato con  cessione  di  beni  o  che  ha  presentato domanda di concordato a norma dell’articolo  161,  sesto  comma,  del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, puo’ eseguire i  contratti  gia’ stipulati, su autorizzazione del giudice delegato, sentita l’ANAC.    5.  L’ANAC,  sentito  il  giudice  delegato,  puo’  subordinare  la partecipazione, l’affidamento di subappalti  e  la  stipulazione  dei relativi contratti alla necessita’ che il  curatore  o  l’impresa  in concordato si  avvalgano  di  un  altro  operatore  in  possesso  dei requisiti di carattere generale, di capacita’  finanziaria,  tecnica, economica, nonche’ di  certificazione,  richiesti  per  l’affidamento dell’appalto, che si impegni nei confronti dell’impresa concorrente e della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del contratto, le risorse  necessarie  all’esecuzione  dell’appalto  e  a subentrare all’impresa ausiliata nel caso in  cui  questa  nel  corso della gara, ovvero dopo la stipulazione del contratto,  non  sia  per qualsiasi  ragione  piu’  in  grado  di  dare   regolare   esecuzione all’appalto o alla concessione, nei seguenti casi:    a) se l’impresa non e’ in regola con i pagamenti delle retribuzioni dei dipendenti  e  dei  versamenti  dei  contributi  previdenziali  e assistenziali;    b) se l’impresa non e’ in possesso  dei  requisiti  aggiuntivi  che

l’ANAC individua con apposite linee guida.    6. Restano ferme le  disposizioni  previste  dall’articolo  32  del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito,  con  modificazioni, dalla  legge  11  agosto  2014,  n.  114,  in   materia   di   misure straordinarie di gestione di imprese  nell’ambito  della  prevenzione della corruzione.      Art.111               (Controllo tecnico, contabile e amministrativo)      1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture  e  trasporti,  da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice,  su  proposta  dell’ANAC,  previo  parere  delle   competenti commissioni parlamentari, sentito il Consiglio Superiore  dei  Lavori Pubblici, sono approvate le linee guida che individuano le  modalita’ e, se del caso, la tipologia di atti, attraverso i quali il direttore dei lavori effettua l’attivita’ di cui all’articolo 101, comma 3,  in maniera da garantirne trasparenza,  semplificazione,  efficientamento informatico,  con  particolare   riferimento   alle   metodologie   e strumentazioni elettroniche anche per i controlli di contabilita’.    2. Il direttore dell’esecuzione  del  contratto  di  servizi  o  di forniture e’, di norma, il  responsabile  unico  del  procedimento  e provvede  al   coordinamento,   alla   direzione   e   al   controllo tecnico-contabile  dell’esecuzione  del  contratto  stipulato   dalla stazione appaltante  assicurando  la  regolare  esecuzione  da  parte dell’esecutore, in conformita’  ai  documenti  contrattuali.  Con  il medesimo decreto, di cui al comma 1, sono  altresi’  approvate  linee guida che individuano compiutamente  le  modalita’  di  effettuazione dell’attivita’ di controllo di cui  al  periodo  precedente,  secondo criteri di trasparenza e semplificazione. Fino alla data  di  entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, si applica  l’articolo  216, comma 17.                                    Art. 112                        (Appalti e concessioni riservati)      1.Fatte salve le disposizioni vigenti  in  materia  di  cooperative sociali  e  di  imprese  sociali,  le  stazioni  appaltanti   possono riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e  a quelle di concessione o possono riservarne  l’esecuzione  adoperatori economici e a cooperative  sociali  e  loro  consorzi  il  cui  scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale  delle  persone con disabilita’ o svantaggiate o possono riservarne l’esecuzione  nel contesto di programmi di lavoro protetti  quando  almeno  il  30  per cento dei lavoratori dei suddetti operatori economici sia composto da lavoratori con disabilita’ o da lavoratori svantaggiati.    2. Ai sensi del  presente  articolo  si  considerano  soggetti  con disabilita’ quelli di cui all’articolo 1 della legge 12  marzo  1999, n. 68, le persone svantaggiate, quelle previste dall’articolo 4 della legge  8  novembre  1991,  n.  381,  gli  ex  degenti   di   ospedali psichiatrici,   anche   giudiziari,   i   soggetti   in   trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i  minori  in  eta’ lavorativa  in  situazioni  di  difficolta’  familiare,  le   persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e  gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975,  n. 354 e successive modificazioni.    3.  Il  bando  di  gara  o  l’avviso   di   preinformazione   danno espressamente atto che si tratta di appalto o concessione riservata.

Art. 113                        (Incentivi per funzioni tecniche)      1. Gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori ovvero al direttore  dell’esecuzione,  alla  vigilanza,  ai  collaudi tecnici e amministrativi ovvero alle  verifiche  di  conformita’,  al collaudo  statico,  agli  studi  e  alle  ricerche   connessi,   alla progettazione  dei  piani  di  sicurezza  e  di  coordinamento  e  al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione  quando  previsti ai  sensi  del  decreto  legislativo  9  aprile  2008  n.  81,   alle prestazioni professionali e specialistiche necessari per la redazione di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio fanno carico agli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli  lavori  negli stati  di  previsione  della  spesa  o  nei  bilanci  delle  stazioni appaltanti.    2. A valere sugli stanziamenti di cui al comma 1 le amministrazioni pubbliche destinano a un apposito fondo risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento modulate sull’importo dei lavori posti a base di gara per le funzioni tecniche svolte dai dipendenti  pubblici esclusivamente per le attivita’ di  programmazione  della  spesa  per investimenti,  per   la   verifica   preventiva   dei   progetti   di predisposizione  e  di  controllo  delle  procedure  di  bando  e  di esecuzione  dei  contratti  pubblici,  di  responsabile   unico   del procedimento,   di   direzione   dei    lavori    ovvero    direzione dell’esecuzione  e  di  collaudo  tecnico  amministrativo  ovvero  di verifica di conformita’, di collaudatore statico ove  necessario  per consentire l’esecuzione del contratto nel rispetto  dei  documenti  a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti.    3.  L’ottanta  per  cento  delle  risorse  finanziarie  del   fondo costituito ai sensi del comma 2e’ ripartito,  per  ciascuna  opera  o lavoro, servizio, fornitura con le modalita’ e i criteri previsti  in sede di contrattazione decentrata integrativa  del  personale,  sulla base di apposito regolamento adottato dalle amministrazioni secondo i rispettivi ordinamenti, tra il responsabile unico del procedimento  e i soggetti che svolgono le funzioni  tecniche  indicate  al  comma  1 nonche’ tra i loro collaboratori. Gli importi sono comprensivi  anche degli    oneri    previdenziali    e    assistenziali    a     carico dell’amministrazione.  L’amministrazione  aggiudicatrice   o   l’ente aggiudicatore stabilisce i criteri e le modalita’  per  la  riduzione delle risorse finanziarie connesse alla  singola  opera  o  lavoro  a fronte di eventuali incrementi dei tempi o  dei  costi  non  conformi alle norme del presente decreto. La corresponsione dell’incentivo  e’ disposta dal dirigente o dal responsabile di servizio  preposto  alla struttura competente, previo accertamento delle specifiche  attivita’ svolte  dai  predetti  dipendenti.  Gli  incentivi   complessivamente corrisposti nel corso  dell’anno  al  singolo  dipendente,  anche  d a diverse amministrazioni, non possono superare l’importo  del  50  per cento del trattamento economico complessivo  annuo  lordo.  Le  quote parti dell’incentivo corrispondenti  a  prestazioni  non  svolte  dai medesimi  dipendenti,  in  quanto  affidate   a   personale   esterno all’organico dell’amministrazione medesima, ovvero prive del predetto accertamento, incrementano la quota del fondo di cui al comma  2.  Il presente comma non si applica al personale con qualifica dirigenziale    4. Il restante 20 per cento delle risorse finanziarie del fondo  di cui al comma 2 ad esclusione di risorse  derivanti  da  finanziamenti europei  o  da  altri  finanziamenti  a  destinazione  vincolata   e’ destinato all’acquisto da parte dell’ente di beni,  strumentazioni  e tecnologie  funzionali  a  progetti  di  innovazione  anche  per   il progressivo uso  di  metodi  e  strumenti  elettronici  specifici  di

modellazione   elettronica   informativa   per   l’edilizia   e    le infrastrutture, di implementazione delle banche dati per il controllo e il miglioramento della capacita’  di  spesa  e  di  efficientamento informatico,  con  particolare   riferimento   alle   metodologie   e strumentazioni elettroniche per i controlli. Una parte delle  risorse puo’ essere utilizzato per l’attivazione  presso  le  amministrazioni aggiudicatrici  di  tirocini  formativi  e  di  orientamento  di  cui all’articolo 18  della  legge  24  giugno  1997,  n.  196  o  per  lo svolgimento di  dottorati  di  ricerca  di  alta  qualificazione  nel settore dei contratti  pubblici  previa  sottoscrizione  di  apposite convenzioni con le Universita’ e gli istituti scolastici superiori.    5. Per i compiti svolti dal personale  di  una  centrale  unica  di committenza nell’espletamento di procedure di acquisizione di lavori, servizi  e  forniture  per  conto  di   altri   enti,   puo’   essere riconosciuta, su richiesta della centrale unica di  committenza,  una quota parte, non superiore ad un quarto, dell’incentivo previsto  dal comma 2.

TITOLO VI REGIMI PARTICOLARI DI APPALTO CAPO I APPALTI NEI SETTORI SPECIALI SEZIONE I DISPOSIZIONI APPLICABILI E AMBITO

Art.114                   (Norme applicabili e ambito soggettivo)      1. Ai contratti pubblici di cui al presente Capo  si  applicano  le norme che seguono e, in quanto compatibili, le  disposizioni  di  cui agli articoli da 1 a 58, ad esclusione  delle  disposizioni  relative alle  concessioni.  L’articolo  49   si   applica   con   riferimento agliallegati3,  4  e  5  e  alle  note  generali   dell’Appendice   1 dell’Unione europea della AAP e agli altri accordi  internazionali  a cui l’Unione europea e’ vincolata.    2. Le disposizioni di cui al presente Capo si applicano,  altresi’, agli enti aggiudicatori che  sono  amministrazioni  aggiudicatrici  o imprese pubbliche che svolgono una  delle  attivita’  previste  dagli articoli da 115 a 121; si applicano altresi’ ai tutti i soggetti  che pur non essendo amministrazioni aggiudicatrici o  imprese  pubbliche, annoverano tra le loro attivita’ una  o  piu’  attivita’  tra  quelle previste dagli articoli da 115 a 121 ed operano in virtu’ di  diritti speciali o esclusivi.    3. Ai fini del presente articolo, per diritti speciali o  esclusivi si intendono i diritti concessi  dallo  Stato  o  dagli  enti  locali mediante disposizione  legislativa,  regolamentare  o  amministrativa avente l’effetto di riservare a uno o  piu’  enti  l’esercizio  delle attivita’ previste  dagli  articoli  da  115  a  121  e  di  incidere sostanzialmente sulla capacita’ di  altri  enti  di  esercitare  tale attivita’.    4. Non costituiscono diritti speciali o  esclusivi,  ai  sensi  del comma 3, i diritti concessi in virtu’ di una  procedura  ad  evidenza pubblica basata  su  criteri  oggettivi.  A  tali  fini,  oltre  alle procedura di cui al presente codice, costituiscono  procedure  idonee ad escludere la sussistenza di diritti speciali o esclusivi tutte  le procedure di cui  all’allegato  II  della  direttiva  2014/25/UE  del Parlamento  e  del  Consiglio  in  grado  di  garantire   un’adeguata trasparenza.    5. Qualora la Commissione europea ne  faccia  richiesta,  gli  enti

aggiudicatori  notificano  le  seguenti  informazioni  relative  alle deroghe di cui all’articolo 6 in materia di joint venture:    a) i nomi delle imprese o delle joint venture interessate;    b) la natura e il valore degli appalti considerati;    c) gli  ulteriori  elementi  che  la  Commissione  europea  ritenga necessari per provare che le relazioni  tra  l’ente  aggiudicatore  e l’impresa o  la  jointventure,  cui  gli  appalti  sono  aggiudicati, rispondono alle condizioni previste dal regime di deroga.    6. Per i servizi di ricerca e sviluppo  trova  applicazione  quanto previsto dall’articolo 159;    7. Ai fini degli articoli 115, 116 e 117 il termine «alimentazione» comprende la generazione, produzione nonche’ la vendita  all’ingrosso e al dettaglio.  Tuttavia,  la  produzione  di  gas  sotto  forma  di estrazione rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 121.    8. All’esecuzione dei contratti di appalto nei settori speciali  si applicano le norme di cui agli articoli 100, 105, 106 e 108.                                    Art. 115                            (Gas ed energia termica )      1.Per quanto riguarda il gas e l’energia termica, il presente  capo si applica alle seguenti attivita’:    a)la messa a disposizione o la gestione  di  reti  fisse  destinate alla fornitura di un servizio  al  pubblico  in  connessione  con  la produzione, il trasporto o la  distribuzione  di  gas  o  di  energia termica;    b)l’alimentazione di tali reti con gas o energia termica.    2.L’alimentazione con gas o  energia  termica  di  reti  fisse  che forniscono un servizio al pubblico da parte di un ente  aggiudicatore che non  e’  un’amministrazione  aggiudicatrice  non  e’  considerata un’attivita’ di cui al  comma  1,  se  ricorrono  tutte  le  seguenti condizioni:    a)la produzione di gas o di energia termica da parte di  tale  ente aggiudicatore   e’   l’inevitabile   risultato   dell’esercizio    di un’attivita’ non prevista dal comma 1 del presente articolo  o  dagli articoli da 116 a 118;    b)l’alimentazione  della  rete  pubblica  mira  solo  a   sfruttare economicamente tale produzione e corrisponde al  massimo  al  20  per cento del fatturato dell’ente aggiudicatore,  considerando  la  media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.                                    Art. 116                                 (Elettricita’)      1.Per quanto riguarda l’elettricita’, il presente capo  si  applica alle seguenti attivita’:    a)la messa a disposizione o la gestione  di  reti  fisse  destinate alla fornitura di un servizio  al  pubblico  in  connessione  con  la produzione, il trasporto o la distribuzione di elettricita’;    b)l’alimentazione di tali reti con l’elettricita’.    2.L’alimentazione con elettricita’ di reti fisse che forniscono  un servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore che non e’  un un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata un’attivita’  di cui al comma 1, se ricorrono le seguenti condizioni:    a)la produzione di elettricita’ da parte di tale ente aggiudicatore avviene  perche’  il  suo  consumo  e’  necessario  all’esercizio  di un’attivita’ non prevista dal comma 1 del presente articolo  o  dagli

articoli 115, 117 e 118;    b) l’alimentazione della rete pubblica  dipende  solo  dal  consumo proprio di tale ente aggiudicatore e non supera il 30 per cento della produzione totale di energia di  tale  ente,  considerando  la  media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.                                    Art. 117                                     (Acqua)      1.Ferme restando le esclusioni specifiche relative alle concessioni previste all’articolo 12, per quanto riguarda  l’acqua,  il  presente capo si applica alle seguenti attivita’:    a)la messa a disposizione o la gestione  di  reti  fisse  destinate alla fornitura di un servizio  al  pubblico  in  connessione  con  la produzione, il trasporto o la distribuzione di acqua potabile;    b)l’alimentazione di tali reti con acqua potabile.    2.Il presente capo si applica anche agli appalti o ai  concorsi  di progettazione attribuiti od organizzati dagli enti aggiudicatori  che esercitano un’attivita’ di cui al comma 1 e che riguardino una  delle seguenti attivita’:    a)progetti di ingegneria idraulica, irrigazione o drenaggio, in cui il volume d’acqua  destinato  all’alimentazione  con  acqua  potabile rappresenti piu’ del 20 per cento  del  volume  totale  d’acqua  reso disponibile  da  tali  progetti  o  impianti  di  irrigazione  o   di drenaggio;    b)smaltimento o trattamento delle acque reflue.    3.L’alimentazione con acqua potabile di reti fisse  che  forniscono un servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore che non  e’ un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata un’attivita’  di cui al comma 1 se ricorrono tutte le seguenti condizioni:    a)la  produzione  di  acqua  potabile  da  parte   di   tale   ente aggiudicatore  avviene  perche’  il   suo   consumo   e’   necessario all’esercizio di un’attivita’ non prevista dagli articoli  da  115  a 118;    b)l’alimentazione della rete  pubblica  dipende  solo  dal  consumo proprio di tale ente aggiudicatore e non supera il 30 per cento della produzione totale di acqua potabile di  tale  ente,  considerando  la media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.                                    Art. 118      (Servizi di trasporto)    1. Ferme restando le esclusioni di cui all’articolo  17,  comma  1, lettera i), le disposizioni  del  presente  capo  si  applicano  alle attivita’ relative alla messa a disposizione o alla gestione di  reti destinate a fornire un servizio al pubblico nel campo  del  trasporto ferroviario, tranviario, filoviario, ovvero mediante autobus, sistemi automatici o cavo.    2. Nei servizi di trasporto, si considera che una rete esiste se il servizio viene fornito secondo le  prescrizioni  operative  stabilite dalle competenti autorita’  pubbliche,  quali  quelle  relative  alle tratte da servire, alla capacita’ di  trasporto  disponibile  o  alla frequenza del servizio.                                    Art. 119                               (Porti e aeroporti)

  1. Le norme del presente capo si applicano alle attivita’ relative allo sfruttamento di un’area geografica per la messa  a  disposizione di aeroporti, porti marittimi o  interni  e  di  altri  terminali  di trasporto ai vettori aerei, marittimi e fluviali.                                    Art. 120                                (Servizi postali)      1. Le disposizioni del presente capo si  applicano  alle  attivita’ relative alla prestazione di:    a) servizi postali;    b) altri servizi diversi da quelli postali, a condizione  che  tali servizi siano prestati da un ente che fornisce anche servizi  postali ai sensi del comma 2, lettera b), del  presente  articolo  e  che  le condizioni di cui all’articolo 8 non  siano  soddisfatte  per  quanto riguarda i servizi previsti dal comma 2,  lettera  b),  del  presente articolo.    2. Ai fini del presente codice e fatto salvo  quanto  previsto  dal decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, si intende per:    a) «invio postale»: un invio indirizzato nella forma definitiva  al momento in cui viene preso in  consegna,  indipendentemente  dal  suo peso. Oltre  agli  invii  di  corrispondenza,  si  tratta  di  libri, cataloghi, giornali, periodici e pacchi postali contenenti merci  con o senza valore commerciale, indipendentemente dal loro peso;    b) «servizi postali»: servizi consistenti in raccolta, smistamento, trasporto e distribuzione di invii postali. Includono sia  i  servizi che rientrano nell’ambito di  applicazione  del  servizio  universale istituito ai sensi della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo  e del Consiglio, sia quelli che ne sono esclusi;    c) «altri servizi diversi dai servizi postali»: servizi forniti nei seguenti ambiti:    1) servizi di gestione di servizi postali, ossia servizi precedenti l’invio  e  servizi  successivi  all’invio,  compresi  i  servizi  di smistamento della posta;    2) servizi di spedizione diversi da quelli di cui alla  lettera  a) quali la spedizione di invii pubblicitari, privi di indirizzo.                                    Art. 121      (Estrazione di gas e prospezione o estrazione di carbone o  di  altri                         combustibili solidi)      1. Le disposizioni del presente capo si  applicano  alle  attivita’ relative allo sfruttamento di un’area geografica, ai seguenti fini:    a) estrazione di gas o di petrolio;    b) prospezione o estrazione di  carbone  o  di  altri  combustibili solidi.    2. Rimangono escluse le attivita’  relative  allo  sfruttamento  di un’area  geografica,  ai  fini  di  prospezione  di  petrolio  e  gas naturale, nonche’ di produzione  di  petrolio,  in  quanto  attivita’ direttamente  esposte  alla  concorrenza   su   mercati   liberamente accessibili

SEZIONE II PROCEDURE DI SCELTA DEL CONTRAENTE

Art. 122                               (Norme applicabili)      1. Con riferimento alle procedure di  scelta  del  contraente,  gli enti  aggiudicatori  nei  settori  speciali  applicano,  per   quanto compatibili con le norme di cui alla  presente  Sezione,  i  seguenti articoli della Parte II, Titolo III, Capi II e III: 60, salvo che  la disposizione  sull’avviso  di  preinformazione  si  intende  riferita all’avviso periodico indicativo; 61, commi 1 e 2, con la precisazione che il termine di 30 giorni ivi previsto puo’ essere ridotto  fino  a quindici giorni, nonche’ commi 3 e 5; 64 con la precisazione  che  il termine  di  trenta  giorni  per  la  ricezione  delle   domande   di partecipazione di cui al comma 3, puo’ essere ridotto fino a quindici giorni, qualora sia stato pubblicato un avviso periodico indicativo e sia stato trasmesso un invito a confermare interesse; 65; 66; 67; 68; 69, 73 e 74. Si  applicano  altresi’  le  disposizioni  di  cui  agli articoli da 123 a 132.                                    Art. 123                            (Scelta delle procedure)      1. Nell’aggiudicazione di appalti di  forniture,  di  lavori  o  di servizi, gli enti aggiudicatori utilizzano procedure  di  affidamento aperte, ristrette o negoziate  precedute  da  indizione  di  gara  in conformita’ alle disposizioni di cui alla presente sezione. Gli  enti aggiudicatori possono altresi’ ricorrere  a  dialoghi  competitivi  e partenariati per l’innovazione in conformita’  alle  disposizioni  di cui alla presente sezione.    2. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 122, le  procedure  di affidamento  di  cui  al  presente  Titolo,  sono   precedute   dalla pubblicazione di un avviso di indizione di gara con  le  modalita’  e nel rispetto dei termini stabiliti dal presente codice.    3. La gara puo’ essere indetta con una delle seguenti modalita’:    a) un avviso periodico indicativo a norma dell’articolo 127  se  il contratto e’ aggiudicato mediante procedura ristretta o negoziata;    b) un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione a norma dell’articolo 134 se il contratto e’ aggiudicato  mediante  procedura ristretta  o  negoziata  o  tramite  un  dialogo  competitivo  o   un partenariato per l’innovazione;    c) mediante un bando di gara a norma dell’articolo 129.    4. Nel caso di cui al comma 3, lettera a), gli operatori  economici che  hanno  manifestato  interesse  in  seguito  alla   pubblicazione dell’avviso periodico  indicativo  sono  successivamente  invitati  a confermare  il  proprio   interesse   per   iscritto,   conformemente all’articolo 131.    5.  Gli  enti  aggiudicatori  possono  ricorrere  a  una  procedura negoziata senza previa indizione di gara,  di  cui  all’articolo  63, esclusivamente nei casi e nelle  circostanze  espressamente  previsti all’articolo 125.      Art.124             ( Procedura negoziata con previa indizione di gara)      1.  Nelle  procedure  negoziate  con  previa  indizione  di   gara, qualsiasi  operatore  economico  puo’  presentare  una   domanda   di partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara, fornendo

le informazioni richieste dall’ente aggiudicatore  per  la  selezione qualitativa.    2.  Il  termine  minimo  per  la   ricezione   delle   domande   di partecipazione e’ fissato, in linea di massima, in non meno di trenta giorni dalla data di trasmissione del bando di gara o, se come  mezzo di indizione di gara e’ usato un avviso periodico  indicativo,  dalla data dell’invito a confermare  interesse  e  non  e’  in  alcun  caso inferiore a quindici giorni.    3.   Soltanto   gli   operatori   economici   invitati    dall’ente aggiudicatore in seguito alla valutazione delle informazioni  fornite possono partecipare alle negoziazioni. Gli enti aggiudicatori possono limitare il numero di candidati idonei da invitare a partecipare alla procedura secondo quanto previsto dall’articolo 91.    4. Il termine per la ricezione delle offerte  puo’  essere  fissato d’accordo tra l’ente aggiudicatore e i candidati selezionati, purche’ questi ultimi dispongano  di  un  termine  identico  per  redigere  e presentare le loro offerte. In assenza di un accordo sul termine  per la ricezione delle offerte, il termine non puo’  essere  inferiore  a dieci giorni dalla data di invio dell’invito a presentare offerte.                                    Art. 125         (Uso della procedura negoziata senza previa indizione di gara)      1.  Gli  enti  aggiudicatori  possono  ricorrere  a  una  procedura negoziata senza previa indizione di gara nei seguenti casi:    a) quando, in risposta a una  procedura  con  previa  indizione  di gara, non sia pervenuta alcuna offerta o alcuna offerta  appropriata, ne’  alcuna  domanda  di   partecipazione   o   alcuna   domanda   di partecipazione   appropriata,   purche’   le   condizioni    iniziali dell’appalto non siano sostanzialmente modificate. Un’offerta non  e’ ritenuta appropriata se non presenta alcuna pertinenza con  l’appalto ed e’ quindi manifestamente inadeguata, salvo modifiche  sostanziali, a rispondere alle esigenze dell’ente  aggiudicatore  e  ai  requisiti specificati nei documenti di gara. Una domanda di partecipazione  non e’ ritenuta appropriata se l’operatore economico interessato  deve  o puo’ essere escluso o non soddisfa i criteri di  selezione  stabiliti dall’ente aggiudicatore a norma degli articoli 80, 135, 136;    b) quando un appalto e’ destinato  solo  a  scopi  di  ricerca,  di sperimentazione, di studio o di sviluppo e non per rendere redditizie o recuperare spese di ricerca e di sviluppo, purche’ l’aggiudicazione dell’appalto  non  pregiudichi  l’indizione  di  gare   per   appalti successivi che perseguano, segnatamente, questi scopi;    c) quando i lavori, servizi  e  forniture  possono  essere  forniti unicamente da  un  determinato  operatore  economico  per  una  delle seguenti ragioni:    i.    ii.  1)  lo  scopo  dell’appalto   consiste   nella   creazione   o nell’acquisizione  di  un’opera  d’arte  odi   una   rappresentazione artistica unica;    iii.    iv. 2) la concorrenza e’ assente per motivi tecnici. L’eccezione di cui al presente punto si applica solo quando non esistono sostituti o alternative  ragionevoli  e  l’assenza  di  concorrenza  non  e’   il risultato di una limitazione artificiale dei parametri dell’appalto;    v.    vi. 3) tutela di diritti esclusivi, inclusi i diritti di proprieta’ intellettuale. L’eccezione di cui al presente punto si  applica  solo quando non esistono sostituti o alternative ragionevoli  e  l’assenza di concorrenza non e’ il risultato di una limitazione artificiale dei parametri dell’appalto.

  1. d) nella misura strettamente necessaria  quando,  per  ragioni  di estrema  urgenza  derivanti  da  eventi  imprevisti  e  imprevedibili dall’ente aggiudicatore, ivi compresi comunque i casi di  bonifica  e messa in sicurezza di siti contaminati ai sensi della  Parte  quarta, Titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e di pericolo concreto e attuale di danni irreparabili a beni culturali, i  termini stabiliti per le procedure aperte, per le procedure ristrette  o  per le procedure negoziate precedute da indizione  di  gara  non  possono essere rispettati. Le circostanze invocate per giustificare l’estrema urgenza  non  devono  essere  in  alcun  caso   imputabili   all’ente aggiudicatore;    e) nel caso di appalti  di  forniture  per  consegne  complementari effettuate dal fornitore originario e destinate al  rinnovo  parziale di forniture o di impianti o all’ampliamento di forniture o  impianti esistenti, qualora il  cambiamento  di  fornitore  obbligasse  l’ente aggiudicatore ad acquistare forniture  con  caratteristiche  tecniche differenti, il cui impiego  o  la  cui  manutenzione  comporterebbero incompatibilita’ o difficolta’ tecniche sproporzionate;    f) per nuovi lavori o  servizi  consistenti  nella  ripetizione  di lavori o servizi analoghi assegnati  all’imprenditore  al  quale  gli stessi enti aggiudicatori hanno assegnato un  appalto  precedente,  a condizione che tali lavori o servizi siano conformi a un  progetto  a base di gara e che tale  progetto  sia  stato  oggetto  di  un  primo appalto aggiudicato secondo una procedura di cui all’articolo 123. Il progetto di base indica  l’entita’  di  eventuali  lavori  o  servizi complementari e le condizioni alle quali essi  verranno  La possibilita’ di ricorrere a tale procedura  e’  indicata  gia’  al momento dell’indizione della gara per il primo progetto  e  gli  enti aggiudicatori, quando applicano l’articolo 35 tengono conto del costo complessivo stimato per i lavori o i servizi successivi;    g) per forniture quotate e acquistate  sul  mercato  delle  materie prime;    h)  per  gli  acquisti  d’opportunita’,  quando  e’  possibile,  in presenza di un’occasione  particolarmente  vantaggiosa  ma  di  breve durata, acquistare forniture il cui prezzo e’ sensibilmente inferiore ai prezzi normalmente praticati sul mercato:    1)  per  l’acquisto   di   forniture   o   servizi   a   condizioni particolarmente   vantaggiose   presso   un   fornitore   che   cessi definitivamente l’attivita’ commerciale o presso  il  liquidatore  in caso di procedura di insolvenza, di un accordo con i creditori  o  di procedure analoghe;    2)  quando  l’appalto  di  servizi  consegue  a  un   concorso   di progettazione organizzato secondo le disposizioni del presente codice ed e’  destinato,  in  base  alle  norme  previste  nel  concorso  di progettazione,  a  essere  aggiudicato  al  vincitore  o  a  uno  dei vincitori di tale concorso;  in  tal  caso,  tutti  i  vincitori  del concorso  di  progettazione  sono   invitati   a   partecipare   alle negoziazioni.                                    Art. 126                    (Comunicazione delle specifiche tecniche)      1.  Su  richiesta  degli  operatori  economici   interessati   alla concessione  di  un  appalto,  gli  enti  aggiudicatori   mettono   a disposizione le specifiche tecniche regolarmente  previste  nei  loro appalti di forniture,  di  lavori  o  di  servizi,  o  le  specifiche tecniche alle quali intendono riferirsi per gli  appalti  oggetto  di avvisi periodici indicativi. Tali specifiche  sono  rese  disponibili per via elettronica in maniera gratuita, illimitata e diretta.    2. Le specifiche tecniche sono trasmesse per via diversa da  quella

elettronica qualora  non  sia  possibile  offrire  accesso  gratuito, illimitato e diretto per via elettronica a determinati  documenti  di gara per uno dei motivi di cui all’articolo 52, commi 1, 2 e  3  ,  o qualora gli enti aggiudicatori abbiano imposto requisiti per tutelare la  riservatezza  delle  informazioni  che   trasmettono   ai   sensi dell’articolo 53, comma 7.    3.Quando le specifiche tecniche sono basate su documenti  ai  quali gli  operatori  economici   interessati   hanno   accesso   gratuito, illimitato e diretto, per via elettronica, si  considera  sufficiente l’indicazione del riferimento a tali documenti.    4. Per il tramite della Cabina di regia sono messe  a  disposizione degli altri Stati membri, su richiesta, le informazioni relative alle prove e ai documenti presentati conformemente agli articoli 68, comma 8, 69 e 82, commi 1 e 2.                                    Art. 127                   (Pubblicita’ e avviso periodico indicativo)      1. Alla pubblicita’  degli  atti  delle  procedure  di  scelta  del contraente dei settori speciali si applicano le disposizioni  di  cui agli articoli 73 e 74 e quelle degli articoli di  cui  alla  presente sezione.    2. Gli enti aggiudicatori  possono  rendere  nota  l’intenzione  di programmare  appalti  pubblicando  un  avviso  periodico   indicativo possibilmente entro il 31 dicembre di  ogni  anno  Tali  avvisi,  che contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, parte II, sezione A sono pubblicati dall’ente  aggiudicatore  sul  proprio  profilo  di committente. Per gli appalti di importo pari o superiore alla  soglia di cui all’articolo 35, gli avvisi sono pubblicati anche dall’Ufficio delle  pubblicazioni  dell’Unione  europea.  A  tal  fine  gli   enti aggiudicatori inviano  all’Ufficio  delle  pubblicazioni  dell’Unione europea una comunicazione che annuncia la  pubblicazione  dell’avviso periodico indicativo sul loro profilo di committente,  come  indicato nell’allegato V,  punto  2,  lettere  b),  e  punto  3.  Tali  avvisi contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, parte II, sezione C.    3. Quando una gara e’ indetta per  mezzo  di  un  avviso  periodico indicativo per procedure ristrette e procedure negoziate precedute da indizione di gara, l’avviso soddisfa tutte le seguenti condizioni:    a) si riferisce specificatamente alle forniture,  ai  lavori  o  ai servizi che saranno oggetto dell’appalto da aggiudicare;    b) indica che l’appalto sara’ aggiudicato  mediante  una  procedura ristretta o negoziata senza ulteriore pubblicazione di un  avviso  di indizione di gara e invita  gli  operatori  economici  interessati  a manifestare il proprio interesse;    c) contiene, oltre alle informazioni di cui all’allegato XIV, parte II, sezione A, le informazioni di cui  all’allegato  XIV,  parte  II, sezione B;    d) e’ stato inviato alla pubblicazione tra  trentacinque  giorni  e dodici mesi prima  della  data  di  invio  dell’invito  a  confermare interesse.    4. Gli avvisi di cui al  comma  2  possono  essere  pubblicati  sul profilo di committente quale pubblicazione  supplementare  a  livello nazionale. Il periodo coperto  dall’avviso  puo’  durare  al  massimo dodici  mesi  dalla  data  di   trasmissione   dell’avviso   per   la pubblicazione. Tuttavia, nel caso di  appalti  pubblici  per  servizi sociali e altri servizi specifici di cui all’allegato IX, l’avviso di cui all’articolo 142, comma 1, lettera b)puo’ coprire un  periodo  di due anni.

Art.128           (Avvisi sull’esistenza di un sistema di qualificazione)      1. Gli enti aggiudicatori possono istituire e  gestire  un  proprio sistema di qualificazione degli operatori economici . Tale sistema va reso pubblico con un  avviso  di  cui  all’allegato  XIV,  parte  II, lettera H, indicando le finalita’ del sistema di qualificazione e  le modalita’ per conoscere le norme relative al suo funzionamento.    2.Se viene indetta una gara con  un  avviso  sull’esistenza  di  un sistema di qualificazione, gli offerenti, in una procedura ristretta, o i partecipanti, in una procedura negoziata, sono selezionati tra  i candidati qualificati con tale sistema.    3. Gli enti aggiudicatori indicano nell’avviso  sull’esistenza  del sistema il periodo di validita’ del sistema  di  qualificazione.  Per gli  appalti  di  importo  pari  o  superiore  alle  soglie  di   cui all’articolo  35,  essi  informano  l’Ufficio   delle   pubblicazioni dell’Unione europea di  qualsiasi  cambiamento  di  tale  periodo  di efficacia utilizzando i seguenti modelli di formulari:    a) se il periodo di efficacia viene modificato senza porre fine  al sistema,  il  modello  utilizzato   inizialmente   per   gli   avvisi sull’esistenza dei sistemi di qualificazione;    b) se viene posto termine al sistema, un avviso  di  aggiudicazione di cui all’articolo 129.      Art.129         (Bandi di gara e avvisi relativi agli appalti aggiudicati)      1. I  bandi  di  gara  possono  essere  utilizzati  come  mezzo  di indizione  di  gara  per  tutte  le  procedure.  Essi  contengono  le informazioni di cui alla parte pertinente dell’allegato XIV, parte II e sono pubblicati conformemente all’articolo 130.    2. Entro trenta giorni dalla conclusione di un contratto  o  di  un accordo  quadro  che  faccia  seguito  alla  relativa  decisione   di aggiudicazione o di conclusione, gli enti  aggiudicatori  inviano  un avviso di aggiudicazione che riporta i risultati della  procedura  di appalto. Tale avviso contiene le  informazioni  di  cui  all’allegato XIV, parte II, lettera G ed e’ pubblicato conformemente  all’articolo 130. Si applicano altresi’ le disposizioni di  cui  all’articolo  98, commi 2, 3, 4 e 5.    3. Nel  caso  di  contratti  per  servizi  di  ricerca  e  sviluppo («servizi R&S»), le informazioni riguardanti la natura e la quantita’ dei servizi possono limitarsi:    a) all’indicazione «servizi R&S» se il contratto e’ stato aggiudicato mediante procedura negoziata senza indizione di gara conformemente all’articolo 125;    b)  a  informazioni  che  siano  almeno  tanto  dettagliate  quanto specificato nell’avviso utilizzato  come  mezzo  di  indizione  della gara.    4. Le informazioni fornite ai sensi dell’allegato  XIV,  parte  II, lettera G e non destinate alla pubblicazione sono pubblicate solo  in forma semplificata e per motivi statistici.                                    Art. 130        (Redazione e modalita’ di pubblicazione dei bandi e degli avvisi)      1. I bandi e  gli  avvisi  di  cui  agli  articoli  da  127  a  129 contenenti le informazioni  indicate  nell’allegato  XIV,  parte  II, lettere A, B, D, G e  H  e  nel  formato  di  modelli  di  formulari, compresi  modelli  di  formulari  per  le  rettifiche  sono   redatti

conformemente  a  quelli  redatti  dalla  Commissione   e   trasmessi all’Ufficio  delle  pubblicazioni   dell’Unione   europea   per   via elettronica e pubblicati conformemente all’allegato V.    2. Gli avvisi e i bandi redatti e trasmessi con le modalita’ di cui al  comma  1  sono  pubblicati  entro  cinque   giorni   dalla   loro trasmissione, salve le disposizioni sulla loro pubblicazione da parte dell’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea.    3. I bandi e gli avvisi sono pubblicati per  esteso  in  una  delle lingue ufficiali della Comunita’ scelta dalle stazioni appaltanti; il testo pubblicato in tale lingua originale e’ l’unico facente fede. Le stazioni appaltanti italiane scelgono la lingua italiana, fatte salve le norme vigenti nella Provincia autonoma di Bolzano  in  materia  di bilinguismo. Una sintesi degli elementi importanti di ciascun  bando, indicati dalle stazioni  appaltanti  nel  rispetto  dei  principi  di trasparenza e non discriminazione, e’ pubblicata nelle  altre  lingue ufficiali.    4. L’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea garantisce che il testo integrale e la sintesi degli avvisi periodici indicativi  di cui  all’articolo  127,  degli  avvisi  di  indizione  di  gara   che istituiscono un sistema dinamico di acquisizione di cui  all’articolo 55,  nonche’  degli  avvisi   sull’esistenza   di   un   sistema   di qualificazione  usati  come  mezzo  di  indizione  di  gara  di   cui all’articolo 125, continuino a essere pubblicati:    a) nel caso di avvisi periodici indicativi: per dodici mesi o  fino al ricevimento di un avviso di  aggiudicazione  di  cui  all’articolo 129, che indichi che nei dodici mesi coperti dall’avviso di indizione di gara non sara’ aggiudicato nessun  altro  appalto.  Tuttavia,  nel caso di appalti per servizi sociali e altri servizi specifici di  cui all’allegato IX, l’avviso periodico indicativo  di  cui  all’articolo 127, continua a essere pubblicato fino alla scadenza del  periodo  di validita’ indicato inizialmente o fino alla ricezione di un avviso di aggiudicazione come previsto  all’articolo  129,  indicante  che  non saranno   aggiudicati   ulteriori   appalti   nel   periodo   coperto dall’indizione di gara;    b) nel caso di avvisi di indizione  di  gara  che  istituiscono  un sistema dinamico di acquisizione: per il  periodo  di  validita’  del sistema dinamico di acquisizione;    c)  nel  caso  di  avvisi   sull’esistenza   di   un   sistema   di qualificazione: per il periodo di validita’.    5. La conferma della ricezione dell’avviso  e  della  pubblicazione dell’informazione  trasmessa,   con   menzione   della   data   della pubblicazione rilasciata agli enti aggiudicatori  dall’Ufficio  delle pubblicazioni   dell’Unione   europea   vale   come    prova    della pubblicazione.    6. Gli enti aggiudicatori possono  pubblicare  avvisi  relativi  ad appalti pubblici che non sono soggetti all’obbligo  di  pubblicazione previsto dal presente decreto, a condizione che essi siano  trasmessi all’Ufficio  delle  pubblicazioni   dell’Unione   europea   per   via elettronica  secondo  il  formato  e  le  modalita’  di  trasmissione precisate nell’allegato V.    7. Per la pubblicazione a livello nazionale si  applica  l’articolo 73.      Art.131                            (Inviti ai candidati)      1.  Nelle  procedure  ristrette,  nei  dialoghi  competitivi,   nei partenariati per l’innovazione, nelle procedure negoziate con  previa indizione di gara, e nella procedura negoziata senza previa indizione di  gara  gli  enti  aggiudicatori  invitano  simultaneamente  e  per iscritto i candidati selezionati a presentare le rispettive  offerte, a partecipare al dialogo o a negoziare. Con le stesse  modalita’  gli

enti aggiudicatori invitano, nel caso di indizione di gara tramite un avviso periodico indicativo, gli operatori economici che  gia’  hanno espresso interesse a confermare nuovamente interesse.    2.  Nelle  procedure  ristrette,  nel  dialogo   competitivo,   nei partenariati per l’innovazione  e  nelle  procedure  competitive  con negoziazione, gli inviti menzionano l’indirizzo elettronico al  quale sono stati  resi  direttamente  disponibili  per  via  elettronica  i documenti  di   gara   e   comprendono   le   informazioni   indicate nell’allegato XV, parte II. Se tali documenti non sono stati  oggetto di accesso gratuito, illimitato e diretto, di cui all’articolo  74  e non sono stati resi disponibili con  altri  mezzi,  gli  inviti  sono corredati dei documenti di gara, in formato digitale  ovvero,  quando cio’ non sia possibile, in formato cartaceo .    3. Nelle procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara, gli operatori economici selezionati vengono invitati a mezzo di posta elettronica certificata  o  strumento  analogo  negli  altri Stati membri ovvero, quando cio’ non sia possibile, con lettera.  Gli inviti  contengono  gli   elementi   essenziali   della   prestazione richiesta.      Art.132    (Informazioni a coloro  che  hanno  chiesto  una  qualificazione,  ai                      candidati e agli offerenti)      1. Per quanto riguarda le informazioni a coloro che  hanno  chiesto una qualificazione, ai candidati e agli offerenti,  si  applicano  le disposizioni di cui all’articolo 76 e ai seguenti commi    2. Gli enti aggiudicatori che istituiscono o gestiscono un  sistema di qualificazione informano i richiedenti della loro decisione  sulla qualificazione entro sei mesi dalla presentazione della  domanda.  Se la decisione sulla qualificazione  richiede  piu’  di  quattro  mesi, entro  due   mesi   dalla   presentazione   della   domanda,   l’ente aggiudicatore comunica al richiedente le ragioni  della  proroga  del termine e indica la data entro cui interverra’ la decisione.    3. I richiedenti la cui qualificazione e’ respinta  sono  informati della decisione e delle relative motivazioni  entro  quindici  giorni dalla data della decisione di diniego. Le motivazioni si fondano  sui criteri di qualificazione di cui all’articolo 134 e 136.    4. Gli enti aggiudicatori che istituiscono e gestiscono un  sistema di qualificazione  possono  porre  fine  alla  qualificazione  di  un operatore  economico  solo  per  ragioni  fondate  sui   criteri   di qualificazione di cui all’articolo 134 e 136. L’intenzione  di  porre fine alla qualificazione e’ preventivamente notificata  per  iscritto all’operatore economico, almeno  quindici  giorni  prima  della  data prevista per porre fine alla qualificazione,  con  indicazione  della ragione o delle ragioni che giustificano l’azione proposta.

SEZIONE III SELEZIONE DEI PARTECIPANTI E DELLE OFFERTE E RELAZIONI UNICHE

Art. 133              (Principi generali per la selezione dei partecipanti)      1.Per la selezione dei partecipanti e delle offerte nelle procedure di scelta del contraente  nei  settori  speciali  si  applicano,  per quanto compatibili con le norme di  cui  alla  presente  sezione,  le disposizioni di cui ai seguenti articoli: 74, 77, 78,79, 80, 81,  82,

83; 84,85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 95, 96 e 97.    2. Ai fini della  selezione  dei  partecipanti  alle  procedure  di aggiudicazione, si applicano tutte le seguenti regole:    a) gli enti aggiudicatori che hanno stabilito norme  e  criteri  di esclusione degli offerenti o dei candidati ai sensi dell’articolo 135 o dell’articolo 136, escludono gli operatori economici individuati in base a dette norme e che soddisfano tali criteri;    b) essi selezionano gli offerenti e i candidati secondo le norme  e i criteri oggettivi stabiliti in base agli articoli 135 e 136 ;    c)  nelle  procedure  ristrette,  nelle  procedure  negoziate   con indizione di gara, nei dialoghi competitivi e  nei  partenariati  per l’innovazione,  essi  riducono,  se  del   caso   e   applicando   le disposizioni dell’articolo 135il numero dei candidati selezionati  in conformita’ delle lettere a) e b).    3. Quando viene indetta una gara con un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione e al fine  di  selezionare  i  partecipanti alle procedure di  aggiudicazione  degli  appalti  specifici  oggetto della gara, gli enti aggiudicatori:    a) qualificano gli operatori economici  conformemente  all’articolo 134;    b) applicano a tali operatori economici qualificati le disposizioni del comma 1 che sono pertinenti in  caso  di  procedure  ristrette  o negoziate,  di  dialoghi  competitivi  oppure  di  partenariati   per l’innovazione.    4. Quando selezionano i partecipanti a una  procedura  ristretta  o negoziata, a  un  dialogo  competitivo  o  per  un  partenariato  per l’innovazione,  quando  decidono  sulla   qualificazione   o   quando aggiornano i criteri e le norme, gli enti aggiudicatori:    a) non impongono condizioni amministrative, tecniche o  finanziarie a taluni operatori economici senza imporle ad altri;    b)  non  esigono  prove  o  giustificativi  gia’   presenti   nella documentazione valida gia’ disponibile.    5.  Al  fine  di  acquisire  informazioni  e  documentazioni  dagli operatori economici candidati, gli enti aggiudicatori  utilizzano  la banca   dati   di   cui    all’articolo    81,    ovvero    accettano autocertificazioni e richiedono le integrazioni con le  modalita’  di cui all’articolo 85, comma5.    6. Gli enti aggiudicatori verificano la conformita’  delle  offerte presentate  dagli  offerenti  cosi’  selezionati  alle  norme  e   ai requisiti applicabili alle stesse e aggiudicano l’appalto  secondo  i criteri di cui agli articoli 95 e 97.    7. Gli enti aggiudicatori possono decidere di  non  aggiudicare  un appalto all’offerente  che  presenta  l’offerta  migliore,  se  hanno accertato che l’offerta non soddisfa gli obblighi applicabili di  cui all’articolo 30.    8. Nelle procedure aperte, gli enti aggiudicatori possono  decidere che le offerte saranno esaminate prima della verifica  dell’idoneita’ degli  offerenti.  Se  si  avvalgono   di   tale   possibilita’,   le amministrazioni   aggiudicatrici   garantiscono   che   la   verifica dell’assenza di motivi di esclusione e del rispetto  dei  criteri  di selezione sia effettuata in maniera imparziale e trasparente, in modo che nessun appalto sia aggiudicato a un offerente che avrebbe  dovuto essere escluso a norma dell’articolo 80 o che non soddisfa i  criteri di selezione stabiliti dall’amministrazione aggiudicatrice.      Art.134                         (Sistemi di qualificazione)      1. Gli enti aggiudicatori possono istituire e gestire un sistema di qualificazione degli  operatori  economici.  In  tal  caso  gli  enti provvedono affinche’ gli  operatori  economici  possano  chiedere  in qualsiasi momento di essere qualificati.

  1. Il sistema di cui al comma 1 puo’  comprendere  vari  stadi  di qualificazione. Gli enti aggiudicatori stabiliscono norme  e  criteri oggettivi per l’esclusione e la selezione degli  operatori  economici che  richiedono  di  essere  qualificati,  nonche’  norme  e  criteri oggettivi  per  il  funzionamento  del  sistema  di   qualificazione, disciplinando le modalita’  di  iscrizione  al  sistema,  l’eventuale aggiornamento periodico delle qualifiche e  la  durata  del  sistema. Quando tali  criteri  e  norme  comportano  specifiche  tecniche,  si applicano gli articoli68, 69 e  82.  Tali  criteri  e  norme  possono all’occorrenza essere aggiornati.    3. I criteri e le norme di cui al comma 2 sono resi disponibili,  a richiesta, e comunicati agli operatori economici interessati. Un ente aggiudicatore puo’ utilizzare il sistema di qualificazione  istituito da un altro ente aggiudicatore o di altro  organismo  terzo,  dandone idonea comunicazione agli operatori economici interessati.    4. Gli enti aggiudicatori istituiscono e aggiornano un elenco degli operatori economici, che puo’ essere diviso in categorie in  base  al tipo di appalti per i quali la qualificazione e’ valida.    5. I criteri e le norme di cui al comma 3 includono  i  criteri  di esclusione di cui all’articolo 136.    6.  In  caso  di  istituzione  e  gestione   di   un   sistema   di qualificazione di cui al comma 1, gli enti aggiudicatori osservano:    a) l’articolo 128, quanto all’avviso sull’esistenza di  un  sistema di qualificazione;    b) l’articolo 132, quanto alle  informazioni  a  coloro  che  hanno chiesto una qualificazione.    7. L’ente aggiudicatore che istituisce e  gestisce  il  sistema  di qualificazione  stabilisce  i   documenti,   i   certificati   e   le dichiarazioni  sostitutive  che  devono  corredare  la   domanda   di iscrizione,  e  non  puo’  chiedere  certificati  o   documenti   che riproducono documenti  validi  gia’  nella  disponibilita’  dell’ente aggiudicatore.  I  documenti,  i  certificati  e   le   dichiarazioni sostitutive, se redatti in una  lingua  diversa  dall’italiano,  sono accompagnati  da  una  traduzione  in  lingua  italiana   certificata conforme al testo originale dalle autorita’ diplomatiche o  consolari italiane del Paese in cui sono stati redatti, oppure da un traduttore ufficiale.    8. Quando viene indetta una gara con un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione, i contratti specifici  per  i  lavori,  le forniture o i servizi contemplati dal sistema di qualificazione  sono aggiudicati con procedure  ristrette  o  procedure  negoziate,  nelle quali tutti gli  offerenti  ed  i  partecipanti  sono  scelti  tra  i candidati gia’ qualificati con tale sistema.    9.  Tutte  le  spese  fatturate  in  relazione  alle   domande   di qualificazione  o  all’aggiornamento  o  alla  conservazione  di  una qualificazione gia’ ottenuta in base al sistema sono proporzionali ai costi generati.                                    Art. 135                (Criteri di selezione qualitativa e avvalimento)      1.  Gli  enti  aggiudicatori  possono  stabilire  norme  e  criteri oggettivi per l’esclusione e  la  selezione  degli  offerenti  o  dei candidati. Tali norme  e  criteri  sono  accessibili  agli  operatori economici interessati.    2. Qualora gli enti aggiudicatori si trovino  nella  necessita’  di garantire un equilibrio adeguato tra  le  caratteristiche  specifiche della  procedura  di  appalto  e   i   mezzi   necessari   alla   sua realizzazione, possono, nelle procedure ristrette  o  negoziate,  nei dialoghi  competitivi  oppure  nei  partenariati  per  l’innovazione,

definire norme e criteri oggettivi che rispecchino tale necessita’  e consentano all’ente aggiudicatore di ridurre il numero  di  candidati che saranno invitati a presentare un’offerta. Il numero dei candidati prescelti tiene conto tuttavia dell’esigenza di garantire un’adeguata concorrenza.    3  Quando  il  concorrente  intende  avvalersi  dei  requisiti   di capacita’ economico finanziaria  o  tecnico  professionale  di  altri soggetti, si applica l’articolo 89.                                    Art. 136      ( Applicabilita’ dei motivi di esclusione e dei criteri di  selezione          dei settori ordinari ai sistemi di qualificazione)      1. Le norme e i criteri oggettivi per l’esclusione e  la  selezione degli operatori economici che richiedono di essere qualificati in  un sistema di qualificazione e  le  norme  e  i  criteri  oggettivi  per l’esclusione e la selezione dei candidati  e  degli  offerenti  nelle procedure aperte, ristrette o  negoziate,  nei  dialoghi  competitivi oppure nei partenariati per l’innovazione possono includere i  motivi di esclusione di cui all’articolo 80  alle  condizioni  stabilite  in detto  articolo.  Se  l’ente  aggiudicatore   e’   un’amministrazione aggiudicatrice,  tali  criteri  e  norme  comprendono  i  criteri  di esclusione di cui all’articolo 80 alle condizioni stabilite in  detto articolo.    2. I criteri e le norme di cui al comma  1  possono  comprendere  i criteri di selezione di cui all’articolo 83 alle condizioni stabilite in detto articolo, in particolare per quanto  riguarda  il  massimale relativo ai requisiti sul fatturato annuale, come previsto dal  comma 5 di detto articolo.    3. Per le finalita’ dei commi 1 e 2, si applicano gli articoli  85, 86 e 88.                                    Art. 137             (Offerte contenenti prodotti originari di Paesi terzi)      1. Fatti salvi gli obblighi assunti nei confronti dei Paesi  terzi, il  presente  articolo  si  applica  a  offerte  contenenti  prodotti originari di Paesi terzi con cui l’Unione Europea non ha concluso, in un contesto multilaterale o bilaterale, un accordo che garantisca  un accesso comparabile ed effettivo delle imprese dell’Unione ai mercati di tali paesi terzi.    2. Qualsiasi offerta presentata per l’aggiudicazione di un  appalto di forniture puo’ essere respinta se la parte dei prodotti  originari di Paesi terzi,  ai  sensi  del  regolamento  (UE)  n.  952/2013  del Parlamento europeo e del Consiglio, supera il 50 per cento del valore totale dei prodotti che compongono l’offerta. Ai  fini  del  presente articolo,  i  software  impiegati  negli  impianti  delle   reti   di telecomunicazione sono considerati prodotti.    3. Salvo il disposto del presente comma, terzo periodo,  se  due  o piu’ offerte si equivalgono in base ai criteri di  aggiudicazione  di cui all’articolo 95 , viene preferita l’offerta che non  puo’  essere respinta a norma del comma 2 del presente articolo. Il  valore  delle offerte e’ considerato equivalente, ai fini del presente articolo, se la differenza  di  prezzo  non  supera  il  3  per  cento.  Tuttavia, un’offerta non e’ preferita ad un’altra in virtu’ del presente comma, se  l’ente  aggiudicatore,  accettandola,  e’  tenuto  ad  acquistare materiale  con  caratteristiche  tecniche  diverse  da   quelle   del

materiale  gia’  esistente,  con   conseguente   incompatibilita’   o difficolta’ tecniche di uso o di manutenzione o costi sproporzionati.    4. Ai fini del presente articolo,  per  determinare  la  parte  dei prodotti originari dei Paesi terzi di cui al comma 2, sono esclusi  i Paesi terzi ai quali, con decisione del Consiglio dell’Unione europea ai sensi del comma 1, e’  stato  esteso  il  beneficio  del  presente codice.                                    Art. 138      (Relazioni con Paesi terzi in materia di lavori, servizi e forniture)      1.  La  Cabina  di  regia  di  cui  all’articolo  212  informa,  su segnalazione da parte del Ministero dello sviluppo  economico  o  del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, la Commissione europea di ogni difficolta’ d’ordine generale, di fatto o di  diritto,  incontrata   dalle   imprese   italiane   nell’ottenere l’aggiudicazione di appalti di servizi  in  Paesi  terzi  e  da  esse riferita   con   particolare   riferimento   all’inosservanza   delle disposizioni  internazionali   di   diritto   del   lavoro   elencate nell’allegato X .    2. Sono fatti salvi gli impegni assunti  nei  confronti  dei  Paesi terzi derivanti da  accordi  internazionali  in  materia  di  appalti pubblici, in particolare nel quadro dell’OMC.                                    Art. 139       (Relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti)      1. Gli enti aggiudicatori conservano  le  informazioni  appropriate relative a ogni appalto o accordo quadro  disciplinato  dal  presente codice  e  ogniqualvolta  sia  istituito  un  sistema   dinamico   di acquisizione. Tali informazioni sono sufficienti a  consentire  loro, in una fase successiva, di giustificare le decisioni riguardanti:    a) la qualificazione e la selezione  degli  operatori  economici  e l’aggiudicazione degli appalti;    b) l’utilizzazione di procedure negoziate non precedute da una gara a norma dell’articolo 125;    c) la mancata applicazione  delle  disposizioni  sulle  tecniche  e strumenti per gli appalti e strumenti elettronici e aggregati e delle disposizioni  sullo  svolgimento  delle  procedure  di   scelta   del contraente del presente codice in virtu’ delle deroghe ivi previste;    d) se del caso, le ragioni per le quali per la trasmissione in  via elettronica sono stati usati mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici.    2. Nella misura in  cui  l’avviso  di  aggiudicazione  dell’appalto stilato a norma dell’articolo  129  o  dell’articolo  140,  comma  3, contiene le  informazioni  richieste  al  presente  comma,  gli  enti aggiudicatori possono fare riferimento a tale avviso.    3. Gli enti aggiudicatori documentano lo svolgimento  di  tutte  le procedure di aggiudicazione, indipendentemente  dal  fatto  che  esse siano  condotte  con  mezzi  elettronici  o  meno.  A   tale   scopo, garantiscono la conservazione di  una  documentazione  sufficiente  a giustificare decisioni adottate in tutte le fasi della  procedura  di appalto, quali la documentazione relativa alle comunicazioni con  gli operatori economici e le deliberazioni interne, la  preparazione  dei documenti di gara, il dialogo  o  la  negoziazione  se  previsti,  la selezione  e  l’aggiudicazione  dell’appalto.  La  documentazione  e’ conservata  per  almeno  cinque  anni  a  partire   dalla   data   di

aggiudicazione dell’appalto, ovvero,  in  caso  di  pendenza  di  un a controversia, fino al passaggio in giudicato della relativa sentenza.    4. Le informazioni o la documentazione o i principali elementi sono comunicati  alla  Cabina  di  regia  di  cui  all’articolo  212,  per l’eventuale  successiva  comunicazione  alla   Commissione   o   alle autorita’, agli organismi o alle strutture competenti .

SEZIONE IV SERVIZI SOCIALI, CONCORSI DI PROGETTAZIONE E NORME SU ESECUZIONE

Art. 140           (Norme applicabili ai servizi sociali dei settori speciali)      1. Gli appalti di servizi sociali e di altri servizi  specifici  di cui all’allegato IX sono aggiudicati in applicazione  degli  articoli 142, 143, 144, salvo  quanto  disposto  nel  presente  articolo.  Per quanto riguarda la disciplina della pubblicazione degli avvisi e  dei bandi,   gli   enti    aggiudicatori    che    intendono    procedere all’aggiudicazione di un appalto per i servizi  di  cui  al  presente comma rendono nota tale intenzione con una delle seguenti modalita’:    a) mediante un avviso di gara;    b) mediante un avviso periodico indicativo, che viene pubblicato in maniera continuativa.  L’avviso  periodico  indicativo  si  riferisce specificamente ai tipi di servizi che saranno oggetto  degli  appalti da aggiudicare. Esso indica che gli appalti saranno aggiudicati senza successiva pubblicazione e invita gli operatori economici interessati a manifestare il proprio interesse per iscritto;    c)  mediante  un   avviso   sull’esistenza   di   un   sistema   di qualificazione che viene pubblicato in maniera continuativa.    2. Il comma 1 non si  applica  allorche’  una  procedura  negoziata senza previo avviso  di  gara  sia  stata  utilizzata,  conformemente all’articolo 63, per l’aggiudicazione di appalti pubblici di servizi.    3. Gli enti aggiudicatori che hanno aggiudicato un  appalto  per  i servizi di cui al presente articolo  ne  rendono  noto  il  risultato mediante  un  avviso  di  aggiudicazione.   Essi   possono   tuttavia raggruppare detti avvisi  su  base  trimestrale.  In  tal  caso  essi inviano gli avvisi raggruppati al piu’ tardi trenta  giorni  dopo  la fine di ogni trimestre    4. I bandi e gli  avvisi  di  gara  di  cui  al  presente  articolo contengono le  informazioni  di  cui  all’allegato  XIV,  parte  III, conformemente ai modelli di  formulari  stabiliti  dalla  Commissione mediante atti di esecuzione. Gli avvisi di cui al  presente  articolo sono pubblicati conformemente all’articolo 130.                                    Art. 141      (Norme applicabili ai concorsi di progettazione nei settori speciali)      1. Ai concorsi di progettazione nei settori speciali  si  applicano le disposizioni di cui agli articoli152,  commi  1,  2,  5,  secondo, terzo e quarto periodo, 153, comma 1, 154, commi 1, e 2, 155 e 156.    2.  Gli  enti  aggiudicatori  che  hanno  indetto  un  concorso  di progettazione inviano un avviso sui risultati del concorso.    3.  Il  bando  di  concorso  contiene  le   informazioni   indicate nell’allegato XIX e l’avviso sui risultati di un concorso contiene le informazioni indicate nell’allegato XX nel formato  stabilito  per  i

modelli di formulari. Tali modelli di formulari sono stabiliti  dalla Commissione mediante atti di esecuzione.    4. L’avviso sui  risultati  di  un  concorso  di  progettazione  e’ trasmesso all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione  europea  entro trenta giorni dalla chiusura del medesimo. Si applica l’articolo 153, comma 2, secondo periodo.    5. L’articolo 130, commi da 2 a 6  si  applica  anche  agli  avvisi relativi ai concorsi di progettazione

CAPO II APPALTI NEI SERVIZI SOCIALI

Art. 142                    (Pubblicazione degli avvisi e dei bandi)      1.    Le    stazioni    appaltanti    che    intendono    procedere all’aggiudicazione di un appalto pubblico per i  servizi  di  cui  al presente Capo rendono nota tale intenzione  con  una  delle  seguenti modalita’:    a) mediante un bando di gara, che comprende le informazioni di  cui all’allegato XIV, parte I, lettera F,  conformemente  ai  modelli  di formulari di cui all’articolo 72;    b) mediante un avviso di preinformazione, che viene  pubblicato  in maniera continua e contiene le informazioni di cui all’allegato  XIV, parte I. L’avviso di preinformazione si riferisce  specificamente  ai tipi di servizi che saranno oggetto  degli  appalti  da  aggiudicare. Esso indica che gli  appalti  saranno  aggiudicati  senza  successiva pubblicazione  e  invita  gli  operatori  economici   interessati   a manifestare il proprio interesse per iscritto.    2. Il  comma  1  non  si  applica,  allorche’  sia  utilizzata  per l’aggiudicazione  di  appalti  pubblici  di  servizi  una   procedur a negoziata senza previa  pubblicazione  in  presenza  dei  presupposti previsti dall’articolo 63.    3. Le stazioni appaltanti che hanno aggiudicato un appalto pubblico per i servizi di cui all’articolo 119 rendono noto il risultato della procedura  d’appalto  mediante  un  avviso  di  aggiudicazione,   che contiene le informazioni di cui all’allegato XIV, parte I, lettera H, conformemente ai modelli di formulari di cui  all’articolo  72.  Esse possono tuttavia raggruppare detti avvisi su base trimestrale. In tal caso, esse inviano gli avvisi raggruppati al piu’ tardi trenta giorni dopo la fine di ogni trimestre.    4. Per gli appalti pari o superiori alle soglie di cui all’articolo 35, i modelli di formulari di  cui  ai  commi  1  e  3  del  presente articolo sono stabiliti dalla Commissione europea  mediante  atti  di esecuzione.    5.  Gli  avvisi  di  cui  al  presente  articolo  sono   pubblicati conformemente all’articolo 72.                                    Art. 143                   (Appalti riservati per determinati servizi)      1. Le stazioni appaltanti possono riservare alle organizzazioni  di cui  al  comma  2  il  diritto  di  partecipare  alle  procedure  per l’aggiudicazione di appalti pubblici  esclusivamente  per  i  servizi sanitari, sociali e culturali di cui all’allegato  XIV,  identificati

con i codici  CPV  75121000-0,  75122000-7,  75123000-4,  79622000-0, 79624000-4,   79625000-1,   80110000-8,    80300000-7,    80420000-4, 80430000-7,  80511000-9,  80520000-5,  80590000-6,  da  85000000-9  a 85323000-9, 92500000-6, 92600000-7, 98133000-4, 98133110-8.    2. Gli affidamenti di cui al comma 1  devono  soddisfare  tutte  le seguenti condizioni:    a)  a)   l’organizzazione   ha   come   obiettivo   statutario   il perseguimento di  una  missione  di  servizio  pubblico  legata  alla prestazione dei servizi di cui al comma 1;    b) i profitti  dell’organizzazione  sono  reinvestiti  al  fine  di conseguire  l’obiettivo  dell’organizzazione.  Se  i  profitti   sono distribuiti o redistribuiti, cio’ dovrebbe basarsi su  considerazioni partecipative;    c) le strutture di gestione o  proprieta’  dell’organizzazione  che esegue  l’appalto  sono  basate  su  principi  di   azionariato   dei dipendenti  o  partecipativi,  ovvero  richiedono  la  partecipazione attiva di dipendenti, utenti o soggetti interessati;    d) l’amministrazione aggiudicatrice interessata non ha  aggiudicato all’organizzazione un appalto per i servizi in questione a norma  del presente articolo negli ultimi tre anni.    3.La durata massima del contratto non supera i tre anni.    4. Il bando e’ predisposto nel  rispetto  di  quanto  previsto  dal presente articolo.                                    Art. 144                            (Servizi di ristorazione)      1.  I  servizi  di  ristorazione  indicati  nell’allegato  IX  sono aggiudicati secondo quanto disposto dall’articolo  95,  comma  3.  La valutazione dell’offerta tecnica tiene conto, in  particolare,  degli aspetti relativi a fattori quali la qualita’  dei  generi  alimentari con particolare riferimento a quella di prodotti biologici, tipici  e tradizionali, di quelli a denominazione protetta, nonche’  di  quelli provenienti  da   sistemi   di   filiera   corta   e   da   operatori dell’agricoltura sociale, il rispetto delle diposizioni ambientali in materia di green economy, dei criteri ambientali minimi pertinenti di cui all’articolo 34  del  presente  codice  e  della  qualita’  della formazione degli operatori. Sono fatte salve le disposizioni  di  cui all’articolo 4, comma 5-quater del decreto legge 12  settembre  2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8  novembre  2013, n. 128 nonche’ di cui all’articolo 6, comma 1, della legge 18  agosto 2015, n.141.    2. Con decreti del  Ministro  della  salute,  di  concerto  con  il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle politiche agricole, alimentari  e  forestali,  sono definite  e  aggiornate  le  linee  di  indirizzo  nazionale  per  la ristorazione   ospedaliera,   assistenziale   e   scolastica.    Fino all’adozione di dette linee di indirizzo, si applica l’articolo  216, comma 18.    3.  L’attivita’  di   emissione   di   buoni   pasto,   consistente nell’attivita’ finalizzata a  rendere  per  il  tramite  di  esercizi convenzionati il servizio sostitutivo di mensa aziendale,  e’  svolta esclusivamente da societa’ di capitali con capitale  sociale  versato non inferiore a settecentocinquantamila euro che hanno  come  oggetto sociale l’esercizio dell’attivita’ finalizzata a rendere il  servizio sostitutivo di mensa, a mezzo di buoni pasto e  di  altri  titoli  di legittimazione rappresentativi di servizi. Il bilancio delle societa’ di cui al  presente  comma  deve  essere  corredato  dalla  relazione redatta da una societa’ di revisione iscritta nel registro  istituito presso il Ministero della giustizia ai sensi  dell’articolo  2409 -bis

del codice civile.    4. Gli operatori economici attivi  nel  settore  dell’emissione  di buoni pasto aventi sede in altri Paesi  dell’Unione  europea  possono esercitare l’attivita’ di cui al comma 3 se  a  cio’  autorizzati  in base alle norme del Paese di appartenenza.  Le  societa’  di  cui  al comma 3 possono svolgere l’attivita’ di  emissione  dei  buoni  pasto previa   segnalazione   certificata   di   inizio    attivita’    dei rappresentanti legali comprovante il possesso dei requisiti richiesti di cui al comma 3 e trasmessa ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al  Ministero  dello sviluppo economico.    5. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita l’ANAC, sono individuati gli esercizi presso i quali puo’ essere  erogato  il servizio sostitutivo di mensa  reso  a  mezzo  dei  buoni  pasto,  le caratteristiche  dei  buoni  pasto  e  il  contenuto  degli   accordi stipulati tra le societa’ di emissione di buoni pasto  e  i  titolari degli esercizi convenzionabili.    6.  L’affidamento  dei  servizi  sostitutivi   di   mensa   avviene esclusivamente  con  il  criterio  dell’offerta  economicamente  piu’ vantaggiosa   individuata   sulla   base   del    miglior    rapporto qualita’/prezzo. Il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione dell’offerta pertinenti, tra i quali:    a) il ribasso sul valore nominale del buono pasto;    b) la rete degli esercizi da convenzionare;    c) lo sconto incondizionato verso gli esercenti;    d) i termini di pagamento agli esercizi convenzionati;    e) il progetto tecnico.    7. Ai fini del possesso della rete di esercizi  attraverso  cui  si espleta il servizio sostitutivo di mensa eventualmente richiesto come criterio  di  partecipazione  o  di  aggiudicazione  e’   sufficiente l’assunzione, da parte del concorrente, dell’impegno  all’attivazione della  rete   stessa   entro   un   congruo   termine   dal   momento dell’aggiudicazione fissato in sede di bando. La mancata  attivazione della rete richiesta entro il termine indicato comporta la  decadenza dell’aggiudicazione.    8. Le stazioni appaltanti che acquistano i buoni pasto, le societa’ di  emissione  e  gli  esercizi  convenzionati  consentono,  ciascuno nell’esercizio  della  rispettiva  attivita’  contrattuale  e   delle obbligazioni di propria  pertinenza,  la  utilizzabilita’  del  buono pasto per l’intero valore facciale.

CAPO III APPALTI NEL SETTORE DEI BENI CULTURALI

Art.145    (Disciplina comune applicabile ai  contratti  nel  settore  dei  beni                              culturali )      1. Le disposizioni del presente capo dettano la disciplina relativa a contratti pubblici concernenti i beni culturali tutelati  ai  sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,  recante  Codice  dei beni culturali e del paesaggio.    2. Le  disposizioni  del  presente  capo  si  applicano,  altresi’, all’esecuzione di scavi archeologici, anche subacquei.    3. Per quanto non diversamente disposto nel presente capo,  trovano applicazione le pertinenti disposizioni del presente codice.                                    Art. 146

(Qualificazione)      1. In conformita’ a quanto disposto dagli articoli 9-bis e  29  del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i lavori  di  cui  al presente capo e’ richiesto il possesso di requisiti di qualificazione specifici e adeguati ad assicurare la  tutela  del  bene  oggetto  di intervento.    2. I lavori di  cui  al  presente  capo  sono  utilizzati,  per  la qualificazione, unicamente dall’operatore che  li  ha  effettivamente eseguiti.  Il  loro  utilizzo,  quale  requisito  tecnico,   non   e’ condizionato da criteri di validita’ temporale.    3. Per  i  contratti  di  cui  al  presente  capo,  considerata  la specificita’ del settore ai sensi dell’articolo 36 del  trattato  sul funzionamento dell’Unione europea, non trova applicazione  l’istituto dell’avvalimento, di cui all’articolo 89 del presente codice.    4. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali  e del turismo, di concerto con il Ministro delle infrastrutture  e  dei trasporti, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, sono stabiliti i requisiti di qualificazione dei direttori tecnici e degli esecutori dei  lavori  e  le  modalita’  di verifica   ai   fini   dell’attestazione.   Il   direttore    tecnico dell’operatore  economico  incaricato   degli   interventi   di   cui all’articolo 147, comma 2, secondo periodo, deve  comunque  possedere la qualifica  di  restauratore  di  beni  culturali  ai  sensi  della normativa vigente. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 19.      Art.147                  (Livelli e contenuti della progettazione)      1. Con il decreto di cui all’articolo 146, comma 4,  sono  altresi’ stabiliti i livelli e  i  contenuti  della  progettazione  di  lavori concernenti i beni culturali di cui al presente capo, ivi inclusi gli scavi archeologici, nonche’ i ruoli  e  le  competenze  dei  soggetti incaricati delle attivita’ di progettazione, direzione dei  lavori  e collaudo in relazione alle specifiche caratteristiche del bene su cui si interviene, nonche’ i principi di organizzazione degli  uffici  di direzione lavori.    2. Per i lavori aventi ad oggetto beni culturali e’  richiesta,  in sede di progetto di fattibilita’, la redazione di una scheda  tecnica finalizzata all’individuazione delle caratteristiche del bene oggetto di intervento, redatta da professionisti  in  possesso  di  specifica competenza tecnica in relazione all’oggetto dell’intervento.  Con  il decreto  di  cui  all’articolo  146,  comma  4,  sono  definiti   gli interventi relativi a beni culturali mobili,  superfici  decorate  di beni architettonici e materiali  storicizzati  di  beni  immobili  di interesse storico artistico o archeologico, per  i  quali  la  scheda deve essere redatta da restauratori di beni culturali, qualificati ai sensi dalla normativa vigente.    3. Per i lavori di monitoraggio, manutenzione o  restauro  di  beni culturali  mobili,  superfici  decorate  di  beni  architettonici   e materiali  storicizzati  di  beni  immobili  di   interesse   storico artistico o archeologico, il progetto di fattibilita’ comprende oltre alla scheda tecnica di cui al comma 2, le  ricerche  preliminari,  le relazioni illustrative e il calcolo sommario di  spesa.  Il  progetto definitivo approfondisce  gli  studi  condotti  con  il  progetto  di fattibilita’, individuando, anche attraverso indagini diagnostiche  e conoscitive multidisciplinari, i fattori di degrado  e  i  metodi  di intervento. Il progetto esecutivo indica, nel  dettaglio,  le  esatte metodologie operative, i  materiali  da  utilizzare  e  le  modalita’

tecnico-esecutive degli interventi ed  e’  elaborato  sulla  base  di indagini dirette ed adeguate campionature di intervento, giustificate dall’unicita’ dell’intervento  conservativo.  Il  progetto  esecutivo contiene anche un Piano di monitoraggio e manutenzione.    4. I lavori di cui al comma 3 e quelli di scavo archeologico, anche subacqueo,  nonche’  quelli  relativi  al  verde   storico   di   cui all’articolo 10, comma 4, lettera f) del codice dei beni culturali  e del paesaggio sono appaltati sulla base di un progetto esecutivo.    5. Qualora il responsabile unico del procedimento  accerti  che  la natura e  le  caratteristiche  del  bene,  ovvero  il  suo  stato  di conservazione, sono tali da non consentire l’esecuzione di analisi  e rilievi esaustivi o comunque presentino soluzioni determinabili  solo in corso d’opera, puo’ prevedere l’integrazione  della  progettazione in corso d’opera, il cui eventuale costo deve trovare  corrispondente copertura nel quadro economico.    6. La direzione dei lavori, il supporto tecnico alle attivita’  del responsabile unico del procedimento e del dirigente  competente  alla formazione del programma triennale,  nonche’  l’organo  di  collaudo, comprendono un restauratore di beni culturali  qualificato  ai  sensi della normativa vigente, ovvero, secondo  la  tipologia  dei  lavori, altri professionisti di cui all’articolo 9-bis del  codice  dei  beni culturali e del  paesaggio  con  esperienza  almeno  quinquennale  in possesso di specifiche competenze coerenti con l’intervento.      Art.148                         (Affidamento dei contratti)      1. I lavori concernenti beni mobili,  superfici  decorate  di  beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico artistico  o  archeologico,  gli  scavi  archeologici,  anche subacquei, nonche’ quelli relativi a ville, parchi e giardini di  cui all’articolo 10, comma 4, lettera f) del codice dei beni culturali  e del paesaggio, non sono affidati congiuntamente a lavori afferenti ad altre categorie di opere generali e speciali, salvo che  motivate  ed eccezionali esigenze  di  coordinamento  dei  lavori,  accertate  dal responsabile del procedimento e comunque non attinenti  la  sicurezza dei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008,  n. 81, non rendano necessario l’affidamento congiunto.  E’  fatto  salvo quanto previsto  all’articolo  146  sul  possesso  dei  requisiti  di qualificazione stabiliti nel presente capo.    2. In nessun caso le lavorazioni specialistiche di cui al  comma  1 possono  essere  assorbite  in  altra  categoria  o   essere   omesse nell’indicazione delle lavorazioni di cui  si  compone  l’intervento, indipendentemente dall’incidenza  percentuale  che  il  valore  degli interventi  di  tipo  specialistico   assume   rispetto   all’importo complessivo. A tal fine la stazione appaltante indica  separatamente, nei documenti di gara, le attivita’ riguardanti il  monitoraggio,  la manutenzione, il restauro dei beni di cui  al  comma  1,  rispetto  a quelle  di   carattere   strutturale,   impiantistico,   nonche’   di adeguamento funzionale inerenti i beni immobili tutelati ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio.    3. Per gli appalti aventi ad oggetto gli allestimenti di istituti e luoghi della cultura di  cui  all’articolo  101del  codice  dei  beni culturali e del paesaggio, e per la manutenzione  e  il  restauro  di ville, parchi e giardini di cui all’articolo 10, comma 4, lettera  f) del codice dei beni culturali e del paesaggio la stazione appaltante, previo provvedimento motivato del responsabile del procedimento, puo’ applicare la disciplina relativa ai servizi o alle forniture, laddove i  servizi  o  le  forniture  assumano   rilevanza   qualitativamente preponderante ai fini dell’oggetto del  contratto,  indipendentemente dall’importo dei lavori.    4. I soggetti esecutori dei lavori di cui al comma 1 devono in ogni

caso essere in possesso dei requisiti di qualificazione stabiliti dal presente capo.    5. Per quanto non diversamente disciplinato dai commi 1, 2 e 3,  si applica l’articolo 28.    6. I lavori di cui al comma 1 sono appaltati  di  norma  a  misura, indipendentemente dal relativo importo.    7. L’esecuzione dei lavori di cui al presente  capo  e’  consentita nei casi di somma urgenza, nei quali ogni ritardo sia pregiudizievole alla pubblica incolumita’ o alla tutela del bene, fino all’importo di trecentomila euro, secondo le modalita’ di cui all’articolo  163  del presente codice. Entro i medesimi limiti di importo, l’esecuzione dei lavori di  somma  urgenza  e’  altresi’  consentita  in  relazione  a particolari tipi di intervento individuati  con  il  decreto  di  cui all’articolo 146, comma 4.      Art.149                                 (Varianti)      1. Non sono considerati varianti in corso  d’opera  gli  interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, finalizzati a prevenire e ridurre  i  pericoli  di  danneggiamento  o deterioramento dei beni tutelati, che non modificano qualitativamente l’opera  e  che  non  comportino  una  variazione  in  aumento  o  in diminuzione superiore al venti per cento del valore di  ogni  singola categoria di lavorazione, nel limite del dieci per cento dell’importo complessivo contrattuale, qualora vi sia  disponibilita’  finanziaria nel quadro economico tra  le  somme  a  disposizione  della  stazione appaltante.    2.  Sono  ammesse,  nel  limite  del  venti  per  cento   in   piu’ dell’importo  contrattuale,  le  varianti  in  corso   d’opera   rese necessarie, posta la natura e la specificita’ dei beni sui  quali  si interviene, per fatti verificatisi in corso d’opera, per rinvenimenti imprevisti o  imprevedibili  nella  fase  progettuale,  per  adeguare l’impostazione progettuale qualora cio’ sia reso  necessario  per  la salvaguardia  del  bene  e  per  il  perseguimento  degli   obiettivi dell’intervento, nonche’ le varianti  giustificate  dalla  evoluzione dei criteri della disciplina del restauro.                                    Art. 150                                   (Collaudo)      1. Per i lavori relativi  ai  beni  di  cui  al  presente  capo  e’ obbligatorio il collaudo in corso d’opera, sempre che non  sussistano le condizioni per il rilascio del certificato di regolare esecuzione.    2. Con il decreto di cui all’articolo 146, comma 4, sono  stabilite specifiche disposizioni concernenti il  collaudo  di  interventi  sui beni culturali in relazione alle loro caratteristiche      Art.151             (Sponsorizzazioni e forme speciali di partenariato)      1. La disciplina di cui all’articolo  19  del  presente  codice  si applica  ai  contratti  di  sponsorizzazione  di  lavori,  servizi  o forniture relativi a beni culturali di cui al presente capo,  nonche’ ai  contratti  di  sponsorizzazione  finalizzati  al  sostegno  degli istituti e dei luoghi della cultura,  di  cui  all’articolo  101  del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, e  successive  modificazioni,  recante Codice  dei  beni  culturali  e  del  paesaggio,   delle   fondazioni

lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione.    2.  L’amministrazione  preposta  alla  tutela  dei  beni  culturali impartisce  opportune  prescrizioni  in  ordine  alla  progettazione, all’esecuzione delle opere e/o forniture e alla direzione dei  lavori e collaudo degli stessi.    3. Per assicurare  la  fruizione  del  patrimonio  culturale  della Nazione e favorire altresi’ la  ricerca  scientifica  applicata  alla tutela, il Ministero dei beni  e  delle  attivita’  culturali  e  del turismo puo’ attivare forme  speciali  di  partenariato  con  enti  e organismi pubblici e con soggetti privati, dirette  a  consentire  il recupero, il restauro,  la  manutenzione  programmata,  la  gestione, l’apertura alla  pubblica  fruizione  e  la  valorizzazione  di  beni culturali   immobili,   attraverso    procedure    semplificate    di individuazione del partner privato analoghe o  ulteriori  rispetto  a quelle previste dal comma 1.

CAPO IV CONCORSI DI PROGETTAZIONE E DI IDEE

Art. 152                            (Ambito di applicazione)      1. Il presente capo si applica:    a) ai concorsi di progettazione organizzati  nel  contesto  di  una procedura di aggiudicazione di appalti pubblici di servizi;    b)  ai  concorsi  di   progettazione   che   prevedono   premi   di partecipazione o versamenti a favore dei partecipanti.    2. Nel caso di  cui  al  comma  1,lettera  a),  la  soglia  di  cui all’articolo  35  e’  pari  al  valore  stimato  al  netto   dell’IVA dell’appalto pubblico di servizi, compresi  gli  eventuali  premi  di partecipazione o versamenti ai partecipanti. Nel  caso  di  cui  alla lettera b), la soglia di  cui  all’articolo  35  e’  pari  al  valore complessivo dei premi e pagamenti,  compreso  il  valore  stimato  al netto dell’IVA dell’appalto pubblico di servizi che  potrebbe  essere successivamente aggiudicato  ai  sensi  dell’articolo  63,  comma  4, qualora la stazione appaltante non escluda  tale  aggiudicazione  nel bando di concorso.    3. Il presente capo non si applica:    a) ai concorsi di progettazione affidati ai  sensi  degli  articoli 14, 15, 16 e 161; b) ai concorsi indetti per esercitare  un’attivita’ in merito alla  quale  l’applicabilita’  dell’articolo  9  sia  stata stabilita da una decisione della Commissione, o il suddetto  articolo sia considerato applicabile conformemente alle disposizioni di cui al Capo III.    4. Nel concorso di progettazione relativo  al  settore  dei  lavori pubblici sono richiesti esclusivamente progetti o piani  con  livello di approfondimento pari a  quello  di  un  progetto  di  fattibilita’ tecnica ed economica, salvo nei casi di concorsi in due gradi di  cui all’articolo 156, commi 4 e 5. Qualora il concorso  di  progettazione riguardi un  intervento  da  affidare  in  concessione,  la  proposta ideativa  contiene  anche  la  redazione  di  uno  studio   economico finanziario per la sua costruzione e gestione.    5. Con il pagamento del premio le stazioni appaltanti acquistano la proprieta’ del progetto vincitore. Al vincitore del concorso,  se  in possesso dei requisiti previsti dal bando,  possono  essere  comunque affidati con procedura negoziata senza bando i successivi livelli  di progettazione. Tale possibilita’ e il relativo  corrispettivo  devono essere stabiliti  nel  bando.  Al  fine  di  dimostrare  i  requisiti

previsti  per  l’affidamento  della   progettazione   esecutiva,   il vincitore del concorso puo’ costituire un  raggruppamento  temporaneo tra i soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 24, indicando le parti del servizio che saranno eseguite dai singoli soggetti riuniti.                                    Art. 153                                (Bandi e avvisi)      1.  Le  amministrazioni  aggiudicatrici  che  intendono  indire  un concorso di progettazione rendono nota tale  intenzione  mediante  un bando di concorso. Se intendono aggiudicare  un  appalto  relativo  a servizi successivi ai  sensi  dell’articolo63,  comma  4,lo  indicano nell’avviso o nel bando di concorso.    2. Le amministrazioni aggiudicatrici che hanno indetto un  concorso di  progettazione  inviano  un  avviso  sui  risultati  del  concorso conformemente alle disposizioni  di  cui  all’articolo  98  e  devono essere in grado di comprovare  la  data  di  invio.  Le  informazioni relative all’aggiudicazione di concorsi di progettazione possono  non essere   pubblicate   qualora   la   loro    divulgazione    ostacoli l’applicazione della legge,  sia  contraria  all’interesse  pubblico, pregiudichi i legittimi  interessi  commerciali  di  una  particolare impresa, pubblica o privata, oppure  possa  recare  pregiudizio  alla concorrenza leale tra i prestatori di servizi.    3. I bandi e gli avvisi di cui al presente articolo  contengono  le informazioni indicate negli  allegati  XIX  e  XX,  conformemente  ai modelli di formulari stabiliti dalla Commissione europea in  atti  di esecuzione, e sono pubblicati secondo quanto previsto dagli  articoli 71 e 72.      Art.154    (Organizzazione  dei  concorsi  di  progettazione  e  selezione   dei                             partecipanti)      1.  Per  organizzare  i  concorsi  di  progettazione,  le  stazioni appaltanti applicano procedure conformi alle disposizioni dei  titoli I, II, III e IV della Parte II e del presente capo.    2. L’ammissione alla partecipazione ai  concorsi  di  progettazione non puo’ essere limitata:    a) al territorio della Repubblica o a una parte di esso;    b) dal fatto che i partecipanti debbono essere  persone  fisiche  o persone giuridiche.    3. Sono ammessi a partecipare ai concorsi di progettazione,  per  i lavori, i soggetti in possesso dei requisiti stabiliti con il decreto di cui all’articolo 24, comma 5. I requisiti di qualificazione devono comunque consentire condizioni di  accesso  e  partecipazione  per  i piccoli e medi operatori economici dell’area tecnica e per i  giovani professionisti.    4.In caso di intervento di particolare rilevanza e complessita’, la stazione appaltante puo’ procedere all’esperimento di un concorso  di progettazione articolato in due gradi. La  seconda  fase,  avente  ad oggetto la presentazione del progetto di fattibilita’, si svolge  tra i soggetti individuati attraverso la valutazione di proposte di  idee presentate  nella  prima  fase  e  selezionate  senza  formazione  di graduatorie di merito e  assegnazione  di  premi.  Al  vincitore  del concorso, se in possesso dei requisiti previsti, puo’ essere affidato l’incarico della progettazione definitiva ed esecutiva  a  condizione che detta possibilita’ e il relativo corrispettivo siano previsti nel bando.    5.Le stazioni  appaltanti,  previa  adeguata  motivazione,  possono

procedere all’esperimento di un concorso in due fasi, la prima avente ad oggetto la presentazione di  un  progetto  di  fattibilita’  e  la seconda avente ad oggetto la presentazione di un progetto  definitivo a livello architettonico e a livello di progetto di fattibilita’  per la parte strutturale ed impiantistica.    Il   bando   puo’   altresi’   prevedere   l’affidamento    diretto dell’incarico relativo alla progettazione esecutiva al  soggetto  che abbia presentato il migliore progetto definitivo.                                    Art. 155           (Commissione giudicatrice per i concorsi di progettazione)      1. La commissione giudicatrice e’ composta  unicamente  di  persone fisiche, alle quali  si  applicano  le  disposizioni  in  materia  di incompatibilita’ e  astensione  di  cui  all’articolo  77,  comma  6, nonche’ l’articolo 78.    2. Qualora ai  partecipanti  a  un  concorso  di  progettazione  e’ richiesta una particolare qualifica professionale,  almeno  un  terzo dei membri della commissione giudicatrice possiede tale  qualifica  o una qualifica equivalente.    3. La commissione giudicatrice e’ autonoma nelle  sue  decisioni  e nei suoi pareri.    4. I membri della commissione giudicatrice esaminano i  piani  e  i progetti presentati dai candidati in forma anonima e unicamente sulla base dei criteri specificati nel bando di concorso. L’anonimato  deve essere rispettato sino al parere o alla decisione  della  commissione giudicatrice. In particolare, la commissione:    a) verifica la  conformita’  dei  progetti  alle  prescrizioni  del bando;    b) esamina i progetti e valuta, collegialmente ciascuno di essi;    c) esprime i giudizi su ciascun progetto  sulla  base  dei  criteri indicati nel bando, con specifica motivazione;    d) assume le decisioni anche a maggioranza;    e) redige i verbali delle singole riunioni;    f)  redige  il  verbale  finale  contenente  la  graduatoria,   con motivazione per tutti i concorrenti;    g) consegna gli atti dei propri lavori alla stazione appaltante.    5. I candidati possono essere invitati, se necessario, a rispondere a quesiti che la commissione giudicatrice ha  iscritto  nel  processo verbale allo scopo di chiarire qualsivoglia aspetto dei progetti.  E’ redatto un processo verbale completo del dialogo tra i  membri  della commissione giudicatrice e i candidati.                                    Art. 156                               (Concorso di idee)      1. Le disposizioni del presente capo si applicano anche ai concorsi di idee finalizzati all’acquisizione  di  una  proposta  ideativa  da remunerare con il riconoscimento di un congruo premio.    2. Sono ammessi al concorso di idee, oltre che i  soggetti  ammessi ai  concorsi  di  progettazione,  anche  i   lavoratori   subordinati abilitati all’esercizio della  professione  e  iscritti  al  relativo ordine professionale secondo l’ordinamento nazionale di appartenenza, nel rispetto delle norme che regolano il  rapporto  di  impiego,  con esclusione dei dipendenti della stazione appaltante che  bandisce  il concorso.    3. Il concorrente predispone la proposta ideativa nella forma  piu’

idonea alla sua corretta rappresentazione. Per i  lavori,  nel  bando non possono essere richiesti elaborati di livello pari o superiore  a quelli  richiesti  per  il  progetto  di  fattibilita’   tecnica   ed economica. Il termine di presentazione  della  proposta  deve  essere stabilito in relazione all’importanza e complessita’ del tema  e  non puo’ essere inferiore  a  sessanta  giorni  dalla  pubblicazione  del bando. La partecipazione deve avvenire in forma anonima.    4. Il bando prevede un congruo premio al soggetto o ai soggetti che hanno elaborato le idee ritenute migliori.    5. L’idea o le idee premiate sono  acquisite  in  proprieta’  dalla stazione  appaltante,  previa  eventuale  definizione  degli  assetti tecnici, le quali possono essere poste  a  base  di  un  concorso  di progettazione o di un  appalto  di  servizi  di  progettazione.  Alla procedura sono ammessi a partecipare i premiati qualora  in  possesso dei relativi requisiti soggettivi.    6. La stazione appaltante puo’ affidare al vincitore  del  concorso di idee la realizzazione dei successivi livelli di progettazione, con procedura negoziata senza bando, a condizione che detta facolta’  sia stata esplicitata nel bando, e che il soggetto sia  in  possesso  dei requisiti di capacita’ tecnico professionale  ed  economica  previsti nel bando in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare.    7. In caso di intervento di particolare rilevanza  e  complessita’, la stazione appaltante puo’ procedere all’esperimento di un  concorso di progettazione articolato in due fasi. La seconda fase,  avente  ad oggetto la presentazione del  progetto  definitivo  del  progetto  di fattibilita’,  ovvero   di   un   progetto   definitivo   a   livello architettonico e a livello di progetto di fattibilita’ per  la  parte strutturale ed impiantistica, si svolge tra  i  soggetti  individuati sino ad un massimo di dieci, attraverso la valutazione di proposte di idee presentate nella prima fase e selezionate  senza  formazione  di graduatorie di  merito  e  assegnazione  di  premi.  Tra  i  soggetti selezionati a partecipare alla seconda fase  devono  essere  present i almeno il 30 per cento di soggetti incaricati,  singoli  o  in  forma associata, con meno di cinque anni di  iscrizione  ai  relativi  albi professionali. Nel caso di raggruppamento, il suddetto requisito deve essere posseduto dal capogruppo. Ai soggetti selezionati aventi  meno di cinque anni di iscrizione e’ corrisposto un rimborso spese pari al 50 per cento degli importi previsti per le spese come determinati dal decreto  per  i  corrispettivi  professionali  di  cui  al  comma   8 dell’articolo 24.  Per  gli  altri  soggetti  selezionati,  in  forma singola o associata, il predetto rimborso e’ pari al 25 per cento. Al vincitore del concorso, se in possesso dei requisiti  previsti,  puo’ essere affidato l’incarico della progettazione esecutiva a condizione che detta possibilita’ e il relativo corrispettivo siano previsti nel bando.                                    Art. 157                  (Altri incarichi di progettazione e connessi)      1. Gli incarichi  di  progettazione  relativi  ai  lavori  che  non rientrano tra quelli di cui al comma 2, primo periodo,  dell’articolo 23  (livelli  di  progettazione)  nonche’  di   coordinamento   della sicurezza in fase di  progettazione,  di  direzione  dei  lavori,  di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e di collaudo  di importo pari o superiore alle soglie di  cui  all’articolo  35,  sono affidati secondo le modalita’ di cui alla Parte II, Titolo I, II, III e IV del presente codice. Nel caso in cui il valore  delle  attivita’ di  progettazione,  coordinamento  della   sicurezza   in   fase   di progettazione, direzione dei lavori e coordinamento  della  sicurezza in fase di esecuzione sia pari o superiore complessivamente la soglia

di cui all’articolo 35, l’affidamento  diretto  della  direzione  dei lavori e coordinamento della  sicurezza  in  fase  di  esecuzione  al progettista e’ consentito soltanto per particolari e motivate ragioni e ove espressamente previsto dal bando di gara della progettazione.    2. Gli incarichi di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, di direzione dei lavori,  di  coordinamento della sicurezza in fase  di  esecuzione  e  di  collaudo  di  importo superiori a 40.000 e inferiore a 100.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti a cura del responsabile  del  procedimento, nel  rispetto  dei  principi  di  non  discriminazione,  parita’   di trattamento, proporzionalita’ e trasparenza, e secondo  la  procedura prevista dall’articolo 36, comma 2, lettera b); l’invito  e’  rivolto ad almeno cinque soggetti, se sussistono  in  tale  numero  aspiranti idonei nel rispetto del  criterio  di  rotazione  degli  inviti.  Gli incarichi di importo superiore a  100.000  euro,  sono  affidati  con procedura aperta o ristretta ai sensi degli articolo 60 e 61;    3.  E’  vietato  l’affidamento  di  attivita’   di   progettazione, direzione  lavori,  coordinamento  della   sicurezza   in   fase   di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase  di  esecuzione, collaudo, indagine e attivita’ di supporto per mezzo di  contratti  a tempo determinato o altre procedure diverse da  quelle  previste  dal presente decreto.

CAPO V SERVIZI RICERCA E SVILUPPO

Art. 158                         (Servizi di ricerca e sviluppo)      1. Relativamente ai servizi di ricerca e sviluppo  le  disposizioni di cui al presente codice si applicano  esclusivamente  ai  contratti per servizi di ricerca e sviluppo identificati con i  codici  CPV  da 73000000-2 a 73120000-9, 73300000-5, 73420000-2 o 73430000-5, purche’ siano soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:    a)  i  risultati  appartengono  esclusivamente  all’amministrazione aggiudicatrice   e   all’ente   aggiudicatore,   affinche’   li   usi nell’esercizio della sua attivita’, e    b)  la  prestazione  del   servizio   e’   interamente   retribuita dall’amministrazione aggiudicatrice e dall’ente aggiudicatore.    2. Le stazioni  appaltanti  possono  ricorrere,  nel  rispetto  dei principi di cui all’articolo 4 del  presente  decreto,  agli  appalti pubblici pre-commerciali, destinati al conseguimento di risultati non appartenenti in via esclusiva  all’amministrazione  aggiudicatrice  e all’ente  aggiudicatore  perche’  li  usi  nell’esercizio  della  sua attivita’  e  per  i  quali  la  prestazione  del  servizio  non   e’ interamente   retribuita   dall’amministrazione   aggiudicatrice    e dall’ente aggiudicatore,  cosi’  come  definiti  nella  comunicazione della Commissione europea COM 799 (2007) del 14 dicembre 2007,  nelle ipotesi in cui l’esigenza non possa essere soddisfatta  ricorrendo  a soluzioni gia’ disponibili sul mercato

CAPO VI APPALTI E PROCEDURE IN SPECIFICI SETTORI SEZIONE PRIMA DIFESA E SICUREZZA

Art.159                            (Difesa e sicurezza)      1. Le disposizioni  del  presente  codice  non  si  applicano  agli appalti pubblici  e  ai  concorsi  di  progettazione  non  altrimenti esclusi dal suo ambito di  applicazione  ai  sensi  dell’articolo  1, comma 4, nella misura in cui la tutela degli interessi essenziali  di sicurezza dello Stato non possa essere garantita mediante misure meno invasive, volte anche a proteggere la riservatezza delle informazioni che le amministrazioni  aggiudicatrici  rendono  disponibili  in  una procedura di aggiudicazione dell’appalto.    2. All’aggiudicazione di concessioni nei  settori  della  difesa  e della sicurezza di cui al decreto legislativo 15  novembre  2011,  n. 208, si applica la parte III del presente codice fatta eccezione  per le  concessioni  relative  alle  ipotesi  alle   quali   il   decreto legislativo 15 novembre 2011,  n.  208,  non  si  applica  in  virtu’ dell’articolo 6 del citato decreto legislativo.    3. In deroga all’articolo 31, limitatamente agli  appalti  pubblici di lavori, l’amministrazione della difesa,  in  considerazione  della struttura gerarchica dei propri organi tecnici, in luogo di un  unico responsabile del procedimento,  puo’  nominare  un  responsabile  del procedimento per  ogni  singola  fase  di  svolgimento  del  processo attuativo: programmazione, progettazione, affidamento ed  esecuzione. Il responsabile unico del procedimento, ovvero i responsabili di ogni singola fase, sono  tecnici  individuati  nell’ambito  del  Ministero della difesa.  Il  responsabile  del  procedimento  per  la  fase  di affidamento  puo’  essere  un  dipendente  specializzato  in  materie giuridico amministrative.    4. Con decreto del  Ministro  della  difesa,  di  concerto  con  il Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  sentita  l’ANAC,  da adottare entro novanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del presente  codice,  sono  definite  le  direttive  generali   per   la disciplina delle attivita’ del Ministero della difesa,  in  relazione agli appalti e alle concessioni diversi da quelli che  rientrano  nel campo di applicazione del decreto legislativo 15  novembre  2011,  n. 208. Le direttive generali disciplinano, altresi’, gli interventi  da eseguire  in   Italia   e   all’Estero   per   effetto   di   accordi internazionali, multilaterali  o  bilaterali,  nonche’  i  lavori  in economia che vengono eseguiti a mezzo delle truppe e dei reparti  del Genio militare per i quali non si applicano i limiti  di  importo  di cui all’articolo 36.Fino alla data di entrata in vigore  del  decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 20.    5. Per gli acquisti eseguiti all’estero dall’amministrazione  della difesa, relativi a macchinari, strumenti e oggetti di precisione, che possono essere forniti,  con  i  requisiti  tecnici  e  il  grado  di perfezione richiesti,  soltanto  da  operatori  economici  stranieri, possono essere concesse anticipazioni di importo non superiore ad  un terzo  dell’importo  complessivo  del  prezzo  contrattuale,   previa costituzione di idonea garanzia.                                    Art. 160           (Contratti misti concernenti aspetti di difesa e sicurezza)      1. Ai contratti misti aventi  per  oggetto  appalti  o  concessioni rientranti nell’ambito di applicazione del  presente  codice  nonche’ appalti disciplinati dall’articolo 346 TFUE o dal decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, si applicano le seguenti disposizioni.    2. Se  le  diverse  parti  di  un  determinato  appalto  o  di  una concessione sono oggettivamente separabili, si applicano i commi da 3

a 5. Se non sono separabili, si applica il comma 6.    3. Se le amministrazioni aggiudicatrici scelgono di aggiudicare  un appalto o una concessione distinti per le parti separate,  il  regime giuridico applicabile  a  ciascuno  di  tali  contratti  distinti  e’ determinato in base alle caratteristiche della parte separata.    4. Se le amministrazioni aggiudicatrici scelgono di aggiudicare  un appalto unico o una concessione unica, il relativo  regime  giuridico si determina sulla base dei seguenti criteri:    a) se una parte dell’appalto o della  concessione  e’  disciplinata dall’articolo 346  TFUE,  l’appalto  unico  o  la  concessione  unica possono essere aggiudicati senza applicare il presente decreto ne’ il decreto legislativo 15 novembre 2011, n.208,  purche’  le  rispettive aggiudicazioni siano giustificate da ragioni oggettive;    b) se una parte di un appalto o una concessione e’ disciplinata dal decreto legislativo 15 novembre 2011, n.208,  l’appalto  unico  o  la concessione unica possono essere  aggiudicati  conformemente  a  tale decreto, purche’ le rispettive aggiudicazioni siano  giustificate  da ragioni oggettive.  Sono  fatte  salve  le  soglie  e  le  esclusioni previste dallo stesso decreto legislativo.    5. La decisione di aggiudicare un appalto unico o  una  concessione unica non puo’ essere adottata allo scopo di escludere l’applicazione del presente codice o del decreto legislativo 15  novembre  2011,  n. 208.    6. Se le diverse parti di un appalto  o  di  una  concessione  sono oggettivamente non separabili, l’appalto  o  la  concessione  possono essere aggiudicati senza applicare il presente  decreto  ove  includa elementi cui si applica l’articolo 346 TFUE; altrimenti  puo’  essere aggiudicato conformemente al decreto legislativo  15  novembre  2011, n.208.                                    Art. 161      (Contratti e concorsi di progettazione aggiudicati o  organizzati  in                     base a norme internazionali)      1. Il presente codice non si applica agli  appalti  pubblici  e  ai concorsi di progettazione e alle concessioni in materia di  difesa  o di sicurezza di cui al decreto legislativo 15 novembre 2011, n.  208, qualora essi siano disciplinati da:    a) norme procedurali specifiche in base a un  accordo  o  un’intesa internazionale  conclusi  in  conformita’  dei  trattati  dell’Unione europea,  tra  lo  Stato  e  uno  o  piu’  Paesi  terzi  o   relative articolazioni e riguardante lavori,  forniture  o  servizi  destinati alla realizzazione comune o alla gestione comune di un progetto;    b) norme procedurali specifiche in base a un  accordo  o  un’intesa internazionale in relazione alla  presenza  di  truppe  di  stanza  e concernente imprese di uno Stato membro o di un Paese terzo;    c) norme procedurali specifiche di un’organizzazione internazionale nel caso di appalti ;    d) norme procedurali specifiche di un’organizzazione internazionale che si approvvigiona per le proprie finalita’  o  a  concessioni  che devono essere aggiudicate da uno Stato membro in conformita’ di  tali norme.    Gli accordi o le intese di cui alla lettera a) relativi ad appalti, sono comunicati alla Commissione.    2. Il presente codice non si applica agli  appalti  pubblici  e  ai concorsi  di  progettazione  concernenti  aspetti  di  difesa  o   di sicurezza che l’amministrazione aggiudicatrice aggiudica  in  base  a norme sugli appalti previste da un’organizzazione internazionale o da un’istituzione internazionale di finanziamento,  quando  gli  appalti pubblici e i concorsi di progettazione in questione sono  interamente

finanziati da tale organizzazione o istituzione. Nel caso di  appalti pubblici e concorsi di progettazione cofinanziati prevalentemente  da un’organizzazione internazionale o da  un’istituzione  internazionale di finanziamento, le parti si  accordano  sulle  procedure  d’appalto applicabili.                                    Art. 162                              (Contratti secretati)      1. Le disposizioni del presente codice relative alle  procedure  di affidamento possono essere derogate:    a) per i contratti al cui oggetto, atti o modalita’  di  esecuzione e’ attribuita una classifica di segretezza;    b) per i contratti la cui esecuzione deve  essere  accompagnata  da speciali  misure  di  sicurezza,  in   conformita’   a   disposizioni legislative, regolamentari o amministrative.    2. Ai fini  della  deroga  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),  le amministrazioni e gli enti usuari  attribuiscono,  con  provvedimento motivato, le classifiche di  segretezza  ai  sensi  dell’articolo  42 della legge 3 agosto 2007, n. 124, ovvero di altre norme vigenti.  Ai fini della deroga di cui al comma 1, lettera b), le amministrazioni e gli enti usuari dichiarano, con provvedimento motivato, i  lavori,  i servizi e le forniture eseguibili con speciali  misure  di  sicurezza individuate nel predetto provvedimento.    3. I contratti di  cui  al  comma  1  sono  eseguiti  da  operatori economici in possesso dei requisiti previsti dal presente  decreto  e del  nulla  osta  di  sicurezza,  ai  sensi  e  nei  limiti  di   cui all’articolo 42, comma 1-bis, della legge n. 124 del 2007.    4. L’affidamento dei contratti di cui al presente articolo  avviene previo esperimento di gara  informale  a  cui  sono  invitati  almeno cinque operatori economici, se sussistono  in  tale  numero  soggetti qualificati in relazione all’oggetto del contratto e  sempre  che  la negoziazione con piu’ di un operatore economico sia  compatibile  con le esigenze di segretezza e sicurezza.    5. La Corte dei conti, tramite un proprio  ufficio  organizzato  in modo da  salvaguardare  le  esigenze  di  riservatezza,  esercita  il controllo preventivo  sulla  legittimita’  e  sulla  regolarita’  dei contratti di cui al presente  articolo,  nonche’  sulla  regolarita’, correttezza ed efficacia della gestione.  Dell’attivita’  di  cui  al presente comma e’ dato conto entro il 30 giugno di  ciascun  anno  in una relazione al Parlamento.                                    Art. 163           (Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile)      1. In  circostanze  di  somma  urgenza  che  non  consentono  alcun indugio, il soggetto  fra  il  responsabile  del  procedimento  e  il tecnico dell’amministrazione competente che si reca prima sul  luogo, puo’ disporre, contemporaneamente alla redazione del verbale, in  cui sono indicati i motivi dello stato di urgenza, le cause che lo  hanno provocato  e  i  lavori  necessari  per  rimuoverlo,   la   immediata esecuzione dei lavori entro il limite di 200.000  euro  o  di  quanto indispensabile per rimuovere lo stato di  pregiudizio  alla  pubblica incolumita’.    2. L’esecuzione dei lavori di somma urgenza puo’ essere affidata in forma diretta ad uno  o  piu’  operatori  economici  individuati  dal responsabile del  procedimento  o  dal  tecnico  dell’amministrazione

competente.    3.  Il  corrispettivo  delle  prestazioni  ordinate   e’   definito consensualmente con l’affidatario; in difetto di  preventivo  accordo la stazione appaltante puo’ ingiungere  all’affidatario  l’esecuzione delle lavorazioni o la somministrazione dei materiali sulla  base  di prezzi  definiti  mediante  l’utilizzo  di  prezzari   ufficiali   di riferimento,  ridotti  del  20  per  cento,  comunque  ammessi  nella contabilita’;  ove  l’esecutore  non  iscriva  riserva   negli   atti contabili , i prezzi si intendono definitivamente accettati.    4.   Il   responsabile    del    procedimento    o    il    tecnico dell’amministrazione   competente   compila   entro   dieci    giorni dall’ordine di esecuzione dei lavori una perizia giustificativa degli stessi e la trasmette, unitamente al verbale di somma  urgenza,  alla stazione appaltante che provvede alla copertura della  spesa  e  alla approvazione dei lavori. Qualora l’amministrazione competente sia  un ente locale,  la  copertura  della  spesa  viene  assicurata  con  le modalita’ previste dall’articolo 191, comma 3, e 194 comma 1, lettera e), del decreto legislativo  18  agosto  2000  n.  267  e  successive modificazioni e integrazioni.    5. Qualora un’opera o un  lavoro,  ordinato  per  motivi  di  somma urgenza,   non   riporti   l’approvazione   del   competente   organo dell’amministrazione,   la   relativa   realizzazione   e’    sospesa immediatamente e si procede, previa messa in sicurezza del  cantiere, alla sospensione dei lavori e  alla  liquidazione  dei  corrispettivi dovuti per la parte realizzata.    6. Costituisce circostanza di somma urgenza, ai fini  del  presente articolo, anche il verificarsi degli eventi di  cui  all’articolo  2, comma 1, lettera c),della legge 24 febbraio 1992,  n.  225,ovvero  la ragionevole previsione,  ai  sensi  dell’articolo  3  della  medesima legge, dell’imminente  verificarsi  di  detti  eventi,  che  richiede l’adozione di misure indilazionabili,  e  nei  limiti  dello  stretto necessario imposto da tali misure. La circostanza di  somma  urgenza, in tali casi, e’ ritenuta persistente finche’ non risultino eliminate le  situazioni  dannose  o  pericolose  per  la  pubblica  o  privata incolumita’ derivanti dall’evento calamitoso  che  ha  comportato  la declaratoria dello stato di emergenza di  cui  all’articolo  5  della medesima  legge  n.  225  del  1992  e   in   tali   circostanze   le amministrazioni aggiudicatrici possono procedere  all’affidamento  di appalti pubblici di lavori, servizi  e  forniture  con  le  procedure previste nel presente articolo.    7. Gli affidatari dichiarano, mediante autocertificazione, resa  ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445,il possesso dei requisiti per la partecipazione  a  procedure  di evidenza pubblica, che l’amministrazione aggiudicatrice controlla  in termine congruo, compatibile con  la  gestione  della  situazione  di emergenza  in  atto,  comunque  non  superiore  a   sessanta   giorni dall’affidamento. Qualora, a seguito del controllo,  venga  accertato l’affidamento ad  un  operatore  privo  dei  predetti  requisiti,  le amministrazioni aggiudicatrici recedono dal contratto, fatto salvo il pagamento del valore delle opere gia’ eseguite e  il  rimborso  delle spese eventualmente gia’ sostenute per  l’esecuzione  del  rimanente, nei limiti delle utilita’ conseguite, e procedono  alle  segnalazioni alle competenti autorita’.    8.  In  via  eccezionale,  nella  misura  strettamente  necessaria, l’affidamento diretto puo’ essere autorizzato anche al di  sopra  dei limiti di cui al comma 1, per un arco  temporale  limitato,  comunque non  superiore  a  trenta  giorni  e  solo  per  singole   specifiche fattispecie indilazionabili e nei limiti massimi di importo stabiliti nei provvedimenti di cui al comma 2, dell’articolo 5, della legge  n. 225 del 1992. L’affidamento diretto per i motivi di cui  al  presente articolo non e’  comunque  ammesso  per  appalti  di  valore  pari  o superiore alla soglia europea.    9. Limitatamente agli appalti pubblici di forniture  e  servizi  di

cui al comma 6,per i quali non siano disponibili  elenchi  di  prezzi definiti mediante l’utilizzo di prezzari  ufficiali  di  riferimento, gli affidatari si impegnano  a  fornire  i  servizi  e  le  forniture richiesti ad un prezzo provvisorio stabilito consensualmente  tra  le parti e ad  accettare  la  determinazione  definitiva  del  prezzo  a seguito  di  apposita  valutazione  di  congruita’.  A  tal  fine  il responsabile  del  procedimento  comunica  il   prezzo   provvisorio, unitamente ai documenti esplicativi dell’affidamento,  all’ANAC  che, entro sessanta giorni rende il proprio parere  sulla  congruita’  del prezzo. Avverso la decisione  dell’ANAC  sono  esperibili  i  normali rimedi di legge mediante ricorso ai competenti  organi  di  giustizia amministrativa. Nelle more dell’acquisizione del parere di congruita’ si procede al pagamento del 50% del prezzo provvisorio.    10. Sul profilo del committente sono pubblicati gli  atti  relativi agli  affidamenti  di  cui  al  presente  articolo,   con   specifica dell’affidatario, delle modalita’ della scelta  e  delle  motivazioni che  non  hanno  consentito  il  ricorso  alle  procedure  ordinarie. Contestualmente, e comunque in un termine congruo compatibile con  la gestione della situazione di emergenza,  vengono  trasmessi  all’ANAC per  i  controlli  di  competenza,  fermi  restando  i  controlli  di legittimita’ sugli atti previsti dalle vigenti normative.

PARTE III CONTRATTI DI CONCESSIONE TITOLO I PRINCIPI GENERALI E SITUAZIONI SPECIFICHE CAPO I PRINCIPI GENERALI

Art. 164                       (Oggetto e ambito di applicazione)      1. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 346 del TFUE, le disposizioni di cui  alla  presente  Parte  definiscono  le  norme applicabili  alle  procedure  di  aggiudicazione  dei  contratti   di concessione  di  lavori  pubblici  o   di   servizi   indette   dalle amministrazioni  aggiudicatrici,  nonche’  dagli  enti  aggiudicatori qualora i lavorio i servizi siano destinati ad una delle attivita’ di cui all’allegato II. In ogni caso,  le  disposizioni  della  presente Parte non si applicano ai provvedimenti, comunque denominati, con cui le  amministrazioni  aggiudicatrici,  a  richiesta  di  un  operatore economico, autorizzano, stabilendone le modalita’  e  le  condizioni, l’esercizio  di  un’attivita’  economica  che  puo’  svolgersi  anche mediante l’utilizzo di impianti o altri beni immobili pubblici.    2.Alle procedure di aggiudicazione di contratti di  concessione  di lavori pubblici o di servizi si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni contenute nella parte I e nella parte II,  del  presente codice, relativamente ai principi  generali,  alle  esclusioni,  alle modalita’  e  alle  procedure  di  affidamento,  alle  modalita’   di pubblicazione e redazione dei bandi  e  degli  avvisi,  ai  requisiti generali e  speciali  e  ai  motivi  di  esclusione,  ai  criteri  di aggiudicazione, alle modalita’ di comunicazione ai candidati  e  agli offerenti, ai requisiti di qualificazione degli operatori  economici, ai  termini  di  ricezione  delle  domande  di  partecipazione   alla concessione e delle offerte, alle modalita’ di esecuzione.    3. I servizi non economici  di  interesse  generale  non  rientrano nell’ambito di applicazione della presente Parte.

  1. Agli appalti di lavori pubblici affidati dai concessionari  che sono amministrazioni aggiudicatrici,  si  applicano,  salvo  che  non siano derogate nella presente parte,  le  disposizioni  del  presente codice.    5. I concessionari di lavori pubblici che non sono  amministrazioni aggiudicatrici, per gli appalti  di  lavori  affidati  a  terzi  sono tenuti all’osservanza della presente Parte.                                    Art. 165         (Rischio ed equilibrio economico-finanziario nelle concessioni)      1. Nei contratti di concessione come definiti all’articolo 3, comma 1, lettere uu) e vv), la maggior parte dei  ricavi  di  gestione  del concessionario proviene dalla vendita dei servizi  resi  al  mercato. Tali contratti comportano  il  trasferimento  al  concessionario  del rischio operativo definito dall’articolo  3,  comma  1,  lettera  zz) riferito alla possibilita’ che, in condizioni operative  normali,  le variazioni relative ai costi e ai ricavi  oggetto  della  concessione incidano  sull’equilibrio  del  piano   economico   finanziario.   Le variazioni  devono  essere,  in  ogni  caso,  in  grado  di  incidere significativamente  sul  valore  attuale  netto  dell’insieme   degli investimenti, dei costi e dei ricavi del concessionario.    2. L’equilibrio  economico  finanziario  definito  all’articolo  3, comma 1, lettera fff), rappresenta il  presupposto  per  la  corretta allocazione dei rischi di cui al precedente comma 1. Ai soli fini del raggiungimento   del   predetto   equilibrio,   in   sede   di   gara l’amministrazione  aggiudicatrice  puo’  stabilire  anche  un  prezzo consistente in un contributo pubblico ovvero nella cessione  di  beni immobili.   Il   contributo,   se    funzionale    al    mantenimento dell’equilibrio  economico-finanziario,  puo’   essere   riconosciuto mediante diritti di godimento su beni immobili  nella  disponibilita’ dell’amministrazione  aggiudicatrice   la   cui   utilizzazione   sia strumentale   e   tecnicamente   connessa   all’opera   affidata   in concessione. In ogni caso,  l’eventuale  riconoscimento  del  prezzo, sommato al valore di eventuali  garanzie  pubbliche  o  di  ulteriori meccanismi di finanziamento a carico della pubblica  amministrazione, non  puo’  essere  superiore  al   trenta   per   cento   del   costo dell’investimento  complessivo,  comprensivo   di   eventuali   oneri finanziari.    3. La sottoscrizione del contratto di concessione ha luogo dopo  la presentazione di  idonea  documentazione  inerente  il  finanziamento dell’opera. Il contratto di concessione e’ risolto di diritto ove  il contratto di finanziamento non sia  perfezionato  entro  dodici  mesi dalla  sottoscrizione  del  contratto  di  concessione.  Al  fine  di agevolare l’ottenimento del finanziamento dell’opera,  i  bandi  e  i relativi allegati, ivi compresi, a seconda dei  casi,  lo  schema  di contratto e il piano economico finanziario sono definiti in  modo  da assicurare adeguati livelli di bancabilita’, intendendosi per tali la reperibilita’ sul mercato finanziario  di  risorse  proporzionate  ai fabbisogni, la sostenibilita’ di tali fonti e la congrua redditivita ‘ del capitale  investito  per  le  concessioni  da  affidarsi  con  la procedura   ristretta,   nel   bando   puo’   essere   previsto   che l’amministrazione aggiudicatrice possa indire, prima  della  scadenza del  termine  di  presentazione  delle  offerte,  una   consultazione preliminare con gli operatori  economici  invitati  a  presentare  le offerte, al fine di  verificare  l’insussistenza  di  criticita’  del progetto posto a base di gara sotto il profilo della finanziabilita’, e possa provvedere, a seguito della consultazione,  ad  adeguare  gli atti di gara aggiornando il termine di presentazione  delle  offerte, che non puo’  essere  inferiore  a  trenta  giorni  decorrenti  dalla

relativa comunicazione agli interessati. Non puo’ essere  oggetto  di consultazione l’importo delle  misure  di  defiscalizzazione  di  cui all’articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e  all’articolo 33 del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito,  con modificazioni,  dalla  legge  17  dicembre  2012,  n.  221,   nonche’ l’importo dei contributi pubblici, ove previsti.    4. Il bando  puo’  prevedere  che  l’offerta  sia  corredata  dalla dichiarazione sottoscritta da uno o  piu’  istituti  finanziatori  di manifestazione di  interesse  a  finanziare  l’operazione,  anche  in considerazione dei contenuti dello schema di contratto  e  del  piano economico-finanziario.    5. L’amministrazione aggiudicatrice prevede nel bando di  gara  che il contratto di concessione stabilisca la risoluzione del rapporto in caso di mancato collocamento delle obbligazioni di  progetto  di  cui all’articolo  185,  entro  un  congruo  termine  fissato  dal   bando medesimo, comunque non  superiore  a  ventiquattro  mesi,  decorrente dalla data di approvazione del progetto definitivo.  Resta  salva  la facolta’ del concessionario di reperire la liquidita’ necessaria alla realizzazione   dell’investimento   attraverso   altre    forme    di finanziamento previste dalla normativa vigente, purche’  sottoscritte entro lo stesso termine. Nel caso  di  risoluzione  del  rapporto  ai sensi del primo periodo, il concessionario non avra’ diritto ad alcun rimborso delle spese sostenute,  ivi  incluse  quelle  relative  alla progettazione definitiva. Il bando di gara  puo’  altresi’  prevedere che in caso di parziale finanziamento del progetto e comunque per uno stralcio tecnicamente ed economicamente funzionale, il  contratto  di concessione rimanga efficace limitatamente alla parte che  regola  la realizzazione e la gestione del medesimo stralcio funzionale.    6. Il verificarsi di fatti non riconducibili al concessionario  che incidono  sull’equilibrio  del  piano  economico   finanziario   puo’ comportare la sua revisione da attuare mediante  la  rideterminazione delle condizioni di  equilibrio.  La  revisione  deve  consentire  la permanenza dei rischi trasferiti in capo  all’operatore  economico  e delle condizioni di  equilibrio  economico  finanziario  relative  al contratto. Ai fini della tutela della finanza  pubblica  strettamente connessa al mantenimento della predetta allocazione dei  rischi,  nei casi di opere di interesse statale ovvero finanziate con contributo a carico  dello  Stato,  la  revisione  e’  subordinata   alla   previa valutazione da parte del Nucleo di consulenza per l’attuazione  delle linee guida per la  regolazione  dei  servizi  di  pubblica  utilita’ (NARS).  Negli   altri   casi,   e’   facolta’   dell’amministrazion e aggiudicatrice sottoporre la revisione alla  previa  valutazione  del NARS. In caso di mancato accordo sul riequilibrio del piano economico finanziario,  le   parti   possono   recedere   dal   contratto.   Al concessionario spetta il valore delle opere realizzate e degli  oneri accessori, al netto degli ammortamenti e dei contributi pubblici.                                    Art. 166         (Principio di libera amministrazione delle autorita’ pubbliche)      1. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori  sono liberi di organizzare la procedura per la scelta del  concessionario, fatto salvo il rispetto delle norme di cui alla presente Parte.  Essi sono liberi di decidere il modo migliore per gestire l’esecuzione dei lavori e la prestazione dei servizi per garantire in  particolare  un elevato livello di qualita’, sicurezza ed accessibilita’, la  parita’ di trattamento e la promozione dell’accesso universale e dei  diritti dell’utenza nei servizi pubblici.

Art. 167            (Metodi di calcolo del valore stimato delle concessioni)      1. Il valore di una concessione, ai fini di cui all’articolo 35, e’ costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la   durata   del   contratto,    al    netto    dell’IVA,    stimato dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore,  quale corrispettivo dei lavori e dei  servizi  oggetto  della  concessione, nonche’ per le forniture accessorie a tali lavori e servizi.    2. Il valore stimato e’ calcolato al momento dell’invio  del  bando di concessione o, nei casi in cui  non  sia  previsto  un  bando,  al momento   in   cui   l’amministrazione   aggiudicatrice   o    l’ente aggiudicatore avvia la procedura di aggiudicazione della concessione.    3. Se il valore della concessione al momento dell’aggiudicazione e’ superiore di piu’ del 20 per cento rispetto  al  valore  stimato,  la stima rilevante e’ costituita dal valore della concessione al momento dell’aggiudicazione.    4. Il valore stimato della  concessione  e’  calcolato  secondo  un metodo oggettivo specificato nei  documenti  della  concessione.  Nel calcolo del valore  stimato  della  concessione,  le  amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori tengono conto, se  del  caso, in particolare dei seguenti elementi:    a) il valore di eventuali forme di opzione ovvero  di  altre  forme comunque denominate di protrazione nel tempo dei relativi effetti;    b) gli introiti derivanti dal pagamento, da parte degli utenti  dei lavori e dei servizi, di tariffe e multe diverse da  quelle  riscosse per   conto   dell’amministrazione   aggiudicatrice    o    dell’ente aggiudicatore;    c) i pagamenti  o  qualsiasi  vantaggio  finanziario  conferito  al concessionario,   in   qualsivoglia    forma,    dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore o da  altre  amministrazioni pubbliche, incluse le compensazioni per l’assolvimento di un  obbligo di servizio pubblico e le sovvenzioni pubbliche di investimento;    d) il valore delle  sovvenzioni  o  di  qualsiasi  altro  vantaggio finanziario in qualsivoglia forma conferiti da terzi per l’esecuzione della concessione;    e) le entrate  derivanti  dalla  vendita  di  elementi  dell’attivo facenti parte della concessione;    f) il valore dell’insieme delle forniture e  dei  servizi  messi  a disposizione del concessionario dalle amministrazioni  aggiudicatrici o dagli enti aggiudicatori, purche’ siano necessari per  l’esecuzione dei lavori o la prestazione dei servizi;    g) ogni premio o pagamento o diverso vantaggio  economico  comunque denominato ai candidati o agli offerenti;    5.Nel   calcolo   del   valore   stimato   della   concessione   le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori tengono conto degli atti di regolazione delle Autorita’ indipendenti.    6. La scelta del metodo per il calcolo  del  valore  stimato  della concessione non puo’ essere fatta con l’intenzione di escludere  tale concessione dall’ambito di  applicazione  del  presente  codice.  Una concessione  non  puo’  essere  frazionata  al  fine  di   escluderla dall’osservanza delle norme del presente codice, tranne nel  caso  in cui ragioni oggettive lo giustifichino,  valutate  al  momento  della predisposizione del  bando  dalla  amministrazione  aggiudicatrice  o dall’ente aggiudicatore.    7. Quando  un’opera  o  un  servizio  proposti  possono  dar  luogo all’aggiudicazione  di  una  concessione  per  lotti   distinti,   e’ computato il valore  complessivo  stimato  della  totalita’  di  tali lotti.    8. Quando il valore complessivo dei lotti e’ pari o superiore  alla soglia  di  cui  all’articolo  35  il  presente  codice  si   applica

all’aggiudicazione di ciascun lotto.                                    Art. 168                           (Durata delle concessioni)      1. La durata delle concessioni e’ limitata ed  e’  determinata  nel bando  di  gara  dall’amministrazione  aggiudicatrice   o   dall’ente aggiudicatore  in  funzione  dei  lavori  o  servizi   richiesti   al concessionario. La stessa e’ commisurata al valore della concessione, nonche’ alla complessita’ organizzativa dell’oggetto della stessa..    2. La durata massima della concessione non puo’ essere superiore al periodo di tempo necessario al recupero degli investimenti  da  parte del   concessionario   individuato   sulla   base   di   criteri   di ragionevolezza, insieme ad una remunerazione del capitale  investito, tenuto  conto  degli  investimenti  necessari  per   conseguire   gli obiettivi  contrattuali   specifici   come   risultante   dal   piano economico-finanziario. Gli investimenti presi  in  considerazione  ai fini del calcolo  comprendono  quelli  effettivamente  sostenuti  dal concessionario,  sia  quelli  iniziali  sia  quelli   in   corso   di concessione.                                    Art. 169                        (Contratti misti di concessioni)      1. Le concessioni aventi per oggetto sia lavori  che  servizi  sono aggiudicate  secondo  le  disposizioni   applicabili   al   tipo   di concessione che caratterizza l’oggetto principale del contratto.  Nel caso di concessioni miste che consistono in parte in servizi  sociali e  altri  servizi  specifici  elencati  nell’allegato  IX   l’oggetto principale e’ determinato in base al valore stimato piu’ elevato  tra quelli dei rispettivi servizi.    2.  Se  le  diverse  parti  di  un   determinato   contratto   sono oggettivamente separabili, si applicano i commi 4, 5, 6 e  7.  Se  le diverse parti di un determinato  contratto  sono  oggettivamente  non separabili, si applica il comma 8.    3. Se parte di un determinato contratto, ovvero una delle attivita’ interessate, sono disciplinate dall’articolo 346 TFUE o  dal  decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, si applica l’articolo 160.    4. Nel caso di contratti aventi ad oggetto diverse  attivita’,  una delle  quali  e’   disciplinata   dall’allegato   XVIII,   gli   enti aggiudicatori possono scegliere di aggiudicare  concessioni  distinte per le parti distinte o di aggiudicare un’unica concessione.  Se  gli enti aggiudicatori scelgono di aggiudicare concessioni  separate,  la decisione che determina quale regime giuridico si applica a  ciascuna di tali concessioni e’ adottata in base  alle  caratteristiche  della attivita’  distinta.  Qualora  oggetto  del   contratto   sia   anche un’attivita’ disciplinata dalle disposizioni sui settori speciali  si applica l’articolo 28.    5.  Nel  caso  di  contratti  aventi  ad   oggetto   sia   elementi disciplinati   dal   presente   codice   che   altri   elementi,   le amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli  enti  aggiudicatori  possono scegliere di aggiudicare concessioni distinte per le parti distinte o di  aggiudicare  una  concessione  unica.   Se   le   amministrazioni aggiudicatrici o  gli  enti  aggiudicatori  scelgono  di  aggiudicare concessioni  separate,  la  decisione  che  determina  quale   regim e giuridico si applica a  ciascuno  di  tali  concessioni  distinti  e’ adottata in base alle caratteristiche della parte distinta.

  1. Se le amministrazioni aggiudicatrici o gli  enti  aggiudicatori scelgono di aggiudicare una concessione unica, il presente codice  si applica, salvo se altrimenti previsto all’articolo 160 o dal comma 9, alla concessione mista che ne deriva, a prescindere dal valore  delle parti cui si applicherebbe un diverso regime giuridico e  dal  regime giuridico cui tali parti sarebbero state altrimenti soggette.    7. La scelta tra l’aggiudicazione di un’unica concessione o di piu’ concessioni distinte non puo’ essere effettuata al  fine  di  eludere l’applicazione del presente codice.    8.  Se  le  diverse  parti  di  un   determinato   contratto   sono oggettivamente non separabili, il  regime  giuridico  applicabile  e’ determinato  in  base  all’oggetto  principale   del   contratto   in questione.    9.  Nel  caso  di  contratti  misti  che  contengono  elementi   di concessioni nonche’  appalti  nei  settori  ordinari  o  speciali  il contratto misto e’ aggiudicato in conformita’ con le disposizioni che disciplinano gli appalti nei settori ordinari o nei settori speciali.    10. Nel caso in cui il contratto misto concerna elementi sia di una concessione di servizi che di un contratto  di  forniture,  l’oggetto principale e’ determinato in base al valore stimato piu’ elevato  tra quelli dei rispettivi servizi o forniture.    11. Ad una concessione destinata all’esercizio di piu’ attivita’ si applicano  le  norme  relative  alla  principale  attivita’  cui   e’ destinata.    12. Nel caso di concessioni per cui e’  oggettivamente  impossibile stabilire a quale attivita’ siano principalmente destinate, le  norme applicabili sono determinate conformemente alle lettere a), b) e c):    a) la  concessione  e’  aggiudicata  secondo  le  disposizioni  che disciplinano  le  concessioni   aggiudicate   dalle   amministrazioni aggiudicatrici se una delle attivita’ cui e’ destinata la concessione e’  soggetta   alle   disposizioni   applicabili   alle   concessioni aggiudicate dalle amministrazioni aggiudicatrici e l’altra  attivita’ e’ soggetta alle disposizioni relative alle  concessioni  aggiudicate dagli enti aggiudicatori;    b) la  concessione  e’  aggiudicata  secondo  le  disposizioni  che disciplinano gli appalti nei settori ordinari se una delle  attivita’ e’ disciplinata dalle disposizioni relative all’aggiudicazione  delle concessioni e l’altra dalle disposizioni relative  all’aggiudicazione degli appalti nei settori ordinari;    c) la  concessione  e’  aggiudicata  secondo  le  disposizioni  che disciplinano le concessioni se una delle attivita’ cui  e’  destinata la  concessione   e’   disciplinata   dalle   disposizioni   relative all’aggiudicazione delle concessioni e l’altra non  e’  soggetta  ne’ alla   disciplina   delle   concessioni   ne’   a   quella   relativa all’aggiudicazione degli appalti nei settori ordinari o speciali.

CAPO II GARANZIE PROCEDURALI

Art. 170                        (Requisiti tecnici e funzionali)      1. I requisiti tecnici e funzionali dei lavori da  eseguire  o  dei servizi da  fornire  oggetto  della  concessione  sono  definiti  nei documenti di  gara.  Tali  requisiti  possono  riferirsi  anche  allo specifico processo di produzione o di  esecuzione  dei  lavori  o  di fornitura dei servizi richiesti, a  condizione  che  siano  collegati all’oggetto del contratto e commisurati al valore  e  agli  obiettivi

dello stesso. I requisiti tecnici  e  funzionali  possono  includere, sulla base  delle  richieste  formulate  dalle  stazioni  appaltante, livelli di qualita’, livelli di prestazione ambientale ed effetti sul clima, progettazione per tutti i requisiti (compresa l’accessibilita’ per le persone con disabilita’)  e  la  valutazione  di  conformita’, l’esecuzione, la  sicurezza  o  le  dimensioni,  la  terminologia,  i simboli,  il  collaudo  e  i  metodi  di  prova,   la   marcatura   e l’etichettatura o le istruzioni per l’uso.    2. A meno che non siano giustificati dall’oggetto del contratto,  i requisiti  tecnici  e  funzionali  non  fanno   riferimento   a   una fabbricazione  o  provenienza  determinata  o   a   un   procedimento particolare caratteristico dei prodotti o dei servizi forniti  da  un determinato operatore economico, ne’ a marchi, brevetti, tipi o a una produzione  specifica  che  avrebbero  come  effetto  di  favorire  o eliminare talune imprese  o  taluni  prodotti.  Tale  riferimento  e’ autorizzato, in via eccezionale, nel  caso  in  cui  una  descrizione sufficientemente precisa e intelligibile dell’oggetto  del  contratto non  sia  possibile;  un   siffatto   riferimento   e’   accompagnato dall’espressione «o equivalente».    3. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti  aggiudicatori  non possono escludere un’offerta sulla base della giustificazione secondo cui i lavori e i servizi  offerti  non  sono  conformi  ai  requisiti tecnici e funzionali richiesti nei documenti di gara, se  l’offerente prova, con qualsiasi mezzo idoneo, che le soluzioni da  lui  proposte con la propria offerta soddisfano in maniera equivalente i  requisiti tecnici e funzionali.                                    Art. 171              (Garanzie procedurali nei criteri di aggiudicazione)      1. Le concessioni  sono  aggiudicate  sulla  base  dei  criteri  di aggiudicazione  stabiliti  dalla   stazione   appaltante   ai   sensi dell’articolo  173,  purche’  siano  soddisfatte  tutte  le  seguenti condizioni:    a) l’offerta risponde ai requisiti minimi prescritti dalla stazione appaltante;    b) l’offerente ottempera alle condizioni di partecipazione  di  cui all’articolo 172;    c) l’offerente non e’ escluso dalla partecipazione  alla  procedura di aggiudicazione ai sensi dell’articolo 172.    2. I requisiti minimi di cui al comma 1, lettera  a)  prevedono  le condizioni e  le  caratteristiche  tecniche,  fisiche,  funzionali  e giuridiche che ogni offerta deve soddisfare o possedere.    3. Le stazioni appaltanti forniscono, inoltre:    a) nel bando di concessione, una descrizione  della  concessione  e delle condizioni di partecipazione;    b) nel bando di concessione o  nell’invito  a  presentare  offerte, l’espressa indicazione che la concessione  e’  vincolata  alla  piena attuazione del piano finanziario e al  rispetto  dei  tempi  previsti dallo  stesso  per  la  realizzazione  degli  investimenti  in  opere pubbliche e che l’offerta deve espressamente  contenere,  a  pena  di esclusione,  l’impegno  espresso  da  parte  del  concessionario   al rispetto di tali condizione;    c) nel bando di concessione, nell’invito  a  presentare  offerte  o negli altri  documenti  di  gara,  una  descrizione  dei  criteri  di aggiudicazione e, se del caso, i requisiti minimi da soddisfare.    4. La stazione appaltante puo’ limitare il numero di candidati o di offerenti a  un  livello  adeguato,  purche’  cio’  avvenga  in  modo trasparente e sulla base di criteri oggettivi. Il numero di candidati o di offerenti invitati  a  partecipare  deve  essere  sufficiente  a

garantire un’effettiva concorrenza.    5. La stazione appaltante rende noti  a  tutti  i  partecipanti  le modalita’  della  procedura  e  un  termine  indicativo  per  il  suo completamento. Le eventuali  modifiche  sono  comunicate  a  tutti  i partecipanti e, nella misura in cui riguardino elementi indicati  nel bando  di  concessione,  rese  pubbliche  per  tutti  gli   operatori economici.    6. La stazione appaltante assicura  la  tracciabilita’  degli  atti inerenti alle singole fasi del procedimento,  con  idonee  modalita’, fatto salvo il rispetto delle disposizioni dell’articolo 53.    7. La stazione appaltante puo’  condurre  liberamente  negoziazioni con i candidati e  gli  offerenti.  L’oggetto  della  concessione,  i criteri di aggiudicazione e i requisiti  minimi  non  possono  essere modificati nel corso delle negoziazioni.                                    Art. 172               (Selezione e valutazione qualitativa dei candidati)      1.   Le   stazioni   appaltanti   verificano   le   condizioni   di partecipazione relative alle capacita’  tecniche  e  professionali  e alla  capacita’  finanziaria  ed  economica  dei  candidati  o  degli offerenti,  sulla  base  di  certificazioni,   autocertificazioni   o attestati che devono essere presentati come prova. Le  condizioni  di partecipazione sono correlate  e  proporzionali  alla  necessita’  di garantire la capacita’ del concessionario di eseguire la concessione, tenendo conto dell’oggetto  della  concessione  e  dell’obiettivo  di assicurare la concorrenza effettiva.    2. Per soddisfare le condizioni di partecipazione di cui  al  comma 1,  ove  opportuno  e  nel  caso  di  una  particolare   concessione, l’operatore  economico  puo’  affidarsi  alle  capacita’   di   altri soggetti, indipendentemente dalla natura giuridica dei suoi  rapporti con loro. Se un operatore economico intende  fare  affidamento  sulle capacita’ di  altri  soggetti,  deve  dimostrare  all’amministrazione aggiudicatrice o all’ente aggiudicatore che disporra’  delle  risorse necessarie per l’intera durata della concessione. Per quanto riguarda la capacita’ finanziaria, la stazione appaltante puo’ richiedere  che l’operatore economico e i soggetti in questione siano responsabili in solido dell’esecuzione del  contratto.  Alle  stesse  condizioni,  un raggruppamento di operatori economici di  cui  all’articolo  45  puo’ fare valere le capacita’ dei  partecipanti  al  raggruppamento  o  di altri soggetti. In entrambi i casi si applica l’articolo 89.                                    Art. 173                 (Termini, principi e criteri di aggiudicazione)      1. Le concessioni sono aggiudicate sulla base dei principi  di  cui all’articolo 30.    2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, e comunque in deroga all’articolo  95,  la  stazione  appaltante  elenca  i   criteri   di aggiudicazione in ordine decrescente di importanza. Il termine minimo per  la  ricezione  delle   domande   di   partecipazione,   comprese eventualmente  le  offerte,  e’  di  trenta  giorni  dalla  data   di pubblicazione  del  bando.  Se  la  procedura  si  svolge   in   fasi successive, il termine minimo per la ricezione delle offerte iniziali e’ di ventidue giorni. Si applica l’articolo 79, commi 1 e 2.    3. Se la stazione appaltante  riceve  un’offerta  che  propone  una soluzione innovativa con  un  livello  straordinario  di  prestazioni

funzionali  che  non  avrebbe  potuto  essere  prevista   utilizzando l’ordinaria diligenza, puo’, in via eccezionale, modificare  l’ordine dei criteri di aggiudicazione di cui al comma 2, per tenere conto  di tale soluzione  innovativa.  In  tal  caso,  la  stazione  appaltante informa tutti gli offerenti in merito alla  modifica  dell’ordine  di importanza dei criteri ed emette un nuovo invito a presentare offerte nel termine minimo di ventidue giorni di cui  al  suddetto  comma  2, terzo periodo. Se i criteri di aggiudicazione sono  stati  pubblicati al momento della pubblicazione del bando di concessione, la  stazione appaltante pubblica un nuovo bando di concessione, nel  rispetto  del termine minimo di trenta giorni di cui al comma 2,  secondo  periodo. La modifica dell’ordine non deve dar luogo a discriminazioni.

CAPO III ESECUZIONE DELLE CONCESSIONI

Art. 174                                  (Subappalto)      1. Ferma restando  la  disciplina  di  cui  all’articolo  30,  alle concessioni in materia di subappalto si applica il presente articolo.    2. Gli operatori economici indicano in sede di offerta le parti del contratto di concessione che intendono subappaltare a terzi.  Non  si considerano  come  terzi  le  imprese  che  si  sono  raggruppate   o consorziate per ottenere la concessione ,  ne’  le  imprese  ad  esse collegate;  se  il  concessionario  ha  costituito  una  societa’  di progetto, in conformita’ all’articolo 184, non si considerano terzi i soci, alle condizioni di cui al comma 2 del citato articolo  184.  In sede di offerta gli operatori economici, che non siano  microimprese, piccole e medie imprese, per le  concessioni  di  lavori,  servizi  e forniture di importo pari o superiore alla soglia di cui all’articolo 35,comma  1,  lettera  a),  indicano  una  terna  di  nominativi   di sub-appaltatori nei seguenti casi:    a).concessione di lavori, servizi e forniture per i quali  non  sia necessaria una particolare specializzazione;    b).concessione di lavori, servizi e forniture per i  quali  risulti possibile  reperire  sul  mercato  una   terna   di   nominativi   di subappaltatori da indicare, atteso l’elevato numero di operatori  che svolgono dette prestazioni.    3. L’offerente ha l’obbligo di dimostrare, nei casi di cui al comma 2, l’assenza, in  capo  ai  subappaltatori  indicati,  di  motivi  di esclusione e provvede a sostituire i subappaltatori relativamente  ai quali apposita verifica abbia dimostrato  l’esistenza  di  motivi  di esclusione di cui all’articolo 80.    4. Nel caso di concessioni di lavori e di servizi da fornire presso l’impianto  sotto   la   supervisione   della   stazione   appaltante successivamente all’aggiudicazione della concessione e al piu’  tardi all’inizio dell’esecuzione della  stessa,  il  concessionario  indica alla stazione appaltante dati anagrafici, recapiti  e  rappresentanti legali dei subappaltatori coinvolti  nei  lavori  o  nei  servizi  in quanto noti al momento della richiesta.  Il  concessionario  in  ogni caso  comunica  alla  stazione  appaltante  ogni  modifica  di   tali informazioni  intercorsa   durante   la   concessione,   nonche’   le informazioni   richieste   per   eventuali    nuovi    subappaltatori successivamente coinvolti nei lavori o servizi. Tale disposizione non si applica ai fornitori.    5. Il  concessionario  resta  responsabile  in  via  esclusiva  nei confronti della stazione appaltante. Il concessionario  e’  obbligato

solidalmente con  il  subappaltatore  nei  confronti  dei  dipendenti dell’impresa subappaltatrice, in relazione agli obblighi  retributivi e contributivi previsti dalla legislazione vigente.    6. L’esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto  non  puo’ formare oggetto di ulteriore subappalto.    7. Qualora la natura del contratto lo consenta,  e’  fatto  obbligo per la stazione appaltante di  procedere  al  pagamento  diretto  dei subappaltatori, sempre, in caso di microimprese e piccole imprese, e, per le altre, in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o in caso  di  richiesta  del  subappaltatore.  Il  pagamento  diretto  e’ comunque subordinato alla verifica della regolarita’  contributiva  e retributiva dei dipendenti del subappaltatore. In caso  di  pagamento diretto il concessionario e’ liberato dall’obbligazione  solidale  di cui al comma 5.    8. Si applicano, altresi’, le disposizioni previste dai commi,  10, 11e 17 dell’articolo 105.                                    Art. 175            (Modifica dei contratti durante il periodo di efficacia)      1.  Le  concessioni  possono  essere  modificate  senza  una  nuova procedura di aggiudicazione nei seguenti casi:    a) se le modifiche, a prescindere dal loro valore  monetario,  sono state espressamente  previste  nei  documenti  di  gara  iniziali  in clausole chiare, precise e inequivocabili che fissino la portata,  la natura delle eventuali modifiche, nonche’ le  condizioni  alle  quali possono  essere  impiegate.  Tali  clausole  non  possono   apportare modifiche che alterino la natura generale della concessione. In  ogni caso le medesime clausole non  possono  prevedere  la  proroga  della durata della concessione;    b) per lavori o servizi supplementari da parte  del  concessionario originario che si sono resi  necessari  e  non  erano  inclusi  nella concessione iniziale, ove un cambiamento  di  concessionario  risulti impraticabile per motivi economici o tecnici quali  il  rispetto  dei requisiti   di    intercambiabilita’    o    interoperativita’    tra apparecchiature, servizi o  impianti  esistenti  forniti  nell’ambito della concessione iniziale e comporti per la stazione  appaltante  un notevole ritardo o un significativo aggravi o dei costi;    c) ove ricorrano, contestualmente, le seguenti condizioni:    1) la necessita’ di modifica derivi da circostanze che una stazione appaltante non ha potuto prevedere utilizzando l’ordinaria diligenza;    2) la modifica non alteri la natura generale della concessione;    d) se un nuovo concessionario sostituisce quello a cui la  stazione appaltante avevano inizialmente aggiudicato la concessione a causa di una delle seguenti circostanze:    1) una clausola di revisione in conformita’ della lettera a);    2)  al  concessionario  iniziale  succeda,  in  via  universale   o particolare,  a  seguito  di  ristrutturazioni  societarie,  comprese rilevazioni, fusioni, acquisizione o insolvenza, un  altro  operatore economico che soddisfi i criteri di selezione  qualitativa  stabiliti inizialmente, purche’ cio’ non implichi altre  modifiche  sostanziali al contratto e non sia  finalizzato  ad  eludere  l’applicazione  del presente codice, fatta salva  l’autorizzazione  del  concedente,  ove richiesta sulla base della regolamentazione di settore;    3) nel caso in cui la stazione appaltante si  assuma  gli  obblighi del concessionario principale nei confronti dei suoi subappaltatori;    e) se le  modifiche,  a  prescindere  dal  loro  valore,  non  sono sostanziali ai sensi del comma 7.    2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere  a),  b)  e  c),  perle concessioni aggiudicate  dalle  amministrazioni  aggiudicatrici  allo

scopo di svolgere un’attivita’ diversa da quelle di cui  all’allegato II, l’eventuale aumento di valore, anche  in  presenza  di  modifiche successive, non puo’ eccedere complessivamente il 50  per  cento  del valore  della  concessione  iniziale,  inteso   come   valore   quale risultante a seguito dell’aggiudicazione delle opere o dei servizi  o delle forniture oggetto di concessione. Le modifiche  successive  non sono intese ad aggirare il presente codice.    3. Le stazioni appaltanti  che  hanno  modificato  una  concessione nelle situazioni di cui al comma 1,  lettere  b)  e  c),  pubblicano, conformemente a quanto disposto dall’articolo  72,  un  avviso  nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, contenente le informazioni di cui all’allegato XXV.    4. Le concessioni possono essere modificate senza necessita’ di una nuova procedura di aggiudicazione, ne’ di verificare se le condizioni di cui al comma 7, lettere da a) a d), sono rispettate se la modifica e’ al di sotto di entrambi i valori seguenti:    a) la soglia fissata all’articolo 35, comma 1, lettera a);    b) il 10 per cento del valore della concessione iniziale.    5. La modifica di cui al  comma  4  non  puo’  alterare  la  natura generale della concessione. In caso di piu’ modifiche successive,  il valore e’ accertato sulla base del  valore  complessivo  netto  delle successive modifiche.    6. Ai fini del calcolo del valore di cui ai commi 1, lettere a), b) e c), 2 e4 il valore aggiornato e’ il valore di riferimento quando la concessione prevede una clausola di indicizzazione. Se la concessione non prevede una clausola di indicizzazione, il valore  aggiornato  e’ calcolato tenendo conto dell’inflazione calcolata dall’ISTAT.    7. La modifica di una concessione  durante  il  periodo  della  sua efficacia e’ considerata sostanziale, quando altera considerevolmente gli elementi essenziali del contratto  originariamente  pattuito.  In ogni caso, fatti salvi i commi 1 e 4,  una  modifica  e’  considerata sostanziale se almeno una delle seguenti condizioni e’ soddisfatta:    a)  la  modifica  introduce  condizioni  che,  ove  originariamente previste, avrebbero consentito l’ammissione di candidati  diversi  da quelli  inizialmente  selezionati  o  l’accettazione  di   un’offerta diversa da quella accettata, oppure avrebbero consentito una maggiore partecipazione alla procedura di aggiudicazione;    b) la modifica altera l’equilibrio economico  della  concessione  a favore del concessionario in  modo  non  previsto  dalla  concessione iniziale;    c) la modifica estende notevolmente l’ambito di applicazione  della concessione;    d) se un nuovo concessionario sostituisce quello  cui  la  stazione appaltante aveva inizialmente  aggiudicato  la  concessione  in  casi diversi da quelli previsti al comma 1, lettera d).    8. Una nuova procedura di  aggiudicazione  di  una  concessione  e’ richiesta per modifiche delle condizioni di una  concessione  durante il periodo della sua efficacia diverse da quelle previste ai commi  1 e 4.                                    Art. 176      (Cessazione,  revoca  d’ufficio,  risoluzione  per  inadempimento   e                               subentro)      1. La concessione cessa quando:    a)  il  concessionario  avrebbe  dovuto  essere  escluso  ai  sensi dell’articolo 80;    b)  la  stazione  appaltante  ha   violato   con   riferimento   al procedimento di aggiudicazione, il diritto dell’Unione  europea  come accertato dalla Corte  di  Giustizia  dell’Unione  europea  ai  sensi

dell’articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;    c) la concessione ha subito una modifica che avrebbe richiesto  una nuova procedura di aggiudicazione ai sensi dell’articolo  175,  comma 8.    2. Nelle ipotesi di cui al comma 1,  non  si  applicano  i  termini previsti dall’articolo 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241.    3. Nel caso in cui l’annullamento d’ufficio dipenda  da  vizio  non imputabile al concessionario si applica il comma 4.    4. Qualora la  concessione  sia  risolta  per  inadempimento  della amministrazione  aggiudicatrice  ovvero   quest’ultima   revochi   la concessione  per   motivi   di   pubblico   interesse   spettano   al concessionario:    a) il valore delle opere realizzate piu’ gli  oneri  accessori,  al netto degli ammortamenti, ovvero, nel caso in cui l’opera  non  abbia ancora superato la fase di collaudo, i costi effettivamente sostenuti dal concessionario;    b) le penali  e  gli  altri  costi  sostenuti  o  da  sostenere  in conseguenza della risoluzione;    c) un indennizzo a titolo di risarcimento del mancato guadagno pari al 10 per cento del valore delle opere ancora da eseguire ovvero  del valore attuale della parte del servizio pari ai costi monetari  della gestione operativa previsti nel piano economico finanziario  allegato alla concessione,    5. Le somme di cui al comma 4 sono  destinate  prioritariamente  al soddisfacimento dei crediti dei finanziatori del concessionario e dei titolari di titoli emessi ai  sensi  dell’articolo185,  limitatamente alle obbligazioni emesse successivamente  alla  data  di  entrata  in vigore della presente disposizione e sono indisponibili da  parte  di quest’ultimo fino al completo soddisfacimento di detti crediti.    6. L’efficacia della revoca della concessione  e’  sottoposta  alla condizione del pagamento da parte dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’ente aggiudicatore delle somme previste al comma 4.    7.  Qualora  la  concessione  sia  risolta  per  inadempimento  del concessionario trova applicazione l’articolo 1453 del codice civile.    8. Nei casi che comporterebbero la risoluzione di  una  concessione per  cause  imputabili  al  concessionario,  la  stazione  appaltante comunica per iscritto al  concessionario  e  agli  enti  finanziatori l’intenzione di risolvere il rapporto.  Gli  enti  finanziatori,  ivi inclusi i titolari di  obbligazioni  e  titoli  analoghi  emessi  dal concessionario,  entro   novanta   giorni   dal   ricevimento   della comunicazione, indicano un operatore economico,  che  subentri  nella concessione,   avente   caratteristiche   tecniche   e    finanziarie corrispondenti o analoghe a quelle previste nel bando di gara o negli atti in forza  dei  quali  la  concessione  e’  stata  affidata,  con riguardo allo stato di  avanzamento  dell’oggetto  della  concessione alla data del subentro.    9. L’operatore economico subentrante  deve  assicurare  la  ripresa dell’esecuzione   della   concessione    e    l’esatto    adempimento originariamente  richiesto  al  concessionario  sostituito  entro  il termine   indicato   dalla   stazione   appaltante.    Il    subentro dell’operatore economico ha effetto dal momento in  cui  la  stazione appaltante vi presta il consenso.    10. Fuori dalle ipotesi di cui all’articolo 175, comma  1,  lettera d),la sostituzione del concessionario e’ limitata al tempo necessario per l’espletamento di una nuova procedura di gara.                                    Art. 177                         (Affidamenti dei concessionari)      1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 7, i soggetti pubblici

o privati, titolari di concessioni di lavori, di servizi  pubblici  o di forniture gia’ in essere  alla  data  di  entrata  in  vigore  del presente codice,  non  affidate  con  la  formula  della  finanza  di progetto, ovvero con procedure di gara ad evidenza  pubblica  secondo il diritto dell’Unione europea, sono obbligati ad affidare, una quota pari all’ottanta  per  cento  dei  contratti  di  lavori,  servizi  e forniture relativi alle concessioni di  importo  di  importo  pari  o superiore  a  150.000  euro  e  relativi  alle  concessioni  mediante procedura ad evidenza pubblica, introducendo clausole sociali  e  per la stabilita’ del personale impiegato e  per  la  salvaguardia  delle professionalita’.  La  restante  parte  puo’  essere  realizzata   da societa’ in house di cui all’articolo  5  per  i  soggetti  pubblici , ovvero  da  societa’  direttamente  o  indirettamente  controllate  o collegate  per  i  soggetti   privati,   ovvero   tramite   operatori individuati mediante procedura ad evidenza pubblica,  anche  di  tipo semplificato.    2. Le concessioni di cui al comma 1 gia’ in essere si adeguano alle predette disposizioni entro ventiquattro mesi dalla data  di  entrata in vigore del presente codice.    3. La verifica del rispetto del limite di  cui  al  comma  1,  pari all’ottanta per cento, da parte dei soggetti  preposti  e  dell’ANAC, viene  effettuata,  annualmente,  secondo   le   modalita’   indicate dall’ANAC stessa in apposite linee guida, da adottare  entro  novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice. Eventuali situazioni di squilibrio rispetto al limite  indicato  devono  essere riequilibrate  entro  l’anno  successivo.  Nel  caso   di   reiterate situazioni di squilibrio  per  due  anni  consecutivi  il  concedente applica una penale in  misura  pari  al  10  per  cento  dell’importo complessivo dei lavori, servizi  o  forniture  che  avrebbero  dovuto essere affidati con procedura ad evidenza pubblica.                                    Art. 178      (Norme in materia di concessioni autostradali  e  particolare  regime                             transitorio)      1.Per le concessioni autostradali che,  alla  data  di  entrata  in vigore del presente codice, siano scadute,  il  concedente,  che  non abbia ancora provveduto, procede alla predisposizione  del  bando  di gara per  l’affidamento  della  concessione,  secondo  le  regole  di evidenza  pubblica  previste  dal  presente   codice,   nel   termine perentorio di  sei  mesi  dalla  predetta  data,  ferma  restando  la possibilita’ di affidamento in house ai sensi dell’articolo 5.  Fatto salvo quanto previsto per  l’affidamento  delle  concessioni  di  cui all’articolo 5 del presente  codice,  e’  vietata  la  proroga  delle concessioni autostradali.    2.  I  reciproci   obblighi,   per   il   periodo   necessario   al perfezionamento della procedura di cui al  comma  1,  sono  regolati, sulla base delle condizioni contrattuali vigenti.    3. Per le concessioni autostradali per le quali la scadenza avviene nei ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in  vigore  del presente   codice,   il   concedente   avvia   la    procedura    per l’individuazione del concessionario  subentrante,  mediante  gara  ad evidenza pubblica, in  conformita’  alle  disposizioni  del  presente codice, ferma restando la possibilita’ di  affidamento  in  house  ai sensi  dell’articolo  5.  Ove  suddetto  termine  sia   inferiore   a ventiquattro mesi alla data di entrata in vigore del presente codice, la procedura di gara viene indetta nel piu’ breve tempo possibile, in modo da evitare soluzioni di continuita’ tra i due regimi concessori.    4. Il concedente  avvia  le  procedure  ad  evidenza  pubblica  per l’affidamento della nuova concessione autostradale entro  il  termine

di ventiquattro mesi antecedente alla scadenza della  concessione  in essere, ferma restando la possibilita’ di  affidamento  in  house  ai sensi dell’articolo 5.    5. Qualora la procedura di gara non si concluda entro il termine di scadenza della concessione, il concessionario uscente resta obbligato a proseguire nell’ordinaria  amministrazione  fino  al  trasferimento della gestione. Per detto periodo si applica quanto previsto al comma 2.    6. Il concedente, almeno un anno prima della data di scadenza della concessione, effettua,  in  contraddittorio  con  il  concessionario, tutte le verifiche necessarie a valutare lo stato tecnico complessivo dell’infrastruttura ed ordina, se del caso, i necessari ripristini  e le occorrenti modificazioni dello stato  dei  luoghi  in  conformita’ degli impegni assunti convenzionalmente.    7. Per le opere assentite che il concessionario ha gia’ eseguito  e non  ancora  ammortizzate  alla  scadenza   della   concessione,   il concessionario uscente ha diritto ad  un  indennizzo  di  tali  poste dell’investimento,  da  parte  del   subentrante,   pari   al   costo effettivamente sostenuto,  al  netto  degli  ammortamenti,  dei  beni reversibili non ancora ammortizzati come risultante dal  bilancio  di esercizio alla data dell’anno in cui termina la concessione, e  delle variazioni eseguite ai  fini  regolatori.  L’importo  del  valore  di subentro e’ a carico del concessionario subentrante.    8. Per le concessioni autostradali il rischio di  cui  all’articolo 3, comma 1, lettera zz), si intende comprensivo del rischio traffico. L’amministrazione puo’ richiedere sullo schema delle  convenzioni  da sottoscrivere un parere preventivo all’Autorita’ di  regolazione  dei trasporti.

PARTE IV PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO E CONTRAENTE GENERALE

Art. 179                         (Disciplina comune applicabile)      1. Alle procedure di affidamento di  cui  alla  presente  parte  si applicano le disposizioni di cui alla parte I,  III,  V  e  VI  ,  in quanto compatibili.    2. Si applicano inoltre, in quanto compatibili  con  le  previsioni della presente parte, le disposizioni della  parte  II,  titolo  I  a seconda che l’importo dei lavori sia pari o superiore alla soglia  di cui  all’articolo  35,  ovvero  inferiore,   nonche’   le   ulteriori disposizioni della parte II indicate all’articolo 164, comma 2.    3. Le disposizioni della presente parte  si  applicano,  in  quanto compatibili, anche ai servizi.

TITOLO I PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO

Art. 180                         (Partenariato pubblico privato)      1. Il contratto di partenariato e’ il contratto a titolo oneroso di

cui all’articolo 3, comma 1, lettera eee). Il contratto puo’ avere ad oggetto anche la progettazione di fattibilita’ tecnico ed economica e la progettazione definitiva delle opere o dei servizi connessi.    2. Nei contratti di partenariato  pubblico  privato,  i  ricavi  di gestione dell’operatore economico provengono dal canone  riconosciuto dall’ente concedente e/o da qualsiasi altra  forma  di  contropartita economica ricevuta dal  medesimo  operatore  economico,  anche  sotto forma di introito diretto  della  gestione  del  servizio  ad  utenza esterna.    3. Nel contratto di partenariato pubblico privato il  trasferimento del rischio in capo all’operatore economico comporta l’allocazione  a quest’ultimo, oltre che del rischio di costruzione, anche del rischio di  disponibilita’  o,  nei  casi  di  attivita’   redditizia   verso l’esterno, del rischio di domanda dei servizi resi, per il periodo di gestione dell’opera come definiti, rispettivamente, dall’articolo  3, comma 1, lettere aaa), bbb) e ccc). Il  contenuto  del  contratto  e’ definito tra le parti in modo  che  il  recupero  degli  investimenti effettuati  e  dei  costi  sostenuti  dall’operatore  economico,  per eseguire il lavoro o  fornire  il  servizio,  dipenda  dall’effettiva fornitura del servizio o utilizzabilita’ dell’opera o dal volume  dei servizi erogati in corrispondenza della domanda e, in ogni caso,  dal rispetto  dei  livelli  di  qualita’  contrattualizzati,  purche’  la valutazione  avvenga  ex  ante.  Con  il  contratto  di  partenariato pubblico privato sono altresi’ disciplinati anche i rischi, incidenti sui corrispettivi, derivanti da fatti  non  imputabili  all’operatore economico.    4. A fronte della disponibilita’  dell’opera  o  della  domanda  di servizi, l’amministrazione aggiudicatrice puo’ scegliere  di  versare un canone all’operatore economico che e’ proporzionalmente ridotto  o annullato nei periodi di ridotta o mancata disponibilita’ dell’opera, nonche’ ridotta o mancata prestazione dei  servizi.  Tali  variazioni del canone  devono,  in  ogni  caso,  essere  in  grado  di  incidere significativamente  sul  valore  attuale  netto  dell’insieme   degli investimenti, dei costi e dei ricavi dell’operatore economico.    5. L’amministrazione aggiudicatrice sceglie altresi’ che  a  fronte della disponibilita’ dell’opera o della  domanda  di  servizi,  venga corrisposta una diversa utilita’ economica comunque pattuita ex ante, ovvero  rimette  la  remunerazione  del  servizio  allo  sfruttamento diretto della stessa da parte dell’operatore economico, che  pertanto si assume il rischio delle fluttuazioni  negative  di  mercato  della domanda del servizio medesimo.    6. L’equilibrio economico finanziario, come  definito  all’articolo 3, comma 1, lettera fff), rappresenta il presupposto per la  corretta allocazione  dei  rischi  di  cui  al  comma  4.  Ai  soli  fini  del raggiungimento   del   predetto   equilibrio,   in   sede   di   gara l’amministrazione  aggiudicatrice  puo’  stabilire  anche  un  prezzo consistente in un contributo pubblico ovvero nella cessione  di  beni immobili che non assolvono piu’ a funzioni di interesse  pubblico.  A titolo  di  contributo  puo’  essere  riconosciuto  un   diritto   di godimento,  la  cui  utilizzazione  sia  strumentale  e  tecnicamente connessa all’opera  da  affidare  in  concessione.  Le  modalita’  di utilizzazione dei beni immobili  sono  definite  dall’amministrazione aggiudicatrice e costituiscono uno dei  presupposti  che  determinano l’equilibrio economico-finanziario della concessione. In  ogni  caso, l’eventuale riconoscimento del prezzo, sommato al valore di eventuali garanzie pubbliche o  di  ulteriori  meccanismi  di  finanziamento  a carico della pubblica amministrazione, non puo’ essere  superiore  al trenta per cento del costo dell’investimento complessivo, comprensivo di eventuali oneri finanziari.    7. La documentata disponibilita’ di un finanziamento e’  condizione di valutazione di ammissione ad un contratto di partenariato pubblico privato.  La  sottoscrizione  del  contratto  ha  luogo   previa   la presentazione di  idonea  documentazione  inerente  il  finanziamento

dell’opera. Il contratto e’ risolto di diritto ove  il  contratto  di finanziamento  non  sia  perfezionato   entro   dodici   mesi   dalla sottoscrizione del contratto.    8. Nella tipologia dei contratti di cui al  comma  1  rientrano  la finanza di progetto, la concessione di  costruzione  e  gestione,  la concessione di servizi, la locazione finanziaria di opere  pubbliche, il  contratto  di  disponibilita’  e  qualunque  altra  procedura  di realizzazione in partenariato di opere o servizi  che  presentino  le caratteristiche di cui ai commi precedenti.      Art.181                         (Procedure di affidamento)      1. La scelta dell’operatore  economico  avviene  con  procedure  ad evidenza pubblica anche mediante dialogo competitivo.    2. Salva l’ipotesi in cui  l’affidamento  abbia  ad  oggetto  anche l’attivita’ di progettazione come prevista dall’articolo  180,  comma 1, le amministrazioni aggiudicatrici provvedono  all’affidamento  dei contratti ponendo a base di gara il progetto definitivo e uno  schema di contratto e  di  piano  economico  finanziario,  che  disciplinino l’allocazione  dei  rischi  tra  amministrazione   aggiudicatrice   e operatore economico.    3. La scelta e’ preceduta da adeguata istruttoria  con  riferimento all’analisi  della  domanda  e  dell’offerta,  della   sostenibilita’ economico-finanziaria  e  economico-  sociale  dell’operazione,  alla natura e alla intensita’ dei diversi rischi presenti  nell’operazione di partenariato, anche utilizzando tecniche di  valutazione  mediante strumenti di comparazione per verificare la convenienza del ricorso a forme  di  partenariato  pubblico   privato   in   alternativa   alla realizzazione diretta tramite normali procedure di appalto.    4.   L’amministrazione   aggiudicatrice   esercita   il   controllo sull’attivita’ dell’operatore economico attraverso la predisposizione ed  applicazione  di  sistemi  di  monitoraggio,  secondo   modalita’ definite da linee  guida  adottate  dall’ANAC,  sentito  il  Ministro dell’economia e delle finanze, entro novanta giorni  dall’entrata  in vigore del presente decreto, verificando in particolare la permanenza in capo all’operatore economico dei  rischi  trasferiti.  L’operatore economico e’ tenuto a  collaborare  ed  alimentare  attivamente  tali sistemi.      Art.182                        (Finanziamento del progetto )      1. Il finanziamento dei contratti puo’ avvenire utilizzando  idonei strumenti  quali,  tra  gli  altri,  la  finanza  di   progetto.   Il finanziamento  puo’  anche  riguardare  il  conferimento   di   asset patrimoniali  pubblici  e  privati.  La  remunerazione  del  capitale investito e’ definita nel contratto.    2. Il contratto definisce i  rischi  trasferiti,  le  modalita’  di monitoraggio della  loro  permanenza  entro  il  ciclo  di  vita  del rapporto contrattuale e le  conseguenze  derivanti  dalla  anticipata estinzione del contratto, tali da comportare la permanenza dei rischi trasferiti in capo all’operatore economico.    3.  Il  verificarsi  di  fatti  non   riconducibili   all’operatore economico  che   incidono   sull’equilibrio   del   piano   economico finanziario puo’ comportare la sua revisione da attuare  mediante  la rideterminazione delle condizioni di equilibrio.  La  revisione  deve consentire la permanenza dei rischi trasferiti in capo  all’operatore economico e delle  condizioni  di  equilibrio  economico  finanziario relative al contratto. Ai fini della tutela  della  finanza  pubblica strettamente connessa al mantenimento della predetta allocazione  dei

rischi, nei casi di opere di interesse statale ovvero finanziate  con contributo a carico dello Stato, la  revisione  e’  subordinata  alla previa valutazione da parte del Nucleo di consulenza per l’attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilita’ (NARS).  Negli   altri   casi,   e’   facolta’   dell’amministrazione aggiudicatrice sottoporre la revisione alla  previa  valutazione  del NARS. In caso di mancato accordo sul riequilibrio del piano economico finanziario, le parti possono recedere dal  contratto.  All’operatore economico spetta il valore  delle  opere  realizzate  e  degli  oneri accessori, al netto degli ammortamenti e dei contributi pubblici.                                    Art. 183                              (Finanza di progetto)      1. Per la realizzazione di lavori pubblici o di lavori di  pubblica utilita’, ivi inclusi quelli relativi alle  strutture  dedicate  alla nautica  da  diporto,  inseriti  negli  strumenti  di  programmazione formalmente approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla  base della normativa vigente, ivi inclusi i Piani dei porti,  finanziabili in  tutto  o  in  parte  con  capitali  privati,  le  amministrazioni aggiudicatrici  possono,  in  alternativa  all’affidamento   mediante concessione ai  sensi  della  parte  III,  affidare  una  concessione ponendo  a  base  di  gara  il  progetto  di  fattibilita’,  mediante pubblicazione di un bando finalizzato alla presentazione  di  offerte che contemplino l’utilizzo di risorse  totalmente  o  parzialmente  a carico dei soggetti proponenti. In ogni caso  per  le  infrastrutture afferenti le opere in linea, e’ necessario che le  relative  proposte siano ricomprese negli  strumenti  di  programmazione  approvati  dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.    2. Il  bando  di  gara  e’  pubblicato  con  le  modalita’  di  cui all’articolo 72 ovvero di cui all’articolo 130, secondo l’importo dei lavori,  ponendo  a  base  di  gara  il  progetto   di   fattibilita’ predisposto  dall’amministrazione  aggiudicatrice.  Il  progetto   di fattibilita’ da porre a base di gara e’ redatto dal  personale  delle amministrazioni aggiudicatrici in possesso dei  requisiti  soggettivi necessari per  la  sua  predisposizione  in  funzione  delle  diverse professionalita’ coinvolte nell’approccio  multidisciplinare  proprio del progetto di fattibilita’. In  caso  di  carenza  in  organico  di personale idoneamente qualificato, le amministrazioni  aggiudicatrici possono affidare la redazione del progetto di fattibilita’ a soggetti esterni, individuati con le procedure previste dal  presente  codice. Gli oneri connessi all’affidamento di attivita’  a  soggetti  esterni possono essere ricompresi nel quadro economico dell’opera.    3.  Il  bando,  oltre  al  contenuto  previsto  dall’articolo   142 specifica:    a) che  l’amministrazione  aggiudicatrice  ha  la  possibilita’  di richiedere al promotore prescelto, di cui al comma 10, lettera b), di apportare al progetto definitivo, da questi presentato, le  modifiche eventualmente intervenute in fase di approvazione del progetto, anche al fine del  rilascio  delle  concessioni  demaniali  marittime,  ove necessarie, e che, in tal caso,  la  concessione  e’  aggiudicata  al promotore  solo  successivamente  all’accettazione,   da   parte   di quest’ultimo, delle modifiche  progettuali  nonche’  del  conseguente eventuale adeguamento del piano economico-finanziario;    b) che, in caso di mancata accettazione da parte del  promotore  di apportare modifiche  al  progetto  definitivo,  l’amministrazione  ha facolta’ di chiedere progressivamente ai  concorrenti  successivi  in graduatoria l’accettazione delle modifiche da apportare  al  progetto definitivo presentato dal promotore alle stesse  condizioni  proposte al promotore e non accettate dallo stesso.

4.Le amministrazioni aggiudicatrici valutano le offerte  presentate con il criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa  di  cui all’articolo 95.    5. Oltre a quanto previsto dall’articolo 95, l’esame delle proposte e’ esteso agli aspetti relativi alla qualita’ del progetto definitivo presentato,  al  valore  economico  e  finanziario  del  piano  e  al contenuto  della  bozza  di  convenzione.  Per  quanto  concerne   le strutture dedicate alla nautica da diporto, l’esame e la  valutazione delle proposte  sono  svolti  anche  con  riferimento  alla  maggiore idoneita’ dell’iniziativa prescelta a soddisfare in via combinata gli interessi  pubblici  alla  valorizzazione  turistica   ed   economica dell’area interessata, alla tutela del paesaggio  e  dell’ambiente  e alla sicurezza della navigazione.    6. Il bando indica i criteri, secondo l’ordine di  importanza  loro attribuita, in base ai quali si procede alla valutazione  comparativa tra le diverse proposte. La pubblicazione  del  bando,  nel  caso  di strutture destinate alla nautica da diporto, esaurisce gli  oneri  di pubblicita’ previsti per  il  rilascio  della  concessione  demaniale marittima.    7. Il disciplinare di gara,  richiamato  espressamente  nel  bando, indica, in particolare, l’ubicazione e la descrizione dell’intervento da  realizzare,  la  destinazione  urbanistica,  la  consistenza,  le tipologie del servizio da gestire,  in  modo  da  consentire  che  le proposte siano presentate secondo presupposti omogenei.    8. Alla procedura sono ammessi solo  i  soggetti  in  possesso  dei requisiti per i concessionari, anche associando o consorziando  altri soggetti, ferma restando l’assenza dei motivi di  esclusione  di  cui all’articolo 80.    9. Le offerte devono contenere un progetto definitivo, una bozza di convenzione, un piano economico-finanziario asseverato da un istituto di credito o da  societa’  di  servizi  costituite  dall’istituto  di credito stesso ed iscritte nell’elenco  generale  degli  intermediari finanziari,   ai   sensi   dell’articolo   106deldecretolegislativo1º settembre 1993, n. 385, o da  una  societa’  di  revisione  ai  sensi dell’articolo 1 della  legge  23  novembre  1939,n.1966,  nonche’  la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione, e dare conto del preliminare coinvolgimento  di  uno  o  piu’  istituti finanziatori nel progetto. Il piano  economico-finanziario,  oltre  a prevedere il rimborso delle spese sostenute  per  la  predisposizione del  progetto  di  fattibilita’  posto  a  base  di  gara,  comprende l’importo delle spese sostenute per la predisposizione delle offerte, comprensivo  anche  dei  diritti  sulle  opere  dell’ingegno  di  cui all’articolo 2578 del  codice  civile.  L’importo  complessivo  delle spese di cui al periodo precedente non puo’ superare il 2,5 per cento del  valore  dell’investimento,  come  desumibile  dal  progetto   di fattibilita’ posto a base di gara. Nel caso  di  strutture  destinate alla nautica da diporto, il  progetto  definitivo  deve  definire  le caratteristiche qualitative e funzionali  dei  lavori  ed  il  quadro delle esigenze  da  soddisfare  e  delle  specifiche  prestazioni  da fornire, deve contenere uno studio con la descrizione del progetto ed i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti  che il progetto puo’ avere sull’ambiente e deve essere integrato  con  l e specifiche  richieste  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei trasporti con propri decreti.    10. L’amministrazione aggiudicatrice:    a) prende in esame  le  offerte  che  sono  pervenute  nei  termini indicati nel bando;    b) redige una graduatoria e nomina promotore  il  soggetto  che  ha presentato la migliore offerta; la nomina  del  promotore  puo’  aver luogo anche in presenza di una sola offerta;    c) pone in  approvazione  il  progetto  definitivo  presentato  dal promotore, con le modalita’ indicate all’articolo 27, anche  al  fine del successivo rilascio della concessione  demaniale  marittima,  ove

necessaria. In tale  fase  e’  onere  del  promotore  procedere  alle modifiche  progettuali  necessarie  ai  fini  dell’approvazione   del progetto, nonche’ a tutti gli ad empimenti di  legge  anche  ai  fini della valutazione di impatto  ambientale,  senza  che  cio’  comporti alcun compenso aggiuntivo, ne’ incremento delle spese  sostenute  per la predisposizione delle offerte indicate nel piano finanziario;    d) quando il  progetto  non  necessita  di  modifiche  progettuali, procede direttamente alla stipula della concessione;    e) qualora il promotore non accetti di modificare il  progetto,  ha facolta’ di richiedere progressivamente ai concorrenti successivi  in graduatoria l’accettazione delle modifiche al progetto presentato dal promotore  alle  stesse  condizioni  proposte  al  promotore  e   non accettate dallo stesso.    11. La stipulazione del  contratto  di  concessione  puo’  avvenire solamente a seguito della  conclusione,  con  esito  positivo,  della procedura  di  approvazione   del   progetto   definitivo   e   della accettazione delle modifiche  progettuali  da  parte  del  promotore, ovvero del diverso  concorrente  aggiudicatario.  Il  rilascio  della concessione demaniale marittima, ove necessaria, avviene  sulla  base del progetto  definitivo,  redatto  in  conformita’  al  progetto  di fattibilita’ approvato.    12. Nel caso in cui risulti  aggiudicatario  della  concessione  un soggetto diverso dal promotore, quest’ultimo ha diritto al pagamento, a carico dell’aggiudicatario, dell’importo  delle  spese  di  cui  al comma 9, terzo periodo.    13. Le offerte sono corredate dalla garanzia di cui all’articolo 93 e da un’ulteriore cauzione fissata dal bando in misura  pari  al  2,5 per  cento  del  valore  dell’investimento,  come  desumibile   dallo progetto  di  fattibilita’  posto  a  base  di  gara.   Il   soggetto aggiudicatario e’ tenuto a prestare la  cauzione  definitiva  di  cui all’articolo 103. Dalla data di inizio dell’esercizio  del  servizio, da parte del concessionario e’ dovuta una cauzione a  garanzia  delle penali relative al  mancato  o  inesatto  adempimento  di  tutti  gli obblighi contrattuali relativi alla gestione dell’opera, da prestarsi nella misura del 10 per cento del costo annuo operativo di  esercizio e con le modalita’ di cui  all’articolo  103;lamancatapresentazionedi tale cauzione costituisce grave inadempimento contrattuale.    14. Si applicano, ove necessario, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8  giugno  2001,  n.  327,esuccessive modificazioni.    15.Gli operatori economici possono presentare alle  amministrazioni aggiudicatrici proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilita’, inclusele strutture dedicate alla nautica da diporto, non  presenti  negli  strumenti  di programmazione approvati  dall’amministrazione  aggiudicatrice  sulla base della normativa vigente. La proposta  contiene  un  progetto  di fattibilita’,    una    bozza    di     convenzione,     il     piano economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al  comma 9, primo periodo,  e  la  specificazione  delle  caratteristiche  del servizio e della gestione.  Nel  caso  di  strutture  destinate  alla nautica da diporto, il progetto  di  fattibilita’  deve  definire  le caratteristiche qualitative e funzionali  dei  lavori  e  del  quadro delle esigenze  da  soddisfare  e  delle  specifiche  prestazioni  da fornire, deve contenere uno studio con la descrizione del progetto  e i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti  che il progetto puo’ avere sull’ambiente e deve essere integrato  con  le specifiche  richieste  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei trasporti  con  propri  decreti.   Il   piano   economico-finanziario comprende l’importo delle  spese  sostenute  per  la  predisposizione della  proposta,  comprensivo   anche   dei   diritti   sulle   opere dell’ingegno di cui all’articolo 2578 del codice civile. La  proposta e’  corredata  dalle  autodichiarazioni  relative  al  possesso   dei requisiti di cui al comma 17, dalla cauzione di cui all’articolo 103,

e dall’impegno a prestare una cauzione nella misura  dell’importo  di cui al  comma  9,terzo  periodo,  nel  caso  di  indizione  di  gara. L’amministrazione aggiudicatrice valuta, entro il termine  perentori o di  tre  mesi,  la  fattibilita’   della   proposta.   A   tal   fine l’amministrazione  aggiudicatrice  puo’  invitare  il  proponente  ad apportare al progetto di fattibilita’ le modifiche necessarie per  la sua approvazione. Se il proponente non apportale modifiche richieste, la proposta non puo’ essere valutata positivamente.  Il  progetto  di fattibilita’ eventualmente modificato, e’ inserito negli strumenti di programmazione approvati  dall’amministrazione  aggiudicatrice  sulla base della normativa vigente ed  e’  posto  in  approvazione  con  le modalita’ previste per l’approvazione di progetti; il  proponente  e’ tenuto ad apportare le eventuali ulteriori modifiche chieste in  sede di approvazione del progetto; in difetto, il progetto si intende  non approvato. Il progetto di fattibilita’ approvato e’ posto a  base  di gara,   alla   quale   e’   invitato   il   proponente.   Nel   bando l’amministrazione  aggiudicatrice  puo’  chiedere   ai   concorrenti, compreso il proponente, la presentazione  di  eventuali  varianti  al progetto. Nel bando e’ specificato che il promotore  puo’  esercitare il diritto di  prelazione.  I  concorrenti,  compreso  il  promotore, devono essere in  possesso  dei  requisiti  di  cui  al  comma  8,  e presentare un’offerta contenente una bozza di convenzione,  il  piano economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al  comma 9,  primo  periodo,  la  specificazione  delle  caratteristiche   del servizio e della gestione, nonche’ le eventuali varianti al  progetto di fattibilita’; si applicano i  commi  4,  5,  6,  7  e  13.  Se  il promotore non risulta aggiudicatario, puo’ esercitare, entro quindici giorni  dalla  comunicazione  dell’aggiudicazione,  il   diritto   d i prelazione e divenire aggiudicatario se  dichiara  di  impegnarsi  ad adempiere alle obbligazioni  contrattuali  alle  medesime  condizioni offerte   dall’aggiudicatario.   Se   il   promotore   non    risulta aggiudicatario e non esercita la prelazione ha diritto al  pagamento, a  carico  dell’aggiudicatario,  dell’importo  delle  spese  per   la predisposizione della proposta nei limiti indicati nel comma 9. Se il promotore esercita  la  prelazione,  l’originario  aggiudicatario  ha diritto al pagamento, a  carico  del  promotore,  dell’importo  delle spese per la predisposizione dell’offerta nei limiti di cui al  comma 9.    16. La proposta di cui al comma15, primo periodo, puo’  riguardare, in alternativa alla concessione,  la  locazione  finanziaria  di  cui all’articolo 187.    17. Possono presentare le  proposte  di  cui  al  comma  15,  primo periodo, i soggetti in possesso dei requisiti  di  cui  al  comma  8, nonche’ i soggetti con i requisiti per  partecipare  a  procedure  di affidamento di contratti pubblici anche per servizi di  progettazione eventualmente associati o consorziati con  enti  finanziatori  e  con gestori di servizi. La realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilita’ rientra tra i settori ammessi di  cui  all’articolo1,comma1, lettera c-bis), del decreto legislativo 17 maggio 1999,  n.  153.  Le camere  di   commercio,   industria,   artigianato   e   agricoltura, nell’ambito degli scopi di utilita’ sociale  e  di  promozione  dello sviluppo economico dalle stesse perseguiti, possono  aggregarsi  alla presentazione di proposte di realizzazione di lavori pubblici di  cui al comma 1, ferma restando la loro autonomia decisionale.    18. Al fine di assicurare adeguati livelli  di  bancabilita’  e  il coinvolgimento del sistema bancario nell’operazione, si applicano  in quanto compatibili le disposizioni contenute all’articolo 185.    19. Limitatamente alle ipotesi di cui i commi15 e  17,  i  soggetti che hanno presentato le proposte possono recedere dalla  composizione dei proponenti in ogni fase della procedura fino  alla  pubblicazione del bando di gara purche’ tale  recesso  non  faccia  venir  meno  la presenza dei requisiti  per  la  qualificazione.  In  ogni  caso,  la mancanza  dei  requisiti  in  capo  a   singoli   soggetti   comporta

l’esclusione dei soggetti medesimi senza inficiare la validita’ della proposta,  a  condizione  che  i  restanti  componenti  posseggano  i requisiti necessari per la qualificazione.    20. Ai sensi  dell’articolo  2  del  presente  codice,  per  quanto attiene alle strutture dedicate alla nautica da diporto, le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano  adeguano  la  propria normativa ai principi previsti dal presente articolo.      Art.184                           (Societa’ di progetto)      1. Il bando di gara per l’affidamento di  una  concessione  per  la realizzazione e/o gestione  di  una  infrastruttura  o  di  un  nuovo servizio di pubblica utilita’ deve prevedere che l’aggiudicatario  ha la facolta’, dopo l’aggiudicazione, di  costituire  una  societa’  di progetto informa di societa’ per azioni o a responsabilita’ limitata, anche consortile. Il bando di  gara  indica  l’ammontare  minimo  del capitale sociale della societa’. In caso di concorrente costituito da piu’ soggetti, nell’offerta e’ indicatala quota di partecipazione  al capitale sociale di ciascun soggetto.  Le  predette  disposizioni  si applicano anche alla gara di cui all’articolo 183. La societa’  cosi’ costituita diventa la  concessionaria  subentrando  nel  rapporto  di concessione all’aggiudicatario senza  necessita’  di  approvazione  o autorizzazione. Tale subentro non costituisce cessione di  contratto. Il bando di gara puo’, altresi’, prevedere che la costituzione  della societa’ si a un obbligo dell’aggiudicatario.    2. I lavori da eseguire e i servizi  da  prestare  da  parte  delle societa’ disciplinate dal comma 1 si intendono realizzati e  prestati in proprio anche nel caso siano affidati direttamente dalle  suddette societa’ ai propri soci,  sempre  che  essi  siano  in  possesso  dei requisiti stabiliti dalle vigenti norme legislative e  regolamentari. Restano   ferme   le   disposizioni    legislative,    regolamentarie contrattuali che prevedano obblighi di affidamento  dei  lavorio  dei servizi a soggetti terzi.    3. Per effetto del subentro di cui al comma 1, che non  costituisce cessione  del  contratto,  la  societa’  di   progetto   di   ventala concessionaria a titolo originario e sostituisce l’aggiudicatario  in tutti i  rapporti  con  l’amministrazione  concedente.  Nel  caso  di versamento di un prezzo in corso  d’opera  da  parte  della  pubblica amministrazione,  i  soci   della   societa’   restano   solidalmente responsabili   con   la   societa’   di   progetto   nei    confronti dell’amministrazione  per   l’eventuale   rimborso   del   contributo percepito. In alternativa, la societa’ di progetto puo’ fornire  alla pubblica amministrazione garanzie  bancarie  e  assicurative  per  la restituzione delle somme versate a titolo di prezzo in corso d’opera, liberando in tal modo i soci. Le suddette garanzie cessano alla  data di emissione del certificato di collaudo dell’opera. Il contratto  di concessione stabilisce le modalita’ per  l’eventuale  cessione  delle quote della societa’ di progetto, fermo restando che i soci che hanno concorso a formare i requisiti per la qualificazione  sono  tenuti  a partecipare alla societa’ e a garantire, nei limiti di cui sopra,  il buon adempimento degli obblighi del concessionario sino alla data  di emissione del certificato  di  collaudo  dell’opera.  L’ingresso  nel capitale sociale della societa’ di progetto  e  lo  smobilizzo  delle partecipazioni da parte di banche e altri  investitori  istituzionali che non abbiano concorso a formare i requisiti per la  qualificazione possono tuttavia avvenire in qualsiasi momento.                                    Art. 185

(Emissione di obbligazioni e di  titoli  di  debito  da  parte  delle                        societa’ di progetto.)      1. Al fine di realizzare una  singola  infrastruttura  o  un  nuovo servizio di  pubblica  utilita’,  le  societa’  di  progetto  di  cui all’articolo 184 nonche’ le societa’  titolari  di  un  contratto  di partenariato pubblico privato ai  sensi  dell’articolo  3,  comma  1, lettere eee), possono emettere obbligazioni e titoli di debito, anche in deroga ai limiti di cui agli  articoli  2412  e  2483  del  codice civile,  purche’  destinati  alla  sottoscrizione  da   parte   degli investitori qualificati come definiti ai sensi dell’articolo 100  del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, fermo restando che  sono da intendersi  inclusi  in  ogni  caso  tra  i  suddetti  investitori qualificati  altresi’  le  societa’  ed  altri   soggetti   giuridici controllati da investitori qualificati ai  sensi  dell’articolo  2359 del codice civile; detti obbligazioni  e  titoli  di  debito  possono essere dematerializzati e non possono essere  trasferiti  a  soggetti che  non  siano  investitori  qualificati  come  sopra  definiti.  In relazione ai titoli emessi ai sensi  del  presente  articolo  non  si applicano gli articoli 2413, 2414-bis, commi primo e  secondo,  e  da 2415a 2420 del codice civile.    2. La documentazione  di  offerta  deve  riportare  chiaramente  ed evidenziare distintamente un avvertimento circa l’elevato profilo  di rischio associato all’operazione.    3. Le obbligazioni e i  titoli  di  debito,  sino  all’avvio  della gestione dell’infrastruttura da parte del concessionario ovvero  fino alla scadenza delle  obbligazioni  e  dei  titoli  medesimi,  possono essere garantiti dal sistema finanziario, da fondazioni  e  da  fondi privati, secondo le  modalita’  definite  con  decreto  del  Ministro dell’economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti.    4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle societa’ operanti nella gestione  dei  servizi  di  cui  all’articolo 3-bis del  decreto-legge  13  agosto  2011,  n.138,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,  alle  societa’ titolari delle autorizzazioni alla costruzione di  infrastrutture  di trasporto di gas e  delle  concessioni  di  stoccaggio  di  cui  agli articoli 9 e 11 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164,  alle societa’  titolari   delle   autorizzazioni   alla   costruzione   di infrastrutture facenti parte del Piano  di  sviluppo  della  rete  di trasmissione nazionale dell’energia elettrica, alle societa’ titolari delle autorizzazioni per la realizzazione di  reti  di  comunicazione elettronica di cui al decreto legislativo 1° agosto  2003,  n.259,  e alle societa’ titolari delle licenze individuali per  l’installazione e la fornitura di reti  di  telecomunicazioni  pubbliche  di  cui  al predetto decreto n. 259 del 2003, nonche’  a  quelle  titolari  delle autorizzazioni di cui all’articolo 46 de1  decreto-legge  1º  ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  novembre 2007, n. 222. Per le finalita’ relative al presente comma, il decret o di cui al comma 3 e’ adottato  di  concerto  con  il  Ministro  dello sviluppo economico.    5. Le garanzie, reali e  personali  e  di  qualunque  altra  natura incluse le cessioni di credito a scopo di garanzia che  assistono  le obbligazioni e i titoli di debito possono essere costituite in favore dei sottoscrittori o  anche  di  un  loro  rappresentante  che  sara’ legittimato a esercitare in nome e per conto dei sottoscrittori tutti i  diritti,  sostanziali  e  processuali,  relativi   alle   garanzie medesime.    6. Le disposizioni di cui al  presente  articolo  non  pregiudicano quanto previsto all’articolo 194, comma 12, del presente  codice,  in relazione  alla  facolta’  del  contraente   generale   di   emettere obbligazioni secondo quanto ivi stabilito.

Art. 186                            (Privilegio sui crediti )      1.  I  crediti  dei  soggetti  che  finanziano  o  rifinanziano,  a qualsiasi titolo, anche tramite la sottoscrizione di  obbligazioni  e titoli similari, la realizzazione di lavori  pubblici,  di  opere  di interesse pubblico o la gestione di pubblici servizi hanno privilegio generale, ai sensi degli articoli 2745 e seguenti del codice  civile, sui beni mobili, ivi inclusi i crediti, del  concessionario  e  delle societa’ di  progetto  che  siano  concessionarie  o  affidatarie  di contratto di partenariato pubblico privato o contraenti generali,  ai sensi dell’articolo 175, comma 1, lettera d).    2. Il privilegio, a  pena  di  nullita’,  deve  risultare  da  atto scritto. Nell’atto devono essere esattamente descritti i finanziatori originari dei crediti, il debitore, l’ammontare in linea capitale del finanziamento o della linea di  credito,  nonche’  gli  elementi  che costituiscono il finanziamento.    3. L’opponibilita’ ai terzi del privilegio sui beni e’  subordinata alla trascrizione, nel registro indicato dall’articolo 1524, comma 2, del codice civile, dell’atto dal quale il privilegio  risulta.  Della costituzione del privilegio e’  dato  avviso  mediante  pubblicazione nella  Gazzetta  ufficiale  della  Repubblica  italiana;  dall’avviso devono  risultare  gli  estremi  della  avvenuta   trascrizione.   La trascrizione e la pubblicazione devono  essere  effettuate  presso  i competenti uffici del luogo ove ha sede l’impresa finanziata.    4. Fermo restando quanto previsto  dall’articolo  1153  del  codice civile, il privilegio puo’ essere esercitato anche nei confronti  dei terzi che abbiano acquistato diritti sui beni che sono oggetto  dello stesso dopo la trascrizione prevista dal comma 3. Nell’ipotesi in cui non sia possibile far valere il privilegio nei  confronti  del  terzo acquirente, il privilegio si trasferisce sul corrispettivo      Art.187      (Locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilita’)      1. Per la realizzazione,  l’acquisizione  ed  il  completamento  di opere  pubbliche  o  di  pubblica  utilita’  i   committenti   tenuti all’applicazione del presente  codice  possono  avvalersi  anche  del contratto di locazione finanziaria, che costituisce appalto  pubblico di lavori, salvo che questi ultimi  abbiano  un  carattere  meramente accessorio rispetto all’oggetto principale del contratto medesimo.    2. Nei casi di cui al comma 1, il bando, ferme le altre indicazioni previste dal  presente  codice,  determina  i  requisiti  soggettivi, funzionali,  economici,  tecnico-realizzativi  ed  organizzativi   di partecipazione, le caratteristiche tecniche ed estetiche  dell’opera, i costi, i tempi e le garanzie dell’operazione, nonche’  i  parametri di  valutazione   tecnica   ed   economico-finanziaria   dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa.    3. L’offerente di cui al comma 2 puo’ essere anche una associazione temporanea  costituita  dal  soggetto  finanziatore  ed  al  soggetto realizzatore, responsabili, ciascuno,  in  relazione  alla  specifica obbligazione assunta, ovvero  un  contraente  generale.  In  caso  di fallimento,  inadempimento  o  sopravvenienza  di   qualsiasi   causa impeditiva all’adempimento dell’obbligazione da parte di uno dei  due soggetti costituenti l’associazione temporanea  di  imprese,  l’altro puo’ sostituirlo, con l’assenso del committente, con  altro  soggetto avente medesimi requisiti e caratteristiche.    4. L’adempimento degli impegni della stazione appaltante  resta  in ogni caso condizionato al positivo controllo  della  realizzazione  e

dalla eventuale gestione funzionale dell’opera secondo  le  modalita’ previste.    5. Il soggetto  finanziatore,  autorizzato  ai  sensi  del  decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385,  e  successive  modificazioni, deve dimostrare alla stazione appaltante che  dispone,  se  del  caso avvalendosi delle capacita’ di altri soggetti, anche in  associazione temporanea con un  soggetto  realizzatore,  dei  mezzi  necessari  ad eseguire l’appalto.  L’offerente  puo’  anche  essere  un  contraente generale.    6. La stazione appaltante pone a base di gara almeno un progetto di fattibilita’. L’aggiudicatari o  provvede  alla  predisposizione  dei successivi livelli progettuali e dall’esecuzione dell’opera.    7. L’opera oggetto del  contratto  di  locazione  finanziaria  puo’ seguire il regime di opera pubblica ai fini urbanistici,  edilizi  ed espropriativi;  l’opera  puo’  essere  realizzata   su   area   nella disponibilita’ dell’aggiudicatario.      Art.188                        (Contratto di disponibilita’)      1. L’affidatario del contratto di disponibilita’ e’ retribuito  con i seguenti corrispettivi, soggetti ad adeguamento  monetario  secondo le previsioni del contratto:    a)  Un  canone  di   disponibilita’,   da   versare   soltanto   in corrispondenza alla effettiva disponibilita’ dell’opera; il canone e’ proporzionalmente ridotto o annullato nei periodi di ridotta o  nulla disponibilita’ della stessa per manutenzione, vizi o qualsiasi motivo non  rientrante  tra   i   rischi   a   carico   dell’amministrazione aggiudicatrice ai sensi del comma 3;    b) l’eventuale riconoscimento di un contributo  in  corso  d’opera, comunque  non  superiore  al  cinquanta  per  cento  del   costo   di costruzione dell’opera, in caso  di  trasferimento  della  proprieta’ dell’opera all’amministrazione aggiudicatrice;    c) un eventuale prezzo di trasferimento, parametrato, in  relazione ai canoni gia’ versati e all’eventuale contributo incorso d’opera  di cui  alla  precedente  lettera  b),al  valore  di   mercato   residuo dell’opera, da corrispondere, al termine del contratto,  in  caso  di trasferimento   della   proprieta’   dell’opera   all’amministrazione aggiudicatrice.    2. L’affidatario assume il  rischi  o  della  costruzione  e  della gestione tecnica dell’opera per il periodo di  messa  a  disposizione dell’amministrazione  aggiudicatrice.  Il  contratto   determina   le modalita’ di ripartizione  dei  rischi  tra  le  parti,  che  possono comportare  variazioni  dei  corrispettivi  dovuti  per  gli   eventi incidenti sul progetto, sulla realizzazione o sulla gestione  tecnica dell’opera, derivanti  dal  sopravvenire  di  norme  o  provvedimenti cogenti  di  pubbliche  autorita’.   Salvo   diversa   determinazione contrattuale e fermo restando quanto previsto dal comma 5,  i  rischi sulla costruzione e gestione tecnica dell’opera derivanti da  mancato o ritardato rilascio di autorizzazioni, pareri,  nulla  osta  e  ogni altro atto di  natura  amministrativa  sono  a  carico  del  soggetto aggiudicatore.    3. Il  bando  di  gara  e’  pubblicato  con  le  modalita’  di  cui all’articolo 72 ovvero di cui all’articolo 130, secondo l’importo del contratto, ponendo a base di gara il progetto di fattibilita’ tecnico ed economica  predisposto  dall’amministrazione  aggiudicatrice,  che indica, in dettaglio, le caratteristiche tecniche  e  funzionali  che deve assicurare l’opera costruita e le modalita’ per  determinare  la riduzione del canone di disponibilita’, nei limiti di cui al comma 6. Le offerte devono contenere un progetto di  fattibilita’  rispondente alle caratteristiche indicate in sede di gara e sono corredate  dalla garanzia di cui all’articolo 93; il soggetto aggiudicatario e’ tenuto

a prestare la cauzione definitiva di cui all’articolo 103. Dalla data di inizio della messa a disposizione  da  parte  dell’affidatario  e’ dovuta una cauzione a garanzia delle penali  relative  al  mancato  o inesatto adempimento di tutti gli obblighi contrattuali relativi alla messa a disposizione dell’opera, da prestarsi nella misura del  dieci per cento del costo annuo operativo di esercizio e con  le  modalita’ di cui all’articolo 103; la mancata presentazione  di  tale  cauzione costituisce  grave  inadempimento   contrattuale.   L’amministrazione aggiudicatrice  valuta  le  offerte  presentate   con   il   criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa di cui all’articolo  95. Il bando indica  i  criteri,  secondo  l’ordine  di  importanza  loro attribuita, in base ai quali si procede alla valutazione  comparativa tra le diverse offerte. Gli oneri connessi  agli  eventuali  espropr i sono considerati nel quadro economico degli investimenti e finanziati nell’ambito del contratto di disponibilita’.    4. Al contratto di  disponibilita’  si  applicano  le  disposizioni previste dal presente codice in  materia  di  requisiti  generali  d i partecipazione alle procedure  di  affidamento  e  di  qualificazione degli operatori economici.    5. Il progetto definitivo, il progetto  esecutivo  e  le  eventuali varianti in corso  d’opera  sono  redatti  a  cura  dell’affidatario; l’affidatario ha la facolta’  di  introdurre  le  eventuali  varianti finalizzate ad una maggiore economicita’ di costruzione  o  gestione, nel rispetto del progetto di fattibilita’ tecnica -economica e  delle norme e provvedimenti di pubbliche autorita’ vigenti e  sopravvenuti; l progetto definitivo, il progetto esecutivo e le varianti  in  corso d’opera sono  ad  ogni  effetto  approvati  dall’affidatario,  previa comunicazione all’amministrazione aggiudicatrice la quale puo’, entro trenta giorni, motivatamente opporsi ove non rispettino il capitolato prestazionale e, ove prescritto, alle terze autorita’ competenti.  Il rischio della mancata o ritardata  approvazione  da  parte  di  terze autorita’ competenti della progettazione e delle  eventuali  varianti e’ a carico dell’affidatario. L’amministrazione  aggiudicatrice  puo’ attribuire all’affidatario il  ruolo  di  autorita’  espropriante  ai sensi del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.    6. L’attivita’ di collaudo, posta in capo alla stazione appaltante, verifica la realizzazione dell’opera al fine di accertare il puntuale rispetto del capitolato prestazionale e delle  norme  e  disposizioni cogenti e puo’ proporre all’amministrazione aggiudicatrice, a  questi soli fini, modificazioni, varianti e rifacimento di  lavori  eseguiti ovvero, sempre che siano  assicurate  le  caratteristiche  funzionali essenziali, la riduzione del canone di disponibilita’.  Il  contratto individua,  anche  a  salvaguardia  degli  enti  finanziatori  e  dei titolari di titoli emessi ai sensi  dell’articolo  186  del  presente codice, il limite di riduzione del canone di disponibilita’  superato il  quale  il  contratto  e’  risolto.  L’adempimento  degli  impegni dell’amministrazione aggiudicatrice resta in ogni  caso  condizionato al positivo controllo della realizzazione dell’opera e dalla messa  a disposizione della stessa secondo le modalita’ previste dal contratto di disponibilita’      Art.189                 (Interventi di sussidiarieta’ orizzontale)      1. Le aree riservate al verde pubblico urbano  e  gli  immobili  di origine  rurale,  riservati  alle  attivita’  collettive  sociali   e culturali  di  quartiere,  con  esclusione  degli  immobili  ad   uso scolastico e sportivo, ceduti al comune nell’ambito delle convenzioni e  delle  norme  previste  negli  strumenti  urbanistici   attuativi, comunque denominati, possono essere affidati in gestione, per  quanto concerne la manutenzione, con  diritto  di  prelazione  ai  cittadini

residenti nei comprensori oggetto delle suddette convenzioni e su cui insistono i suddetti beni o aree, nel rispetto dei  principi  di  non discriminazione, trasparenza e parita’ di trattamento. A tal  fine  i cittadini residenti costituiscono un consorzio del  comprensorio  che raggiunga  almeno  il   66   per   cento   della   proprieta’   della lottizzazione. Le regioni e i comuni possono prevedere incentivi alla gestione diretta delle aree e degli immobili di cui al presente comma da  parte  dei  cittadini  costituiti  in  consorzi  anche   mediante riduzione dei tributi propri.    2. Per la realizzazione di opere di  interesse  locale,  gruppi  di cittadini organizzati possono formulare all’ente locale  territoriale competente proposte operative di pronta realizzabilita’, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti o delle clausole di  salvaguardia degli strumenti urbanistici adottati, indicando nei costi e di  mezzi di finanziamento, senza oneri  per  l’ente  medesimo.  L’ente  locale provvede sulla proposta, con il  coinvolgimento,  se  necessario,  di eventuali soggetti, enti ed uffici interessati, fornendo prescrizioni ed  assistenza.  Gli  enti  locali   possono   predisporre   apposito regolamento per disciplinare le attivita’ ed i  processi  di  cui  al presente comma.    3. Decorsi due mesi dalla presentazione della proposta, la proposta stessa si intende respinta. Entro il medesimo termine  l’ente  locale puo’, con motivata delibera, disporre l’approvazione  delle  proposte formulate ai sensi del comma 2, regolando altresi’ le fasi essenziali del procedimento  di  realizzazione  e  i  tempi  di  esecuzione.  La realizzazione degli  interventi  di  cui  ai  commi  da  2  a  5  che riguardino  immobili  sottoposti   a   tutela   storico-artistica   o paesaggistico-ambientale e’ subordinata al  preventivo  rilascio  del parere o dell’autorizzazione richiesti dalle  disposizioni  di  legge vigenti. Si applicano in particolare le disposizioni del  codice  dei beni culturali e del paesaggio, di  cui  al  decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 42.    4. Le opere  realizzate  sono  acquisite  a  titolo  originario  al patrimonio indisponibile dell’ente competente.    5. La realizzazione delle opere di cui al comma 2 non puo’ in  ogni caso dare luogo ad oneri  fiscali  ed  amministrativi  a  carico  del gruppo attuatore, fatta eccezione per l’imposta sul valore  aggiunto. Le spese per la formulazione delle proposte e la realizzazione  delle opere sono, fino alla attuazione del federalismo fiscale, ammesse  in detrazione  dall’imposta  sul  reddito  dei  soggetti  che  le  hanno sostenute, nella misura del 36 per cento, nel rispetto dei limiti  di ammontare e delle modalita’ di cui  all’articolo  1  della  legge  27 dicembre 1997, n. 449 e relativi provvedimenti di attuazione,  e  per il periodo di applicazione delle agevolazioni previste  dal  medesimo articolo 1. Successivamente, ne  sara’  prevista  la  detrazione  dai tributi propri dell’ente competente.    6. Restano ferme le disposizioni recate dall’articolo 43, commi  1, 2, e  3  della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  in  materia  di valorizzazione e incremento del patrimonio delle aree verdi urbane.                                    Art. 190                            (Baratto amministrativo)      1. Gli  enti  territoriali  definiscono  con  apposita  delibera  i criteri  e  le  condizioni  per  la  realizzazione  di  contratti  di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da  cittadini singoli o associati, purche’ individuati in relazione ad  un  preciso ambito territoriale. I contratti possono riguardare  la  pulizia,  la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o  strade,  ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere,

interventi di decoro urbano, di recupero e  riuso  con  finalita’  di interesse  generale,  di  aree  e  beni  immobili  inutilizzati.   In relazione alla tipologia  degli  interventi,  gli  enti  territoriali individuano riduzioni o esenzioni di tributi corrispondenti  al  tipo di attivita’ svolta dal privato o dalla associazione ovvero  comunque utili alla comunita’ di riferimento  in  un’ottica  di  recupero  del valore sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa.                                    Art. 191                    (Cessione di immobili in cambio di opere)      1. Il bando di gara  puo’  prevedere  a  titolo  di  corrispettivo, totale o parziale, il trasferimento all’affidatario della  proprieta’ di beni  immobili  appartenenti  all’amministrazione  aggiudicatrice, gia’ indicati nel programma triennale per i lavori o  nell’avviso  di preinformazione per i servizi e le  forniture  e  che  non  assolvono piu’,   secondo   motivata    valutazione    della    amministrazione aggiudicatrice  o  dell’ente  aggiudicatore,  funzioni  di   pubblico interesse.    2. Possono formare oggetto di trasferimento anche i  beni  immobili gia’  inclusi  in  programmi  di  dismissione,  purche’  prima  della pubblicazione del bando o avviso  per  l’alienazione,  ovvero  se  la procedura di dismissione ha avuto esito negativo.    3. Il bando di gara  puo’  prevedere  che  il  trasferimento  della proprieta’ dell’immobile e  la  conseguente  immissione  in  possesso dello  stesso  avvengano   in   un   momento   anteriore   a   quello dell’ultimazione dei lavori, previa presentazione di  idonea  polizza fideiussoria per un valore pari al valore dell’immobile medesimo.  La garanzia fideiussoria, rilasciata con le modalita’  previste  per  il rilascio  della  cauzione  provvisoria,  prevede   espressamente   la rinuncia  al  beneficio  della  preventiva  escussione  del  debitore principale, la rinuncia all’eccezione di cui all’articolo 1957, comma 2 del codice civile, nonche’ l’operativita’ della  garanzia  medesima entro  15  giorni  a  semplice  richiesta  scritta   della   stazione appaltante. La fideiussione e’  progressivamente  svincolata  con  le modalita’ previste con riferimento alla cauzione definitiva.

TITOLO II IN HOUSE

Art. 192                  (Regime speciale degli affidamenti in house)      1. E’ istituito presso l’ANAC, anche al fine di garantire  adeguati livelli di pubblicita’ e trasparenza nei contratti pubblici, l’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti  aggiudicatori  che operano  mediante  affidamenti  diretti  nei  confronti  di   proprie societa’ in house di cui  all’articolo  5.  L’iscrizione  nell’elenco avviene a domanda, dopo che sia  stata  riscontrata  l’esistenza  dei requisiti, secondo le modalita’ e i criteri che l’Autorita’ definisce con  proprio  atto.  La   domanda   di   iscrizione   consente   alle amministrazioni aggiudicatrici e agli  enti  aggiudicatori  sotto  la propria  responsabilita’,  di  effettuare  affidamenti  diretti   dei contratti   all’ente   strumentale.   Resta   fermo   l’obbligo    d i pubblicazione degli atti connessi  all’affidamento  diretto  medesimo

secondo quanto previsto al comma 3.    2. Ai fini dell’affidamento in house  di  un  contratto  avente  ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza,  le stazioni appaltanti effettuano preventivamente la  valutazione  sulla congruita’  economica  dell’offerta  dei  soggetti  in  house,  avuto riguardo all’oggetto e al valore della prestazione, dando conto nella motivazione  del  provvedimento  di  affidamento  delle  ragioni  del mancato ricorso al mercato, nonche’ dei benefici per la collettivita’ della  forma  di  gestione  prescelta,  anche  con  riferimento  agli obiettivi  di  universalita’  e   socialita’,   di   efficienza,   di economicita’ e di qualita’ del servizio, nonche’ di ottimale  impiego delle risorse pubbliche.    3.  Sul  profilo  del  committente  nella  sezione  Amministrazione trasparente  sono  pubblicati  e  aggiornati,  in  conformita’   alle disposizioni di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n.  33,  in formato open-data, tutti  gli  atti  connessi  all’affidamento  degli appalti pubblici e dei contratti di concessione tra enti  nell’ambito del settore pubblico, ove non secretati ai sensi dell’articolo 162.                                    Art. 193                         (Societa’ pubblica di progetto)      1.   Ove   il   progetto   di   fattibilita’   dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’ente  aggiudicatore,  preveda,  ai  fini  della migliore  utilizzazione  dell’infrastruttura  e  dei  beni  connessi, l’attivita’  coordinata  di  piu’  soggetti  pubblici,   si   procede attraverso la stipula di un  accordo  di  programma  tra  i  soggetti pubblici stessi e, ove opportuno attraverso la  costituzione  di  una societa’  pubblica  di  progetto,  senza  scopo   di   lucro,   anche consortile, partecipata dai  soggetti  aggiudicatori  e  dagli  altri soggetti pubblici interessati. Alla  societa’  pubblica  di  progetto sono  attribuite  le   competenze   necessarie   alla   realizzazione dell’opera  e  delle  opere  strumentali  o  connesse,  nonche’  alla espropriazione delle  aree  interessate,  e  all’utilizzazione  delle stesse   e   delle   altre   fonti   di   autofinanziamento   indotte dall’infrastruttura. La societa’ pubblica di  progetto  e’  autorita’ espropriante ai sensi del testo unico delle disposizioni  legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita’ di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. La societa’  pubblica  di  progetto  realizza  l’intervento  in  nome proprio e per  conto  dei  propri  soci  emandanti,  avvalendosi  dei finanziamenti per esso deliberati, operando anche al fine di  ridurre il costo per la pubblica finanza.    2. Per lo svolgimento delle competenze di cui  al  secondo  periodo del  comma  1,  le  societa’  pubbliche  di  progetto  applicano   le disposizioni del presente codice.    3. Alla societa’ pubblica di progetto possono partecipare le camere di commercio, industria e artigianato e le fondazioni bancarie.    4. La societa’ pubblica di progetto  e’  istituita  allo  scopo  di garantire il coordinamento tra i soggetti pubblici volto a promuovere la realizzazione ed eventualmente la gestione dell’infrastruttura,  e a promuovere altresi’ la partecipazione al finanziamento; la societa’ e’ organismo di diritto pubblico e soggetto  aggiudicatore  ai  sensi del presente codice.    5.  Gli   enti   pubblici   interessati   alla   realizzazione   di un’infrastruttura possono partecipare, tramite accordo di  programma, al finanziamento  della  stessa,  anche  attraverso  la  cessione  al soggetto aggiudicatore ovvero alla societa’ pubblica di  progetto  di beni immobili di proprieta’ o  allo  scopo  espropriati  con  risorse finanziarie proprie.

  1. Ai fini del finanziamento di cui al comma 5, gli enti  pubblici possono    contribuire    per    l’intera    durata     del     piano economico-finanziario  al  soggetto  aggiudicatore  o  alla  societa’ pubblica di progetto, devolvendo alla stessa  i  proventi  di  propri tributi o diverse fonti di reddito, fra cui:    a) da parte dei comuni, i ricavi derivanti dai flussi aggiuntivi di oneri di urbanizzazione o infrastrutturazione e  IMU,  indotti  dalla infrastruttura;    b) da parte della camera di commercio, industria e artigianato, una quota della tassa di iscrizione, allo scopo aumentata, ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 580.    7. La realizzazione di infrastrutture costituisce settore  ammesso, verso il quale le fondazioni bancarie possono destinare  il  reddito, nei modi e nelle forme previste dalle norme in vigore.    8.  I  soggetti   privati   interessati   alla   realizzazione   di un’infrastruttura  possono  contribuire  alla  stessa  attraverso  la cessione di immobili di loro proprieta’ o impegnandosi a  contribuire alla spesa, a mezzo di apposito accordo procedimentale.

TITOLO III CONTRAENTE GENERALE

Art. 194                       (Affidamento a contraente generale)      1. Con il contratto di affidamento unitario a contraente  generale, il soggetto aggiudicatore affida ad un soggetto  dotato  di  adeguata capacita’  organizzativa,  tecnico-realizzativa  e   finanziaria   la realizzazione con qualsiasi  mezzo  dell’opera,  nel  rispetto  delle esigenze specificate nel progetto  definitivo  redatto  dal  soggetto aggiudicatore e posto a base di gara,  ai  sensi  dell’articolo  195, comma 2, a fronte di un corrispettivo pagato in tutto o in parte dopo l’ultimazione dei lavori.    2. Il contraente generale provvede:    a) alla predisposizione del progetto  esecutivo  e  alle  attivita’ tecnico  amministrative  occorrenti  al  soggetto  aggiudicatore  per pervenire all’approvazione dello stesso;    b)  all’acquisizione  delle  aree  di  sedime;  la  delega  di  cui all’articolo 6, comma 8, del decreto del Presidente della  Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, in assenza di un concessionario,  puo’  essere accordata al contraente generale;    c) all’esecuzione con qualsiasi mezzo dei lavori;    d)  al  prefinanziamento,  in  tutto  o  in  parte,  dell’opera  da realizzare;    e) ove richiesto,  all’individuazione  delle  modalita’  gestionali dell’opera e di selezione dei soggetti gestori;    f) all’indicazione, al  soggetto  aggiudicatore,  del  piano  degli affidamenti, delle espropriazioni, delle forniture di materiale e  di tutti gli altri elementi utili a  prevenire  le  infiltrazioni  della criminalita’, secondo le forme stabilite tra quest’ultimo egli organi competenti in materia.    3. Il soggetto aggiudicatore provvede:    a) all’approvazione del progetto esecutivo e delle varianti;    b) alla nomina, con le procedure di cui all’articolo 31,  comma  1, del  direttore  dei  lavori  e  dei  collaudatori,  nonche’  provvede all’alta sorveglianza sulla realizzazione delle opere, assicurando un costante monitoraggio dei lavori anche tramite un comitato permanente costituito da suoi rappresentanti e rappresentanti del contraente;

  1. c) al collaudo delle stesse; d) alla stipulazione di appositi accordi con gli organi  competenti in materia di sicurezza nonche’ di prevenzione  e  repressione  della criminalita’, finalizzati alla verifica preventiva del  programma  di esecuzione dei lavori in vista del successivo monitoraggio  di  tutte le fasi di esecuzione delle opere e dei soggetti che  le  realizzano, in ogni caso prevedendo l’adozione di  protocolli  di  legalita’  che comportino clausole specifiche  di  impegno,  da  parte  dell’impresa aggiudicataria, a denunciare eventuali tentativi di  estorsione,  con la possibilita’ di valutare il comportamento  dell’aggiudicatario  ai fini della successiva ammissione a procedure ristrette della medesima stazione  appaltante  in  caso  di   mancata   osservanza   di   tali prescrizioni. Le prescrizioni a cui  si  uniformano  gli  accordi  di sicurezza  sono  vincolanti  per  i  soggetti  aggiudicatori  e   per l’impresa aggiudicataria, che  e’  tenuta  a  trasferire  i  relativi obblighi a carico delle imprese interessate a qualunque  titolo  alla realizzazione  dei    Le  misure  di   monitoraggio   per   la prevenzione e  repressione  di  tentativi  di  infiltrazione  mafiosa comprendono  il  controllo  dei  flussi  finanziari   connessi   alla realizzazione  dell’opera,   inclusi   quelli   concernenti   risorse totalmente  o  parzialmente  a  carico   dei   promotori   ai   sensi dell’articolo 183 e quelli derivanti dalla attuazione di  ogni  altra modalita’ di finanza di progetto. Gli oneri connessi al  monitoraggio finanziario sono ricompresi nell’aliquota forfettaria di cui al comm a 20.    4. Il contraente  generale  risponde  nei  confronti  del  soggetto aggiudicatore della  corretta  e  tempestiva  esecuzione  dell’opera, secondo le successive previsioni del presente capo.  I  rapporti  tra soggetto aggiudicatore e  contraente  generale  sono  regolati  dalle norme della parte I e della parte  II  che  costituiscono  attuazione della direttiva 2014/24/UE o dalle norme della parte III, dagli  atti di gara e dalle norme del codice civile regolanti l’appalto.    5. Alle varianti del progetto affidato al contraente  generale  non si applica l’articolo 63;essesonoregolatedalle norme della parte  II, che costituiscono attuazione della direttiva 2014/24/UE o dalle norme della parte III e dalle disposizioni seguenti:    a) restano a carico del contraente generale le  eventuali  varianti necessarie ad emendare i vizi o integrare le omissioni  del  progetto esecutivo   redatto   dallo   stesso   e   approvato   dal   soggetto aggiudicatore, mentre restano a carico del soggetto aggiudicatore  le eventuali  varianti  indotte  da  forza   maggiore   o   sopravvenute prescrizioni di legge o  di  enti  terzi  o  comunque  richieste  dal soggetto aggiudicatore;    b) al di fuori dei casi di  cui  alla  lettera  a),  il  contraente generale  puo’  proporre  al  soggetto  aggiudicatore   le   varianti progettuali o le modifiche tecniche ritenute  dallo  stesso  utili  a ridurre il tempo o il costo di realizzazione delle opere; il soggetto aggiudicatore  puo’  rifiutare  la  approvazione  delle  varianti   o modifiche tecniche ove queste non rispettino le specifiche tecniche e le esigenze del  soggetto  aggiudicatore,  specificate  nel  progetto posto a base di gara,  o  comunque  determinino  peggioramento  della funzionalita’, durabilita’, manutenibilita’ e sicurezza delle  opere, ovvero comportino maggiore spesa a carico del soggetto  aggiudicatore o ritardo del termine di ultimazione.    6. Il contraente generale provvede alla esecuzione  unitaria  delle attivita’ di cui al comma 2 direttamente  ovvero,  se  costituito  da piu’ soggetti, a mezzo della societa’ di progetto di cui al comma 10; i rapporti del contraente generale  con  i  terzi  sono  rapporti  di diritto privato, a cui non  si  applica  il  presente  codice,  salvo quanto previsto nel presente capo. Al  contraente  generale  che  si