CIRCOLAZIONE DEI BENI DONATI: VIA LIBERA ALLA RIFORMA CHE ELIMINA IL RISCHIO DI RESTITUZIONE

Riforma delle donazioni immobiliari: approvata la norma che semplifica la circolazione dei beni di provenienza donativa
Con l’approvazione definitiva del disegno di legge sulle semplificazioni (art. 44), il Parlamento ha introdotto una riforma di rilievo sistemico che incide profondamente sulla disciplina della circolazione dei beni immobili ricevuti per donazione. La nuova normativa, frutto di una proposta storica promossa dal Consiglio Nazionale del Notariato, interviene su una delle principali criticità del sistema civilistico italiano, sanando una lacuna che ha a lungo ostacolato la piena commerciabilità di tali beni.
Una svolta normativa attesa da oltre dieci anni
La riforma elimina il rischio, finora presente, che gli acquirenti di immobili di provenienza donativa potessero essere coinvolti in azioni di restituzione promosse dai legittimari esclusi dalla donazione. In base alla disciplina previgente, infatti, il codice civile consentiva ai legittimari (coniuge, figli e, nei casi previsti, ascendenti) di agire non solo contro il donatario, ma anche contro i terzi acquirenti, entro dieci anni dalla morte del donante, qualora la donazione avesse leso la loro quota di legittima.
Questo meccanismo generava un effetto di instabilità giuridica e patrimoniale, rendendo gli immobili donati difficilmente commerciabili e poco appetibili per gli istituti di credito, che spesso li escludevano dalle garanzie ipotecarie. Il rischio di rivendicazioni tardive da parte degli eredi lesi comprometteva la libertà negoziale dei cittadini e penalizzava il mercato immobiliare, soprattutto in ambito familiare.
Le novità introdotte dalla riforma
La nuova norma stabilisce che, in caso di lesione della legittima, il legittimario potrà agire esclusivamente nei confronti del donatario, vantando un diritto di credito pari alla quota lesiva, ma non potrà più chiedere la restituzione del bene direttamente al terzo acquirente. In tal modo, si preserva la tutela dei legittimari, garantendo loro un rimedio patrimoniale, ma si elimina il vincolo che gravava sulla circolazione del bene, favorendo la certezza giuridica e la stabilità delle transazioni immobiliari.
Impatti concreti sul mercato e sull’accesso al credito
Secondo i Dati Statistici Notarili, ogni anno in Italia vengono stipulate oltre 200.000 donazioni immobiliari: nel 2021 sono state registrate più di 221.000 donazioni, nel 2022 circa 213.000, e nel 2024 oltre 218.000. La portata della riforma è dunque ampia e trasversale, con effetti positivi per una vasta platea di cittadini, famiglie e operatori economici.
I principali benefici includono:
- Maggiore sicurezza giuridica per gli acquirenti, che non rischiano più di vedersi sottrarre l’immobile a distanza di anni;
- Rimozione delle barriere alla commerciabilità dei beni donati, con conseguente fluidificazione del mercato immobiliare;
- Riconoscimento degli immobili donati come garanzie ipotecarie da parte degli istituti bancari, facilitando l’accesso al credito per giovani coppie, famiglie con redditi medi e imprenditori;
- Riduzione dei costi accessori legati alla necessità di garanzie alternative.
Una riforma che rafforza la certezza del diritto
La norma approvata rappresenta un passo significativo verso una maggiore razionalizzazione del sistema civilistico, rafforzando la certezza del diritto e promuovendo una visione più equilibrata tra tutela successoria e libertà negoziale. Il Notariato, promotore della riforma, sottolinea come questa innovazione normativa contribuisca a rendere il sistema più moderno, funzionale e coerente con le esigenze reali dei cittadini e del mercato.
