BACS CLASSE B: OLTRE LA DEFINIZIONE NORMATIVA, COSA DEVE FARE UN EDIFICIO INTELLIGENTE

La classificazione BACS non valuta il singolo componente installato, ma il livello complessivo di automazione e coordinamento tra gli impianti che contribuiscono alle prestazioni energetiche dell’edificio.

Negli ultimi anni il termine “BACS Classe B” è entrato stabilmente nel lessico di progettisti, termotecnici, energy manager e amministratori di immobili. Tuttavia, dietro questa espressione si nasconde spesso un equivoco: molti identificano la Classe B con la semplice presenza di dispositivi smart, cronotermostati evoluti o applicazioni per il controllo remoto degli impianti.

La realtà tecnica è molto diversa.

La classificazione BACS non valuta il singolo componente installato, ma il livello complessivo di automazione e coordinamento tra gli impianti che contribuiscono alle prestazioni energetiche dell’edificio. Le classi di efficienza sono state introdotte dalla normativa europea sulla Building Automation e sono oggi disciplinate dalla norma UNI EN ISO 52120, che ha sostituito la precedente EN 15232.

Che cos’è un sistema BACS

L’acronimo BACS (Building Automation and Control Systems) identifica l’insieme delle tecnologie che consentono il monitoraggio, la regolazione e l’ottimizzazione automatica degli impianti presenti in un edificio.

Non si parla soltanto di riscaldamento e raffrescamento. Un sistema BACS può gestire contemporaneamente:

  • climatizzazione invernale ed estiva;
  • ventilazione meccanica;
  • produzione di acqua calda sanitaria;
  • illuminazione;
  • schermature solari;
  • contabilizzazione energetica;
  • supervisione e gestione centralizzata.

L’obiettivo non è aumentare il livello di comfort in modo indiscriminato, ma ottenere il miglior equilibrio possibile tra benessere degli occupanti e riduzione dei consumi energetici.

Le quattro classi di automazione

La norma individua quattro livelli prestazionali.

Classe D

Rappresenta la situazione meno efficiente: impianti sostanzialmente privi di automazione, con regolazioni manuali o estremamente elementari.

Classe C

Costituisce il livello standard. Gli impianti dispongono di regolazioni automatiche di base ma operano prevalentemente in maniera indipendente e con limitate capacità di ottimizzazione.

Classe B

È il livello definito “avanzato”. Gli impianti dialogano tra loro, vengono gestiti attraverso logiche coordinate e sono in grado di adattare il proprio funzionamento alle reali esigenze dell’edificio.

Classe A

Identifica i sistemi più evoluti, caratterizzati da funzioni predittive, algoritmi di ottimizzazione, monitoraggio energetico avanzato e capacità di adattamento dinamico alle condizioni operative.

Quando un edificio può essere considerato in Classe B

L’errore più frequente consiste nel ritenere sufficiente l’installazione di dispositivi intelligenti distribuiti nell’immobile.

Un edificio raggiunge realmente la Classe B soltanto quando le varie funzioni di controllo operano in modo integrato.

Ad esempio, il sistema deve essere in grado di:

  • regolare la temperatura per singole zone;
  • modificare automaticamente i set point in funzione delle condizioni esterne;
  • coordinare riscaldamento e raffrescamento evitando funzionamenti simultanei;
  • gestire illuminazione e schermature in relazione all’occupazione degli ambienti;
  • raccogliere e storicizzare dati energetici utili all’ottimizzazione gestionale.

In altre parole, l’intelligenza non risiede nel dispositivo, ma nell’architettura complessiva del sistema.

Perché la Classe B è diventata un riferimento progettuale

La crescente attenzione verso l’efficienza energetica ha trasformato la Building Automation da elemento opzionale a componente strategica degli edifici moderni.

Le funzioni richieste dalla Classe B consentono infatti di ridurre gli sprechi derivanti da:

  • funzionamento degli impianti in assenza di occupanti;
  • regolazioni non coordinate;
  • temperature di esercizio non ottimizzate;
  • utilizzo inefficiente delle schermature e dell’illuminazione artificiale.

Diversi studi tecnici evidenziano come l’automazione avanzata possa contribuire in modo significativo alla riduzione dei consumi energetici rispetto a edifici privi di sistemi di controllo evoluti.

Non esiste il “prodotto in Classe B”

Un aspetto spesso trascurato riguarda la natura stessa della classificazione.

La Classe B non è una caratteristica attribuibile a un termostato, a una centralina o a una valvola elettronica. La norma valuta infatti il comportamento dell’intero sistema edificio-impianto.

Per questo motivo la conformità richiede un’attenta attività progettuale, che coinvolge impiantisti, progettisti energetici, integratori di sistemi e professionisti incaricati delle verifiche prestazionali.

La vera sfida: passare dalla domotica all’energy management

La diffusione delle tecnologie connesse ha reso relativamente semplice installare dispositivi controllabili da smartphone. Tuttavia, la Building Automation moderna va ben oltre il concetto tradizionale di domotica.

L’obiettivo non è accendere o spegnere un impianto da remoto, ma costruire un ecosistema capace di prendere decisioni automatiche sulla base di dati, algoritmi e condizioni operative reali.

La Classe B rappresenta proprio questo passaggio: dall’automazione dei singoli dispositivi alla gestione intelligente dell’intero edificio.

In un contesto caratterizzato da costi energetici elevati e obiettivi sempre più stringenti di decarbonizzazione, la capacità di controllare in modo coordinato gli impianti non costituisce più un elemento accessorio, ma uno dei principali strumenti per migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio immobiliare.ione decisiva: quando manca il necessario collegamento tra immobile e titolo edilizio, il trasferimento perde uno dei requisiti richiesti dalla legge e non può considerarsi validamente perfezionato.