ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA DEI TITOLI EDILIZI: LA “COPERTA” SI DIMEZZA DI 6 MESI

La “coperta” si accorcia: da 12 a 6 mesi. Una scelta che rafforza la certezza del diritto e la fiducia nei rapporti tra cittadini, professionisti e amministrazioni. Un segnale chiaro che la semplificazione non è più un obiettivo astratto, ma un percorso concreto da perseguire.

Con l’art. 1, comma 1, della Legge 182/2025, il legislatore interviene nuovamente sull’art. 21-nonies della Legge 241/1990, riducendo da 12 a 6 mesi il termine entro cui la Pubblica Amministrazione può esercitare il potere di annullamento in autotutela dei titoli edilizi, sia formatisi in via espressa sia per silenzio assenso.

Una riduzione drastica, che segna un cambio di prospettiva: la PA non potrà più mantenere a lungo sospesa l’efficacia di un titolo, ma dovrà assumere decisioni entro un arco temporale più ristretto.

1. La certezza dei tempi come valore giuridico

Il tema della certezza dei tempi diventa sempre più centrale. In un ordinamento che punta alla semplificazione, non è accettabile che i procedimenti amministrativi si trascinino per mesi o anni, generando incertezza e sfiducia. La riduzione a 6 mesi rafforza il principio di stabilità degli effetti giuridici e tutela chi opera correttamente.

2. Il “fenomeno dei ritardi”

La nostra quotidianità professionale è spesso segnata da procedimenti rallentati da dilatazioni irragionevoli dei termini. Questo fenomeno, paragonabile alla “cecità temporale” tipica della procrastinazione, non è imputabile ai singoli dipendenti pubblici – spesso vittime di carenze di organico – ma rappresenta un problema sistemico. Tuttavia, non può diventare una giustificazione permanente: i legittimi interessi dei privati e dei #liberiprofessionisti non possono essere sacrificati sull’altare della lentezza amministrativa.

3. Effetti pratici per i professionisti

Per noi tecnici, la riduzione dei termini significa:

  • Maggiore certezza operativa: il nostro lavoro potrà essere contestato solo entro 6 mesi.
  • Tutela della buona fede: chi agisce con correttezza e trasparenza non deve vivere nell’incertezza.
  • Responsabilità assimilata a quella pubblica: nelle asseverazioni e nelle pratiche edilizie, i professionisti svolgono funzioni proprie di chi esercita un servizio di pubblica necessità.

4. Principi da garantire

In queste attività siamo chiamati ad assicurare:

  • economicità ed efficacia,
  • imparzialità e trasparenza,
  • responsabilità e collaborazione,
  • precauzione e buona fede.

Un livello di affidabilità che deve essere pari a quello delle stesse amministrazioni pubbliche.

5. Una sfida per la Pubblica Amministrazione

La riduzione dei termini è un passo avanti per i privati e i professionisti, ma rappresenta anche una sfida per la PA: riuscirà a rispettare i nuovi tempi con le risorse attuali? Sarà necessario un cambio di mentalità e di organizzazione interna, per evitare che la norma resti sulla carta.