ANAC: CRITICITA’ NELLA GARA PER SERVIZI DIREZIONE LAVORI E COORDINAMENTO SICUREZZA

La Delibera ANAC n. 106 del 24 marzo 2026 interviene su una procedura di gara europea per l’affidamento dei servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, evidenziando tre criticità rilevanti nella predisposizione della lex specialis e nella valutazione delle offerte. Il provvedimento rappresenta un riferimento tecnico importante per le stazioni appaltanti che operano nel quadro del D.Lgs. 36/2023, soprattutto in materia di criteri premiali e trasparenza valutativa.
Predeterminazione del criterio di prossimità: obbligo di dettaglio e trasparenza
ANAC rileva che il disciplinare di gara si limitava a prevedere che «sarà valutata positivamente la presenza della sede operativa nell’ambito territoriale di realizzazione dell’opera» , senza specificare:
- parametri oggettivi di valutazione (distanza, mezzi, risorse, tempi di risposta);
- modalità di graduazione del punteggio;
- condizioni per l’attribuzione del punteggio a operatori privi di sede ma intenzionati ad aprirla.
Secondo ANAC, la mancata predeterminazione del criterio viola l’art. 108, comma 7, del Codice e apre a rischi di arbitrarietà. La Delibera richiama espressamente il principio per cui:
«il criterio della prossimità territoriale – in quanto criterio premiale – deve essere adeguatamente predeterminato nella lex specialis di gara» .
La Commissione, inoltre, non ha motivato i punteggi numerici, rendendo non verificabile l’iter logico seguito.
Mancata previsione del punteggio premiale per la certificazione di parità di genere
La stazione appaltante non aveva inserito alcun punteggio premiale per il possesso della certificazione di parità di genere (art. 46‑bis, D.Lgs. 198/2006), nonostante l’obbligo previsto dall’art. 108, comma 7, del Codice.
ANAC ribadisce che tale criterio è obbligatorio, richiamando:
- il Comunicato del Presidente ANAC del 30.11.2022;
- la Delibera ANAC n. 145/2025;
- il Bando Tipo n. 1/2025 e il Bando Tipo n. 2 (in consultazione).
La certificazione è considerata un indicatore della capacità dell’impresa di adottare politiche organizzative orientate a obiettivi sociali primari.
Errata attribuzione dei punteggi tecnici ed economici
La Delibera documenta errori significativi nella valutazione delle offerte:
Offerta tecnica
- Nel Lotto 1, il criterio B prevedeva un massimo di 60 punti, ma la Commissione ne ha attribuiti solo 55.
- Il criterio A prevedeva 10 punti, ma ne sono stati attribuiti 15.
- Nel Lotto 2, i massimali dei criteri A e C sono stati modificati rispetto al disciplinare.
Offerta economica
Il disciplinare prevedeva un punteggio basato sul ribasso percentuale, ma la Commissione ha calcolato i punteggi sul prezzo offerto, con ulteriori errori successivi (ribasso massimo anziché medio).
ANAC evidenzia che:
«la valutazione è stata condotta sulla base di criteri profondamente difformi rispetto a quelli predeterminati» .
La stazione appaltante ha poi proceduto a una rettifica dei punteggi, mantenendo invariata la graduatoria, ma l’Autorità segnala la necessità di valutare l’impatto complessivo degli errori anche rispetto alla soglia di anomalia e alle comunicazioni già inviate agli aggiudicatari.
Le conclusioni dell’Autorità
ANAC qualifica le criticità come gravi e invita la stazione appaltante a:
- valutare le iniziative più opportune per adeguarsi alle osservazioni;
- comunicare le determinazioni assunte entro 30 giorni;
- adottare, per il futuro, un rigoroso rispetto della normativa vigente.
La Delibera si chiude con la dichiarazione che la procedura è caratterizzata da criticità relative a:
- mancata predeterminazione del criterio di prossimità;
- mancata previsione del punteggio premiale per la parità di genere;
- errata attribuzione dei punteggi tecnici ed economici.
Perché questa Delibera è rilevante per i professionisti del settore
La Delibera n. 106/2026 rappresenta un caso concreto che evidenzia tre aspetti chiave della corretta gestione delle gare pubbliche:
- Trasparenza e predeterminazione dei criteri: ogni criterio premiale deve essere definito in modo chiaro e verificabile.
- Obblighi normativi inderogabili: la certificazione di parità di genere non è facoltativa.
- Rigorosa coerenza tra disciplinare e valutazione: ogni scostamento nei punteggi compromette la legittimità della procedura.
Per le stazioni appaltanti, la Delibera è un monito operativo; per i professionisti, un riferimento tecnico utile per comprendere come impostare correttamente offerte e documentazione.
