AMIANTO NEI CANTIERI: DAL 24 GENNAIO 2026 LE NUOVE MODIFICHE

Dal 24 gennaio 2026 entrano in vigore importanti modifiche alla disciplina sulla tutela dei lavoratori esposti all’amianto. Con il D.Lgs. 213/2025, il legislatore ha aggiornato il D.Lgs. 81/2008, recependo la direttiva europea 2023/2668 e rafforzando in modo significativo il sistema di prevenzione, controllo e gestione del rischio. Le nuove regole incidono su ambito di applicazione, valutazione del rischio, limiti di esposizione, notifiche, formazione e sorveglianza sanitaria. Vediamo cosa cambia in concreto. Le disposizioni sulla protezione dal rischio amianto si applicano ora in modo esplicito non solo alle attività di rimozione e bonifica, ma anche a: lavori di ristrutturazione e demolizione, operazioni di scavo ed estrazione in contesti geologici a rischio; interventi di emergenza, come incendi o eventi naturali estremi.

L’obiettivo è superare le incertezze interpretative del passato e garantire tutela in tutte le situazioni in cui l’esposizione, anche potenziale, è concreta.

Amianto: nuovo inquadramento giuridico

L’amianto viene ora esplicitamente collegato al sistema europeo di classificazione delle sostanze pericolose.
Tutte le fibre sono formalmente riconosciute come cancerogene di categoria 1A ai sensi del regolamento CLP, rafforzando la coerenza tra normativa sulla sicurezza sul lavoro e disciplina chimica europea.

Valutazione preventiva obbligatoria nei cantieri

Una delle novità più rilevanti riguarda la fase che precede l’inizio dei lavori. Per gli edifici costruiti prima del 1992, il datore di lavoro deve:

-raccogliere informazioni da proprietari, archivi tecnici e altri soggetti coinvolti;

-in mancanza di dati attendibili, disporre verifiche tecniche specialistiche prima dell’avvio delle attività;

-condividere le informazioni con gli altri datori di lavoro presenti in cantiere.

Si passa così da una gestione reattiva a una prevenzione programmata del rischio.

La valutazione del rischio deve ora stabilire chiaramente che, quando possibile, la rimozione dell’amianto ha priorità rispetto ad altri interventi di manutenzione o bonifica. Inoltre, le deroghe per le esposizioni sporadiche sono state ridotte, rendendo il sistema più uniforme e stringente.

Per i lavori con esposizione ad amianto la notifica all’organo di vigilanza diventa più completa:
oltre ai dati sul cantiere, devono essere indicati:

-procedure di protezione e decontaminazione;

-elenco dei lavoratori coinvolti;

-attestati di formazione e dati sanitari;

-dispositivi di protezione utilizzati.

La documentazione sui lavoratori dovrà essere conservata per 40 anni, garantendo tracciabilità e tutela anche nel lungo periodo. Il valore limite di esposizione viene abbassato di dieci volte:
da 0,1 a 0,01 fibre per cm³ come media su 8 ore.

In caso di superamento del limite o di rinvenimento imprevisto di materiali contenenti amianto, i lavori devono cessare immediatamente e riprendere solo dopo l’adozione di misure di protezione adeguate. Dal 2029, inoltre, le misurazioni dovranno basarsi su tecniche analitiche più avanzate, come la microscopia elettronica. Le nuove regole impongono di ridurre l’esposizione al livello tecnicamente più basso possibile, non solo sotto i limiti di legge. Tra gli obblighi principali: uso sempre più mirato dei DPI, soprattutto per le vie respiratorie; sistemi di contenimento delle polveri (aspirazione localizzata, acqua nebulizzata, incapsulanti); procedure rigorose di decontaminazione; attenzione specifica ai lavori in ambienti confinati.

La formazione dei lavoratori diventa più concreta e legata alle mansioni svolte.
Chi opera in attività di demolizione o rimozione deve ricevere anche un addestramento specifico sull’uso di attrezzature tecnologiche progettate per ridurre la dispersione delle fibre.

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni nel 2026, la tutela contro l’amianto compie un salto di qualità.
Il sistema si fonda sempre meno su adempimenti formali e sempre più su: prevenzione anticipata; responsabilità condivisa; tracciabilità; uso di tecnologie più avanzate.

Per imprese, professionisti della sicurezza e datori di lavoro si apre una fase di adeguamento importante, ma anche un’opportunità concreta per innalzare gli standard di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

ACCEDI AL DECRETO LEGGE N.213/2025