AGIBILITA’: IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L’IMPUGNAZIONE AUTONOMA DEL CERTIFICATO

La recente pronuncia del Consiglio di Stato n. 9260/2025 conferma che il certificato di agibilità può essere impugnato autonomamente, senza la necessità di contestare anche il permesso di costruire. L’agibilità, infatti, non è un atto meramente ricognitivo, ma un provvedimento che attesta la sicurezza, l’igiene, la salubrità e la conformità funzionale dell’immobile, assumendo una propria capacità lesiva nei confronti dei terzi. Quando tali condizioni risultano compromesse, il vicino o il soggetto interessato può proporre ricorso direttamente contro il certificato, mettendo in discussione la verifica svolta dall’amministrazione.

Il Consiglio di Stato ribadisce che permesso di costruire e agibilità sono atti distinti e autonomi: il primo riguarda la legittimità urbanistico‑edilizia dell’intervento, mentre il secondo certifica che l’opera realizzata rispetta i requisiti necessari per essere utilizzata. Di conseguenza, la mancata impugnazione del titolo edilizio non preclude la possibilità di contestare l’agibilità quando emergano difformità costruttive, carenze strutturali o profili di rischio per la sicurezza.

La decisione assume particolare rilievo nei contesti in cui l’agibilità viene rilasciata nonostante criticità evidenti, come distanze non rispettate, volumi difformi o condizioni igienico‑sanitarie non adeguate. In tali casi, il certificato diventa il vero atto lesivo, perché consente l’utilizzo dell’immobile e incide direttamente sulla sfera giuridica dei terzi. Il giudice amministrativo sottolinea inoltre che l’agibilità non può essere considerata un atto “neutro”, poiché presuppone un controllo effettivo da parte dell’amministrazione sulla conformità dell’opera.

Questa interpretazione rafforza la tutela dei cittadini e chiarisce i confini dell’azione amministrativa, evitando che l’agibilità venga rilasciata in modo automatico o privo di adeguate verifiche. Per i professionisti e le amministrazioni locali, la pronuncia rappresenta un richiamo alla necessità di istruttorie accurate e coerenti, soprattutto nei casi in cui l’immobile presenti elementi potenzialmente critici.

SCARICA LA SENTENZA