TARI:COME RICHIEDERE IL RIMBORSO AL COMUNE

Diversi Comuni hanno sbagliato il calcolo della Tari, un errore che ha fatto lievitare la tassa sui rifiuti di tanti cittadini, che per anni hanno pagato più del dovuto.

La Tari si compone di due quote: una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili, e una variabile che dovrebbe cambiare in funzione del quantitativo reale di rifiuti prodotto ma che, in mancanza di strumentazioni adeguate, i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza. L’errore sta nel fatto che, per quanto concerne le pertinenze (ovvero i garage, i box, le cantine, le mansarde, le soffitte, etc…), tanti Comuni hanno inserito nel conteggio anche la quota variabile per ognuna di esse: quindi, una famiglia composta da 4 persone diveniva magicamente di 5 se possedeva un box, di 6 se deteneva anche una cantina, di 7 se vi era anche una soffitta nella propria utenza domestica.

Come chiedere rimborso della Tari

Dopo i chiarimenti del Ministero dell’Economia e Finanze sul calcolo della Tari in base alle pertinenze, si è scatenata la corsa alla richiesta di rimborso da parte dei cittadini.

I cittadini possono fare richiesta di rimborso al proprio Comune, o all’ente affidatario della riscossione, per gli importi versati negli ultimi 5 anni che contengono una. È necessario inviare la richiesta con raccomandata a.r. o posta elettronica certificata, firmata dal titolare dell’utenza e citando gli estremi dell’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18 ottobre 2017.

Alla richiesta vanno allegati gli avvisi di pagamento della Tari che contengono:

  • il riepilogo dell’importo da pagare e il dettaglio delle somme,
  • i dati catastali dell’immobile,
  • la superficie tassata,
  • il numero degli occupanti,
  • la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare.

Se non si riceve risposta o risposta negativa è possibile presentare ricorso nei 60 giorni successivi alla Commissione Tributaria Provinciale.

 


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