PERMESSO DI COSTRUIRE: LA DECADENZA DEVE ESSERE NOTIFICATA

Il Consiglio di Stato, con la sentenza Sezione VI n. 5285 del 15 novembre 2017, è intervenuto sulla dichiarazione di decadenza del permesso di costruire, che non può mai essere tacita.
Per evitare controversie tra privati e Amministrazioni Pubbliche, la decadenza deve sempre essere identificata con uno specifico provvedimento amministrativo e notificata al privato, per consentirgli il contraddittorio con l’Amministrazione pubblica, nel caso di discordanza circa la causa della decadenza, solitamente per il mancato avvio dei lavori entro il termine stabilito.
E’ quindi riconosciuto il fondamentale diritto a ricevere dal Comune una dichiarazione formale di decadenza del permesso di costruire. In assenza di tale atto, Il Comune non potrà far valere la decadenza del titolo per poter realizzare una determinata opera immobiliare.

Il fatto

Una società otteneva la concessione edilizia per la costruzione di un fabbricato alberghiero sul terreno di sua proprietà. Dopo una serie di rinvii, proroghe e rinnovi della concessione edilizia, la medesima società formalizzava richiesta di sanatoria per le opere realizzate in difformità dal titolo edilizio, unitamente alla variante per cambio di destinazione da uso albergo a residenza turistico-alberghiera. Sanatoria e variante venivano respinte dal Comune, sulla base della presupposta insanabilità delle opere
difformi realizzate. Il provvedimento di diniego era preceduto dall’ordine di sospensione dei lavori, seguito dalla diffida alla rimozione delle opere difformi con ripristino della destinazione originaria ad uso albergo e dal conseguente ordine di demolizione. L’Autorità Giudiziaria Ordinaria sottoponeva a sequestro preventivo l’intero immobile.
La società proponeva ricorso avverso detto provvedimento, chiedendone l’annullamento. Dopo il respingimento del ricorso da parte del Tar, la società ha impugnato la sentenza motivando l’appello al Consiglio di Stato con la mancata comunicazione dell’avvio del procedimento, eccesso di potere, carenza di istruttoria, difetto di motivazione.

In particolare, l’appellante rilevava che il Comune competente non aveva tenuto minimamento conto delle ragioni della mancata conclusione dei lavori – non imputabili al titolare della licenza edilizia – non avendo mai avviato alcun procedimento atto ad accertare la presunta decadenza del titolo.
Il mancato avvio del procedimento atto a verificare la sussistenza dei presupposti, di fatto e di diritto, per la dichiarazione di decadenza del titolo edilizio rilasciato aveva leso la società, la quale, impedita nell’utilizzo degli strumenti partecipativi regionali, non aveva potuto adeguatamente far valere le proprie ragioni, che avrebbero potuto dissuadere l’Amministrazione comunale dall’adottare il provvedimento impugnato.

 


About the Author: