Lug 13

MATERIALI DA COSTRUZIONE NON CONFORMI: IL PROGETTISTA SARÀ RESPONSABILE

Con il recepimento nella normativa italiana del Regolamento UE 305/2011, i progettisti hanno un aumento di responsabilità, di natura anche penale. Il regolamento è relativo alle condizioni armonizzate di distribuzione dei prodotti da costruzione. Il nuovo DECRETO LEGISLATIVO 16 giugno 2017, n. 106, pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 159 del 10 luglio 2017), ha modificato le regole di immissione sul mercato dei prodotti da costruzione.

Il testo, adegua la normativa nazionale alle disposizioni europee, semplificandola e rendendola più trasparente, e fissa le regole da rispettare in questo mercato, per garantire la sicurezza e la qualità delle costruzioni. Dal 9 agosto 2017, entreranno in vigore le nuove regole sui materiali da costruzione che, tra le altre cose, prevedono maggiori responsabilità per produttori e progettisti e stabiliscono nuove sanzioni per chi non rispetti l’obbligo di impiego di prodotti conformi al Regolamento UE.

Cosa cambierà con il recepimento del Regolamento UE 305/2011?

L’obiettivo principale del Regolamento UE 305/2011 è la semplificazione del quadro di norme relativo all’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione. Di rimando, si punta dunque a migliorare le norme esistenti sul piano dell’efficacia, dell’armonizzazione e della trasparenza. La novità principale consiste nell’ introduzione,  di un sistema di sanzioni amministrative e penali, e quindi anche di un sistema organizzato di controlli e vigilanza sul mercato, “essenziale al fine di garantire la necessaria credibilità al settore” e al fine di garantire “sicurezza e qualità delle opere”. Queste sanzioni, nei casi riguardanti materiali da costruzione ad uso strutturale o antincendio, prevedono (oltre a sanzioni dai 5 mila ai 25 mila euro) anche pene detentive che si estendono a tutti i soggetti coinvolti (produttore, importatore, distributore, costruttore, direttore dei lavori, collaudatore, organismi e laboratori di parte terza). Negli altri casi le sanzioni andranno dai 2 mila ai 12 mila euro.

 

Quali sanzioni per i progettisti? Le pesanti sanzioni previste per i progettisti sono riportate all’articolo 20 dello schema di Decreto.

Di seguito le due principali sanzioni introdotte:

-Ammende da 2.000 a 12.000 euro per la prescrizione di prodotti non conformi al Regolamento UE 305/2011;

-Arresto fino a tre mesi e ammende da 5.000 a 25.000 euro per la prescrizione di prodotti non conformi destinati ad un utilizzo strutturale o antincendio.

L’inserimento dei progettisti nell’elenco dei soggetti responsabili rappresenta una svolta. L’introduzione è avvenuta infatti in seguito a specifiche richieste della Commissione Territorio del Senato. Nel primo testo, difatti, le sanzioni erano praticamente tutte a carico dei fabbricanti.

Cosa cambia per le altre figure?

Per altre figure responsabili come il direttore dei lavori, i collaudatori ed i costruttori le sanzioni penali sono state semplicemente rimodulate. Tale rimodulazione è stata effettuata in base al livello di responsabilità di ogni soggetto all’interno della filiera.

Nella maggior parte dei casi le pene sono state ridotte. Un esempio per tutti potrebbe essere quello relativo al direttore dei lavori. Con l’attuale normativa, il direttore rischia fino a sei mesi di reclusione per l’utilizzo di prodotti che non siano conformi, a prescindere che siano o meno destinati ad uso strutturale o antincendio. Con il nuovo decreto invece, rischierebbe solo un’ammenda fino a 24.000 euro. L’arresto, sempre fino a sei mesi, si configurerebbe solo nel caso in cui i prodotti venissero usati per uso strutturale o antincendio.

Materiali da costruzione, gli organismi di controllo

Da un punto di vista organizzativo, il decreto istituisce il Comitato nazionale di coordinamento per i prodotti da costruzione, guidato dal presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Inoltre istituisce l’Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea, ITAB, che dovrà assicurare l’integrazione delle funzioni connesse al rilascio della valutazione tecnica europea (ETA) e ottimizzare le attività finora svolte da diverse amministrazioni, non coordinate tra loro (Cnr, Consiglio superiore e Vigili del fuoco).

Infine il decreto aggiorna le procedure per l’autorizzazione e notifica degli Organismi di parte terza per la verifica dei materiali da costruzione.


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