LA VOLUMETRIA INTERRATA RIENTRA IN QUELLA LORDA

 

Ai fini del calcolo della volumetria lorda rileva anche la volumetria interrata, se non sono presenti diverse e specifiche disposizioni previste dalla normativa o dallo strumento urbanistico. Così è stato stabilito con la sentenza n. 5885/2017  dal Tar Campania.

In via generale, in materia edilizia “tutti gli elementi strutturali concorrono al computo della volumetria del manufatto, siano essi interrati o meno“, ma il principio “non è assoluto e opera salvo l’assenza di specifiche diverse disposizioni previste dalla normativa o dallo strumento urbanistico“.

La decisione del Tar. In assenza di una nozione giuridica di costruzione che, per la materia urbanistica, intenda espressamente far riferimento esclusivo alle sole opere realizzate sopra il livello stradale o il piano di campagna, contenuta in disposizioni di rango primario o secondario, ovvero nelle norme tecniche di attuazione degli strumenti regolatori, tutti gli elementi strutturali concorrono al computo della volumetria del manufatto, siano essi interrati o meno.

In materia edilizia, i vani interrati sono, infatti, computabili ai fini del calcolo della complessiva volumetria dell’immobile, salvo che siano insuscettibili di produrre un aumento del carico urbanistico, non siano destinati alla stabile permanenza dell’uomo o lo strumento urbanistico non lo escluda espressamente. Pertanto, il Tar condivide il principio che, in via di principio, ai fini del calcolo della volumetria lorda rileva anche la volumetria interrata. Ma c’è un “ma”: tale principio, tuttavia, “non è assoluto e opera salvo l’assenza di specifiche diverse diposizioni previste dalla normativa o dallo strumento urbanistico“, che operano, appunto, nel caso di specie, dove si è in presenza di una norma legislativa regionale, quella della lett. d) dell’art. 2, comma 1, della L. R. n. 19/09, che nel definire la superficie lorda dell’unità immobiliare dà rilevanza solo alle unità il cui volume fuori terra abbia un’altezza media interna netta non inferiore a metri 2,40.

Seppure la legge in questione non dia una definizione diretta di superficie lorda, la menzionata norma indica chiaramente che la volumetria rilevante è solo quella relativa a unità che abbiano un’altezza media interna netta di almeno metri 2,40. In tal senso, quindi, la legge regionale detta una disciplina sul calcolo e sulla rilevanza della volumetria lorda derogatoria rispetto quella generale.

In definitiva, la stessa disciplina regionale che detta una eccezionale norma di favore, consentendo la realizzazione di ulteriore volumetria, limita, seppure indirettamente, la volumetria lorda esistente alla sola volumetria non interrata alle condizioni indicate. Per questo motivo il ricorso è da rigettare.

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