GLI EDIFICI E IL RADON: MONITORARE E’ FONDAMENTALE. IL RADON UCCIDE

GLI EDIFICI E IL RADON

GLI EDIFICI E IL RADON

Il radon penetra all’interno degli edifici risalendo dal suolo verso gli ambienti residenziali. Il gas passa attraverso tutte le microfratture presenti sul pavimento e sulle pareti nonchè attraverso i servizi tecnologici (gas, elettricita’ fognatura etc). Penetra all’interno degli edifici soprattutto per la differenza di pressione tra questi e l’ambiente circostante (effetto camino). Dunque colpisce in superficie, visto che la concentrazione del radon diminuisce con l’altezza dal suolo. Anche il clima ha una forte influenza sull’esalazione del radon, fattori come la temperatura esterna, il vento e la pioggia cotribuiscono alla presenza del radon in un determinato ambiente.

Le problematiche ad esso legate sono molto serie. Il Radon è un gas radioattivo, cancerogeno: si stima che sia la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta, ed alcuni studi evidenziano sinergie fra le due cause. In Italia ogni anno sono circa 3500 i decessi, con una forbice che si allarga ai 6000 decessi.

Si consiglia di ventilare sempre gli ambienti.

Le regioni più esposte in Italia sono: Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Sardegna, ecc. ma nessuna è esente.

Occorre rivolgere a tecnici qualificati, che hanno svolto un Corso di formazione. In Italia gli Esperti in Edificio Salubre sono in grado di consigliare e seguire ogni proprietario, affittuario, azienda o Ente. In alcune Regione è oramai obbligatoria la valutazione della concentrazione del Radon negli edifici adibiti a pubblico esercizio.

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E’ necessario monitorare gli ambienti, inserendo dei dosimetri, che vengono forniti da diversi Enti: Agenzie Regionali Protezione Ambientale, Enea, Ispra, ecc.

La rilevazione va eseguita per l’arco di un anno ed a seguito di concentrazioni rilevanti è necessario mettere in campo accorgimenti. La scelta del tipo di intervento, o della combinazione di più tipi di intervento, in ogni particolare situazione deve essere effettuata sulla base di specifico studio preliminare.

TIPI DI INTERVENTO IN CASO DI CONCENTRAZIONI PERICOLOSE

  • realizzazione di sigillatura dei pavimenti e delle pareti interrate con materiali non permeabili o poco permeabili al gas Radon;
  • messa in sovrapressione dell’interno dei locali interessati rispetto all’ambiente esterno;
  • realizzazione di ventilazione forzata nei locali interessati, con un numero adeguato di ricambi/ora a tutta
    aria esterna;
  • realizzazione di ventilazione dell’interno dei muri cavi e dei mattoni cavi sui quali è poggiato il pavimento;
  • realizzazione di intercapedini aerate al di sotto del pavimento e tra le pareti interrate ed il terrapieno circostante;
  • messa in opera di sistemi di aspirazione che risucchino i gas provenienti dal suolo sottostante, limitandone la
    parte che raggiunge il pavimento e le pareti interrate.


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