I GEOMETRI HANNO COSTRUITO MEZZA ITALIA: LO CONFERMA UNA RICERCA CRESME

Degli 11,9 milioni di edifici residenziali in Italia, 5 milioni (il 41%) sono stati realizzati attraverso forme di auto-promozione e di autocostruzione o da figure professionali che nel passato erano quelle del capo-cantiere o del mastro-costruttore – “ed è all’interno di questo mondo che si annida la maggior parte della produzione abusiva”. Altri 4,8 milioni di edifici (il 40%) sono stati progettati dai geometri; 1,3 milioni (l’11%) dagli architetti900 mila edifici, infine, dagli ingegneri. È quanto emerge dalla Ricerca “Chi ha progettato l’Italia? Ruolo dell’Architettura nella qualità del paesaggio edilizio italiano” realizzata da Cresme.

Questo riconferma la storicità di una figura professionale, che non deve temere la crisi o la concorrenza di altri Ordini professionali. Sicuramente vanno rivisti i piani di studio ed identificati settori operativi innovativi: essere un tecnico è saper individuare le esigenze del mercato ed essere pronti a dare risposte alla committenza. Ed oggi l’edilizia chiede che i tecnici delle costruzioni, i progettisti, le imprese, diventano i protagonisti della “rivoluzione del vivere e dell’abitare” secondo principi innovativi, di benessere e sicurezza. Si perché l’ambiente in cui viviamo condiziona la salute, l’umore, riduce lo stress e se non ha le caratteristiche adatte al benessere delle persone, incentiva criminalità e violenza. Chi saprà cogliere questa sfida e deciderà di formarsi su questi nuovi argomenti, riuscirà ad affrontare la crisi lavorativa.

Le indagini sugli stili di vita dei cittadini infatti ci informano che le persone, nell’arco della giornata, trascorrono la maggior parte del proprio tempo in ambienti chiusi (indoor). Tali indagini hanno indotto la comunità scientifica internazionale ad occuparsi della contaminazione dell’aria negli ambienti di vita, tanto che negli ultimi anni la qualità dell’aria indoor è stata finalmente riconosciuta come obiettivo imprescindibile di una strategia integrata relativa all’inquinamento atmosferico nel suo complesso.

I materiali da costruzione, tecniche costruttive inadeguate, ambienti non illuminati adeguatamente, acustica carente, il piano colore inadatto, la muffa e l’umidità, sono solo alcune cause che danno origine a malattie importanti: tumori, asma, epilessie, disturbi alla vista, stress, salute mentale,danni cerebrali, infertilità, ecc.

Temi innovativi ed attuali, che sono fondamentali nell’attività lavorativa di oggi e del prossimo futuro. La salute in casa e nei luoghi di lavoro, interessa molto di più del risparmio energetico, almeno secondo l’ultimo sondaggio di Scenari Immobiliari. Gli italiani infatti sono disposti ad investire solo in termini di salubrità, comfort e benessere abitativo, servono quindi tecnici preparati e conoscitori delle nuove tematiche della nuova edilizia.

Condizioni di insalubrità degli edifici, sono causa anche di scarso apprendimento e rendimento scolastico e assenteismo dal lavoro. Oramai l’edilizia deve dare risposte nuove agli stili di vita degli occupanti. Gli incentivi fiscali aiutano a rimodellare gli ambienti concepiti con concezioni superate.E’ importante inserire anche spazi verdi all’interno dei luoghi dove si lavora e si vive; e l’introduzione del “bonus verde” nella manovra finanziaria 2018 è una occasione da non perdere.

Alla luce di ciò, l’educazione alla salute deve legarsi all’educazione ambientale, vista come paradigma fondante di un nuovo modo di essere che congiunge la qualità della vita alla qualità dell’ambiente. I tecnici delle costruzioni, i progettisti, le imprese, diventano i protagonisti della “rivoluzione del vivere e dell’abitare” secondo principi innovativi, di benessere e sicurezza. Si perché l’ambiente in cui viviamo condiziona la salute, l’umore, riduce lo stress e se non ha le caratteristiche adatte al benessere delle persone, incentiva criminalità e violenza.

Gli edifici hanno poi necessità di essere bonificati dall’amianto, presente in ogni angolo degli spazi chiusi, come essere monitorati per le concentrazioni di Radon, che sono la causa di circa 5000 decessi annui per il cancro del polmone.

E’ oramai indispensabile essere tecnici competenti per poter entrare ad operare in settori nuovi ed emergenti. Occorre “riabilitare” la metà del patrimonio edilizio esistente sotto un profilo statico (metà delle costruzioni sono state costruite prima dell’entrata in vigore della Legge sismica 64/74), salubre, igienico-sanitario.

Per quanto riguarda le epoche di costruzione del patrimonio edilizio, infatti dalla ricerca CRESME emerge che:
– 2,15 milioni di edifici sono stati costruiti prima del 1919;
– 1,38 milioni sono il frutto della costruzione tra le due guerre, 51.100 edifici costruiti all’anno;
– 1,66 milioni di edifici sono il risultato della ricostruzione avvenuta tra 1946 e 1960, una produzione di circa 110.700 edifici all’anno;
– 1,97 milioni sono il prodotto degli anni ’60, quelli del boom economico e del triangolo industriale, si tratta di 197.000 edifici all’anno;
– 1,98 milioni di edifici sono stati realizzati nelle provincia e nel sud negli anni ’70, 198mila edifici all’anno.

La produzione di edifici è fortemente scesa negli anni ’80, con la crisi delle città del centro nord e il concentrarsi dell’edificazione nel mezzogiorno; 1,29 milioni di edifici nel decennio, 129.000 all’anno; 80.000 edifici all’anno hanno caratterizzato il primo decennio del XXI secolo; mentre la produzione annua tra 2011 e 2016 è scesa a 32.000 edifici all’anno. Relativamente alla progettazione, su un campione di 3.600 cantieri e progetti di nuova costruzione attivi nel 2017, i progetti a firma di un architetto sono pari al 47,8%, quelli di un ingegnere al 32,2%, mentre quelli a firma di un geometra sono pari al 19,8%.

Per scaricare la ricerca clicca qui

 


About the Author: