CONDOMINIO E ABUSI EDILIZI: LA CONTESTAZIONE ENTRO UN ANNO

Gli abusi edilizi commessi da un condòmino (ad es. ampliamento in sopraelevazione della propria unità immobiliare, come nel caso di specie) devono essere contestati immediatamente da parte dell’amministratore del condominio, pena la decadenza dal diritto di chiedere l’annullamento delle autorizzazioni amministrative.

E’ quanto sancito dal Tar Piemonte nella sentenza 1052/2017 , in cui, a fronte del tipo di contestazione sollevata (edificazione in sé) e del lungo tempo trascorso dall’inizio dei lavori (risalente a più di un anno prima della proposizione del ricorso), ha deciso di risolvere la controversia effettuando un bilanciamento tra le esigenze di tutela dei terzi e il ragionevole affidamento del titolare del provvedimento favorevole circa la validità e stabilità dell’attività nelle more svolta.

Alla fine, ha prevalso la seconda tutela: siccome le opere in questione risultavano già concluse all’epoca del ricorso, esso è stato giudicato tardivo e pertanto irricevibile. Nel caso di specie, peraltro, nel tempo intercorso si erano protratte con stati di avanzamento lavori abbastanza “corposi”, rispetto ai quali, addirittura, il condòmino aveva avuto modo di chiedere anche una Scia in sanatoria (pur in assenza di contestazioni, non ancora sollevate dalla stessa compagine condominiale).

Il Tar, a rinforzo, fa notare che la presenza evidente del cantiere in condominio e la tracciabilità delle opere anche dentro i verbali assembleari legittimano la preferenza espressa alla esigenza di affidamento del condòmino rispetto quella, di pari rango, del condominio.

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