Mag 09

BIM – “Building Information Modeling” – nuove opportunità di lavoro dalla nuova frontiera della progettazione

Il processo di progettazione e costruzione di un fabbricato è notevolmente cambiato nel corso del tempo. 

L’utilizzo di materiale più performanti nelle strutture, il contenimento dei consumi energetici, l’integrazione con le energie rinnovabili, la necessità di accorciare i tempi  di realizzazione e di tenerne contenuti i costi, ha fatto si che un sempre più nutrito numero di attori siano coinvolti nel processo costruttivo, con la necessità di coordinare e interagire in tutte le fasi dei processi, dalla progettazione alla realizzazione.

Il Building Information Modeling, più comunemente conosciuto con l’acronimo di BIM, rappresenta una nuova metodologia di lavoro, fornendo una rappresentazione digitale tridimensionale accurata dell’edificio ed un database di informazioni dettagliate riguardo i suoi componenti. 

Il BIM non rappresenta solo una semplice evoluzione della modellazione grafica tridimensionale, ma un vero e proprio strumento in grado di mettere in relazione il campo tecnologico con l’adozione di software specifici, di una adeguata infrastruttura hardware e network  e di un sistema di database di informazione, il campo dei processi che comprende il ruolo, gli ambiti di lavoro ed il rapporto dei singoli attori che ruotano intorno al progetto, alla costruzione ed alla gestione di un edificio e il campo politico-istituzionale che comprende l’intera sfera giuridica-normativa legata al settore delle costruzioni e le istituzioni pubbliche e private che intendono privilegiare il BIM attraverso la stesura di linee guida, best practice, ecc.  

I metodi e gli strumenti di Building Information Modeling sono sempre più utilizzati e sono consigliati sia a livello europeo, sia dal D.Lgs. n. 50/2016 (nuovo Codice degli Appalti) che, diversamente da quanto riportato nella prima stesura non impone, per il momento, l’obbligatorietà del BIM  definendolo invece una “facoltà” da parte delle stazioni appaltanti di richiederlo per lavori sopra la soglia comunitaria di 5,225 milioni di euro.

Un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, entro il 31 luglio 2016 dovrà individuare le pratiche e i sistemi di monitoraggio per rendere obbligatorio lo strumento, con una tempistica graduale, valutata anche in relazione agli importi e alla tipologia delle opere e dei servizi da affidare.

LA DISPENSA E' RISERVATA AI SOCI INDIVIDUALI (allegati Speciale Marzo/Aprile 2016) E SCARICABILE NELL'AREA RISERVATA

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